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sabato 30 aprile 2022

"MANCAVI TU" di Giuseppina Sarni

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Nuova pubblicazione edita Bertoni Editore: "Mancavi tu
dell'autrice Giuseppina Sarni.



Titolo: Mancavi tu
Autore: Giuseppina Sarni

Genere: Romance

Casa editrice: Bertoni Editore 

Disponibile in formato cartaceo a € 18,00
A breve anche in ebook

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA: 

Lucia vive con quattro amiche in un appartamento da studenti nel centro di Bologna. Si è appena laureata in medicina e sogna di fare la virologa. È da sempre tifosa della Virtus Basket Bologna. Giacomo è il capitano della Virtus. Il suo obiettivo è andare a giocare nell’NBA e, se vincerà il campionato, potrebbe finalmente riuscirci. È stufo delle ragazze che si interessano a lui perché è famoso e preferisce uscire solo con alcuni amici e compagni di squadra. In una Bologna universitaria e vivace, si conoscono ad una festa e si innamorano. Sembra il coronamento di due vite perfette, ma la sorte li metterà di fronte a delle prove per le quali non erano pronti. «E penserai a me?» «Io penso a te comunque.» Con poche parole riesce a intrufolarsi sempre un po’ più a fondo nelle pieghe del mio cuore e cura ferite che non sapevo di avere. Giacomo è speciale e io sono fortunata. «Sono felice.» «Io prima di incontrarti avevo dimenticato cosa fosse la felicità.» 


PRESENTAZIONE:

Con la sua scrittura leggera e curata Giuseppina Sarni presenta ai lettori il suo primo romance, sportivo e giovanile dove l’amicizia e l’amore fanno da sfondo a questa trama tutta da leggere. Una storia effervescente e allegra che tiene incollato il lettore fino alle ultime pagine facendo il tifo per i protagonisti. “Una protagonista femminile forte, che anche quando è in profonda difficoltà riesce a non perdersi; una storia d'amore dolce e pulita, anche se non mancano le scene piccanti” dice l’autrice. “Una storia d'amore dove anche l'amicizia gioca un ruolo fondamentale.” 




DICE L’AUTRICE: 

L'idea del libro è partita da un sogno, ho sognato la scena in cui Lucia e Jack si mettono insieme. La mattina non riuscivo a togliermi quell'idea dalla testa e ho cominciato a immaginare le storie dei personaggi. Alla sera ho scritto il primo capitolo. Scritto tutto durante il primo lockdown, esclusivamente di notte.


BREVI ESTRATTI: 

Jack si allontana dal campo e viene verso di noi.
«Che partita, ragazze! Che partita! Era tanto che non ne giocavo una così. Wow!» Mi abbraccia.
È sudato, accaldato e mi stringe forte. Non come quando ci si abbraccia per un rapido saluto, è un abbraccio vero e io lo sento fin dentro l’anima. È un piccolo momento perfetto.


Da vicino è bello da togliere il fiato! Non ha i capelli legati come quando gioca e i riccioli neri gli sfiorano quasi le spalle, le luci artificiali fanno risaltare i riflessi verdi dei suoi occhi, e ha un maglione di cotone blu che mette in evidenza le sue spalle muscolose.
«Ciao ragazze, scusate se vi interrompo, sapete mica se qua vicino c’è una fermata dell’autobus? Ah, io sono Giacomo comunque!» dice e ci tende la mano, sorridendo.




Giuseppina Sarni è nata e cresciuta a Genova e, da una decina d’anni, vive in Trentino con il marito e i due figli. Dopo aver esercitato per anni la professione di avvocata, adesso è funzionaria in un ente pubblico. La sua passione per la lettura è cominciata quando a otto anni ha scoperto Sherlock Holmes e da allora non si è più fermata, abbracciando ogni genere letterario, anche se il giallo e il romance rimangono i suoi preferiti. Le piace scrivere nel silenzio della notte. “Mancavi tu” è il suo primo romanzo. 


martedì 14 dicembre 2021

RECENSIONE "WU" di Nunzio Di Sarno

 

Buongiorno follower!
Vi segnalo "WU" la raccolta di poesie dell'autore Nunzio di Sarno, 
edita Bertoni Editore. Laura Altamura l'ha letta per noi. 



Titolo: WU
Autore: Nunzio Di Sarno

Genere: Poesia

Casa editrice: Bertoni Editore

Disponibile in formato cartaceo a € 13,30
A breve anche in formato ebook

Contatti autore: Nunzio Di Sarno



PRESENTAZIONE:

All’inizio era il nulla, il nulla non aveva nome.

