giovedì 29 febbraio 2024

RECENSIONE "TORINO CODICE ANA" di Patrizio Scifo

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Torino Codice Ana" dell'autore Patrizio Scifo, edito
 Letteratura Alternativa Edizioni. A cura di Andrea Macciò.



Autore: Patrizio Scifo

Genere: Narrativa


Disponibile in formato cartaceo a € 18,99

A breve anche in ebook



TRAMA:

È vero, si può sbagliare, ma nella punizione, c’è un limite a tutto. Carlo è un affermato dirigente d’azienda, brillante, vincente e benestante. Nella sua Torino, vive un’avventura extraconiugale e poi una spirale di ricatti fatti di violenze fisiche e psicologiche. Mette a rischio lavoro, moglie, figli e le amicizie più care. Inizialmente, lo sconforto e la paura lo portano a subire e a sprofondare, commettendo un errore dopo l’altro. In seguito, la ribellione, la voglia di uscire dall’incubo e la spinta a reagire per riappropriarsi del suo mondo lo condurranno a un impensabile riscatto finale. 



Il protagonista di Torino Codice Ana è un affermato dirigente d’azienda torinese cinquantenne, un “vincente” benestante e dalla vita sentimentale e familiare in apparenza felice.
Un giorno, prima della partenza per un viaggio di lavoro in compagnia di alcuni colleghi e del capo, Romano Agriesti, Carlo si trova a vivere una storia occasionale consumata in maniera frettolosa, ma estremamente passionale con una bellissima ragazza conosciuta per caso che prende apertamente l’iniziativa. 
Una vicenda, come riconosce Carlo stesso, di quelle che sembrano accadere solo nei film. Quella che per il protagonista sembrava essere una parentesi nella sua perfetta esistenza borghese si trasforma ben presto in un vero e proprio incubo: la ragazza, che afferma di chiamarsi Ana, inizia a ricattarlo minacciando di diffondere le immagini del loro incontro occasionale non solo alla moglie Lisa, ma anche all’azienda dove lavora e dove sta per essere insignito di un’importante gratifica economica. Un fenomeno oggi piuttosto diffuso, quello del cosiddetto “revenge porn” che colpisce sia gli uomini che le donne. 
Solo un’iniziativa personale della ragazza incontrata all’aeroporto o si tratta di qualcosa di più grande legato alla criminalità organizzata? Il romanzo accompagna il lettore nella discesa all’inferno del protagonista Carlo, che dapprima asseconda la ragazza credendo di poterne uscire facilmente, e poi commette un errore dopo l’altro. L’unico che sa che cosa è accaduto è l’amico Giulio, che sembra aver ricostruito la sua vita personale e affettiva dopo un matrimonio finito male. Torino Codice Ana è un noir metropolitano caratterizzato nella seconda parte da alcuni colpi di scena che portano a un finale decisamente imprevedibile.
La città di Torino è una delle protagoniste di questo noir urbano dal ritmo serrato, dalla scrittura molto essenziale e dalla forte componente visiva, che appare adattissima a una riduzione cinematografica. Eccellente è il personaggio del protagonista Carlo, indagato in tutte le sue sfumature psicologiche e contraddizioni. Un ritratto che è anche lo specchio di un certo ambiente borghese e manageriale dove spesso l’apparenza di una perfezione borghese da manuale nasconde un’insoddisfazione di fondo di chi lo vive, che può portare verso distrazioni pericolose come quella vissuta dal protagonista, e in un certo senso è anche un ritratto delle contraddizioni e della crisi di identità del “maschio di successo” contemporaneo. I personaggi negativi come Ana e Viktor sono invece piuttosto stereotipati, ma forse è una scelta deliberata dell’autore. La scrittura mantiene alta la tensione tipica di questo genere e la risoluzione della vicenda si snoda attraverso un finale non scontato.


mercoledì 28 febbraio 2024

RECENSIONE "GLI AGHI D'ORO" di Michael McDowell

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Gli aghi d'oro" dell'autore Michael McDowell, edito 
Neri Pozza Editore. A cura di AnnaLety. 



