venerdì 8 maggio 2026

RECENSIONE "LA SCELTA. LA MIA VITA NELLA LEGIONE STRANIERA" di Danilo Pagliaro

 

Buongiorno, amici lettori!
dell'autore Danilo Pagliaro, edito Chiarelettere. 
A cura di Lucilla Celso.



Titolo: La scelta. 
Autore: Danilo Pagliaro
Genere: Autobiografico

Casa editrice: Chiarelettere 

Disponibile in ebook a € 9,99
E in formato cartaceo a € 17,10

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Dall'autore del bestseller Mai avere paura, il racconto in presa diretta di una vita nella Legione straniera.

Il protagonista di “Mai avere paura” prosegue il suo racconto su un corpo leggendario ma ancora ammantato di mistero

Vi racconto cos’è veramente la Legione straniera, da chi è formata e su quali principi si regge. Vorrei sfatare i falsi miti, le bugie e le calunnie, e vorrei farlo una volta per tutte.

Un’esistenza degna di questo nome. Cercava questo Danilo Pagliaro quando ventitré anni fa si arruolò nella Legione. A pochi mesi dal congedo, oggi quella vita la rivivrebbe mille volte e con attaccamento e gratitudine ne prosegue il racconto. Non certo per esaltarne le gesta o glorificarne il rischio e l’azione: esibizionismo e retorica non fanno per un legionario. È per smentire le leggende e tacitare mitomani e millantatori che il brigadier-chef torna a scrivere.
Racconto dopo racconto, l’immagine della Legione come banda di avventurieri e tagliagole, mercenari e avanzi di galera spregiudicati si scompone. Per lasciar posto alla realtà di un corpo coeso, di uomini che hanno rinunciato al proprio passato e alla propria identità mettendosi  al servizio della nazione. Come il brigadier-chef C., ragazzo polacco che alla caduta del Muro è fuggito da freddo e miseria ed è venuto ad arruolarsi, nascosto tra i respingenti dei treni merci; la recluta cinese che si è avventurata nei ranghi senza conoscere una parola di francese; o L., camerata svedese che invece ci è rientrato dopo aver appreso di un suo compagno ucciso e diversi altri feriti sotto il fuoco di un cecchino a Sarajevo, durante la guerra in ex Iugoslavia. Militi che nei territori difficili di Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio e Camerun non vanno per replicare le imprese di Rambo, ma per affiancare la popolazione locale, spesso ricevendo in cambio ostilità.

Racconta questo l’ex legionario ai giovani che inseguono il mito della bella morte ma gli chiedono di ferie e licenze, diritti e indennità. E in calce al libro risponde in sintesi alle loro domande più frequenti.



Avete presente quando girate per mercatini e ovunque, intorno a voi, ci sono montagne di libri?
Ecco! Lì, questo libro mi ha fatto l’occhiolino e mi ha scelto.
Forse perché ho sempre avuto un prurito di sapere sulla Legione straniera, almeno da quando ho scoperto che ci era entrato un mio amico di infanzia, ma questa è un’altra storia.
Sulla quarta di copertina c’è scritto: 

Vi racconto cos’è la Legione straniera, da chi è formata e su quali principi si regge. Vorrei sfatare i falsi miti, le bugie e le calunnie, e vorrei farlo una volta per tutte.

A mio avviso è una promessa ampiamente mantenuta.
Parla dei Legionari, chi sono? Perché lo fanno? Di loro dice:

In molti entrano in Legione perché devono. Non parlo di criminali in fuga dalla legge, assassini braccati dalla polizia, avventurieri o diseredati. Parlo di uomini che hanno lasciato i loro paesi in guerra, in Africa, Asia, America Latina.

L’autore ci guida attraverso le regole e la disciplina che caratterizzano l’organizzazione del corpo, offrendo la possibilità di capire ed eventualmente scegliere se è un percorso che fa per noi.
Anche il legame cameratesco è molto ben descritto: un vincolo di fratellanza tra persone che darebbero la vita l’una per l’altra, qualcosa che non si spezzerà mai anche dopo quando se ne esce. È per sempre.
Senza ombra di dubbio è una lettura interessante che ho trovato molto strutturata e sensata.
Chi l’ha scritta ha un suo modo di raccontare senza fronzoli, spesso traspare il suo vissuto che condivide con generosità per spiegare il carattere e la formazione di un Legionario.
Della guerra e della morte racconta con realismo una realtà che pochi conoscono:

Durante la missione in Repubblica Centrafricana non abbiamo subito fortunatamente nessuna perdita, ma dall’altra parte i morti sono stati centinaia.
Potevi sentire l’odore dei cadaveri putrefatti e bruciati, e sono cose alle quali nessun addestramento potrà mai prepararti. D’un tratto capisci che la morte è la violenza, in certi luoghi, sono qualcosa di quotidiano e costante. La gente lo sa, ci ha fatto l’abitudine, ed è forse questa la cosa più tremenda.

