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giovedì 22 febbraio 2018

INTERVISTA A SILVIA MAIRA



Buongiorno follower!
Ormai lo sapete, la giornata del giovedì è dedicata alle interviste. Una piccola vetrina dove gli autori hanno la possibilità di raccontarsi, permettendo ai lettori di scoprire qualcosa in più dei loro beniamini. 
Oggi abbiamo il piacere di ospitare Silvia Maira.
Leggete l'intervista che le abbiamo fatto e poi seguiteci nel gruppo delle harmonyne, dove Silvia ci parlerà di sé e dei suoi lavori 😊







INTERVISTA A SILVIA MAIRA:



Raccontaci qualcosa di Silvia 😊 Parlaci del percorso che ti ha portato a essere quella che sei oggi.

La Silvia di oggi è quella che mi piace di più. È una quarantenne che ha fatto delle scelte, ha costruito la sua famiglia ed ha realizzato un piccolo sogno: riuscire a scrivere e arrivare al cuore dei lettori.


Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Ho iniziato a scrivere sin dai tempi della scuola, collaboravo con il giornalino scolastico scrivendo articoli sulla realtà della mia città. Poi ho iniziato a scrivere Un cuore a metà, senza tastiera. L’ho scritto con carta e penna, ma alla pubblicazione non ci pensavo proprio, non sapevo nemmeno se fossi riuscita a finirlo. Solo dopo più di anno, dopo averlo fatto leggere agli amici più cari, ho voluto tentare la pubblicazione. E alla fine è arrivata la proposta editoriale.


Come vedi il futuro dell'editoria? Self o CE? E-book o cartacei? E tu cosa preferisci?

Questa è una bella domanda a cui non è semplice dare una risposta. Ho pubblicato sia self che con due diverse Ce. Piccole realtà editoriali che fanno ciò che possono per dar voce agli autori emergenti. Il problema reale è che l’autore emergente è snobbato dai marchi editoriali più importanti che arrivano tranquillamente in libreria. Così molto spesso il self diventa non una scelta ma una strada obbligata per poter pubblicare testi che altrimenti non vedrebbero la luce. A causa di ciò il mondo del self è fortemente inflazionato. In tanto sovraffollamento sembra quasi che le pubblicazioni si annullino a vicenda.
Tra ebook e cartaceo non c’è concorrenza. L’ebook è il pratico mezzo digitale. Costa poco e non occupa spazio. Il cartaceo secondo me non scomparirà mai. Immaginatevi la presentazione di un libro in ebook senza firma copie. Sarebbe come un Natale senza addobbi!
Io cosa preferisco? Preferisco un buon libro. Sia in ebook che in cartaceo ma che sia di qualità, che sia ben editato, che dica qualcosa di nuovo e soprattutto che abbia tutti i congiuntivi al posto giusto!!! Scherzo, ma non troppo…


Genere storico, paranormal, erotico... Scelta dettata dal mercato? Quanto può condizionare?

Per il momento girano molti libri che sono cloni di 50 sfumature e simili. Nel momento in cui chi scrive si piega alle logiche di mercato è finita. Sfornare tanti libri, uno dietro l’altro, facendo concorrenza ad un pizzaiolo, con trame tutte uguali e cover che si fa difficoltà a distinguere, non ha senso. Si ha un grosso successo iniziale, ma pian piano il falò si spegne. Invece un autore deve crescere e se non trova nulla di meglio da dire tanto vale che stia zitto fino a quando troverà una bella storia da scrivere.


Perché la gente dovrebbe comprare i tuoi libri?

I miei libri potrebbero incontrare il consenso di quel lettore appassionato di un genere rosa non banale, dove cioè cuore non fa sempre rima con amore e sole. In ogni libro si parla d’amore, d’amicizia e di famiglie.


Faresti mai compromessi per arrivare al successo?

Non l’ho mai fatto in vita mia e non credo di iniziare adesso.


Il tuo sogno nel cassetto.

Ne svelo due. Il primo che un giorno posso arrivare la proposta di un regista disposto a fare di Un cuore a metà, romanzo d’esordio, un film.
L’altro arrivare nelle librerie.


Parlaci del tuo ultimo lavoro.

Il mio ultimo lavoro che è di prossima pubblicazione, è un romanzo scritto a quattro mani con Valerio Sericano.
Si tratta di un romanzo di ambientazione storica che racconta su due diversi livelli temporali uno spaccato di storia della seconda guerra mondiale. Qualcuno ci ha raccontato la storia vera di un giovane segnalatore siciliano della regia marina, una vittima della guerra. Attraverso diari autentici abbiamo raccontato in chiave romanzata una parte di storia mai narrata nei libri e che mai nessuno studierà. Storie di eroi non noti che tuttavia hanno sacrificato la propria vita per la patria. Parlavo di due livelli temporali perché la storia, attraverso la tecnica narrativa del flashback, si svolge in parte ai tempi della guerra e in parte negli anni ’60.


Progetti per il futuro?

Oltre al libro di cui vi ho parlato, ne sto editando un altro. Ho voluto cimentarmi in una commedia romantica brillante. Niente lacrime, ma relax e risate per una storia che affronta con leggerezza temi caldi della società in cui viviamo.
Inoltre bolle in pentola un quattro mani con un’autrice del panorama self che stimo molto. Si tratta di una commedia con un’idea nuova e originale all’interno…soprattutto per i più golosi.


Quanto è importante per te l'amore? Credi che nella vita reale esista il lieto fine?

Senza fare retorica, credo che l’amore sia alla base della vita di una persona. Non solo l’amore del partner, ma anche l’amore della famiglia e l’affetto di amici veri.
Come non tutti i libri hanno un lieto fine, così anche nella vita non sempre abbiamo il “e tutti vissero felici e contenti.”




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