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mercoledì 22 dicembre 2021

"IL BUIO DELLA VERITÀ" di Andretta Baldanza

 

Buongiorno follower!
Vi segnalo "Il buio della verità", romanzo di recente pubblicazione 
dell'autrice Andretta Baldanza.



Autore: Andretta Baldanza
Genere: Fantascienza - Distopico
Serie: Primo volume di una dilogia

Casa editrice: Blitos Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,90
E in formato cartaceo a € 14,15

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

PARIGI 2097. L’Europa non esiste più, la popolazione è allo stremo e la democrazia solo un ricordo. Il potere è detenuto da un unico uomo: il Presidente Perry, la cui dittatura sanguinaria è mascherata dall’abile propaganda del regime. Solo pochi temerari gli si oppongono, a rischio della propria vita: gli operativi della Resistenza, coordinati da un Consiglio con sede a Parigi. Il Consiglio cerca il modo di segnare un punto decisivo nella partita contro Perry e ordina il rapimento di sua figlia Tayla, allo scopo di costringere il Presidente al tavolo delle trattative. L’incarico viene affidato al gruppo comandato da Declan Mallory, ma la scaltrezza politica di Perry riuscirà a volgere la situazione a proprio vantaggio e la Resistenza si troverà a fronteggiare una minaccia inaspettata. Così, proprio mentre Tayla diventa sempre più consapevole della vera natura del governo di suo padre e lei e Declan instaurano tra loro un rapporto difficile ma profondo, i piani del Consiglio sembrano irrimediabilmente rovinati. E quando tutto sembra perduto, per cosa vale la pena lottare? Passione e intrigo, lealtà e tradimento si mescolano in questa storia dove la ricerca della giustizia e della libertà si fonde con le vicende personali dei personaggi, la cui unica speranza di dare un senso alla propria vita è quella di restare fedeli gli uni agli altri.
Possono la crudeltà, il sangue, l'odio, il rancore trasformarsi nell'estasi dell'amore e della passione? E quell'amore sarà abbastanza per cancellare una vita di sofferenze, di lotta, di fuga?




DICE L’AUTRICE:

L'idea è nata durante il primo lock down, ascoltando il telegiornale. In quei giorni oltre che di Covid, non si parlava d'altro che della liberazione di Silvia Romano dopo una prigionia di due anni da parte dei talebani. Nello stesso periodo, veniva posta una pietra d'inciampo a Palermo, in onore di mio nonno Libero, deportato e ucciso a Mauthausen per la sua opposizione attiva al regime fascista. Così le tre cose hanno cominciato a girarmi in testa... il covid, il rapimento, e la resistenza. E' nata così la storia di Declan, che fa parte della resistenza e che rapisce Tayla, in un mondo distrutto da una serie di pandemie.

Il nome di Tayla anche ha una sua storia... per qualche ragione a un certo punto ho deciso di lasciare la scelta ai lettori. ho fatto un sondaggio, proponendo vari e diversi nomi, e dopo tre o quattro fasi eliminatorie ha vinto... Kayla. Già. Con la K. E perchè la protagonista invece si chiama Tayla-con-la-T? E chi lo sa?? Non ho idea, ma so che quando scrivevo The Viking Chronicles avevo deciso di chiamare Kjell il padre del protagonista. E indovinate? Alla fine si chiama Tjell. Perciò credo di avere un problema con le K. Decisamente.
 



BREVI ESTRATTI:

In un mondo in cui la maggior parte delle persone sono state spogliate di ogni diritto e della dignità umana, i pochi che sono nati privilegiati non hanno alcun diritto di essere infelici. (Declan Mallory)
 
Era stato un errore volerla conoscere, ed era stato un errore ancora più grande considerarla una persona. Avrei fatto meglio a vederla per ciò che era, un mero oggetto, un mezzo per uno scopo, non dissimile dalla radio che usavamo per comunicare o dal coltello con cui tagliavo il pane. Un attrezzo, tutto qui. Mi odiai per averle permesso di entrarmi in testa, al punto da detestare l’idea di farle del male. Si ha paura di far del male a delle forbici? (Declan Mallory)
 