Titolo: Gli aghi d'oro 

Autore: Michael McDowell

Genere: Narrativa storica

Casa editrice: Neri Pozza Editore

Disponibile in ebook a € 8,99

E in formato cartaceo a € 14,15



TRAMA:

Anno di Grazia 1882. New York festeggia il nuovo anno tra opulenza e miseria. Dalla sua dimora di Gramercy Park, il cinico giudice James Stallworth, affiancato dal figlio e dal genero, lancia la sua crociata: ripulire il famigerato Triangolo Nero, quartiere di bettole, bordelli, fumerie d’oppio e botteghe di ricettatori, su cui regna la feroce Black Lena Shanks col suo clan di donne versate nelle arti della crudeltà.
Ma la sete di potere degli Stallworth dovrà misurarsi con la furia vendicatrice di Black Lena. 



Di McDowell ho adorato la serie di Blackwater e appena possibile mi sono fiondata su questa nuova pubblicazione. Se avessi letto la trama prima dell’acquisto, forse non mi ci sarei buttata, perché non la sentivo nelle mie corde. McDowell, però, mi ha stupita un'altra volta.
Con Blackwater ero perplessa riguardo all’horror, genere che preferisco evitare, ma ho scoperto che i passaggi “horror” erano talmente pochi e all’acqua di rose che non aveva senso classificarlo così. Si tratta piuttosto della storia di una famiglia e del piccolo paese in cui vivono i suoi componenti.
Così Gli aghi d’oro non è quello che sembra. 
Fin dalle prime pagine, si viene catapultati in una New York cupa, in cui le luci del nuovo anno non riescono a rischiarare gli angoli più bui della criminalità.
I personaggi del romanzo sono tutti meravigliosi, inclusi quelli che sono poco più che comparse - come per esempio i domestici della vedova Taunton, tutti disabili, che se non fosse stato per la ricca donna sarebbero finiti nei bassifondi, ridotti a una vita di stenti. 
Quello che mi ha colpita di più è il completo rovesciamento della morale: se in generale si può affermare che i “buoni” sono coloro che vogliono sconfiggere la criminalità, mentre i “cattivi” sono quelli che vivono contro la legge, leggendo questo romanzo non si può fare a meno di parteggiare per i “cattivi”, anzi, le “cattive”.
Lena Shanks e la sua famiglia di donne si mettono contro il giudice Stallworth, che ha condannato a morte, anni prima, il marito di Lena, mostrando inflessibilità e indifferenza totale. Così succede anche nel caso di un’amica di Lena, finita sotto processo per essersi trovata nel posto sbagliato e condannata solo perché mulatta. 
Questo più recente processo scatena Lena contro il giudice, in un’escalation di violenza e di trame di vendetta.
Il giudice è talmente odioso che se fosse possibile verrebbe voglia di entrare nel romanzo e prenderlo a sberle, come minimo. Ci sono alcuni passaggi in cui si mostra in tutta la sua piccineria di uomo privilegiato che si arroga il diritto di decidere della vita degli altri, solo perché lui può.
Più le disgrazie della famiglia Stallworth aumentano, più ci si trova a sperare che non ne abbiano scampo. 
Quello che più conta, però, è che alla fine si capisce che i “cattivi” sono tali solo perché non hanno avuto scelta, perché la società “bene” ha negato loro tutte le possibilità, spesso per pregiudizi inconsistenti. E quel Triangolo Nero, covo di ogni male, diventa un posto simpatico e molto più allettante di quei palazzi due strade più in là, pieni di gente vuota ed egoista.
Mi auguro che Neri Pozza prosegua con la pubblicazione dei romanzi di McDowell, non me ne perderò uno.


martedì 27 febbraio 2024

RECENSIONE "RUBINO ROSSO SANGUE" di Alessandra Cicerano

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Rubino rosso sangue" dell'autrice Alessandra Cicerano, 
edito ODE Edizioni. A cura di Monica Burel.


Autore: Alessandra Cicerano
Genere: Narrativa storica

Casa editrice: ODE Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,49

E in formato cartaceo a € 14,90

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Il doloroso stupore si trasformò in disperazione mentre il significato di quelle parole si faceva strada nella sua mente. Alienor lo aveva creduto colpevole, lo aveva ritenuto indegno di lei e lo aveva ripudiato. Lo aveva abbandonato.
La sua Alienor.

