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martedì 18 febbraio 2020

"WOLF" di Monica Lombardi



Buongiorno follower, buon martedì!
Monica Lombardi ci presenta "Wolf", secondo volume della serie "GD Security", edito Emma Books




Titolo: Wolf
Autore: Monica Lombardi
Serie: GD Security #2.5

Casa editrice: Emma Books 
Collana: Romantic Suspense

Disponibile in ebook a € 1,99

Pagina autore: Monica Lombardi 



TRAMA: 

Poche ore dopo la conclusione della missione che ha messo a rischio la vita di tanti suoi compagni, Chad Jennings, ex Force Recon e ora membro della GD Security, è costretto a partire per Pittsburgh, la sua città natale, e a lasciarsi alle spalle il fragile rapporto appena nato con Lex Warren, Wolf, uno dei geni informatici del Team. Come ignorare però la richiesta di aiuto di sua sorella Allison, che oltre a essere stata quasi annientata da un matrimonio sbagliato ha sofferto per quel fratello che non ha mai voluto scegliere la strada più facile?
Sì, ora Allie ha bisogno di lui, anche se un’indipendenza guadagnata a fatica le vorrebbe far credere il contrario. Ed entrambi hanno forse bisogno dell’aiuto di qualcuno per il quale sistemi di sorveglianza e informazioni in rete non hanno segreti. Qualcuno che non esita ad abbandonare tutto e ad attraversare un oceano, per essere al fianco dell’uomo di cui sta riuscendo finalmente a incrinare la corazza.






DICE L’AUTRICE:

Anche se questa novella può essere letta come storia indipendente, i due protagonisti, Lex “Wolf” Warren e Chad Jennings, si muovono di solito in un contesto più ampio. Lavorano entrambi per la GD Security, l’organizzazione privata di intelligence e security fondata da David Langdon. Si sono incontrati durante l’ultimo romanzo della serie GD Team, Hard Landing, e si sono avvicinati durante i primi due romanzi della serie GD Security, Storm e Hurricane.



PICCOLO SPOILER DELLA CASA EDITRICE:

La novella racconta anche una bellissima storia d'amore tra due personaggi. Chi sono, secondo voi? ;)
E inoltre troverete tanti altri contenuti, come un'intervista ai personaggi del GD Team e l'immancabile playlist! 
Perché ogni storia di Monica Lombardi tende ad avere un gruppo o un album, che dà il tono alla colonna sonora. E i nomi prevalenti di questa novella sono due: i Nickelback e i The Score. 






BREVE ESTRATTO:

L’aereo era atterrato da cinque minuti e Chad non riusciva a staccare gli occhi dalle porte da cui Wolf sarebbe sbucato di lì a poco. Si impose di distogliere lo sguardo, spostandolo sul resto del salone degli arrivi nazionali. Resistette una manciata di secondi, poi gli occhi finirono di nuovo su quelle dannate porte.
Era ridicolo. Non ricordava di essersi mai sentito così, come un ragazzino alla sua prima cotta, neanche con Michael.
Tirò fuori il cellulare e rilesse l’ultimo messaggio che Wolf gli aveva inviato da New York.
“Volo per P in orario. Per fare prima ho con me solo il bagaglio a mano.”
Dunque sarebbe davvero potuto comparire da lì a poco.
Passarono altri minuti, e Chad smontò e rimontò la sua Colt M45 diverse volte nella mente, giusto per tenersi occupato in qualche modo. Se fosse stato Superman, di quelle porte scorrevoli che continuavano ad aprirsi per lasciare uscire gente che non era Wolf non sarebbe rimasto molto, da tanto le fissava.
Finalmente l’alta sagoma di Lex Warren sbucò dietro a una famiglia con centoventi figli e diciotto passeggini al seguito che ne rallentavano l’andatura. Wolf lo vide subito dopo, svicolò tra i bambini e puntò dritto verso di lui, un sorriso stampato in faccia.
Giunto a un paio di metri, indicò la direzione da cui era arrivato.
«Ehi, ho appena passato un T-Rex! C’è un gigantesco scheletro di T-Rex quando scendi dalla scala mobile!»
Chad sorrise. «Sì, credo di averlo notato un paio di volte.»
«E dove tenete il resto di Jurassic Park?»
Chad non resistette più: gli si avvicinò fino a dargli una pacca sulla schiena, in un mezzo abbraccio. «Anch’io sono contento di vederti, Lupo.»
Wolf lo fissò dritto negli occhi, lo sguardo divertito. «Lo spero, visto che ho alzato le chiappe non appena mi hai chiesto di raggiungerti.»
«Andiamo, ho l’auto nel parcheggio sotterraneo» replicò lui.
Quindi si avviò verso gli ascensori, senza staccare la mano dalla sua schiena. 