L’assurdità di aspettarsi un bacio in una situazione come quella era pari soltanto alla follia di desiderarlo. Sì, perché per un attimo, un momento minuscolo e allucinante, l’idea della sua bocca contro la mia aveva acceso scintille in posti che non voglio neppure nominare. Sapevo di aver ricambiato il suo sguardo con uno di pari intensità e di aver schiuso le labbra, come se lo stessi invitando.
Mi sentivo stupida e sporca per averlo fatto.  (Tayla Perry)
 
La sensazione di avere un debito da saldare verso il sangue che mi lordava le mani era con me da così tanto tempo che a volte prendeva il sopravvento e annichiliva il mio pensiero razionale.
Io volevo saldare quel debito, volevo lavare quel sangue, volevo smettere di avere incubi. Se questo significava morire, che fosse benvenuta la morte. (Declan Mallory)

Sollevai lo sguardo e misi a fuoco le persone che parlavano davanti a me. Loro sapevano la verità da sempre. Erano nati dentro quella verità, l’avevano compresa e l’avevano combattuta fin da quando avevano cominciato ad averne consapevolezza. E avevano pagato per questo, tutti loro, chi più chi meno. E di sicuro io, che ero la più fortunata, non avrei insultato le vite di coloro che non ce l’avevano fatta, frignando come la bambina viziata che ero stata. Non avrei disonorato la memoria di Guy e Gamel rinnegando ciò per cui avevano dato la vita per paura, o per egoismo. No, giurai a me stessa. Ero tornata solo per Declan, ma sarei rimasta per combattere. Avrei fatto la mia parte, e avrei pagato il prezzo, qualunque fosse stato. Contro il mio stesso padre? Le parole sprezzanti di Annath mi riecheggiarono nella mente. Sì. Contro il mio stesso padre. (Tayla Perry)





Andretta Baldanza è nata a Milano in un anno non meglio specificato dello scorso millennio, è laureata in Scienze Politiche e ha lavorato una grande azienda online per un paio di decenni. Ha un marito pignolo, due figli scatenati - di cui uno attualmente distaccato a Dublino - una casa disordinata e due gatti pigri. Moglie devota, madre perplessa e massaia francamente imbarazzante, scrive con la passione agitata e disorganizzata di una nerd che ha sempre "16 anni dentro". Pubblicare un romanzo è stato il suo sogno, fin da giovanissima. Il suo primo lavoro è la dilogia storica The Vikings Chronicles, cui è seguito un romanzo di generi misti (romance, fantasy, giallo tutti insieme) dal titolo Lo spazio tra noi e un MM dai toni drammatici, Fino alla fine della mia. Il buio della verità è il primo che pubblica con Blitos Edizioni. 


mercoledì 10 luglio 2019

"LO SPAZIO TRA NOI" di Andretta Baldanza



Buongiorno follower!
Vi segnalo "Lo spazio tra noi" dell'autrice Andretta Baldanza, romanzo di recente pubblicazione






Autore: Andretta Baldanza

Genere: Romanzo contemporaneo 

Disponibile in ebook a € 2,99

Pagina autore: Andretta Baldanza Autrice 




TRAMA:


Quando sono arrivato ero solo un esploratore.
Poi il dolore, l’amore, la gioia, la paura, mi hanno cambiato.
Qui, tra di voi, sono diventato un uomo. 
E non voglio mai più essere nient’altro
Io sono Malcom MacDubh.

Cosa vuol dire essere un uomo? Cosa vuol dire provare emozioni profonde e a volte violente come l’amore o la paura, la passione o il dolore? Sono sufficienti per potersi definire veramente e pienamente umani? A queste domande dovrà rispondere Malcom, appartenente a una razza aliena, giunto sulla Terra per una semplice missione esplorativa che si trasformerà in qualcosa di molto più complesso. 
Grazie all’incontro con Caylin, una donna particolare nel cui passato c’è un efferato delitto, Malcom compirà un difficile viaggio all’interno di sé stesso dal quale emergerà cambiato per sempre, arrivando a modificare la propria identità e tutto ciò che credeva di sapere sulla vita. 




BIOGRAFIA:

Andretta Baldanza è nata a Milano in un anno non meglio specificato dello scorso millennio, è laureata in Scienze Politiche e lavora part time in una grande azienda online. Ha un marito pignolo, due figli scatenati, una casa disordinata e due gatti pigri. Il suo più grande talento è il gioco del Tetris, che le consente di incastrare alla perfezione tutti gli impegni e di ritagliarsi anche qualche momento per la scrittura. Moglie devota, madre perplessa e massaia francamente imbarazzante, scrive con la passione agitata e disorganizzata di una nerd che ha sempre "16 anni dentro". Pubblicare un romanzo è sempre stato il suo sogno, fin da giovanissima.



