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venerdì 13 maggio 2022

"LA PARTE SINISTRA" di Laura Vegliamore

 

Buongiorno follower! 
La Words Edizioni pone alla nostra attenzione il romanzo "La parte sinistra" dell'autrice Laura Vegliamore, spin-off di "Novembre".



Titolo: La parte sinistra
Autore: Laura Vegliamore 

Genere: Romance contemporaneo

Casa editrice: Words Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 15,90

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Uno scambio di persona fa incontrare Leonardo e Nina. Un fraintendimento, un’istintiva rabbia, poi un’inaspettata connessione. E dalla mente di Leonardo, Nina non riesce proprio andare via. È così che inizia il loro rapporto, che si regge su una superficie precaria, al di sotto della quale fluttuano omissioni e dolori, cuori che battono forse più forte di quello che vorrebbero. Senza comunque riuscire a smettere di farlo. È un racconto di frammenti di vite, quello che ci propone Laura Vegliamore in questo “La parte sinistra”, che arriva cronologicamente dopo “Novembre”, ma è qualcosa di completamente diverso, di nuovo. Perché, in fondo, Leonardo e suo fratello Adriano sono gemelli, sì, ma completamente diversi nell’animo. 

Qui troviamo un Leonardo che ama e che ha paura, che soffre e gioisce, che vuole andare avanti, liberandosi di ciò che lo tiene ancorato al rancore e alla rabbia. E Nina, che avanti c’è già, che è cresciuta per forza. Qualcosa di puro, qualcosa di estremamente delicato li unisce. E il pericolo che proprio la paura di farlo crollare possa alla fine mandarlo in frantumi, aleggia sulle teste di entrambi. 

“La parte sinistra” è strutturato per accompagnare il lettore per mano nella vita di persone complicate e semplici allo stesso tempo, vere e mai finte sia nel bene che soprattutto nei momenti di difficoltà.

Mentre Novembre era incentrato su Adriano, qui troviamo, con il caratteristico stile di Laura Vegliamore, una storia incentrata su Leonardo, la parte sinistra di suo fratello, la parte sinistra di se stesso. E sì, ritornano tutti gli altri personaggi, mediati dallo sguardo scanzonato di Leo, calati in ruoli diversi da quelli a cui ci aveva abituato Laura in Novembre, gli stessi eppure del tutto nuovi agli occhi del lettore. 




BREVI ESTRATTI:

«Tu l’hai indovinato subito, Leonardo. E io, che sono una bambina romantica che non impara mai, ci ho visto dentro chissà cosa… e ti ho sentito mio. Soltanto mio. In un modo così terrificante e bello da farmi mancare il respiro per un attimo. Eri già mio dopo così poco. Forse già ti amavo e non me ne rendevo conto. Magari ti amavo da tutta la vita, dovevo solo incontrarti.»
Ma porca puttana. Penso di svenire a breve. Troppo, tutto insieme, io non lo reggo.


Sento le sue mani tra i capelli, sul viso. Il sapore di Nina misto a quello dolciastro della crema che mi ha spalmato poco fa.
Ci baciamo e siamo nati solo per questo, e nient’altro. E la sera non esiste, il fastidio al ginocchio si spegne, il mondo si accende e diventa solo Nina, solo lei e noi e basta.
«Volevo baciarti da tanto tempo» dice poi, con la fronte poggiata sulla mia. E sono piegato su di lei, che è più bassa e più piccola. Che sembrava così fragile e invece mi tiene stretto a lei così forte che vorrei sparirle dentro.
Le scosto i capelli dalla fronte, appiccicosi di crema, ormai sparsa ovunque. Profumiamo di torta e desiderio, la faccia mi brucia, proprio sotto le sue dita, ma non me ne frega niente.
«Anch’io» sussurro, senza voce e senza difese. Ed è vero, porca puttana.