All’origine è la condizione di possibilità di ogni ente. Così in ogni processo c’è un vuoto determinato che accompagna sempre il pieno, definendone la funzione. 
Ecco che Lao Tzu ripete trenta raggi convergono in un mozzo: grazie al suo vuoto abbiamo l’utilità del carro
Come fuori così dentro, pieno e vuoto si dosano, accogliendo l’uomo in corpo parola e mente, che s’adatta alla legge pur senza comprendere. E quando comprenderà non sarà la voce il veicolo di realizzata trasmissione.
WU 
La balla di fieno divampa al fuoco sottostante – dell’azione rimane… niente?
Le poesie della raccolta si muovono tra questi due stati dell’essere. 
Le parole sembrano ossa disposte su uno scheletro che assume posizioni diverse, spinto dalle circostanze. Alle ossa-parole si attaccano i muscoli, la carne-connotante dall’interno e dall’esterno, che cambia e si muove a seconda del soffio. Sembrano date solo l’entrata e l’uscita, come quelle del corpo, per nutrirsi o liberarsi.
Ognuno a seconda del tempo e dello spazio che si trova ad abitare, può scegliere il passo per inoltrarsi nel sentiero, le pause, la fine ed il ritorno.
Il vortice delle immagini spiegate sugli arti disperde e ricompone il senso. 
Lo smarrimento che attraverso la misura porta al cambiamento. 
Pure i componimenti che s’ispirano all’haiku si piegano allo scheletro.
Il poeta, liberandosi nella quasi totalità dei versi dai richiami all’io, cerca di ritrovarsi uomo tra le macerie della Macchina, della scienza, dell’economia e dell’arte.
E scopre attraverso il sangue, le urla e i rantoli qual è il prezzo dell’avanzare. Che sia secondo legge di natura o legge di Stato. Ritornando a sé mondato dalle illusioni di comprensione e redenzione.  



Ho letto due volte la raccolta di poesie, partendo dall'inizio e al contrario, ossia partendo dalla fine, riscontrando una ciclicità e fluidità concettuale, come enunciato nel primo sottotitolo L’inizio è la fine.
Ogni lirica che compone la silloge mi fa pensare a dei fogli appesi sul filo della vita, pronti per asciugarsi ma anche esposti alle intemperie, strettamente concatenati, ontologicamente collegati ma nessuno è subordinato ad un altro dal punto di vista cronologico.

L’orologio s’ affanna, fuori tempo scoppietta il fuoco.

In questo non luogo, in una bolla temporale, l’autore destruttura le sensazioni che lo animano e le dispone come tessere di un puzzle da poter riutilizzare per le immagini successive.
Ciascuna tessera ha una funzione multipla.
Si schiudono così, sotto gli occhi del lettore /fruitore fotogrammi rapidi ed incisivi, scatti molto spesso laconici, graffianti, sincopati quasi a crocifiggere parole e contenuti che, pur apparendo scollegati sono, in realtà, un flusso continuo.
Personalmente, ho dedotto questa continuità anche dall’uso della lettera minuscola come incipit delle maggior parte dei componimenti.
Si muore per niente, si vive per meno in una macchina infernale, quella della nostra dimensione dove meccanismi perversi di potere ci allontanano dall’autenticità del nostro Io, l’unico a cui abbiamo l’obbligo di essere fedeli, e ci fanno piegare a leggi incomprensibili.
I presidenti dell’assenteismo, occhi elettronici, immagini moltiplicate dalla dinamo del capitale, sono solo alcune delle immagini che spuntano dal bianco della pagina, dal silenzioso anelito che accompagna l’Uomo nella ricerca di un equilibrio tra essere per divenire ed essere per sopravvivere.
In una Europa ormai nuda, piena di fantasmi finanziari e debiti per comprare le armi l'autore si definisce stanco di lottare contro l’Inferno e si siede.
In questo fermarsi non ho visto resa, bensì Attesa dell’inizio, quando c’era il nulla, il senzanome da cui è scaturito l’Essere.
Così il WU, il non, la negazione, l’assenza, l'alfa privativo, per come traspare dalla penna dell’Autore non è da demonizzare ma è ciò che crea l’utilità, il vuoto che accompagna il pieno e ne amplifica la funzione.
Lo stile dell’autore mi ha fatto pensare a qualcosa di scolpito nella pietra e questo accostamento mi ha accompagnato dall’inizio alla fine.
Ho percepito una visione dell’uomo naufrago nella precarietà di un sistema che sentenzia e non ascolta, che fagocita e inibisce e dove anche il libero arbitrio è tra passaggi obbligati.
Taluni componimenti vanno letti e riletti in quanto spesso possono sembrare ostici, ma è con la visione d’insieme che si dipana il tutto sotto gli occhi del cuore.
Chiudo riportando il primo e il quinto degli unicicomandamentiincammino:

Aderire al filo
La tensione del filo sostiene ed eleva.
L’eccesso è frattura.





Nunzio Di Sarno nasce a Napoli, si laurea in lingue e letterature straniere con una tesi su Ginna e le connessioni tra astrattismo e spiritualismo. Ha lavorato come operatore sociale, mediatore culturale, insegnante di italiano L2, di sostegno e di inglese.
Da alcuni anni risiede ed insegna a Firenze.
Ha conseguito una laurea in psicologia clinica e della riabilitazione con una tesi su Yoga, Tai Chi e mindfulness come terapie complementari nella malattia di Parkinson.
“Mu”, pubblicata da Oèdipus Edizioni nell’agosto 2020, è la sua raccolta d’esordio. 
La seconda dal titolo “Wu” è pubblicata da Bertoni Editore a dicembre 2021.
Sue poesie ed articoli sono presenti su diversi siti e blog letterari.


lunedì 13 dicembre 2021

"SONO SOLO COINCIDENZE" di Domenico Carpagnano

 

Vi segnalo "Sono solo coincidenze" il nuovo romanzo dell'autore Domenico Carpagnano, edito Bertoni Editore.