DICE L’AUTRICE:

All’interno della trama sono inseriti molti riferimenti a libri, film o serie televisive, sotto forma di immagini evocative, o vere e proprie citazioni. Il motivo è che io sono una nerd della peggior specie, e come me la protagonista del romanzo, essendo appassionata di cinema e serie TV, ama parlare per citazioni. La maggior parte di esse sono chiaramente indicate con una nota a pié di pagina, altre sono talmente sfumate che non ho ritenuto opportuno segnalarle, per non guastare la magia e l’atmosfera che creano per chi le riconosce. Lo stesso protagonista maschile è una specie di gigantesco "easter egg". A voi scoprire tutti gli indizi!






BREVE ESTRATTO:

Mi svegliai rannicchiata sul divano, nuda come il giorno in cui ero nata ma pudicamente coperta da un lenzuolo. La luce del mattino filtrava dalle finestre, che evidentemente mi ero scordata di oscurare la sera precedente. Probabilmente non ero abbastanza lucida da pensare a una sciocchezza come quella, ma era la prima volta da anni che dormivo senza barricare le finestre e questo semplice fatto, lungi dal farmi sentire allarmata, mi diede un senso di stranissima sicurezza. Dopotutto perché sbarrare tutto quando con me dormiva un gigante pronto a difendermi contro tutto e tutti? Questo pensiero mi procurò un delizioso languore al ventre.
Dalla cucina arrivava un invitante profumo di caffè e lo sfrigolio delle uova che friggevano in padella. Malcom doveva aver fatto la spesa mentre dormivo. Sentivo i miagolii soddisfatti di Scar e l’inconfondibile rumore sgranocchiante dei suoi croccantini al pesce. Mi crogiolai per un momento in quei suoni familiari, stupita di sentirmi così bene nonostante solo una manciata di ore prima avessi avuto la peggior crisi di panico che si ricordasse dal giorno in cui Giulio Cesare aveva trovato un ragno nel letto. Ma no, non potevo pensarci in quel momento, ci avrei pensato più tardi. Domani, magari, come avrebbe detto Scarlet O’Hara. Aprii cautamente gli occhi e mi sollevai a sedere, per guardarmi attorno. Attraverso la porta aperta della cucina vedevo Malcom di spalle, che preparava la colazione con addosso niente altro che un paio di boxer neri piuttosto aderenti. Il languore peggiorò notevolmente, e aveva ben poco a che fare col profumo di omelette. Mi concessi un lungo attimo per ammirare i muscoli delle sue spalle che guizzavano ad ogni movimento delle braccia, e la curva perfettamente modellata dei suoi glutei marmorei, che non avrebbe potuto essere più armoniosa nemmeno se l’avesse scolpita Michelangelo in persona. Quando mi venne in mente che il sedere non era l’unica cosa che mi aveva dato l’impressione di essere fatto di marmo la notte precedente, il mio corpo reagì con una certa violenza, facendomi rombare il cuore nelle orecchie, incendiandomi il viso e sostituendo il languore con qualcosa di più simile a una prolungata contrazione. Nemmeno a quello potevo pensare, altrimenti sarei caduta di nuovo preda dei miei più bassi istinti.
La notte precedente avevo decisamente compiuto l’ultimo passo verso una vita di relazione degna di questo nome. Oddio, più che un passo era stato un balzo, un enorme zompo entusiasta che mi aveva catapultato in un attimo in un mondo totalmente inaspettato, governato dall’istinto e dal piacere. Era stato come schiacciare l’acceleratore di una Ferrari: un momento prima ero ferma alla linea di partenza, un attimo dopo sfrecciavo a trecento chilometri orari, tenendo le mani sollevate dal volante e gli occhi chiusi. E cosa incredibile, senza provare la minima paura. In una parola, era stato meraviglioso.
Senza distogliere gli occhi dal dio vichingo che aveva compiuto il miracolo, sporsi le gambe dal divano per alzarmi e non fui particolarmente sorpresa di sentirle stanche e indolenzite. Sorrisi compiaciuta e sentii le guance arrossarsi al ricordo di come mi ero seduta sopra di lui stuzzicandolo e invitandolo dentro di me sfacciatamente, sentendo ancora la sensazione delle sue mani su di me. Infilai la maglia di Malcom che giaceva in terra accanto al divano e camminai verso la cucina a piedi nudi e senza fare rumore. Lo sorpresi abbracciandolo da dietro, mentre con un mestolo forato girava nella padella quello che aveva tutta l’aria di essere un pancake piuttosto saporito. La sensualità che emanava da quel semplice gesto rischiò seriamente di azzerare tutte le mie sinapsi. Di nuovo. Lo circondai con le braccia e appoggiai il viso al centro della sua schiena, sospirando soddisfatta. Dimentico del suo pancake, Malcom si girò immediatamente ricambiando l’abbraccio.
«Buongiorno bean-shìdh» sorrise «come ti senti stamattina?»
«Splendidamente» risposi, sincera. «E tu?»
«Oh, piccola. Mi sento un dio»





