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mercoledì 5 maggio 2021

"IL PIANTO DEL CORVO" di Isabella Liberto

 

Buongiorno follower!
Vi segnalo "Il pianto del Corvo" dell'autrice Isabella Liberto, 
edito ZeroUnoUndici Edizioni.



Autore: Isabella Liberto

Genere: Fantasy romance 

Casa editrice: ZeroUnoUndici Edizioni 

Disponibile in ebook a €3,99 
E in formato cartaceo a € 15,00

Pagina autore: Facebook - Instagram - Twitter



TRAMA: 

A causa di un grave incidente, Jane Logan, studentessa ventiquattrenne, si risveglia in un luogo oscuro e terribile. Sconvolta e spaesata, cerca di capire cosa le sia successo e quando scopre di trovarsi bloccata in un limbo, il suo intero universo crolla. L’incontro con Gregory, principe misterioso e tormentato di quel regno, rappresenterà per Jane un punto di svolta. Gregory riesce ad affascinarla e spaventarla allo stesso tempo, e per quanto Jane si sforzi di stargli lontano, una forza misteriosa la lega a lui in modo inspiegabile. Tra creature sinistre, prove impossibili da superare e un incredibile segreto da scoprire, Jane vivrà un'avventura fuori dal tempo in un mondo che mai avrebbe immaginato.


DICE L’AUTRICE: 

Questo libro è nato da un incubo fatto diverso tempo fa che mi ha particolarmente turbata. Continuava a riproporsi nella mia mente anche nei giorni seguenti e mi sono detta che poteva diventare una storia, così ho deciso di "buttarlo su carta" per esorcizzarlo in qualche modo, e forse per razionalizzarlo. Si tratta del mio primo fantasy romance, un genere totalmente nuovo per me (dopo aver pubblicato quattro thriller); era da tempo che volevo cimentarmi in altri progetti e "grazie al sogno" ho deciso di cogliere la palla al balzo. Nel libro sono presenti elementi totalmente fantasy, legati ad altri più concreti e reali che si intrecciano gli uni con gli altri.



PROLOGO: 

Non ricordo con esattezza cosa stavo facendo quel giorno. I ricordi si sono fatti confusi, adesso è tutto strano, come se vedessi il mondo da dietro un vetro.
Non ricordo i dettagli, ma ricordo il dolore. So che le cose per me potrebbero migliorare ed essere molto diverse, ce la sto mettendo davvero tutta per uscire da qui. Ma è difficile. Ricordare è davvero difficile. So che è questo che devo fare per vincere, per avere la libertà. So anche che ci riuscirò. Partirò da quello che so, da quello che non ho dimenticato e andrò via da questo posto.
Il mio nome è Jane Logan, e sono morta da sei mesi.



 
Isabella Liberto, scrittrice e sociologa siciliana, ha iniziato a pubblicare nel 2017. Ha alle spalle quattro thriller editi dalla 0111 Edizioni (Anime di carta, Il Roseto Nero di Alice De Ravin, La stanza 123, Angeli di pietra) tutti incentrati su tematiche sociali scritti in chiave provocatoria, quali lo stalking, il femminicidio, il bullismo e il cyber bullismo. I suoi libri hanno ricevuto diversi riconoscimenti e premi.
Il pianto del Corvo è il suo primo fantasy romance.




martedì 30 giugno 2020

"PORCELLANA" di Maria Enea



Buongiorno follower, buon martedì!
In uscita oggi "Porcellana" dell'autrice Maria Enea, edito ZeroUnoUndici Edizioni.




Titolo: Porcellana
Autore: Maria Enea
Genere: Mistery - Romance storico

Casa editrice: ZeroUnoUndici Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,19
E in formato cartaceo a € 15,50 

Contatto Facebook: Maria Enea



TRAMA:

All’inizio del Settecento, la porcellana cinese è ambita da nobili e famiglie regnanti. Ma la sua formula è protetta dal segreto di stato da parte della Cina e vani sono tutti i tentativi per riprodurla. Un alchimista tedesco, Bottger, viene arrestato a Dresda e condotto al palazzo reale dal re di Sassonia, convinto che egli possa scoprirne la formula. Nel suo lavoro viene supportato dall’amico, il fisico Von Tschirnhaus. Tuttavia la ricerca rimane infruttuosa finché per caso i due non s’imbattono nella vicenda di una misteriosa donna alchimista, Osmolinda, vissuta due secoli prima…



DICE L’AUTRICE:

