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mercoledì 31 maggio 2023

"CUORE DI MAMMA": Abbye J. Leen, Martina Tognon, Enrico Pedace, Ashley Andrews, Pia Lauto, Samanta Sitta



Buongiorno follower! 
Di seguito, un'altra serie di autori a cui viene assegnato il titolo di "genitore dell'anno" 😂 Nel gruppo Facebook, Novels, è stato chiesto agli scrittori di scegliere tra le loro creature di carta e... tra "difficile scegliere, sono tutti belli e bravi", "scelta ardua, non è facile fare preferenze", "li amo tutti"... Oh, ci fosse uno che si sia tirato indietro! 😂



Autore: Abbye J. Leen

Genere: Narrativa contemporanea

Disponibile in ebook a € 0,99

E in formato cartaceo a € 12,48 o € 15,60

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Dopo un lungo anno, America decide di tornare a San Francisco, il posto che ha sempre chiamato casa. Pur sembrando costantemente la stessa città è fortemente cambiata, un po’ come lei.
America è custode di nuovi segreti e dolori, nonostante tutto è risoluta, vuole andare avanti e ritrovare se stessa, ancora una volta, per questo decide di dedicare anima e corpo al suo lavoro di wedding planner. A rendere tutto piuttosto difficile è il suo più grande amore, Keatlon, un uomo complicato, rude, ma con un sorriso disarmante.
Capo del dipartimento di polizia della divisione IS, Keatlon è impegnato a dare la caccia ad un serial Killer che non smette di dargli filo da torcere.
Tra America e Keatlon è molto complicato, soprattutto dopo un incidente che ha portato la giovane Adeline nelle loro vite, è lei la causa della loro rottura definitiva. Nonostante l’amore intenso e profondo che i due ragazzi provano, Keatlon non riesce a chiudere i ponti con la donna che ha perso l’uso delle gambe a causa sua.
Gelosie, rabbia e paure porteranno Keatlon e America ad affrontare nuovamente i loro sentimenti, denudando la loro anima una volta per tutte.
Riusciranno a combattere, questa volta, dolori e fantasmi del passato?


DICE L'AUTRICE:

Purtroppo scegliere è davvero difficile, tutte le storie che ho scritto hanno qualcosa che mi lega a loro e che me le fa amare incondizionatamente. Oggi però vi voglio parlare del mio ultimo libro, quello pubblicato da poco. Per me ANCORA UNA VOLTA è un nuovo inizio. Ho passato due anni lontana dai social, dal mondo della scrittura, perché sono caduta in un tunnel oscuro dal quale non riuscivo più a riemergere. Sono stati due anni da cancellare, non riconoscere più se stesse e la propria anima, convivere solo con le lacrime... non è facile e non lo auguro a nessuno.
Ancora una a volta, per me, è la luce abbagliante che indica salvezza, quella luce che ti chiama e ti invita a farcela, a vivere. Il punto di ripartenza. Credo che per questo motivo, lo porterò stretto al mio cuore. Sempre.





Autore: Martina Tognon

Genere: Romance MM

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 13,99 o € 18,99

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Chen Wei (陈衛) lavora in un museo di storia. Vive il passato e lo vive al massimo delle sue possibilità. Non che disdegni gli agi che la modernità porta, ma gli usi e i costumi che lenti rischiano di sparire lo affascinano.
Forse dipenderà dalla famiglia, che vive in provincia e che gestisce un piccolo ristorante tradizionale.
Sembra il classico topo di biblioteca, ma sarà così?

Zheng Zhao (铮赵) sembra travolgere la vita più che viverla. Barista nel locale di un amico, influencer e modello a tempo perso. Sa di essere affascinante e la cosa ai più risulta fastidiosa.
I genitori più volte gli hanno manifestato il loro disappunto. La madre insegna, il padre lavora in banca. Alla fine i ponti si sono rotti. Del tutto e senza possibilità di ricucire.
Adora il ritmo della città, l’energia che ne ricava. Vive al limite delle sue possibilità senza preoccuparsi del futuro, almeno questo è ciò che mostra all’esterno.

Cosa succederà quando un amico comune, Jeb, deciderà che sono perfetti l’uno per l’altro e li spingerà ad accettare un appuntamento al buio?


DICE L'AUTRICE:

Mediamente l'ultimo è sempre quello che si ama di più, ma nel mio caso resterà probabilmente a lungo il più amato per me.
Per molti motivi.
Iniziamo con il dire che è stato frutto di chiacchierate alle ore più assurde con quella che negli anni è diventata una amica molto importante che vive in Cina. Mi ha aiutato con le location, con i dettagli, con i nomi dei personaggi, con le versioni cinesi di alcune cose. Insomma, accanto alle mie ricerche c'è stata lei. Ambra. Incredibile giornalista e amica speciale.
Poi c'è il tema. Io non scrivo mai per moda, soprattutto scappo sempre da tutti i cliché. In un momento in cui è di moda tutto ciò che porta una K davanti... K-pop K-drama K-idol... io sono andata volontariamente a piazzarmi in Cina con nientepopodimeno che un Male to Male.
In un momento in cui vanno di moda i BL (Boy Love, ragazzi giovani ecc), io ho piazzato due uomini giovani, ma già adulti.
Poi è nato lui. E lo trovo bello.
Alcuni dicono sia lento, forse... per molti di sicuro lo è, ma non per me.
L'evoluzione di un rapporto non è sempre fuochi d'artificio, ci sono anche le storie che crescono piano. Questi due ragazzi inoltre hanno l'aggravante di essere omosessuali in un paese che li tollera di sicuro ma con una cultura maschio-centrica e della famiglia che non ha paragoni in giro per il mondo. Quindi ci sta che si prendano i loro tempi.
Li ho fatti andare a 24 appuntamenti in un anno solare. Due al mese. Tutte location esistenti per chi vuole conoscere le Cina e nella fattispecie Shanghai.
Un modo anche per me per viaggiare senza poterlo fare.
Sì. Indubbiamente resterà a lungo il mio cucciolo preferito. 





Autore: Enrico Pedace

Genere: Narrativa

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 10,69

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA: 

Quanto può essere pericoloso il peso della quotidianità che si abbatte come un macigno sul rapporto di coppia? Quanto può diventare intollerabile la routine che logora giorno dopo giorno quelle barriere, credute insormontabili, di una fedeltà legata a un amore che ha apparentemente una metà del cielo oscurata? Fin dove può spingersi l’uomo e fin dove può spingersi la donna?

