martedì 7 aprile 2026

RECENSIONE "ARMINIA E GUALBERTO" di Erminia Tosti Luna

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Arminia e Gualberto" dell'autrice Erminia Tosti Luna
A cura di Giorgia Spurio.





Ascoli 21 maggio 578. Il ribelle ascolano Agostino viene trucidato insieme ai suoi figli sulla pubblica piazza dagli occupanti della città: i Longobardi. Ad assistere al supplizio, dopo avere eluso il divieto del padre, c’è Arminia, la figlia del miglior fabbro della città. A contenere l’agitazione di quella giornata funesta c’è Gualberto, biondo invasore che sembra non condividere nulla dei rozzi costumi dei suoi compagni. Nel frattempo, al convento di San Benedetto a Villa San Gennaro fra Jacopo sta cercando di venire a capo di un’antica pergamena di lingue che se decifrata potrebbe restituire alla luce antichi volti e fatti che sembravano destinati a essere dimenticati per sempre. Arminia e Gualberto è il racconto di un incontro impossibile, una storia sul potere dell’amore e della cultura, che, quando si uniscono sono capaci di superare qualsiasi ostacolo.



Erminia Tosti Luna è un’insegnante in pensione appassionata di storia e in particolare di quella narrata, tramandata e leggendaria di Ascoli Piceno.
È anche scrittrice e ci regala un prezioso romanzo storico ambientato all’epoca dei Longobardi, dal titolo "Arminia e Gualberto" (Stampa Seros, 2022). 
Il libro è ricco di dettagli sulle tradizioni picene e bizantine e poi su quelle longobarde: abbigliamento, consuetudini, leccornie. 
È l’anno 578 e due giovani di due mondi lontani si incontrano. I loro destini si intrecciano a causa di un fatto, la triste e crudele punizione subita dal ribelle ascolano Agostino e della sua famiglia. Lui e i suoi familiari vengono trucidati in piazza. Quest’opera immonda è realizzata dagli invasori, i Longobardi.
Tra questi però c’è Gualberto, un ragazzo affascinante, biondo e alto, ma di carattere ben diverso. Si dimostra sensibile, affabile e curioso. Da questi suoi modi rimane ammaliata la giovane e bella Arminia, figlia di Valfrido, il più bravo fabbro e artigiano della città. 
Tra i due ci sono solo degli sguardi e degli incontri casuali.
Quando poi Arminia scopre il lato sensibile di Gualberto, che si prodiga per raccogliere i resti di Agostino e dei suoi figli per una degna sepoltura, non capisce ancora che si sta innamorando.
Il giovane guerriero è per fortuna sempre nel momento giusto a salvare Arminia che si va a trovare spesso nei guai. La salva e per questo il ragazzo è invitato a casa ed è ben visto.
Anche lui era stato folgorato dalla bellezza e dalla tenacia della ragazza. 
Anche se tra i due ci sono origini diverse, anche se la gente ne potrà spettegolare, i due giovani scopriranno un amore che durerà nel tempo. 
Erminia Tosti Luna si conferma un’attenta ricercatrice e descrive in modo dettagliato le tradizioni picene come quelle longobarde, le dimore, gli abiti e i cibi tipici. 
Ricche e minuziose sono le descrizioni dedicate ai gioielli indossati e realizzati dall’ingegno e dalla mano del padre di Arminia. Con precisione l’autrice ci elenca i materiali, i metalli e le pietre preziose, facendo anche cenno al loro processo di estrazione, il luogo d’origine e gli scambi commerciali. 
Con lo stesso stile particolareggiato ci narra dei tessuti, dei libri, della vita in monastero, delle abitudini domestiche e ciò che accadeva sulle vie.
Più linee si intrecciano, quella narrativa con la ricerca filologica e archeologica, creando un peculiare "gioiello" della narrativa storica.


Nessun commento:

Posta un commento