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giovedì 7 luglio 2022

"RUSHMORE - A STAND UP COMEDY ROMANCE STORY" di Elle Eloise

 

Buongiorno follower!
dell'autrice Elle Eloise.



Titolo: RushMore 

Autore: Elle Eloise

Genere: Celebrity Romance

Disponibile in ebook a € 1,99
A breve anche in formato cartaceo

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA: 

«Mi piaci. Ho tentato di negarlo in tutti i modi ma era come negare l’esistenza del buco dell’ozono. Anche se fingiamo che non ci sia, i ghiacci continuano a sciogliersi. Il livello degli oceani continua a salire. Le terre a ritirarsi. Mi sembra una cosa piuttosto inarrestabile, Big Eyes.»
«Non mi diventerà romantico, Signor Rush?»
«Ci mancherebbe, signorina Eagger.»
Trattenni un sorriso. «Cominciavo a preoccuparmi.»

NEW YORK - 2017 
La misteriosa Ophelia Eagger è fuggita da Bath, da Londra, da Rochester e infine da Hollywood, dove era l’assistente personale della star planetaria Chester Mansfield, per approdare nella Grande Mela. Il suo prossimo cliente? Darren Rush, vittima di se stesso e dei propri eccessi, famoso stand up comedian all’alba del successo del suo primo show televisivo, “RushMore”. Dagli inevitabili attriti iniziali alla profonda amicizia che rischierà più volte di incendiarsi in un’intensa passione il passo sarà breve. Tra dirette televisive, interviste indiscrete e red carpet, la giovane britannica e il comico dal cinico umorismo si troveranno al centro dei rumors della scena newyorkese, che finiranno per rivelare la vera identità dell’efficientissima Ophelia. Lei e Darren saranno disposti a gettare la maschera per essere finalmente sinceri l’una con l’altro?

Dopo gli autoconclusivi “Il fuoco che respiro”, “Cosmic Love”, “Invisible Sun”, “Close to me” e la serie “How to disappear completely” (“Cuore di inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e “Bonus Track – Le novelle”), Elle Eloise torna con un’appassionante storia d’amore ambientata nei chiaroscuri dello showbusiness newyorkese. 


DICE L’AUTRICE:

RushMore ha avuto una gestazione a due “ondate”, per usare un termine molto caro in questi tempi di Pandemia. La prima ondata mi ha travolta nel 2020… Darren e Ophelia mi avevano accompagnata fin quasi alla prima metà del romanzo. Ma con l’insorgere della Pandemia e i vari lockdown ho messo in stand by il progetto, perché ero psicologicamente meno propensa alla risata, alla leggerezza, all’evasione. Inoltre, non ero pronta ad affrontare l’annoso ostacolo dei monologhi comici. Poi, dopo Il fuoco che respiro, romanzo dall’atmosfera tutto sommato un po’ triste e nostalgica, mi è tornata la voglia (o la necessità) di ridere, di ritrovare un po’ di spensieratezza. Chi meglio di Darren e Ophelia potevano aiutarmi in questo? Ho riaperto quel vecchio file rimasto abbandonato per troppo tempo e, dopo averlo riletto, sono rimasta folgorata dalle infinite potenzialità che una storia ambientata nel mondo dello showbusiness potesse regalarmi. E più scrivevo, più si aprivano sentieri nascosti verso sottotrame che stimolavano la mia curiosità e fantasia. Ho attinto da vari fatti di cronaca, a partire dal caso delle ginnaste americane molestate dall’ex medico della Nazionale Usa Larry Nassar, per continuare con il caso Weinstein, il produttore cinematografico incriminato per violenza sessuale da molte donne nel mondo dello spettacolo statunitense, fino al movimento del #metoo, che, al di là delle critiche sul metodo, più o meno sensate,  non si può negare il fatto di aver contribuito a portare alla luce la necessità di un restyling culturale, con un’attenzione particolare alle discriminazioni di genere nel mondo dello spettacolo e non solo. Oltre a questi spunti, mi sono ispirata ad alcuni comici che avevano la fama di essere depressi fuori dal palco. Ho pensato che la maschera di uno stand up comedian possa essere davvero logorante per l’attore che la indossa. Ho pensato al suicidio di Robin Williams, ho pensato a Woody Allen o a Jim Carrey. A David Letterman e ai suoi problemi di alcolismo. A John Belushi morto a 33 anni per un mix di cocaina ed eroina. Mi sono ispirata anche a Lenny Bruce, comico americano attivo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, morto a quarant’anni per overdose di morfina e personaggio la cui storia ha ispirato il Lenny Bruce di Marvellous Mrs Maisel, frizzante e intelligente serie tv su una donna ebrea che alla fine degli anni Cinquanta lascia il marito fedifrago per dedicarsi a una carriera da stand up comedian. 
Insomma, la storia della comicità statunitense e dei retroscena dei vari Saturday Night Live è stata sicuramente un piatto ricchissimo da cui attingere. 
Avevo bisogno di questa storia un po’ diversa, avevo bisogno di uscire dalla mia comfort zone, avevo bisogno di Darren e Ophelia per alleggerirmi senza diventare superficiale, per mostrare le luci accecanti dei riflettori e il buio delle quinte. Mi piaceva descrivere questi passaggi continui tra il buio e la luce, tra il momento goliardico, con dialoghi quasi da chick-lit, e quello in cui si affrontavano tematiche serie, come la dipendenza e gli eccessi, le molestie sessuali sui minori e la discriminazione delle donne e delle minoranze. Mi piaceva l’idea di mostrare questa “New York Babilonia” dove al successo e alla fama si chiede sempre uno scotto da pagare. 
Con questa creta di chiaroscuri mi sono ritrovata a plasmare i personaggi di Darren e Ophelia, entrambi abituati a portare (e sopportare) una maschera che hanno scelto o che si sono ritrovati a indossare loro malgrado. Due protagonisti imperfetti, contraddittori, complicati come qualunque essere umano. 




BREVI ESTRATTI:

Ti piace la comicità, Ophelia? O con questo nome sei più una da dramma Shakespeariano?»
«Non sono pratica di comicità a dire il vero, ma imparerò.»
La osservai dal basso della mia posizione, anche se in realtà era più bassa di me di almeno venticinque centimetri. Osservata da quaggiù, più che a Mary Poppins forse assomigliava a uno dei quadri di Margareth Keane, quelle inquietanti bambine con gli occhi giganteschi. Come si chiamava quel film di Tim Burton? Big Eyes.
«Non tutto si può imparare.»
«Ci posso provare, di solito mi riesce.»
C’era davvero qualcosa di terrificante in quella faccia e quelle ciglia che si allungavano verso di me come le ali di un corvo pronte a sbattermi addosso. 
«Non ho potuto non notare che non hai riso a nemmeno una delle mie battute. È perché non sei pratica di comicità o hai una paresi facciale?»
Si schiarì la gola, innervosita. «Posso essere davvero onesta?»
«Devi!»
«Decisamente, ho una paresi facciale. Mi impedisce di ridere se una cosa non mi fa ridere, soprattutto se pronunciata da un uomo che ha nelle vene più alcool che sangue. Più che divertita sono preoccupata che tu dia di stomaco in diretta nazionale, mi spiego?»
Aprii la bocca ma la richiusi, trattenendo un insulto.
«Potresti lasciarci soli un momento, Ophelia?» domandai forzando il tono sul suo nome.
«Certamente, Darren. Vi lascio ai vostri virilissimi discorsi d’affari. Io vado a ricamare di là con le altre donzelle.»
Big Eyes alzò un pollice e indicò l’uscita, allontanandosi all’indietro per un paio di passi. Poi si voltò e sparì dalla mia vista.
Indicai la porta chiusa, prima di sbraitare contro il mio manager: «Dammi la forza Sid, perché non credo di essere abbastanza ebreo per sopportare anche quella lì!»