Autore: Domenico Carpagnano

Genere: Giallo


Casa editrice: Bertoni Editore

Disponibile in formato cartaceo a € 16,62

Contatti autore: Domenico Carpagnano 



TRAMA:

In via del Topo, a Perugia, un vicolo del centro storico, viene rinvenuto il corpo senza vita di una donna priva di documenti, morta per accoltellamento. Gli unici elementi che il commissario Giorgio Anselmi avrà a disposizione per cercare di identificarla e scoprirne l’assassino saranno un cellulare, trovato a pochi passi dal cadavere, delle chiavi, il furto in un appartamento a cui si accede dallo stesso vicolo e una scritta sul muro dal significato oscuro: Ricordati che non c’è nessun posto al mondo in cui Dio non possa trovarti. A mano a mano che le indagini andranno avanti, la storia si arricchirà di personaggi (un avvocato colpito dall’ictus, i figli, i generi e il suo medico di fiducia, una babysitter, una badante e altri ancora), che, anziché aiutare il commissario a ricostruirla, contribuiranno a ingarbugliargliela con i loro alibi farlocchi e probabili moventi. Toccherà ad Anselmi lavorare sugli indizi e cercare di separare le coincidenze da quelle che tali non sono.


PRESENTAZIONE:

Il 30 ottobre è ritornato nelle librerie, con i tipi della Bertoni Editore, Domenico Carpagnano - pugliese d’origine, ma umbro d’adozione - con il suo “Sono solo coincidenze”, un noir che, come inedito, ha già ricevuto una menzione d’onore al Festival Giallo Garda 2020.
Come nei precedenti romanzi, Carpagnano ha ambientato la storia tra i vicoli del centro storico di Perugia.
Il protagonista è sempre il commissario Giorgio Anselmi, un poliziotto gattaro, ben lontano dall’archetipo dell’investigatore supereroe a cui ci ha abituati la letteratura di genere, ma non per questo meno capace, tra i mille inciampi, di risolvere il caso su cui si ritrova a indagare. Anselmi non ha un buon rapporto con il sangue, è sovrappeso, pigro, insonne, la mattina ha difficoltà a carburare, ama la sintesi, e, alla ricerca di qualcosa che l’aiuti a smettere di fumare, ha trovato il succedaneo nei Baci Perugina, i quali - è quello che sostiene per giustificarne l’abuso - non solo lo rilassano come e più delle sigarette, ma lo aiutano anche a pensare. In “Sono solo coincidenze”, indaga sull’omicidio di una giovane donna, ritrovata cadavere in via del Topo, una traversa di via della Viola, il vicolo che Carpagnano descrive come “una stradina in discesa e senza uscita che di giorno incantava per la sua bellezza e di notte era un buco nero, pronto a inghiottire chiunque vi si fosse avventurato. Un budello stretto e lungo non più di quaranta/cinquanta metri che, per come era fatto, in qualunque punto ci si fosse messi, non ci sarebbe stato modo di apprezzarlo in tutta la sua lunghezza.”
I personaggi con cui avrà a che fare nel corso delle indagini sono un anziano avvocato, costretto all’immobilità assoluta a causa di un ictus, i suoi due figli, il genero e la nuora, il suo medico curante, la giovane badante, una colf impicciona, e, ancor prima, in ordine di tempo, due ragazze: una studentessa universitaria fuori sede e una babysitter, che coabitano in un appartamento di via del Topo.
Per cercare di ricomporre il puzzle, il commissario dovrà chiedersi se e cosa c’entrino questi personaggi con l’omicidio e se siano solo delle coincidenze la scritta (Ricordati che non c’è posto al mondo in cui Dio non possa trovarti) comparsa qualche giorno prima sul muro di fronte a casa delle due ragazze, il furto che quelle hanno subito nel loro appartamento, proprio la notte dell’omicidio, e il fatto che il cellulare di una delle due sia stato rinvenuto per strada, a qualche metro di distanza dalla povera vittima.
“La soluzione, quella vera, inaspettata, lineare, lampante”, come ha scritto una lettrice in una recente recensione, arriverà alla fine, lasciando “nel cuore un senso caldo di umanità, di rispetto della persona, fosse pure quella di un assassino.”
Carpagnano, al quale abbiamo chiesto come mai, anche questa volta, abbia scelto di ambientare la storia a Perugia, anziché nella sua regione d’origine, ci ha risposto che i vicoli medievali del centro storico sono la location perfetta per chi scrive gialli, cosicché non è stato costretto a inventarsi nulla, essendosi limitato a raccontarli per quello che sono, in tutta la loro straordinaria bellezza. “E poi,” ha concluso “perché non fare un piccolo spot per la città che mi ha accolto e per il prodotto (il Bacio Perugina) per il quale è famosa in tutto il mondo?”




