Visualizzazione post con etichetta PAV Edizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PAV Edizioni. Mostra tutti i post

venerdì 26 gennaio 2024

RECENSIONE "MANDORLI IN FIORE" di Silvia Maira

 

Buongiorno follower, buon venerdì! 
Franca Poli ha letto l'ultima pubblicazione dell'autrice Silvia Maira: 
"Mandorli in fiore", edita Pav Edizioni.


Autore: Silvia Maira

Genere: Romance

Casa editrice: Pav Edizioni

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 13,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

“Ciò che ti rende giovane sono i sogni da realizzare e le emozioni che riesci ancora a sentire nel cuore.”
Alla vigilia delle ferie estive, Ida Russo, giornalista del settimanale milanese Noi Magazine, per il quale cura la rubrica Ricordi, riceve una mail.
Convinta a godersi le meritate vacanze, dopo un intenso e travagliato anno di lavoro, Ida è ben decisa a non aprirla, ma c’è qualcosa nell’oggetto che l’attira.
Clicca più per curiosità che per reale interesse, ma il contenuto ha qualcosa di speciale, che la rapisce, a tal punto che decide di comporre il numero di telefono indicato in calce.
Quella telefonata le farà conoscere Lillo De Luca, originario di un paese dell’entroterra siciliano, che le racconterà un’intensa storia di vita e la farà tornare indietro, come in un film, nel secondo dopoguerra.
Ida coglierà l’occasione per andare in Sicilia, ad ascoltare da vicino i racconti di Lillo.
Amori, amicizie, gioie e dolori, racconti di una vita povera e semplice e una piccola casa immersa nel verde della campagna, circondata dagli alberi di mandorlo, la faranno appassionare alla vita dell’uomo e le offriranno lo spunto per riflettere sulla sua, resa vuota dopo che il fidanzato Dario l’ha lasciata dall’oggi al domani senza un perché.

Una storia delicata, in cui si respira il sapore della semplicità, tratta da racconti di vita vera. 



Ciò che ti rende giovane sono i sogni da realizzare e le emozioni che riesci ancora a sentire nel cuore. 

Ho amato questo libro dalla prima all’ultima pagina. Mi è veramente dispiaciuto lasciare andare Ida, Ines, Enrico, il signor Lillo e tutti gli altri personaggi che hanno dato vita a questa splendida storia.
Il racconto è ambientato in Sicilia e più precisamente nelle campagne di Canicattì. Uno dei punti di forza nei libri di Silvia Maira è la descrizione dei luoghi dove si dipana la storia. Chi legge il libro può vedere con gli occhi dei protagonisti cosa succede intorno a loro. In questo caso, a me sembrava di essere assieme a Ida e al signor Lillo nella campagna siciliana: gli alberi di mandorlo, la scuola ormai fatiscente frequentata dall’anziano signore, così come lo è la casa di suo nonno; la piazza del paese, il B&B dove Ida alloggia...
Ida Russo è una giornalista, lavora a Milano per il settimanale Noi Magazine e cura la rubrica “Ricordi”.  L’ultimo giorno di lavoro prima delle ferie riceve una mail proveniente dalla Sicilia. La curiosità la convince a comporre il numero che vi è scritto. Quella telefonata le farà conoscere il signor Lillo De Luca, maestro in pensione, originario dell’entroterra siciliano che ora vive a Livorno. Decide così di trascorrere le ferie a Canicattì, per conoscere personalmente l’anziano insegnante e farsi raccontare la storia della sua vita. Una vita che inizia nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, sotto a un bombardamento. Una vita fatta di tribolazioni, rinunce, punizioni inflitte soprattutto dalla madre con un cucchiaio di legno. Ma fatta anche di amicizia, solidarietà tra vicini di casa, riscatto sociale, amore. Il racconto dell’anziano è quello di un modo di vivere povero e semplice, di una piccola casa immersa nel verde della campagna, circondata dagli alberi di mandorlo. Ida è affascinata dalla vita dell’uomo che le offrirà lo spunto per riflettere sulla sua, resa vuota dopo che il fidanzato Dario l’ha lasciata dall’oggi al domani senza un perché.
Finale sorprendente che ho apprezzato molto, anche perché ha risposto ad alcune domande che mi ero posta leggendo il libro.
Questo non è un romanzo dove la storia d’amore è la parte predominante, ma è un’aggiunta. È un po’ la ciliegina sulla torta. Sì, perché Ida, nel B&B dove alloggia, conosce Enrico, il figlio dei proprietari dell’albergo. Giorno dopo giorno i due ragazzi si avvicinano, ma lei è titubante ad allacciare una qualsiasi relazione per due motivi: uno è la distanza e l’altro è la differenza di età. Lei ha pochi anni più di lui.
Come ho detto all’inizio, mi sono affezionata ai vari personaggi. La loro descrizione è particolarmente dettagliata. Sono persone vere, con le quali si riesce ad entrare facilmente in empatia. 
In primis Ida e Lillo. Poi Ines, amica, collega e vicina di casa di Ida, nonché cat sitter di Fiammetta, alle prese con un fidanzato mammone, Evaristo... “beato chi l’ha visto”. Per non parlare della moglie e degli amici del signor Lillo, in particolare il galante Caluzzo. E poi c’è Enrico. Mi è piaciuto il suo lato romantico, il modo scanzonato con cui cerca di nascondere il dolore dovuto a una delusione d’amore. Non posso dimenticare suo cugino Nello, tanto arrogante quanto simpatico e il suo volo in piscina ad opera di Ida. 
La scrittura accurata, la trama ben delineata e coinvolgente, i dialoghi vivaci e a volte divertenti, rendono la lettura piacevole e veloce. 
Anche questa volta Silvia Maira mi ha emozionato. Mi sono commossa nel leggere questo libro, ma anche divertita. Mi ha fatto conoscere luoghi incantevoli, ma che possono risultare ostici per chi ci deve vive.
Decisamente consigliato da parte mia. Vorrei terminare la recensione con questa bella poesia dal titolo "La mia vallata" di Lorenzo Maira:

Il silenzio avvolge l’immensa pianura.
Tutto tace.
Si sente appena una leggera aria che porta il profumo della fioritura. 
Immersi nel verde ci si perde nell’immenso spettacolo. 
E la mente vaga immersa in fantastici sogni. 


venerdì 15 settembre 2023

RECENSIONE "LA STRADA DI CASA" di Annalisa Baeli

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Recensione: "La strada di casa" dell'autrice Annalisa Baeli, 
edito Pav Edizioni. A cura di Franca Poli.


Autore: Annalisa Baeli

Genere: Romance

Casa editrice: Pav Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,49
E in formato cartaceo a € 22,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Tess Stevens ha tutto dalla vita: figlia di miliardari repubblicani, prossima al matrimonio con il suo fidanzato storico Josh, ricopre una posizione di prestigio nella fiorente azienda di famiglia. Eppure, una vecchia ferita del suo cuore, le impedisce di essere felice in questa gabbia dorata, e il suo mondo si sgretola in una sola notte.

Il suo nuovo cammino incrocia quello di Connor Lynch, “bifolco” campagnolo tuttofare della piccola cittadina di Forks. I battibecchi tra i due sono inevitabili, così come lo è la loro attrazione nonostante anche Connor sia prossimo alle nozze con Beth.

Il loro incontro segna un punto di svolta, nelle loro vite e nel loro modo di guardare il mondo. Una storia di riscatto verso i più semplici desideri, la voglia di essere se stessi senza alcuna sovrastruttura, l’accettazione dell’altro in nome della fiducia, il riconoscere gli sbagli umani dai veri tradimenti, questi sono gli elementi che segnano la strada di Tess; un mix di gusti e sapori, che seppur così diversi, come fragola e menta, il rosa e il verde, la dolcezza e la freschezza, fanno riscoprire qualcosa che in realtà, è sempre stato in loro, sul loro percorso, la differenza tra ciò che ha un costo e ciò che ha valore.

Strade che si incrociano, si sovrappongono e si separano, ma solo una è quella che ci riporta sempre a casa: quella del cuore. 


Strade che si incrociano, si sovrappongono e si separano, ma solo una è quella che ci riporta sempre a casa: quella del cuore.
 
Dopo aver letto la trama e l’estratto, mi sono convinta ad acquistare questo libro e devo dire di essere soddisfatta della mia decisione.
La storia è piuttosto lunga, circa seicento pagine, ma l’autrice è riuscita a tenere desta l’attenzione del lettore con alcuni colpi di scena, proprio nel momento in cui sembrava che per i due protagonisti fosse giunto il momento di festeggiare il loro lieto fine, di aver trovato finalmente la strada di casa.
La scrittura accurata, il ritmo narrativo incalzante, i dialoghi talmente realistici che sembra di sentire parlare i protagonisti e i vari imprevisti rendono la lettura piacevole. L’esposizione dei fatti avviene in seconda persona, per me un’assoluta novità; non ricordo, infatti, di aver letto altri libri con questa tipologia di narrazione. Anche se era la prima volta non ho avuto difficoltà a immergermi nella storia.
I protagonisti sono ben delineati sia caratterialmente che fisicamente, non solo i protagonisti ma anche i personaggi secondari.
È proprio vero che a volte gli opposti si attraggono. Ne sanno qualcosa Tess Stevens e Connor Lynch. Loro due non possono essere più diversi di così.
Lei figlia di papà super viziata, snob all’inverosimile, vive a Seattle dove lavora nell’azienda di famiglia ed è prossima alle nozze con il fidanzato Josh. A pochi mesi dal matrimonio, a causa di alcuni avvenimenti, il suo mondo si sgretola. Aiutata dalla sorella MaryClaire si rifugia a Forks, nella vecchia casa di un prozio.
Sarà proprio in quello sperduto paesino che Tess fa la conoscenza di Connor.
Lui, un semplice campagnolo con un caratteraccio, poca fiducia in sé stesso e poca pazienza, è il tuttofare della piccola cittadina. Anche Connor è prossimo alle nozze con Beth, una ragazza che nessuno ama in paese.
Fin dal loro primo incontro, si avverte una certa tensione, si sentono attratti, ma allo stesso tempo cercano di mantenere le distanze. Perché, diciamocelo, cos’hanno in comune un “bifolco” e una “stronzetta” snob? Niente direte voi. Eppure quell’incontro segnerà una svolta notevole nella vita di entrambi. Metteranno in discussione tutte le loro certezze, sapranno riconoscere gli errori umani dai veri tradimenti, capiranno la differenza tra ciò che ha un costo e ciò che ha valore.
All’inizio Tess non riuscivo a farmela piacere. Risultava troppo antipatica, altezzosa e con la puzza sotto al naso. Poi piano piano è uscito il suo vero carattere e a quel punto ho iniziato a fare il tifo per lei, a sperare in un suo lieto fine con il bifolco.
Connor invece mi è risultato simpatico fin da subito. Un gran lavoratore che ha messo da parte i suoi desideri per aiutare la famiglia. Famiglia composta da Trix, la nonna con problemi di memoria, ma anche saggia e lungimirante, uno stralunato e bizzarro fratello più giovane, Martin, che ha messo incinta la fidanzatina Hanna la quale ora vive assieme a loro.
Oltre alla famiglia Lynch mi sono piaciuti gli altri personaggi secondari, in particolare MaryClare e Josh, rispettivamente sorella ed ex fidanzato di Tess e gli abitanti di Forks.
Una storia con un mix di emozioni uniche. Piena di amore e di tanti insegnamenti, che fanno riflettere molto. E anche a tratti divertente grazie ai battibecchi continui dei due, a Martin e il suo linguaggio poco comprensibile e all'adorabile e calcolatrice nonna Trix.
Tra fidanzati gelosi, fratelli sgrammaticati, nonne fuori di testa e genitori che tengono di più all’apparenza che al benessere dei propri figli, il libro risulta un’avvincente saga familiare che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina.