Nell'incalzante tumulto del XI secolo, in una Campania segnata da intrighi e alleanze incerte, Leonora si ritrova prigioniera di un destino scritto da altri: un matrimonio combinato sulla scacchiera degli scontri tra Normanni, il Ducato di Napoli e i Longobardi del Principato di Capua.
Ma la sua storia non è solo quella di una pedina sacrificabile. È il racconto di una donna coraggiosa, costretta a adattarsi a un mondo estraneo ed ostile.
Quando sembra che la sua vita abbia finalmente trovato un equilibrio, un oscuro complotto e una tragedia improvvisa la catapultano in un vortice di mistero e tradimento obbligandola ad allontanarsi da quel nuovo marito che sta imparando ad amare. 



Campania XI secolo
Alienor è una giovane donna che viene offerta in sposa ad un normanno. Eric è un cavaliere che anni prima ha lasciato la Normandia a causa di un assassinio. Ma non tutti sono contenti di questa unione e fin da dopo le nozze ci sarà chi cospira per separare i due neo sposi. Alienor ad un certo punto dovrà scegliere, ma sarà una scelta che farà soffrire entrambi.
Lo so che ho ridotto la trama all'osso ma più di tanto non posso dire altrimenti cado nello spoiler.
Ormai tutti sanno che questo non è il mio genere preferito. Ma ero veramente curiosa di sapere di più sulla storia legata a questo rubino rosso. Ora che ho letto il libro posso dire che è stata una bella avventura. Personalmente non avevo mai letto nulla legato a questo periodo storico e mi sa che avevo rimosso anche le nozioni basiche della scuola. 
Ma veniamo ai nostri personaggi. 
Alienor ed Eric sono ben caratterizzati. Entrambi hanno parecchi punti di forza e i dialoghi tra i due sono sia romantici che “frizzanti”. Non mi sono piaciuti i politicanti di quel tempo, come in fondo apprezzo poco quelli del mio tempo! È proprio vero che nulla è cambiato: potere e denaro governano il mondo purtroppo. 
Ci sono altri due personaggi che hanno attirato la mia attenzione: Hal e Gemma. Posso pensare ad un libro dedicato a loro? Mah.. Solo il tempo mi dirà se ho avuto buon intuito. 
Inutile dire che è stato un piacere leggere qualcosa scritto da Alessandra. Complimenti!


martedì 20 febbraio 2024

RECENSIONE "FRAMMENTI" di Melissa Spadoni

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione, negativa purtroppo, per il romanzo "Frammenti
dell'autrice Melissa Spadoni, edito Leggereditore. A cura di Silvia Cossio.



Titolo: Frammenti 

Autore: Melissa Spadoni

Genere: Romance/Thriller

Casa editrice: Leggereditore

Disponibile in ebook a € 6,99 

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Fanny, 29 anni, è una ragazza come tante altre. Lavora in un cinema multisala, esce ogni tanto con le amiche, le piace correre, cucinare e coccolare il suo fedele cane Magnus. Sembra felice, senza particolari problemi, ma nessuno sa che in realtà Fanny è in fuga. Sono dieci anni che si nasconde in una città che non è la sua, dieci anni che osserva allo specchio una persona che non riconosce più e che mente, anche sul proprio nome, a chiunque incontri. Quando è ormai convinta di essere finalmente al sicuro, di aver ingannato tutto e tutti, la sua vita apparentemente tranquilla inizia piano piano a sgretolarsi. Prima con il sopraggiungere di Sloan, un vicino di casa misterioso e sospetto che Fanny non riesce proprio a capire né tantomeno a evitare; poi con l’arrivo di un nuovo, piccolo e orribile frammento proveniente proprio da quel passato che si è tanto sforzata di seppellire.

Riuscirà Fanny a sconfiggere i demoni che da dieci anni governano i suoi incubi e a ricomporre tutti i frammenti della propria vita per tornare, finalmente, la vera sé stessa? 