BIOGRAFIA: Monica Lombardi è nata a Novara da padre toscano e mamma istriana. Lavora come interprete e traduttrice freelance. Sposata, madre di due figli, vive da più di trent’anni a Cornaredo, in provincia di Milano, dove si divide tra la scrittura, le traduzioni e il suo ruolo di mamma.
Monica ha esordito nel 2008 con una serie rosa crime di cui è protagonista il tenente della Homicide Unit di Atlanta Mike Summers di cui è recentemente uscito lo spin-off Vite rubate. Oltre alla serie GD Team, con Emma Books ha pubblicato la commedia romantica Three doors – La vita secondo Sam Bolton e la trilogia distopica Stardust (Free, Memory war e New Earth, preceduti dal racconto gratuito Stardust – L’inizio). Con Amazon Publishing ha pubblicato due romantic thriller di ambientazione italiana, Schegge di verità e Schegge di ricordi.
La serie GD Security è il seguito della fortunata serie GD Team, composta da quattro romanzi (Vertigo, Free fall, Spiral e Hard landing), ognuno ora disponibile sia in formato digitale che cartaceo in quattro volumi che hanno incorporato anche le tre novelle (Nicky, Alex, Miriam) e la Guida (aggiornata) della serie. Questa novella è preceduta dal prequel To help and protect e dai romanzi Storm e Hurricane.


domenica 10 novembre 2019

"HURRICANE" di Monica Lombardi



Buongiorno follower, buona domenica!
Vi segnalo "Hurricane", il romanzo dell'autrice Monica Lombardi, edito Emma Books




Titolo: Hurricane
Autrice: Monica Lombardi
Serie: GD Security
Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Emma Books
Collana: Romantic Suspense

Disponibile in ebook a € 3,99

Pagina autoreMonica Lombardi  




TRAMA:


Questa è la storia di un uomo rimasto solo che non sa più qual è il suo posto nel mondo. È la storia di una donna votata alla vendetta. Ed è la storia di due criminali che conoscono solo la distruzione. Ma più di tutto, questa è la storia di un Team che diventa famiglia.

Valentin Verenich non ha più nulla. Non si considera più un Verenich e non ha più neanche Hurricane, l’alter ego con cui saliva sul ring della boxe clandestina di San Pietroburgo. Ma ora conosce sua madre, e conosce la verità. E, senza neanche rendersene conto, da lì comincia a ricostruire se stesso.
Eva Storm non distingue più il sogno dalla realtà. Le hanno insegnato a non contare sull’arrivo della cavalleria, eppure c’è un uomo che lei continua ad aspettare. Un uomo che una parte di lei sente di voler salvare, ma per farlo lui dovrà prima salvare lei.
Il Team è andato vicino a perdere il suo grande capo e non è disposto a dimenticarlo. Quando uno dei suoi nemici colpisce di nuovo, i suoi membri si stringono gli uni agli altri ed elaborano una missione diversa da tutte le altre.

Dalla Russia delle corse automobilistiche alla Grecia più incontaminata, da una cattedrale nel sud della Francia alla nuova sede di Versailles fino a lussuosi hotel dove gli abiti sfavillanti non frenano la violenza più efferata, seguite il Team nella sua missione più emozionante e adrenalinica. Perché questa volta la posta in gioco è la sopravvivenza.