«Mi piaci. Ho tentato di negarlo in tutti i modi ma era come negare l’esistenza del buco dell’ozono.» Trattenni una risata. «Anche se fingiamo che non ci sia, i ghiacci continuano a sciogliersi. Il livello degli oceani continua a salire. Le terre a ritirarsi. Mi sembra una cosa piuttosto inarrestabile, Big Eyes.»
«Non mi diventerà romantico, Signor Rush?»
«Ci mancherebbe, signorina Eagger.»
Sorrisi. «Cominciavo a preoccuparmi.»


«Chiedimi scusa» esordii con rabbia, alle sue spalle. La afferrai per un braccio e la feci voltare verso di me. 
«Cosa?»
«Non puoi trattarmi così.»
«Io non...»
La strattonai, perché mi lasciasse finire di parlare. 
«Ma cosa credi? Che perché sono un personaggio pubblico non sia in grado di soffrire anch’io? Credi davvero che non abbia un cuore capace di spappolarsi con un tuo solo gesto, una tua parola detta male?» sibilai, inferocito. «Sono un comico, non un cazzo di robot!»




Elle Eloise è una grande sognatrice e ama la vita tranquilla e all’aria aperta. È nata a Cuneo nel 1981 e vive in un paesino vicino a Torino con il marito e la figlia nata da pochi mesi, dove ogni sera può fare lunghe passeggiate in solitudine, sulle colline e in mezzo al bosco. Durante il giorno si occupa di sponsorizzazioni di eventi culturali per una famosa banca italiana, la sera, invece, veste i panni della scrittrice e appassionata lettrice. Ha scritto la serie “How to disappear completely”, di cui fanno parte “Cuore d’inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e la raccolta di novelle “Bonus Track”. È l’autrice dei romanzi autoconclusivi “Close to me”, “Invisibile Sun”, “Cosmic Love”, “Il fuoco che respiro” e “RushMore” e di uno dei racconti della raccolta natalizia “Let it snow”, scritta insieme alle amiche Vera Demes e Paola Garbarino, con le quali ha fondato un gruppo Facebook chiamato “Il Club delle scrittrici e delle lettrici”. La sua pagina Facebook si chiama “Elle Eloise e le sue storie”.


mercoledì 16 febbraio 2022

"IL FUOCO CHE RESPIRO" di Elle Eloise

 

In preorder "Il fuoco che respiro" dell'autrice Elle Eloise.
Data di uscita: 17 febbraio 2022.




Autore: Elle Eloise

Genere: Contemporary romance 
(con sfumature Age Gap e Second Chance)

Disponibile in ebook a € 1,99
A breve anche in formato cartaceo

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

CONEY ISLAND, BROOKLYN (NY)
Questa è una storia dai molteplici inizi e dalle infinite coincidenze che, come le scintille di un fuoco destinato a diventare eterno, illuminano la strada di chi la percorre oppure la rendono più scura della notte. 
Forse dovrei riavvolgere il nastro della mia vita fino a dodici anni prima e cominciare dalla notte in cui conobbi Connor O’Brien. La mia salvezza, la mia maledizione.

Con l’inaspettata morte di sua madre, Mackenzie Baker (22 anni) si vede costretta a ricontattare Connor O’Brien (31 anni) dopo un lungo periodo di silenzio. Ragazzo ombroso e senza famiglia, nonché ex studente della madre, che in passato lo aveva ospitato a casa sua per un anno e mezzo, Connor aveva instaurato con la ragazza un rapporto molto profondo, fino a far sconfinare l’iniziale amicizia in un sentimento proibito e senza futuro. Oggi Mac si ritrova in un mare di guai, con un padre che ricompare dal nulla e un cuore spezzato apparentemente impossibile da riparare. Quel che è rimasto del forte legame che c’era tra lei e Connor pare soltanto un cumulo di detriti sulla battigia di una spiaggia.
L’appassionante storia di Mac e Connor ripercorre circa tredici anni della loro vita, tra repentini avvicinamenti e lunghe separazioni, tra continui cortocircuiti temporali e vecchie istantanee che gettano luce su un presente di incertezze e diffidenza. “Il fuoco che respiro” è un travagliato viaggio attraverso le pericolose fiamme del desiderio e i laceranti ricordi di un passato più vivido del presente. A fare da sfondo l’atmosfera decadente delle musiche anni Settanta, dei falò in spiaggia e della magia del Luna Park. 

Dopo gli autoconclusivi “Cosmic Love”, “Invisible Sun”, “Close to me” e la serie “How to disappear completely” (“Cuore di inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e “Bonus Track – Le novelle”), Elle Eloise racconta l’amore intenso e tormentato tra un ragazzo e una ragazza che, prima di viverlo, dovranno imparare a perdonare e a perdonarsi.


DICE L’AUTRICE:

Ho scritto “Il fuoco che respiro” in pochissimo tempo. Di notte, soprattutto. Questo grazie a due protagonisti che mi sono sembrati a fuoco fin dalle primissime pagine e quando capita questo, il romanzo si scrive praticamente da solo. Sono loro che mi prendono per mano e mi guidano nel labirinto della loro storia. In questi casi io divento quasi un operatore, osservo, registro e proietto le immagini nella mente del lettore. Quando succede, scrivere diventa un’attività galvanizzante. 
È una storia notturna quella di Mac e Connor. La notte è il momento delle confessioni, dei baci, dei falò in spiaggia, dei fuochi d’artificio, dei segreti. La notte è il tempo dell’amore. Perché la notte appartiene agli amanti, cantava Patty Smith che cito all’inizio del romanzo.
Questa è una storia fatta di istantanee, un mucchietto di vecchie polaroid sparse su un tappeto, di fronte a un camino. Quelle che guardi e ci metti un po’ a collocare nel tempo e nello spazio, ma che poi, accostandole ad altre, acquistano un senso, e improvvisamente ricordi. Ricordi tutto. L’istante, le persone, la musica, gli odori, i sentimenti. Quel momento, quello che avevi vissuto e che era sfuggito dalle mani subito dopo come qualcosa di inevitabile, ritorna prepotente, insieme alle persone che erano con te e ora non ci sono più. Solo per un momento e il momento è passato, dicevano i Kansas in “Dust in the Wind”, che ci hanno regalato una delle canzoni più belle di sempre e che non potevo non usare come chiusa. 
Questo continuo viaggiare avanti e indietro, attraverso i momenti, attraverso il tempo, in modo non cronologico, è la chiave di lettura del romanzo. Perché la memoria non è analogica, non è un nastro con un inizio e una fine. La memoria è un puzzle tutto da ricostruire. E questa storia è un groviglio apparentemente inestricabile di ricordi, che uno dopo l’altro emergono dalla nebbia in cui erano avvolti e fanno del presente qualcosa di “vissuto”, un maglione un po’ sgualcito. Un maglione che è stato amato o odiato, ma che è stato tuo, ti appartiene e ti ha accompagnato negli anni. Ti ha fatto da corazza, ti ha protetto e a volte forse fino a tenerti distante dagli altri.
Grazie ai loro ricordi il presente di Mac e il presente di Connor diventano reali, tridimensionali. È un “oggi” che scivola in fretta, ma che diventa importante e prezioso, acquista significato (e quindi valore) grazie al loro passato, che nei primi capitoli sembra più “presente” del presente. Nella prima metà della storia il loro passato è preponderante, predomina rispetto ai capitoli dedicati all’ “oggi”. Man mano che la storia prosegue, i ricordi lasciano sempre più spazio, come se si lasciassero il passato alle spalle. Sono quei ricordi che ho voluto sparpagliare sul pavimento e che il lettore ha il faticoso (ma spero anche stimolante) compito di rimettere in ordine. Per comprendere meglio, per vivere le loro vite in prima persona, per accompagnare Mac e Connor attraverso la loro crescita, le loro lacrime e le loro risate, fino ad essere testimone di quell’amore che cresce, si trasforma, fino a bruciare, fino a soffocare, fino a rinascere da un mucchio di cenere. Un amore che in questo modo non è solo “qui” e “oggi” ma che diventa “infinito” ed “eterno”.
Forse è stato proprio quel legame ineluttabile con il passato che questa volta mi ha fatto virare verso una colonna sonora tutta anni Settanta, con un nostalgico richiamo alla libertà, alla cultura hippy, al rock che “è finito”, come diceva il compianto Philip Seymour Hoffman in “Almost Famous”, uno dei miei film preferiti. Una colonna sonora nostalgica per una location altrettanto nostalgica, altrettanto decadente. Quella Coney Island con il Luna Park in funzione: sono stata lì due volte nell’arco della mia vita, ma entrambe sono capitate prima del 2010, quando il parco è stato poi riaperto. Ricordo di una gita affascinante, ma con l’agrodolce sensazione che mancasse qualcosa, che le luci fossero rimaste spente, che su quel lungomare si vivesse di un passato che non esiste più. La location perfetta per una storia fatta di ricordi.  
È stato bello viaggiare con Mac e Connor attraverso il loro tempo, ascoltare la musica che piaceva alla zia Rose, a Debra. Salire sul Cyclone. Guardare i fuochi d’artificio su una spiaggia, insieme alla persona amata in segreto da molti anni. Osservare l’orizzonte da un pontile scalcinato, per dirsi addio o per ricominciare. Sentirsi come una piccola goccia in un oceano infinito, quell’oceano che può spaventare o può far sentire liberi, eterni. È stato bello attraversare il fuoco insieme a loro e non uscirne del tutto indenni. Perché “Il fuoco che respiro” è stata una delle esperienze più entusiasmanti e faticose della mia vita e sarà davvero difficile per me separarmi da questi due incredibili protagonisti.




