mercoledì 29 marzo 2023

RECENSIONE "COME L'ALBA E IL TRAMONTO" di Francesca Erriu Di Tucci

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Come l'alba e il tramonto" di Francesca Erriu Di Tucci, 
edito Brè Edizioni. A cura di Dario Zizzo.



Autore: Francesca Erriu Di Tucci

Genere: Narrativa

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 13,30

Contatti autore: Facebook 



TRAMA:

Vin e Tom: due ragazzi adolescenti che si incontrano per caso e, da quel momento, incrociano le loro esistenze. Ragazzi problematici, soli, che sono costretti a piegarsi alle regole di una vita che non hanno scelto. E la loro solitudine fa da collante, li fonde in un’amicizia messa a dura prova dalle difficoltà. Tom deve combattere contro un mostro: André, uomo senza scrupoli che lo usa per arrivare al potere e ai soldi. Vin si ritrova in un mondo sconosciuto, dove deve imparare a muoversi e a crescere scansando i pericoli e le tentazioni. Eppure, quando i ragazzi si ritrovano, la loro unione si fortifica, fino ad arrivare a un epilogo denso di emozioni e coinvolgimento. Un percorso di due amici, due mani che si intrecciano per non lasciarsi più. Due corpi uniti che niente e nessuno riuscirà a separare… nonostante tutto. 



Ho letto Come l'alba e il tramonto di Francesca Erriu di Tucci, una riedizione riveduta di "Come il giorno e la notte" pubblicato con un'altra casa editrice. Ambientato negli anni Ottanta, ha come protagonisti Vin e Tom, due ragazzi che sono "Come l'alba e il tramonto". Fragile il primo, rassicurato dalle formule matematiche, in cerca di certezze:

Lui invece era attento e previdente. E anche preciso, a detta degli operatori che compilavano le schede sul suo 'caso'. Era vero. A lui piaceva la precisione, in particolare nei numeri: matematica e geometria. I teoremi, tutto ciò che metteva dei paletti. L'infinito invece gli creava qualche difficoltà: odiava quell'otto capovolto, preferiva il 'Pi greco', una costante matematica, cioè un numero che ha un valore definito esattamente. 

Tom è invece irascibile e sicuro di sé, anche se sotto quest'armatura presta il fianco alle offese della vita. Così lontani ma anche così vicini, la loro amicizia diventerà un laccio talmente stretto da far male, un'amicizia a prima vista. Abbandoneranno la Casa famiglia in cui stavano, per andare a vivere con altri ragazzi vendendo la roba di André, altro personaggio ben riuscito, figura imponente, originale, amante dell’arte (di Oscar Wilde in particolare), un gigante dai piedi d’argilla, vittima delle sue debolezze. Ci sarà anche l'iniziazione all'amore nell'adolescenza che brucia. Un grande freddo, come un vento gelido attraversa quest'opera, quel freddo che gela Vin e Nina, una ragazza di questa nuova comunità, un freddo feroce, quello che si era portato via Giulio, alla Casa famiglia, che aveva i genitori in carcere, un freddo che però non riesce a vincere la dolcezza che, nonostante tutto, questa umanità riesce a esprimere, come quando Vin posa in acqua una barchetta e dice a Nina di esprimere un desiderio.
Con una prosa cristallina, perfetta, senza fronzoli, la scrittrice ci porta all'inferno, ci regala una di quelle storie che rimangono impresse come un tatuaggio indelebile, su cui stanno scritti i nomi di Vin e Tom.


venerdì 17 marzo 2023

RECENSIONE "VIE DI FUGA" di Lucrezia Sarnari

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Andrea Macciò ha letto per noi "Vie di fuga" dell'autrice 
Lucrezia Sarnari, edito Rizzoli.