giovedì 4 maggio 2023

RECENSIONE "IL VENTO SULLA PELLE" di Veronica Tozzoli e Paola Michelazzo

 

Buongiorno follower!
Recensione "Il vento sulla pelle" di Veronica Tozzoli e Paola Michelazzo, 
edito Pav Edizioni. A cura di Andrea Macciò.


Autori: Veronica Tozzoli e Paola Michelazzo 

Genere: Romance 

Casa editrice: Pav Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,49
E in formato cartaceo a € 13,00

Contatto autori: Paola Michy - Veronica Tozzoli



TRAMA:

Mary Anne, appassionata d'arte, progetta da tempo il suo viaggio di laurea in Italia. Ma quando la data è ormai prossima, il suo ipocondriaco fidanzato si tira indietro. Decisa a partire a ogni costo, Mary mente ai suoi apprensivi genitori e sale da sola sull'aereo che da Manhattan la condurrà a Napoli, per la prima tappa del suo itinerario. Ma una volta arrivata nella splendida città partenopea, si rende immediatamente conto che la vacanza si preannuncia molto più complicata del previsto.
E un affascinante "tamarro" italiano, con cui ha un primo incontro nient'affatto romantico, ad aiutarla a districarsi dagli imprevisti del viaggio, e a diventare, per una serie di coincidenze dapprima fortuite e infine ricercate, la sua personale guida turistica.
Dominick, figlio del famoso pittore Patrick Evans, è un tipo spavaldo, irriverente, con piercing e tatuaggi ovunque. Non ha la più pallida idea di cosa farà da grande. Ma questo non è affatto un problema per lui. Lo diventa invece per Mary Anne, la classica miss "perfettina" che della sua vita ha già programmato tutto: compreso un amore romantico con un uomo realizzato, elegante e sagittabondo, proprio come suo padre: Anthony Ferring.
In un viaggio esilarante, per alcune delle città d'arte italiane più belle e conosciute, tra Mary e Dominick esplode una passione inaspettata. Ma riusciranno a superare tutte le incomprensioni, le differenti aspettative sul futuro e soprattutto un imprevisto così terribile che tenterà di separarli per sempre? 



Mary Anne Evans è una ragazza americana appassionata d'arte che sta progettando un viaggio in Italia dopo la laurea, per conoscere da vicino le bellezze delle città d’arte italiane. Una sorta di versione contemporanea del “Grand Tour” settecentesco. Ad accompagnarla dovrebbe essere il fidanzato Josh, un ipocondriaco che in prossimità della partenza si tira indietro. La data è ormai prossima, il suo ipocondriaco fidanzato si tira indietro. Mary Anne, nonostante il parere contrario dei suoi apprensivi genitori, parte lo stesso e sale un aereo che da Manhattan la conduce a Napoli.
Qua incontro casualmente Dominick Lewis Evans, figlio di un famoso pittore e organizzatore di mostre ed eventi. Nonostante il nome tradisca origini diverse, Dominick appare la perfetta rappresentazione del “coatto” italiano, che non ha ancora deciso di preciso che cosa fare della propria vita se non passare da una ragazza all’altra senza mai costruire relazioni significative. Quello tra Dominick e Mary Anne è un incontro tra opposti, ma, come è noto, gli opposti si attraggono e tra i due giovani scoppia una passione irrefrenabile e inaspettata. Dominick diventa la guida della “ragazza americana” nel suo Grand Tour italiano, tra Napoli, Roma, Torino, Firenze, Siena, Bologna e Verona. Un viaggio “di formazione” con un inaspettato tocco mistery. Riusciranno Dominick e Mary Anne a superare le differenze e le difficoltà esterne e a coronare la loro passione?
Il Vento sulla Pelle è un romanzo che nasce dalla collaborazione di due autrici, Paola Michelazzo alias PaolaMichy e Veronica Tozzoli, che si sono conosciute nel 2020 su una applicazione nella quale si potevano condividere i propri racconti e sono diventate amiche. Questo libro è un esperimento letterario, uno spin off collettivo dei loro romanzi “Sulla mia pelle” nel quale compariva Mary Anne e “Il Vento di Chicago” nel quale compariva Dominick. Un romanzo scritto a quattro mani con una sintonia perfetta, autoconclusivo e leggibile tranquillamente anche da chi non conosce i romanzi di origine grazie alla breve descrizione dei personaggi nella prefazione.
Un romance leggero e ironico (con una punta però di thriller verso la parte finale) che gioca in maniera consapevole con gli stereotipi del genere: dall’incontro degli opposti che si attraggono al viaggio di formazione della ragazza americana in Italia (uno schema che caratterizza anche molte commedie sentimentali americane), al ragazzo italiano spaccone e tamarro, ma la cui spacconaggine è in fondo più apparenza che sostanza. Le scene passionali sono frequenti e coinvolgenti senza appesantire il romanzo, ed è bellissima la frase nella quale si afferma che quello che sta per accadere tra i due protagonisti succede milioni di volte nel mondo ogni giorno, ma ogni volta è come se fosse l’unica come per i nostri Dominick e Anne. Interessante la rappresentazione del “Grand Tour” della ragazza americana da parte di due autrici italiane, il che permette loro di giocare in maniera ironica con certi stereotipi sull’italianità.
Bella la cover a cura di Valentina Modica
Una lettura decisamente piacevole, leggera, ma dalla quale traspare la conoscenza da parte delle autrici della letteratura e dell’immaginario legato a questo tipo di genere “romance”, da consigliare a tutti.


sabato 4 febbraio 2023

RECENSIONE "LA VITTORIA DEL CUORE" di Liliana Zecchinato

 

Buon sabato pomeriggio amici lettori!
Recensione: "La vittoria del cuore" dell'autrice Liliana Zecchinato, 
edito Pav Edizioni. A cura di Silvia Cossio.


