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domenica 13 giugno 2021

RECENSIONE "450 GIORNI" di Eva Inés Delgado

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Daniela Colaiacomo ha letto per noi "450 Giorni
dell'autrice Eva Inés Delgado.




Titolo: 450 Giorni 

Autore: Eva Inés Delgado

Genere: Romance Erotico

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 11,25

Contatti autoreFacebook - Instagram



TRAMA:

450 giorni. Per molti sono solo un numero, ma per me significano l’inferno.
Immagina di non avere ancora compiuto ventotto anni e di essere un pilota di Formula 1, il più talentuoso dell’ultimo decennio. Mi chiamo Morris ed ero a un passo dalla decima vittoria del Gran Premio, quando la McLaren su cui volavo verso il trionfo ha deciso di catapultarmi all’inferno.
Non posso più correre in auto e dunque non sto lavorando; il mio sogno di vita si è in pratica infranto. Ormai ci sono solo ombre, figure appannate e prive di volto, ma una è diversa dalle altre. Me ne sono accorto subito quando l’ho notata in questo posto sperduto in cui mi sono rifugiato per non incontrare più nessuno.
Riconoscerei fra mille la sagoma minuta di Pearl ed è veramente strano perché non ho idea di come sia fatta. Il suo volto, il suo corpo, che sguardo abbia, di che colore siano i suoi capelli, se lisci o mossi… È tutto un gigantesco punto interrogativo. Ha una personalità tanto unica e irriverente che ho provato a immaginarla mille volte in questo periodo in cui vivo con un ventesimo scarso di residuo visivo e in qualche occasione ci sono anche riuscito, ma non è come vederla davvero. Sarei disposto a tutto per poterla guardare bene anche solo per qualche secondo. Giuro che tornerei su quell’auto e sarei pronto a vivere persino un altro incidente, dal quale magari non mi risveglierei neanche. Perché la sua indole è qualcosa di trascendentale, ed io sono confuso. Forse mio padre ha ragione: NIENTE ACCADE PER CASO.
La vita a volte sembra toglierti tutto ma spesso lo fa con un fine, seguendo un disegno molto più complesso di quello che puoi immaginare. E inizio a credere che ciò che ha in serbo per me sia grande, che lo sia davvero; è molto più grande di me.
Il romanzo contiene scene esplicite. 



Un grave incidente sul circuito di Monte Carlo ha sconvolto la vita di Morris, una lesione agli occhi ne ha offuscato la vista fino a ridurla a un ventesimo, privandolo della ragione di vita, il suo adorato lavoro.
Così il più talentuoso pilota di Formula 1 dell’ultimo decennio, non ancora ventottenne, trova rifugio in uno sperduto angolo della Svizzera, per imparare ad essere autonomo, chiuso nel suo mondo di ombre, tormentato dal rimorso delle ore che hanno preceduto il suo terribile incidente, dal ricordo di Meryl. 
Accompagnato dai genitori e da Sebastian - il cucciolone di quarantacinque chili, un incrocio tra un maremmano e qualcosa con il muso da molosso che ha salvato cinque anni fa da una vita confinata in un giardino piastrellato di venti metri quadrati -, addestrato ad essere la sua guida, all'arrivo fa la conoscenza della vicina di casa che, allarmata dall'irrequietudine dei suoi animali, si presenta alla famiglia.
Pearl, proprietaria dell'Happy Island - un ranch con vari animali dove tiene lezioni di equitazione, organizza mostre per bambini, e vende alimenti di sua produzione -, non si accorge della limitazione di Morris e anzi ne subisce il sarcasmo ingiustificato.
Irritato dall'invasione della sua privacy, Morris, che ha fatto un giuramento che intende onorare, riesce per molto tempo a nascondere la sua infermità, assumendo però comportamenti ambigui nei confronti della dolce e tenace Pearl, instancabile ottimista decisa a penetrare la sua corazza.

Le donne sono pericolose, ed io reagisco come l’animale che sono diventato, d’istinto. Sono il grizzly che ha incassato una pallottola e cerca riparo, perché sa che cadrà se riceverà un altro proiettile che trapassa lo strato di pelle più duro.

Perplessa e inquieta, Pearl subisce il fascino di quel ragazzo bellissimo e tenebroso, di cui non conosce la fama né i suoi trascorsi, ed è decisa a comprenderne i lati oscuri.
Con il pov alternato dei due protagonisti, Eva Ines Delgado racconta la loro storia, rivelandola poco a poco: Morris, che si attribuisce responsabilità che in fondo non gli appartengono, è tormentato dal dolore e oppone una strenua resistenza a lasciarsi andare, così Pearl, confusa dal suo atteggiamento, dalle sue fughe nei momenti in cui l'attrazione è manifesta, tangibile, dal suo continuo ritrarsi quando sono più vicini, soffre ma ne è comunque ammaliata.
Forte del supporto degli insegnamenti dall'adorata madre da tempo scomparsa, cerca di superare i momenti di sconforto.