Titolo: Vie di fuga
Autore: Lucrezia Sarnari

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Rizzoli

Disponibile in ebook a € 9,99
E in formato cartaceo a € 17,10

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

"Sogna una storia 'alla Jane Austen' da sempre, ma vive Moravia." Non è l'inizio di una commedia romantica ma è la vita di Giulia, trentasette anni e il timore costante di aver scelto la strada sbagliata. L'unica volta che si è sentita in pace con la propria coscienza, perché non ha cercato la fine di una storia prima ancora di viverla e ha sposato suo marito, be' l'amore si è trasformato in quieto affetto. Nel frattempo ha trovato la sua via di fuga dalla realtà, quello che le sembra l'Amore con la "a" maiuscola, e si è incastrata in una conversazione a suon di notifiche che fanno trepidare il cuore, battute brillanti, selfie da inviare con nonchalance e ultimi accessi da controllare. Lui è Carlo, ed è sposato. Essere amanti è romantico solo il primo anno, e ai tempi della messaggistica istantanea solo il primo mese. Perché non c'è niente di peggio delle spunte blu quando lui visualizza e non risponde. Forse. Un giorno Internet salta, i social vanno in down, gli smartphone smettono di funzionare e "sta scrivendo" resta sullo schermo all'infinito. Non sono più i tempi di "Harry ti presento Sally", adesso c'è "Fleabag". E quando tutte le vie di fuga svaniscono e ti ritrovi in un bar di provincia a controllare ossessivamente la connessione che non torna, rimane soltanto una cosa da fare: smettere di rifugiarti nel mondo del "e se?", tirare fuori dal cellulare tutto quello che ci hai nascosto e prendere delle decisioni. Lucrezia Sarnari ci racconta quello che non si osa dire sui sentimenti e sull'amore ai tempi di WhatsApp. Leggendo questa storia inciampiamo nella vita di Giulia ma anche nelle nostre. 



