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lunedì 5 aprile 2021

RECENSIONE "STORIA DI COME IO E POLPETTA SIAMO SOPRAVVISSUTE" di Adriana Pasetto

 

Buon pomeriggio follower, buon lunedì di Pasquetta!
In questi giorni, complice la festività pasquale, ho portato a termine il romanzo dell'autrice Adriana Pasetto, "Storia di come io e Polpetta siamo sopravvissute", una breve ma intensa storia autobiografica che non mi ha lasciato indifferente.




Autore: Adriana Pasetto

Genere: Biografico

Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 8,32

Contatto facebookAdriana Ady Pasetto



TRAMA:

Questa è la storia tragicomica di come io e Polpetta ci siamo salvate la vita. Questa è una storia di resilienza. Polpetta, la mia gatta, è arrivata nella mia vita quando io avevo appena scoperto di avere un linfoma, un tumore del sangue, e mi ha accompagnata durante tutto il mio percorso di terapie e trapianti. Perché quando un gatto ha bisogno di voi, più probabilmente siete voi ad avere bisogno di lui.



Come già anticipato, una storia davvero intensa che ha catturato tutta la mia attenzione. Iniziata senza avere la minima idea di cosa avrei letto, del tema trattato, acquistata solo perché attirata dal titolo e dalla cover, sull’onda della mia personale simpatia per i gatti. Banale, ma vero. Con quattro gatti (più quelli dei vicini e un paio di randagi), un cane, una calopsitte, una tartaruga d’acqua di trent’anni, rane e pesci nel laghetto in giardino, vi sarà senz’altro chiaro perché mi sono sentita attratta dall’immagine di un bel micio, ehmm… scusate, volevo dire micia. Non vorrei mai che la co-protagonista di questa storia si offendesse. Già ha dovuto sfoderare tutto il suo fascino per farsi accettare e guadagnarsi un posto nella vita della protagonista, se poi mi ci metto io con le mie sviste e rivolgendomi a lei al maschile… meglio evitare. 

Dopo pochi mesi lei aveva deciso che quella ormai era la sua casa, e niente e nessuno le avrebbe fatto cambiare idea. La mia gatta, anche in quel periodo particolare, mi insegnò la pazienza: quella che lei aveva avuto nell’attendere che io fossi pronta a occuparmi di lei, quella che dovevo avere io ogni sera nell’attendere il suo ritorno e quella che cercavo di avere ogni giorno in cui le cose non stavano andando come previsto.

Ma questo romanzo non è solo una bella cover e un titolo simpatico, è molto di più. E vi sarà chiaro da subito. Inizio col dire che la storia è autobiografica. L’autrice, Adriana Pasetto, racconta uno spaccato della sua vita non proprio felice, che l’ha vista alle prese con una forma tumorale aggressiva e resistente alle terapie e lo fa con una ironia spiazzante. Due anni della sua vita dentro e fuori dall’ospedale in una continua lotta contro il tempo e l’inefficacia dei trattamenti riassunti ed esposti in chiave leggera, al limite del comico. E per quanto mi riguarda è un bene perché, in un contesto drammatico, non sarei mai andata avanti con la lettura, invece qui, sebbene consapevole della tragedia in atto, ci si ritrova a scorrere le pagine, guadagnando il finale con il sorriso sulle labbra. 
Troppo simpatici gli scambi con Polpetta, la micia - chiarimento superfluo, deve essere per forza la micia perché se mai qualcuno decidesse di chiamare una persona Polpetta più che ironico risulterebbe di cattivo gusto 😅 -, dove Adriana Pasetto interpreta a modo suo i pensieri della sua pelosetta, inserendo addirittura nella parte finale il pov di quest’ultima.
Tra le righe, inoltre, l’autrice ricorda l’importanza della donazione. 

