sabato 11 aprile 2026

RECENSIONE "NOI RAGAZZE DEGLI ANNI '80" di Chiara Balzaretti

 

Buongiorno e buon sabato, follower!
Andrea Macciò ha letto per noi "Noi ragazze degli anni '80
dell'autrice Chiara Balzaretti.




Autore: Chiara Balzaretti

Genere: Narrativa

Disponibile in ebook a € 2,69

E in formato cartaceo a € 10,40

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Crezia e Shine sono due anime smarrite e consumate da esperienze di difficoltà e paura: entrano ed escono dalla psichiatria. Lottare per e con la vita risulta difficile, quasi impossibile, finché incontrano sulla loro strada due ragazzi, Fede e Pasin: due musicisti sregolati, che vivono al di fuori delle regole comuni. Si innamorano, ma si odiano anche: il loro è un amore contrastato, straziato dalle brutture dell’esistenza. Tuttavia con il tempo si consolida. Una sera come tante Crezia incontra Bri. Anche lui è un musicista: suona in un pub ed è un ragazzo dall’animo forte. Basta un gioco di sguardi per capirsi. Ama Pasin intensamente, ma Bri le dona protezione emotiva e sicurezza. La serenità che da tempo va cercando inutilmente .
Noi, ragazze degli anni Ottanta è un susseguirsi di vicende, di lotte a favore della vita, nonostante tutto; nonostante le difficoltà che la vita stessa pone.
Sono trattati temi forti: autolesionismo, depressione, dipendenze dalla droga e alcol, con lo scopo di dare giustizia alle esistenze dei protagonisti, che, come tanti ragazzi, trovano con difficoltà la strada verso il futuro. Con l’amore, la dedizione, il male che logora dentro diventa meno pesante e motivo di riscatto. 



“Noi, ragazze degli '80” è la storia di due ragazze interrotte, due anime smarrite, Shine (che nelle prime pagine si presenta come Nuvolashine) e Crezia, che si conoscono per caso nel reparto di psichiatria di un ospedale. Tra di loro nascerà un’amicizia molto profonda, sono accomunate dalle difficoltà vissute e dall’essere state lasciate sole nell’affrontare le sofferenze della vita. La loro amicizia sarà una scintilla per cercare una via d’uscita dalla loro disperazione. Una svolta nella loro esistenza sembra essere determinata dall’incontro con due ragazzi, Fede e Pasin, due musicisti che vivono al margine delle regole sociali. 
Shine si innamora di Fede e Crezia di Pasin, ma il loro sarà ancora una volta un amore sofferente e contrastato, anche perché sulle ragazze degli anni ottanta pesa la condizione di vita in una comunità, nella quale si trova anche la più strutturata ed equilibrata Jessica, e per Crezia la spinta autolesionistica che la spinge a procurarsi tagli e ferite che non potrà celare a Pasin.
A rendere più difficile e confuso il tutto, l’orientamento sessuale incerto di Pasin, per il quale l’incontro con Crezia ha rappresentato la sua prima esperienza con una ragazza.
In una serata apparentemente uguale alle altre, Crezia incontra un altro musicista che suona in pub, più grande di lei di 14 anni, Bri, con alle spalle una vita di relazioni sregolate e dipendenze da droga e alcool. Crezia e Bri si intendono subito al primo sguardo e sembrano completarsi, lui lasciandosi alle spalle un passato turbolento, lei ricevendo un senso di protezione e rassicurazione emotiva che Pasin, nonostante l’amore intenso che provava per lui, non le ha mai trasmesso.
Raccontato con i pov alternati delle due protagoniste, Shine e Crezia, “Noi, ragazze degli anni '80” è un libro che tratta temi delicati e controversi come le dipendenze da droga e alcool, le dipendenze emotive e gli amori tossici disturbi borderline, la depressione e l’autolesionismo, fenomeno che colpisce soprattutto le ragazze, con un linguaggio semplice, ma introspettivo e molto intenso e coinvolgente, che porta chi legge a sentire quasi fisicamente sulla propria pelle le sofferenze, l’angoscia, l’emotività e la sensibilità portata all’estremo delle due protagoniste.  
La capacità di far sentire quasi personalmente la sofferenza emotiva delle protagoniste è una qualità indubbia del libro, la scrittura ha quasi la forma di un monologo interiore e il fatto che talora sembri mancare di approfondimento narrativo sulle singole storie è perfettamente funzionale per aiutarci a entrare davvero nella mente e nel cuore delle ragazze degli anni ottanta
Una sorta di diario emozionale intensissimo, una storia che, nonostante i temi molto delicati e legati alle sofferenze emotive che tratta, contiene anche un messaggio positivo, la voglia di riscatto e di farcela nonostante tutte le avversità delle protagoniste, grazie alle relazioni di amicizia e amore che possono se vissute con autenticità e intensità sconfiggere il male che ci si porta dentro.
“Noi ragazze degli anni '80” è una lettura intensa, che non potrà lasciare indifferente chi legge trascinato dentro il vortice emotivo di Shine e Crezia.