Marco e Sara sono sposati da dieci anni, lui è uno chef di un noto ristorante romano, lei è una biologa in carriera. Se le loro vite lavorative offrono loro i rigogliosi frutti di ciò che hanno seminato, non si può dire lo stesso della loro sfera sentimentale. Marco avverte un forte e logorante distacco da parte di Sara e deciso a riprendere in mano il rapporto di un tempo, affronta colei a cui ha giurato amore eterno palesandole i dubbi e le perplessità di un suo atteggiamento che la sta portando lontana da lui.
La discussione, però, non sortisce gli effetti sperati da Marco, assottigliando ancora di più l’ormai fragilissimo legame tra lui e la moglie.
Inizialmente sono la musica e la cucina a rivelarsi, per Marco, un prezioso rifugio in cui ricaricarsi dopo la delusione generata da un rapporto che rischia di appassire del tutto.
Nel frattempo, al ristorante, torna dopo un anno di assenza Laura, la collega pasticciera di Marco, più affascinante e sensuale che mai...

La storia continua con Le melodie delle sirene e Le melodie del Natale, disponibili su tutti gli store online. 


DICE L'AUTORE:

L'amore ha le sue regole, le sue sfaccettature e le sue tentazioni. L'amore è un sentimento che unisce, ma a volte può essere una forza che divide, una forza alimentata dai dubbi, dalle incomprensioni e dalle paure. Un insieme di emozioni che si trasformano in un sogno intrigante, un desiderio proibito, fino ad arrivare all'ardente tentazione. Una tentazione tanto affascinante, quanto sensuale...




Autore: Ashley Andrews

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 5,10

Contatti autore: Facebook



TRAMA:  

Virginia Perkins, ventitré anni, è una ragazza risoluta, ha un bambino piccolo cui deve provvedere tutta da sola e, quando arriva sulle coste dell’Oregon, ha in mente tutt'altro che l’amore romantico. Quella, per lei, è una partita ormai chiusa, peccato che nella villa accanto arrivi un colosso vichingo dai capelli rosso prugna.
Cody Hanson, ventinove anni, è una benedizione per gli occhi, ma è anche un vero degenerato.
Come prima cosa, Cody scarica una macchinata di donne mezze nude; come seconda, perde un gatto da centomila dollari, collare di diamanti compreso. Come terza cosa, è deciso a coinvolgere la vicina nella ricerca per ritrovarlo, ma Ginny non ne vuole sapere.
È del tutto restia a trascorrere ore a stretto contatto con quell'irritante concentrato di fascino, soprattutto perché a lei non piacciono quelli che pensano di avere il mondo ai propri piedi.
Tra il prepotente miliardario della birra e la determinata fattorina di Amazon non sembra poter esserci storia; ma è la Festa della Mamma e, come direbbe il piccolo Pip, i desideri, se ci credi con la pancia, si realizzano veramente, soprattutto mescolando dedizione e spirito visionario, sull’orlo di un oceano dove tutto nasce e tutto ritorna. 


DICE L'AUTRICE:

È affidabile, mi farà soffrire? Sembra banale, forse lo è, ma chissà quante di noi si pongono questa domanda subito dopo aver registrato gli elementi di fascino di una nuova conoscenza. Questo problema è sottile, è difficile dargli corpo in una narrazione, deve prendere concretezza. In the Best Gift for Mom, Ginny osserva da lontano Cody e lo vede tanto sicuro di sè, della propria avvenenza, della propria posizione sociale e decide che, no, non è affidabile e la farà soffrire e farà soffrire il suo buffo bellissimo bimbo di 5 anni, se mai gli si affezionasse. Il problema è tutto qui. Ma anche i più forti, proprio perché sono vincenti, hanno un problema, la solitudine della vetta e il peso della responsabilità. Per fortuna sanno riconoscere la forza quando la incontrano, l’imbattibile forza d’animo di Ginny, capace di allevare un bimbo senza aiuti, in un'età acerba come quella che va dai 18 ai 23 anni, con pochi soldi, ma con l’imperativo di non spegnere mai il sorriso sul volto del suo bimbo. Questo romanzo è sofisticato nei temi e nei riferimenti e in ciò sta il suo merito e il suo difetto. Come ha scritto una lettrice su Amazon, "non pensavo di trovare tanta qualità", ma altre, le piccinine e quelle che non lavorano al CNR, ripetono "non capisco". Dal punto di vista commerciale è un errore, piace a un pubblico diverso da coloro che hanno tanto plaudito e acquistato My Fired Valentine. Mentre le lettrici entusiaste di The Best Gift for Mom sono rimaste deluse passando alla lettura di My Fired Valentine. Il merito di questo romanzo sarà pertanto quello di far nascere una nuova scrittrice nel Vermont, di nome Cora, dedicata ai romance ad ostacolo sentimentale. Per evitare confusioni di pubblico. 





Autore: Pia Lauto

Genere: Romance 

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 7,80

Pagina autoreFacebook - Instagram



TRAMA:

Marianna è una studentessa che ha compiuto da poco diciotto anni. Marco un professionista affermato, di trentatré anni che non si rassegna al passare del tempo. Lei sogna il principe azzurro, lui colleziona avventure. Una relazione squilibrata ostacolata da tutti. Il rapporto di un padre poco presente con una figlia che non si sente compresa al punto di raccontargli "comode bugie" e solo ciò che un genitore vuole sentire.


DICE L'AUTRICE:

Già dalle prime pagine, la storia si rivela essere intrigante ed emozionante. Avrei voluto scrivere un giallo ma non ho avuto il coraggio di uccidere i protagonisti e li ho fatti innamorare. Marianna è una liceale che gioca a fare la donna adulta, seguendo modelli che possono risultare pericolosi e inadatti all’età anagrafica e psicologica. Cosa accade quando viene a mancare una figura educativa di riferimento, un genitore che preferisce assecondare che educare, colmando i vuoti affettivi con oggetti costosi. Un rapporto tormentato tra un padre e una figlia. L’incontro con uomo adulto che si trova a rivivere una fase adolescenziale, definita “adolescenza di ritorno”. Marco è un uomo ultratrentenne, realizzato sul lavoro, che non accetta il passare del tempo, in cerca solo di storie brevi e di sesso fine a se stesso perché non c’è alcuna voglia di realizzare un rapporto intimo ma solo un continuo collezionare esperienze che lasciano un vuoto a ogni prevedibile fine. Quando ci si mette il fato e decide di far incontrare due esponenti di queste categorie, diventa complicato trovare un equilibrio.




