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mercoledì 16 marzo 2022

RECENSIONE "IMMUNITÀ DI GREGGE: LA PRIMA EPIDEMIA SOCIAL" di Marco Bonafede

 

dell'autore Marco Bonafede. 



Autore: Marco Bonafede
Genere: Fumetto
Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 9,00

Contatti autoreBlog - Facebook

Trama: Contro le paure e le incertezze un libro semplice e divertente scritto e disegnato da un medico.



DICE L’AUTORE:

Sono un medico psichiatra e ho dovuto fare i conti con la pandemia anche dal punto di vista professionale. Ma l'idea di questo fumetto deriva da un'esperienza come paziente. A novembre mi sono dovuto operare e alcuni giorni prima, mentre effettuavo gli esami del prericovero, mi sono ritrovato ad aspettare il mio turno insieme ad altri pazienti. Alcuni avevano opinioni scettiche od ostili nei confronti dei vaccini e allora ho spiegato, senza dire di essere un medico, cosa era l'immunità di gregge e perché conveniva vaccinarsi.
Più tardi una signora si è avvicinata e mi detto che era rimasta colpita da quello che avevo detto e da come lo avevo detto: secondo lei andava registrato e diffuso perché era estremamente efficace. Mi ha sorpreso e fatto piacere e l'ho ringraziata delle sue parole.  
Non conosco il nome della signora e non potrei neppure riconoscerla, perché ambedue indossavamo la mascherina. 
Alcune settimane dopo, durante la convalescenza postoperatoria, ho cominciato a disegnare il fumetto.
Mi ha aiutato molto a distrarmi dai miei problemi di salute e a sopportare qualche difficoltà.
Convincerà qualche no vax a vaccinarsi? Non credo.
Dovrebbe ammettere di avere sbagliato per mesi, assumendosi inutilmente rischi e disagi. Non è facile riconoscerlo.
Ma questo libro aiuterà chi si è vaccinato a contrastare più efficacemente la propaganda no vax e a essere ancora più consapevoli della necessità della vaccinazione obbligatoria per tutti. 


Si tratta di un libro, anzi un fumetto, molto originale con scopo divulgativo e a mio parere efficace. Dovremmo averlo tutti fra le mani per leggere il “discorso vaccini Covid 19” con una chiave di lettura simpatica e immediata, ben diversa da noiosi trattati di cui, a meno di avere una laurea in medicina, non capiremmo molto.
Chi di noi, in questo lungo periodo di pandemia, non ha avuto, almeno una volta, dei dubbi su quale sia la corretta scelta in merito ai vaccini, posto che esista una risposta migliore di altri o assoluta?
Al di là del fatto che si tratta di una decisione intima ed individuale, della quale potremmo parlare ore senza venirne a capo o trovare “chi ha torto e chi ha ragione”, ho apprezzato molto l'oggettività con lui l’autore, un medico psichiatra ha trattato il tema.
Le persone sono idealmente divise in tre categorie, come di fatto sta succedendo nella realtà.
-Il no assoluto al vaccino
-Il sì ponderato e fiducioso nella scienza
-La via di mezzo, il non saprei, forse sì ma se poi succede che…
Vengono “scomodati” personaggi importanti ad avallare i vari punti di vista, come ad esempio il dr Jenner, grazie al quale si è sconfitto il vaiolo, anche con la collaborazione di Napoleone che fece comprendere l’importanza di vaccinarsi e obbligò i soldati a farlo.
Appare poi il dr Wakefiel che, per nuocere alla casa farmaceutica con cui era in corso una causa legale, pubblicò uno studio falsificato in cui si sosteneva che il vaccino potesse provocare l’autismo. Di qui la paura che i propri figli diventassero dei nuovi Frankenstein.
Fra i NO totali ecco che arriva Don Ferrante, personaggio dei Promessi Sposi che non prese alcuna precauzione contro la peste.
Di fondo viene evidenziato come la paura sia connessa ad altri timori, a volte deliranti, ossia del ritorno di regimi dittatoriali perché ciò che sta succedendo in questi anni è già avvenuto qualche decennio fa.
Le vignette sono davvero fruibili: il ben noto concetto di “pecore” è rappresentato da un copioso gregge.
Ci sono poi schemi riepilogativi sui numeri del Covid, qualche caricatura e una sottile ironia che strappa un sorrisetto senza far perdere il focus.
Da ultimo, sappiamo che l’epidemia è definita social perché internet è piena di false certezze, di esibizionisti “laureati sul web” che terrorizzano o diffondono le teorie del complotto.
In complesso una lettura godibile e originale.
I miei complimenti all’autore! 