Laura è nata a Roma nel 1989. Dopo essersi diplomata in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro si è trasferita a Parigi dove ha vissuto per tre anni, lavorando come agente museale. Appassionata di storia e luoghi antichi, lettrice devota fin dall’infanzia, ha sempre adorato scrivere e, una volta tornata in Italia, si è decisa a dedicarsi a questa passione anima e corpo. Ha pubblicato il romanzo storico Terraferma. Per Words Edizioni ha esordito con il romanzo di narrativa contemporanea Novembre. La parte sinistra è lo spin off di Novembre.


mercoledì 7 aprile 2021

"DI CENERE E DI CARNE" di Laura Vegliamore

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi per la Words Edizioni "Di cenere e di carne
dell'autrice Laura Vegliamore.




Autore: Laura Vegliamore 
Genere: Paranormal storico

Casa editrice: Words Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 15,90

Pagina autore: Laura Vegliamore Autrice



TRAMA:

Cresciuta in convento, Lucrezia non sa nulla della vita. Ha però un dono: è capace di far vivere le parole. Per questo viene scelta come dama di compagnia di un’eccentrica contessa, affinché legga per lei ad alta voce nelle stanze del suo palazzo, a volte per ore e senza che nessuno l’ascolti. È in uno dei vecchi volumi, che Lucrezia scopre qualcosa che sarebbe dovuto rimanere celato: un messaggio d’amore, da parte di un uomo coperto d’infamia. 
Il figlio del demonio. 
L’assassino. 

Thomas ha sei anni quando per la prima volta sente bruciare la sua pelle. Non sa che ben presto quel dolore nella carne e le strane parole che gli escono dal petto con prepotenza gli cambieranno la vita. Tra le stanze affrescate di quello stesso palazzo, passato e presente sembrano confondersi e fondersi in un percorso già tracciato. Ma cos’è davvero il destino? Una condanna alla malvagità, la risposta a una vita incompleta o l’incontro di due anime che si sono rincorse attraverso i secoli? E cosa possiamo fare di fronte a esso se non accettare la nostra impotenza?



BREVI ESTRATTI:

Fu un odore, la prima cosa a spalancarsi davanti a Lucrezia. Odore di polvere e carta, di legno e parole, di aria secca e tempo rimasto incastrato, sospeso.
Mosse qualche passo e si fermò ad accarezzare quel soffio, a prenderselo nei polmoni e a farlo suo, avvolgerlo con i propri sensi e sentirlo davvero, fin dentro lo stomaco.
Poi, vide quell’odore. Enorme e caldo, spezzettato in tasselli di pelle, nei dorsi di migliaia di libri, poggiati su scaffali alti, che quasi arrivavano fino al soffitto. Le pareti ne erano ricoperte su entrambi i lati, ma a est lasciavano appena lo spazio a quattro grandi finestre e alla luce del sole che inondava l’intera stanza.
Era un mondo che Lucrezia conosceva, in cui poteva muoversi senza paura, senza sentirsi fragile o nascosta. Poteva essere, poteva toccare i solchi spessi sulla carta, prenderli e farli propri. Stringere le parole tra le dita e farsele sciogliere sulla lingua e, finalmente, lasciarle andare di nuovo, più splendenti e calde, più vive e vibranti.


Rimase immobile, col respiro mozzato. Si portò una mano alla bocca ancora intorpidita e si sentì scivolare a terra, la schiena contro il muro, il braccio destro che pulsava dolorosamente nel punto in cui lui l’aveva stretto.
L’aria intorno era ferma, ormai. Buia e inafferrabile, ora che il fuoco si era spento del tutto.
Non ricordò di essersi alzata, né di aver percorso la strada a ritroso per tornare in camera sua. Si ritrovò seduta sul suo letto con una mano sul petto, nella speranza che il cuore smettesse di battere così forte. Nella mente, angosciante e pericolosamente vivida, l’immagine di quella faccia, alla luce traballante delle fiamme. E la fredda e disarmante consapevolezza di averla vista, coperta per metà dalla barba incolta.
Una macchia scura come il sangue, che arrivava quasi a ricoprirgli l’occhio destro.
Si sdraiò e si rannicchiò su se stessa, come a volersi proteggere. Si strofinò a lungo il braccio, cercando di scacciare la sensazione di quella mano che lo stringeva. Pianse a lungo ed era ormai l’alba, quando finalmente si addormentò.