BIOGRAFIA:

Monica Lombardi è nata a Novara da padre toscano e mamma istriana. Lavora come interprete e traduttrice freelance. Sposata, madre di due figli, vive da più di trent’anni a Cornaredo, in provincia di Milano, dove si divide tra la scrittura, le traduzioni e il suo ruolo di mamma.
Monica ha esordito nel 2008 con una serie rosa crime di cui è protagonista il tenente della Homicide Unit di Atlanta Mike Summers. Oltre alla serie GD Team, con Emma Books ha pubblicato la commedia romantica Three doors – La vita secondo Sam Boltone la trilogia distopica Stardust (Free, Memory war e New Earth, preceduti dal racconto gratuito Stardust – L’inizio). Con Amazon Publishing ha pubblicato due romantic thriller di ambientazione italiana, Schegge di verità e Schegge di ricordi.
La serie GD Team è composta da quattro romanzi (Vertigo, Free fall, Spiral e Hard landing) e da tre novelle (Nicky, Alex, Miriam), più una Guida, che comprende, tra le altre cose, un racconto di Natale. Altri due racconti di Natale sono disponibili sul sito di Emma Books.
Storm è il nuovo capitolo nel mondo del GD Team, aperto dalla novella To help and protect (nuovaserie GD Security).






BREVI ESTRATTI:

«Come ha fatto a scoprirti?»
Fu solo un sussurro, ed Eva Storm rispose nello stesso tono.
«I messaggi che ti ho inviato, la telefonata. Controllava il mio cellulare.»
Il viso di Valentin era a pochi centimetri dal suo, gli occhi sembravano volerle scavare dentro.
«Lo rifaresti?»
Una domanda diretta che poteva avere una sola risposta. Perché, nei suoi incubi peggiori, i suoi avvertimenti non lo raggiungevano in tempo.
«Senza esitare.»
Questo le guadagnò un abbraccio che la riempì di calore. Ora il suo peso l’avrebbe schiacciata contro il materasso com’era successo quando erano stati insieme.
Eva attese.
Cercò di attirarlo a sé, ma le braccia mancarono la presa.
«Valentin?» mormorò, senza riuscire a nascondere il picco di panico che l’aggredì all’improvviso.
Dov’era andato?
Spalancò gli occhi, ma nella stanza la penombra confondeva tutto in mille tonalità di grigio.
«Valentin» ripeté, e fu poco più di un soffio.
Torna qui.