sabato 5 febbraio 2022

RECENSIONE "IMMUNITA' DI GREGGE: LA PRIMA EPIDEMIA SOCIAL" di Marco Bonafede

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Immunità di gregge: La prima epidemia social" di Marco Bonafede. A cura di Silvia Cossio.



Autore: Marco Bonafede
Genere: Fumetto
Disponibile in ebook a € 4,00
E in formato cartaceo a € 9,00

Contatti autoreBlog - Facebook

Trama: Contro le paure e le incertezze un libro semplice e divertente scritto e disegnato da un medico.



DICE L’AUTORE:

Sono un medico psichiatra e ho dovuto fare i conti con la pandemia anche dal punto di vista professionale. Ma l'idea di questo fumetto deriva da un'esperienza come paziente. A novembre mi sono dovuto operare e alcuni giorni prima, mentre effettuavo gli esami del prericovero, mi sono ritrovato ad aspettare il mio turno insieme ad altri pazienti. Alcuni avevano opinioni scettiche od ostili nei confronti dei vaccini e allora ho spiegato, senza dire di essere un medico, cosa era l'immunità di gregge e perché conveniva vaccinarsi.
Più tardi una signora si è avvicinata e mi detto che era rimasta colpita da quello che avevo detto e da come lo avevo detto: secondo lei andava registrato e diffuso perché era estremamente efficace. Mi ha sorpreso e fatto piacere e l'ho ringraziata delle sue parole.  
Non conosco il nome della signora e non potrei neppure riconoscerla, perché ambedue indossavamo la mascherina. 
Alcune settimane dopo, durante la convalescenza postoperatoria, ho cominciato a disegnare il fumetto.
Mi ha aiutato molto a distrarmi dai miei problemi di salute e a sopportare qualche difficoltà.
Convincerà qualche no vax a vaccinarsi? Non credo.
Dovrebbe ammettere di avere sbagliato per mesi, assumendosi inutilmente rischi e disagi. Non è facile riconoscerlo.
Ma questo libro aiuterà chi si è vaccinato a contrastare più efficacemente la propaganda no vax e a essere ancora più consapevoli della necessità della vaccinazione obbligatoria per tutti. 



