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giovedì 28 marzo 2019

"DIREZIONE IPOTENUSA" di Mirca Ferri



Buongiorno follower!

Tornano Melissa e la sua incapacità di trovare un equilibrio stabile nella sua vita. L’adolescente scanzonata innamorata dell’amore dovrà, nuovamente, confrontarsi con gli spettri del suo passato e, nel suo percorso per divenire donna, affronterà altre problematiche legate alla vita dell’essere umano, sia come persona, che come figlia e infine amante.

L’appassionante seguito di Lati Scaleni dell'autrice Mirca Ferri







Autore: Mirca Ferri
Genere: Romance

Casa editrice: PAV Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 14,00

Pagina autoreMicMary 






TRAMA:

Torna Melissa e la sua incapacità di trovare un equilibrio stabile nella sua vita. L'adolescente scanzonata innamorata dell'amore dovrà, nuovamente, confrontarsi con gli spettri del suo passato e, nel suo percorso per divenire donna, affronterà altre problematiche legate alla vita dell'essere umano, sia come persona, che come figlia e infine amante. Nuovi ed intriganti ingressi sia femminili che maschili arricchiranno le sue vicende, dove, al centro di esse, resisterà instancabilmente un incessante triangolo scaleno desideroso di raggiungere la rettitudine. Melissa canta la sua vita e quella di coloro che la popolano con poetiche frasi di speranza e assoluta certezza nei veri sentimenti, che l'accompagneranno fino alla sua, ultima, estrema, decisione. 



BIOGRAFIA:

Mirca Ferri, nata a Scandiano (RE) il 30 /06/1977 e residente a Sassuolo (MO) con il marito e il loro figlio di 11 anni.
Diplomata presso Liceo Scientifico di Modena si è avvicinata al mondo della scrittura fin da ragazza, con la stesura di brevi componimenti pubblicati per il giornale della biblioteca locale.
Attualmente frequenta l'Università Domenicana Internazionale, corso di Storia della Teologia.
Ha iniziato pubblicando, con buon successo, una raccolta di testi in prosa, “Identità perse raccolte, perdite e ritrovate” che narrano del cambiamento della sua vita a seguito della scoperta della sua malattia, a cui è stato dedicato un articolo sulla Gazzetta di Modena, il quale è stato recensito positivamente sia dal quotidiano locale che dai lettori.
Il suo primo romanzo “Radici d’infanzia, ali di vita” edito dalla casa editrice Eracle è stato segnalato da numerosi blog letterari in maniera positiva e dallo stesso quotidiano locale, La Gazzetta di Modena.
A Novembre è uscito il   primo volume di un suo romanzo di genere Romance intitolato “Lati Scaleni” edito dalla Pav Edizioni facente parte di una trilogia. Ha appena ultimato il secondo volume della trilogia intitolato “Direzione Ipotenusa Volume II” sempre con Pav Edizioni
Recentemente ha vinto un attestato di merito partecipando al concorso "Verba volant, scripta manent", ha scritto su commissione la biografia di un castello e del luogo ove risiede intitolato “Il varco dell’oste”. Partecipa attivamente a corsi di scrittura creativa e teatro.



DICE L’AUTRICE:

Dopo aver conosciuto Melissa, protagonista del primo romanzo, in età adolescenziale negli anni 90, in questo secondo volume si percorrono 10 anni della vita di tutti i protagonisti alle prese con le responsabilità vere, le perdite e le nuove tecnologie che si interfacciano inevitabilmente nelle loro vite. Anche in questo romanzo tutti i protagonisti hanno il nome con l'iniziale del vero nome che possiedono le persone a cui mi sono ispirata.



PREFAZIONE:

Era stato il fratello perduto tanti anni prima ma il cui ricordo aleggiava sempre tra le mura di casa.
Poi diventò il suo migliore amico con il quale fare scherzi, narrare i primi segreti, consolare i pianti.
Infine divenne il suo grande amore.
Il primo per il quale mise in discussione la sua integrità, i suoi valori, la sua famiglia.
E benché l’avesse ingannata, rifiutata per poi abbandonarla nelle fauci della violenza, fu proprio lui che giunse a raccogliere i suoi frammenti, la ricompose e si unì carnalmente e mentalmente a lei.
Senza più promesse, senza aspettativa alcuna.
Scegliendo di dimenticare il passato, escludere il futuro e vivere solo il presente ogni volta che esso si fosse manifestato.
Volendo ignorare il male che si sarebbero provocati reciprocamente e i devastanti effetti che quest’altalena di sesso e di amore avrebbe innescato sui loro caratteri, sui loro corpi e sulla vita altrui.
Erano certi di essere nati per amarsi, ma destinati a condurre vite differenti.
Incapaci di contenere l’uno il carattere dell’altra, le loro esistenze prenderanno forma nella separazione, riconciliazione e consapevolezza. 