La vicenda si sviluppa tra Olanda e Germania in due secoli diversi. L’alchimista Bottger, all’inizio del 700, viene imprigionato dal re di Sassonia affinché scopra la formula della porcellana. Ma i suoi sforzi sono vani finché per caso, non s’imbatte nella vicenda di Osmolinda, una misteriosa alchimista vissuta più di un secolo prima. È lei la protagonista di una storia di amore e morte...
Particolare la parte del romanzo in cui avvengono le nozze alchemiche. I due sposi dovranno superare una serie di prove iniziatiche prima di poter consumare il matrimonio






BREVE ESTRATTO:

Quando era ormai in prossimità di casa, svoltando da un vicolo percorso mille volte, qualcuno, giunto alle sue spalle senza far rumore, l’afferrò per un braccio e la costrinse a voltarsi: Andreas! 
Con un gesto rapidissimo, le cinse la vita, senza darle il tempo di replicare. Poi, cominciò a baciarla, lentamente, con gesti esperti, sulla bocca, sul viso, sul collo, sussurrando dolcemente il suo nome.
«Ti amo, Osmolinda. Io Nicolas Flamel, tu Dame Pernelle» ripeteva. Osmolinda si sentiva venir meno, mentre il suo cuore batteva all’impazzata. Riusciva a malapena a udire le parole che Andreas bisbigliava mentre con la bocca esplorava il suo collo e con le mani il suo seno. Nessuno l’aveva mai sfiorata, prima d’allora. Era quello, l’amore? Quella sensazione di stordimento?
All’improvviso, lui allentò la presa, lasciandola senza fiato. Finalmente voleva parlare.
«Chiederò a tuo padre la tua mano, Osmolinda. Io voglio te e nessun’altra. Tu vuoi sposarmi?»
«Io non ti conosco, ti ho visto ieri per la prima volta, come posso accettare?» rispose la ragazza, con un filo di voce ed il cuore in gola, mentre si rimproverava per il proprio comportamento.
Allora lui ricominciò a baciarla e a toccarla, sussurrandole: 
«Non mi conosci? Certo che mi conosci! Sono l’uomo che hai sempre sognato! Il tuo cuore mi conosce, Osmolinda.»
Ma che cosa stava succedendo? Stava perdendo il controllo? No! Lei no!



Maria Enea è nata a Palermo ed è laureata in lettere classiche. Sposata e madre di due figli, insegna italiano e latino in un grande liceo palermitano. Appassionata di letteratura, arte, musica e spettacolo, è sostenitrice attiva dei diritti delle donne. Ecologista convinta, amante della natura e ciclista per diletto, è persuasa che ognuno debba fare la propria parte per salvare il mondo. Compone da sempre versi e opere in prosa. Oltre a “Porcellana” ha al suo attivo la silloge “Sale e cioccolato” edita da Antipodes. 


domenica 2 febbraio 2020

RECENSIONE "L'UNICO SESSO" di Linda Lercari



Non c'è due senza tre... Il libri di Linda Lercari continuano a mietere vittime tra i collaboratori del nostro blog...

 "L'unico sesso", edito ZeroUnoUndici Edizioni, che ancora per oggi trovate al prezzo scontato di €0,99, letto e commentato da Maria Stella Donà





 TitoloL'unico sesso
Autore: Linda Lercari

Casa editrice: ZeroUnoUndici Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99 
e in formato cartaceo a € 12,75

Pagina autoreLinda Lercari 



TRAMA:

Fantascienza postapocalittico.
Pianeta Terra, futuro prossimo venturo, sesta era glaciale. A causa degli sconvolgimenti climatici dovuti alle guerre nucleari, il ghiaccio avvolge gran parte delle terre emerse e la crisi alimentare decima le popolazioni sopravvissute. Quale valvola di sfogo per le masse inferocite, le super potenze hanno istituito “Il gioco”, ovvero un mix di Hockey e combattimenti estremi dove riuscire a segnare un punto nella porta avversaria è solo il pretesto per far massacrare i giocatori gli uni contro gli altri. David, apprendista giocatore, cerca la sua strada in un mondo di violenza oltre ogni limite, unico faro è la campionessa Morte Bianca, una donna misteriosa e un’assassina spietata. Sulle bianche piste del “gioco”, il fato traccia scritte rosse col sangue di coloro che tentano di sovvertire l'ordine mondiale mentre David dovrà decidere se essere semplice pedina o protagonista di un destino che va oltre il presente, verso un futuro di speranza e rinascita.  