San Pietroburgo, 15 settembre 2014
Il muro di cinta di Villa Verenich appariva intatto, come se tutto fosse ancora com’era sempre stato. Come se il boato che aveva sconquassato il quartiere due settimane prima fosse stato un tuono nel cielo, o un effetto speciale che faceva un gran rumore ma era privo di effetti distruttivi.
Fermo dall’altra parte della strada, Valentin Verenich fissava l’alto muro con una strana sensazione di straniamento addosso. Poteva quasi vedere se stesso arrivare su una delle auto scure che usava per muoversi, osservare dal comodo sedile posteriore l’autista che azionava il cancello, ostentando un distacco che forse non aveva mai provato. Perché, una volta all’interno della proprietà, l’impenetrabile cinta muraria si sarebbe chiusa su di lui come spesse dita che si stringevano attorno al collo, rendendo difficile respirare.
Per quello aveva cominciato a fermarsi a dormire in città ogni volta che aveva una scusa per farlo. Anche per quello aveva iniziato a salire sul ring.
Quando dopo l’esplosione aveva voltato le spalle a quel luogo e alla sua vita così come l’aveva sempre conosciuta, Valentin Verenich aveva giurato a se stesso che non vi avrebbe più messo piede.
E invece eccomi qui.
Con il passare dei giorni, il bisogno di sapere si era fatto sempre più pressante. C’erano troppi punti interrogativi attorno a lui, talmente tanti che lo tenevano sveglio la notte. Talmente tanti che minacciavano di sopraffarlo. Non era tornato sul ring perché lei sapeva di Hurricane e Valentin non voleva correre il rischio di un nuovo incontro. Mancandogli lo sfogo dei pugni e del combattimento, aveva cercato un effetto simile nella vodka. Ma lo spettro di Sergei e della sua passione smodata per l’alcol lo aveva presto indotto a ribellarsi a quel facile strumento di oblio: affrontare la realtà era meno doloroso di pensare di stare trasformandosi in un duplicato di suo padre.
Per riuscire ad andare avanti, per non soccombere, non gli restava che cercare risposte.
E la prima era tra quelle rovine.
Si staccò dal tronco d’albero a cui si era appoggiato e attraversò la strada buia, silenziosa.
Il cancello era il primo segnale che qualcosa non andava: invece che essere chiuso elettronicamente, com’era stato in tutti gli anni che Valentin aveva risieduto lì, era bloccato con una catena e un lucchetto attorno a cui era avvolto il nastro della polizia che delimitava una scena del crimine.
Crimini, corresse dentro di sé. Tanti. Avreste dovuto arrivare anni fa con il vostro cazzo di nastro.
Avrebbe potuto lavorare al lucchetto, forzarlo, non sarebbe stato difficile. Ma Valentin continuò a camminare, seguendo il muro che circondava la proprietà fino ad arrivare a un punto sul retro in cui il cemento era coperto da piante rampicanti. Estrasse una chiave dalla tasca quindi scostò l’intreccio dei rami, scoprendo una stretta porta di spesso metallo. Pochi secondi dopo la richiudeva alle sue spalle e si trovava nel giardino sul retro della villa, lo stesso che aveva rappresentato il panorama dalle sue stanze.
Che non esistevano più.
Al loro posto, un cumulo di macerie.
All’improvviso gli sembrò di risentirlo, il boato, e con quello la forza invisibile che l’aveva scagliato in avanti, facendolo atterrare in modo brutale sul prato.
Si accorse che si era bloccato. Riprese a camminare, il fruscio dei suoi passi nell’erba l’unico rumore che lo accompagnava, ma al posto dell’informe massa scura che iniziava a delinearsi davanti a lui vedeva le fiamme che si erano levate alte, quella notte. E sentiva la voce della donna che lo aveva chiamato.
Sua madre.
Che ora aveva un volto, dannazione. Un volto di una bellezza quasi angelica, che faceva a pugni con il poco che sapeva di lei.
Aveva sempre pensato che sapere che faccia avesse sua madre avrebbe colmato un vuoto, reso le cose più facili.
Si sbagliava.    





martedì 4 giugno 2019

RECENSIONE "VITE RUBATE" di Monica Lombardi



Buon pomeriggio amici lettori!
Tiziana Irosa ha letto per noi "Vite rubate", di Monica Lombardi, edito Spinnaker.


TitoloVite rubate
Autore: Monica Lombardi 

Serie: "Mondo Mike Summers", spin-off della serie originaria
Genere: Romantic suspense
Casa editrice: Spinnaker

Cover: progettazione e grafica di Federica de Selby, fotoritratto di Virginia Parisi

Disponibile in ebook a € 3,99
a breve anche in cartaceo

Pagina autoreMonica Lombardi 





TRAMA:

Paula Wellman è una donna sola e un’agente FBI. Sa bene che si tratta delle due facce della stessa medaglia, come sa che il fatto di non avere famiglia le fa guadagnare un viaggio in Alaska alla caccia di un tenue collegamento tra l’esplosione di un’auto in cui è morta un’adolescente e un cold case. Sa anche che molti dei suoi colleghi maschi non mandano giù il fatto di dover lavorare con una donna, forse anche Dan Fusco, l’agente che viene esiliato al freddo insieme a lei.
Dopo che la moglie Adele è morta in circostanze mai del tutto chiarite, la vita di Zachary Walsh e della figlia Alice è stata sconvolta e Zach sta cercando di riscriverla. Per farlo ha messo quanti più chilometri possibile tra loro, un trauma doloroso e un passato per certi versi scomodo, e ha scelto di trasferirsi a Willow, dove abita la sorella della moglie e dove si muove Sam Pitka, il protagonista della sua fortunata serie di gialli.
Zach non è felice di vedere l’FBI presentarsi alla sua porta e di essere di nuovo sotto la lente investigativa.
Paula si trova spiazzata di fronte a un uomo che sembra non fare nulla per allontanare da sé i sospetti.
Attorno a loro un gruppo di adolescenti ribelli, annoiati, che raccolgono e rilanciano sfide e delusioni, e l’inverno dell’Alaska alle porte, pronto a coprire tutto con il gelo della sua neve.
Tornando al mondo di Mike Summers, il poliziotto di Atlanta protagonista della sua prima serie, Monica Lombardi tratteggia un giallo raffinato che si intreccia a una storia familiare di rapporti fragili, danneggiati, forse vicini al dissolvimento. Il tutto in un’Alaska fatta di boschi sconfinati, stellate che tolgono il fiato e abitazioni isolate, un’ambientazione unica che sentirete sulla e sotto la vostra pelle. 



Vite rubate è l'ultimo romanzo della serie Mike Summers, ma non preoccupatevi! Per me questo è stato il primo che ho letto e non ho sofferto di nessuna mancanza a proposito: Vite rubate ha un suo inizio e fine che non vi deluderà. Zachary Walsh è uno scrittore rimasto vedevo da più di un anno con una figlia adolescente con cui i rapporti ormai sono alla frutta. La moglie è rimasta vittima di uno strano incidente per il quale lui verrà sospettato e assolto e, per fuggire dagli sguardi compassionevoli di amici e conoscenti, Zach decide di trasferirsi in Alaska, nella cittadina dove vive la sorella della defunta moglie. La morte improvvisa di una ragazzina risveglia i vecchi sospetti sull'uomo e sulla prematura morte della moglie di cui si scopriranno segreti mai confessati e una vita a lui sconosciuta. Quanto Zachary conosceva la moglie? E quanto ognuno di noi può dire di conosce la persona che ci dorme accanto ogni notte? È questo il tema centrale di questo romanzo mozzafiato. Avete capito bene: mozzafiato. L'ho iniziato alle dieci di sera e in breve mi sono ritrovata ad averne letto metà senza aver capito come e, soprattutto, senza la voglia di voler smettere. La storia è intrigante e i salti temporali tra presente e passato, fanno venire ancora di più la voglia di andare avanti nella lettura per capire quello che è successo. L'intreccio di vite dei vari personaggi che entrano in scena, come l'agente del FBI Paula Wellman, a cui donerà al romanzo una sfumatura rosa cipria, la morte che prende il sopravvento sulla vita e tutto sfiorisce per poi rinascere. Fin dalle prime righe si intuisce che Monica è una scrittrice navigata. La suspence che riesce a creare è pari a quella dei grandi giallisti dei nostri tempi. C'è solo un piccolo appunto che faccio all'autrice ma che posso solo accennare per non spoilerare troppo: mi sarebbe piaciuto se alcuni segreti della moglie fossero stati svelati solo alla fine. Vi lascio con una delle tante frasi che mi hanno colpita durante la lettura:

“La storia della nostra vita, alla fine, è come un libro. Giri pagina e trovi un incontro, una situazione. Puoi scrivere le righe del tuo dialogo ma quello che fai, come agisci, è una reazione alla situazione e alle persone che incontri.”

Complimenti Monica!

venerdì 31 maggio 2019

"VITE RUBATE" di Monica Lombardi



Buongiorno follower!
Vi segnalo "Vite rubate", il romanzo dell'autrice Monica Lombardi.

Questo è un giallo ed è la storia della nascita di un amore, ma è anche, forse ancora di più, la storia di una famiglia e di un rapporto che sembra essere danneggiato, perduto per sempre ma che, in realtà, sta solo attraversando un momento difficile, è solo sopito.



