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giovedì 7 aprile 2022

"ARISTOCRAP - NON È TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA" di Mariacristina Savoldi Bellavitis

 

Buongiorno follower!
Vi segnalo AristoCRAP, l’atteso libro dell’autrice Mariacristina Savoldi 
Bellavitis, edito Santelli Editore. 
L’autrice accompagnerà il lettore tra le pagine della sua fragilità e incompletezza, in un mondo dove... non è tutto oro quello che luccica.



Titolo: AristoCRAP 
Autore: Mariacristina Savoldi Bellavitis

Genere: Autobiografia e critica sociale

Casa editrice: Santelli Editore

Disponibile in ebook e in formato cartaceo

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA: 

Una famiglia aristocratica con un antenato papa, uno stabile di lusso, gli sfarzi residui di una nobiltà decaduta, un nonno e un nipote a capo di una vera e propria organizzazione criminale. La solitaria e inascoltata lotta femminista di una donna apparentemente privilegiata a una cultura violenta e maschilista che la vorrebbe vittima silenziosa. E in questo scenario che la contessa Maria Cristina Savoldi d'Urcei Bellavitis è cresciuta fin dalla morte di suo padre, quando aveva soltanto dodici anni. La sua ribellione è sempre stata vista come qualcosa da estirpare con violenza e la splendida casa famigliare nel centro di Milano è, per lei, una pericolosa gabbia dorata. Ora Cristina si trova a un bivio: decidere se continuare a combattere, dopo decine di denunce cadute nel nulla, o arrendersi all'inevitabile salto nel vuoto. La resa o la lotta all'ultimo sangue?


BREVI ESTRATTI:

A New York mi sentivo guarita, felice e piena di energia, quasi in una sorta di estasi. Non mi ero mai sentita così libera prima e quella sensazione, soprattutto nelle prime settimane in cui avevo cominciato a vivere la città (non come da turista), mi aveva fatto lo stesso effetto di trovarmi davanti a un’opera d’arte ed essere piacevolmente sopraffatta da una specie di sindrome di Stendhal...


Ogni donna che desidera realizzarsi fiera e libera dai giudizi altrui. A me stessa per ciò che ho vissuto e subito, costretta a costruire attorno a quegli eventi un’attitudine apparentemente leggera e priva di tristezza” dice l’autrice. “A tutte coloro che desiderano essere semplicemente donne, madri e educatrici.





Mariacristina Margherita Savoldi d’Urcei Bellavitis discende da una famiglia nobiliare e tra i suoi antenati c’è anche Papa Gregorio XVI. Le sue origini le hanno offerto diverse possibilità e ha avuto modo di avere incontri ed esperienze importanti. Ha studiato gemmologia a New York e sciamanesimo in Mongolia, ha lavorato per Versace ed è stata assistente personale di Saadi Gheddafi. Ha scritto con Selene Calloni Williams “Anche gli atleti meditano, seppur di corsa”, premio CONI per la sezione tecnica, e “Adolescenza interrotta” dopo il volontariato al reparto pediatrico del Fatebenefratelli di Milano e gli studi di counseling.




martedì 25 giugno 2019

"UN GROSSO BELLISSIMO SBAGLIO" di Roberta Schettino



Buongiorno follower, buon martedì!
Vi segnalo il romanzo dell'autrice Roberta Schettino: "Un grosso bellissimo sbaglio", edito Santelli Editore. 






Autore: Roberta Schettino
Genere: Romance

Casa editrice: Santelli Editore

Disponibile in ebook a € 5,99
e in formato cartaceo a € 12,90






TRAMA:

E se una serata all'apparenza come tante altre, tra scotch e bicchieri riempiti a metà, nel cuore di San
Diego, in California, diventasse invece il fulcro dell'esplosione di un amore?
Ma non l'amore preconfezionato che siamo abituati a leggere nei soliti romanzi.
A sconvolgere ogni equilibrio e scardinare ogni regola saranno le contraddizioni della vita di
Savannah. Le conseguenze inevitabili di un gesto inaspettato saranno il frutto delizioso di un
grosso, bellissimo sbaglio.