«Rimarrà con me fino alla fine del mondo?»
Glielo disse come fanno i bambini, fingendo un’ingenuità che la faceva sorridere.
«Anche oltre.»
Finse un cipiglio solenne, ma Lucrezia si accorse che gli veniva da ridere.
«Oltre la fine del mondo?»
Forse era seria, forse giocava ancora. Elias si mosse, posò una mano sulla sua guancia. 
«Oltre. E anche di più.»
Rimasero sospesi per un istante, un battito cardiaco lento, solenne. Lucrezia avvertì un brivido, le solleticò appena la nuca.
Oltre. E anche di più.
Lo pensava davvero, tanto che l’avrebbe gridato al mondo intero. Gli sorrise, più sicura. Tornò sul suo petto e lasciò che Elias le circondasse con le braccia. 
Rimasero così, fermi e sazi, stanchi e completi.
«Come farò a riconoscerti quando il mondo sarà finito?» mormorò ancora, quasi senza pensare. Elias strinse di più, come se non avesse voluto lasciarla scappare.
«Sarà come un lampo sotto la pelle.»





Laura Vegliamore è nata a Roma nel 1989. Dopo essersi diplomata in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro si è trasferita a Parigi dove ha vissuto per tre anni, lavorando come agente museale. Appassionata di storia e luoghi antichi, lettrice devota fin dall’infanzia, ha sempre adorato scrivere e, una volta tornata in Italia, si è decisa a dedicarsi a questa passione anima e corpo. Già autrice del romance storico Terraferma (Dri Editore, 2020) per Words Edizioni, oltre a Di cenere e di carne, ha pubblicato il romanzo di narrativa contemporanea Novembre.


mercoledì 11 novembre 2020

"NOVEMBRE" di Laura Vegliamore

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "Novembre" dell'autrice Laura Vegliamore, 
edito Words Edizioni.




Titolo: Novembre
Autore: Laura Vegliamore
Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Words Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99 (0,99 nel giorno d’uscita)  
E in formato cartaceo a € 15,10




TRAMA:

Tanto varrebbe prendere un treno a caso.

Un venerdì come tanti a Parigi, una stazione della metro, un treno soppresso, un incontro deciso dal destino. Adriano, ventiseienne romano, si è trasferito in Francia fuggendo da un senso di colpa divenuto insostenibile, lontano dalla ragazza con cui è cresciuto, dal padre e dal fratello gemello, riflesso distorto di se stesso che non riesce più a guardare negli occhi. E in quella stazione incontra Mathilde, bella e piena di vita, che gli propone un gioco: farsi trascinare dal caso, per vedere dove il destino li condurrà. In quel pomeriggio freddo di novembre, Adriano accetta di prendere per mano quella sconosciuta, per cambiare vita, lasciarsi tutto alle spalle, respirare di nuovo. Il viaggio di Mathilde e Adriano è un turbine di mistero, strade e canzoni, nel caos magico di una città meravigliosa, testimone di un sentimento che sembra nascere all’improvviso e travolgere ogni cosa. Solo che quello non è un venerdì come tanti a Parigi. È il 13 novembre 2015, e il destino sta per mostrare il suo volto più crudele.