L’iscrizione ai registri dei donatori è piuttosto semplice perché basta recarsi in uno dei tantissimi centri di donazione sangue e plasma, sottoporsi a una breve visita che certifichi la buona salute e a un prelievo di sangue. Semplice, veloce, indolore. Forse nessuno avrà mai bisogno di voi; forse un giorno salverete la vita di qualcuno. Una vita come la mia.

Stile scorrevole, scrittura impeccabile.
Concludo consigliando la lettura di questo breve romanzo che non solo vi farà trascorrere piacevolmente un paio di orette, ma che vi sorprenderà e vi arricchirà, aprendovi gli occhi su un tema delicato e spesso sottovalutato.
Complimenti all’autrice Adriana Pasetto.


sabato 16 gennaio 2021

"STORIA DI COME IO E POLPETTA SIAMO SOPRAVVISSUTE" di Adriana Pasetto

 

Buongiorno follower, buon sabato!
il romanzo dell'autrice Adriana Pasetto.




Autore: Adriana Pasetto

Genere: Biografico

Disponibile in ebook a € 0,99
A breve anche in formato cartaceo 

Contatto facebook: Adriana Ady Pasetto



TRAMA:

Questa è la storia tragicomica di come io e Polpetta ci siamo salvate la vita. Questa è una storia di resilienza. Polpetta, la mia gatta, è arrivata nella mia vita quando io avevo appena scoperto di avere un linfoma, un tumore del sangue, e mi ha accompagnata durante tutto il mio percorso di terapie e trapianti. Perché quando un gatto ha bisogno di voi, più probabilmente siete voi ad avere bisogno di lui.


DICE L’AUTRICE:

Da quando mi hanno diagnosticato un tumore, ho sempre pensato che prima o poi ne avrei scritto un libro. Ancora però non potevo sapere che una gatta sarebbe arrivata nella mia vita, stravolgendola e salvandola. Ho voluto parlare di tutto quello che mi è accaduto con ironia, con un sorriso, perché anche nei giorni più difficili non ho mai perso la speranza, e la mia gatta mi ha proprio insegnato a guardare il lato positivo di tutto. Ora, due anni dopo quella diagnosi e tante altre avventure di cui parlerò nel volume, mi sono sentita pronta per mettere tutto per iscritto.




BREVE ESTRATTO:

Io e Polpetta, la mia gatta, che prima non era la mia ma lo è diventata poi, ci siamo incontrate in una fredda serata di Ottobre o Novembre, chissà. Era il 2018, questo lo ricordo precisamente, e da quel momento è iniziata la nostra storia: quella di una ragazza che stava attraversando un periodo particolare e difficile della sua vita e quella di una gatta che, a modo suo, ne stava attraversando uno in ugual modo complesso. Questa è la storia di come io e Polpetta ci siamo salvate la vita. Questa è una storia di resilienza.
Se ho imparato qualcosa dalla mia situazione è che ognuno affronta la malattia in modi diversi, e nessuno di questi è sbagliato o giusto. La parola tumore spaventa e terrorizza, per me rimane però sempre e solo una parola. Spesso mi hanno chiesto come avrei affrontato la malattia e le cure: io le ho affrontate nell’unico modo che conoscevo, ovvero facendo quello che mi veniva chiesto di fare, e ridendo. Ho riso tanto in questi mesi, ho riso molto più di quello che ho pianto, trasformando le mie sfortune – perché a volte è proprio solo di sfortuna che si può parlare – in momenti allegri. Perché la tristezza non avrebbe cancellato il nome della malattia, perché il pianto non mi avrebbe aiutata a superare tanti cicli di chemioterapia, perché lo sconforto non mi avrebbe permesso di combattere il mostro che continuava a crescere in me. Però questa è solo la mia storia, la storia degli altri verrà scritta in una maniera diversa. Questa però è la mia.





 
Adriana Pasetto nasce a Torino e cresce in provincia. Da sempre lettrice seriale, nel senso che legge molto e soprattutto romanzi di genere noir, collabora con il blog Contorni di noir e si dedica nel tempo libero alla scrittura di brevi racconti e novelle.