Titolo: Vite rubate
Autore: Monica Lombardi 
Serie: "Mondo Mike Summers", spin-off della serie originaria
Genere: Romantic suspense
Casa editrice: Spinnaker
Cover: progettazione e grafica di Federica de Selby, fotoritratto di Virginia Parisi

Disponibile in ebook a € 3,99
a breve anche in cartaceo

Pagina autore: Monica Lombardi 




TRAMA:

Paula Wellman è una donna sola e un’agente FBI. Sa bene che si tratta delle due facce della stessa medaglia, come sa che il fatto di non avere famiglia le fa guadagnare un viaggio in Alaska alla caccia di un tenue collegamento tra l’esplosione di un’auto in cui è morta un’adolescente e un cold case. Sa anche che molti dei suoi colleghi maschi non mandano giù il fatto di dover lavorare con una donna, forse anche Dan Fusco, l’agente che viene esiliato al freddo insieme a lei.
Dopo che la moglie Adele è morta in circostanze mai del tutto chiarite, la vita di Zachary Walsh e della figlia Alice è stata sconvolta e Zach sta cercando di riscriverla. Per farlo ha messo quanti più chilometri possibile tra loro, un trauma doloroso e un passato per certi versi scomodo, e ha scelto di trasferirsi a Willow, dove abita la sorella della moglie e dove si muove Sam Pitka, il protagonista della sua fortunata serie di gialli.
Zach non è felice di vedere l’FBI presentarsi alla sua porta e di essere di nuovo sotto la lente investigativa.
Paula si trova spiazzata di fronte a un uomo che sembra non fare nulla per allontanare da sé i sospetti.
Attorno a loro un gruppo di adolescenti ribelli, annoiati, che raccolgono e rilanciano sfide e delusioni, e l’inverno dell’Alaska alle porte, pronto a coprire tutto con il gelo della sua neve.
Tornando al mondo di Mike Summers, il poliziotto di Atlanta protagonista della sua prima serie, Monica Lombardi tratteggia un giallo raffinato che si intreccia a una storia familiare di rapporti fragili, danneggiati, forse vicini al dissolvimento. Il tutto in un’Alaska fatta di boschi sconfinati, stellate che tolgono il fiato e abitazioni isolate, un’ambientazione unica che sentirete sulla e sotto la vostra pelle.



BIOGRAFIA:

Monica Lombardi è nata a Novara da padre toscano e mamma istriana. Oltre a scrivere romanzi lavora come interprete e traduttrice freelance. Sposata, madre di due figli adolescenti, vive da molti anni in provincia di Milano. Ama il cinema, trovare piatti facili e veloci per mettere a tavola la famiglia senza perdere troppo tempo e scovare brani musicali capaci di farle partire film mentali sulle scene del libro a cui sta lavorando.
Ha scritto tanto ma ha ancora un sacco di storie da raccontare.






DICE L’AUTRICE:

Dalla Nota dell’autrice in fondo al libro
Questo romanzo ha avuto una genesi particolare.
Quando lasciai Mike Summers e i suoi amici e compagni di avventura, alla fine di Scacco matto, diversi lettori mi chiesero se avessi intenzione di continuare la serie. Fin da allora e poi negli anni successivi, la mia risposta è stata sempre la stessa: mi piacerebbe dare un lieto fine anche a Paula Wellman. Quello che nella mia testa era “il libro di Paula” è rimasto nella mia mente per tanto tempo. Sapevo che sarebbe stato ambientato in Alaska e che lei avrebbe indagato su uno scrittore vedovo e padre. Sapevo che prima o poi avrei scritto questa storia, ma sembrava esserci sempre un progetto che aveva la precedenza.
La scorsa estate, la serie di Mike Summers ha vissuto una sorta di nuova giovinezza, attirando l’attenzione di tanti nuovi lettori. E di nuovo mi sono trovata a leggere commenti di persone che si chiedevano se la serie sarebbe continuata.
Era arrivato il momento giusto per questo libro.
E sapete qual è stata la meravigliosa scoperta? Quando ho cominciato a lavorarci ho scoperto un mondo inaspettato, diverso da come l’avessi immaginato. Perché questo è un giallo ed è la storia della nascita di un amore ma è anche, forse ancora di più, la storia di una famiglia e di un rapporto che sembra essere danneggiato, perduto per sempre ma che, in realtà, sta solo attraversando un momento difficile, è solo sopito.
Ho adorato questi personaggi. Zachary Walsh in particolare è stato un compagno di viaggio straordinario. Credo di non aver mai avuto tanto in comune con nessun altro mio protagonista prima.