Autore: Liliana Zecchinato

Genere: Autobiografico

Casa editrice: Pav Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,49
E in formato cartaceo a € 13,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Lara è un’adolescente che vive in provincia di Torino. Rimasta incinta, con l’appoggio di Giglio (la madre) e Stefano (il patrigno), decide di portare avanti la gravidanza, nonostante i problemi che una scelta simile comporterà per il suo futuro.
Tutto procede normalmente, fino a che nella loro vita entrano, sconvolgendo i loro equilibri, un’assistente sociale (Merigio) e un’educatrice (Costanzi) le quali, per motivi alla famiglia sconosciuti, cercano con ogni mezzo possibile di allontanare la ragazza, ancora gravida, dalla famiglia di origine.
La vicenda si addentra in quella parte corrotta del sistema, dove trovano conforto gli allontanamenti troppo facili e ingiusti dei minori di cui si sente tanto parlare, rivelando l’intreccio oscuro che si può celare dietro gli affidi e le comunità.
Attraverso Facebook e internet, Giglio (la mamma) riesce ad entrare in contatto con alcune associazioni e affini che le aprono gli occhi su questa grossa piaga sociale.
A questo punto decide di non soccombere e intraprende una lunga e dolorosa battaglia, aiutata dal compagno e da un’amica, fino ad impedire che le portino via la figlia e la nipotina, nata nel frattempo. 



Storia autobiografica che ha lo scopo di denuncia. Il racconto di una donna, Giglio Castellucci, di cinquanta anni, sulla scia dei ricordi: dalla nascita della figlia Lara, attraverso le sue relazioni, fino alla gravidanza della figlia adolescente e a tutto quello che ne consegue.
A quarantaquattro anni, la protagonista si ritrova a combattere la sfida più importante della sua vita, ovvero salvare la figlia - e la nipote - da un sistema che di altruistico ha ben poco. Si deve destreggiare tra false accuse e menzogne di varia portata, per vedere riconosciuti i propri diritti di genitore.
L’autrice descrive per filo e per segno come si svolti i fatti, tutti i passaggi di un periodo che l’ha vista accusata delle peggiori infamie. Negligenze mai avvenute e successivamente, grazie a delle prove materiali, rigettate.
Assistiamo all’intervento degli assistenti sociali che provano ad allontanare la figlia dalla madre, anche con mezzi non leciti... In primis, il tentativo di “lavaggio del cervello” della giovane affinché da sola prenda le distanze dalla sua famiglia. 

In fin dei conti a loro avevo chiesto solo aiuto per superare un momento critico, ma questo non le dava il diritto di ficcare il naso negli affari della nostra famiglia e tanto meno di insinuare in mia figlia dubbi di quella portata.

A seguire, il consiglio, o per meglio dire l’imposizione, di spostarla in una comunità. 
Per finire l’intervento del Tribunale dei minori.

Certo è che ci fecero passare l’inferno in terra.

Grazie all’informazione offerta dai mezzi tecnologici, la protagonista viene a conoscenza delle macchinazioni dietro a tutto questo: 

Una delle peggiori piaghe sociali, quella dei bambini “rapiti” ingiustamente dallo Stato. Per poi darli a famiglie affidatarie che percepiscono soldi per gli affidi...

L’autrice dedica un capitolo a persone che, come lei, si sono ritrovate a vivere un’esperienza simile, spesso però con esiti tragici. Persone, come la protagonista, che si sono rivolte agli assistenti sociali per problemi puramente economici che si ritrovano, grazie a delle relazioni completamente false, ad apparire come famiglie inadeguate.
Tra assistenti sociali dalla dubbia professionalità, giudici troppo di parte e una sanità accondiscendente, si susseguono le vicissitudini dei poveri malcapitati. Assorbiti da un sistema marcio organizzato e potente.
Una storia toccante che non lascia indifferenti e che invita a riflettere sulla precarietà della vita. Chiunque potrebbe ritrovarsi protagonista di una storia simile. D’altronde, se basta avere dei problemi economici per essere ritenuti inadeguati… siamo tutti a rischio.
Nonostante l’esperienza non propriamente positiva (a voler essere riduttivi) con gli assistenti sociali, che ha minato la sua fiducia nello Stato, l’autrice non fa di un’erba un fascio e dà merito a chi, invece, svolge seriamente il suo lavoro, senza tornaconti. La sua denuncia è rivolta a coloro che, nelle vesti di brave persone, approfittando del ruolo che ricoprono, sfruttano le debolezze per dare il colpo di grazia a chi sta affrontando un momento di difficoltà. Ha tenuto a segnalare il suo caso affinché altri non si ritrovino intrappolati, letteralmente messi al muro da quella parte di sistema corrotto.
Concludendo, premesso come scritto sopra che ho apprezzato il contenuto, nel mio ruolo di lettrice, però, avrei gradito un po’ più di cura nel testo in cui, ahimè, fanno bella mostra innumerevoli imperfezioni. Dettaglio a parte - che sia chiaro, non è irrilevante ai fini di un buon prodotto -, consapevole che la CE provvederà a rimuovere quanto prima i difetti, consiglio la lettura del libro.