BREVE ESTRATTO:

«Il suo compito» aveva raccomandato Maria, la figlia dell’avvocato, a Rosaria - quando con Sofia, la cognata, l’aveva scelta tra quelle che avevano risposto all’annuncio di lavoro - «dovrà essere di occuparsi esclusivamente di nostro padre.» 
A mettere ordine in casa e a preparare da mangiare ci avrebbe pensato Ylenia, la signora delle pulizie.
Purtroppo non si era fatto avanti nessun uomo e se avevano preferito lei alle altre, era perché aveva un fisico robusto. Giusto quello - almeno così le avevano detto quando l’avevano scelta - che sarebbe servito a una donna della sua età per gestire da sola un corpo malandato come quello dell’avvocato, che, benché fosse molto magro, non sarebbe stato certamente semplice da governare. Per come era messo, infatti, era facile prevedere che non sarebbe stato molto collaborativo.
A causa dell’ictus, i movimenti di Pansini erano quasi interamente compromessi e il suo eloquio - per quanto non pregiudicato - non era più fluido come quello di una volta, quando le parole erano la sua arma vincente ed era grazie a quelle che era riuscito ad accumulare un’immensa fortuna. 
Le frasi che gli uscivano dalla bocca, a causa della paresi facciale, avevano un suono che non solo non riconosceva più come il suo, ma neppure gli piaceva. Era per questo che, quando poteva, preferiva stare zitto, piuttosto che accettare la sofferenza di doversi ascoltare.
Per chi si sarebbe dovuto occupare di lui, l’unica consolazione era che i suoi attacchi d’ira erano celati dall’impossibilità che aveva di esprimerli con i gesti e con le parole. A dimostrarlo c’erano solo il colore paonazzo del suo viso e quel suo farfugliare incomprensibile. Sì, perché - se quando era calmo non aveva grandi problemi a farsi capire e a reggere una conversazione, anche lunga - quando era agitato le parole gli si attorcigliavano e, sovrapponendosi le une alle altre, venivano fuori oscure come geroglifici.
«Ci auguriamo» aveva aggiunto Sofia, la nuora del povero Pansini, in occasione dell’assunzione di Rosaria - dando per scontato che non tutte le aspiranti a quel lavoro sarebbero state disposte a farlo e tacendole che qualcuna, prima di lei, se n’era già tirata fuori - «che non abbia problemi con la nudità del corpo di un uomo. Sa, mio suocero non è in grado di lavarsi da solo e, prima di assumerla, dobbiamo sapere se questo possa crearle un qualche imbarazzo. Sebbene sia un uomo malato,» aveva aggiunto premurosa, come volesse mettere le mani avanti nel caso in cui qualcosa fosse andata storta, «è pur sempre un uomo, per cui comprenderemmo benissimo il suo eventuale disagio.» 
Rosaria aveva risposto senza pensare che per lei quello non era un problema, anche se - non avendo nessuna esperienza sull’argomento - non poteva certo dire di esserne sicura. 
Ci teneva molto a quel lavoro perché si lasciasse impressionare da quel dettaglio così secondario. Del resto, l’avvocato, oltre all’handicap derivatogli dall’ictus, aveva superato da un pezzo i settant’anni e, pelle e ossa com’era, se anche - a dispetto delle sue condizioni fisiche - avesse mostrato di avere una qualche vitalità sessuale, difficilmente avrebbe potuto rappresentare un pericolo per lei. Sempre che, ovviamente, Sofia avesse voluto alludere a quello quando le aveva parlato di imbarazzo e non l’avesse fraintesa.



Domenico Carpagnano, avvocato, è nato nel 1954 a Barletta, dove ha esercitato la libera professione fino al 2013.
Nel 2014 si è trasferito a Perugia, città nella quale ha completato gli studi universitari, per dedicarsi a tempo pieno alla pittura e alla scrittura.
Dopo “Per una vita rubata”, il suo romanzo d’esordio (del 2016), ha pubblicato con i tipi della Bertoni Editore “La verità comoda” nel 2018 e “Gli occhi della Basilica” nel 2019. Con “La verità comoda” è stato finalista al Premio letterario “Le notti di Barliario - Salernoir 2019” e ha ricevuto una menzione al Festival Lecceingiallo 2020.
Oggi si ripresenta ai suoi lettori con “Sono solo coincidenze”, un giallo che - come gli altri - è ambientato nel capoluogo umbro e ha già ricevuto una menzione nella categoria inediti al Festival Giallo Garda 2020.


mercoledì 15 aprile 2020

LA PAROLA AI LETTORI... "LA BICICLETTA NERA" di Stefania P. Nosnan



La parola ai lettori: "La bicicletta nera" dell'autrice Stefania P. Nosnan, 
edito Bertoni Editore. 






Autore: Stefania P. Nosnan
Genere: Romanzo storico

Casa editrice: Bertoni Editore

Disponibile in formato cartaceo a € 15,20
a breve anche in ebook 

Pagina autoreStefania P. Nosnan



TRAMA: 

Milano 1943. Emma Loreti non sa cosa le riserva il futuro. Proviene da un piccolo paese del centro Italia dove la sua amata famiglia è stat trucidata dei tedeschi. Ha ancora presente, davanti ai suoi occhi, l'immagine della sorellina e dei suoi genitori distesi nella polvere. Per dimenticare quel terribile momento e il dolore che le annienta il cuore, sale sul primo treno in partenza verso nord. Viene accolta da una Milano bersagliata e ferita dai bombardamenti alleati. Proprio quando decide di andarsene dalla città conosce Umberto Tomat, capitano del Regio Esercito. 
Il giovane ufficiale, originario di Udine, è assieme al suo plotone in attesa degli ordini che sembrano non arrivare mai. Tra quella moltitudine di soldati tedeschi e italiani ammassati alla stazione, l'incontro tra Emma e Umberto li porterà a vivere intensamente il sentimento appena nato, che cambierà il loro presente e il loro incerto futuro.
Il cambio di alleanze dell'8 settembre 1943, deciderà il destino di una Nazione, ma anche quello dei due giovani. 
Umberto e i suoi camerati si schiereranno contro i tedeschi dirigendosi verso est, nei territori denominati "Zona d'operazione del Litorale Adriatico", combattendo per la loro salvezza e la liberazione della loro terra. Emma partirà per Venezia dove soggiornerà alcuni mesi, abbracciando le idee della Resistenza per sconfiggere l'oppressore. Quando la situazione diventerà insostenibile si sposterà a Udine per ricongiungersi con il suo amato capitano.
Il romanzo è tratto da una storia realmente accaduta, fatta di coraggio, lotta e sentimento he, in un momento tragicamente storico, porterà i due giovani a dividersi e amarsi da lontano.  