BIOGRAFIA:

Roberta Schettino, nata nel 1996 nella città di Napoli dove vive tutt'ora e dove studia Lingue, culture e letterature delle Americhe all’Università l’Orientale.
Ha iniziato a scrivere all'età di 16 anni, facendo della penna e delle parole un canale per sfuggire ed evadere da un momento buio della sua vita. Ma anche quando la luce è ritornata l’amore per la scrittura non ha smesso di crescere in lei, portandola a riempire quaderni di storie e personaggi, frutto della sua fantasia. Prima della stesura del suo libro ha avuto modo di mettersi alla prova svolgendo il ruolo di articolista per vari siti internet che si occupavano di notizie generali o viaggio. Poi finalmente la sua storia nel 2018 prende vita e approda su wattpad, dove nel giro di pochi mesi ottiene 60 mila letture.
Attualmente Roberta lavora sodo per realizzare i suoi sogni, quando non scrive per lei, lo fa per recensire libri e parlare dei suoi viaggi.
Il suo primo romanzo è Un grosso bellissimo sbaglio pubblicato nel 2019 da Santelli Editore.



DICE L’AUTRICE:

Ho iniziato a scrivere a 16 anni questa storia, durante un periodo non molto felice della mia vita e in essa rispecchiavo ciò che avrei voluto vedere nella mia realtà. Non tanto la situazione, bensì la storia d'amore, il cambiamento caratteriale dell'uno e dell'altro.
Non c'è un momento esatto in cui ho iniziato a scrivere, in quanto sin da bambina, già alle elementari mi piaceva inventare storie, favole ecc. Ma ricordo che c'è stato un momento esatto in cui ho iniziato a scrivere per me. È stato a 16 anni e da allora non ho più smesso.
La somiglianza tra me e Savannah è alquanto particolare. Lei mi rispecchia in alcuni aspetti, come la fragilità, il voler a tutti i costi realizzare i propri desideri e la voglia di essere indipendente. Mentre in altri punti è praticamente il mio opposto, o meglio l'opposto di quella che ero un tempo. Infatti ho sempre desiderato allora sapermi imporre come fa lei, mettere davanti per prima i miei sentimenti e le mie esigenze, quando gli altri si comportavano da egoisti.



BREVE ESTRATTO:

"Era in attesa ma con un enorme voglia di scappare via, anche se non poteva farlo, era capitata in una di quelle situazioni in cui devi affrontare il problema, anche se non vuoi". 





lunedì 6 agosto 2018

RECENSIONE "NONNO EGEO" di Sir J



Buongiorno follower, buon inizio settimana!

Vi segnalo "Nonno Egeo" di Sir J, edito Santelli Editore.
Luc Cel, che lo ha letto per noi, lo ha paragonato a una piccola perla... 😊







Titolo: Nonno Egeo
Autore: Sir J

Genere: Storico - Biografico

Casa editrice: Santelli Editore

Disponibile in ebook a € 3,99
e in formato cartaceo a € 9,99





TRAMA:

Michele Caradonna, denominato "Nonno Lino", un anziano ex Maresciallo Maggiore dell'Esercito Italiano, durante una fresca serata estiva, desideroso di trasmettere al nipotino qualche insegnamento di vita, contrariamente all'opinione della moglie, decide di svelare e raccontare una storia cui era stato protagonista in gioventù in quel dell'Egeo, a Rodi.
La vicenda, svoltasi durante la seconda guerra mondiale, in corrispondenza degli ultimi giorni del periodo Nazista e liberazione della penisola per mano degli Alleati, nel 1943, riproduce fatti ed avvenimenti storici realmente accaduti.
Il nipote, assai legato al nonno materno, lo ringrazierà per sempre per lo splendido racconto, di cui, nonostante tutto, ne beneficerà per tutta la vita.
Un bel giorno però, ormai adolescente, proprio nella stessa casa in cui gli era stata raccontata la vicenda, nascosta in un cassetto, troverà una gradita sorpresa, capace di svelargli la fine e la veridicità o meno della vicenda.