Sono un po’ delusa da questo libro per vari motivi che andrò a spiegare.
Premetto che la trama era nelle mie corde e che mi sono affacciata a questo romanzo con entusiasmo. La parte iniziale non ha disatteso le mie aspettative rivelandosi decisamente “promettente”, poi, però, ho assistito al tracollo della storia. L’aspetto giallo, che avevo trovato coinvolgente”, si è dissolto in una nuvola di vapore. Poca sostanza, per dirla in breve. Individuare il “cattivo” non è stato poi così difficile, d’altronde i personaggi di contorno sono praticamente inesistenti, di conseguenza, non c’è modo di crearsi il benché minimo dubbio. Anzi, mi è parso strano che la protagonista, sempre così sospettosa e circospetta, a livello quasi patologico (comprensibile visto quello che ha subìto), sorvoli su certi dettagli. Voglio dire, due più due fa quattro, non c’è margine di errore. Per non parlare del vicino di casa “misterioso”… Mica tanto… Ho capito quasi subito chi fosse in realtà e non ritengo di essere dotata di particolare intuito.
Per quanto riguarda l’aspetto rosa, risultano un po’ banali le scaramucce iniziali tra la protagonista e il vicino di casa, sembrava di leggere dei dialoghi tra ragazzini, non tra persone adulte. Dopo, per fortuna, le cose migliorano e, nel complesso, la loro storia non è male. 
In ultimo, ho riscontrato nel testo innumerevoli imperfezioni. E qui il mio biasimo va alla casa editrice, che evidentemente non ha fatto come si deve la sua parte. Auspico che provveda quanto prima a una revisione. 
In conclusione, mi dispiace, il libro ha delle buone basi, che però andrebbero sviluppate meglio. L’autrice dispone indubbiamente di fantasia e capacità; qualità che, se supportate da figure in grado di rilevare pregi e difetti, punti deboli e punti di forza, potrebbero portare a risultati molto più soddisfacenti. 


lunedì 12 febbraio 2024

RECENSIONE "PER AMORE DI BENEDICT" di Tess Thompson

 

Buongiorno follower, buon inizio settimana!
Recensione: "Per amore di Benedict" dell'autrice Tess Thompson. 
Traduzione di Isabella Nanni. A cura di Dario Zizzo.


Autore: Tess Thompson
TraduttoreIsabella Nanni
SerieIl sensale misterioso di Ella Pointe Vol. 2 
 
Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 4,99
E in formato cartaceo a € 13,15

Contatti autore: Facebook - Instagram  



TRAMA:

Riuscirà una madre preoccupata a trovare le mogli e i mariti perfetti per la sua famiglia di eccentrici sulla remota Whale Island?

Amelia
Nella primavera del 1910, un annuncio che trovai sul giornale di Boston attirò la mia attenzione. “Famiglia benestante ha bisogno di una segretaria a Whale Island. Deve amare i libri.” Quando mi viene offerto il posto, non esito a mettere le mie poche cose in valigia e a partire per lo stato di Washington. Dopo tutto, non ho nulla da perdere. Sono stata licenziata dalla mia attuale posizione. Non ho famiglia. È un sogno che si avvera. L’unico problema? Il mio datore di lavoro, Benedict Tutheridge, mi fa battere il cuore e mi fa tremare le ginocchia. Non mi aspettavo che fosse interessante o di una bellezza devastante. Purtroppo, non sono una persona di prestigio o ricca. Un uomo come Benedict non sposerebbe mai una donna come me.

Benedict
In una città piena di disadattati, io li batto tutti. Dopo la morte prematura di mio padre, sono chiamato a gestire l’azienda di famiglia. Tuttavia, nonostante i miei sforzi e la mia istruzione, so a malapena leggere e scrivere. Su sollecitazione di mia madre, accetto di assumere una segretaria, aspettandomi che A.F. Young sia un uomo. Con mio grande stupore, Amelia Frances è una donna. Una donna bella e seducente. Una donna che non si innamorerebbe mai dell’idiota del paese. 



Per amore di Benedict di Tess Thompson fa parte della serie Il sensale misterioso di Ella Pointe. Tradotto da Isabella Nanni, è un romance storico ambientato nel primo decennio del ventesimo secolo. Si apre con la giovane Amelia in un ufficio dove lavora come segretaria; una delle sue mansioni più importanti è quella di portare la colazione al principale, il signor Pitts, tipo scorbutico, la cui voce è descritta così: 

Aveva quel tipo di voce che mi faceva pensare alla gelatina glutinosa rimasta sul fondo dopo che un arrosto si era raffreddato nella padella.

Il rapporto con lui, fatto anche di offese nei suoi confronti, la fa soffrire, la deprime: 

Sospettavo che l’ottimismo fosse un amante crudele e volubile. Non era meglio accettare il proprio destino che desiderare la vita di qualcun altro?