Dario Mondini La storia di Emma e Umberto, ambientata a cavallo tra il crollo del regime fascista e l'inizio della Repubblica di Salò. Una vicenda che ha per teatro il Veneto e Friuli, libro giustamente candidato al Premio Campiello. Dalla penna di Stefania esce quello che a mio modesto avviso è un capolavoro della letteratura italiana, amaro spaccato di un periodo buio, ravvivato però dall'esperienza della Resistenza, ben rappresentata dalla figura di donna Lucia. 📖💕


Valentina Piazza Emma e Umberto vi ruberanno un pezzetto di cuore, raccontandovi la loro storia di amore e di guerra. Ambientato tra Veneto e Friuli, vi accompagnerà attraverso gli anni del fascismo e della Repubblica di Saló, mostrandovi la resistenza, quella armata dei soldati e quella silenziosa delle donne.


Alessia Toscano Tanta emozione... Un viaggio intenso e coinvolgente nella vicenda di Emma e Umberto. Uno spaccato difficile della nostra storia. La scrittura di Stefania si adatta perfettamente al periodo racchiuso tra le pagine. Ho sentito sulla pelle tutte le emozioni dei protagonisti, dalla paura per la guerra, al loro amore. I soldati, le loro famiglie, le loro donne... Complimenti per averlo scritto!


sabato 28 settembre 2019

"E' SCRITTO NELLE STELLE" di Stefania P. Nosnan



Buongiorno follower, buon sabato!
Nuova imperdibile pubblicazione per l'autrice Stefania P. Nosnan: "È scritto nelle stelle", edito Bertoni Editore.






Autore: Stefania P. Nosnan
Genere: Giallo contemporaneo

Casa editrice: Bertoni Editore

Disponibile in formato cartaceo a € 13,60

Pagina autore: Stefania P. Nosnan 




TRAMA:


Sarah Torres è una delle migliori agenti della polizia newyorkese. La sua arguzia e la sua spiccata capacità di osservazione la porteranno a collaborare con l’FBI per catturare un prolifero serial killer che miete vittime tra le donne di origine ispanica. Proprio durante la sua missione sotto copertura farà un incontro del tutto inaspettato, il quale le cambierà il suo approccio alla vita.
Un poliziesco entusiasmante, giocato sul filo della logica e della deduzione con un finale spiazzante come dovrebbe accadere in ogni buon giallo che si rispetti.



BIOGRAFIA:

Stefania P. Nosnan è nata a Udine nel 1970. Per dieci anni ha vissuto nel Lazio, precisamente ai Castelli Romani per poi ritornare alla sua regione d'origine.
È diplomata come tecnico dei servizi sociosanitari. Negli anni ha partecipato a numerosi corsi di webdesigner, grafica e progettazione informatica. È socia di una prestigiosa azienda di consulenze enologiche e contemporaneamente è grafica free-lance, inoltre collabora con alcuni magazine online.
Nel 2016 pubblica il libro di poesie in formato digitale. Nel 2018 pubblica il libro di poesie "I sussurri dell'Anima" con la casa editrice Apollo Edizioni di Cosenza.
Nel settembre 2018 esce in versione ebook e cartaceo “La verità nascosta” (Le Mezzelane Casa Editrice).
Novembre 2018 pubblica "La bicicletta nera" (Bertoni Editore) tratto da una storia vera ambientata nel 1943.
Giugno 2019 esce il romanzo “Una salita per amore” (Ensemble edizioni) romanzo storico, con la prefazione di Manuela Di Centa.
Settembre 2019 “È scritto nelle stelle” (Bertoni Editore) romanzo giallo contemporaneo. Le sue passioni sono la storia, la fotografia, la lettura e l'informatica.



DICE L’AUTRICE:

- La modella delle card pubblicitarie è la figlia della scrittrice.
- La scelta di ambientare il romanzo a New York è perché l’autrice l'ha visitata due volte e l’adora.
- L’autrice, fino all’ultimo, non sapeva chi incolpare per gli omicidi.






BREVI ESTRATTI:

Sarah si trascinò con un sospiro sotto la doccia e poi a letto. A svegliarla, otto ore dopo, ci pensò il cellulare.
«Mmm... non è possibile!» mugolò girandosi nel letto per afferrare il telefono. Era un numero sconosciuto, quindi decise di non rispondere. Mise la testa sotto il cuscino e il cellulare nel cassetto tornando a dormire. Era la sua giornata libera e l’avrebbe passata a riposare.