BREVI ESTRATTI:

«Lo faresti?» gli chiese ancora, ignorando la domanda.
Adriano rispose al sorriso, ancora sbalordito e sorpreso, spogliandosi per un solo istante della rabbiosa frustrazione di quel momento.
Sarebbe mai stato in grado di prendere un treno a caso?
«Certo che sì» mentì. La ragazza annuì, fingendo una solennità inadatta e comica che vibrò appena nel petto di Adriano e sciolse quasi definitivamente il fastidio di quella situazione.
«Lo sapevo, hai la faccia di uno che prende treni a caso tutte le sere» sentenziò decisa.
Era più bassa di lui, di molto anche. Paffuta, con lunghi capelli rossi e grandi occhi castani. Emanava una strana forza, una sorta di vitalità nascosta che pareva uscire, lottare per arrivare fino a lui, fino a toccarlo. Gli ricordava qualcosa di conosciuto e al contempo sapeva di nuovo, di inaudito; e aveva voglia di parlarle, continuare a guardarla sorridere.
«Proprio così» le rispose, nel suo francese secco e stentato, ancora un po’ timoroso. L’espressione della ragazza si illuminò.
«Lo fai per lavoro?»
Quella sua sfrontatezza era semplice, adorabile. C’era un tremolio tiepido nella voce, qualcosa che colpì Adriano, lo infranse e lo riempì di una calma buona e insolita.
«Certo», rispose con serietà divertita, «sono un prenditore di treni a caso, dal lunedì al venerdì.»


«La prima volta che mi ha portata qui, mio nonno mi ha mi ha fatto chiudere gli occhi.»
Sfiorò le palpebre di Adriano con i polpastrelli e lo costrinse ad abbassarle.
«Senti, mi disse, l’aria che arriva è quella smossa dai ventagli delle dame. Il rumore sono i tacchi dei cavalieri che tengono il tempo. Le voci sono quelle dei cortigiani che cercano di ammaliare il re.»
Adriano avvertì un brivido lungo la spina dorsale. Lasciò che quella fantasia si prendesse un po’ della sua coscienza e accettò di immergersi nel mondo di Mathilde.
Fu sorpreso di trovarci lo spazio per lui e ci scivolò piano, sempre più a suo agio. Sentì il peso dei secoli, l’odore del marmo, l’eco delle voci dei cortigiani. Forse, da qualche parte, anche lo scalpiccio di cavalli lontani, in arrivo da terre remote. Si sorprese ad amare quel momento, amarlo davvero, fino ad averne la pelle d’oca.
«La musica è quella che il re non vuole interrompere, nemmeno dopo quattrocento anni.»
Lo abbracciò e cominciarono a muoversi lenti contro le note.
Non ballavano, né stavano fermi. Cadevano dentro al mondo, in mezzo al tempo. Trascinati dai sensi, legati stretti nella penombra.
Vivi e infiniti. Solo per un istante.


«Era una storia finita, Adri, ha fatto bene… Solo, ecco, il tempismo non è stato dei migliori.
L’università va male, non riesce a studiare, non trova nessun lavoro. Non è un bel periodo.»
Adriano calciò un sasso.
«Non è mai un bel periodo, Cla’.»
Si sentiva svuotato, spossato, come se gli avessero succhiato via l’energia dal sangue. Era pentito, non avrebbe voluto chiedere niente, avrebbe voluto continuare a illudersi che stesse bene come voleva fargli credere.
«Lo so.»
Accelerò il passo senza rendersene conto. Claudia lo raggiunse, lo tirò per un braccio.
«Non c’entra niente il fatto che sei partito, Adri.»
Adriano si liberò dalla sua stretta, evitando di guardarla negli occhi.
«Se Leonardo sta male non è colpa tua.»
Sì, invece.
«Non so più come dirtelo, Adri.»
Non rispose, non disse più niente. Riprese a camminare, accelerando il passo, desiderando ancora di non aver tirato fuori l’argomento.
Era colpa sua, soltanto colpa sua.