New York, terzo secolo del terzo millennio. “L’unico sesso” è spietato, veloce, affilato come le lame che usano i protagonisti per salvarsi la vita ogni volta che scendono in pista. È la previsione catastrofica di quello che potrebbe accadere al nostro pianeta, se dovessero avere la meglio i guerrafondai. Con le scoperte tecnologiche c’è soltanto l'imbarazzo della scelta delle armi in grado di distruggere il ben di Dio che l'uomo si sta godendo ora. Non esistono più gli animali nell' “Unico sesso”, non esiste nemmeno il sole. La temperatura è precipitata e si può soltanto vivere riparati dentro edifici trasformati in bunker. Quando c'è poco da spartire, solo pochi fortunati o fottutissimi bastardi riescono a goderselo, tutti gli altri precipitano in una dimensione dove non c'è niente se non emozioni. Il Gioco nasce per caso sulle lastre di ghiaccio di cui è disseminata la città dopo l’arrivo del Grange Gelo e diventa l’unica distrazione di una società moribonda. Un oppio popolare che chi governa decide di assecondare, incoraggiare e diffondere per incanalare l’aggressività dove può far meno male, ossia nello spettacolo. Almeno durante la partita i più dimenticano le pance vuote.
Il Gioco è simile all'hockey, prevede un solo vincitore, ovviamente quello che segna di più, ma è crudele perché l’uccisione di un avversario vale un tiro, un puck in una delle due porte.
Nei primi quaranta minuti di gioco i più deboli aiutano i più forti della loro squadra a sbaragliare gli avversari, nei secondi 40 minuti è un gioco al massacro. Una sorta di gladiatori moderni. I due protagonisti Lupo e Morte Bianca sono tra i giocatori imbattuti e si alleano, si sostengono a vicenda e vincono sempre, perché hanno quella rabbia in più che fa la differenza e fa loro sognare il mondo di un tempo e la voglia di farlo tornare.
Mio giudizio
Il Gioco è un po' la metafora di quella che stanno vivendo anche i sopravvissuti che vivono in un presente gelido senza sole e un cielo grigio piombo, controllati da chi detiene i poteri attraverso i pochi mezzi tecnologici rimasti: i televisori. La vita vale pochissimo. In cambio di una partita, dove ci si gioca la vita, si ha una stanza decente e cibo diverso dalle alghe: l'unico nutrimento diffuso.
I sentimenti sono un lusso che nessuno si può più permettere e la trama ruota attorno a queste regole che ai due protagonisti, attratti l’uno dall’altra, non piacciono e tramano per cambiare le cose, ma sono segnati, rotti ed è dura aggiustare tutto.
Il mio giudizio sul libro è positivo, anche se non mi sono divertita a leggerlo. È appassionante ma non hai voglia di sapere come va a finire, perché temi che ti lascerà il magone. Bravissima Linda Lercari nel catturare il lettore con una prosa dal ritmo vertiginosa, come i giocatori quando scendono sul ghiaccio e ce la mettono tutta, sapendo che potrebbe essere l'ultima partita della loro vita, la fine di quella dimensione disumana, ma anche la fine di tutto, perché quando la prima preoccupazione è procurarsi il cibo non si ha tempo per inventarsi un Dio e neanche un paradiso.

Il mondo sta morendo. C’è poco da dire e pochissimo da fare. Siamo condannati all’inferno, ma per quello che abbiamo fatto al nostro pianeta, un’eternità di dannazione non sembra sufficiente, quindi cominciamo a pagare in vita.

Consigliato a chi ama gli scenari apocalittici, la fantascienza e si batte per la difesa dell’ambiente. Consigliato anche a chi non fa nulla per salvare il pianeta.


domenica 8 dicembre 2019

RECENSIONE "L'UNICO SESSO" di Linda Lercari



 "L'unico sesso" dell'autrice Linda Lercari, edito ZeroUnoUndici Edizioni, conquista anche la nostra Tiziana Irosa 😊





 TitoloL'unico sesso
Autore: Linda Lercari

Casa editrice: ZeroUnoUndici Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99 
e in formato cartaceo a € 12,00

Pagina autoreLinda Lercari 



TRAMA:

Fantascienza postapocalittico.
Pianeta Terra, futuro prossimo venturo, sesta era glaciale. A causa degli sconvolgimenti climatici dovuti alle guerre nucleari, il ghiaccio avvolge gran parte delle terre emerse e la crisi alimentare decima le popolazioni sopravvissute. Quale valvola di sfogo per le masse inferocite, le super potenze hanno istituito “Il gioco”, ovvero un mix di Hockey e combattimenti estremi dove riuscire a segnare un punto nella porta avversaria è solo il pretesto per far massacrare i giocatori gli uni contro gli altri. David, apprendista giocatore, cerca la sua strada in un mondo di violenza oltre ogni limite, unico faro è la campionessa Morte Bianca, una donna misteriosa e un’assassina spietata. Sulle bianche piste del “gioco”, il fato traccia scritte rosse col sangue di coloro che tentano di sovvertire l'ordine mondiale mentre David dovrà decidere se essere semplice pedina o protagonista di un destino che va oltre il presente, verso un futuro di speranza e rinascita. 



