lunedì 4 novembre 2019

"DISCRONIA" di Milena Zucchetti



Buongiorno follower, buon lunedì!
Iniziamo la settimana con la segnalazione al libro di Milena Zucchetti: "Discronia ", edito Barbara Di Fiore Editore.






Titolo: Discronia 
Autore: Milena Zucchetti

Casa editrice: Barbara Di Fiore Editore

Disponibile in ebook a € 4,99
e in formato cartaceo a € 14,99

Pagina autore: Milena Zucchetti Autrice 




TRAMA:


Clara vive in Olanda da due anni, da quando è scappata dall'Australia in seguito alla fine della relazione con OWEN. Un incontro fortuito o, come direbbero i greci, il Kairos - tempo opportuno, la convince a tornare a Melbourne, per cercare di ricostruire la storia d'amore con il suo professore/mentore. Le sue vicende amorose seguiranno, però, percorsi alternativi a quelli che aveva immaginato, perché la realtà è discronica, fa agitare il tempo e ne scombussola il ritmo; così SEBASTIAN si intrufola nella vita di Clara, reclamandone l'amore e offrendole la certezza di un sentimento concreto. La riflessione resta aperta: il Kairos che ha spinto Clara a tornare a Melbourne voleva ricongiungerla con Owen o farle incontrare Sebastian? L'amore esiste in quanto tale o è solo un sentimento declinato dagli eventi?



L'AUTORE:

Milena Zucchetti è nata a Roma e si è laureata in Lettere. Mamma di due ragazzi, è sposata e lavora a tempo pieno. Vegetariana, ha due cani e ama viaggiare on the road. Appassionata da sempre di libri, legge di tutto, dai grandi classici dell'ottocento alla narrativa contemporanea, inclusa quella di genere e d'evasione.



LA CASA EDITRICE:

Barbara di Fiore Editore è una casa editrice indipendente fondata nel 2019. Ha all'attivo la pubblicazione di vari volumi nella collana I grandi classici. DISCRONIA è il primo inedito che pubblica, nonché il primo volume della collana Grandi emozioni. Il motto della casa editrice è: Una casa senza libri è un corpo senz’anima.



DICE L’AUTRICE:

Questo romanzo è un esordio sia per me che per l'editrice. Ci siamo trovate su instagram a parlare di libri e sogni e siamo arrivate alla pubblicazione di un testo, il cui impianto narrativo risale a ben 15 anni fa. Certo, Discronia negli anni è molto cambiato. Possiamo dire che sia cresciuto! Si trattava di un racconto epistolare di cinquanta pagine. Quelle pagine oggi sono il prologo e sono diventate solo otto!

Una curiosità: I Tim Tam. Cosa sono? I Tim Tam sono famosissimi in Australia; talmente famosi da essere ormai considerati una icona dell’offerta gastronomica australiana. Tutti i Paesi del mondo hanno il proprio dolcetto di riferimento: lo scone inglese, la apple pie americana… Ecco, i Tim Tam sono la stessa cosa per l'Australia! Clara, la protagonista, ne è golosa e a casa sua non mancano mai!






BREVI ESTRATTI:

«Non è normale sconvolgere la vita di una persona come se fosse un divertissement e poi dirle: grazie, sono contento di vederti! È un inizio davvero pessimo, Owen.»


Alla fine, posarono ciascuno il capo sulla spalla dell’altro, come tersicorei sfiniti dopo un passo a due, in attesa dell’applauso del pubblico.


Ma da dove usciva fuori quell’uomo? Era a metà tra un dandy dell’ottocento e un timido studente: un momento sembrava un bello senz’anima e subito dopo si scopriva che leggeva Dostoevskij. Stava per baciarla, solo pochi minuti prima, e adesso le camminava di fianco, mantenendo una certa distanza, con le mani in tasca e un’aria scanzonata.


«L’amore è quello ricambiato, il resto è solo innamoramento adolescenziale.»


«Sei tu il mio impegno oggi» si fermò. Attese di averla a pochi centimetri e le sfiorò le labbra con un bacio casto, accompagnato da uno sguardo alquanto sconveniente.


“Il mio peccato principale è il dubbio. Io dubito di tutto e mi trovo sempre nel dubbio.” Il ricordo delle parole scritte da Tolstoj si faceva largo in lei, e le dava una chiave di lettura nuova. Quante volte si era ritrovata in quella frase? Quante volte si era immedesimata in Anna? Quante volte si era rimproverata di non fidarsi mai di nessuno, quante altre aveva dovuto medicare le ferite dopo averlo fatto? Ma il dubbio era un peccato e se lo era, Clara non voleva peccare ancora.