BREVI ESTRATTI:

A ventidue anni compiuti, avevo detto addio a mia madre senza provare niente. O almeno, niente che avessi previsto. Mentre le colleghe e i colleghi di Debra mi abbracciavano, mentre gli amici di famiglia singhiozzavano in silenzio, mentre lo zio Frank chiacchierava senza sosta, ubriaco dal primo mattino, mentre mio fratello, nascosto nella sua stanza, si asciugava i lacrimoni come se fosse ancora un bimbo, io non riuscivo a sentire nulla. Mi sembrava di essere rinvenuta dopo lo scoppio di una bomba, con un fischio persistente nelle orecchie e la vista annebbiata. Non stavo partecipando al presente. Rifiutavo tutto.
Quel corpo freddo che ho coperto con una vestaglia non era lei. Il ragazzino chiuso in camera a piangere non è mio fratello. La ragazza che sta servendo tartine al salmone nel soggiorno dove due giorni prima ha trovato sua madre non sono io. 
Non siamo più noi. 
La mia famiglia non esiste più.
Tuttavia, mentre gli ospiti divoravano i miei antipasti coreografici e bevevano vino rosso in onore della mia defunta madre, il ragazzo che mi stava fissando dalla soglia della mia cucina con un paio di occhi color grafite che minacciavano tempesta era sicuramente Connor O’Brien.


«Voglio dimenticarmi di questa storia» La voce le si spezzò in gola, troppo esausta per mantenere quella facciata di cinica freddezza.
«Non si può, Mac.» Poi la guardai smarrito. «È questo che ti aspetti dal tempo che scorre? Che ti faccia dimenticare ciò che ti ha ferita? Mi dispiace deluderti, ma non succederà mai. Non dimenticherai, il dolore non se ne andrà. Ma può trasformarsi in qualcos’altro»
Capisci, Mac? Non desidero altro che vederti stare meglio. Che tu sia felice, che torni a essere la ragazzina spensierata che parlava a sproposito, che si batteva per le giuste cause, che suonava le canzoni di Dylan con la chitarra di Johnny Cash e canticchiava Patty Smith con una spazzola tra le mani. Nulla più di questo. Perché sei amata. Perché sei ancora in grado di amare. E questo è tutto ciò che conta, in fondo.
Per la prima volta nella mia vita mi sentivo amato, indispensabile nella vita di qualcun altro. Debra era stata meravigliosa ad accogliermi, non dubitavo che mi avesse voluto bene. Ma non era mia madre e quando si era trattato di scegliere tra me e i suoi figli aveva giustamente scelto i suoi figli, facendomi sentire di nuovo non voluto. Inevitabile, anche se giusto. Mac invece aveva scelto me. In quella casa divorata dalle fiamme e immersa in un fumo soffocante aveva scelto me, salvandomi la vita, così come io avevo scelto lei, mettendola a rischio. Talvolta amare era anche questo. Una promessa, una scelta. Un sacrificio.
Le corde della chitarra di Cat Stevens vibrarono nell’aria, a creare quell’atmosfera sospesa tra i ricordi. Io e Mac saremmo sempre state due anime profondamente ancorate al nostro passato. Un passato ingombrante, ma che in qualche modo ci aveva resi invincibili. Mi sentii così in quel momento, nonostante tutto ciò che avevamo subito. Indistruttibile.
«Non sono in grado di dirti dove e quando sia cominciato il nostro viaggio, ma se tutto quello che ci è successo o che abbiamo deciso ci ha condotti fino a qui, in questo pullman, a condividere un paio di auricolari tenendoci per mano, io non rimpiango proprio niente. È stato un viaggio difficile, ma adesso siamo a casa.»





Elle Eloise è una grande sognatrice e ama la vita tranquilla e all’aria aperta. È nata a Cuneo nel 1981 e vive in un paesino vicino a Torino con il marito e la figlia nata da pochi mesi, dove ogni sera può fare lunghe passeggiate in solitudine, sulle colline e in mezzo al bosco. Durante il giorno si occupa di sponsorizzazioni di eventi culturali per una famosa banca italiana, la sera, invece, veste i panni della scrittrice e appassionata lettrice. Ha scritto la serie “How to disappear completely”, di cui fanno parte “Cuore d’inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e la raccolta di novelle “Bonus Track”. È l’autrice dei romanzi autoconclusivi “Close to me”, “Invisibile Sun” e “Cosmic Love” e di uno dei racconti della raccolta natalizia “Let it snow”, scritta insieme alle amiche Vera Demes e Paola Garbarino, con le quali ha fondato un gruppo Facebook chiamato “Il Club delle scrittrici e delle lettrici”. La sua pagina Facebook si chiama “Elle Eloise e le sue storie”.


sabato 17 luglio 2021

DOPPIA RECENSIONE "COSMIC LOVE" di Elle Eloise

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Alessia Toscano e Daniela Colaiacomo hanno letto per noi 
"Cosmic Love" dell'autrice Elle Eloise.



TitoloCosmic Love

Autore: Elle Eloise 

Genere: Romance new adult

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a €13,99

Contatti autoreFacebook - Instagram 



TRAMA:

«Adesso guardami però» mi uscì, senza che riuscissi a fermarmi. «Nina, guardami per favore.»
Lei mi guardò. E dentro quegli occhi ci vidi qualcosa che forse non avevo mai visto prima. Una disperazione che non aveva fondo, un pozzo grondante di amore e tristezza che mi spezzò il cuore. Come se mi avesse letto nel pensiero, provò a divincolarsi dalle mie braccia che invece la stritolavano. 
«Non ci provare, basta scappare!» La costrinsi a guardarmi ancora, lei con quelle lacrime che non riusciva più a nascondere. «Puoi raccontarmela finché vuoi, Nina, ma questa non è la faccia di una che non è in grado di amare.»

