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lunedì 8 giugno 2026

RECENSIONE "IF BAR" di Franco Mancini

 

Buongiorno, amici lettori!
Recensione "IF Bar" dell'autore Franco Macini. 
A cura di Dario Zizzo.



Titolo: IF Bar 

Autore: Franco Macini

Genere: Narrativa

Disponibile in ebook a € 2,99 

E in formato cartaceo a € 16,63

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Cosa succederebbe se un semplice bar di provincia fosse la porta verso qualcosa di molto più grande?
Giacomo, detto Jack, è un venditore come tanti: lavoro in difficoltà, relazioni complicate, una vita che scorre senza grandi scosse. Ma un venerdì pomeriggio, per caso, si ferma all’IF BAR. Un incontro apparentemente banale che segnerà l’inizio di qualcosa di inaspettato.
Tra le affascinanti bariste, una nonna enigmatica e un misterioso “mondo oltre il cancello”, Jack si ritroverà a rivivere momenti del passato — e forse anche a intravedere il futuro. Episodi che sembrano avere un unico scopo: spingerlo a cambiare, a scegliere, a diventare finalmente protagonista della propria vita.
Intorno a lui, una galleria di personaggi intensi e imperfetti: amicizie profonde, amori nascosti, sogni rimandati e paure da affrontare. Tutti uniti da una domanda semplice e universale: e se…?
Tra ironia, emozione e riflessioni sulla vita, IF BAR è un viaggio tra destino e libero arbitrio, tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.
Nal bar si usa fare il brindisi "Agli Impavidi": un invito a vivere la vita con coraggio.



La seconda edizione, arricchita con nuove parti, di "IF BAR", del parmense Franco Macini, è un romanzo coraggioso, coraggioso nella sua filosofia ottimistica, che fa bene allo spirito. Il protagonista è l'emiliano Giacomo (anche il narratore), per gli amici Jack, sì, per gli amici (in particolare per Mario, che conosce da molto tempo), perché Jack è l'amico che tutti desiderano, la spalla su cui poggiare il nostro volto reduce da una giornata difficile. Lui è un rappresentante di materiale per impiantistica, un trentenne che sa quanto l'esistenza non sia sempre un luna park, ma capace anche di apprezzarne i piccoli piaceri, quelli della tavola per esempio e del talamo. A tal proposito, onestamente non so cos'abbia Jack per sedurre diverse donne, nello stare con un piede in due scarpe, ma amandole sinceramente, come fa con la Mile, sorella di Mario: 

Era amore? Che tipo di amore? Non lo so. Ma credo che ci siano tanti tipi di amore. E poi c'è sempre bisogno di dare un nome a tutto? In ogni caso era una cosa bella! Molto bella! 

La vita del personaggio principale a un certo punto viene stravolta da qualcosa di eccezionale, vicino all' "IF BAR", una specie di gineceo (con la Stefy e la Ele in primis, che lo dirigono), c'è un altro mondo, una specie di porta che conduce nel passato e nel futuro ("IF", in italiano "Se" ipotetico, indica per l'appunto "... lo spiraglio alle possibilità che può offrire." quell'universo), permettendogli anche di scoprire insospettabili legami con le persone frequentate nel presente. I flashback e i forward sono diversi e convincenti, convincente questo altrove o altroquando creato da Macini con la cura dell'artigiano, un mondo in fondo rassicurante, perché è la realtà che ci spaventa, il presente. La custode di questo mondo ha il volto di Francesca, la matriarca del bar, che poi non ci lavora, è la nonnina, quella che ne sa più degli altri su questi viaggi straordinari; appassionata di giochi con le carte; viene conquistata dalle doti culinarie di Jack, capace di creare succulenti piatti con quello che trova nel frigo, un vero Masterchef. Lei è dispensatrice di una saggezza popolare, la quale ci potrebbe sembrare banale, ma non lo è se iniziamo a fidarci delle cose semplici, se ci alleniamo ad avere una visione ottimistica della vita: 

Impacchetta e butta nella spazzatura i pensieri negativi.  Visualizza l'atto di farlo, come fanno i tennisti quando correggono un errore.

Ben caratterizzati i personaggi di Macini, Jack e Francesca su tutti, ma anche diversi minori, perfino il pappagallo antijuventino Galliani; tutti concorrono alla buona riuscita di questo romanzo dallo stile essenziale e dalla ferace vena umoristica, in cui protagonista è l'umanità, splendente, nonostante tutta la sua fragilità, vista attraverso il passare del tempo, attraverso la sua vita, o meglio le sue vite, vere o immaginarie che siano, tra realtà e sogno.
Concludendo, Macini ha messo tutti gli ingredienti possibili in questo libro, pardon, cocktail: amicizia, convivialità, amore, umorismo, li ha shakerati e quindi servito; ora non resta che berlo, cioè leggerlo. "Agli impavidi!", come conclude ogni bevuta il nostro Jack.


domenica 21 dicembre 2025

RECENSIONE "DUE ANIME IN GIOCO" di Franco Macini

 

Buongiorno follower, buona domenica!
Recensione: "Due anime in gioco" dell'autore Franco Macini. 
A cura di Dario Zizzo.



Autore: Franco Macini

Genere: Narrativa

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 14,99

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Fra gli amici di un gruppo frequentatori di un bar, di una palestra e di una agenzia di scommesse, anche due anime entrano in gioco. Riusciranno a vincere la loro partita della vita?



Quando leggi Franco Macini, ti senti sempre a casa, anche se al posto del Palermitano (per esempio) ti trovi a Parma, dove a partire dal 2018 è ambientato il romanzo "Due anime in gioco". Devi solo accomodarti, nel bar del Bischero (toscano trapiantato), luogo in cui si apre l’opera: 

Frequentato anche da ragazze che vengono principalmente per sentire le ‘parolacce’ che dice il Bischero e le frasi a sfondo erotico sessuale che usa per salutarle all’ingresso e all’uscita. Quella che dice più spesso è: “Ciao! Buona serata e Buona trombata”. 

Lì troverai anche degli uomini di mezz’età pronti a seguire con lo sguardo le belle fanciulle, raccontandosi qualche avventura pecoreccia, a ingannare il tempo, facendosi un goccetto e mischiando carte da gioco, abitudine, quest’ultima, che ci porta indietro, a un tempo quasi inattingibile ormai, rassicurante, come i libri di Macini, una camomilla che rasserena, ma non fa addormentare, ve lo garantisco, una bolla protettiva dove quasi nessun male può raggiungerti. E ve li presento, alcuni di questi quasi sessantenni: il narratore Mike (che poi in realtà si chiama Franco, ma scoprirete poi l’arcano) che scommette che scriverà un libro per un editore non a pagamento, il palestrato Merce (si dice abbia partecipato ad alcune guerre come mercenario), Roccia perché di cognome fa Rocciardi, e Giuli, non il ministro, ma semplicemente l’abbreviazione di Giuliano.
C’è dell’umorismo in quest’opera, frizzante come il Lambrusco, vino molto diffuso nell’Emilia Romagna, regione dello scrittore - umorismo che sa anche mischiarsi alle scene commoventi -, c’è il gusto del raccontare, con un linguaggio scabro, senza svolazzi, credibile in bocca agli avventori del Bischero, che ti restano impressi, magari dopo una nottata passata tra le carte da gioco: 

Nel pallido sole mattutino leggermente offuscato da un filo di nebbia padana, mani in tasca, un po’ piegati in avanti, un po’ assonnati…

Alla fine capirete anche il perché del titolo, alla base di cui sta una storia seducente e misteriosa.