BREVE NOTA AUTOBIOGRAFICA
SERGIO CALCAGNILE
(pseudonimo "SiR J") 

- Sergio Calcagnile, nato a Torino il 25 dicembre 1966, coniugato (con Gisella), padre di due figli, Daniele (sei mesi) e Sara (sei anni).

- Diplomato a Milano nel 1985, presso il Liceo Classico Statale Giuseppe Parini, si laurea in legge nel 1991 presso l'Università statale di Milano.

- Lavora dal 2008 come dipendente/consulente legale, presso un importante studio notarile di Milano.

- Appassionato di musica, dopo aver suonato per anni con suo fratello nella band cabarettistico musicale "Fatti Così", oggi suona nel duetto acustico musicale "Megapixel", in cui è autore e coautore di molteplici canzoni.

- Appassionato di lettura e scrittura, è autore di racconti e strofe per bambini, ad oggi non ancora prodotti nè pubblicati.

- 2017: in seguito alla partecipazione a vari concorsi per opere dal genere horror, sono stati pubblicati vari suoi racconti:
- "Stria", raccolto in un'antologia denominata "Horror al sole 2017"
- "Il pianto Infantile", raccolto in un'antologia denominata "Halloween all'italiana 2017";
- quattro mini racconti pubblicati all'interno di un'antologia denominata "Schegge di Natale Horror 2017";

- Gennaio 2018: Finalista del premio letterario "Racconti lombardi", in cui un suo racconto è stato pubblicato nell'antologia "Racconti Lombardi" edita da Historica Edizioni.

- 2018: è prevista per dicembre la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo "Uru", di genere horror.






DICE L’AUTORE:

L’idea è nata qualche mese fa, di notte, mentre dormivo. Mi son svegliato di colpo e mi son ritrovato sudato fradicio, seduto in mezzo al letto che urlavo e sbraitavo, mentre mia moglie cercava di calmarmi. Mi sentivo immobilizzato e non riuscivo a salvarmi dalla gente che correva a destra, a sinistra, mi schiacciava col peso degli scarponi all’interno di un’imbarcazione, non permettendomi di avvicinarmi all’ingresso dell’accesso verso l’esterno. La nave stava imbarcando acqua ed era stata silurata. Tale descrizione corrispondeva esattamente al racconto che mi narrava il nonno quando ero bambino. Il mio stato d’ansia e terrore proprio durante quella notte stessa e da quel momento decisi di cominciare a scrivere il mio libro. Ma, ovviamente, questa è solo una piccola parentesi della vicenda accaduta a mio nonno.

Mi ha ispirato una mia parente che vive costantemente all’interno della mia anima, la quale, sin da quando ho iniziato a scrivere, continua a incoraggiarmi e a spingermi. Sono profondamente legato a questa persona e son certo che mi proteggerà per la restante parte della mia esistenza.

Il libro in realtà era stato presentato al fine di partecipare a un concorso narrativo organizzato da rete 105. Il concorso non andò a buon fine e rimasi con il mio manoscritto in mano alquanto deluso e amareggiato. Non avrei mai sperato di vincerlo ma almeno da esser nominato tra i primi cento. Invece nulla, un buco nell’acqua. Da lì a poco, provai a contattare una casa editrice conosciuta da poco su un social network, cui proposi di inviare qualcosa di narrativa. Furono subito interessati e dopo qualche giorno glielo mandai. Ero dubbioso perché si occupavano in modo particolare di saggistica, più che di narrativa. Alla fine il mio lavoro piacque e me lo pubblicarono nel giro di una decina di giorni. Ed eccomi qui.







Un piccolo racconto, una piccola perla.