Il mondo non è più quello a noi conosciuto. Il 2225 è un anno pieno di violenza, morte e gelo. Il surriscaldamento terrestre ha provocato l'effetto contrario, ghiacciando l'intero emisfero. Nulla è come prima, i governi controllano la popolazione attraverso il televisore diventato una sorta di grande fratello e la popolazione mangia cibo liofilizzato o scatolette scadute da decenni.
Solo il “Gioco” è l'unica cosa che in cui tutto è concesso, la valvola di sfogo per evitare la violenza per strada. Sul campo del Gioco si vive o si muore.
Questo è quello che scoprirà David, il lupo, così soprannominato per i suoi canini sporgenti. Il ragazzo incontrerà Morte Bianca, un'altra giocatrice, la più brava e misteriosa. Infatti, dietro la sua aria eterea si nasconde un segreto.
Unico Sesso si potrebbe definire uno specchio della nostra situazione tra qualche decennio, grazie all'inquinamento e allo scioglimento dei ghiacciai. Un mondo in cui il soggetto lotta per la sua stessa sopravvivenza, un mondo in cui nulla importa.
A ogni pagina rifletterete molto e vi fare molte domande, a volte avrete i brividi per alcune scene cruente, così realistiche che penserete di essere spettatori di quello che accade intorno ai personaggi.
La scrittura di Linda è semplice ma coinvolgente, non riuscirete a staccarvi dalle pagine. Unica pecca, è davvero breve, quasi un lungo racconto di cui non vedi l'ora di leggere il finale. La storia è raccontata in prima persona, per la maggior parte da David, ma in alcuni capitoli il pov si sposta a Morte Bianca. Scoprendo molti aspetti della ragazza e il suo vero io.
Tantissimi complimenti a Linda Lercari. 


martedì 24 settembre 2019

RECENSIONE "L'UNICO SESSO" di Linda Lercari



Lucilla Celso ha letto per noi "L'unico sesso" dell'autrice Linda Lercari, edito ZeroUnoUndici Edizioni




 Titolo: L'unico sesso
Autore: Linda Lercari

Casa editrice: ZeroUnoUndici Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99 
e in formato cartaceo a € 12,75

Pagina autoreLinda Lercari 




TRAMA:

Fantascienza postapocalittico.
Pianeta Terra, futuro prossimo venturo, sesta era glaciale. A causa degli sconvolgimenti climatici dovuti alle guerre nucleari, il ghiaccio avvolge gran parte delle terre emerse e la crisi alimentare decima le popolazioni sopravvissute. Quale valvola di sfogo per le masse inferocite, le super potenze hanno istituito “Il gioco”, ovvero un mix di Hockey e combattimenti estremi dove riuscire a segnare un punto nella porta avversaria è solo il pretesto per far massacrare i giocatori gli uni contro gli altri. David, apprendista giocatore, cerca la sua strada in un mondo di violenza oltre ogni limite, unico faro è la campionessa Morte Bianca, una donna misteriosa e un’assassina spietata. Sulle bianche piste del “gioco”, il fato traccia scritte rosse col sangue di coloro che tentano di sovvertire l'ordine mondiale mentre David dovrà decidere se essere semplice pedina o protagonista di un destino che va oltre il presente, verso un futuro di speranza e rinascita. 