martedì 19 marzo 2019

"IL VARCO DELL'OSTE" di Mirca Ferri



Buongiorno follower!
Vi segnalo l'ultima pubblicazione dell'autrice Mirca Ferri: "Il varco dell'oste".








Autore: Mirca Ferri
Genere: Biografico Fantasy

Disponibile in formato cartaceo a € 9,90

Pagina autoreMicMary






TRAMA: 

Nel limite del nulla si erge un maestoso Castello che porta con sé leggende, misteri, esperienze soprannaturali nel contesto di un’apparente tranquillità montanara.
L’Appennino Modenese, attraverso questo breve racconto, ci narra la sua storia più criptica e a tratti ermetica rimasta sepolta solo nella memoria dei residenti.
In questo libro riscoprirete la magia che attornia i nostri monti e l’energia che il Castello di Gusciola ha saputo catalizzare dentro le sue mura.



BIOGRAFIA: 

Mirca Ferri, nata a Scandiano (RE) il 30/06/1977 e residente a Sassuolo (MO) con il marito e il loro figlio di 11 anni.
Diplomata presso Liceo Scientifico di Modena, si è avvicinata al mondo della scrittura fin da ragazza, con la stesura di brevi componimenti pubblicati per il giornale della biblioteca locale.
Attualmente frequenta l'Università Domenicana Internazionale, corso di Storia della Teologia.
Recentemente ha pubblicato, con buon successo, una raccolta di testi in prosa, “Identità perse raccolte, perdite e ritrovate” che narrano del cambiamento della sua vita a seguito della scoperta della sua malattia, a cui è stato dedicato un articolo sulla Gazzetta di Modena, il quale è stato recensito positivamente sia dal quotidiano locale che dai lettori.
Il suo primo romanzo “Radici d’infanzia, ali di vita” edito dalla casa editrice Eracle è stato segnalato da numerosi blog letterari in maniera positiva e dallo stesso quotidiano locale, La Gazzetta di Modena.
A novembre è uscito il   primo volume di un suo romanzo di genere Romance intitolato “Lati Scaleni” edito dalla Pav Edizioni, facente parte di una trilogia.
Recentemente ha vinto un attestato di merito partecipando al concorso “Verba volant, scripta manent” ed è tra i finalisti del concorso “Amici di Ron” con un componimento poetico inedito con tema scelto dalla giuria.



DICE L’AUTRICE:

Si dice che il luogo e quelli ad esso vicini siano oggetto di molte ricerche paranormali tanto che è stata trasmessa un'intera puntata sul Castello dalla trasmissione di Italia 1 "Mistero" condotta, all'epoca, da Daniele Bossari.



ESTRATTO: 