Nina Ferretti, ventisei anni, ha sempre dovuto fare i conti con il proprio corpo. Un corpo a cui manca qualcosa, un corpo a cui è stata preclusa la possibilità di scegliere. Da anni colleziona una serie di relazioni con la data di scadenza, senza futuro e senza promesse. Lavora di notte e dorme quando fuori la città si sveglia, incastrata in un eterno presente che la tiene al sicuro dalle sofferenze e dalle paure ma che non le fa neanche battere il cuore. Tranne quando incontra Mattia Bernini, trent’anni, affascinante fotografo con il quale instaura subito una delle sue relazioni senza futuro. E quando sembra che i due non riescano a fare a meno l’uno dell’altra, i fantasmi del loro passato rischiano di compromettere tutto ciò che stanno faticosamente costruendo insieme.

Dopo la serie “How to disappear completely” e gli autoconclusivi “Invisible Sun” e “Close to me”, Elle Eloise torna con “Cosmic Love”, non soltanto una storia d’amore, ma una storia sull’amore. 



Dopo aver letto la serie How to desappear completely e Invisible Sun, ero sicura che avrei amato anche Cosmic Love di Elle Eloise.
Apprezzo tantissimo l’umanità e la normalità dei suoi personaggi, da essere dipinti quasi come reali. Così è anche per Nina e Mattia. 
Una storia dolce e particolare che parla della quotidianità e delle difficoltà per arrivare a qualcosa di grande. 
Mi piace il modo delicato, introspettivo e rispettoso con cui l’autrice si approccia sempre ai problemi che narra. In Cosmic Love compiamo insieme ai protagonisti un percorso di crescita e presa di coscienza e consapevolezza affettiva verso se stessi e verso l’altro. Quando l’uomo che si incontra capisce e avvolge la paura che la donna prova in una situazione, è la cosa più bella del mondo. Salvo poi comparire i fantasmi del passato a scombussolare l’equilibrio.
La penna di Elle Eloise è morbida, sensuale, avvolgente, burrosa, avvincente. La adoro. È sinuosa e accattivante. 
La storia, anche stavolta, è realistica, profonda e con dei messaggi importanti. Ma non perde mai leggerezza ed è avvolta di sagacia e ironia dove necessita.
Buio e luce. Colore e ombra. Non c’è mai una distinzione netta, ci sono sempre tutte le sfumature a riempire le sue pagine.
Di Nina e Mattia mostra sapientemente ogni particolare del loro carattere, rendendoli vividi e tridimensionali, con pregi e difetti, la debolezza e la forza, le cadute e la voglia di rialzarsi, le speranze, le passioni, i sogni.
La narrazione corre scorrevole sul filo delle emozioni, i dialoghi incalzanti e l’intreccio della trama ti prende per mano e ti porta dritta alla fine. Soffia la storia dell’amore, non una “semplice” storia d’amore.
C’è tutto un mondo da scoprire, e sensazioni da vivere, tra queste appassionate e intense pagine.
Mi sono arrabbiata ed emozionata, ho pianto e gioito con questi due ragazzi speciali che rimarranno insieme a me per molto tempo.
Io credo che i libri di Elle Eloise siano tutti delle belle chicche da scoprire.
Consigliato!



In una relazione, l’impossibilità di fare una scelta, una scelta preclusa, oltre a limitare la libertà, può minare la serenità, soprattutto all’inizio del rapporto, quando ancora non si è del tutto consapevoli della forza del sentimento che unisce quella coppia

Cosmic Love non è propriamente una storia d’amore, è una storia sull’amore, come ce ne sono tante, eppure unica nel suo genere. 

Nei ringraziamenti, alla fine del libro, la sintesi della bella storia che Elle Eloise racconta, il tema delicato di cui tratta.
Nina, ventisei anni, a causa di un incidente occorsole quando ne aveva solo tredici, chiusa nel suo mondo solitario, non ha mai avuto una relazione affettiva e duratura con un uomo, solo sporadici contatti sessuali mai ripetuti con la stessa persona. Trascorre ogni giorno sopravvivendo al dolore perché ha cicatrici profonde, alcune visibili sul corpo, altre, quelle strazianti, impresse nell'anima: vive nel terrore degli spazi affollati. 
Lavora alla reception di una palestra H24 dove, nascosta dal sipario dei lunghissimi capelli color cioccolato, copre i turni di notte, durante i quali i contatti con i clienti sono rari. 
Mattia è un fotografo di trent’anni impegnato, per lavoro e per hobby, negli orari più disparati, ma soprattutto ha il sonno disturbato; per questo si è iscritto alla palestra dove lavora Nina e, notandone la riservatezza, ne è incuriosito. 
Mattia è una persona forte, positiva, segnata da un'adolescenza interrotta bruscamente dalla morte del padre che ha lasciato la madre in uno stato di prostrazione profonda, difficile da gestire; è dovuto crescere in fretta, a soli diciassette anni si è fatto carico di una situazione anomala che l'ha segnato, allontanandolo dai sogni e dalle stelle che tanto amava guardare con il padre.

Mio padre non guarì mai dal cancro e io smisi definitivamente di credere nelle stelle cadenti, nei desideri, nei sogni, nelle favole. Alla fine di quell’estate, mi ero ritrovato adulto tutto d’un tratto.

Dopo una serie di circostanze che avvicinano i due ragazzi, e, soprattutto, una sorprendente ma gratificante mattinata di sesso, Nina, turbata e incerta, cerca di mantenere le distanze da Mattia che, d'altro canto, tenace e attento alle sue necessità, cerca di abbattere i muri dietro i quali si nasconde.
Nina è circondata da una famiglia premurosa che, a causa di ciò che le è accaduto, cerca di proteggerla dalle delusioni, soprattutto Greta - la sorella trentenne, madre di un adorabile bambino, Ludovico - che, se da una parte la spinge a uscire dal guscio e affrontare la vita, dall'altra, troppo timorosa, raccomandandole una eccessiva cautela, vanifica gli sforzi della ragazza a superare le sue reticenze e dare voce al segreto che custodisce.
A sostenerla, inoltre, ci sono Teresa - la coinquilina brutalmente sincera che, con i suoi modi schietti, da sempre la scuote dal torpore - e la magnifica signora Coricò, una vecchia dall'apparenza dura, che saprà presentare un punto di vista alternativo alla giovane che ha fatto una scelta difficile e dolorosa.

«Conosco un’altra vecchietta un po’ acida che vaga nei corridoi di questo ospizio con un maledetto girello, come se fosse una bambina di tre anni. Che non può varcare quel cancello senza un accompagnatore e un permesso firmato dalla famiglia. Quella signora si trova in un carcere. Un carcere dal bellissimo aspetto con la facciata rosa e il parco sulla collina, ma pur sempre un carcere.»
«Quel cancello che tu sei libera di oltrepassare tutti i giorni mentre io ti guardo da qui con invidia. Sto parlando di questa maledetta vecchiaia che non vedo l’ora mi porti via. Sto parlando della vita che io ho vissuto fino in fondo, nonostante la guerra, le privazioni, la perdita di un figlio in tenera età, di un marito, e tutti i drammi che una vita può avere in serbo per te. Ma ho vissuto anche i momenti meravigliosi con mio marito, la gioventù che mi faceva pensare a un tempo infinito a mia disposizione, la laurea dei miei figli, i viaggi, i compleanni, le soddisfazioni. Io posso dire di aver vissuto tutto ciò che c’era da vivere con le carte che la vita mi ha fornito e ora sogno di liberarmi di quel cancello una volta per tutte e tornare libera, con mio marito. Mentre tu che fai? Tu i cancelli te li costruisci da sola, intorno a te. Sei libera di camminare, anzi di correre oltre quel limite e tu che cosa fai? Perdi tempo a fumare con me, una vecchia rimbambita che l’unica cosa che può insegnarti è quella di sfruttare tutte le risorse che la vita ti ha dato. Devo proprio dirtelo ragazza mia, tu sei un insulto a tutte le persone che sono qui dentro.