venerdì 6 aprile 2018

"VIKING CHRONICLES: L'ASCESA" di Andretta Baldanza



Buon pomeriggio follower! 
Follower... che stia per lettori folli? 😉 Da oggi in poi vi chiamerò così, ve lo siete meritati. Voglio dire...
- se preferite alla tv un buon libro
- se considerate l'odore della carta uno dei profumi più afrodisiaci
- se invece delle scarpe collezionate libri (che poi una cosa non esclude l'altra, eh? 😆😜)
- se fate le ore piccole per concludere un libro anche se il giorno dopo dovete andare a lavorare/scuola
- se aiutate la commessa della libreria ad alzare la saracinesca il giorno dell'uscita del libro del vostro autore preferito

... non dovete essere troppo normali 😂😂
Or dunque... che la follia sia con voi! 

Vi segnalo un'altra nuova uscita: "Viking Chronicles: L'ascesa" di Andretta Baldanza. 






Autore: Andretta Baldanza
Genere: Romance storico/erotico

Disponibile ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 13,01

Pagina autore: Viking Chronicles  





TRAMA:

Hindalvisk, X secolo dC.
Eric ed Alyssa dopo un inizio tormentato sono finalmente riusciti a vivere pienamente il loro reciproco amore, e tutto sembra andare per il meglio. Ma la guerra incombe. Un inaspettato ed imprevisto attacco dei guerrieri di Krelt interrompe la sacralità della festa di Mezzo Inverno e le vite dei nostri protagonisti vengono sconvolte dalla serie di avvenimenti scatenati da questo evento. Fra tradimenti, assassinii, missioni diplomatiche e gelosie, riusciranno Eric, Alyssa ed i loro fedeli compagni a difendere il villaggio, preservare il trono dall’usurpazione e non perdersi lungo il cammino?





BIOGRAFIA:

Andretta Baldanza
è nata a Milano in un anno non meglio specificato di quell'altro millennio, è laureata in Scienze Politiche e lavora part time in una grande azienda online.
Ha un marito pignolo, due figli scatenati, una casa disordinata e due gatti pigri. Il suo più grande talento è il gioco del Tetris, che le consente
di incastrare alla perfezione tutti gli impegni e di ritagliarsi anche qualche momento per la scrittura. Moglie devota, madre perplessa e massaia francamente imbarazzante, scrive con la passione agitata e disorganizzata di una nerd che ha sempre "16 anni dentro". Pubblicare un romanzo è sempre stato il suo sogno, fin da giovanissima. La Viking Chronicles Saga è il suo primo lavoro.






DICE L’AUTRICE:

Curiosità ce ne sono diverse trattandosi di un popolo molto presente nell'immaginario comune ma abbastanza poco conosciuto. A esempio, non è vero che i vichinghi portassero elmi con le corna, non necessariamente bruciavano i loro morti sulla pira, e le loro spade erano molto più simili al gladio romano che allo spadone a due mani medievale con il quale mediamente ce li immaginiamo. Non conoscevano o conoscevano poco la scrittura, e quella poca normalmente era destinata agli uffici sacri e di uso quasi esclusivo dei sacerdoti. Il rito dei matrimoni era molto complicato e prevedeva una serie di accordi tra le due famiglie che potevano prendere anche molto tempo. Una volta stabiliti gli accordi economici e la dote, doveva passare un tempo ben determinato perché le nozze vere e proprie potessero celebrarsi. Durante le nozze veniva sacrificato un piccolo animale a Thor, perché vegliasse sulla coppia, ma a volte l'animale veniva soltanto consacrato poi mantenuto in vita dai due sposi.
Ma la curiosità più carina riguarda la Luna di Miele. 
Dopo le nozze gli sposi vichinghi non partivano certo per un viaggio! Restavano anzi in casa, a bere grandi quantità di idromele (liquore che nasce dalla fermentazione del miele) l'uno dalla coppa dell'altro. Questa usanza aveva lo scopo sia di stimolare la fertilità (una delle caratteristiche attribuite al miele) sia quella di facilitare l'intimità dagli sposi (imboccandosi e facendo bere l'altro dalla propria coppa). Questa usanza andava avanti per tutto il primo mese dopo il matrimonio, ovvero per una luna. Da qui, la Luna di Miele.






BREVE ESTRATTO:

La mattina successiva ci trovò ancora intrecciati. Due ore prima dell’alba, sentii Eric alzarsi e cominciare a vestirsi. Restai sdraiata in silenzio, guardandolo per imprimermi le sue sembianze nella memoria. Calzari di pelliccia e cuoio, braghe di pelle, una casacca di lana pesante sormontata da un’armatura di bronzo frutto di una delle sue famose razzie in Anglia. Ammirai i gesti precisi e meticolosi coi quali affibbiò Brúðr alla cintola sulla sinistra, mentre il maglio che gli era valso il soprannome veniva inserito in una apposita custodia sulle sue spalle, col manico sporgente per essere afferrato con facilità come le frecce da una faretra. Il suo viso era serio e concentrato. Non uno solo dei suoi movimenti era sprecato: tutti avevano uno scopo preciso. Supposi che seguisse un ordine stabilito nel prepararsi, come un rito ripetuto sempre uguale, e che questo gli servisse a trovare la calma e la concentrazione necessari prima di una battaglia. Emisi un debole sospiro di approvazione quando appoggiò il piede sullo sgabello per sistemarsi i calzari: i pantaloni stretti misero in evidenza un certo rigonfiamento tra le sue gambe, e nonostante il momento grave ebbi una piccola ma distinguibile contrazione in mezzo alle mie.
«É la prima volta» mi disse senza guardarmi «che lo faccio davanti a qualcuno.»
«Scusami, non volevo distarti» risposi contrita «sto solo cercando di fare quello che mi hai chiesto. Ti guardo per ricordare ogni singolo dettaglio. E prima che tu lo chieda» proseguii notando il luccichio malizioso nei suoi occhi «si, anche quel dettaglio mi interessa molto.»
La tensione si stemperò leggermente e lui si chinò sul giaciglio per baciarmi, quando sentimmo un lieve rumore davanti alla porta.
«Deve essere Björn» disse.
Mi alzai velocemente infilando una tunica di lana e avvolgendomi in un pesante mantello di pelliccia. Eric aprì la porta e scambiò poche parole con Björn. Ulfric, che aveva dormito davanti all’uscio, era all’erta e pronto a combattere al fianco del suo fratello a due zampe. Eric lo gratificò con un paio di pacche sulle spalle possenti, poi mi rivolse un sorriso mesto.
«É ora» disse solo.
Uscì nel freddo e nella bruma dell’ora che precede l’alba, ed io lo seguii all’esterno rabbrividendo, allungando la mano nel gesto ormai abituale di saluto per Ulfric. Fui ripagata da una veloce leccatina umida, ma era ovvio che tutta l’attenzione del lupo fosse per Eric. Ne sentiva l’umore preoccupato e la tensione ed aveva perciò le labbra già leggermente tirate sui denti e le orecchie basse in atteggiamento di allarme. 
Tutto l’esercito di Hindalvisk era davanti a noi, allineato. Floki era in piedi al centro, davanti a tutti, il bastone del comando in mano. Non ebbi il tempo di chiedermi come mai i soldati si fossero schierati formalmente in attesa di Eric, che Björn si avvicinò e gli porse un vasetto contenente una poltiglia verde scuro che tutti gli altri avevano già spalmato sul viso e sugli abiti: li avrebbe aiutati a camuffarsi tra gli alberi, attendendo di cogliere i nemici nell’imboscata che avevano pianificato. (...) Eric aveva intanto finito di rendersi invisibile e stava andando a prendere posto accanto a Björn, subito alla destra di Floki, quando questi lo fermò. Si mise davanti a lui prima che raggiungesse il suo posto e senza pronunciare una sola parola né emettere un suono, gli porse cerimoniosamente il piccolo bastone di legno finemente lavorato che teneva in mano. Eric si bloccò e fece un passo indietro come se Floki portasse i segni di una malattia violentemente contagiosa, ma quello non si mosse finché il bastone non fu passato dalle sue proprie mani salde a quelle grosse ma leggermente tremanti di Eric. Poi indietreggiò a sua volta e si posizionò accanto a Björn, nel posto che sarebbe dovuto spettare a Eric. Björn lo guardava con aperta ammirazione mentre Gunther sembrava un vulcano sul punto di eruttare fuoco dagli occhi. Gli altri emisero qualche sommesso mormorio, alcuni battendo una volta la spada sullo scudo, producendo un rumore sordo. Arild fissava suo fratello con la bocca spalancata come un bambino davanti a una montagna di melassa.
A me, si gelò il sangue nelle vene. 