Alzati da quel letto, Pearl mia. Perla rara, buongiorno. Tira in fuori il petto e raggiungi lo specchio. Ondeggia i capelli, buttali dietro le spalle e guardati negli occhi. Poi baciati e ditti che ti ami, Pearl. Noi donne siamo il motore del mondo. Abbiamo un grande potere. Non lasciarlo mai estinguere, coltivalo ogni giorno.

Il libro è un percorso di dolore che i due giovani protagonisti affrontano, l'analisi delle paure più profonde e radicate nella visione della vita che il loro passato e la diversità di carattere rendono più evidenti, soprattutto Morris che non riesce a superare la tragedia, ostacolato dall'intima convinzione di esserne il responsabile, e che solo perdonando sé stesso potrà continuare a vivere.
Personalmente ho apprezzato Pearl, la sua forza e determinazione, i sani principi che la madre le ha trasmesso come un inno alla vita. Morris deve recuperare l'equilibrio di una vita travolta dagli avvenimenti, e, quando riuscirà a farlo, otterrà la sua guarigione. 

Non hai idea di che cosa darei per riacquistare la vista per un solo secondo, Pearl. Mi basterebbe riavere i miei occhi per un attimo, quello necessario per vederti, per scoprire come sei, perché sono troppe le sensazioni che mi dai.
Ehi, donnina, tu non ci crederai ma con nessuna ho mai visto così tanto, neanche quando potevo usare lo sguardo. 

La narrazione è scorrevole, anche se a tratti un po' rallentata, troppo incentrata sulle morbose elucubrazioni dei due ragazzi, ma comunque trascinante perché l'autrice riesce a trasmettere le emozioni in tutta la loro forza.
Per quanto il testo sia intriso di sofferenza, offre spunti di ottimismo e speranza che ne alleviano la drammaticità. 

Nella carriola di merda sono spuntate anche delle perle, oltre ai fiori di loto, perché vogliamo parlare di quella linea muscolare che dal polso gli incide l’avambraccio fino al gomito? Oppure preferiamo focalizzarci sui peli biondi che brillano sulla pelle dorata? O magari su quelle mani enormi che si articolano in spesse dita robuste con cui potrebbe fare un sacco di cose bellissime? Sono travolta da una marea di pensieri sconci perché, sì, sono single ed etero, e Morris è un gran figo; e lo conosco appena, è vero, ma non è questione di essere superficiali. Non batto chiodo da un pezzo e Morris è il genere di uomo che ti suscita fantasie di ogni genere anche se non vorresti. Ed io non vorrei davvero, ma non posso farci niente.

Nel complesso ritengo di poterlo consigliare, anche per l'epilogo, inatteso ma sperato. 


sabato 1 maggio 2021

"450 GIORNI" di Eva Inés Delgado

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Vi segnalo "450 Giorni", romanzo di recente pubblicazione 
dell'autrice Eva Inés Delgado.





Titolo: 450 Giorni
Autore: Eva Inés Delgado

Genere: Romance Erotico

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 11,25

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

450 giorni. Per molti sono solo un numero, ma per me significano l’inferno.
Immagina di non avere ancora compiuto ventotto anni e di essere un pilota di Formula 1, il più talentuoso dell’ultimo decennio. Mi chiamo Morris ed ero a un passo dalla decima vittoria del Gran Premio, quando la McLaren su cui volavo verso il trionfo ha deciso di catapultarmi all’inferno.
Non posso più correre in auto e dunque non sto lavorando; il mio sogno di vita si è in pratica infranto. Ormai ci sono solo ombre, figure appannate e prive di volto, ma una è diversa dalle altre. Me ne sono accorto subito quando l’ho notata in questo posto sperduto in cui mi sono rifugiato per non incontrare più nessuno.
Riconoscerei fra mille la sagoma minuta di Pearl ed è veramente strano perché non ho idea di come sia fatta. Il suo volto, il suo corpo, che sguardo abbia, di che colore siano i suoi capelli, se lisci o mossi… È tutto un gigantesco punto interrogativo. Ha una personalità tanto unica e irriverente che ho provato a immaginarla mille volte in questo periodo in cui vivo con un ventesimo scarso di residuo visivo e in qualche occasione ci sono anche riuscito, ma non è come vederla davvero. Sarei disposto a tutto per poterla guardare bene anche solo per qualche secondo. Giuro che tornerei su quell’auto e sarei pronto a vivere persino un altro incidente, dal quale magari non mi risveglierei neanche. Perché la sua indole è qualcosa di trascendentale, ed io sono confuso. Forse mio padre ha ragione: NIENTE ACCADE PER CASO.
La vita a volte sembra toglierti tutto ma spesso lo fa con un fine, seguendo un disegno molto più complesso di quello che puoi immaginare. E inizio a credere che ciò che ha in serbo per me sia grande, che lo sia davvero; è molto più grande di me.
Il romanzo contiene scene esplicite.