BREVE ESTRATTO/PROLOGO:

Willow, Alaska
Doveva andarsene.
Il falò crepitava al centro della radura, il suo calore talmente vicino che sentiva le guance bruciare. O era l’effetto della vergogna e della delusione cocente?
L’umidità del bosco premeva alle sue spalle e le alte fiamme guizzanti creavano ombre sinistre tra gli alberi.
Si guardò intorno. Non incrociò lo sguardo di nessuno ma le sembrò che tutti stessero già ridendo di lei.
Maschere distorte da quella luce in movimento, mostri nella notte. Perché solo dei mostri potevano prendersi gioco così delle persone.
Fece un passo indietro e andò a sbattere contro qualcuno.
Si voltò dall’altra parte, terrorizzata all’idea di vedere chi fosse.
Doveva andarsene, sì, quindi se ne sarebbe andata, usando lo stesso mezzo con cui era arrivata fin lì, anche se non era suo. Non gliene fregava niente e quel branco di depravati se lo meritava.
Si allontanò dal fuoco, usando la sua luce sempre più fioca per raggiungere il gruppo di auto parcheggiate. Rischiò di inciampare su una radice ma continuò senza rallentare, rifiutandosi di guardare nelle pieghe buie che circondavano la radura.
Le chiavi!
Come avrebbe fatto se non le avesse trovate in macchina?
Ma le chiavi c’erano, ancora inserite nel cruscotto.
Entrò e si tirò dietro lo sportello, chiudendo il resto del mondo fuori. L’abitacolo l’accolse come un bozzolo. Niente più freddo del bosco o caldo del fuoco, niente più voci se non un mormorio sommesso, coperto quasi del tutto dalla musica che usciva da uno stereo che qualcuno aveva portato. Quella musica le avrebbe fatto comodo, avrebbe coperto il rumore del motore.
Quando ebbe messo in moto, però, si rese conto che non voleva che la sua uscita di scena passasse inosservata. Voleva che la vedessero, che la guardassero.
Voleva che si chiedessero che cosa l’aveva spinta ad andare via così, senza avvisare nessuno, con un’auto non sua.
Voleva che lo capissero.
L’avrebbero guardata allontanarsi lungo la strada sterrata, sempre più veloce e… sì, avrebbe lanciato la vettura contro un albero.
Questo li avrebbe costretti a capire, no? Lui, in particolare.
Si sarebbe pentito, le avrebbe chiesto scusa, avrebbe cercato il suo perdono.
Si sarebbe accorto di lei, questa volta per davvero.
Tutti si sarebbero accorti di lei e del male che le avevano fatto.
I fari dell’auto le indicarono l’imboccatura della strada sterrata che portava giù dalla collina, verso il paese. Bastò una lieve pressione sull’acceleratore, il dislivello fece il resto. Vide l’albero, lo scelse. Era perfetto: lei sarebbe andata dritta mentre la strada curvava leggermente a sinistra.
Il grosso pino si stava avvicinando in fretta, troppo in fretta, e sembrava enorme e duro. Definitivo.
E se avessero riso di lei anche per questo gesto, per questa bravata?
All’improvviso il suo piano le parve un’inutile pazzia e staccò il piede dall’acceleratore, spostandolo verso il freno.
Non ebbe il tempo di premerlo.