Eric rimase un momento a guardarsi incredulo le mani che stringevano il bastone del comando. Chiuse gli occhi e chinò la testa per un momento. Fece due o tre respiri molto profondi, per calmare il tumulto che immaginai dovesse sentire in quel momento nelle viscere, poi lo alzò lentamente ma con decisione, perché tutti lo vedessero e sapessero chi dovevano seguire, quel giorno.






venerdì 22 dicembre 2017

"VIKING CHRONICLES" di Andretta Baldanza



Buongiorno follower!
Vi segnalo "Viking Chronicles", il nuovo libro di Andretta Baldanza 😊










Autore: Andretta Baldanza

Disponibile in ebook a € 2,99

Pagina autore: Viking Chronicles  







TRAMA:


E’ Frejya che stabilisce il destino dei mortali mentre Odino si assicura che ne siano degni. Ma quando entra in gioco la dea Sjöfn, è sempre lei ad avere l’ultima parola, e nessuno può essere sicuro del proprio fato, nemmeno gli dei. 

Hindalvisk, X secolo d.C.
Eric è un giovane uomo che vive secondo gli insegnamenti ricevuti da suo padre sull'onore e la giustizia. Alyssa è un’abile guaritrice itinerante. Entrambi hanno già tracciato la strada del proprio futuro, ma le rune del destino vengono rimescolate quando Alyssa viene catturata e ridotta in schiavitù da Eric stesso. Eric è un guerriero, pur non essendo un uomo violento, ed è fiero di combattere per il suo popolo ed il suo Re e di rendere suo padre Tjell orgoglioso nel Valhalla. Ha due fratelli minori a cui ha cercato di fare da padre dopo la morte di Tjell, e un fratello non umano: Ulfric, un lupo che ha salvato da cucciolo e che non si è più allontanato da lui. Preparato a condurre la vita ardimentosa ma solitaria del guerriero, cambierà decisamente cammino dopo l'incontro Alyssa che resterà al suo fianco fino alla sua ultima, difficile battaglia contro un nemico imprevisto ed insidioso. Armati soltanto del proprio onore e del proprio coraggio, Eric ed Alyssa dovranno combattere per compiere il nuovo, incredibile destino che Sjöfn ha scritto per loro.

Contiene scene di sesso esplicite.






DICE L'AUTRICE:


L'idea è nata dal fatto che io ho sempre scritto brevi racconti fan fiction. In quel periodo stavo seguendo la serie televisiva Vikings e avevo deciso di scrivere un racconto breve (4-5 paginette) che parlasse di vichinghi. E lo stavo anche facendo... solo che poi per un caso ho conosciuto Samantha Lombardi (l'autrice dell'Albero delle Fiamme Gemelle) che ha iniziato a dirmi... oh ma cosa scrivi.... oh ma sai scrivo anche io... oh ma dai fammi leggere qualcosa... oh e dopo cosa succede... BUM! Un mese dopo avevo 350 pagine 😊 ed ero completamente immersa nel mare folle delle autrici self.