Vie di Fuga di Lucrezia Sarnari parla di un'ansia tipica del mondo di oggi, dell'epoca dei social: quella da disconnessione, definita dagli psicologi come sindrome FOMO. Un giorno, una vasta porzione dell'Umbria è tagliata fuori dalle connessioni internet con effetti imprevisti sulle vite dei protagonisti. Il libro tratta anche un altro tema attualissimo, la diversità radicale tra la vita delle grandi città e quella dell'Italia profonda della provincia.
Che cosa potrebbe succedere nelle nostre vite onlife, come le definisce il filosofo Luciano Floridi, che si dipanano in uno luogo intermedio tra il mondo fisico e lo spazio virtuale racchiuso in smartphone e pc, se un giorno una tempesta solare mandasse in down le connessioni internet di una vastissima zona dell’Italia Centrale? Il termine down ricorda lockdown un evento imprevisto che irrompe a rivoluzionare le nostre vite, e la riflessione sulla nostra dipendenza dalle relazioni virtuali il film di Paolo Genovese “Perfetti Sconosciuti”.
La protagonista Giulia è un’insegnante di 37 anni, intrappolata in una vita che le sta sempre più stretta, tra un matrimonio ormai spento con il collega Mattia, che non ama più, e il sogno di diventare scrittrice a tutti gli effetti. La via di fuga di Giulia è un corso di scrittura creativa che le consente di lasciare tutti i weekend Perugia, la sua città natale, per raggiungere Roma. Qua conosce Carlo, giornalista che si occupa di politica. Dopo la grigia relazione con Mattia, per Giulia è arrivato finalmente il momento di conoscere l’Amore con la A maiuscola? Gli incontri reali tra Giulia e Carlo sono ad alto livello di coinvolgimento erotico. Ma Carlo è sposato, e non sembra intenda lasciare la moglie, il corso sta per finire… e la loro relazione si trasforma in un’intesa virtuale: messaggi, notifiche, spunte, batticuori virtuali. Una via di fuga da una realtà che la soffoca. Accanto a Giulia, le due amiche storiche, la collega Francesca e Irene, che lavora in un negozio di scarpe.
Come Giulia, anche le due amiche, che lei crede di conoscere benissimo, hanno delle vie di fuga custodite segretamente nei loro telefoni e pc. Il down provocato dalla tempesta solare costringe le persone a uscire di più, per incontrarsi anche fisicamente e parlarsi. E le vie di fuga virtuali escono allo scoperto: Francesca ha una relazione con il cameriere del bar che frequentano abitualmente, Irene è segretamente attratta da una donna, Benedetta, impiegata della banca vicina al suo negozio. Irene e Benedetta hanno fatto l’amore una sola volta, esperienza che per l’amica di Giulia è stata bellissima e indimenticabile. Irene fatica tuttavia a lasciarsi andare al suo nuovo amore, mentre per Francesca si tratta (almeno in apparenza) di una storia di sesso senza importanza.
Accanto alle vite delle tre protagoniste, ci sono quelle degli studenti come Lara, Stefano e Camilla. Anche in questo il down della tempesta solare ha un ruolo importante, perché impedisce a un video girato da Stefano, ragazzo ricco e benestante, durante il suo incontro con Camilla, di girare velocemente sui telefoni degli amici facendolo diventare virale e rischiando di esporre Camilla alla gogna pubblica. Questa parte, secondaria, induce tuttavia a una riflessione interessante sul tema del sexting e del cosiddetto revenge porn: ad essere vittima sono quasi sempre le donne. Al di là della violazione della sfera intima e privata che comporta il revenge porn, è un indicatore della cultura ancora profondamente patriarcale e bigotta che permea la società italiana. Se per il ragazzo mostrare il video è motivo di vanto, per Camilla sarebbe motivo di vergogna, come se il piacere femminile fosse di fatto ancora tabù. Numerosi tragici casi di cronaca lo dimostrano.
Il down delle connessioni internet costringe quindi le protagoniste a mettersi di fronte alle loro scelte: limitarsi a piccole vie di fuga rispetto a una vita quotidiana che le opprime, o prendere la loro stessa vita in mano e rovesciare il tavolo? Per Giulia, prendere l’auto e andare comunque lo stesso a Roma a incontrare Carlo?
Vie di Fuga (con il bel sottotitolo “la vita da adulti fa schifo”) è un romanzo apparentemente leggero, ma in realtà carico di riflessioni psicologiche e sociali. Per Giulia, che abita in una città medio-piccola come Perugia, il binario est di Roma Termini è lo spartiacque tra due Italie. Non a caso, sia a Roma Termini che a Roma Tiburtina, i binari che collegano la capitale con l’Italia profonda delle regioni centrali appenniniche (Umbria, Abruzzo, Toscana interna, Molise, Castelli Romani) sono separati da quelli dell’alta velocità che la collegano con le metropoli del Nord e del Sud. Anche io ho quella sensazione, quando il treno del binario est partito da Termini lascia la direttissima e sbuca alla stazione di Orte per poi inoltrarsi nelle vallate umbre, che si stia entrando in un’altra dimensione. E poi quanto la nostra vita è dipendente dai dispositivi virtuali? Per alcune persone è più reale la vita racchiusa nello smartphone o nel pc che una vita quotidiana nella quale ci si trascina a volte per inerzia come maschere pirandelliane. Il down elettronico costringe a uscire per incontrarsi davvero, e insieme, un po’ come accaduto per il lockdown che pur non c’entrando nulla suona affine, determina per rimbalzo quando finisce una complessione flessione dei freni inibitori e la vera natura delle amiche di Giulia viene fuori.
A un certo punto, la sospensione della vita virtuale finisce e le protagoniste sono messe di fronte a una scelta: rovesciare il tavolo, provare davvero a cambiare vita con Carlo, con il cameriere del locale o con Benedetta, o continuare la vita di sempre allietata dal piccolo spazio di libertà delle vie di fuga.
Ho molto apprezzato Vie di Fuga di Lucrezia Sarnari, la scrittura è sempre coinvolgente e mai banale, e tutti i temi affrontati sono di grande attualità: dalla sempiterna ricerca del vero amore (io davvero non lo so, cos’è l’amore dice Giulia a proposito del suo matrimonio), quello realmente capace di scompaginare le nostre esistenze e le nostre certezze, come accade con Irene, che si riteneva totalmente eterosessuale, quando incontra Benedetta, alla questione del revenge porn, alla particolare morfologia dell’Italia, nella quale pochi minuti di treno separano una capitale ricca di opportunità, ma affollata e caotica, da una provincia slow e gentile, con relazioni sociali più strette, che magari però appare un po’ noiosa a chi ci abita. E sullo sfondo il tema dell'ansia postmoderna della disconnessione o del FOMO.
È un libro che consiglio volentieri, difficile da inquadrare in un genere, anche se può apparire affine a quello del romance (un po’ come accade con i gialli storici di Maurizio de Giovanni: sono certamente romanzi polizieschi, ma non si riducono al genere) perché l’amore non è l’unico tema; questo per me è un pregio, perché significa che siamo nel campo della letteratura tout court.


lunedì 13 marzo 2023

RECENSIONE "KURSK. MARINAIO, TI ASPETTAVO" di Gianfranco Sorge

 

Buongiorno follower, buon inizio settimana! 
Recensione: "Kursk. Marinaio, ti aspettavo" dell'autore Gianfranco Sorge, 
edito GoWare. A cura di Dario Zizzo. 