Autrice: Samanta Sitta
Genere: chick-lit con contaminazioni contemporary romance

Collana: “R come Romance”

Disponibile in ebook a € 3,49

ContattiPinterestInstagram - Blog 



TRAMA:

«Camilla è un'assistente alla vigilanza dei Musei Capitolini di Roma e ha una passione immensa per l'arte. Ambiva a un altro lavoro, ma è comunque felice perché ora può ammirare lui ogni giorno. Lui è perfetto, bello, virile, regale, una creatura superiore e inavvicinabile. Eppure Camilla non riesce a ignorare il richiamo della sua bellezza, perché Marforio è bello, bello come un dio greco... e ha il piccolo, trascurabile difetto di essere proprio la statua di un dio greco! Per conservare il posto di lavoro, Camilla deve iniziare una terapia psicologica per ritrovare appetiti meno pericolosi per i tesori dei Musei: l'aiuto degli affetti di sempre e di Alessandro Cognetti, psicologo e psicoterapeuta dagli occhi neri e incantatori, sarà fondamentale per riscoprire la gioia di un amore corrisposto, sano e umano.» 


DICE L'AUTRICE:

"Bello come un dio greco" è una storia d'amore atipica e moderna. Quante volte abbiamo detto, dopo l'ennesima relazione finita male, "Basta! Non ne voglio più sapere di uomini"? Quante volte abbiamo pensato, in piena disperazione, che è meglio diventare spose del Signore che perdere tempo con i suoi figli umani, che spezzano regolarmente i nostri teneri cuoricini?
Ecco, Camilla Fabrizi è proprio così. Una donna come noi, che ha paura di innamorarsi ancora e che, nonostante tutto, vorrebbe ancora qualcosa di più dalla sua vita per sentirsi felice.
Non ama il suo lavoro, si sente pressata dalle aspettative dei genitori... è una donna come tante altre, in lotta con la modernità e se stessa, tra la sicurezza di un lavoro regolare e le aspirazioni creative del suo cuore.
Marforio è il "bene rifugio" in cui ogni donna dal cuore infranto vorrebbe investire i suoi sentimenti: è bellissimo e irraggiungibile, dona una meravigliosa illusione d'amore senza il rischio reale di una relazione vera.
E poi... badabam! La tragedia! Marforio non è umano, ma è una statua. Bellissima, ma statua rimane. E Camilla? La nostra povera Camilla, a furia di delusioni e paure, ha sviluppato una strana e curiosa parafilia... per le amanti della storia dell'arte e delle mille stranezze della classicità, questa è una perla deliziosa.
Per fortuna c'è un valido psicologo che può aiutarla a risolvere questo problema. Il dottor Cognetti è un tipo curioso: senso dell'umorismo caustico, un po' orso, piacevole, dalla battuta pronta. Cerca di essere professionale, ma con Camilla si permette di scoprire aspetti della sua umanità quotidiana che ci fanno vedere un grande cuore, dietro la maschera seria e compassata del medico.
Secondo me è un romanzo perfetto per chi cerca una storia d'amore diversa dal solito, dove la felicità arriva soprattutto grazie a se stessi e al coraggio di affrontare il passato e lasciarlo alle spalle. Il partner è la ciligina sulla cima della magnifica torta che siamo, perché io vedo l'amore come un arricchimento della nostra vita: se non c'è abbastanza amore verso noi stessi, non sapremo mai amare in modo sano e genuino un'altra persona!
Camilla è una guida ironica e riflessiva in un viaggio verso l'accettazione di se stessi e le grandi opportunità che lo stare bene con sé porta... incluso il vero amore! ❤️
Senza scordare che l'ambientazione è Roma. Avete idea di quante righe meravigliose leggerete su Roma? Vale la pena di scoprirle, giuro!


venerdì 18 febbraio 2022

RECENSIONE "MY TEDDY VALENTINE" di Ashley Andrews

 

Recensione: "My Teddy Valentine" di Ashley Andrews, edito Òphiere - 
I gioielli di Mamma Editori. A cura di Daniela Colaiacomo.



Autore: Ashley Andrews

Genere: Romance


Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 8,80

Contatti autoreI libri di Ashley Andrews



TRAMA:

Nulla è intimo come amarsi a febbraio, quando il fuoco divampa sotto la pioggia.
La diciassettenne Paige Bankhead ha il cuore selvaggio e antico, accordato con il palpitare della natura e con la vita segreta degli oggetti di casa ma, per non essere d’ostacolo alla felicità dei fratelli, rinuncia alla propria e scende a valle con la non esaltante prospettiva di riempire pinte al saloon, per l’intero mese dei pacchetti viaggio in offerta per San Valentino.
Adattarsi alla civiltà è davvero difficile, tanto più in una Buffalo dove, per sfuggire a una donna e all’acquazzone, Russell Mahoney ti piomba mezzo nudo davanti alla finestra con la pretesa di farsi aprire, per ripararsi. 
Il brutale cacciatore di orsi, non a caso detto “Honey”, zuccherino, è minaccioso, gigantesco, circondato di donne e afflitto da una speciale “suscettibilità” fisica che riduce le ragazze al rango di semplici pezzi di carne.
Paige non vuole essere l’ennesima tacca sul fucile, tanto quanto Russell Mahoney è deciso a non compromettersi con una minorenne. 
Paige sembra destinata perciò a non doversi schiudere mai al caldo e forte abbraccio di Russell, stranamente determinato a proteggerla e a riempirla di attenzioni che vorrebbero essere solo paterne.
Ma proprio quando le gocce di pioggia minacceranno di trasformarsi in lacrime, si confermerà che a Buffalo, ai piedi delle Bighorn Mountains, è davvero il mese di San Valentino.  MY TEDDY VALENTINE - Ashley Andrews - Òphiere (marchio editoriale di Mamma editori) 



Ogni personaggio di Ashley Andrews è diverso, peculiare, lo so perché ho letto tutti i suoi libri, e in quest'ultimo, in particolare, è l'ambientazione della storia, oltre che i personaggi che ne fanno parte, ad essere originale e interessante: le Bighorn Mountains - una catena montuosa nel nord del Wyoming e nel sud del Montana -, sono la tela di fondo in un west atipico.
Ironico e divertente, il libro è caratterizzato da epiteti sui generis che definiscono la protagonista - una montanara diciassettenne rustica e ombrosa, molto coraggiosa e dal cuore tenero -, ogni sua esclamazione ne identifica perfettamente lo stato d'animo. Non ho idea di come all'autrice possano essere venute in mente espressioni tipo pokkenhoere - tradotto dall'olandese, lingua originaria della famiglia materna, puttane del vaiolo - o le parole che vengono aggettivate da colera e quelle abbinate a vaiolo, o l'associazione del burrito a particolari momenti, tant'è che spesso mi sono sbellicata dalle risate, di certo ho sorriso per quasi la totalità del tempo, almeno fino agli ultimi capitoli in cui il tono della storia cambia. 
Paige Bankhead deve lasciare il guscio sicuro tra le adorate montagne - la fattoria che da generazioni dà lavoro e rifugio alla famiglia -, e scendere in città, a Buffalo, affinché i fratelli - Lee, Todd e Jared, tutti più grandi di lei e molto protettivi, fanno di tutto per trattenerla - possano dividere la casa in cui ha sempre vissuto e sposarsi. 