«Santo cielo, parli come un novello Darcy!»
Lui tornò in posizione eretta, si lasciò scappare un sorriso e la osservò divertito. Pensò che fosse davvero un’anima inquieta ma che, forse proprio per questo, la trovava irresistibile.


domenica 3 novembre 2019

RECENSIONE "UN'ADORABILE SOGNATRICE" di Jill Barnett



Un'altra bella recensione per  "Un'adorabile sognatrice", dell'autrice Jill Barnett, edito Babelcube. A cura di Monica Portiero.




Autore: Jill Barnett
Serie: Magia Regency

Genere: Romance Regency 

Casa editrice: Babelcube
Traduttore: Isabella Nanni

Disponibile in ebook a € 3,52 




TRAMA:

Inghilterra, 1815. Il Conte di Downe è tornato a casa in campagna per allontanarsi dalla vita dissoluta che conduce a Londra - spinto dal bisogno di dimostrare che suo padre aveva ragione a dire che non è altro che un libertino senz’arte né parte. Ma in una tenuta confinante Letty Hornsby crede che il caro Richard sia il suo eroe, l’uomo dei suoi sogni, il suo grande amore. È innamorata di lui fin da quando era bambina, da quando a undici anni lo fece cadere in un fiume, il primo di svariati incontri altrettanto disastrosi. Ora che gli amici del conte, il Duca di Belmore e il Visconte Seymour, lo hanno convinto a lasciare la città per disintossicarsi dagli stravizi (donne, alcol e gioco d’azzardo), Letty ha intenzione di approfittare dell’occasione per tessere il suo piano e salvare Richard da se stesso.
Richard si aspetta che una volta tornato a casa la sua vita sia noiosa e rilassante, ma dopo un incontro casuale con l’invadente Letty e il suo odioso cane, Gus, scopre che non c’è pace per canaglie come lui. Ben presto si ritrova prigioniero a bordo di una nave di contrabbandieri con una giovane donna infatuata che è una catastrofe ambulante... e con il suo stupido cane. Letty non perde occasione per metterli in un esilarante pasticcio dopo l’altro, fino a quando Richard si rende conto che potrebbe essere l’unica donna che può salvare la sua anima nera con una fede in lui tanto luminosa da spazzare via le ombre dal cuore più ottenebrato. Se riesce a sopravvivere...
Questo libro è il seguito di “Una ragazza incantevole” ed è la traduzione integrale di “Dreaming”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma parzialmente ridotta con il titolo “Il Cavaliere dei suo sogni”. Se avete amato Letty e Richard, adorerete la traduzione integrale del testo originale e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente edizione.




Jill Barnett è una scrittrice che non conoscevo prima di leggere questo romanzo ambientato nell’Inghiterra del 1815, “Un’adorabile sognatrice” e devo dire che mi ero persa una grande scrittrice del genere rosa.

Di solito credeva nei sogni, ma questa serata si stava velocemente trasformando in un incubo. Sola, nella piccola alcova dell’affollata sala da ballo, Letty Hornsby osservava il fior fiore della società inglese sciamare accalcandosi sulla pista da ballo per prepararsi a un’altra danza.

Questo inizio mi è risuonato in testa equivalente a: “Era una notte buia e tempestosa” ed è bastato a destare la mia curiosità.
Sarà stato per la scelta di parole dell’autrice, sarà stato perché ho immediatamente immaginato la scena soltanto in tre righe, sta di fatto che mi sono sentita di buon umore e subito predisposta a continuare la lettura.
E voi direte: partendo da una frase così banale?
Proprio così.

Letty fece un’indispensabile pausa per riprendere fiato e sollevò ancora un po’ la mano con il carnet di ballo. Ormai, in piedi a pochi centimetri da lui, aspettò che le facesse la domanda che aveva atteso tutta la sera.
“Chiedo scusa, Signorina Hollingsworth…”
“Oh, io non sono la Signorina Hollingsworth, sono la signorina Hornsby.”
Facendosi più rigido, il giovane disse, “Signorina Hornsby. La salutò con un cenno del capo. “Devo passare.” Fece con voce brusca.
Passare?