Autore: Gianfranco Sorge

Genere: Narrativa storica

Casa editrice: GoWare

Disponibile in ebook a € 4,99
E in formato cartaceo a € 12,35

Contatti autore: Facebook



TRAMA:

È l’agosto del 2000 e Nikolay Krasnov è un giovane di leva che per un colpo di fortuna si ritrova a bordo del sottomarino Kursk, esaudendo così il suo sogno di bambino. Fino a che, un incidente non porterà il gioiello della Flotta del Nord a inabissarsi nel mare di Barents. La tragedia del Kursk, noto fatto di cronaca che nel 2000 ha fatto scalpore, è rivissuta dall’autore in questo emozionante libro, attraverso i punti di vista di una delle vittime, dei suoi familiari e di Edvard, un giovane di leva non imbarcatosi per un incidente. Un lento immergersi in un abisso di emozioni, fino alla risalita in superficie, in cerca di redenzione. 



È un romanzo che parla del misterioso affondamento dell'omonimo sottomarino, vanto della Marina russa, nel 2000, all'inizio della leadership putiniana. Il protagonista è Nikolaj Krasnov (suo è uno dei punti di vista, scelta azzeccata, questa delle diverse "testimonianze" sulla tragedia) che s'imbarca nel Krusk, a cui questo così appare: 

Più che un sommergibile, gli sembrò quasi una nave da crociera oppure una elegante e futuristica astronave in grado di affrontare viaggi interstellari.

Un grande merito dello scrittore è quello di farci vedere le vite di persone che più o meno direttamente sono legate a quella che fu una vicenda dalla notevole eco, le vite nella loro quotidianità, come nel caso della famiglia del personaggio principale che va in visita dalla madre Anna prima della sua missione. Sorge riesce a farci respirare tutto il calore di quella casa, con la donna che prepara un pranzetto da leccarsi i baffi e gli fa trovare le sneakers sulle quali da tempo aveva buttato l'occhio, lui che rinviene una lettera d'amore che lei, da ragazza romantica, aveva scritto tanto tempo fa per il marito Boris, poi morto: 
Leningrado, 10 settembre 1969

Se potessi veramente averti vicino, sarebbe questa, per noi, una serata dolce dolce: riempiremmo le ore con nulla e con tutto. Forse mi chiederesti la ragione della mia scarsa loquacità e io ti guarderei negli occhi, ti chiederei di baciarmi piano, con tutta la bontà di cui è capace l'anima tua.

Ed è anche attraverso questa e altre lettere che il figlio riesce a ricostruire, uscendo dalle nebbie di un lontano passato, il suo rapporto col padre. Ecco, l'abilità dell'autore è la sua capacità di farci strada nei meandri della psicologia dei personaggi, fin dentro alla loro attività onirica (molto intensa), al loro inconscio, come nel caso di Anna (donna forte, generosa, il personaggio più riuscito, per me, tra personaggi ben riusciti) che, saputo dell'inabissamento del Kursk, in un incubo vede il suo Nikolaj minacciato da un serpente gigante con i colori della bandiera russa e gli occhi di Putin che tra l'altro dovette fare i conti col malcontento dei parenti dell'equipaggio e di una buona parte dell'opinione pubblica pronta nello stigmatizzare il ritardo con cui accettò l'aiuto d'Inghilterra e Norvegia che tentarono di salvare i superstiti.
Il libro di Sorge è un ottimo esempio di unione tra fiction e realtà, un romanzo che ripercorre quell'evento scioccante, il Titanic russo, la sconfitta bruciante, repentina, del campione della Marina, avvenimento che lo scrittore fa rivivere al lettore creando un clima di tensione, come se fosse in diretta. Cronaca e non storia. Una cronaca con esistenze vere, pulsanti, di donne e uomini che amano, odiano, si rallegrano, terrorizzano, che avevano progetti professionali e sentimentali, semplicemente desiderosi di vivere, prima che quel mostro li fagocitasse, senza che tutt'ora si sappia bene il perché. L'ulteriore prova che è sempre la povera gente a pagare il conto dei potenti, a morire molte volte senza un motivo, per proteggere verità che non si possono dire. Dunque, per questo l'opera di Sorge (che tra l'altro ci presenta le diverse tesi sulle cause dell'inabissamento) è un modo per ricordare chi finì i propri giorni in quella trappola mortale, chi finì per diventare un numero di quella macabra conta.


venerdì 10 marzo 2023

RECENSIONE "LA VERITÀ SU ANGELA: DI CHI TI PUOI FIDARE?" di Alessia Servidei

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Approfittando della promo gratuita, ho scaricato il libro "La verità su Angela. Di chi ti puoi fidare?" dell'autrice Alessia Servidei. Di seguito, il mio parere.