Riempii la sacca e cominciai a preparare me stessa con la carezza della spazzola sulla pelle, dalla fronte giù giù fino a districare i capelli sulle spalle. Poi dovetti fermarmi a corto di fiato.
In cerca di forza, per soffocare l’angoscia.
In città non conoscevo nessuno.
Come avrei fatto senza Lee, Todd e senza Jared, senza i lavoranti e poi senza i ragazzi e le ragazze di Greybull con cui ero andata a scuola? Tutto sparito e senza un quarto di dollaro per le prime spese. Incrociai le dita. 
Magari all’ultimo Lee avrebbe cambiato idea e mi avrebbe allungato un po’ di denaro.
A volte mi prendeva un’emozione quasi selvaggia, antica, di essere come il vento, legata per sempre ai canyon ma, in quel momento, nel mio fardello, avevo solamente temporali e tempeste.

A parte stivali e mezzi guanti, indossavo solo il perizoma e una canottiera lunga e slabbrata ma, come sempre, quando mi fumava il cuore, uscii nella neve mezza nuda com’ero.

In quel momento, dall’angolo della casa, sbuca un cavallo sovrastato da una montagna di pelo marrone che l'agguanta. 
Questo primo incontro burrascoso avrà un imprevedibile seguito perché Montagna-di-pelo abita in un appartamento del Grand Hotel West, il locale dove Paige è stata assunta in qualità di barista del saloon. 
Russell Mahoney, detto Honey - quotato ingegnere minerario di trent'anni, ha lasciato un lavoro ben retribuito in città e ora è agente del Fish and Wildlife Service -, è un cacciatore di orsi e puma per gli allevatori depredati; il primo incontro con Paige rimane impresso nella sua mente.

Qualcosa della mia vecchia vita civilizzata mi diceva che non era normale vagare a culo nudo nella neve. Un culo di quelli che non si scordano, peraltro.
Mi aveva distratto al punto da farmi dimenticare la sovrana legge delle montagne. “Fatti i cazzi tuoi, a meno che non ti chiedano aiuto”.
Beh, la afferro da dietro e lei si gira: occhi blu come il cielo di primavera, pelle come petali di rosa.
Un cacciatore di grizzly che incontra una donna nuda nella neve, con quegli occhi e con quella pelle, oltre al resto, pensa a un dono cosmico e ci si butta.

Beh, entrato al saloon, nel trovarmi davanti la giovane Bankhead, la sensazione di pericolo era aumentata di ora in ora. Perché lei non solo allungava lo sguardo, ma sembrava del tutto inconsapevole dell’effetto che aveva sugli uomini.
Aveva un’espressione incazzata tale e quale a quella del mattino e un ardore contagioso. Non sembrava nemmeno sospettare di essere così bella, né quanto il suo candore, unito al temperamento forte, la rendesse irresistibile. Possibile che avesse così poca esperienza?

Paige ha solo diciassette anni, ha difficoltà ad adattarsi, la nostalgia di casa è forte.

Pioggia, bah... Osservai le luci gialle riempirsi di gocce sempre più fitte e mi strinsi nelle braccia al ricordo della mia camera, della fattoria, e di come, in quell’ora prima dell’alba del giorno precedente, la distesa innevata sembrasse cosparsa di polvere di stelle.

Come è forte l'attrazione che prova per Montagna-di-pelo, Teddy Bear, circostanze impreviste, la rendono sempre più evidente.

Combattuta se nascondermi o svenire direttamente, cercai di non guardarlo mentre si asciugava, ma non era facile.
Il torace era più ben messo perfino di quello di Lee: tutto muscoli, la pelle madida era brillante come il pelo di un cavallo sudato. I jeans gli scendevano sui fianchi lasciando filtrare l’incavo oscuro dove il ventre si inabissava. Mi imposi di reagire.

Non ci riuscii né concentrandomi sul fatto che quel tizio fosse meravigliosamente mezzo nudo, seducente, bellissimo e protettivo e neppure ripetendomi che era di sicuro un bastardo, pericoloso e orribile, in verità. Qualunque cosa mi sforzassi di pensare di mister Montagna-di-pelo, l’inquietudine non passava, così decisi che non ci avrei pensato affatto.

Di contro Russel è combattuto, troppa è la distanza di età, il divario di esperienza tra lui e Paige, Winnie the Pooh.

Avevo dovuto mettermi a preparare il caffè per nascondere la faccia. Non ero riuscito a restare serio. Il suo perizoma di città si addentrava in un culo addirittura internazionale e aveva già fatto danni gravi ai piani bassi. Diciassette anni, mio Dio.

Paige non riesce a gestire l'effetto che la sua ignara avvenenza e i suoi modi schietti hanno su chi le sta attorno, la giovane età e l'inesperienza, oltre alla sua naturale ritrosia, la espongono a situazioni per lei spiacevoli.

Maiale d’un colera, finiva sempre che mi ridevano in faccia.

Ma non si può negare la realtà e Russel, pur consapevole del divario che lo separa dalla giovane, cede all'inevitabile, conquistato dalla vicinanza emotiva che percepisce tra loro.

Si schiarì la voce, ma gli uscì ugualmente roca, - e devi sapere ancora che non sei una bambina, non lo penso, - chinò la faccia osservandosi la chiave tra le dita, - forse lo sei, una bambina, rispetto a me, ma sei anche antica per certi versi, come le nostre montagne,» bisbigliò.

E rivela il suo... problema, un difetto fisico che condiziona i loro incontri.
Ma proprio nel momento in cui Russel e Paige cercano di chiarire i sentimenti che provano, uno scontro con tre giovani di città in cerca di divertimenti cambia il corso degli eventi.
Non voglio soffermarmi sulla trama, sui battibecchi dei due protagonisti, lo sconcerto di fronte alla forte attrazione che provano e che combattono, ma voglio porre l'accento alla scrittura di Ashley Andrews, abile manipolatrice di parole, che con il suo ricco lessico, ricercato ma assolutamente accessibile, crea immagini e personaggi meravigliosi.
È così che, raccontando la sua storia in prima persona, con l'alternarsi dei suoi protagonisti, l'autrice fa emergere figure di contorno interessanti: Tim Goosey Porter, un frequentatore del saloon dell'albergo, Garnet Bolton, proprietario del Grand Hotel West e sua moglie Milly che si occupa delle cucine, Harper Taylor, la concierge, Darren, il fattorino, tutti mostrano il loro lato umano e l'affetto che provano per la piccola e coraggiosa Paige.
Quello che mi ha più colpita, però, è La cura, consigliandovi la lettura di questo bel libro, lascio a voi scoprire cosa sia. 


sabato 12 febbraio 2022

"MY TEDDY VALENTINE" di Ashley Andrews

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Nuova pubblicazione: "My Teddy Valentine" di Ashley Andrews, 
edito Òphiere - I gioielli di Mamma Editori.