Con il pov alternato dei due protagonisti, Elle Eloise racconta il loro difficile percorso, i timori e le insicurezze che devono affrontare, soprattutto i dubbi di Nina che, altruista e generosa, vuole il meglio per chi ama. 
Il libro, scritto in modo scorrevole e appassionante, coinvolge il lettore, che diventa preda dei sentimenti espressi dall'autrice, valida portavoce di una problematica, complessa e dolorosa, che affligge molte coppie, e lo conduce nei meandri delle menti dei protagonisti. La giusta collocazione e l'attenzione verso i personaggi secondari completa il quadro, rendendo la storia accattivante e particolare, una storia forse un po' malinconica ma comunque positiva, in cui l'amore domina i sentimenti.
La precedente lettura di "Invisible Sun" mi aveva fatto apprezzare lo stile di Elle che con "Cosmic Love" conferma la sua bravura, per cui è facile per me consigliare questo libro. 


giovedì 3 giugno 2021

"COSMIC LOVE" di Elle Eloise

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "Cosmic Love" dell'autrice Elle Eloise.



Titolo: Cosmic Love

Autore: Elle Eloise 

Genere: Romance new adult

Disponibile in ebook a € 2,99
A breve anche in formato cartaceo

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

«Adesso guardami però» mi uscì, senza che riuscissi a fermarmi. «Nina, guardami per favore.»
Lei mi guardò. E dentro quegli occhi ci vidi qualcosa che forse non avevo mai visto prima. Una disperazione che non aveva fondo, un pozzo grondante di amore e tristezza che mi spezzò il cuore. Come se mi avesse letto nel pensiero, provò a divincolarsi dalle mie braccia che invece la stritolavano. 
«Non ci provare, basta scappare!» La costrinsi a guardarmi ancora, lei con quelle lacrime che non riusciva più a nascondere. «Puoi raccontarmela finché vuoi, Nina, ma questa non è la faccia di una che non è in grado di amare.»

Nina Ferretti, ventisei anni, ha sempre dovuto fare i conti con il proprio corpo. Un corpo a cui manca qualcosa, un corpo a cui è stata preclusa la possibilità di scegliere. Da anni colleziona una serie di relazioni con la data di scadenza, senza futuro e senza promesse. Lavora di notte e dorme quando fuori la città si sveglia, incastrata in un eterno presente che la tiene al sicuro dalle sofferenze e dalle paure ma che non le fa neanche battere il cuore. Tranne quando incontra Mattia Bernini, trent’anni, affascinante fotografo con il quale instaura subito una delle sue relazioni senza futuro. E quando sembra che i due non riescano a fare a meno l’uno dell’altra, i fantasmi del loro passato rischiano di compromettere tutto ciò che stanno faticosamente costruendo insieme.

Dopo la serie “How to disappear completely” e gli autoconclusivi “Invisible Sun” e “Close to me”, Elle Eloise torna con “Cosmic Love”, non soltanto una storia d’amore, ma una storia sull’amore.


DICE L’AUTRICE:

Dopo “Invisible Sun” sentivo che il mio discorso sulla maternità non fosse ancora concluso. Mi sono chiesta continuamente come fosse la vita relazionale di quelle ragazze e donne che, per un motivo o per un altro, fossero impossibilitate ad avere dei figli. Mi sono interrogata se l’impostazione di un rapporto di coppia appena nato fosse diversa rispetto a quella di una coppia che poteva avere una scelta: avere o no dei figli. 
Non ho mai creduto che non avere figli pregiudicasse la felicità della coppia e continuo ad esserne convinta. Non ho mai pensato che una famiglia debba necessariamente includere un papà, una mamma, uno o più figli. Conosco molte coppie che non hanno figli, per scelta, e vivono benissimo. 
Temo però che il problema si annidi da un’altra parte. Il problema credo sia proprio l’impossibilità di fare quella scelta, così come capita per ogni scelta preclusa. Si tratta pur sempre di libertà. A quelle donne, a quegli uomini, manca un pezzo di libertà, la libertà della scelta appunto. Ed è questo che potrebbe, a mio avviso, minare la serenità, soprattutto all’inizio del rapporto, quando ancora non si è del tutto consapevoli della forza del sentimento che unisce quella coppia. È ciò che ho voluto indagare con questo libro. Come si comporta una ragazza di ventisei anni impossibilitata ad avere figli?
Nina ha le mani legate, si sente zoppa in un mondo di corridori, situazione che ho voluto rendere attraverso la metafora dell’agorafobia: un’azione naturale per chiunque, come può essere ballare in discoteca o guardare un film al cinema, per lei diventa un problema insormontabile. L’ultima cosa che Nina desidera è rendere zoppo anche Mattia, un uomo dolce e determinato, un uomo che sa ciò che vuole e che non intende rinunciarci, nonostante la sua distanza, la fretta con cui lei intende consumare un rapporto, come se avessero il tempo contato.
La storia di Nina e Mattia è una storia quotidiana, fatta di piccoli personaggi con una storia semplice, seppur straordinaria. Il loro amore cresce per gradi, diventa qualcosa di inarrestabile nonostante le paure e le insicurezze, nonostante l’ombra della sterilità che sembra non dar pace alla ragazza. Cosmic Love non è propriamente una storia d’amore, è una storia sull’amore, come ce ne sono tante, eppure unica nel suo genere. Era da tempo che volevo provare ad addentrarmi maggiormente nella psicologia di personaggi alle prese con problemi concreti, quotidiani, creando intrecci più semplici, ispirandomi, come in Invisible Sun, da un fatto di cronaca. Era il 3 giugno del 2017, quando una folla di tifosi che assisteva alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, fu coinvolta in un gravissimo incidente. Un gruppo di ragazzi, che aveva razziato oggetti di valore tra il pubblico, aveva utilizzato uno spray urticante per aprirsi la strada e si era scatenato il panico in uno spazio privo di vie di fuga, provocando più di 1500 feriti e la morte di tre persone. Una tragedia che, attraverso la mia immaginazione, ho voluto trasferire in un concerto a cui a avevo assistito quando avevo una ventina d’anni, la prima volta, ma non l’ultima, in cui ebbi un attacco di panico alla fine di un concerto proprio per la calca irremovibile che si era formata. Non è un caso che, in un periodo come questo, in cui la folla e gli assembramenti ci fanno più paura che mai, abbia ripensato a quel fatto e l’abbia utilizzato per descrivere la difficile situazione di Nina.
Cosmic Love è sicuramente un romanzo diverso dai precedenti, più pragmatico, più vicino alla vita di tutti i giorni, e credo, per questi motivi, anche più maturo. È stato un viaggio davvero stimolante che mi ha permesso di sviscerare temi a me molto cari e di confrontarmi con una serie di donne che hanno storie uniche eppure comuni. 




BREVI ESTRATTI:

Era bella e immota come una statua ancora da scolpire. Mi ricordava le opere incompiute di Michelangelo, quelle figure abbozzate che lottavano per venir fuori dal marmo, come se ne fossero drammaticamente intrappolate. E Nina rappresentava in modo magnifico quella lotta nella propria fisicità trattenuta e sensuale.