Autore: Alessia Servidei

Genere: Thriller psicologico

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 9,90 o € 16,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Gli incubi, nemici del suo sonno, l’unico portale verso ciò che dovrà affrontare. Angela, una rinomata psicologa, votata con il suo lavoro ad aiutare chi ha subito dei traumi profondi, non riesce più ad abbandonarsi al sonno. Ogni qualvolta che chiude gli occhi, degli incubi spaventosi corrono alla sua mente, come tanti tentacoli oscuri e densi d’inchiostro. Tutto intorno a lei diventa marcio, ogni cosa si ricopre di muffa e di un odore stantio. La verità continua a sfuggirle dalle dita, ancorandosi in profondità nel suo passato. Per la prima volta, dovrà imparare che non serve essere bravi a guarire le ferite degli altri, quando si lasciano sanguinare le proprie. Quando il dolore di una paziente diventa il riflesso del tuo, scappare non serve: le voragini del passato trovano sempre il modo di raggiungerti, buttarti a terra e ghermirti. Lasciare che l’oscurità le offuschi la mente non è mai stato così facile. 

Protagonista della storia è Angela, quarantatré anni, psicologa affermata. Sposata con Max, commissario di polizia, madre di Sara e Rebecca. Conduce una vita normale fino a quando la sua professione la mette di fronte a un caso che, per qualche motivo che ignora, la coinvolge a livello emotivo. 
Incubi ricorrenti iniziano a tormentare il suo sonno - e non solo. Strani episodi logorano lentamente le sue certezze. È costantemente oppressa da una sensazione di inquietudine, incalzata da una verità a lungo nascosta che preme per venire alla luce. Una verità scomoda relegata a un passato dimenticato. 
Realtà e immaginazione si fondono, mettendo in discussione la sanità mentale della donna che non riesce più a discernere l’una dall’altra. Cosa c’è di vero in quello che le sta accadendo?

Come potevo aiutare gli altri se io stessa non riuscivo a controllarmi?

In questo percorso di scoperta, la protagonista può contare sull’appoggio della sua famiglia e sul sostegno incondizionato della sua amica, Federica.

A lei bastava uno sguardo, un qualsiasi gesto che per altri era insignificante per lei era fonte di verità. Era capace di guardare oltre gli occhi e per questo era come una sorella per me.

Finale in parte prevedibile - onestamente, mi ero fatta un’idea del problema della protagonista già dall’inizio -, tuttavia, l’autrice riesce a porre rimedio a questo “difetto” inserendo degli elementi che non mi aspettavo. Non posso aggiungere altro per ovvi motivi.
L’epilogo lascia l’amaro in bocca, ma devo ammettere che risulta compatibile con la realtà. Purtroppo, certe situazioni possono cambiare la vita e, di conseguenza, anche le persone.
Sebbene l'autrice tratti temi importanti come la violenza sui minori e la malattia mentale, e sebbene, come si evince dai ringraziamenti, lei stessa in passato sia stata una vittima, non sarebbe corretto farmi condizionare da questi fattori, anche se è difficile restare indifferenti. Il parere che espongo, quindi, va al libro in sé, nella sua totalità. 
Un libro che parte molto bene, ma che poi segue un percorso in discesa. Non solo sotto l'aspetto editing - fanno bella mostra errori di vario genere e problemi di natura strutturale - ma anche come contenuto. Alcuni passaggi, infatti, potrebbero essere gestiti meglio. Riassumendo, il romanzo ha delle ottime basi, la storia risulta coinvolgente, ma c’è ancora molto su cui lavorare. Un ostacolo facilmente risolvibile con l’ausilio di figure professionali.
Cover e titolo perfetti.


sabato 4 marzo 2023

RECENSIONE "LA COSA PIÙ BELLA" di Mimi Costalunga

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Convinta dalla trama, ho acquistato "La cosa più bella" dell'autrice Mimi Costalunga e... devo dire che ha superato le mie aspettative.





Autore: Mimi Costalunga

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 0,99
A breve anche in formato cartaceo

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Dannazione, Ludovico! Che cosa vuoi da me? Non sono una qualsiasi, io. Sono la figlia di Manuela, te lo sei dimenticato?