Incontri con l’altrove
Montefiorino e le zone limitrofe, tra cui, appunto, Gusciola, vantano leggende e storie straordinarie sin dai tempi di Matilde di Canossa.
Oltre ad essere stata rifugio per molti partigiani durante la fine del secondo conflitto mondiale, la Rocca del paese è sempre stata oggetto di vari avvistamenti misteriosi più o meno reali.
Questa sua fama, perpetuata da anni, ha sempre incuriosito Alberto anche perché persona molto attiva in tutto ciò che riguarda il suo Comune e la possibilità di farlo emergere a livello turistico.
Erano i primi tempi in cui il Castello stava prendendo forma e vita. Le stanze venivano sistemate di volta in volta dando, ovviamente, precedenza alla cucina e alla taverna per offrire la possibilità ai commensali di mangiare e trascorrere al suo interno le loro serate.
L’ Oste iniziò organizzando spettacoli teatrali con diverse compagnie e cene con delitto che rendevano divertente e coinvolgenti le serate. Conobbe Marco, durante una di queste, e in breve tempo egli divenne una presenza fissa al Castello, prima come ospite e successivamente come collaboratore ed intrattenitore del pubblico grazie alla sua capacità di leggere il futuro per mezzo del pendolo. Ma Alberto voleva di più. Da sempre affascinato dai luoghi abbandonati e avvertendo dentro di sé l’energica convinzione che esistono forze invisibili agli occhi umani ma comunque presenti nella nostra esistenza, si avventurò in altre circostanze che sfiorano il visibile dall'invisibile, l’immaginazione dalla realtà.
In quel periodo, una sensitiva di nome Regina partecipò al Maurizio Costanzo Show. Questa donna è in grado, tutt'ora, di catalizzare su di sé le anime dei defunti, le energie degli spettri e le varie entità ultraterrene. Affascinato dalle sue facoltà e grazie all'aiuto di Marco, Alberto riuscì a contattarla e ad invitarla una sera, al Castello. Era lunedì, quindi la locanda era chiusa al pubblico. I presenti erano la madre di Alberto, la signora Graziella, la sorella, Annalisa e Marco.  Per scelta di Regina si radunarono tutti nella stanza denominata “cella” nella quale ella avvertì immediatamente la presenza di uno spettro. Disse di chiamarsi Mago Simon. Alla domanda se si trovasse bene tra quelle mura la risposta fu affermativa e per amplificare questa convinzione fece spalancare la pesante porta d’ingresso che era chiusa. Sostenne, la presenza, che le anime e le entità presenti al Castello non provenissero da lì ma che da quando esso aveva ripreso vita grazie all'Oste, amavano trascorrere la serata con i presenti, attratti dalla bella musica e dall'enorme energia vitale che sprigionavano i viventi.
L’ anima errante si congedò dicendo che doveva tornare a Sant'Antonio, una piccola borgata desolata poco distante da Gusciola. Alberto, che conosceva alcune peculiarità di quel luogo e la riluttanza delle persone a parlarne decise di organizzare un particolare raduno
al Castello. Furono invitati tutte le più famose ed attrezzate compagnie di GHT (Ghost Hunter Team).
L’ evento si presentò migliore del previsto. Si presentarono gruppi provenienti da tutta Italia e ciascuno di essi aveva aneddoti singolari di cui narrare. In quell'occasione, grazie alle sofisticate apparecchiature, si decise di monitore l’eventuale attività paranormale del Castello. Proprio nella zona del pozzo, il primo luogo che Alberto aveva scelto di sistemare, venne rilevata un’anomalia audio che riproduceva il suono di un treno a vapore all'interno del pozzo stesso. Questo particolare fenomeno è anche riportato sul sito del castello (www.ilcastellodigusciola.it).
La stessa sera si scelse di indagare anche nei pressi della Rocca di Montefiorino teatro non solo della Resistenza Partigiana ma anche di millenni di storia medievale. Anche in quel caso, il rilevatore di campi magnetici, denominato K2, percepì delle onde magnetiche di bassa frequenza che denotano la presenza di uno spirito o di un’energia differente da quella umana o animale e infatti, durante la visita, venne immortalata l’immagine sfuocata di una donna in biblioteca.
La leggenda di una “dama bianca” che vagasse tra le mura della Rocca era sempre stata vista come una sorta di figura folkloristica del paese ma in quella serata si rivelò reale ed autentica.
A seguito di queste sorprendenti scoperte, il gruppo di GHT collaborante con la trasmissione “Mistero” che all'epoca andava in onda su Italia Uno, diretta da Daniele Bossari, decise di proporre ad Alberto di girare una puntata del format nei luoghi abbandonati e misteriosi delle montagne modenesi.


domenica 25 novembre 2018

"LATI SCALENI" di Mirca Ferri



Buongiorno follower, buona domenica!
Vi segnalo "Lati scaleni" dell'autrice Mirca Ferri, edito PAV Edizioni.







Titolo: Lati scaleni
Autore: Mirca Ferri
Genere: Romanzo rosa

Casa editrice: PAV Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 13,90

Pagina autore: MicMary






TRAMA:

L’amore in tre, tecnicamente, significa amare due persone contemporaneamente.