PS: Trattandosi di un’opera autobiografica, avrei lasciato i veri nomi dei protagonisti, che tanto poi vengono inseriti nei ringraziamenti, di conseguenza la privacy viene comunque a decadere. Invece, per le assistenti sociali avrei usato l’iniziale del cognome. 


mercoledì 24 agosto 2022

RECENSIONE "LA FIGLIA ITALIANA" di Adelaide Pellitteri

 

Buongiorno follower!
Dario Zizzo ha letto per noi "La figlia italiana" dell'autrice 
Adelaide Pellitteri, edito Pav Edizioni.


Autore: Adelaide Pellitteri

Genere: Narrativa

Casa editrice: Pav Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 14,25

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

«È stato un bene che si siano lasciati», aveva detto mia zia. «Sarebbe stato un bene se avessero imparato ad andare d’accordo», le avevo risposto. Ora tutto tornava e faceva più male di prima, più male che mai. È possibile recuperare il rapporto con i propri genitori quando questi non ci sono più? Simona non ha mai accettato la separazione dei suoi, avvenuta quando era appena adolescente. I genitori, una volta separati, non le hanno saputo dare più alcuna stabilità emotiva. Oggi, poco più che trentenne, è una donna anaffettiva e senza interessi se non per i viaggi. Una mattina riceve la telefonata da un notaio che, da Parigi, le comunica un lascito da parte del padre. Lei intende rifiutare. Pensa che nessun tipo di eredità possa risanare il loro rapporto. Eppure, un grave incidente nell’istituto dove insegna.



La figlia italiana di Adelaide J. Pellitteri è un'opera ambientata tra Milano e Parigi, in cui la scrittrice ci fa osservare, come da una finestra di una casa dirimpetto, la vita dell'insegnante trentatreenne Simona (suo è il POV). Vita stravolta quando, da ragazza, senza che lei ne sappia il perché, i genitori si separano, in pratica abbandonandola, con una madre che preferisce lo svago con le amiche alla minima premura nei suoi confronti e un padre prima lontano e poi morto. Un giorno, da Parigi, telefona un notaio per parlarle di un suo lascito, notizia che la fa ripiombare nel passato, sprofondandola dentro una ferita che si riapre; un antipasto di questo viene offerto da una reunion familiare a cui partecipa tirata per i capelli dall'amica Marta la cui figura è dipinta con queste vivide pennellate: 

Quando Marta mi entra in casa, porta dentro il mondo. Profuma sempre di qualcosa. Di bagnoschiuma oppure di biscotti appena sfornati. Riporta notizie dai TG o chiacchiere da condominio. 

Nell'incontro la protagonista non si amalgama agli altri, rimane entità distinta e spettatrice: 

Per questo brindare con il calice alto tra loro come fossi una di loro mi fa solo male, ma a capirlo non ci arriva neppure Marta. I suoi consigli sarebbero la luce nel buio, il progetto da portare a compimento, ma non capisce che ogni suo consiglio manca della giusta prospettiva. Lei parla da dove la luce c'è già…

Il viaggio a Parigi si rivela come una resa dei conti col proprio passato, perché è lì che iniziarono i primi scricchiolii del matrimonio dei suoi: 

Naufragati nel mare delle incomprensioni, senza nessuno che provasse a recuperarci, siamo andati alla deriva, lite dopo lite. Ognuno di noi, alla ricerca del proprio scoglio al quale aggrapparsi, si è sbracciato allontanandosi dall'altro, metro dopo metro, senza più voltarsi indietro.

Ora non è più possibile recuperare il passato, aggiustare quanto si è rotto: 

Chissà dove è finito il ritratto che mi fecero a Montmartre. Tornando a casa potrei mettermi a cercarlo, ma so già che la mia infanzia è finita in parte nei cestoni destinati ai poveri, in parte nei cassoni della spazzatura. Nessuna cantina, nessun baule dove ritrovare un passato da poter toccare di nuovo. 

Ed è questa la cifra del romanzo, il lavoro di archeologia della memoria, come anche qui: 

Inutile illudersi, l'unico posto dove ritrovare il mio passato felice rimane la memoria, che pure scarta o conserva le cose in combutta col cuore. 

Un incidente capitato alla segretaria del notaio la coinvolgerà, le aprirà le porte di casa sua, le aprirà anche le porte di una verità non confessata. Ha una voce la scrittrice, una voce nata per raccontare le cose brillantemente, le piccole e le grandi cose della vita. Si rivela abile nel guidare la macchina della narrazione, sia nell'uso delle marce basse che in quello delle più alte, e dà vita a un romanzo che indaga senza pietà nei rapporti familiari, mettendone a nudo tutta la loro fragilità, e anche il mistero, perché spesso quelle persone che dovremmo conoscere benissimo sono quel mistero, perché nei rapporti umani e familiari in primis è tutto così difficile, e c'è qualcosa che spesso non torna, come questo romanzo ci mostra in un finale inaspettato.


lunedì 13 giugno 2022

RECENSIONE "L'ANTICA CIOCCOLATERIA DEI SAPORI RITROVATI" di Silvia Maira

 

Recensione: "L'antica cioccolateria dei sapori ritrovatidell'autrice 
Silvia Maira, edito Pav Edizioni. A cura di Franca Poli.