Immunità di gregge: La prima epidemia social dell’autore Marco Bonafede è un libricino divulgativo semplice ed efficace grazie anche, o soprattutto, alle illustrazioni. Non porta con sé grandi pretese se non quella di informare su un argomento spinoso, permettetemi il termine: i vaccini. 
Sull’argomento, l’opinione pubblica si è divisa in tre principali fazioni: a favore, contrari e incerti. Tutte con le loro valide motivazioni, tuttavia in contrasto le une con le altre. Difficile capire dove sta la ragione e dove il torto, sempre ammesso che una o l’altra debbano per forza prevalere. Forse, parlandone a tavolino, si scoprirebbe l’esistenza di soluzioni che possano incontrare il favore di tutti, ma sarebbe chiedere troppo… 
Da oltre dieci anni lavoro in uno dei Cup dell’ospedale della mia regione e ho vissuto in prima persona i dubbi e le incertezze dei pazienti che ponevano delle domande a cui, ahimè, non essendo un medico, non potevo rispondere. Ricordo che durante la prima epidemia, che ha visto migliaia di morti, tutti speravano nella scoperta e conseguente realizzazione di un vaccino contro questo “mostro” che di punto in bianco, come un uragano, aveva sconvolto le nostre vite, quello che fino a quel momento era stato il nostro concetto di libertà. Vaccino che, tutto sommato, è arrivato in tempi decenti. Sono iniziate le prenotazioni per accedere a quest’unica ancora di salvezza dando la precedenza ai sanitari (più a rischio contagio), alle persone di una certa fascia di età (le più colpite) e a quelle fragili. A seguire, per gradi, a tutti gli altri. La gente ha aspettato mesi prima che arrivasse il suo turno. Infinite le polemiche per la scelta di questo ordine prioritario o nei confronti di ricchi e potenti che riuscivano ad accedere al vaccino prima degli altri. Non so se queste voci avessero un reale fondamento, ma hanno iniziato a girare e a creare uno scontento generale. Ben, comunque, in breve, la maggior parte ha potuto beneficiare delle prime due somministrazioni. Purtroppo, non sono mancate le conseguenze… Il tanto desiderato vaccino ha presentato delle falle che hanno portato a decessi e altre gravi effetti indesiderati. Rischio calcolato. Percentuale minima. Queste le giustificazioni della sanità. E per l’amor del cielo, ci possono stare, avrà pensato la maggioranza. Certo, se quell’uno per cento non fosse un proprio caro, sarebbe meglio. Ed ecco i primi dubbi. C’è voluto l’intervento di un organo come quello dei carabinieri - ricordiamo tutti la notizia della perdita di un maresciallo dell’arma - per evidenziare quella che, ahimè, stava già diventando una certezza: troppi i rischi per un vaccino di cui, di fatto, non si conoscevano la reale efficacia e durata. Bene, si cambia tipo di vaccino, ma i dubbi non se ne sono andati. Siamo delle cavie? Da qui alla formazione della fazione dei contrari il passo è stato breve. E la cosa non è migliorata quando, non potendo secondo le normative attuali imporre l’obbligo di vaccinazione, lo Stato ha trovato delle vie alternative per costringere tutti a questo passo. Vedi l’impossibilità di accedere al lavoro o altri servizi. Non sono una specialista del settore come l’autore di questo libro Marco Bonafede, ma mi sento di affermare che lo Stato non ha agito nel modo migliore: non c’è nulla di più sicuro che imporre una determinata cosa per ottenere l’esatto opposto. Probabilmente, se avesse detto che non c’erano abbastanza dosi per tutti, ci sarebbe stata la corsa al vaccino. Psicologia spicciola, sì, ma con una base concreta non trascurabile. 
Ciò detto, scusate se mi sono dilungata, ma volevo fare un riassunto delle circostanze che hanno condotto alla situazione attuale. Diversi i punti di vista che hanno dato vita a vere e proprie aggressioni verbali sui social e non solo. 
Vi dico subito che io faccio parte degli incerti. All’inizio mi sono vaccinata perché dovevo, di sicuro non avrei messo a rischio la stabilità economica della mia famiglia, ma non mi sentivo affatto ben predisposta. Al terzo dosaggio sono arrivata di mia volontà e con consapevolezza. Ho avuto modo di confrontarmi con persone aperte al dialogo, senza giudizi, e di raccogliere informazioni che vanno al di là delle notizie fornite dai telegiornali. Anche un volumetto come questo può tornare utile dal momento che, come scritto all’inizio della mia recensione, fornisce un quadro della situazione intesa come informazione e non come una campagna contro i no-vax. Ho avuto modo di ricredermi su alcune mie convinzioni. Non del tutto, eh? Resto sempre del parere che la sanità dovrebbe focalizzare le energie verso una cura e che il Dio Denaro troppo spesso abbia la meglio sugli interessi della popolazione, ma, sebbene in questo momento abbia 38 di febbre legata al terzo richiamo (fatto proprio ieri pomeriggio), mi sento più tollerante. Quantomeno voglio dare fiducia a chi sta cercando di trovare la soluzione a un problema che, ci tengo a ricordarlo, ha sterminato intere famiglie.
Lo so che quando va tutto bene o succede a qualcun altro non ci sono problemi, ma non sempre è così. 
Io stessa ad aprile scorso ho contratto la malattia e non è stata una passeggiata. Mi porto avanti qualche piccolo strascico, ben poco cosa rispetto a chi è andata peggio.
Il suggerimento - e qua mi rivolgo a tutte le fazioni - è quello di avere una mente elastica con una visione a 360°. Non vi dirò da che parte stare, né cosa sia giusto o sbagliato, ognuno è libero di fare le sue scelte, questa è sempre stata la mia politica, qualunque argomento si affronti.
Tornando a questo libricino, lo consiglio a tutti. È utile, semplice, diretto. Si legge in un soffio. Le vignette, realizzate dallo stesso autore, alleggeriscono l’argomento e rendono questo tipo di lettura adatta a tutte le fasce di età. Bravo Marco Bonafede!