Mi chiamo Veronica, ho venticinque anni e sono una pittrice.
Pittrice è una parola grossa: non vendo una tela da mesi e per sbarcare il lunario faccio la grafica digitale. È per questo che quando Gabriella Altieri – sì, proprio quella della famosa galleria d’arte! – mi propone di partecipare a una mostra collettiva, non bado nemmeno a chi sia l’artista principale e accetto senza pensarci due volte.
Ma ora che sono all'inaugurazione, ho in mano il pieghevole e leggo il nome del famoso scultore mi si gela il sangue: è Ludovico Bassi.
Sono dieci anni che non lo vedo. Sarà invecchiato. Ingrassato. Forse calvo.
Poi lui entra nella sala e mi rendo conto che non è né grasso né calvo. A dirla tutta, è ancora un figo pazzesco.
E mi guarda insistentemente.
Ci sta provando?
Quasi quasi mi butto.
Se non fosse che, l’ultima volta che l’ho visto, io avevo quindici anni e lui era il fidanzato di mia madre. 



Wow! Wow! Wow! Questo libro mi ha preso sin dalle prime pagine, la storia coinvolge, o meglio, investe e trascina. Era da un po' che un romance non mi appassionava così.
Veronica Zanetti, venticinque anni, pittrice in attesa della grande occasione che per sbarcare il lunario svolge lavori di grafica. Una giovane donna, a tratti insicura ma che con il progredire della storia rivela la sua determinazione. Il suo modo di approcciarsi alla vita, di affrontare le situazioni, anche sbagliando, la rendono reale. 
Lui, Ludovico Bassi, quarantun anni, famoso scultore. Un uomo che ha raggiunto la maturità professionale e a cui non mancano il fascino e la sicurezza in sé. Una persona alla mano, nonostante il successo.
Complice una mostra d'arte nella bella Verona, dove è ambientata la storia - a parte per qualche escursione fuori porta -, i due protagonisti si incontrano. Sono passati circa dieci anni da quando si sono visti l'ultima volta. Al tempo, Veronica era solo una ragazzina e lui aveva una relazione con la madre di lei. Veronica adesso è una donna e l'attrazione tra i due è immediata. 

Dannazione, Ludovico! Che cosa vuoi da me? Non sono una qualsiasi, io. Sono la figlia di Manuela, te lo sei dimenticato? Eppure, il cuore scoppietta di gioia, emana caldi raggi nel petto e mi fa sentire bene.

Nonostante le incertezze per l’insolita situazione, i due decidono di darsi una possibilità.
Non mancheranno le incomprensioni e le difficoltà. 
I dubbi e le paure della protagonista non tarderanno ad affacciarsi.
Non dirò altro sulla storia, va letta.
Posso solo aggiungere che ho avuto il batticuore insieme alla protagonista, ho fatto mie le sue preoccupazioni. E qua va riconosciuto all’autrice la capacità di emozionare con la sua scrittura, il merito di creare empatia con i personaggi.
Stile lineare, diretto, pulito. La lettura scorre veloce e, come già anticipato, appassiona. 
Libro decisamente consigliato.


venerdì 3 marzo 2023

RECENSIONE "COME LA BREZZA E LA TEMPESTA" di Liana Zimmardi

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Nuova veste grafica e nuovi contenuti per "Come la brezza e la tempesta" dell'autrice Liana Zimmardi. In occasione di questa nuova vita del romanzo, 
vi ripropongo la recensione fatta dalla nostra Daniela Colaiacomo 
qualche tempo fa. 



Autore: Liana Zimmardi 

Genere: Sentimentale ad ambientazione storica

Disponibile in ebook a € 4,99

A breve anche in formato cartaceo

Contatto FacebookLiana Zimmardi 



TRAMA:

È il 1913 quando la giovanissima Marianne arriva nella grande casa della famiglia Barker per fare da dama di compagnia alla cugina Caroline. Solare e aperta, ma refrattaria alle regole e alle imposizioni, fa presto breccia nel cuore della cugina. Trascorso un anno felice, Marianne è perfettamente ambientata, quando lo zio di Caroline fa ritorno a casa. Richard Barker non è il vecchio e burbero cugino che Marianne si aspetta. L’attrazione è reciproca ma viene frenata dalla differenza d’età e da visioni della vita distanti, Richard è autoritario e la sua vita è avvolta nel mistero. Finché la notte del matrimonio di Caroline la passione tra i due esplode violenta. Ben presto Richard è costretto a partire in missione per conto del governo americano e si ritrova coinvolto nell’affondamento del transatlantico Lusitania. Passano i mesi senza che lui ritorni o invii sue notizie. Desiderio, angoscia, paura di essere stata dimenticata si alternano in Marianne che si lascia infine andare all’idea di un nuovo amore. Il giovane conte Henry Murray l’affascina con la sua bellezza e la sua intraprendenza, la incoraggia a prendere in mano le redini della propria vita e così Marianne troverà, nella lotta per i diritti delle donne, un nuovo modo per affermare se stessa. Ma il destino ha ancora in serbo dolori e sorprese per lei.
Già vincitore del concorso “Fai viaggiare la tua storia”, nel 2021 è stato pubblicato dalla casa editrice Libromania con il titolo La brezza e la tempesta. 