La scrittura è scorrevole, la descrizione della Legione accurata, dalle punizioni alle corvée. Così è e così lo dice senza mezzi termini o giri di parole.
A volte le sue frasi sono così lapidare che si conficcano nella mente.

Posso dire di avere ottenuto dalla Legione tutto ciò che mi aveva promesso: un’esistenza degna di questo nome.

Gli episodi presi ad esempio, e che l’autore condivide con generosità, chiariscono senza ombra di dubbio ogni aspetto.
Le sue considerazioni sono dolci e amare per un mondo che sta cambiando, trasformando anche la Legione straniera che era un universo a parte.
Se l’intento dell’autore era di far conoscere questo mondo posso dire: missione compiuta.
Quindi, se avete delle curiosità su questo esercito su cui si è detto tutto e il contrario di tutto, questo è il libro giusto.


domenica 3 maggio 2026

RECENSIONE "DELITTO ALLA FOSSA" di Scarlett Douglas Scott

 

Buongiorno e buona domenica, follower!
Recensione: "Delitto alla fossa" dell'autrice Scarlett Douglas Scott, 
primo volume della serie "Le indagini del commissario Bardi". 
A cura di Silvia Cossio.



Autore: Scarlett Douglas Scott

Serie: Le indagini del commissario Bardi

Genere: Racconto giallo

Disponibile in ebook a € 0,99

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Marzo 2022. Dalle acque del Po in secca riemerge il relitto di una barca che contiene i resti di un uomo. A identificarlo si impegna la Squadra Mobile della Polizia di Piacenza, nelle vesti del Commissario Bardi e la sua giovane collega Greta Lupi. Le indagini li portano a scavare nella vita di un imprenditore agricolo piacentino, famoso per la sua storia di umiltà e successo che lo definivano come uomo generoso e benefico. Nessun indizio che possa identificare un aggressore, solo una spilla dei Lions e una banconota da 500 lire in bocca.
Bardi e Greta si troveranno sconcertati e impotenti a seguire una pista improbabile, nella Bassa Padana, terra di omertà, segreti e traffici illegali di reperti archeologici.

Racconto lungo, primo di una serie, dedicata al genere giallo e alla provincia di Piacenza, terra tranquilla, tra nebbie e zanzare, ma che riserva sempre drammatiche soprese.



Marzo 2023
Il ritrovamento di un cadavere, nelle acque del fiume Po, grazie alla secca che, giunta ai minimi storici, ne ha portato alla luce i resti. Una spilletta dei Lions che ne facilità il riconoscimento: tale Luigi Civardi, imprenditore agricolo, tra i più grossi allevatori dell’Emilia, azionista della banca locale e sponsor di diverse attività sportive, noto per la sua generosità, iscritto al Lions Club.

E insieme al cadavere riemersero anche altre storie che fino a quel mattino erano state fatte tacere.

Un suicidio risalente a quarant’anni prima. Un indizio che accomuna i due casi. Una vendetta. E la Fossa, sita tra Fossadello e Mortizza, un luogo che sembra avere un valore sentimentale.
Questo, in sintesi, il riassunto di quello che troverete in questo breve racconto. Meno di quaranta pagine, che tuttavia rendono bene. La storia nel suo piccolo fa il suo dovere, risulta di piacevole lettura. L’autrice espone i fatti in maniera chiara e le indagini seguono un filo logico che, sebbene in parte prevedibile, tiene alta l’attenzione del lettore.
Diverse le figure che calcano la scena, tutte ben caratterizzate: dal giornalista al prete, dai vari esponenti delle forze dell’ordine ai comuni cittadini. Interessante il personaggio dell’Ispettrice Greta Lupi, che sono curiosa di conoscere meglio nei prossimi volumi. Simpatico quello del Commissario Bardi, che coordina la squadra mobile della polizia di Piacenza, nonché protagonista della serie, quasi una macchietta con il suo modo di fare sempliciotto
A far da cornice, il fiume Po che, come un giustiziere silenzioso, aveva messo tutti sulla bilancia e li aveva giudicati in maniera imparziale, restituendo la pace dei morti al povero Pietro Baldini.
Non posso aggiungere altro se non che il caso si risolve praticamente da solo, grazie ai sensi di colpa del colpevole, che, messo alle strette… Niente, vi toccherà leggere questo capitolo - autoconclusivo - de “Le indagini del commissario Bardi” per scoprire come si evolve la storia. 

PS: Qualche piccola imperfezione che segnalerò all’autrice e che confido verrà rimossa.