Autore: Silvia Maira

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editricePav Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 16,00
A breve anche in ebook

Contatti autoreFacebook - Instagram 



TRAMA:

Riprendersi da una delusione d’amore non è facile, e qualche volta cambiare vita è l’unica soluzione.
Davide, pasticciere piemontese, dopo aver visto naufragare la sua storia d’amore durata otto anni, decide di lasciare il suo paese d’origine, l’attività di famiglia e di andare a lavorare in Sicilia, nella pasticceria di Ermanno, che si trova nel piccolo paese medievale di Erice.
Unico compagno di quel viaggio sarà il taccuino dell’anziano nonno, che contiene delle preziose ricette di dolci al cioccolato.
Davide ricomincerà proprio da quel prezioso ricettario e dal gruppo che ha creato su Facebook: Zucchero e Farina.
Tra preparazioni di dolci, condivisioni di ricette on line, incontri segnati dal destino, Davide ritroverà pian piano se stesso e si accorgerà che la vita ha in serbo per lui tante sorprendenti e dolcissime novità. 



La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quel che ti capita!
Forrest Gamp

Ho amato questo libro e il suo protagonista principale tanto come amo il cioccolato. Mi è veramente piaciuto. Ho trovato piuttosto originale e in linea con la storia l'idea dell'autrice di dare il titolo di ogni capitolo a un dolce e di iniziarlo con gli ingredienti per prepararlo. L'esecuzione delle ricette si trovano in un'appendice al termine della storia. Le delizie del palato non sono dei dolci qualunque, ma sono tutti rigorosamente al cioccolato, un vero toccasana per l'umore. Alcune di queste prelibatezze le conoscevo già, come il tiramisù, il salame al cioccolato, le pere cotte al cioccolato, il budino. Altre mi hanno stuzzicato il palato e non esiterò a provare a farle.
Anche se in questa storia troveremo, a vario titolo, diversi personaggi, l'unico vero protagonista, a mio avviso, è Davide. Piemontese, di professione pasticciere, dopo aver visto naufragare la sua lunga storia d’amore con Vanessa, decide di lasciare il paese d’origine e l’attività di famiglia per andare a lavorare nella pasticceria di Ermanno, che si trova in Sicilia e più precisamente nel piccolo paese medievale di Erice. Sarà un lungo e solitario viaggio quello che intraprende. Come unico compagno di viaggio avrà il taccuino che gli ha regalato il nonno, pasticcere anche lui così come il padre. In quel libricino ci sono annotate parecchie ricette tutte a base di cioccolato di cui il nonno va ghiotto.
Davide ricomincerà proprio da quel prezioso ricettario e dal gruppo che ha creato su Facebook: Zucchero e Farina. Con gli amici del gruppo inizierà a condividere ricette sia piemontesi che siciliane, sperimentare nuovi dolci proposti dagli iscritti, dare e ricevere consigli. Tra tutte quelle persone una in particolare colpisce Davide. È Flaminia, una ragazza di Alberobello amante del cioccolato e dei libri. Con lei instaura un rapporto diverso rispetto agli altri componenti del gruppo. Oltre a chattare assieme agli altri, si scrivono in privato e si scambiano il numero di telefono. Quando la sorella Miriam, anche lei nel gruppo, propone di ritrovarsi a Roma per conoscersi, tutti gli iscritti accettano di buon grado. Ci sarà anche Flaminia? Potranno finalmente incontrarsi di persona?
Per quanto riguarda il lavoro, Davide si ambienta bene. Fin da subito si trova in sintonia con Ermanno, il suo datore di lavoro. Tra di loro nasce una bellissima amicizia che va oltre il rapporto professionale. Ermanno lo incita a riprendere in mano la sua vita, a uscire dal guscio in cui si è chiuso, ma soprattutto lo convince a frequentare Alida, l'affascinante figlia dei proprietari della gioielleria che si trova di fronte alla pasticceria. A Davide la ragazza piace molto, avendo però sperimentato il vero amore, sa di non esserne innamorato, ma di provare per lei solo attrazione fisica oltre a trovare piacevole la sua compagnia.
Tra preparazioni di dolci, condivisioni di ricette online, incontri segnati dal destino, Davide ritroverà pian piano se stesso e si accorgerà che la vita ha in serbo per lui tante sorprendenti e dolcissime novità sia in ambito lavorativo che sentimentale.
La scrittura di Silvia Maira risulta ben delineata e fluida. I dialoghi sono vivaci, con dei botta e risposta che non lasciano tempi morti, permettendo così una lettura veloce e scorrevole, mentre la narrazione avviene in terza persona.
Se c'è una cosa che apprezzo molto quando leggo un libro di questa autrice è la descrizione dei luoghi dove ambienta le sue storie. Nella maggior parte si tratta di località della Sicilia, ma anche Roma, o un paesino del Piemonte, come in questo libro. Il lettore non fatica a immaginare Erice arroccato su un monte, la vista panoramica che si ha sul golfo di Trapani, il suo borgo antico con le viuzze lastricate, il tramonto mozzafiato. E della pasticceria di Ermanno ne vogliamo parlare? Tutti quei dolci che fanno venire l'acquolina in bocca. La frutta Martorana a base di pasta di mandorle, i cannoli siciliani, le Genovesi di Erice, i bunet (dolci tipici del Piemonte), tanto per citarne qualcuno.
I protagonisti sono tratteggiati in modo molto accurato, sia fisicamente che caratterialmente. Con Davide sono entrata subito in empatia, l'ho amato, sentivo la sua sofferenza, la paura a lasciarsi andare ad aprire ancora il cuore all'amore. Altri personaggi che mi sono piaciuti molto sono Miriam, la sua sorella gemella, il nonno Italo e Ermanno, il pasticcere siciliano. Sono le persone che più di tutti si adoperano per aiutare Davide a riprendere in mano la sua vita. Poi ci sono tre donne che a diverso titolo hanno a che fare con lui: Vanessa la ex, Alida la bella siciliana e Flaminia, la più enigmatica, quella che ho ammirato di più anche se a volte mi sono arrabbiata con lei, proprio come ha fatto la sua amica e coinquilina Lidia.
Complimenti a Silvia Maira per aver scritto, ancora una volta, un bellissimo romanzo, che ho letto tutto d'un fiato; per avermi emozionato con dei personaggi reali, che devono affrontare ogni giorno delle sfide, come succede a ognuno di noi; per avermi fatto sognare con dei luoghi bellissimi, in particolare quelli della Sicilia, e per avermi fatto... ingrassare con tutti quei dolci 🙂 


lunedì 6 giugno 2022

"L'ANTICA CIOCCOLATERIA DEI SAPORI RITROVATI" di Silvia Maira

 