Ci troviamo in un’ambientazione post apocalittica, in una terra invasa dal ghiaccio e dal freddo.
Se ne parla ogni giorno di riscaldamento globale e se il ghiaccio cedesse la corrente nord atlantica farebbe mutare il clima.
L’uomo è il carnefice di se stesso e in questo breve libro l’autrice riesce a ricreare uno scenario con una dose di realismo straordinario.
I due personaggi principali, Morte bianca e Lupo, sono giocatori del ghiaccio e si battono in una carneficina all’ultimo sangue.
Anche questo non è scontato, sembra che i giochi e il sangue siano una costante ripetizione nei secoli.
Sin dall’epoca romana troviamo questo schema, basti pensare alle battaglie nel Colosseo, ma questa è un’altra storia. In questo caso l’intrattenimento è per un popolo disperato per la fame e il freddo costante.
C’è di più, molto di più ma dovrete scoprirlo leggendo.
La scrittura è diretta e scorrevole, lascia entrare subito in questa ambientazione apocalittica; i dialoghi sono calzanti e i protagonisti tratteggiati con dovizia.
Sono arrivata alla fine senza rendermene conto.
Una nota dolente è proprio il finale, secondo me, troppo affrettato. Avrei voluto trovare di più, molto di più. Peccato! A meno che l’autrice non abbia in mente di creare un seguito, dal momento che gli elementi in gioco non mancherebbero...
Non mi resta che lasciarvi alla lettura di questa storia così articolata.


sabato 4 agosto 2018

"LA STANZA 123" di Isabella Liberto



Buongiorno follower, buon sabato!
E' uscito in questi giorni "La stanza 123", il nuovo libro di Isabella Liberto, edito ZeroUndici Edizioni.  




Titolo: La stanza 123
Autore: Isabella Liberto

Genere: Thriller 

Casa editrice: ZeroUnoUndici Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,90
e in formato cartaceo a € 15,00

Pagina autore: Isabella Liberto 




TRAMA:


Opera finalista al Premio 1 Giallo x 1.000
Mark Candice è un giovane e affascinante docente universitario di storia contemporanea. La sua vita è perfetta, fa un lavoro che lo appaga da sempre ed è felicemente sposato con la bella e giovane Melinda. Il suo equilibrio viene turbato quando una delle sue studentesse, Lisa Marshall, si invaghisce di lui in modo ossessivo e inizia a tormentarlo con chiamate, messaggi e a presentarsi nel suo ufficio. Mark fa di tutto per allontanare Lisa e cercare di non mettere a repentaglio la sua carriera, ma quando in facoltà iniziano ad accadere strani incidenti, aggressioni e omicidi, Mark capisce che qualcosa non va e che un serio pericolo grava sulla sua vita.



BIOGRAFIA:

Isabella Liberto è una scrittrice di Catania. Laureata in Sociologia, ha iniziato a pubblicare i suoi romanzi nel 2017. Per la Zerounoundici Edizioni ha pubblicato "Anime di carta", il suo thriller d'esordio, 1° classificato per la sezione stalking al Premio Letterario "Books for Peace 2017" di Aprilia (LT) e finalista al Premio Letterario "Essere Donna Oggi 2017" di Gallicano. A dicembre dello stesso anno, ha pubblicato il suo secondo thriller "Il roseto nero di Alice De Ravin". "La stanza 123" è ufficialmente disponibile dal 20 luglio 2018 ed è finalista al Premio "1 Giallo x 1000".





DICE L'AUTRICE: 

Ho deciso di trattare nuovamente la tematica dello stalking (dopo "Anime di carta") stavolta prendendo in considerazione lo stalking ai danni di un uomo (spesso sottovalutato). Il caso d'esempio trattato nel libro è un po' quello classico, ossia la studentessa che si innamora del suo professore... una semplice "cotta" non ha mai creato nessun danno in realtà, ma quando questa diventa una vera e propria ossessione che cosa succede? La peculiarità di questo libro è che ho voluto inserire anche il punto di vista della stalker, in modo da far capire al lettore che "cosa passa per la testa" di una ragazza che si comporta in un determinato modo. Il libro è finalista al Premio "1 Giallo x 1000" ed è disponibile sia in e-book che cartaceo su tutti gli store online.





ESTRATTO - PROLOGO:


Luglio - 2 mesi dopo

La musica mi aiutava a non pensare. A non sentire tutto quel caos. Le voci non cessavano, la mia coscienza non si placava. Era tutto un interminabile correre avanti e indietro senza sosta, come la danza delle api quando viene la sera. Lei era riuscita a convincermi, in un modo o nell’altro. Ma una parte dentro di me aveva ancora paura. Sapevamo entrambe che quella sarebbe stata la fine.
Il caos non si placava, e non si sarebbe placato.
“Basta!” continuavo a pensare strappandomi i capelli.
“Fallo e tutto finirà… non hai altra scelta.”
Andai verso lo stereo che continuava a suonare, facendo vibrare le mie viscere e alzai il volume.
“Va bene… andiamo”, dissi a me stessa risoluta, aprendo la finestra e calandomi dalla grondaia.
Fuori non era ancora buio, ma non mi importava. Quella sera tutto sarebbe finito.






lunedì 30 aprile 2018

"IL BACIO DEL LAGO" di Sunny Valerio



Buongiorno follower, buon inizio settimana!
In uscita oggi "Il bacio del lago" dell'autrice Sunny Valerio, edito ZeroUnoUndici Edizioni. Una travolgente storia d’amore impossibile, in cui macabri misteri e rancori porteranno alla fine o ad un nuovo inizio di tutto.