Mi girai, appoggiandomi al lavello con un fianco, per ritrovarmela di fronte, piccola come un albero solido ma acerbo. Io che la osservavo dall’alto, lei che mi guardava spaurita e agguerrita, anche se tentava di dissimulare il nervosismo. Forse era proprio quello a intrigarmi. Il fatto che lottasse dentro se stessa, dentro quegli occhi che assorbivano ogni cosa, ogni luce, ogni ombra, ogni colore e diventavano un universo privo di stelle. 
Le spostai una ciocca di capelli dietro l’orecchio. 
«Sembri Pocahontas.»


«Hai mai tradito? Stai tradendo qualcuna in questo momento?»
Si fermò, gli occhi, indecisi se essere verdi o azzurri, mi squadrarono brillando in mezzo al vapore.
«Certo che no, non sto tradendo nessuna adesso. Perché me lo chiedi?»
Scrollai le spalle. «Di solito chi viene a letto con una come me sta tradendo qualcuno, mi è capitato più di una volta, senza saperlo.»
«Una come te?»
«Una che non pretende niente e che vuole solo… sesso. Sono una specie di vacanza, una gita fuori porta.»
«Comunque no, per me tu non sei una gita fuori porta» sentenziò, con un tono quasi offeso.


Non riuscivo ad ammetterlo nemmeno a me stessa, ma in quel luogo selvaggio cominciavo a sentirmi come una ragazza normale. E immaginai che fossimo davvero una coppia, come aveva detto lui. Una di quelle che faceva progetti per il futuro, che decideva se acquistare un appartamento o se stare in affitto, una di quelle che andava all’Ikea per comprare i mobili e decidere insieme l’aspetto del proprio piccolo mondo. Una di quelle che sceglieva di avere una stanza in più, perché non si sa mai…
Avrei potuto illudermi ancora, fino alla fine dei miei giorni, ma non avrei mai potuto illudere lui. Non me lo sarei mai perdonato. Perché per quanto la mia immaginazione fosse ormai un universo privo di limiti, la mia vita era un ticchettio continuo verso l’inesorabile fine, il momento in cui entrambi avremmo aperto gli occhi e ci saremmo ritrovati a quarant’anni da soli, senza un ragazzino che faceva correre le funi da un mobile all’altro per imitare Spiderman.





Elle Eloise è una grande sognatrice e ama la vita tranquilla e all’aria aperta. È nata a Cuneo nel 1981 e vive in un paesino vicino a Torino, dove ogni sera può fare lunghe passeggiate in solitudine, sulle colline e in mezzo al bosco. Durante il giorno si occupa di sponsorizzazioni di eventi culturali per una famosa banca italiana, la sera, invece, veste i panni della scrittrice e appassionata lettrice. Ha scritto la serie “How to disappear completely”, di cui fanno parte “Cuore d’inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e la raccolta di novelle “Bonus Track”. È l’autrice dei romanzi autoconclusivi “Close to me” e “Invisibile Sun” e di uno dei racconti della raccolta natalizia “Let it snow”, scritta insieme alle amiche Vera Demes e Paola Garbarino, con le quali ha fondato un gruppo Facebook chiamato “Il Club delle scrittrici e delle lettrici”. La sua pagina Facebook si chiama “Elle Eloise e le sue storie”. 


sabato 19 dicembre 2020

DOPPIA RECENSIONE "INVISIBLE SUN" di Elle Eloise

 

Doppia recensione per "Invisible Sun", il romanzo dell'autrice Elle Eloise. 
A cura di Alessia Toscano e Daniela Colaiacomo.





TitoloInvisible Sun
Autrice: Elle Eloise

Genere: Romance new adult

Disponibile in ebook a € 1,99 
E in formato cartaceo a € 11,79

Contatto FacebookElle Eloise



TRAMA:

Mi sentii improvvisamente esausto, sconfitto. «Non volevo una storia di sesso, Fiona.»
«E cosa volevi?»
Scrollai le spalle. «Baciarti.»
Mi appoggiai allo stipite della porta della mia stanza e incrociai le braccia. 
«Volevo baciarti. E quando l’ho fatto ho voluto farlo ancora. E ancora. E ancora.» Deglutii, senza fiato. «Ti è mai capitato che un singolo bacio ti desse la sensazione di cadere dentro qualcuno? Sono volato giù da una cascata, Fiona, e adesso sono immerso nell’acqua fino al collo.»

Per lei, Edo è un vero eroe: come altro definire qualcuno che salva la vita di un bambino, per poi dileguarsi senza pretendere nemmeno un grazie? Lei prova da subito una profonda fiducia nei suoi confronti, ricomincia a credere che nelle persone possa nascondersi un sole invisibile che le sprona a fare la cosa giusta, a non perdere la speranza, a cercare germogli anche in terreni poco sani. Si fida così tanto di quell’introverso ragazzo con il volto ferito, da convincerlo ad affittarle una stanza del suo appartamento e a farla entrare nel suo piccolo mondo, fatto di abitudini inattaccabili, di dolorosi ricordi e di ragazze senza volto alle quali non cede mai il suo cuore. 

Al primo incontro, lui paragona Fiona a un fastidioso folletto invadente, con un sorriso che emana la luce del sole, non per questo innocuo. Quando, durante una notte fatta di tuoni e di fulmini, lei ricompare proprio davanti a casa sua, fradicia di pioggia, lui non vede più soltanto il sole. Trova due lune fluorescenti al posto degli occhi, capaci di emanare pericolosi sortilegi d’amore e di fargli compiere azioni inaspettate. È così che Fiona entra nella sua vita fatta di schermi e di cancelli, di una casa vuota che ha congelato il passato e di lenzuola che hanno visto più ragazze che lavaggi. Lui non ha tempo per i sentimenti, non ha il cuore per l’amore. Eppure, inevitabilmente, il suo universo comincia a popolarsi di piante magiche che si arrampicano sui palazzi, di piccole lune che fingono di essere occhi e di liane d’oro che nascondono segreti. 

Dopo la serie “How to disappear completely” e l’autoconclusivo “Close to me”, Elle Eloise torna con “Invisible Sun”, travolgente storia d’amore che fiorisce fra le mura di un vecchio appartamento torinese, quando un ragazzo e una ragazza decidono di aprire il loro cuore l’uno all’altra. 



“Invisible sun” rimarrà dentro di me, come i suoi due protagonisti. Adoro la penna di Elle Eloise, intensa, delicata, emozionante. In questo libro anche molto intima e avvolgente. Sono riuscita a vedere ogni scena, a provare tutte le sensazioni, a sentire profumi e suoni.
Sono stata catapultata nel mondo di Fiona e Edo, finendo per tifare per loro in tutte le pagine della storia. Ognuno di loro conta su se stesso, si salvano da soli, ma tenendosi per mano.
La scrittura dell’autrice, che già avevo conosciuto con la serie “How to disappear completely”, è poetica e musicale, racchiude tutta l’essenza dei personaggi e della storia che narra. È seduttiva e armoniosa, diretta, forte e decisa, ma dolce al momento giusto. Le scene più dure si alternano a quelle più ironiche, tenere o sensuali e passionali.
Il suo stile è evocativo e coinvolgente, ho divorato il romanzo in pochissimo tempo.
Ho amato subito Edo, a parte il suo fisicaccio e la sua passionalità, mi ha davvero colpito per il suo carattere, la riservatezza, il suo essere un sole invisibile. Tra silenzi e parole.
Fiona è una ragazza forte ma fragile, che emana una luce spiazzante.
Sono due anime che hanno sofferto e sanno che è importante godere ogni momento insieme che la vita gli regala. In un vecchio appartamento torinese decideranno di aprire i propri cuori e di ritrovarsi.
Rinascita, seconde possibilità e forza sono le colonne portanti di questo romanzo. Un pizzico di magia e una spruzzata di speranza renderanno “Invisible sun” indimenticabile. Ed ecco che l’universo di qualcuno comincia a popolarsi di piante magiche che si arrampicano sui palazzi, di piccole lune che fingono di essere occhi e di liane d’oro che nascondono segreti.
Le remore di Edo troveranno la gioia di vivere di Fiona e si intrecceranno, due muri diversi innalzati da due persone che si troveranno a distruggerli mattoncino dopo mattoncino, per poter costruire la propria rinascita, indipendentemente, ma insieme.
Elle è entrata dentro ai suoi personaggi, anche quelli secondari, regalandoci tutte le loro peculiarità.
Ha permeato il romanzo di una scrittura bella piena e corposa, emozionandomi e coinvolgendomi dall’inizio alla fine.
Lei riesce sempre a parlare di argomenti spinosi e difficili con rispetto e dedizione, senza però risultare pesante e inopportuna. I problemi non vengono mai sminuiti, ma affrontati e combattuti.
Ancora una volta, complimenti a Elle Eloise e ai suoi protagonisti! 