Buongiorno follower, buon inizio settimana!
dell'autrice Silvia Maira, edito Pav Edizioni. 



Autore: Silvia Maira

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Pav Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 16,00
A breve anche in ebook

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Riprendersi da una delusione d’amore non è facile, e qualche volta cambiare vita è l’unica soluzione.
Davide, pasticciere piemontese, dopo aver visto naufragare la sua storia d’amore durata otto anni, decide di lasciare il suo paese d’origine, l’attività di famiglia e di andare a lavorare in Sicilia, nella pasticceria di Ermanno, che si trova nel piccolo paese medievale di Erice.
Unico compagno di quel viaggio sarà il taccuino dell’anziano nonno, che contiene delle preziose ricette di dolci al cioccolato.
Davide ricomincerà proprio da quel prezioso ricettario e dal gruppo che ha creato su Facebook: Zucchero e Farina.
Tra preparazioni di dolci, condivisioni di ricette on line, incontri segnati dal destino, Davide ritroverà pian piano se stesso e si accorgerà che la vita ha in serbo per lui tante sorprendenti e dolcissime novità.


DICE L’AUTRICE:

Quando nel febbraio del 2020 la vita si è fermata a causa dello scoppio della pandemia, nessuno di noi immaginava che da quel momento in poi ci sarebbe stato un prima e un dopo.
Nel giro di pochi giorni, le immagini e le notizie trasmesse dai notiziari di tutto il mondo ci hanno messi di fronte a una drammatica realtà. 
Pausa, sgomento, disorientamento credo siano state le sensazioni maggiormente diffuse.
Siamo stati tutti più vulnerabili ed esposti al pericolo e l’unica soluzione per difenderci dal male è sembrata quella di chiudersi a casa.
Abbiamo conosciuto la parola inglese lockdown, si è diffuso velocemente il motto “io resto a casa”, ovunque si è gridato a gran voce “andrà tutto bene”. C’era chi cantava sui balconi, chi suonava sulle terrazze, chi ha deciso di rilassarsi in cucina.
Io rientro in quest’ultimo gruppo di persone, quelle che hanno deciso di trascorrere il proprio tempo tra fuochi e forni, impastando e cucinando.
Tuttavia, ho investito il mio tempo anche nella scrittura e ho unito entrambe le passioni, la cucina e la scrittura.
Questo libro contiene molte delle ricette di dolci che ho sperimentato durante il lockdown, ricette tratte dai libri, dai siti di maggior successo e dall’antico ricettario della nonna.
I dolci di cui parlo in questo libro non sono dolci qualunque, ma sono al cioccolato che è un vero toccasana per l’umore. 
Ogni capitolo porta il titolo e gli ingredienti di una ricetta che viene spiegata in un’appendice alla fine del romanzo.


BREVE ESTRATTO:

I viaggi solitari non sono l’ideale per i cuori infranti. I pensieri tristi prendono spazio e invadono la mente, e spesso le canzoni rievocano momenti felici che mai più sarebbero tornati. Otto anni sono molti, sono otto anni di amore, di baci, di gite, di compleanni e di feste di Natale, otto anni cresciuti insieme ad amarsi a scoprirsi più uomo e più donna, anni di promesse, di progetti, di lettere, di messaggi e di regali, otto anni di canzoni, di lenti ballati abbracciati.
Quella stazione radio che stava ascoltando non lo stava aiutando, diamine! Sarebbe stato meglio se avesse trasmesso musica metal o hard rock, persino la recita del Rosario sarebbe andata bene al posto di quei sessanta interminabili, dannati minuti di solo amore.
Accidenti a lui e al suo animo romantico, a quel cuore che batteva come un pazzo forsennato ancora per lei e a quelle lacrime che stavano per uscire e che lui cercava di ricacciare.
Davide spense la radio. Un cartello pubblicizzava un ristorante che offriva un buon pranzo a un prezzo conveniente. Era l’ora di una sosta, dopo diverse ore di viaggio, prima di riprendere la strada verso la sua nuova vita.
Parcheggiò l’auto, ma prima di scendere gli occhi caddero sul taccuino del nonno. Lo prese, lo odorò istintivamente e gli parve di avvertire l’odore della cannella, del cacao e dello zucchero che tanto gli erano familiari. Lo sfogliò per curiosità e lo aprì a caso. Trovò la ricetta del salame di cioccolato. Quella ricetta lo riportò indietro, a quando era piccolo, alle merende a casa dei nonni. Il nonno lo preparava spesso sapendo che piaceva sia a lui sia a Miriam.