Autore: Ashley Andrews

Genere: Romance


Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 8,80

Contatti autore: I libri di Ashley Andrews



TRAMA:

Nulla è intimo come amarsi a febbraio, quando il fuoco divampa sotto la pioggia.
La diciassettenne Paige Bankhead ha il cuore selvaggio e antico, accordato con il palpitare della natura e con la vita segreta degli oggetti di casa ma, per non essere d’ostacolo alla felicità dei fratelli, rinuncia alla propria e scende a valle con la non esaltante prospettiva di riempire pinte al saloon, per l’intero mese dei pacchetti viaggio in offerta per San Valentino.
Adattarsi alla civiltà è davvero difficile, tanto più in una Buffalo dove, per sfuggire a una donna e all’acquazzone, Russell Mahoney ti piomba mezzo nudo davanti alla finestra con la pretesa di farsi aprire, per ripararsi. 
Il brutale cacciatore di orsi, non a caso detto “Honey”, zuccherino, è minaccioso, gigantesco, circondato di donne e afflitto da una speciale “suscettibilità” fisica che riduce le ragazze al rango di semplici pezzi di carne.
Paige non vuole essere l’ennesima tacca sul fucile, tanto quanto Russell Mahoney è deciso a non compromettersi con una minorenne. 
Paige sembra destinata perciò a non doversi schiudere mai al caldo e forte abbraccio di Russell, stranamente determinato a proteggerla e a riempirla di attenzioni che vorrebbero essere solo paterne.
Ma proprio quando le gocce di pioggia minacceranno di trasformarsi in lacrime, si confermerà che a Buffalo, ai piedi delle Bighorn Mountains, è davvero il mese di San Valentino.  MY TEDDY VALENTINE - Ashley Andrews - Òphiere (marchio editoriale di Mamma editori)


DICE L’AUTRICE:

Ci siamo. Siamo a febbraio torna Ashley Andrews con l’anatomico di San Valentino. E per “anatomia” intendiamo la conformazione e fisiologia del maschio meraviglioso… con un problema tutto particolare.
«L’interessante dei suoi personaggi - dice l’autrice, - è che sono coriacei all’esterno per quanto sono fragili dentro. Aspettative e affidamenti li rendono vulnerabili. Covano sentimenti assoluti e li proteggono a muso duro.»




BREVE ESTRATTO:

Le fiammelle più esili e bluastre, ai margini del fuoco, palpitarono come piccoli cuori e i riflessi della lanterna si diramarono a spirale nell’acqua del secchiaio. 
Il borbottare della pentola sulla stufa scandiva il tempo e scaldava il cuore col profumo del bisonte messo a cuocere. I baffi del gatto vibrarono e il cane entrò di corsa, in un tremito d’eccitazione e un refolo d’aria gelida. Ma io con un sospiro trascinai fuori la valigia vuota dalla cassapanca di fianco al camino.
Uscii dalla cucina e mi inoltrai nel gioco delle luci del primo mattino proiettato dalle tende della camera. Cominciai ad aprire il cassettone e passai la mano nel fruscio della biancheria di canapa grezza, quella per l’inverno, sulla mussola impalpabile, sul pizzo degli orli e sugli sbuffi antichi della biancheria della nonna olandese. Riempii la sacca e cominciai a preparare me stessa con la carezza della spazzola sulla pelle, dalla fronte giù giù fino a districare i capelli sulle spalle. Poi dovetti fermarmi a corto di fiato. 
In cerca di forza, per soffocare l’angoscia. 
In città non conoscevo nessuno. 
Come avrei fatto senza Lee, Todd e senza Jared, senza i lavoranti e poi senza i ragazzi e le ragazze di Greybull con cui ero andata a scuola? Tutto sparito e senza un quarto di dollaro per le prime spese. Incrociai le dita. 
Magari all’ultimo Lee avrebbe cambiato idea e mi avrebbe allungato un po’ di denaro. 
A volte, mi prendeva un’emozione come selvaggia, antica, di essere come il vento, legata per sempre ai canyon ma, in quel momento, nel mio fardello, avevo solamente temporali e tempeste. 
Lee, Tom e Jared erano rimasti iperprotettivi anche dopo essersi fidanzati, e non volevano assolutamente permettermi di lasciare la fattoria. D’altronde, se le loro ragazze di città ancora non avevano acconsentito a sposarsi, era perché erano contrarie a vivere tutti insieme, come un’unica grande famiglia, nella medesima casa. Facevo il bene dei miei fratelli nell’andarmene anche se loro non volevano accettarlo e mi frapponevano mille ostacoli. Come faceva Lee a non capire quanto mi sarebbe costato lasciare tutto? Perché non mi aiutava? Battei i piedi ed esalai un’imprecazione. 
Mi sarei trovata malissimo, non mi sarei ambientata mai.
Sarei andata a fare la cameriera, ma non avevo un minimo di esperienza. E in più sarei stata una cameriera musona e di poche parole, incapace di entrare in confidenza con le persone! Anche con i ragazzi. Troppo emotiva, me lo dicevano a casa, ma tra montanari non ci si fa troppo caso. In città era diverso. A giudicare dalle serie e dalla televisione, erano tutti molto controllati, mentre ero abituata a persone dai modi più sbrigativi. E di ragazzi non avevo alcuna esperienza ovviamente.
Usai il sapone alla lavanda, come piaceva a mia madre. Misi un nastro tra i capelli, intrecciai con cura le stringhe degli stivaletti, provai i mezzi guanti per il freddo, quelli più nuovi.
Mi avrebbero scansato come una cavernicola che non ha visto niente nella vita, pronta a dare in escandescenze per stupidaggini.
Battei il tacco a terra a ritmo con i pensieri e lo scricchiolio del gradino di cirmolo mi fece sorridere:
«Pokkenhoere!» sussurrai in olandese, accidenti alle puttane del vaiolo, buttai in avanti a casaccio i tacchi degli stivali, cercai di infilarmi le mani nelle tasche dietro dei jeans e trovai solo la pelle nuda delle natiche. 
A parte stivali e mezzi guanti, indossavo solo il perizoma e una canottiera lunga e slabbrata ma, come sempre, quando mi fumava il cuore, uscii nella neve mezza nuda com’ero. Mi lasciai alle spalle la porta finestra della camera, incurante del freddo. 
Il nastro tra i capelli si agitò nel vento dell’alba e il passo risuonò nello sciacquettio di una pozzanghera di neve.
Vi si rifletteva ancora la stella del mattino e mi fece sollevare il viso. 
Uno scoiattolo lampeggiò tra gli aghi di un pino ponderosa e ci fu l’assalto improvviso dei flash della mia vita. La zazzera sulla nuca di Jared, le lentiggini sul naso di Todd, il più giovane a parte me, e l’odore di neve che accompagnava sempre Lee, il più grande, mi fecero pizzicare gli occhi.
Dovevo levarmi di mezzo. Avevano il diritto di sposarsi e dividere la casa, farne tre abitazioni indipendenti, per portarci a vivere le loro ragazze della valle. Mi ero diplomata, era giunto il momento, anche se loro insistevano perché restassi. 
Dovevo lasciare campo libero, permettere che sventrassero la fattoria, o avrebbero rimandato ancora e Lee aveva già superato i trenta da un pezzo.
Ormai era questione di poco e sarei partita. 
Mi voltai in cerca del fumo dal comignolo per tornare dentro e finire di vestirmi, quando mi bloccai a occhi sgranati. 
Sembrava proprio che, dall’angolo della casa, fosse sbucato un cavallo sovrastato da una montagna di pelo marrone. E, come se non bastasse, pareva proprio che animale e montagna puntassero dritti verso di me. 
Il cuore mi saltò in gola. Che intenzioni aveva quel tizio? Scattai di lato in cerca di fuga, nel panico. Ma la montagna aveva una voce.
«Ehi! Ti becchi una polmonite!» urlò e mi raggiunse in un baleno. Si protese dal cavallo fino ad agguantarmi alla spalla per trattenermi, mentre mi divincolavo spaventata. 
«Levami le mani di dosso, che cazzo vuoi?» urlai dolente, per la stretta gelida alla spalla.  
Ma mantenne la presa e mi inchiodò dove mi trovavo, senza accennare una reazione, tanto determinato da farmi avvampare di rabbia. 
Cosa gli dava il diritto di farsi gli affari miei?  Ma immaginare cosa gli passasse per la testa era impossibile.
Il volto era ingoiato dall’ombra di un gigantesco cappuccio del medesimo pelame marrone del cappotto, da una bandana calata sul naso, in stile assalto alla diligenza, e da occhiali da saldatore con le lenti blu elettrico per proteggersi dal riverbero della neve.