Una storia scritta con i tratti di una poesia, luci e ombre, sole e luna, due ragazzi dal passato doloroso, troppo perché possano superarlo dietro i muri costruiti.
Edoardo Pellegrini non è segnato solo sul corpo e sul viso, il male si nasconde dentro la pelle consunta dal fuoco, non ama e non vuole essere amato, non interagisce con il mondo esterno, troppo forte è stato il riverbero dell'incidente che lo ha colpito a soli diciassette anni, l'abbandono; con dei genitori diventati tali troppo giovani, inadatti al compito che avrebbero dovuto assolvere, che hanno portato solo dolore nella sua giovane vita e che lo hanno lasciato solo, anche se nelle mani amorevoli di una nonna meravigliosa e di una zia premurosa.
Quando, a un assessment di gruppo, incontra Fiona Mancini non riconosce in lei la ragazzina con la quale, nove anni prima, aveva parlato alla fermata dell'autobus nei pressi della scuola, la ragazza che, nel sole stilizzato che Edo disegnava - nascosto tra le nubi come il suo viso dai capelli tenuti lunghi - vedeva i tratti del sole invisibile di cui le parlava la madre. 

«Un sole invisibile. Un sole coperto dalle nuvole. È il suo modo di dirmi che, anche se non si vede, il sole c’è e che presto sarà di nuovo visibile. La speranza che avvenga qualcosa di bello, di positivo, capisci? O l’occasione per essere buoni.»

A quella fermata Fiona si era innamorata, quando Edo, salendo sul pullman, le aveva chiesto il nome.

D’istinto, sorrisi, come ero abituata a fare da sempre. Sorrisi con quel sorriso che tra gli amici mi aveva ribattezzata “Sunshine”. Sorrisi anche se si era dimenticato di restituirmi quel cuore che gli era rimasto impigliato alla mano. 

La vita scorre, il tempo avanza inesorabile, Edoardo nella sua solitudine, Fiona in una relazione difficile, abbattuta dall'imponderabile, devastante destino.
Tornando a casa, dopo l'insoddisfacente incontro per ottenere il lavoro, Edo salva un bambino caduto sulle rotaie della metropolitana, un gesto istintivo che rompe l'anonimato dietro il quale si nasconde da tanti anni; Fiona lo segue.
I due protagonisti, alternando il pov nei capitoli, raccontano la loro storia, il dolore delle vite spezzate, le difese innalzate, il distacco di Edo e la falsa serenità celata nel sorriso stampato sul viso di Fiona: Fiona, non è “Sunshine”, non lo è più o forse non lo è mai stata, perché c'è solo dolore in lei, evidente nella “piccola treccia segreta”, il suo passato è un macigno dal peso insopportabile, corrode l'anima.

Inutile insistere, la vita a volte girava per il verso giusto, altre volte invece ti veniva addosso. A me era venuta decisamente addosso negli ultimi due anni, e cinque mesi prima aveva fatto retromarcia per schiacciarmi meglio sull’asfalto ed essere sicura che non mi rialzassi più. 

Ricominciai a piangere come una bambina che era caduta dalla bici. Io ero caduta, sì, ma non da una bici. Era il deragliamento di un treno. Era una valanga su un paesino a valle. Era il cazzo di tsunami in quella cazzo di Indonesia. Era quella gran puttana di Katrina sulle coste della Lousiana. 

Quando, però, affiora la gioia, il folletto dei boschi intravisto da Edoardo al tavolo dell'azienda milanese dove si sono incontrati, diventa una bellissima strega. 

Mi scagliò addosso quel suo sorriso abbagliante e, per un attimo, mi sentii davvero come l’essere umano più fortunato della Terra e, allo stesso tempo, il più sconfitto. La odiai perché avevo improvvisamente scoperto di non essere affatto infrangibile come ero abituato a credere. 

La strega mi aveva fregato un’altra volta. 

Quanta sofferenza, la scia emozionale travolge, la scrittura impeccabile, particolare, poetica e emozionante descrive passo passo l'evolversi degli eventi, centellinandone i risvolti.

Ci aveva messo anni a lasciare fuori il resto del mondo, senza rendersi conto che in questo modo si era murato vivo. 

Una storia bellissima che lascia il segno: l'amore è potente, ciò che ci accade ha un significato, sta solo a noi prendere in mano le redini della nostra vita.

Servivano scelte per vivere la vita e non subirla, quelle che noi non avevamo preso. 

Perché, prima o poi, il sole torna a mostrarsi, dopo essere stato invisibile, coperto da tutte le nubi, la nebbia si dirada.


martedì 10 novembre 2020

"INVISIBLE SUN" di Elle Eloise

 

Buongiorno follower, buon martedì!
Vi segnalo "Invisible Sun", il nuovo romanzo dell'autrice Elle Eloise





Autrice: Elle Eloise

Genere: Romance new adult

Disponibile in ebook a € 1,99 
E in formato cartaceo a € 11,56

Contatto Facebook: Elle Eloise



TRAMA:

Mi sentii improvvisamente esausto, sconfitto. «Non volevo una storia di sesso, Fiona.»
«E cosa volevi?»
Scrollai le spalle. «Baciarti.»
Mi appoggiai allo stipite della porta della mia stanza e incrociai le braccia. 
«Volevo baciarti. E quando l’ho fatto ho voluto farlo ancora. E ancora. E ancora.» Deglutii, senza fiato. «Ti è mai capitato che un singolo bacio ti desse la sensazione di cadere dentro qualcuno? Sono volato giù da una cascata, Fiona, e adesso sono immerso nell’acqua fino al collo.»

Per lei, Edo è un vero eroe: come altro definire qualcuno che salva la vita di un bambino, per poi dileguarsi senza pretendere nemmeno un grazie? Lei prova da subito una profonda fiducia nei suoi confronti, ricomincia a credere che nelle persone possa nascondersi un sole invisibile che le sprona a fare la cosa giusta, a non perdere la speranza, a cercare germogli anche in terreni poco sani. Si fida così tanto di quell’introverso ragazzo con il volto ferito, da convincerlo ad affittarle una stanza del suo appartamento e a farla entrare nel suo piccolo mondo, fatto di abitudini inattaccabili, di dolorosi ricordi e di ragazze senza volto alle quali non cede mai il suo cuore. 