Autore: Sunny Valerio
Genere: Thriller

Casa editrice: ZeroUnoUndici Edizioni 

Disponibile in formato cartaceo al prezzo lancio di € 9,35

Pagina autore: Il bacio del lago 







TRAMA:

Una giovane famiglia felice vive tra la quiete delle montagne. E’ una domenica come tante, durante una gita all’incantevole lago di Santa Sofia, la piccola Brigitte scompare nel nulla. La bambina non viene mai ritrovata né viva, né morta. 
La vita dei suoi genitori è distrutta per sempre. La madre, Eva, ha perso la ragione e passa le sue giornate credendo di vedere ancora sua figlia. Roberto si prende cura della moglie con pazienza e devozione, aiutato da sua cugina.
Vent’anni dopo, Roberto assume una ragazza per accudire Eva. La bellissima Anja è perfetta per questo ruolo e sorprende tutti per l’assurda somiglianza con la piccola Brigitte. Presto l’uomo si troverà sospeso tra l’amore paterno e il sentimento che per troppo tempo ha represso. Anja invece capirà da subito quanto sia legata a Brigitte; non è solo perché vive in casa sua e dorme nella sua stanza, la sogna, parla con lei e le inquietanti profezie di Eva la lasciano senza fiato. Deve scoprire la verità, e sa che potrà farlo solo dove tutto è cominciato: al lago di Santa Sofia.
Una travolgente storia d’amore impossibile, in cui macabri misteri e rancore porteranno alla fine o ad un nuovo inizio di tutto.





BIOGRAFIA: 

Nata a Bari nel 1992, Sunny Valerio oggi vive a Novara con il marito e la loro adorata cagnolina. Dopo aver conseguito la maturità artistica, ha studiato doppiaggio a Roma, cominciando subito dopo la carriera di doppiatrice e speaker pubblicitaria. Il bacio del lago è il suo primo romanzo.




DICE L’AUTRICE:

Mi chiedo spesso se in questa storia i personaggi riflettano ciò che sono. Ebbene, è inevitabile, c’è un pezzo di me in tutto ciò che scrivo come è logico pensare, eppure trovo che essi siano anche enormemente e volutamente lontani dalla mia personalità e da come vorrei essere. 
La figura di Angelica, l’anziana eremita che vive nella baracca sul lago di S. Sofia, è ispirata ad una persona a me molto cara, una nonna “acquisita” che con i suoi 96 anni sulla carta e 20 nell’animo e nella mente, ha inconsciamente costruito la parte buona di questo personaggio che io stessa ho adorato creare e conoscere di volta in volta. 
Il lago è il punto focale di questo macabro thriller, può interessare sapere che sono un’amante della natura, delle montagne e degli animali, e i laghi, con la loro quiete, mi trasmettono serenità e inquietudine allo stesso tempo. Ho dunque voluto partire da qui per scrivere la storia di questa bambina strappata alla sua famiglia in un modo tanto orribile, ispirandomi proprio a quel contrasto tanto forte che sento ogni volta che lascio i miei occhi vagare sulle acque meravigliose dei laghi di alta montagna. 







BREVE ESTRATTO:

Suonava una melodia nella mente di Anja; come la colonna sonora di un film, accompagnava il suo viaggio onirico. Sembrava provenire da un carillon; ne aveva avuto uno anche lei da bambina, e nel sogno una piccola figura infantile dai capelli rossi le teneva la mano stringendola forte. Il buio fitto della notte era attenuato solo dalla flebile luce che la luna donava a quel paesaggio selvaggio e sconosciuto.
La bambina si voltò lentamente verso di lei e Anja sentì il viso irrorarsi di lacrime scorgendo la malinconia che attraversava quel bellissimo viso innocente. Con l’altra mano le indicò ciò che avevano di fronte: il lago.
Una nube coprì la pallida luna, facendo calare le tenebre senza alcuna pietà per loro.
La giovane si svegliò con gli artigli dell’inquietudine addosso. Non le aveva fatto bene osservare tanto il volto di Brigitte prima di coricarsi, aveva finito per suggestionarla. Qualcosa non andava però; la melodia del carillon continuava a vibrare nell’aria, nonostante il sonno avesse lasciato completamente la sua mente.
Abituati gli occhi all’oscurità, intravide la sedia a dondolo in fondo alla camera muoversi e cigolare ritmicamente insieme alle note che si domandava da dove provenissero. Il bel tempo del giorno prima era stato sostituito da un forte temporale, la pioggia batteva incalzante sul vetro della finestra e contribuiva a turbare Anja.
Quando un lampo illuminò per una frazione di secondo l’intera camera, vide una donna, una figura spettrale, seduta sulla sedia che dondolava indisturbata. Aveva in grembo il carillon dal quale proveniva la sinfonia.
Eva cominciò a piangere sommessamente e, ormai totalmente lucida, la ragazza capì che la donna nella sua camera era la madre disperata della piccola Brigitte.
Non sapendo esattamente cosa fare, Anja chiamò delicatamente il suo nome:
«Eva. Sta’ tranquilla…» disse.
Sentì le mani della donna ridare la carica al carillon, che riprese a far vibrare la sua unica melodia.
La giovane si sentiva turbata e spaventata. Avrebbe voluto chiamare Roberto, ma era lì per lavorare, non per fare l’ospite. Non poteva continuare a lasciare che fossero gli altri a pensare ai suoi compiti, ed Eva aveva bisogno di lei.
Provò ad accendere l’abatjour, timorosa che l’elettricità fosse saltata con il maltempo, ma il debole chiarore illuminò lo scenario che aveva intravisto.
Eva era vestita di una camicia da notte color cipria, scalza e con il capo chino coperto in parte dalle ciocche dei capelli liberi. Le sue mani avvinghiavano strette la giostra che girava con i suoi cavalli bianchi, mentre la musica accompagnava il loro volteggiare. Piangeva in silenzio. La ragazza si sentì chiudere lo stomaco. Provò ad avvicinarsi lentamente.
«Eva va tutto bene. Ora ci alziamo e andiamo a letto.»
Provò a toglierle il carillon per posarlo da dove l’aveva preso, ma quelle mani lo strinsero ancora più forte.
«Dov’è la mia bambina?» chiese con un filo di voce Eva.
Anja non era ancora pronta per affrontare una simile situazione, ma immaginava, anche se solo vagamente, il tormento di quella madre. Voleva darle sollievo, se sollievo ci poteva essere per lei. Pensò a ciò che le aveva raccomandato Clarissa e provò a metterlo in atto.
«La tua bambina sta bene, dorme.»
Vide Eva alzare lo sguardo, puntarle addosso gli occhi verdi inquisitori e dar vita a un’espressione di rabbia selvaggia.
«Bugiarda! Non sta dormendo. Mi ha detto che voleva stare con te, dove l’hai portata?» rispose rabbiosamente la donna.
Anja, spiazzata da quella reazione, ebbe timore che la colpisse.
«Non è con me Brigitte, Eva. Andiamo a letto, è tardi. Vedrai che domani mattina andrà tutto meglio» propose dolcemente, reprimendo l’angoscia che cominciava a salirle sempre più velocemente.
Eva si levò in piedi e con ancora la giostra fra le mani accennò a scagliarla sul pavimento, ma prima aggiunse:
«Brigitte si fidava di te, dove l’hai portata?»
Il carillon colpì rovinosamente le assi in legno scuro scricchiolanti, provocando un improvviso schianto che spaventò entrambe.
Anja tentò di prenderle un braccio per rassicurarla. Non aveva funzionato la falsa verità che solitamente la consolava.
«Vi ho viste, vi tenevate la mano poco fa!» gridò Eva. E i brividi passarono veloci sul corpo di Anja.
Roberto fece capolino nella stanza. Il peso sullo stomaco della ragazza si alleggerì improvvisamente.
L’uomo prese rapidamente coscienza della situazione e si precipitò verso la moglie, riparando la ragazza. Si girò verso Anja e con aria interrogativa le domandò cosa fosse successo.
«È entrata in camera e l’ho trovata qui sulla sedia» provò a giustificarsi la giovane, temendo che la incolpasse di qualcosa. Ma non ce n’era bisogno, Roberto era più interessato a capire cosa avesse turbato Eva.
«Tesoro va tutto bene, vieni con me» disse dolcemente il marito.
Eva si divincolò e liberò le braccia. Piangeva senza freni.
«Che cosa ha fatto alla mia bambina? Che cosa le ha fatto?» si disperava tra le lacrime.
Cercarono di consolarla entrambi con pazienza, senza alcun successo.
«Questa ragazza le teneva la mano prima! Perché ora è sparita?!» continuò la madre inconsolabile.
Roberto, non prendendola troppo sul serio, le racchiuse le mani tra le sue grandi e affidabili, cercando di condurla con l’aiuto di Anja verso la camera matrimoniale. La rimisero a letto e ancora una volta la ragazza osservò il marito accudirla con devozione e pazienza. Le baciava la fronte accarezzandole i capelli, mentre le teneva la mano.
Anja non se la sentiva di andare via, quindi aspettò sull’uscio della porta che Roberto le dicesse qualcosa.
Quando il pianto si acquietò sommessamente, insieme al sonno che ne prese il posto, l’uomo si voltò verso la giovane ancora un po’ scossa dalla scena.
«Mi spiace Anja, era da un po’ che non accadeva in modo così violento» giustificò la situazione.
Anja, che temeva potesse dar credito alle parole della moglie, aveva atteso in tutti quei minuti lunghi e lenti una reazione adirata dell’uomo.
Era molto scossa, nel suo sogno la bambina le teneva davvero la mano e non si spiegava come la coincidenza potesse aver preso realtà nelle affermazioni di Eva.
Solo allora si rese conto che la sua tenuta notturna consisteva in una semplice maglietta bianca, nient’altro le copriva le cosce bianco latte e punteggiate da lentiggini rossicce; in forte imbarazzo cercò il modo di accelerare il suo congedo.
«Sono mortificata, spero si riprenda dormendo. Io tornerei in camera se non ti dispiace» e senza attendere la risposta di Roberto, corse al riparo.