“È una notte serena e stellata” pensò Sarah cercando di farsi coraggio.
«Torres, mi senti bene?» esordì Martin nel suo auricolare. «Fai un cenno con la testa.»
Sarah fece quanto richiesto. “Bene, andiamo a fare questo sporco lavoro” sospirò pesantemente incamminandosi lungo il marciapiede che costeggiava i palazzi illuminati.


«Quali pensieri le provocano questa espressione imbronciata?» domandò una voce dietro di lei, sorprendendola. A Sarah giunse la voce di Martin che chiedeva silenzio all’interno del veicolo, che era parcheggiato poco distante. Lentamente la ragazza si voltò, la voce dello sconosciuto era roca e sensuale. 


sabato 13 luglio 2019

RECENSIONE "UNA PROMESSA PER SEMPRE" di Silvia Maira e Valerio Sericano



Buongiorno follower, buon sabato!
Vi segnalo "Una promessa per sempre" di Silvia Maira e Valerio Sericano, edito Bertoni Editore.
Franca Poli lo ha letto per noi 😊


Il libro è liberamente tratto da una storia vera e rende omaggio a un giovane scomparso in mare nel '42 a seguito del bombardamento della nave su cui era imbarcato e il cui corpo non è mai stato ritrovato.




Autori: Silvia Maira e Valerio Sericano

Genere: Narrativa storica

Casa editrice: Bertoni Editore

Disponibile in formato cartaceo a € 16,00

Pagine autore




TRAMA:

Quando una nuova insegnante entra nella vita della giovane Alba, la tranquilla routine della ragazza viene sconvolta dalle attenzioni che la donna inizia a dedicarle.
Alba indaga in silenzio sul passato della professoressa, fino a scoprire un segreto che ne lega le vicende giovanili alla propria famiglia, in un rapporto intriso di misteri, omertà e morte.
Attraverso le vicende di una piccola comunità siciliana tra la seconda guerra mondiale e gli anni Sessanta, il romanzo narra un intreccio d’amore sospeso tra gli orrori di una guerra non ancora dimenticata e un presente votato a una tranquillità soltanto apparente, sconvolta infine da una cascata di eventi che porranno i protagonisti di fronte a un passato irrisolto con il quale saranno costretti a fare i conti. 



BIOGRAFIA VALERIO SERICANO: 

Nato a Novi Ligure nel 1962, ha conseguito la laurea in Storia con indirizzo moderno e contemporaneo presso l’Università di Genova. La passione per la materia si manifesta nelle ricerche a livello storico presenti in quasi tutti i suoi scritti. Ama definirsi un autore senza genere, libero di spaziare dove lo conduce l'ispirazione del momento. Oltre all’opera presente, ha pubblicato alcuni racconti brevi e tre romanzi che spaziano tra il genere storico e il fantasy: “Ami dagli occhi color del mare”, “Il bosco di Nereiu” e “Norsemen”.



BIOGRAFIA SILVIA MAIRA:

Silvia Maira è nata nel 1977 e vive a Marsala, città della Sicilia occidentale, dove ha studiato e conseguito la maturità classica. Si definisce scrittrice per passione di narrativa romance contemporanea. Ha esordito con il romanzo “Un cuore a metà” a cui hanno fatto seguito “Banali momenti speciali”, “Io che ho amato solo te”, “Per una volta ancora” e “Alla scoperta di te”.
La sua voglia di cimentarsi in qualcosa di nuovo l’ha portata ad esordire come autrice teatrale con la commedia in lingua dialettale “A schifiu finiu” portata sul palco nel giugno 2018.




Credo che per definire questo romanzo la parola giusta sia “passionale”. Leggendolo, si riesce a percepire la passione, l'amore, l'amicizia, la dolcezza, il romanticismo e il concetto di famiglia. Ma anche la sofferenza, i sensi di colpa, l'umiliazione, l'esilio e la distruzione che provoca una guerra. Un libro bellissimo che merita di essere letto. È piuttosto lungo, ma non viene mai a noia perché è talmente avvincente e ricco di colpi di scena che desideri sapere cosa succede, come si evolvono i rapporti che si intrecciano tra i vari protagonisti... e in questa storia di intrecci ce ne sono parecchi. Scritto a quattro mani, risulta scorrevole. I due autori riescono a interagire bene tra di loro, non ci sono dei periodi di pausa durante la narrazione che avviene in terza persona. La storia si svolge in un piccolo paesino marinaro della Sicilia tra la seconda guerra mondiale e gli anni Sessanta, ed è incentrata sulla famiglia Antognoli, in particolare su Alba, una giovane studentessa di diciannove anni, e sulla sua professoressa, Venere Damato.