mercoledì 8 aprile 2026

RECENSIONE "IL PARADOSSO DEL GATTO INNAMORATO" di Grazia Cioce

 

Buongiorno follower 😊
Recensione: "Il paradosso del gatto innamorato" dell'autrice Grazia Cioce. 
A cura di Silvia Cossio.



Autore: Grazia Cioce

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 2,99 

E in formato cartaceo a € 16,63

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

E se in un mondo di finzione l’amore fosse l’unica verità possibile?

Lei è l’addetta stampa di una famosa azienda che produce gioielli da generazioni. Ama i paradossi scientifici e odia i bugiardi come il suo ex ragazzo (il granchio).
Lui è tornato a casa dopo una lunga assenza e vuole solo una cosa: soffiare il posto alla ragazza che, a suo avviso, siede alla sua poltrona. E per farlo è disposto a tutto. Che sia lecito o meno.
E poi c’è Cellini. Agile, elegante e con gli occhi gialli, si muove beffardo tra gli umani trattandoli come suoi sudditi. Tutti tranne lei, di cui è evidentemente cotto.
Lei, lui, il gatto, un granchio, una poltrona troppo piccola da condividere, un caveau, un lungo weekend a Parigi e un’attrazione che non era stata messa in conto.
Cosa potrà mai andare storto? 



Giulia Rossi ha ventisette anni e un progetto: evitare i casi umani e trovare la persona giusta con cui passare il resto dei suoi giorni; evitare di cadere nella trappola di chi vuole da lei solo qualcosa in cambio. 

È per questo che sono appassionata di “paradossi” e scienza: li studio e cerco di contestualizzarli, come la foresi, prendendo spunto dal mondo animale, dai grandi pensatori del passato o da fisici e matematici. A ogni paradosso, una soluzione. E forse, un giorno, così facendo, saprò riconoscere i granchi ed evitare di diventare inconsapevole tassista sfruttata a mia insaputa. 

Lavora per la Gaudenzi Gioielli, orafi da generazioni, in veste di addetta stampa ufficiale, nonché content e web manager.
Con la sua razionalità, unita alla passione per la scienza, trova il suo equilibrio, la sua serenità. Ritiene la logica confortante, cosa che non si può dire delle relazioni umane. Ha le sue teorie: cerca di dare un senso a questa cosa del tutto irrazionale che è l’amore.

“Nella logica c’è certezza”, replico secca.
“E nelle persone?”
“Troppe variabili. Le variabili incontrollate non mi piacciono”.

Dal carattere battagliero, con un talento naturale per irritare gli altri. Si definisce masochista, attratta solo da uomini psicolabili. 
Leonardo Pietro Gaudenzi, trent’anni, pecora nera della famiglia appena tornata all’ovile. Il Big Bang della storia. Scaltro, manipolatore. Organizzatore di eventi, ma con il volto giusto per fare l’attore.

Viziato, eccentrico, freddo, cinico, sciupafemmine. Questo si dice di lui. Io aggiungerei anche manipolatore e scaltro.

Lei usa la verità come un’arma e lui la manipolazione.
Il loro incontro innesca un meccanismo di caos.
Se poi ci aggiungiamo che saranno costretti a collaborare… La fusione dell’aspetto organizzativo con quello creativo. Riusciranno a mettere da parte la competitività e l’attrazione e a lavorare gomito a gomito?

“Allora non dobbiamo fare altro che restare professionali, sopportarci a vicenda per lo stretto necessario e arrivare vivi alla Fiera di Torino!” commento risoluta, elencando i punti cruciali.

Ma quella che è nata come una forzatura, si trasforma in piacere. L’inizio di un sentimento. 

Giulia si è insinuata nella mia vita un po’ alla volta e, mentre io pensavo a come prendermi il suo lavoro, lei si è presa il mio cuore.