“Ashley” l’ha scelto Anna Letizia, “Andrews” l’ha scelto Monica. Monica Montanari, vecchia bastarda, e Anna Letizia Zocche giovane, introversa, romantica, si sono accordate affinché Ashley Andrews, 42 anni, viva ad Ashton, in Idaho, con un marito sexy e un meraviglioso gatto rosso di nome Sid. La Andrews ha sbancato con Snow INN Love, un successo poi confermato da My Fired Valentine, e da The Best Gift for Mom, facendo dei seasonals il proprio territorio di caccia.


martedì 24 agosto 2021

RECENSIONE "SUMMER KILLER LOVE" di Ashley Andrews

 

Buongiorno follower!
Vi lascio alla recensione del libro "Summer killer love", dell'autrice Ashley Andrews. A cura di Daniela Colaiacomo.





Autore: Ashley Andrews

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 8,80




TRAMA:

È stato straziante, per la ventitreenne infermiera Amy Johnson, dire addio ai nonni, morti un mese prima. Li ha accuditi fin dall’adolescenza, costretti a letto, e il sacrificio le ha lasciato “il Problema”. “Il Problema” ha la sgradevole proprietà di causarne molti altri, come la prospettiva di trascorrere le ferie estive da sola. Il fatto è che Amy - faccia da bambina e una passione per gli abiti anni ’50 - , ha una fobia da contatto. Nella sua vita professionale si barda di protezioni come nessun altro. Eppure, quando il paziente della Sala Uno, in astanteria, comincia ad agonizzare avvelenato da una sostanza radioattiva, lei non può non commuoversi per come l’uomo invoca la moglie. Le ricorda il vero amore dei nonni, inseparabili fino alla fine, e lo aiuta, unica tra tutte le infermiere. Peccato che il paziente sia un sicario internazionale e che, per giunta, in punto di morte, le chieda di trovare un altro killer e di consegnargli una lettera. 
Amy, per accontentarlo, finge di acconsentire, ma non potrebbe mai fare un’assurdità simile! Mettersi sulle tracce di tale Prothero, la leggenda internazionale dei killer a contratto, con gli occhi di brace, annidato per le vacanze estive in un capanno sul Redfish Lake. 
Già. Quale strada si deve fare per raggiungere il Redfish Lake, esattamente? 
Una strada lunga e tortuosa, come quella che porta al cuore spietato di Prothero. Per morire o per rinascere insieme.» 



Libro insolito quest'ultimo lavoro di Ashley Andrews con protagonisti decisamente sui generis: 
Amy Johnson è un'infermiera ventitreenne con un “Problema” ciclopico spacciato come scrupolosa osservanza delle norme di igiene; Prothero è un killer spietato e letale - un mercenario che lavora spesso per agenzie del Governo -, dalle molteplici cicatrici, sul corpo e, le più dolorose, nell'anima.
Vi chiederete cosa possano avere in comune due persone così distanti nei modi di vivere: all'apparenza nulla, ma quando si incontrano il magnetismo che si genera li attrae, istintivo, assolutamente inaspettato, incontrollabile... e il Killer va in tilt. 
Per anni Amy si è occupata dei suoi dolcissimi e innamoratissimi nonni, non autosufficienti e costretti a letto, e negli ultimi due ha vissuto il grande dolore del loro decadimento mentale - da qui “Il Problema” -, fino alla loro morte, avvenuta da solo un mese. Quando in Albert De Muro, un paziente in fin di vita all'ospedale, un sicario internazionale, riconosce quello stesso sentimento d'amore per la moglie, Amy supera le sue paure per dare sollievo alla sofferenza dell'uomo morente.

Lo stato pietoso e la sua angoscia per la moglie mi commuovevano profondamente, c’era poco da dire. Quel tipo d’amore era lo stesso di quello dei miei nonni. Quello che portava un uomo dalla sorte segnata a pensare alla sua sposa invece che a se stesso.