lunedì 11 gennaio 2021

"SOGNI, LA FANTASCIENZA DEI SENTIMENTI" di Marco Bonafede

 

Buon pomeriggio amici lettori!
il romanzo dell'autore Marco Bonafede.





Autore: Marco Bonafede

Genere: Fantascienza 

Disponibile in ebook a € 5,00
E in formato cartaceo a € 15,00

Contatto autore: Marco Bonafede



TRAMA:

Sonia Montes è una biofisica che lavora per la Morpheus SA, una multinazionale specializzata in cure psichiatriche. In una clinica svizzera i pazienti vengono curati con la psicochirurgia, una tecnica avveniristica che rimuove i disturbi mentali in maniera rapida ed efficace. Non sono più necessarie lunghe psicoterapie o trattamenti farmacologici, gli psicochirurghi possono entrare nei sogni dei pazienti ed eliminare i loro fantasmi inconsci.
Le opere di grandi pittori come Bruegel, Bosh, Paolo Uccello, Magritte, Klimt, Mirò, Dalì, sono alla base degli scenari onirici.
La condivisione dei sogni è la tecnologia del futuro, un futuro che può arrivare prima del previsto.


DICE L’AUTORE:

Lavoro in ospedale e durante le prime settimane dell’epidemia Covid19 sono andato a vivere per precauzione da solo, per non avere contatti coi miei familiari. Avevo un computer senza connessione internet, mancava la televisione ma c’erano parecchi libri, alcuni dei quali d’arte. Sogni è un romanzo per immagini, abbastanza congeniale per me perché in passato mi sono occupato dei fumetti.
Per scriverlo ho riletto "L'interpretazione dei sogni" di Freud. È stato scritto da marzo ad agosto del 2020.
Per me il momento più bello della scrittura è quando si fanno le ricerche preparatorie e l'idea viene sviluppata.
Mia figlia adolescente mi ha fatto scoprire le serie tv e si vede l'influenza che hanno avuto nello sviluppo dell'idea, che è pensata come una sorta di stagione 1. Il romanzo Ready player one, che piace molto a mia figlia, è stato un modello. Ormai ci sono tanti effetti visivi nei film che realizzare Sogni come film non sarebbe un problema.
Poi ci sono anche tutta una serie di questioni collegate col mio lavoro di psichiatra, ma il discorso si farebbe lungo.
Ho scritto altri romanzi e da qualche anno pubblico solo su Amazon.





BREVE ESTRATTO:

- Io la più grande scrittrice vivente!? È una sciocchezza totale! Essere famosa non vuol dire essere grande. La grandezza te la danno solo dopo che sei morta ed è finito il casino delle interviste, delle promozioni, del marketing. Quando le persone non guardano più i film e le serie tv tratte dai tuoi romanzi, quando non ci sono più offerte speciali, quando gli editori non investono più su di te, solo allora, se continuano a leggere quello che hai scritto, ti danno la patente di grandezza. Ed è una soddisfazione idiota, perché appunto sei già morta. Vede, una volta trovai a casa di una mia zia una vecchissima rivista. Parlava di una famosa scrittrice degli anni 50 del secolo scorso e del grande successo dei suoi romanzi. Già trenta anni fa nessuno ricordava quella scrittrice. Forse finirà così anche per me. Ma siccome sarò morta non me ne importerà nulla.
- Cosa si aspetta dalla terapia?
- Cioè, cosa voglio ottenere?
- Si. 
Dorothy Queen esita, si guarda intorno, poi dice:
- Mi capitava già prima, ma per brevi periodi, per qualche giorno, per una settimana, al massimo due: non riuscivo più a scrivere. Mi alzavo la mattina, facevo colazione, mi sedevo al computer, guardavo la posta, guardavo a che punto era la spedizione dell’ultimo pacco in arrivo da Amazon o da Ebay, poi cercavo di scrivere e non ci riuscivo. Finiva che perdevo tempo su Facebook coi giochi di caramelle o di carte. Alla fine pensavo, “Va bene, devo fare qualche ricerca sulla trama del mio romanzo.” e allora cercavo qualche posto dove ambientarlo, lo esploravo con google map, una bella passeggiata in realtà virtuale e mi dicevo “Comunque ho lavorato, sarà facilissimo descrivere in quale ambiente si muove il mio personaggio.”   Adesso è peggio. Sono ferma da sei mesi e non riesco a decidermi a cominciare un nuovo romanzo. Penso che se anche lo comincio non avrò la forza di finirlo e resterà incompiuto. E allora perché sobbarcarmi dello sforzo e della pena di scrivere?
Frida chiede: - È solo un problema di volontà o non riesce a trovare l’idea giusta?
-Le idee non mancano mai. Ogni scrittore ne ha almeno una decina nella mente: spunti, abbozzi di trama, suggestioni. Ma sono tutte idee che non svilupperà mai, che non vedranno mai la luce. C’è un episodio dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto che mi piace molto… Sapete cos’è L’Orlando Furioso? Lei, dottore, è italiano quindi lo sa sicuramente, la dottoressa è americana, forse no.
-  No, non lo conosco. – dice Frida.
- È un romanzo in versi del 500 su un cavaliere innamorato. Il paladino Orlando impazzisce d’amore e il suo amico Astolfo va a cercare il suo senno perduto sulla luna, perché la luna è piena di ampolle col senno perduto degli uomini. Io immagino che sulla luna ci siano valli intere piene di ampolle con dentro i fogli arrotolati dei romanzi non scritti. Perché, voi non lo sapete, ma scrivere un romanzo è un atto d’amore.
- In che senso?
- Voi andate in giro per la strada, incontrate altre persone, a volte le considerate attraenti. Arrivate a fare anche qualche fantasia più o meno spinta su di loro, ma poi non fate nulla. Sono solo delle simpatie senza importanza, che potrebbero essere qualcosa in più ma non lo diventeranno mai. Solo raramente quella che è solo una lieve attrazione diventa qualcosa di più e cresce sino a diventare il pensiero con cui ti alzi la mattina e quello con cui ti addormenti la sera. Cominciare un romanzo è come innamorarsi: per mesi, a volte per anni, il romanzo che stai scrivendo diventa il centro dei tuoi pensieri, come se fosse la persona che desideri. Spesso, nel corso della giornata, ti vengono in mente idee che vorresti inserire nel romanzo e speri di ricordartele. Finisci con l’andare in giro con un notes e una matita in tasca per non lasciarti sfuggire un’idea o un brandello di conversazione che può essere utile per il romanzo. Tutto ti parla del tuo romanzo come tutto ti parla della persona amata, quando sei innamorata. Mentre lo scrivi non pensi se avrà successo o meno, o meglio non te ne importa nulla, stai vivendo la tua storia d’amore e questo ti basta. Ecco, io non riesco più a innamorarmi.





 
Nato nel 1959, Marco Bonafede lavora come medico psichiatra.
Ha esordito nel 1979 come sceneggiatore e disegnatore di fumetti, pubblicando su La Città Futura, L’Unità, Eureka e per la Glénat Italia.
I suoi libri principali sono: Sigmund Freud (fumetto 1992), Virtual Eros (romanzo 1994), Fisica della Mente (saggio scientifico 2000), Asia Anderson e i fantasmi del tempo (romanzo 2009). 
Sono tutti pubblicati con Amazon KDP.