Questo tipo di condizione affettiva viene comunemente associata al triangolo; pochi però sottolineano che si tratta di un triangolo non equilatero bensì scaleno.
I lati uniscono tre punti sentimentali collocati a caso che si amano e si odiano tra loro in quantità e forma disperatamente diseguale.
I protagonisti di questa storia vivono la medesima situazione, alternando moralità e ricchezza di valori ad egoismo e violenza. Inesorabilmente intrecciati l’uno alla vita dell’altro, ogni personaggio vive la propria adolescenza durante gli anni 90 mescolando il desiderio di crescere e conoscere il mondo al timore di ciò che il futuro può riservargli.
Incapaci di separarsi definitivamente, Melissa protagonista principale della vicenda,  passa dal sogno di un amore romantico ai fatti della cruda realtà che in più occasioni metteranno alla prova la forza del suo carattere, i suoi rapporti familiari e di amicizia e il coraggio di accettare ciò che non si può cambiare. 
Talvolta neppure se stessi.






BIOGRAFIA:

Mirca Ferri, nasce a Scandiano (RE) nel 1977 e risiede a Sassuolo (MO) dove vive con il marito e il loro figlio di undici anni.

Diplomata presso Liceo Scientifico di Modena, si è avvicinata al mondo della scrittura fin da ragazza, con la stesura di brevi componimenti pubblicati  per il giornale della biblioteca locale. 

Attualmente frequenta l'Università Domenicana Internazionale, corso di Storia della Teologia.
Recentemente  ha  pubblicato, con buon successo, una raccolta di testi in prosa, "Identità perse raccolte, perdite e ritrovate" che narra del cambiamento della sua vita a seguito della scoperta della sua malattia, a cui è stato dedicato un articolo sulla Gazzetta di Modena, il quale  è stato recensito positivamente sia  dalla quotidiano locale che dai lettori.
Il suo primo romanzo "Radici d’infanzia, ali di vita" edito dalla casa editrice ERACLE SRL  è stato segnalato da numerosi blog letterari in maniera positiva e dallo stesso quotidiano locale, La Gazzetta di Modena.
A fine novembre è prevista l’uscita del  primo volume di un suo romanzo di genere Romance intitolato "Lati Scaleni", edito dalla PAV Edizioni, facente parte di una trilogia.

Recentemente ha visto un attestato di merito partecipando al concorso "Verba volant, scripta manent"




DICE L’AUTRICE:

Il libro è liberamente tratto da vicende realmente accadute e ogni protagonista ha, come nome, l'iniziale del suo nome reale. 






BREVE ESTRATTO:


La bambola
Prima delle vacanze natalizie, il comitato dei rappresentati d’istituto decise come ogni anno che era giunta l’ora di fare una bella autogestione, proprio come stava avvenendo in quasi tutte le scuole superiori vicine. La scusa era di far prevalere i diritti degli studenti sulle imposizioni degli insegnanti. Ovviamente le vere motivazioni erano assai meno nobili: l’idea era quella di occupare la scuola giusto la settimana prima della sospensione delle lezioni per le festività, in modo da aumentare il numero di giorni di dolce far niente. 

Melissa, che stava frequentando il primo anno per la seconda volta, conosceva questi meccanismi. Sapeva che alla fine si sarebbero fatti giusto un paio di giorni di sciopero e nulla di più, ma era fondamentale essere presenti a scuola per dimostrare che era una rivolta seria, appoggiata dalla totalità degli studenti. 
Per lei, che amava frequentare l’istituto, quella sarebbe stata l’occasione per confrontarsi con alcune sue amiche più grandi e più esperte nelle faccende amorose. Non voleva rivelare nulla di ciò che era accaduto tra Fulvio e lei, e non voleva che certe chiacchiere si spargessero per la scuola, rischiando di finire anche alle orecchie di Camilla, Antonio e soprattutto di Sharon. La tentazione di rivelare il nome dell’amato e i particolari dei sentimenti che provavano l’uno verso l’altra era molto forte, ma Melissa cercò di trattenersi domandando alle amiche piuttosto come comportarsi nelle situazioni di intimità.
La sua mente galoppava già lontana, verso un’unione sia sentimentale che fisica tra lei e Fulvio.
Quell’anno, inaspettatamente, anche Antonio prese parte all’autogestione e tra un corteo e l’altro ebbe l’occasione di rivedere Melissa.
Fu lei, quella volta, ad avvicinarsi a lui, certa di non provare più nulla nei suoi confronti. Anzi pensò che probabilmente non aveva mai provato nulla per lui, come se il suo cuore fosse appartenuto sempre e solo a Fulvio. 
Antonio notò immediatamente una luce negli occhi di Melissa diversa da quella che conosceva e ne rimase colpito e turbato. Percepiva che la ragazza non provava più alcun interesse nei suoi confronti e, invece di sentirsi sollevato, si rammaricò.
Melissa, la cui testa era completamente altrove, era nuovamente vivace, allegra, carismatica e sicura di se stessa. Giocherellava con Antonio, consapevole che lui fosse ancora attratto da lei e si destreggiava benissimo in questo capovolgimento di ruoli.
Antonio cercava di capire chi o cosa l’avesse resa tanto felice, cominciando a snocciolare i nomi dei compagni di scuola e dei vecchi amici, arrivando persino a ipotizzare che lei fosse capitolata per qualcuno dell’oratorio. Melissa non rispondeva, si limitava a ridere in modo allusivo, divertendosi a saltellare avanti e indietro tra una conversazione con i compagni, la partecipazione a un corteo e delle chiacchiere maliziose con Antonio.
Il primo giorno di autogestione terminò e tutti tornarono a casa verso le sei. Melissa era certissima che Fulvio sarebbe passato a trovarla, ma lui non si fece vivo. 