La vacanza di tre giorni con la collega Darlene - unica via di fuga dalla tristezza della casa privata ormai del calore dei nonni -, va a monte e, impulsivamente, Amy decide di andare al Sockeye Lodge, sul Redfish Lake, nella Sawtooth Valley, dove si trova Prothero, l'assassino di De Muro, per consegnargli la lettera che quest'ultimo le ha dettato prima di morire affinché adempi alle sue ultime volontà.
Prothero, impegnato con agenti dell’NSA in una complessa operazione governativa, quando vede entrare Amy nell'amministrazione del Lodge decide di intervenire.

Quando entrò la fidanzata d’America a chiedere di un capanno solo per lei e per poco non feci cadere una pila di pieghevoli.
Fu come una visione. Sembrava una pin-up anni Cinquanta. Capelli boccoluti rosso carota molto chiari, raccolti dietro la nuca con un fermaglio, calzoni aderenti a metà polpaccio, e un fisico esageratamente femminile, fatto apposta per attirare l’attenzione. Questo in sé non era l’ideale ma, mostrandomi a fianco di una così, nessuno avrebbe immaginato che potessimo essere qualcosa di diverso da una coppia. Era la soluzione a tutti i miei problemi di copertura. L’idea di mettermela nel capanno a fianco e di farmi vedere in giro con la ragazza fu immediata.

Amy riconosce il famigerato killer - De Muro le ha dato una sua foto, l'unica al mondo che lo ritrae - e, anche se terrorizzata, accetta di occupare il capanno prenotato da Prothero di fianco al suo.
Conosco la competenza linguistica di Ashley Andrews ma questo libro in particolare mi ha stupito per l'accuratezza dei particolari, la descrizione dei luoghi…

Lo specchio azzurro rifletteva un cielo costellato di piccole nubi candide e un’enorme montagna aguzza e seghettata. La foresta la ghermiva a vampe verdi e poi dilagava pianeggiante, intorno al lago, in una distesa di abeti e pecci senza fine. Vicino alla riva, si riflettevano gli alberi, qualche molo e scorci di capanni rustici. Parcheggiai, scesi e inspirai a pieni polmoni.

… le armi utilizzate, e soprattutto la presentazione dei protagonisti della storia.
Amy conosce l'amore e lo cerca senza timore, è tenera e generosa, forte e coraggiosa, affronta una situazione impensabile, affiancando Prothero e sostenendolo, ma deve superare “Il Problema”. 
Di contro, il protagonista maschile, per quanto svolga un lavoro esecrabile e violento, suscita comunque la simpatia nel lettore al quale, infine, viene svelato il suo passato.  
La storia, intrigante e avvincente, racconta i retroscena di un complotto internazionale e l'evoluzione del rapporto, inizialmente confuso e conflittuale, di Amy e Prothero, mentre colpi di scena e inaspettati risvolti trascinano il lettore fino alla fine, di certo non scontata.
Il pov alternato e in prima persona dei protagonisti, se da una parte rallenta il ritmo del racconto, dall'altra ne definisce le personalità, le risposte agli eventi, fornendo al lettore gli strumenti per comprendere le loro posizioni. Inoltre, poiché il libro non rappresenta eccessive manifestazioni di violenza o sessualità, essendo a tutti gli effetti un romance, ritengo di poterlo consigliare ad un ampio pubblico di lettori. 


mercoledì 14 luglio 2021

"SUMMER KILLER LOVE" di Ashley Andrews

 

Buon pomeriggio amici lettori!
In anticipo sui tempi, è online "Summer killer love", 
il nuovo romanzo di Ashley Andrews.





Autore: Ashley Andrews

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 4,90
A breve anche in formato cartaceo 




TRAMA:

È stato straziante, per la ventitreenne infermiera Amy Johnson, dire addio ai nonni, morti un mese prima. Li ha accuditi fin dall’adolescenza, costretti a letto, e il sacrificio le ha lasciato “il Problema”. “Il Problema” ha la sgradevole proprietà di causarne molti altri, come la prospettiva di trascorrere le ferie estive da sola. Il fatto è che Amy - faccia da bambina e una passione per gli abiti anni ’50 - , ha una fobia da contatto. Nella sua vita professionale si barda di protezioni come nessun altro. Eppure, quando il paziente della Sala Uno, in astanteria, comincia ad agonizzare avvelenato da una sostanza radioattiva, lei non può non commuoversi per come l’uomo invoca la moglie. Le ricorda il vero amore dei nonni, inseparabili fino alla fine, e lo aiuta, unica tra tutte le infermiere. Peccato che il paziente sia un sicario internazionale e che, per giunta, in punto di morte, le chieda di trovare un altro killer e di consegnargli una lettera. 
Amy, per accontentarlo, finge di acconsentire, ma non potrebbe mai fare un’assurdità simile! Mettersi sulle tracce di tale Prothero, la leggenda internazionale dei killer a contratto, con gli occhi di brace, annidato per le vacanze estive in un capanno sul Redfish Lake. 
Già. Quale strada si deve fare per raggiungere il Redfish Lake, esattamente? 
Una strada lunga e tortuosa, come quella che porta al cuore spietato di Prothero. Per morire o per rinascere insieme.»


DICE L’AUTRICE:

Questo libro nasce dai tutti i fantastici assassini di cui mi innamoro leggendo i thriller dei grandi a cui però gli autori non riescono a far vivere una storia d’amore degna di questo nome.  
«Ho solo una cosa da dirvi, se siete dei killer internazionali a contratto, state alla larga dalla fidanzata d'America. 
Perché quando il gioco si fa duro, le fidanzate cominciano a giocare.» 




BREVE ESTRATTO:

Questo messaggio si autodistruggerà.
La solita Amy Johnson, con il naso all’insù, la pelle bianco latte e i capelli a boccoli di uno strano colore biondo-rosato. Che parlava da sola, in lacrime, davanti alla finestra, con lo sguardo fisso a due vasi blu, decorati in oro. Questo stava sicuramente guardando Vernon, spiandomi, come faceva ogni mattina, dall’edificio di fronte. Non si stufava mai? 
Rivolsi un ultimo sguardo umido alle urne cinerarie dei nonni, affiancati sulla mensola, davanti alla finestra del secondo piano, sopra la tavola calda. L’abitudine a salutarli ogni mattino, ancora, non mi era passata. Era un mese che non potevo più accarezzare loro le mani, inserendomi tra i loro due letti affiancati, nella camera grande in fondo al corridoio. Se ne erano andati, mi avevano lasciata completamente sola. 
Con un sospiro, controllai di aver messo in borsetta i preziosi presidi di protezione individuale. Mi chiusi la porta alle spalle e, sul marciapiede, salutai Vernon, sceso in velocità, come sempre, ad aspettarmi per darmi il buongiorno. Gli sorrisi per abitudine, avevamo già avuto il nostro momento tre anni prima. Lui era attratto da me solo perché respiravo ed ero sottomano, in quanto sua vicina. Non era scattato quel qualcosa. Quel qualcosa tipo l’amore vero, come quello tra il nonno e la nonna, per tutta la vita, innamorati fino alla fine. E prima di loro, anche per i miei genitori era stato lo stesso. I nonni erano stati sempre dolcissimi tra loro, ma anche con me. Del tutto non autosufficienti da anni, e costretti a letto, si erano mantenuti lucidi fino a due anni prima e, con lo svanire della loro mente mnemonica, “il Problema” mi aveva investito come una lettiga lanciata nel corridoio risvegli a quaranta miglia orarie. Cosa peraltro realmente accadutami. Magari “il Problema” fosse stato risolvibile come quella lussazione alla caviglia. Due anni prima una maledetta depressione mi aveva lasciata in balia di manie assurde, come una strana fobia del contatto, o misofobia, per cui mi ritraevo, alla sola idea di sfiorare qualcosa di vivo o che poteva essere stato a contatto con qualcosa di vivo. Ormai erano più di due anni che mi facevo bastare un ragazzo immaginario, fantasticando sulle sue mani grandi, lo sguardo morbido e le spalle ospitali. Mi addormentavo ogni sera, poggiandogli la guancia sul petto. Socchiusi le palpebre e mi dipinsi un panorama mozzafiato, un luogo appartato, romantico, e le braccia grandi di un ragazzo, piene di amore e di sicurezza, richiuse intorno a me, deciso a trattenermi il viso appoggiato sul suo petto per sempre. Quello era il mio sogno. 
Sospirai deliziata e risi di me stessa, biasimandomi un po’, e accelerai il passo, già con la mente alle mie mansioni all’ospedale per il mio ultimo giorno di lavoro, prima delle ferie estive. Fino a pochi giorni prima mi ero figurata di doverle trascorrere integralmente a casa, per riordinare le vecchie cose lasciate dai nonni, scegliere cosa buttare e cosa tenere. Poi però Darlene aveva avuto un imprevisto col fidanzato e mi aveva convinto ad andare per tre giorni a Glenada sull’Oceano, con lei, in Oregon. L’indomani all’alba, saremmo partite alla “Thelma e Louise”. 
Aspettai che scattasse il verde e mi diressi al parcheggio, incrociando le dita. Darlene aveva una gran chioma di riccioli neri e la sua allegria disinvolta non era priva di una certa malizia nell’usare i rapporti interpersonali. Speravo che non mi canzonasse tutto il tempo per via “del mio Problema”! Solo l’idea di far pipì in un posto pubblico mi dava l’angoscia. “Il Problema” era infatti veramente tale per la mia vita sociale, la faceva fallire miseramente. Non solo, avevo vissuto per anni, come una reclusa, per accudire i miei nonni, ma da due anni a quella parte, rifuggivo da qualsiasi contatto di qualsiasi tipo. Il che peggiorava, ovviamente, il mio stato depressivo. E così, il dolore era ancora intatto, lo stesso di quando, per la prima volta, circa un mese prima, ero uscita di casa senza più nessuno da salutare. Nonni morti, zero vita, zero amici: le ferie imminenti sarebbero state un lungo eremitaggio nel mio appartamento, se non fosse stato per Darlene. 
Mi morsi il labbro inferiore lanciando un ultimo pensiero alla casa soffocante, ormai distante mezzo miglio, alle mie spalle, in pieno centro. La casa era relativamente storica, ma non per questo di lusso, tutt’altro. Era storica perché l’avevano costruita praticamente i miei nonni, quasi cento anni prima, un’era da quelle parti. Era carina, se non fosse stato che, con l’afa di luglio, e con sotto una tavola calda, era praticamente una fornace in quella stagione. Passarci le ferie sarebbe stato un incubo. 
Aprii la portiera e sparai subito l’aria condizionata della Cadillac De Ville dei nonni, un carro armato di vent’anni, color crema e ancora affidabile. Mi rilassai al digradare di Nampa, volgendo lo sguardo al cielo azzurrissimo e alla città piatta intorno a me. Era Nampa nell’Idaho, non Tampa in Florida. Mi occorreva specificarlo, se telefonavo fuori Stato a qualche fornitore dell’ospedale. Era una piccola città adagiata nel deserto agricolo e montano dell’Idaho. Lasciai vagare lo sguardo triste sul quartiere industriale al centro del quale si snodava l’edificio basso del Saint Apollonius Medical Center, tra silos e capannoni. Non c’era nulla, lì, capace di risollevarmi. Le dita si destreggiarono automaticamente per calzare la mascherina, la cuffia in TNT, la visiera e i guanti in nitrile, poi i piedi toccarono l’asfalto e mi strinsi nel grembiule di garza. Puntai a testa alta il neon cubitale del pronto soccorso e mi inoltrai rapida nell’accettazione, fino a svoltare nell’astanteria. La medicina d’urgenza si riduceva a un grande corridoio con sale a destra e a sinistra, con in fondo le stanze di servizio per medici e infermieri. Il pavimento era di lucidissimo gres porcellanato blu scuro, cosparso di pagliuzze dorate. Le prime volte, mi faceva uno strano effetto camminarci sopra, avevo paura di affondare nello spazio. E in realtà c’era molto di spaziale per come mi presentai con guanti, mascherina, copri scarpe e visiera per proteggere gli occhi. Ero l’unica a bardarmi in quel modo, ma era per via “del Problema”. “Il Problema” era davvero ciclopico facendo l’infermiera, ma ero riuscita a spacciarlo come scrupolosa osservanza delle norme di igiene e, considerata la mia buona volontà al lavoro, mi venivano risparmiate le sedute più cruente, con traumi che presentassero grandi quantità di sangue. Anche in quel caso estremo tuttavia, riuscivo a bardarmi di tuta hazmat e fare ciò che dovevo. Un po’ i dottori e la caposala sbuffavano e i colleghi mi prendevano in giro. Così per evitare sorrisini, nemmeno mi guardai intorno, entrando in astanteria, almeno finché non fui raggiunta dalle urla strazianti della Sala Uno. Furono quelle a farmi alzare la testa.





“Ashley” l’ha scelto Anna Letizia, “Andrews” l’ha scelto Monica. Monica Montanari, vecchia bastarda, e Anna Letizia Zocche giovane, introversa, romantica, si sono accordate affinché Ashley Andrews, 42 anni, viva ad Ashton, in Idaho, con un marito sexy e un meraviglioso gatto rosso di nome Sid. La Andrews ha sbancato con Snow INN Love, un successo poi confermato da My Fired Valentine, e da The Best Gift for Mom, facendo dei seasonals il proprio territorio di caccia.