Silvia Maira vive a Marsala, città della Sicilia occidentale, dove ha conseguito il diploma di maturità classica. 
Si definisce una “scrittrice per passione”. Si è cimentata in diversi generi, dalla narrativa contemporanea allo storico, dalla commedia romantica brillante ai racconti per l’infanzia.
Ha esordito nel 2015 con il libro Un cuore a metà a cui hanno fatto seguito Per una volta ancora e Io che ho amato solo te, con cui ha sperimentato l’esperienza del self publishing, Banali Momenti Speciali e Alla scoperta di te, che ha ottenuto il Premio della Critica al Settimo Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa Città di Cefalù, entrambi pubblicati con la casa editrice Genesis Publishing, Una promessa per sempre, Bertoni Editore,  libro di ambientazione storica, tratto da una storia vera, che ha ottenuto la Menzione di merito al Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti, Imprevisti d’amore, More stories, che ha ottenuto la Menzione d’onore al Premio Letterario “Amori sui Generis” e Didì, Dudù e gli amici del cuore.
L’amore per il teatro l’ha portata a cimentarsi nella scrittura di una commedia teatrale in due atti in lingua dialettale dal titolo A schifiu finiu portata in scena nel 2018 dall’Associazione culturale Smile.
Ha partecipato con dei racconti a concorsi letterari nei quali ha ottenuto diversi riconoscimenti.
La cioccolateria dei sapori ritrovati è il suo nono romanzo.


sabato 28 maggio 2022

"GLI OCCHI BLU DI NUNZIA" di Adelaide Camillo

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Vi segnalo "Gli occhi blu di Nunzia" dell'autrice Adelaide Camillo, 
edito Pav Edizioni.



Autore: Adelaide Camillo
Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Pav Edizioni
Collana: Storie di vita

Disponibile in formato cartaceo a € 14,00
A breve anche in ebook

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Nunzia Castellano era una giovane commercialista di Napoli, figlia di abili imprenditori, che lavorava nella florida azienda di famiglia, quando a soli 31 anni fu uccisa senza pietà da chi diceva di amarla.
Era un giorno di novembre, quando la giovane ragazza doveva trascorrere una serata di relax con le sue amiche.
Bastò poco, molto poco, affinché quel giorno rimanesse nel cuore di chi l'ama ancora... Per sempre.
Bastò che l'ex di Nunzia, dopo aver reso i suoi ultimi anni di vita un inferno, la uccidesse senza pietà.
Bastò un coltello e la rabbia di chi non voleva accettare che il suo amore tossico fosse respinto.
Un amore che inizialmente sembrava idilliaco e che invece si trasformò in qualcosa da cui non si poteva più scappare.
A Nunzia fu rubato tutto pian piano.
L'allegria, i sogni, gli affetti, la libertà, l'anima, la dignità e infine la vita.
Era il 14 novembre del 2003, un giorno come tanti.
L'ultimo.


DICE L’AUTRICE:

L'autrice inizia a pubblicare nel 2018 con la casa editrice Pav edizioni.
Poi partecipa al concorso "Ali spezzate" sempre della Pav Edizioni. Un concorso da cui nascerà un’antologia che tratta la violenza sulle donne.
Arriva seconda col racconto "Assuntina" e da quel momento le viene proposto di scrivere di vittime di violenze e femminicidio.
Nascono altri lavori e sono tutti scritti in prima persona. Lo scopo è quello di ridare voce a chi non può più parlare grazie al racconto della sua storia, grazie anche all’aiuto dei congiunti.
L'autrice in questi casi diventa solo un mezzo e lascia spazio alle vittime di femminicidio affinché il loro ricordo diventi indelebile mediante la scrittura.


BREVE ESTRATTO:

Volevo Vivere
Eccomi qui a raccontare la mia storia, cosi come si è svolta.
Senza fronzoli, senza paroloni, senza troppi giri di pensieri.
Ve la racconterò cosi con la stessa semplicità che caratterizzava il mio essere.
I miei soli 31 anni di vita vissuti intensamente, con il cuore fra le dita.
Vi descriverò la mia persona, e come mi aggrappavo alla vita. Quanto mi piaceva tutto quello che avevo intorno, e dentro me. Quanto amavo la mia famiglia, il mio lavoro, i miei amici, il mio vivere quotidiano cosi pieno di progetti, allegria, impegni, dinamicità.
Mettendovi anche a conoscenza con quanta crudeltà mi è stato tolto tutto da chi diceva di amarmi, cosi come lo amavo io.



Nata a Napoli il 14/02/1972, l'autrice ha trascorso anni sereni nella sua amata Napoli, dove ha studiato e dove ancora vive e lavora come assistente familiare.
Ha sempre coltivato la passione per la scrittura, ma non hai mai avuto il coraggio di proporre i suoi lavori a specialisti del settore, fino a quando nel 2018 ha avuto il piacere di conoscere la casa editrice Pav Edizioni con la quale ha iniziato a collaborare proponendo il suo primo lavoro: “L'ispettore D' Amato 26 luglio 1968”.
Da quel momento la sua produzione letteraria non si è più fermata. L'autrice ha indirizzato il suo interesse verso i fatti di cronaca e soprattutto verso un fenomeno ormai troppo diffuso come la violenza di genere e il femminicidio.
Pubblicando nel corso del tempo lavori come: “Finché morte ci separi”; “I volti del silenzio”; “Le anemoni, il fiore dell'abbandono”; “Semplicemente Stefania”; “Elisa… a piedi nudi nell'anima”.
Inoltre, l'autrice ha partecipato ben volentieri a diverse iniziative della casa editrice Pav Edizioni, come raccolte a tema: Le antologie Pav Edizioni.
Ancora oggi Adelaide Camillo è impegnata a scrivere e raccontare fatti veramente accaduti, affinché la sua passione per la scrittura sia un modo importante per dar voce a chi non può più parlare o rischia di essere dimenticata.
Il suo pensiero:
Il ricordo di vittime di violenza non va mai cancellato, non solo dalla memoria dei loro cari, ma anche in quella collettiva.