DICE L’AUTRICE:

È un testo che ho cominciato a scrivere diversi anni fa, quattro nello specifico. L'ho scritto di getto in realtà, perché era una storia che mi ispirava. Ne ho scritto gran parte in un mese, anche se ovviamente poi l'ho modificato nel tempo, fino alle ultime modifiche attuali (ho gettato dei capitoli, li ho riscritti, li ho sostituiti). La storia è ambientata a Losanna ed è nata nella mia testa quando sono andata in vacanza lì. C'è un bosco meraviglioso, esteso e percorso da un corso d'acqua. Immagina di essere lì, di sera, con il tuo migliore amico. Una bottiglia di vino rosso, un pacchetto di sigarette fatto fuori in due ore, carne buonissima portata lì per essere cucinata sulle specie di postazioni da falò per fare la brace (ce ne sono varie nel bosco). Al centro di questa foresta, vi era una piccola fattoria che sembrava uscita da una fiaba. Circondata di rose, ricoperta di edera sulle pareti, con la cassetta della posta in legno in prossimità del recinto rosso che ne circondava il terreno di pertinenza. Una proprietà piccola, modesta, ma che brillava per la passione che il proprietario vi metteva nella cura di ogni dettaglio. I vari animali sistemati in recinti con statuette decorative e oggetti di colori diversi ma tutti molto vivaci; ricordo il giallo, il verde e l'arancione in particolare. Il mio migliore amico si stupì per una simile attenzione in un luogo tanto remoto e introvabile. Gli dissi che secondo me non era una cura finalizzata ad attrarre sguardi, ma a curare l'anima del posto. Un luogo trascurato sarebbe stato meno fecondo, arido, freddo. Al proprietario non interessava che venisse visto, in realtà; gli interessava farlo prosperare, accudirlo e renderlo un'oasi che brulica di vita, di compagnia, anche dove compagnia non vi sarebbe stata. Persino un non vedente avrebbe percepito la dedizione del proprietario verso quel posto. La filosofia di quel luogo si respirava nell'aria, sarebbe stato in grado di smuovere emozioni in chiunque. Immaginai i frequentatori più disparati, recarsi lì per trovare pace.
E, improvvisamente, mi è venuta a mente Pearl. Una ragazza capace di sognare in grande e di rendere una proprietà così piccola semplicemente immensa. L'ho immaginata accogliere clienti con le problematiche più svariate e riuscire - con la stessa dedizione che rivolge alla sua proprietà - a tirare fuori qualcosa di magico anche dalla persona più delusa dalla vita. Da qui che, Morris, si è trasferito nell'ultima casa che avevo visto in quel bosco, prima della fattoria.
E da lì che ho viaggiato con la mente :D Morris doveva essere il contrario di Pearl. Arrabbiato con il mondo, deluso dalla vita, sfuggente e desideroso solo di stare da solo e dispensare ripugnanza; un meccanismo di difesa, in realtà, che lo portava però a distruggersi. Non avrebbe mai potuto vedere con gli occhi quello che era Pearl, perché sarebbe stato troppo facile altrimenti e magari non ci sarebbe neanche riuscito perché finché poteva usarli, neanche li usava davvero. Si fermava alle superficie delle cose. Chissà se Pearl è stata così brava da oltrepassare le ombre di Morris e fargli percepire cosa c'è dietro all'apparenza...




BREVE ESTRATTO:

Premo le caviglie sui suoi polpacci e lo attiro a me perché si avvicini, sistemandosi tra le mie gambe. «Dimmi come mi immagini, spilungone.» Morris sorride, non dice niente, ma si lascia guidare. Ed io uso le sue mani per disegnare ogni centimetro del mio volto, ogni curva, ogni solco.
La sua lingua si sofferma sull’angolo sinistro della bocca mentre inclina la testa dalla parte opposta e poi mi sussurra nell’orecchio: «Hai la pelle morbida, Pearl, gli zigomi pronunciati.»
Strizzo gli occhi per distogliermi dalla sua voce orgasmica e dalla vicinanza dei nostri petti. «Che cos’altro, Morris?» Il cuore mi sta battendo così forte che mi vibrano i denti e trattengo il respiro.
«Non fare questi giochetti se poi ti comporti da catechista imbarazzata» afferma il coglione americano dopo aver sbuffato un sorriso, e mi fa riaprire gli occhi di scatto. Lo ha detto a bassa voce ma con un tono di scherno, e l’espressione che ha ora in volto ci sta a pennello. Inclina le labbra in un altro sorriso che diventa un fremito sull’angolo della mia bocca. «Respira, Pearl. Se devo descriverti ci vorrà un po’ di tempo.»



Eva Inés Delgado è sempre stata appassionata di arte e letteratura. Scrive da quando era molto piccola, ma non ha mai avuto il coraggio di pubblicare le sue storie fino al 2020, nonostante non abbia più spazio nel pc per la quantità di manoscritti inediti. Amante degli animali e dei viaggi, ha scelto di usare uno pseudonimo per lasciare tutta l'attenzione ai suoi personaggi e rimanere solo un mezzo per dare loro vita.
Quando non scrive, si dedica alla cucina, alla meditazione, allo shopping compulsivo e, ovviamente, a riempire il suo Kindle di libri!