Siamo nel 1961. Alcuni mesi prima dell'esame di maturità, Alba si sveglia con un senso di inquietudine causata da uno strano sogno che la rende nervosa e irascibile. Al mattino, a scuola, scopre che la nuova professoressa di italiano è una delle persone presenti in quello che lei definisce un incubo. Da quel momento, la tranquilla routine della ragazza viene sconvolta dalle attenzioni che la donna inizia a dedicarle. Chi è in realtà Venere Damato e perché in paese tutti la evitano? Lei è nata a San Giovanni sul Mare, ma è andata via durante la seconda guerra mondiale, quando aveva più o meno una ventina d'anni. Ora, a distanza di vent'anni, è tornata per aiutare l'anziana madre. Circolano voci sul suo passato così Alba decide di capire il motivo delle azioni della professoressa. Indagando in silenzio sul suo passato, arriva a scoprire un segreto che ne lega le vicende giovanili alla propria famiglia, in un rapporto intriso di misteri, senso dell'onore, omertà e morte, ma anche una dolcissima e sfortunata storia d'amore. Quando però crede di avere capito quale terribile segreto le hanno nascosto i genitori, un colpo di scena interviene a sconvolgerle il quadro d’insieme e la sua stessa vita. A questo punto sarà proprio la professoressa Damato a risolvere l’intricata situazione, spiegando ad Alba come si sono svolti realmente i fatti, diventando lei stessa la protagonista dell’inatteso finale.
All'interno di questo romanzo si possono trovare due differenti storie d’amore vissute dai diversi protagonisti a vent’anni di distanza. La prima, quella nata durante la seconda guerra mondiale, è una bellissima e intensa relazione tra due giovani, Venere e Pasquale, che solo il destino crudele ha interrotto. La seconda invece è ancora agli inizi, ma ci sono tutte le premesse che l'unione tra Alba e Ernesto possa sfociare in una unione solida e duratura.
Mi è piaciuto l'alternarsi, nella narrazione, delle due vicende, una avvenuta tra i 1939 e il 1942 e l'altra nel 1961. In questo modo gli autori hanno fatto sì che il lettore possa farsi un'idea precisa di come si sono svolti i fatti e il ruolo che hanno avuto nell'intera storia tutti i protagonisti.
Ho amato molto questo libro. Sono riuscita a immergermi nella storia fin dalla prima pagina, mi sono commossa parecchio, sono entrata in empatia con i vari personaggi che gli autori hanno tratteggiato in modo molto accurato, sia fisicamente che caratterialmente.
Ho apprezzato anche la descrizione dei luoghi dove si dipana la storia. Uno dei tanti paesini marittimi che si possono trovare in Sicilia, dove la principale fonte di guadagno è la pesca… Il mare, la spiaggia, luogo ideale per gli innamorati, le sale da ballo degli anni '40, il cinematografo.
Bellissime e toccanti le lettere che Venere ha scambiato con il suo fidanzato, Pasquale, quando quest'ultimo era al fronte. Ho apprezzato molto anche la play list musicale. Canzoni in voga negli anni quaranta e sessanta, ma che ancora adesso sono conosciute, come quelle di Frank Sinatra, Nico Fidenco o Adriano Celentano.
Ancora una volta mi complimento con Silvia Maria che, assieme a Valerio Sericano, è riuscita a scrivere una storia emozionante, ricca di colpi di scena e un finale per niente scontato, ma molto bello. Secondo me l'epilogo è la degna conclusione di questo libro. Questo non è solo un romanzo d'amore, ma descrive anche tutti gli orrori, la devastazione e la morte che una guerra può provocare, segnando per sempre la vita di chi l'ha vissuta in prima persona.







BREVE ESTRATTO:

Carlo aveva paura che la brama di potere di Mussolini e la sua fedeltà alla Germania di Hitler potessero fargli prendere la decisione di agganciarsi al carro nazista, coinvolgendo l’Italia in un’avventura dagli esiti incerti e preoccupanti.
Nel vederlo così pensieroso, Pasquale gli posò una mano sulla spalla.
«Carlo, la vita va come deve andare. Noi non possiamo impedirlo. Possiamo solo vivere al meglio, finché possiamo. Non puoi turbarti per ciò che non è ancora accaduto» disse il fratello più giovane, continuando a mantenere il suo sguardo sereno.
«E se accadesse, Pasquale? Se l’Italia entrasse in guerra, che ne sarà di noi, della nostra famiglia, dei nostri progetti? La guerra annienta e distrugge ogni cosa…»
Carlo era davvero molto preoccupato.
Michelina entrò in quel preciso istante, reggendo in mano alcuni panni appena stirati da deporre nell’armadio.
Notando subito l’espressione turbata del fratello più grande, disse: «Oh Carletto! Se il mio orso preferito! Corri dalla tua bella, così ti passeranno quei tristi pensieri che vedo che hai in testa. Da chi avrai preso, poi, questo carattere ombroso?»
Michelina terminò la frase schioccando un sonoro bacio sulla guancia del fratello.
«Dalla zia Anita! Qualcuno ci doveva pur prendere!» esclamò Pasquale, facendo riferimento alla sorella nubile della madre.
Michelina e Pasquale scoppiarono a ridere, riuscendo a strappare un sorriso anche a Carlo, che ricordava le previsioni catastrofiche di zia Anita sulla vita e sul futuro, tanto fosche da trasformarla, nei loro discorsi da bambini, in una specie di Cassandra “borbottante come una pentola di fagioli”.
«A proposito, Michelina!» esordì Pasquale. «Oggi hai da fare?»
La sorella intuiva che Pasquale le stesse chiedendo un favore. «Certo che sì. Vado a ricamare. Suor Ausilia mi aspetta.»
Pasquale le si parò davanti per non farla uscire dalla stanza, intrecciando le mani come se stesse pregando: «Aiutami, ti prego, non puoi dirmi di no. Da quando ho dato il biglietto a Venere, sei giorni fa, non ne so più niente. Le devi parlare, in qualche modo. Passa da casa sua, fingi di essere sua amica, ma per favore dille che l’aspetto domani, alla messa delle sei, a San Giovanni…»
Pur decidendo di aiutare l’adorato fratello, Michelina volle farlo cuocere ancora nel suo brodo: «Non puoi passarci tu, visto che la segui a distanza?»
Pasquale alzò gli occhi. Proprio davanti a Carlo sua sorella doveva uscirsene con quel discorso?
La reazione del fratello maggiore arrivò immediata: «Pasquale! Che cosa fai? Segui la signorina Venere? Ma che ti passa per la testa?»
Carlo non l’avrebbe mai fatto.
Pasquale allargò le braccia con fare sconsolato: «Io… io non posso andare a casa sua. Se suo padre mi vede sono un uomo finito!»
Michelina rise. «Va bene! Lascia fare a me!» 