Prima di ogni cosa devo dire che il libro, anche se non è stata una lettura leggera, mi è piaciuto molto, è bello, coinvolge totalmente, intenso e appassionato, in alcuni momenti della storia, è quasi straziante.
Siamo in America, nell'autunno del 1913, Marianne Barker, orfana dei genitori, ha solo quattordici anni quando arriva a casa della cugina Anne Tarleton - i loro nonni erano fratelli -, per fare compagnia e studiare con sua figlia Caroline, una ragazza di qualche anno più grande, timida e poco disinvolta, con la quale entra subito in simpatia.
Anne è vedova e vive nella casa del fratello, Richard Barker, un capace e facoltoso uomo d'affari che viaggia continuamente e che Marianne conosce un anno dopo il suo arrivo a Lake Forest, scoprendo che non è il vecchio e burbero cugino che si è immaginata. 
Marianne è una giovane dal carattere deciso e indipendente - i rapporti con la rigida Anne sono spesso tesi, al limite di rottura -, insofferente alle imposizioni, instaura da subito un forte legame affettivo con Caroline, diventa lo sprone di cui ha bisogno per aprirsi al mondo esterno, l'aiuta a realizzare il suo sogno, il matrimonio con Harrison. Quando incontra per la prima volta Richard prova sensazioni che la confondono, sentimenti forti che non riconosce.
Richard è molto attratto dalla ragazza bellissima che ha accolto in casa ma ha trent’anni, i quindici anni di differenza che lo separano da lei e le diverse concezioni di vita lo tormentano e gli impongono di mantenere le distanze dalla giovane innocente, finché il giorno delle nozze di Caroline cede alla passione e trascorre la notte con Marianne, abbandonandola subito dopo per una missione governativa.
Non avendo chiarito la situazione con la giovane, timoroso e troppo cauto, il suo comportamento genera equivoci e dubbi; mentre eventi imprevedibili e fuori del suo controllo lo tengono lontano da casa, Marianne dedica la propria vita ad affermare i propri diritti di donna in un periodo di grandi cambiamenti: 

Marianne scoprì un mondo, alla Hull House, in cui poteva esprimere al meglio il proprio pensiero, affinarlo e collaborare con le altre donne alla diffusione dello stesso.

Incomprensioni, dolore e la mancanza di chiarimenti allontanano Marianne da Richard sempre di più, mentre trova in Henry Murray un amico prezioso che la sostiene e la appoggia nelle sue scelte... un nuovo amore.
Durante i mesi di incertezza e lontananza, Richard prende coscienza di ciò che desidera veramente, ama disperatamente Marianne, ma quando, finalmente, torna a casa e la incontra…
Liana Zimmardi scrive bene, crea una forte empatia nel lettore, è molto brava a trasmettere ogni emozione, la passione che c'è tra i protagonisti della sua storia, il dolore che sono costretti ad affrontare quando il dramma li avvolge, tanto che a volte avrei voluto scuotere Marianne e Richard per spingerli a chiarirsi, a dipanare i dubbi che attanagliano le loro menti e addolorano i cuori.
Anche se piuttosto impegnativa, consiglio la lettura di questa storia, ricca e travagliata, il cui epilogo, difforme da quelli che i romance propongono di solito ma non per questo meno valido, è la giusta conclusione. 


mercoledì 1 marzo 2023

"TI ODIO A PRIMA VISTA" di Valeria Corvino

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Ti odio a prima vista" dell'autrice Valeria Corvino, 
edito Dri Editore. A cura di Daniela Colaiacomo.


Autore: Valeria Corvino

Genere: Romance

Casa editrice: Dri Editore

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 15,38

Contatti autore: Facebook



TRAMA:

E se dovessi stringere un accordo con il tuo peggior nemico?