sabato 3 febbraio 2018

"IL ROSETO NERO DI ALICE DE RAVIN" di Isabella Liberto



Buongiorno follower, buon sabato!
Ecco per voi i nostri consigli librosi!
"Il roseto di Alice De Ravin" dell'autrice Isabella Liberto, edito ZeroUnoUndici 😊





Autore: Isabella Liberto
Genere: Thriller

Casa editrice: ZeroUnoUndici

Disponibile in ebook a € 3,99
e in formato cartaceo a € 14,50

Pagina autore: Isabella Liberto  






TRAMA:


Alice De Ravin ha tutto quello che vuole dalla vita: è bella, in salute, fa un lavoro che adora e ama follemente il suo fidanzato David. Ben presto, però, il suo intero universo crolla quando la polizia le comunica l'improvvisa morte del suo ragazzo. Il mondo di Alice cambia totalmente da quel triste giorno. Devastata dal dolore, cerca di dare un senso a tutto quello che le è successo, finché una notte incontra l'affascinante e misterioso Tom Brown e da quel momento scopre una sconvolgente verità sul passato di David. Il mondo magico e sicuro in cui credeva di vivere si trasforma così in un universo fatto di bugie e tradimenti. Spinta dalla rabbia e dalla sete di vendetta, Alice cercherà di riappropriarsi della propria vita a qualunque costo con l'aiuto di Tom.






BIOGRAFIA:

Isabella Liberto è una scrittrice Siciliana. Ha conseguito la laurea in Sociologia e ha pubblicato il suo romanzo d'esordio, "Anime di carta" il 31 marzo 2017, thriller che affronta le difficili tematiche dello stalking e del femminicidio e che ha vinto il 1° premio  per la sezione "stalking" al Premio Letterario "Books for Peace 2017" di Aprilia, ed è arrivato finalista al Premio "Essere Donna Oggi 2017". Il 22 dicembre dello stesso anno pubblica il suo secondo thriller "Il roseto nero di Alice De Ravin", un thriller avvincente e passionale che mischia romanticismo e suspance.







DICE L'AUTRICE:

Sono molto legata a questo secondo romanzo. L'ho scritto in un momento un po' particolare della mia vita e mi è stato quasi terapeutico, benché le storie e i personaggi da me descritti non abbiano riferimenti autobiografici. Nonostante l'aspetto dark del thriller che caratterizza l'intera vicenda, in questo libro ci sono sfumature romantiche e passionali che riescono a coinvolgere il lettore.







ESTRATTO:

"Poco più di una settimana prima ero una donna felice, avevo tutto quanto si potesse desiderare: una bella casa, un bel lavoro e un fidanzato che adoravo e la speranza di poter costruire insieme a lui una famiglia. Ma adesso il mio castello di carte era crollato e stava prendendo fuoco. Non ero più Alice nel "mio paese delle meraviglie", mi ero svegliata da quel sogno e cominciavo a capire che era la realtà a essere il vero incubo."