Buongiorno e buona domenica, amici lettori!
Dopo aver apprezzato la storia di Elena e Viktor (quest'ultimo
ribattezzato "bas*ardo sintetico" 😂) in "Digital Sin", non potevo
di certo perdermi il nuovo capitolo della serie "The Sin Code".
Protagonisti di questo volume, Giada e Kane.
Autore: Pamela Boiocchi
Serie: The Sin Code Series Vol.3
Genere: Dark romance con tinte sci-fi
Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 15,50
TRAMA:
Kane Blackwell non chiede il permesso.
È freddo. Arrogante. Pericolosamente intelligente.
Per lui, le emozioni sono interferenze e le persone variabili da gestire.
Ed è così fottutamente sexy che odiarlo dovrebbe essere molto più facile.
Mi ha rinchiusa nel suo attico. Ha messo uomini armati fuori dalla porta, trasformato ogni mio confine in una clausola contrattuale e stabilito che la mia libertà fosse un rischio che non intendeva correre.
Sono una psicologa.
Conosco la differenza tra protezione e possesso.
Il problema è che il mio corpo non sembra interessato alla mia competenza professionale.
Mi piace il modo in cui mi guarda quando gli disobbedisco.
Mi piace ancora di più quello che fa per ricordarmi chi comanda.
Perché quando siamo soli non vedo soltanto il mio carceriere.
Vedo l’uomo al quale desidero obbedire.
Kane può controllare tutto.
La sua azienda. Le sue reazioni. Ogni centimetro dell’attico nel quale mi tiene prigioniera.
E forse ciò che dovrebbe spaventarmi non è che voglia decidere anche per me.
È quanto mi eccita lasciargli prendere il controllo.
Ora la mia sopravvivenza dipende dall’uomo dal quale dovrei scappare.
Ma se la sua prigione fosse anche l’unico posto nel quale desidero restare?
Come anticipato dall’autrice all’inizio del libro, questo romanzo non è adatto a un pubblico sensibile. Se di sensibilità d’animo si parla... 😉 🙈
Al contrario da quanto sostengono alcuni lettori, io escluderei anche le casalinghe annoiate o le signore non più giovanissime, sia mai che si mettano in testa certe idee e coinvolgano i loro partner in acrobazie sessuali. Indirizzerei la lettura esclusivamente a un pubblico affetto da ninfomania/satiriasi in astinenza da un po’, così da non correre rischi.
E questo è l’unico consiglio che mi sento di rivolgere a Pamela Boiocchi, dietro cui si cela senz’altro una frustrata donna di mezz’età o un attempato uomo con una incipiente calvizie. Sempre che si tratti di farina del suo sacco, eh? Ormai sappiamo che l’AI ha fatto passi da gigante... 😂😂 Ok, ok, la smetto, altrimenti l’autrice perderà i capelli per davvero 😂😂
Tornando alla storia, in questo nuovo capitolo della serie The Sin Code, troviamo come protagonista Giada Rinaldi, l’amica di Elena, che abbiamo conosciuto nei precedenti volumi. Questa psicologa dal carattere vivace aveva attirato la mia attenzione, speravo proprio che l’autrice le riservasse uno spazio tutto suo. Inutile dirlo, sono felice di essere stata accontentata.
Vive una relazione con Kane.
Kane Blackwell è il proprietario della Exolyth, una multinazionale da miliardi, con laboratori segreti, ricerca neurale, intelligenze artificiali con un corpo, gente con troppi soldi.
Exolyth non è un’azienda. È un ecosistema. Le persone entrano, producono, si consumano, escono. Il sistema resta. Sempre.
Ha un protocollo da rispettare. Per lui è indispensabile. Si è ficcato in testa un congegno sperimentale che annulla le emozioni, che dovrebbe ridurle a un impulso gestibile, filtrandole prima che interferiscano con il processo decisionale.
E Giada è una crepa. Un sussurro nel cervello che dovrebbe stare zitto. Qualcosa di dannatamente vivo. Ed è un problema. Il dispositivo con lei non funziona.
L’azienda di Kane ha bisogno di una consulenza psicologica, dopo il suicidio di uno dei suoi dipendenti, e qui entra in gioco Giada. Sebbene lei non sia una psicologa del lavoro, non può tirarsi indietro di fronte alla richiesta di aiuto dell’amica Elena.
Io ho pazienti normali. Discussioni di coppia. Attacchi d’ansia. Genitori sull’orlo di una crisi di nervi. Non CEO con tendenze messianiche e aziende che progettano cose che vanno contro ogni briciolo di etica.
Accettare l’incarico la espone a diversi pericoli, tra cui l’inizio di un sentimento, con la consapevolezza - professionale - di non potere/volere redimere Kane.
È l’uomo che voglio. Volerlo non significa assolverlo. Significa soltanto che la sua colpa non basta a rendere falso quello che provo.
Salvatore o carceriere?
Sono prigioniera. Lo so. Eppure non sono una vittima ingenua trascinata via contro la sua volontà. Ho capito che l’alternativa sarebbe stata peggiore.
Lettura oltremodo consigliata. Non siate timide, su... Entrate nel club delle donne che si innamorano di esseri che dovrebbero spaventarle a morte e dove l’azione non manca. E non mi riferisco solo a QUEL tipo di azione… 😏🙄😑😂, malpensanti che non siete altro. Il romanzo, infatti, contiene scene di suspense e un colpevole da stanare.
PS: comunque, un prototipo biomeccanico, stile Robocop, che mi gira per casa, non sarebbe male 😉
PS2: Lo chef che probabilmente sta cercando un terapeuta... Muorooo 😂


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