Pitts, comunque, per un banale incidente la licenzia. Amelia legge in un giornale un annuncio di lavoro per segretaria in un’isola remota al largo della costa dello Stato di Washington, tra i cui requisiti c’è la passione per i libri, che lei ha. Riuscirà ad avere quel lavoro, a servizio di Benedict Tutheridge, giovane avvenente, costretto a sostituire il padre assassinato alla guida di un’importante impresa, per il quale la madre, in gran segreto, ha messo sotto contratto un sensale col compito di trovargli una donna? Tra Amelia e Benedict ci sarà solo un rapporto professionale o scoccherà la fatale scintilla? Intanto lui le appare in questo modo:

La sua bocca, carnosa e sensuale, sembrava pronta a sorridere, anche se c’era una certa tristezza in quegli occhi azzurri. Un dolore profondo che cercava di tenere nascosto senza riuscirci.

È un’opera decisamente godibile, scritta da una penna sapiente, che sa bene attrarre a sé il lettore, con i protagonisti della storia, raccontata attraverso i loro POV, un’opera che ci parla di uomini giovani fragili, avversati o sfortunati: Benedict, affetto da discalculia e una scarsa capacità di concentrazione, bersagliato da un padre troppo esigente e violento; il fratello, Hudson, alle prese con una figlioletta lasciatagli in eredità dalla moglie scomparsa; l’altro, Briggs, oggetto del biasimo paterno per via delle sue inclinazioni artistiche. E poi c’è Amelia, rimasta orfana di madre. Ma sono proprio queste debolezze che ce li fanno amare di più, anche per il senso di solidarietà che nasce tra loro.
I personaggi più anziani e che hanno importanti ruoli sociali appaiono, più di una volta, come visto, crudeli, quasi un ostacolo alla piena affermazione dei giovani. Sono ben caratterizzati, non solo i principali, pure nella mimica: 

Rhett era trasalito alla parola puttane, ricordandomi il modo in cui i muscoli di un cavallo scacciano una mosca.

Il romanzo risulta decisamente arricchito dal mistero che avvolge casa Tutheridge, mistero che riguarda la mano che ha ucciso il padre e spinge il lettore a cercare di arrivare il più presto all’epilogo per venire a capo di questo enigma. 


domenica 11 febbraio 2024

RECENSIONE "VENTITRÉ PRIMA DI TE" di Sadie Jane Baldwin

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Monica Burel ha letto per noi "Ventitré prima di te
dell'autrice Sadie Jane Baldwin.



Autore: Sadie Jane Baldwin

Genere: Commedia romantica

Disponibile in ebook a € 0,99 

E in formato cartaceo a € 10,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Romanzo semiserio sulle disavventure di Teresa, una giovane veneziana alla ricerca del principe azzurro, un personaggio decisamente sfuggevole.

Teresa è una ragazza spensierata, sognatrice e indipendente ma, spenta la trentatreesima candelina, si rende conto che è arrivato il momento di mettere la testa a posto. I genitori l’assillano perché si trovi, al più presto, l’uomo giusto. La nonna, che si sente già con un piede nella fossa, prima di schiattare, vorrebbe vederla con la fede al dito e, possibilmente, con la pancia prominente.
Complice il desiderio di rimettersi in gioco, Teresa decide di accontentare le loro richieste.
Riuscirà a realizzarle?
E quanti incontri inverosimili e bizzarri, con personaggi surreali e improbabili, ci vorranno prima di trovare il partner perfetto per lei?
Lo scoprirete solo leggendo questo racconto… o il titolo. 



Ah, Teresa, quanto mi hai fatto sorridere! Quanta ironia! Ma procediamo per ordine...
Siamo a Venezia, e Teresa è una giovane donna trentacinquenne che sotto la spinta della sua famiglia, ma soprattutto della nonna Caterina, si imbarca alla ricerca di un compagno per la vita. Cosa semplice a parole, ma i fatti sono ben diversi purtroppo! Per ogni incontro che fa si potrebbe scrivere un libro sul soggetto in questione. Ma Teresa ha un che di irrisolto con Oreste dal giorno del suo diciassettesimo compleanno. Con lui è stata "fidanzata" per un paio di ore e poi è stato un punzecchiarsi, un rendersi la vita un po' difficile. Sempre in modo ironico e spiritoso. Sembra però che entrambi non siano capaci di proseguire con la propria vita e rinunciare perciò alla possibilità che forse il destino ha deciso per loro.
Inizio con il dire che non è il mio genere preferito, ma ammetto che Oreste e Teresa mi hanno fatto passare un paio d'ore spensierate. È stata una bella lettura, con personaggi ben caratterizzati e descritti. I dialoghi tra i due sono spiritosi e piuttosto realistici. Ecco… forse è questo che mi ha fatto arrivare alla fine, il fatto che non si sia scostato dalla realtà di tutti i giorni. Non ho visto cose artefatte e inarrivabili e questo mi è piaciuto. L'altra cosa che ho apprezzato è che non ha tirato le cose per le lunghe. Perciò complimenti alla scrittrice. 