La tenerezza di questo nonno che legge l'Iliade al nipote mi ha colpito molto, come pure il racconto di guerra che in qualche modo mi ha portato alla luce ricordi di infanzia. Anche i miei nonni hanno vissuto la guerra.
Qui il racconto è crudo come lo è la crudeltà di un conflitto.
Sono ricordi malinconici, piccoli pezzi di un vissuto cruento.
Il nonno non si arrende, suo nipote è troppo piccolo per sopportare tutte le crudeltà che ha vissuto, ma vuole che raccolga questo lascito. Lo fa con una lettera, dove da grande potrà apprendere la sua eredità, sotto forma di memoria che si tramanda, di un conflitto che è stato tanto cruento in tanti parti del mondo e in tanto modi diversi.
Sono poche pagine, non posso dire di più se non che me lo sono davvero gustato, accogliendo il dolore e la malinconia, ma anche la tenerezza di nonno Egeo.
Vi lascio con una piccola citazione;


Questo è il mio piccolo dono da custodirti gelosamente nello scrigno del tempo”.




BREVE ESTRATTO: 

Un boato assordante diede inizio all'incubo più terribile mai vissuto, che ancora oggi mi fa destare in piena notte. 
Immediatamente dopo l'onda d'urto provocata dal devastante siluro che aveva centrato in pieno la poppa vicino alla parte inferiore della murata, migliaia di corpi vennero sbalzati di metri e metri, facendoli accartocciare tra loro l'uno sull'altro, con la stessa violenza di un trancio di bue di trenta chilogrammi sbattuto su un tavolo dall'altezza di dieci metri.
Si sentirono rumori di ossa che si frantumavano, tagli, fratture, urla disperate e infine l'odore pungente della paura e della morte.
Cercai di rialzarmi per non essere schiacciato dalla massa di persone che si era sollevata di colpo, ma mi ritrovai nuovamente a terra, abbattuto da un portellone laterale presso cui ero schiacciato, aperto brutalmente dalla folla in uscita.
La gente calpestava, schiacciava, pestava senza timore, incurante della presenza di persone vive o decedute sotto i loro pesanti scarponi militari. A mia volta ero steso sopra altri corpi, alcuni morti, alcuni forse ancora vivi. Le mie urla erano inconsistenti e inutili. Fu lì che persi conoscenza, probabilmente a causa di una scarpata sulla nuca.
Mi ricordo che sognai qualcuno che mi prendeva dal mucchio di corpi e mi caricava sopra le sue spalle per portarmi fuori di lì.

Dalle poche cronache militari dell'epoca si seppe che alcuni militari riuscirono a rompere i resistenti vetri degli oblò, al fine di costruire vie di fuga, oltre ai due portelloni centrali presi d'assalto e quindi inagibili.
Quando riaprii gli occhi, mi ritrovai incredibilmente fuori da quell'inferno, disteso sul pontile della nave vicino al boccaporto.
Avevo la testa  immersa nell'acqua e il sapore in gola dell'acqua di mare misto a benzina, inalato dalle narici, mi provocò un immediato senso di nausea.
Ma chi mi aveva salvato?
Ricominciai a sentire urla e gente che scappava ovunque.
La nave stava colando a picco.
Un comandante, forse il col. Arcangioli in persona, gridava incessantemente di abbandonare la nave. La gente in panico si gettava nelle scure acque pur di salvarsi, mentre tre scialuppe di circa un centinaio di persone ciascuna, accalcate una sull'altra, si erano già allontanate utilizzando remi di scorta. 
Non sapevo nuotare e gli gridai aiuto disperato.
Non ricevendo risposta, chiamai gli amici prima conosciuti.
«Salvo, Rosario aiuto, vi prego, qualcuno mi aiuti!».
Ero rimasto solo e i pochi sul pontile erano muniti di salvagente, pronti a gettarsi. Mi guardai intorno per cercarne qualcuno ma non ce n'erano più a disposizione.
«Abbandona la nave subito!» mi urlò un marinaio poco prima di gettarsi.
Piangevo disperato. Mi feci forza. Pensai a Gentile. Non poteva finire così. Alzai gli occhi umidi di lacrime verso il cielo nero e mi gettai dal pontile nel vuoto più scuro. Il salto, nonostante la nave stesse inabissando, fu  di almeno una decina di metri...