sabato 22 dicembre 2018

RECENSIONE "LA BICICLETTA NERA" di Stefania P. Nosnan



Buon pomeriggio amici lettori!
Non c'è tre senza quattro... Un'altra bella recensione per "La bicicletta nera" di Stefania P. Nosnan, edito Bertoni Editore.
Per chi desiderasse conoscere l'autrice e richiedere una copia autografata, ricordo la presentazione che si terrà sabato 26 gennaio, alle ore 18:00, presso la Biblioteca Comunale di Remanzacco (UD). Non mancate! 😊





Autore: Stefania P. Nosnan
Genere: Romanzo storico

Casa editrice: Bertoni Editore

Disponibile in formato cartaceo a € 13,60
a breve anche in ebook 

Pagina autoreStefania P. Nosnan





TRAMA: 

Milano 1943. Emma Loreti non sa cosa le riserva il futuro. Proviene da un piccolo paese del centro Italia dove la sua amata famiglia è stat trucidata dei tedeschi. Ha ancora presente, davanti ai suoi occhi, l'immagine della sorellina e dei suoi genitori distesi nella polvere. Per dimenticare quel terribile momento e il dolore che le annienta il cuore, sale sul primo treno in partenza verso nord. Viene accolta da una Milano bersagliata e ferita dai bombardamenti alleati. Proprio quando decide di andarsene dalla città conosce Umberto Tomat, capitano del Regio Esercito. 
Il giovane ufficiale, originario di Udine, è assieme al suo plotone in attesa degli ordini che sembrano non arrivare mai. Tra quella moltitudine di soldati tedeschi e italiani ammassati alla stazione, l'incontro tra Emma e Umberto li porterà a vivere intensamente il sentimento appena nato, che cambierà il loro presente e il loro incerto futuro.
Il cambio di alleanze dell'8 settembre 1943, deciderà il destino di una Nazione, ma anche quello dei due giovani. 
Umberto e i suoi camerati si schiereranno contro i tedeschi dirigendosi verso est, nei territori denominati "Zona d'operazione del Litorale Adriatico", combattendo per la loro salvezza e la liberazione della loro terra. Emma partirà per Venezia dove soggiornerà alcuni mesi, abbracciando le idee della Resistenza per sconfiggere l'oppressore. Quando la situazione diventerà insostenibile si sposterà a Udine per ricongiungersi con il suo amato capitano.
Il romanzo è tratto da una storia realmente accaduta, fatta di coraggio, lotta e sentimento he, in un momento tragicamente storico, porterà i due giovani a dividersi e amarsi da lontano.  




IL PARERE DI OLIVIA ROSS:

La bicicletta nera è un romanzo decisamente nelle mie corde, le storie narrate durante la seconda guerra mondiale mi hanno sempre affascinata, e se si aggiunge anche una storia realmente vissuta e non solo frutto dell’immaginazione dell’autrice, si può dire che riesco addirittura a esaltarmi. Ed è quello che accaduto durante la lettura di questo scritto. La prima protagonista della storia, purtroppo, è la guerra, una prima donna infame, demoniaca, capace di spazzare via i sogni e le speranze della gente. Il quotidiano delle persone comuni è ben descritto, la paura dei bombardamenti, la rassegnazione, il pianto dei bambini. L’angoscia che, usciti dai rifugi, si provava nel dover tirare fuori i corpi dei propri cari da sotto le macerie. Ed è proprio sul solido telaio della guerra, che l’autrice tesse i fili di una dolcissima storia d’amore… amore che, considerando il momento, è costretto a bruciare le tappe. Questo accade ai nostri protagonisti, Emma Loreti e il coraggioso capitano Umberto Tomat. Un sentimento che si accende in una stazione, dove i due ragazzi si incontrano per caso. Umberto è in attesa di ordini che tardano ad arrivare, ed Emma è in attesa di un treno che, forse per volere del destino, verrà cancellato. Ma troppo presto i due saranno costretti a separarsi, anche se la lontananza, l’incertezza di un futuro insieme, non li separerà mai veramente. Faccio i miei complimenti all’autrice che, considerando il contenuto, ha reso il testo fluido e paradossalmente leggero, mai pesante. Ho avvertito la speranza che nasce nella disperazione, ho sentito il coraggio dei ragazzi che si uniscono alla resistenza, per non arrendersi. Concludo sottolineando l’ottimo lavoro svolto dall’autrice, credo che il romanzo le sia costato molto studio, ma che ha reso il testo assolutamente credibile e preciso. Inoltre spero che l’amore e il coraggio di Emma e Umberto abbia il successo che merita.