L'inizio come fan fiction ha comportato che io abbia dovuto un po' per volta cambiare praticamente tutti i nomi dei protagonisti perché anche se il racconto originario non parlava degli stessi personaggi della serie TV mi ero liberamente ispirata a quella per i nomi. Alla fine li ho cambiati praticamente tutti tranne Eric e Alyssa 😊
Cosa non facilissima perché come si può immaginare, gli elenchi di antichi nomi norreni sono disponibilissimi in internet.... come no!

Per la lingua "originale" invece ho usato l'islandese moderno, ci sono alcune parole in islandese nel testo ed il relativo glossario alla fine. L'islanda è stata scoperta da un vichingo (alcuni dicono Floki, l'amico di RAgnarr) e la lingua è rimasta simile. 






BREVE ESTRATTO:

La guardai. Stava in piedi davanti a me nella notte, indomita, con indosso soltanto una sottile veste di lino, la pelle increspata dal freddo e i capelli sciolti illuminati dai deboli bagliori delle braci dietro di lei. Tutto in quella donna mi attraeva. Il suo viso, luminoso e schietto. Il suo corpo, snello e forte. Le sue movenze sinuose ed eleganti. La sua mente pronta, brillante ed acuta. Avrei dato un braccio, o magari tutti e due, per assaggiare quelle labbra perfette e rosse, per sentire la sua lingua muoversi nella mia bocca. Mi avvicinai disperato e immersi le mani tra i suoi capelli, sperando che i miei occhi le dicessero tutto ciò che provavo, indipendentemente dalla parole che stavo per pronunciare. Rimasi per un momento immobile con la fronte appoggiata alla sua, assaporando il contatto con la sua pelle e sentendo le sue piccole mani scendere sui miei fianchi, per un solo istante, prima di fare l’ennesimo, doloroso passo indietro. Ci sarebbe mai stata una possibilità, per noi?
«No, Alyssa» risposi. «Io non verrò più all’hospitale.»
Alyssa sussultò, sorpresa
«Cosa vuol dire che non verrai più? Hai detto che non volevi lasciarmi senza protezione!»
«Sarai protetta, ma non da me» chiarii. Quelle parole mi graffiarono la gola come se fossero fatte di pietra. L’idea di lasciarla nelle mani di qualcun altro mi uccideva, ma era la cosa migliore. Mi parve che gli occhi di Alyssa si velassero di lacrime.
«Non piangere, piccola. Per favore» la pregai, dimenticando dignità ed orgoglio. «Con Gunther così aggressivo, la mia vicinanza ti farebbe solo correre ulteriori rischi, e io non voglio e non posso permetterlo. Ci ha visti davanti alla casa reale dopo l’udienza. E ci ha visti ieri sera, Alyssa. Sono sicuro che ha capito… lui sa che... che io... tengo molto a te» dissi alla fine, arrendendomi una volta per sempre all’evidenza dei miei sentimenti. «Questo non è un bene. Mi odia, lo sai. Ed è pericoloso. Tu non hai idea di quanto, ma io si. Lo conosco da quando eravamo bambini. Devi fidarti di me Alyssa. E’ meglio se ti sto lontano.»
«Eric…no…» Alyssa fece un piccolo passo nella mia direzione, ed il profumo della sua pelle mi investì, facendo vacillare tutte le mie certezze. Guardare il suo viso afflitto mi faceva impazzire. Ma non potevo lasciare che il desiderio governasse le mie azioni, per quanto intenso fosse. Tantomeno potevo lasciarmi condurre dall’amore come un ragazzino in fregola. Perché di questo si trattava, ormai non potevano esserci più dubbi. Ma ero un soldato, per tutti gli dei, non mi aveva insegnato niente mio padre? Era mio dovere proteggerla. Non mi sarei comportato come un bambino capriccioso.
«No Alyssa. Ti prego. Affidarti ad altri è già molto difficile e l’idea di non vederti per chissà quanto tempo, dopo quello che ti ho detto ieri sera... è come se mi stessero strappando le viscere fuori dal corpo con un ferro rovente» ammisi. «Ma è la cosa giusta. Se tieni anche solo un poco a me, non cercare di farmi cambiare idea, perché in questo momento ti sarebbe fin troppo facile riuscirci, e se ti accadesse qualcosa per causa mia…» serrai gli occhi sconcertato dal dolore che mi procurava anche solo il pensiero di una tale eventualità «…io non potrei più vivere.»
Le sue lacrime ormai scendevano abbondanti.
«Non è giusto» disse.
«No, non lo è» risposi.