In quegli anni non esistevano cellulari ed era considerata maleducazione telefonare a casa delle persone quando era passate le 20.00, quindi Melissa rimase senza notizie di lui per l’intera giornata.

Di notte non riuscì a prendere sonno, si era convinta che qualcuno della scuola avesse raccontato a Fulvio che lei aveva trascorso tutta la giornata in compagnia di Antonio e che lui, per punirla, non si fosse fatto vedere.
La mattina successiva, mentre si preparavano per andare al secondo giorno di sciopero, Camilla le chiese se era accaduto qualcosa di nuovo tra lei e Antonio, perché le era stato riferito che il giorno prima erano stati visti insieme per molto tempo. Melissa, che temeva proprio questo, cercò di capire chi l’avesse informata e seppe che era stata Sharon, che aveva incontrato la sera prima con Fulvio.
Melissa sbiancò improvvisamente e, cercando di mantenere la calma, domandò se per caso sapesse come erano i rapporti tra loro, adesso che si erano lasciati.
“Sono già tornati insieme. Te l’avevo detto, quei due fanno sempre così. Si mollano e dopo mezz’ora sono di nuovo una coppia” le rispose noncurante la sorella.
A quelle parole, Melissa sentì la necessità di sedersi cercando di non scoppiare a piangere. La sorella, ignara di tutto, la salutò raccomandandole di non fare tardi e di non invischiarsi nuovamente nella vita di Antonio, visti i precedenti.
Non poteva immaginare che Melissa tutto aveva in mente, ora, tranne che lui. 
La giovane inesperta provò nausea e repulsione pensando a come era stata facilmente raggirata da colui che riteneva essere il ragazzo di cui si era sempre fidata, indipendentemente dai sentimenti che stava provando in quel periodo.
Si preparò per andare a scuola portando con sé dei gettoni telefonici per chiamare Fulvio dall’istituto. Gli telefonò sapendo che i suoi genitori erano al lavoro e che lui quella mattina non sarebbe andato all’università. Voleva assolutamente vederlo, parlargli a quattrocchi. 
Fulvio rispose al primo squillo e si comportò come nulla fosse, anzi, si scusò per non essersi fatto vivo il giorno precedente alludendo delle scuse, ma dal tono di voce che udì dall’altro capo della cornetta intuì che Melissa aveva sicuramente parlato con la sorella.
“Posso spiegarti” le disse dopo un po’ capendo in che guaio si era cacciato. “Esci da quello sciopero da quattro soldi e vediamoci a casa tua.”
“No” rispose Melissa. “Voglio terminare quest’occupazione che ritieni stupida. Ci vediamo nel pomeriggio” e attaccò il telefono.
Il mascara colò dai suoi occhi rigandole il viso.
Aveva trattenuto le lacrime, per non dargli soddisfazione, non appena aveva sentito la sua voce, ma poi non ce l’aveva fatta.

“Da stasera la mia vita nelle mani di un ragazzo no… non la metterò più…“
La bambola – Patty Pravo –