giovedì 8 febbraio 2024

RECENSIONE "I CHIOSTRI DI NEW YORK" di Katy Hays

 

Buongiorno follower!
Recensione: "I chiostri di New York" dell'autrice Katy Hays,
edito Rizzoli. A cura di Monica Burel. 


Autore: Katy Hays

Genere: Narrativa

Casa editrice: Rizzoli

Disponibile in ebook a € 10,77
E in formato cartaceo a € 17,73

Contatti autore: Instagram 



TRAMA:

Per Ann Stilwell passare l’estate a lavorare per il Metropolitan Museum of Art di New York è un sogno che si avvera. Ma il destino scompagina i suoi piani quando per un disguido si vede assegnata a una sede distaccata del Met: il Cloisters, una serie labirintica di chiostri spagnoli ricostruiti lungo le rive dell’Hudson, rinomato per la sua collezione di arte medievale e per un giardino ricco di piante medicinali. La giovane studentessa trova ad accoglierla Patrick Roland, l’eccentrico direttore del museo, e Rachel Mondray, la sua magnetica e ricchissima assistente. Da subito i due la coinvolgono nelle loro ricerche sulla storia della divinazione, e Ann sembra disposta a tutto pur di entrare nelle loro grazie. Ma tra gli incunaboli della biblioteca, mentre la curiosità accademica muta pian piano in ossessione, Ann scoprirà qualcosa capace di incrinare gli equilibri: un mazzo di tarocchi italiani risalente al Quattrocento, da secoli ritenuto perduto, in grado, secondo Patrick, di aprire una visione sul futuro a chi sa leggerlo. Mentre segreti e mire personali trascinano i tre studiosi in un gioco mortale di seduzioni e prevaricazione, Ann dovrà fare una scelta: credere in un destino già scritto o diventarne l’unica artefice. Tra relazioni tossiche, arcani maggiori e codici miniati, Katy Hays mette in moto un meccanismo letterario spietato; un esordio brillante che racconta il lato oscuro della nostra fame di conoscenza, in una New York sospesa tra modernità e occulto. 


Ann raggiunge New York dove ad attenderla c'è un lavoro da tirocinante al Met per i nuovi laureati. Ma al suo arrivo scoprirà che sarà dirottata al Cloisters dove l'arte medievalista la fa da padrona.
Ann e Rachel dovranno aiutare Patrick a preparare una mostra sulla divinazione. Ci saranno da consultare decine di volumi per estrapolare qualsiasi cosa legata ai tarocchi, alla divinazione, all'arte magica in genere. Nel frattempo Ann conosce Leo che lavora come giardiniere. Al Cloisters infatti sono presenti parecchi fiori e piante, alcune delle quali velenose. E mentre le ricerche vanno avanti Ann e Rachel diventano amiche.

Io di thriller non me ne intendo, ma questo non lo è di sicuro. La lettura è stata piacevole, i personaggi sono stati ben caratterizzati e posizionati in modo coerente. Non c’è un personaggio che ha spiccato più degli altri: Ann e Rachel in fondo sono più simili di quel che ci viene dato vedere; Patrick non mi ha entusiasmato più di tanto, troppo volubile; Leo mi è sembrato uno che tura l'acqua al suo mulino e basta. A conti fatti, la cosa che mi è interessata di più è stata la storia sui tarocchi e l'arte divinatoria in generale. È stato come imparare qualcosa di nuovo. In più non sapevo dell'esistenza del Cloisters, ammetto la mia grande ignoranza. Perciò, seppur romanzato, è un libro basato su luoghi e fatti reali.
Ripeto che di thriller non ha nulla, anzi, se vogliamo definirlo in una categoria, potrebbe essere un giallo storico. Per quanto riguarda il finale, mah…