Melanie è una giornalista d’assalto ed è convinta di essere prossima al matrimonio con il suo capo, peccato che lui non sappia nemmeno di avere una relazione.
Richard è l’attore più chiacchierato di Hollywood, eppure la sua vita privata è avvolta nel mistero.

Un articolo scandaloso li metterà l’uno contro l’altra.
Con le carriere di entrambi appese a un filo, resta una sola cosa da fare: allearsi.

Ma lei non si fida degli uomini.

E lui è troppo bravo a mentire.

Tra santoni bizzarri, meduse assassine e reggiseni volanti, chi vincerà la guerra del cuore? 


Ironico e a tratti divertente ma un po' enfatico, il libro scorre rapidamente ma, per quanto mi riguarda, senza un particolare coinvolgimento.
Melanie Foster, ventotto anni, nevrotica e un po' patetica, quando finalmente prende atto dei castelli che ha costruito su un amore nato nella sua testa - un'illusione che l'ha tenuta legata ad un lavoro e una vita che detesta - decide che è ora di cambiare. 

Non ho perso la testa per il fondoschiena marmoreo o per i capelli biondi a spazzola che gli danno un’aria sbarazzina, nemmeno per il suo sorriso malandrino o per il fisico asciutto e tonico... neanche per gli occhi cerulei, no. Mi sono innamorata perché mi apprezza come nessuno ha mai fatto prima ed è solo grazie a lui se sto per diventare una vera cronista. Tod ha creduto in me.
D’accordo, la paga non è esorbitante, considerate le svariate ore di lavoro e gli “incarichi extra” che sono all’ordine del giorno.

Tod il suo capo, nonché quasi fidanzato, le affibbia gli incarichi più disparati e lontani dalle sue aspettative, finché la realtà le viene brutalmente sbattuta in faccia.
Tornata a casa e accesa la tv, nello stato d'animo in cui si trova, le parole di un certo Venosho - una specie di guru televisivo - la portano a una drastica decisione: la soluzione ai suoi problemi è dare un taglio netto al passato, cambiando vita e andando il più possibile lontano da Londra. Miami è la destinazione che il caso le propone. 
Durante il volo si imbatte in Richard Murphy - sex symbol divo di Hollywood, arrogante e supponente -, suo vicino di posto, e tra i due nasce un'avversione immediata che diventa un problema al momento in cui s'incontrano di nuovo a Miami. 
Melanie, dovendo scrivere su Richard Detestabile Murphy in qualità di giornalista in prova del Miami Eye, irritata dai modi di Mr Narcisismo, crea un articolo intitolato “Richard Murphy, il divo più amato dalle donne di tutto il mondo, e le sue affermazioni sessiste”.
Timorosa di aver esagerato nella descrizione dell'attore, si confida con Timothy, il collega con il quale ha subito stretto un ottimo rapporto di amicizia.

«L’articolo che ho scritto su Richard Murphy...»
Prendo tempo. Come glielo dico senza passare per un’arrivista?
«Cielo, ragazza, vuoi farmi venire le piaghe da decubito o ce la farai prima che compia ottant’anni?» borbotta.
«Ecco, l’ho gonfiato un po’» sussurro chinando la testa e qualche coriandolo finisce a terra.
«Gonfiato?» chiede preoccupato.
«Cioè lo descrive perfettamente, ma le sue non sono state affermazioni a tutti gli effetti come lascio intendere nell’articolo. Rischio la galera» piagnucolo.

L'articolo ha un grande successo tanto che Richard, conscio di essersi comportato molto male con Melanie, le propone un patto.

«Ci ho riflettuto a lungo e ammetto di essere stato poco galante con te in più di una circostanza, quindi quello che ti propongo stamattina è un armistizio»

«Esatto, credo sia l’unica chance che tu abbia per riparare al danno sconsiderato che hai apportato alla mia immagine, mettendo a rischio la mia carriera e — in tutta onestà — anche la tua.»

Approfondendo la conoscenza reciproca, tra i due protagonisti si instaura un nuovo rapporto, amichevole e confidenziale. Il cambiamento avvicina i due ragazzi facendo crollare il muro di diffidenza di Melanie e dando a Richard la possibilità di esprimere sé stesso al di là degli stereotipi generati dalla sua professione.
Scritta bene, in prima persona dal punto di vista di Melanie - tranne nell'epilogo - la storia è un classico hate to love che, anche se dal mio punto di vista non particolarmente coinvolgente, risulta un piacevole diversivo per trascorrere qualche ora in relax.