Sotterfugi, intrighi, strategie, però, rischieranno di rovinare tutto.
Per non parlare della sfiducia della protagonista verso il genere umano. Giulia vuole punire lui o preservare se stessa? Riuscirà a lasciarsi il passato alle spalle e a darsi una possibilità?
Che dire? Una commedia romantica ben riuscita. Simpatici i siparietti che, non lo nego, mi hanno strappato più di una risata - quello che fa guadagnare a Giulia l’appellativo di “Fourchette criminelle” va in cima alla lista 😂 -, senza nulla togliere ai vari paradossi descritti o alla propensione della protagonista per cacciarsi in situazioni imbarazzanti; per non parlare di Cellini, il gatto dallo sguardo giudicante, o di Caterina, l’amica simpaticamente indiscreta. Insomma, una storia dal ritmo incalzante e coinvolgente che consiglio senza ombra di dubbio.
Complimenti all’autrice, Grazia Cioce.


martedì 7 aprile 2026

RECENSIONE "ARMINIA E GUALBERTO" di Erminia Tosti Luna

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Arminia e Gualberto" dell'autrice Erminia Tosti Luna
A cura di Giorgia Spurio.





Ascoli 21 maggio 578. Il ribelle ascolano Agostino viene trucidato insieme ai suoi figli sulla pubblica piazza dagli occupanti della città: i Longobardi. Ad assistere al supplizio, dopo avere eluso il divieto del padre, c’è Arminia, la figlia del miglior fabbro della città. A contenere l’agitazione di quella giornata funesta c’è Gualberto, biondo invasore che sembra non condividere nulla dei rozzi costumi dei suoi compagni. Nel frattempo, al convento di San Benedetto a Villa San Gennaro fra Jacopo sta cercando di venire a capo di un’antica pergamena di lingue che se decifrata potrebbe restituire alla luce antichi volti e fatti che sembravano destinati a essere dimenticati per sempre. Arminia e Gualberto è il racconto di un incontro impossibile, una storia sul potere dell’amore e della cultura, che, quando si uniscono sono capaci di superare qualsiasi ostacolo.



Erminia Tosti Luna è un’insegnante in pensione appassionata di storia e in particolare di quella narrata, tramandata e leggendaria di Ascoli Piceno.
È anche scrittrice e ci regala un prezioso romanzo storico ambientato all’epoca dei Longobardi, dal titolo "Arminia e Gualberto" (Stampa Seros, 2022). 
Il libro è ricco di dettagli sulle tradizioni picene e bizantine e poi su quelle longobarde: abbigliamento, consuetudini, leccornie. 
È l’anno 578 e due giovani di due mondi lontani si incontrano. I loro destini si intrecciano a causa di un fatto, la triste e crudele punizione subita dal ribelle ascolano Agostino e della sua famiglia. Lui e i suoi familiari vengono trucidati in piazza. Quest’opera immonda è realizzata dagli invasori, i Longobardi.
Tra questi però c’è Gualberto, un ragazzo affascinante, biondo e alto, ma di carattere ben diverso. Si dimostra sensibile, affabile e curioso. Da questi suoi modi rimane ammaliata la giovane e bella Arminia, figlia di Valfrido, il più bravo fabbro e artigiano della città. 
Tra i due ci sono solo degli sguardi e degli incontri casuali.
Quando poi Arminia scopre il lato sensibile di Gualberto, che si prodiga per raccogliere i resti di Agostino e dei suoi figli per una degna sepoltura, non capisce ancora che si sta innamorando.
Il giovane guerriero è per fortuna sempre nel momento giusto a salvare Arminia che si va a trovare spesso nei guai. La salva e per questo il ragazzo è invitato a casa ed è ben visto.
Anche lui era stato folgorato dalla bellezza e dalla tenacia della ragazza. 
Anche se tra i due ci sono origini diverse, anche se la gente ne potrà spettegolare, i due giovani scopriranno un amore che durerà nel tempo. 
Erminia Tosti Luna si conferma un’attenta ricercatrice e descrive in modo dettagliato le tradizioni picene come quelle longobarde, le dimore, gli abiti e i cibi tipici. 
Ricche e minuziose sono le descrizioni dedicate ai gioielli indossati e realizzati dall’ingegno e dalla mano del padre di Arminia. Con precisione l’autrice ci elenca i materiali, i metalli e le pietre preziose, facendo anche cenno al loro processo di estrazione, il luogo d’origine e gli scambi commerciali. 
Con lo stesso stile particolareggiato ci narra dei tessuti, dei libri, della vita in monastero, delle abitudini domestiche e ciò che accadeva sulle vie.
Più linee si intrecciano, quella narrativa con la ricerca filologica e archeologica, creando un peculiare "gioiello" della narrativa storica.