 
Laura Vegliamore è nata a Roma nel 1989. Dopo essersi diplomata in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro si è trasferita a Parigi dove ha vissuto per tre anni, lavorando come agente museale. Appassionata di storia e luoghi antichi, lettrice devota fin dall’infanzia, ha sempre adorato scrivere e, una volta tornata in Italia, si è decisa a dedicarsi a questa passione anima e corpo. Per Dri
Editore ha pubblicato il romanzo storico Terraferma. Per Words Edizioni esordisce con il romanzo di narrativa contemporanea Novembre.


martedì 31 marzo 2020

"TERRAFERMA" di Laura Vegliamore



Buongiorno follower, buon martedì!
In uscita oggi "Terraferma" dell'autrice Laura Vegliamore, edito Dri Editore. 



Titolo: Terraferma
Autore: Laura Vegliamore
Genere: Storico

Casa editrice: Dri Editore
Collana: Historical Romance

Disponibile in ebook a € 2,99 
E in formato cartaceo a € 15,99

Pagina autore: Laura Vegliamore Autrice



TRAMA:

Un giovane dal passato misterioso. Una ragazza alla ricerca della verità. Un segreto da svelare.

Jude, figlio adottivo di Lord Wingfield, è un giovane cupo, strano e dannatamente introverso.
Dal giorno in cui è stato trovato sulla spiaggia, quasi in fin di vita, su di lui aleggia un fitto mistero che nessuno sembra in grado di risolvere.
In uno dei suoi giorni tutti uguali, il giovane si imbatte per caso in Olive, l'eccentrica figlia del dottor Liddle.
Come una mareggiata imprevista, il sentimento che nasce tra i due li sorprende e destabilizza nel profondo.
Un’altra tempesta, però, è in procinto di esplodere e il passato di Jude è pronto a riemergere stravolgendo ogni cosa.
La giovane Olive sarà abbastanza forte per salvarlo dalle onde e riportarlo sulla Terraferma?



BIOGRAFIA:

Laura Vegliamore è nata a Roma nel 1989.
Dopo essersi diplomata in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro si è trasferita a Parigi dove ha vissuto per tre anni, lavorando come agente museale alla reggia di Versailles. Appassionata di storia e luoghi antichi, lettrice devota fin dall’infanzia, ha sempre adorato scrivere e, una volta tornata in Italia, si è decisa a dedicarsi a questa passione anima e corpo.






BREVI ESTRATTI:

«Non potete continuare a escludere il mondo, non potete lasciarlo fuori per tutta la vita.»
Sì, invece. Poteva eccome.
Nascondersi era quanto di più simile al conforto riuscisse a provare, in quell’assurda e monotona cadenza di giorni e ore in cui era intrappolato. Sfuggire alle voci, agli sguardi e ai sorrisi untuosi era semplice e innocuo. Come respirare.
«Non siamo molto amici, io e il mondo.»


«Avevo promesso a vostro padre che sarei stato lontano da voi.»
Le mani salirono, raggiunsero le guance di Olive, vi si poggiarono entrambe con delicatezza commovente, con un’attenzione e un riguardo che spalancarono le palpebre di Olive, la costrinsero a guardare Jude Wingfield e il suo volto stanco, quella luce insolita negli occhi, il canto inudibile dei suoi pensieri.
«Ma forse è vero che sono più creatura che uomo, più mistero che umano. Forse sono bestia e seguo solo l’istinto. Forse sono affamato di voi, del calore e della luce che potete darmi. Sono vostro, signorina Liddle. Vostro come mai riuscirei a essere mio.»


Ogni cosa svanì.
Olive fu solo corpo nudo e caldo, pelle bianca e cuore in tormento. Sangue che cercava Jude, che ne bramava il piacere dentro, che lo voleva addosso e in ogni sospiro.
«Non farei nulla che possa arrecarvi dolore, Olive.»
Annuì, sorrise.
Poi lasciò che lui la raggiungesse, che la toccasse davvero, finalmente. Che sconvolgesse tempo e spazio, distruggesse certezze e sfilacciasse pensieri e sogni.