Al primo incontro, lui paragona Fiona a un fastidioso folletto invadente, con un sorriso che emana la luce del sole, non per questo innocuo. Quando, durante una notte fatta di tuoni e di fulmini, lei ricompare proprio davanti a casa sua, fradicia di pioggia, lui non vede più soltanto il sole. Trova due lune fluorescenti al posto degli occhi, capaci di emanare pericolosi sortilegi d’amore e di fargli compiere azioni inaspettate. È così che Fiona entra nella sua vita fatta di schermi e di cancelli, di una casa vuota che ha congelato il passato e di lenzuola che hanno visto più ragazze che lavaggi. Lui non ha tempo per i sentimenti, non ha il cuore per l’amore. Eppure, inevitabilmente, il suo universo comincia a popolarsi di piante magiche che si arrampicano sui palazzi, di piccole lune che fingono di essere occhi e di liane d’oro che nascondono segreti. 

Dopo la serie “How to disappear completely” e l’autoconclusivo “Close to me”, Elle Eloise torna con “Invisible Sun”, travolgente storia d’amore che fiorisce fra le mura di un vecchio appartamento torinese, quando un ragazzo e una ragazza decidono di aprire il loro cuore l’uno all’altra. 






DICE L’AUTRICE:

In questo strano periodo di profonda solitudine collettiva, ho avuto modo di riflettere molto sulla mia vita e sul mio modo di essere donna. 
Perché, diciamolo pure, “Invisible Sun” è soprattutto un romanzo sulla figura femminile, sull’immagine che ancora la società cuce addosso alla donna come un vestito su misura. Ma, mettiamo il caso che quella donna, nel corso degli anni, subisca un cambiamento che dalle viscere si propaga all’esterno, e che quel vestito cominci a starle un po’ troppo stretto o po’ troppo largo, cosa potrebbe accadere? Forse quella donna farebbe di tutto per entrare in quel vestito, ingrassando, dimagrendo, magari sottoponendo il suo corpo e la sua mente a un continuo stress. E si sentirebbe inadeguata, sbagliata, diversa da tutte quelle donne che portano il vestito su misura come se il loro corpo fosse stato creato apposta per indossarlo. 
Non sto parlando di vestiti o di peso ovviamente, ma posso dire che, a un certo punto della mia vita, mi sono sentita come quella donna. Profondamente sbagliata. Inevitabilmente diversa. E non in un modo positivo, ma in un modo che mi faceva sentire manchevole. Non sono certa di aver superato quel periodo, ma di sicuro, anche grazie a questo romanzo, ho raggiunto un livello di consapevolezza che mi ha permesso di accettarmi, affrancandomi finalmente da quell’ossessione di fondo di “dover” entrare in quel maledetto vestito a tutti i costi. 
“Invisible Sun” parla di maschere, in varie forme: quella che sfoggiamo nelle nostre vetrine social così come quelle che utilizziamo nella vita reale con le persone che amiamo. Ma soprattutto parla della maschera che le persone che amiamo vogliono vedere su di noi.
Questa è la storia di una giovane donna, Fiona, che nonostante il sorriso sempre sulla faccia si sente “sbagliata”, come se avesse un piccolo demonio dentro. Io ho semplicemente messo uno specchio di fronte a lei, così come l’ho messo di fronte a me stessa. E tramite lei, forse mi sono vista e ritrovata per la prima volta dopo molti anni.
Per questo motivo la prima persona che vorrei ringraziare è proprio lei, perché attraverso la sua storia sono riuscita a capire qualcosa di me, a compiere alcuni passi della mia crescita, a estrarre un chiodo che si era conficcato nella mia ruota molti anni fa e che non riuscivo a rimuovere. 
Ma questo romanzo non è solo una storia di donne, è la storia di piccoli e grandi eroi quotidiani, persone che, guidate da un sole invisibile, riescono a compiere imprese capaci di salvare una vita, come quel ragazzo che nel febbraio del 2018 alla metropolitana di Milano, in una manciata di secondi, ha salvato la vita di un bambino senegalese caduto sui binari. Vorrei ringraziare anche lui, il diciottenne Lorenzo, per l’incredibile coraggio del suo gesto e per aver ispirato le prime pagine di questa strana “fiaba metropolitana” che, da quando è cominciata, non mi ha mollata più. 
“Invisible Sun” è un traguardo importantissimo, il culmine di un percorso di sperimentazione che sto portando avanti nella scrittura e nella mia immaginazione, un traguardo che mi ha aperto la strada ad altri percorsi di crescita stilistica che vorrei conoscere, esplorare. Perché la magia della parola è davvero infinita e io non vedo l’ora di scoprirla.





BREVI ESTRATTI:

Inutile insistere, la vita a volte girava per il verso giusto, altre volte invece ti veniva addosso. A me era venuta decisamente addosso negli ultimi due anni, e cinque mesi prima aveva fatto retromarcia per schiacciarmi meglio sull’asfalto ed essere sicura che non mi rialzassi più.


No, non ero l’eroe di cui parlavano, ero solo un codardo che il più delle volte si nascondeva dietro lo schermo di un pc o in mezzo una folla di gente e sotterrava il cuore sotto decine di amplessi con ragazze senza volto e senza futuro. Non c’era ragione per fare diversamente questa volta.


Ormai avevo smesso di cercare soli invisibili dentro i cuori della gente: alcuni sembravano esserne del tutto sforniti e gli effetti erano stati devastanti su di me. Avevo imparato che esistevano persone come mia madre, persone come chi le aveva fatto del male e persone come me, che ero stata ribattezzata Sunshine quando ero bambina e che adesso mi sentivo come un agglomerato inestricabile di nubi.


Mi scagliò addosso quel suo sorriso abbagliante e, per un attimo, mi sentii davvero come l’essere umano più fortunato della Terra e, allo stesso tempo, il più sconfitto. La odiai perché avevo improvvisamente scoperto di non essere affatto infrangibile come ero abituato a credere. 


Forse sarebbe stato questo il solo modo in cui potevamo amarci io e lei, con disperazione. Era la nostra occasione di esistere, l’unica che avevamo.
Edo era il re del suo regno senza radici, radici che aveva aiutato a recidere lui stesso. Un regno silenzioso che lui aveva costruito con le proprie mani, mattone su mattone. Ci aveva messo anni a lasciare fuori il resto del mondo, senza rendersi conto che in questo modo si era murato vivo. 


Fiona era stata una pianta rampicante che lentamente si era presa spazio, ossigeno, con le sue foglie, i suoi rami, i suoi fiori. Con le sue parole non richieste, i suoi maledetti sorrisi fatti con pezzi di sole. Con le sue lacrime fluorescenti. Con quei baci che mi avevano fatto agire da pazzo. Era una piccola strega, un demonio di cui proprio non riuscivo a liberarmi e di cui avevo addirittura creduto di aver bisogno.
No, non potevo assolutamente convivere con una fottuta pianta rampicante. 
Forse il punto cruciale di tutta la questione non era che uno come me non potesse stare con una come lei, ma se uno come me fosse davvero certo di non “volere” una come lei. 






 
Elle Eloise è una grande sognatrice e ama la vita tranquilla e all’aria aperta. È nata a Cuneo nel 1981 e vive in un paesino vicino a Torino, dove ogni sera può fare lunghe passeggiate in solitudine, sulle colline e in mezzo al bosco. Durante il giorno si occupa di sponsorizzazioni di eventi culturali per una famosa banca italiana, la sera, invece, veste i panni della scrittrice e appassionata lettrice. Ha scritto la serie “How to disappear completely”, di cui fanno parte “Cuore d’inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e la raccolta di novelle “Bonus Track”. È l’autrice del romanzo autoconclusivo “Close to me” e di uno dei racconti della raccolta natalizia “Let it snow”, scritta insieme alle amiche Vera Demes e Paola Garbarino, con le quali ha fondato un gruppo Facebook chiamato “Il Club delle scrittrici e delle lettrici”. La sua pagina Facebook si chiama “Elle Eloise e le sue storie”.