Povera Letty, che attende invano durante il ballo che il cavaliere la inviti a danzare…
L’incubo di ogni donna, anche ai tempi odierni.
Ma non preoccupatevi, c’è chi la salverà, da bravo Principe Azzurro, dall’imbarazzo di vedersi scansare quasi avesse un calabrone a girarle intorno.
C’è l’amore della sua vita, Richard, il bellissimo Conte di Downe, tornato finalmente a casa dopo un lungo peregrinare.
 A dire il vero, non è proprio così entusiasta di farle da salvatore, ma persino un tipo poco convenzionale come lui non può fare a meno di essere galante.
Lasciare Birbante in quella triste situazione?
Non ce la fa.
E qui l’abilità della Barnett si svela tutta.
In coscienza mi sono messa nei panni del fascinoso conte, assillato (senza esserne così tanto dispiaciuto) da una disastrosa ragazzina innamorata, scoordinata, armata di buone intenzioni, certo, ma davvero impareggiabile nel causargli una marea di guai.
Letty, ingenua e dolce come zucchero filato è un grattacapo ambulante, capitatogli esattamente tra le costole, come una fiera coltellata, cosa di cui farebbe volentieri a meno.
Ci sono dei passaggi fantastici, che hanno trasformato una storia d’amore quasi comune, in un romanzo magico, che si lascia ricordare.
Ho riso come una matta e con le lacrime: tra Letty e l’amabile cagnolone, la strana selva di banditi meno banditi che si può, non riuscivo a smettere.
Vi assicuro, alcuni punti di questo romanzo sembrano tanto reali che quasi si è in grado di vederli.
L’autrice ha un’invidiabile capacità di usare giri di parole a gogò con una fluidità di ritmo che meraviglia. È davvero brava.

Lui la guardò inorridito.
Lei lo guardò come se fosse il suo zuccherino per il tè.
Richard chiuse gli occhi con un grugnito e abbassò la pistola. “Richard, ”Letty sussurrò il suo nome come fosse una preghiera.
Con lei nei paraggi, era lui ad aver bisogno di una preghiera - una lunga preghiera.

Spendo due righe anche per Isabella Nanni, traduttrice del romanzo, che avrà di certo sudato le proverbiali “sette camicie” per mantenere intatto lo stile davvero particolare della Barnett.
 Il risultato non delude.
Io, comunque, mi sono innamorata di Richard. È il personaggio meglio riuscito ed è stato facilissimo immedesimarmi in lui, cosa rara, essendo difficile per me ritrovarmi nei panni maschili.
I love this book ❤


"L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA" di Simona Mendo



Nuova veste grafica e nuovi contenuti per "L’altra faccia della luna" dell'autrice Simona Mendo, edito Literary Romance. 




Autore: Simona Mendo

Genere: Narrativa femminile sentimentale

Casa editrice: Literary Romance

Disponibile in ebook a € 1,99
e in formato cartaceo e € 12,24

Pagina autore: Simona Mendo Autrice 




TRAMA:


Luna ha solo diciotto anni quando vive l’esperienza più terrificante della sua vita.
È il giorno del suo compleanno. Esce di casa per andare alla festa che gli amici le hanno organizzato, ma alla quale lei non arriverà mai. Un uomo, stregato dalla sua bellezza e dai grandi occhi scuri, come un folle la segrega in casa propria. Il problema è che Luna lo ama. Ama da sempre quello che è diventato il suo carceriere e seppur lo detesti per ciò che le sta facendo, non smette di esserne attratta…

Una storia forte, adatta a un pubblico adulto, dove i traumi vengono a galla e le verità taciute. Un passato che torna portando con sé la speranza.



BIOGRAFIA:

Inizio a scrivere a 17 anni, per me, perché mi fa stare bene. In 23 anni sforno 3 romanzi e li chiudo in un cassetto (non è una gran media, lo so, ma vi ho dedicato la massima dedizione e penso di avere confezionato tre gioiellini). Per i 40 anni mi faccio regalare da mio marito la pubblicazione del mio terzo romanzo, "L'altra faccia della luna" (quello più maturo, che tratta argomenti forti), affidandomi a una piccola CE della mia città che, però, si rivela subito una fregatura: zero editing, cover imposta e per niente accattivante, zero pubblicità, pochissima distribuzione, tanto che sono costretta a rimboccarmi le maniche per diventare "imprenditrice" di me stessa. Nonostante tutto il romanzo finisce ben presto nel dimenticatoio. Vengo a conoscenza dei gruppi Facebook e mi si apre un mondo che prima non conoscevo. Conosco la mia nuova CE, a cui propongo il mio primo romanzo ("Quel bacio al chiaro di luna"), quindi il secondo ("L'arcobaleno lunare"), nel frattempo sciolgo il contratto con la vecchia CE e posso finalmente ripubblicare "L'altra faccia della luna", ristabilendo l'ordine originario e, soprattutto, confezionando una cover che le calza a pennello.



DICE L’AUTRICE:

Un giorno, tanti anni fa, andai a trovare lo zio di mio marito sull'Acquedotto storico di Genova e fu un'autentica folgorazione. Nonostante ci trovassimo a Genova, in realtà mi sembrava di essere fuori dal mondo. Mentre passeggiavo lungo un sentiero isolato ai margini della città, la mia mente prese a viaggiare e la storia di Luna nacque da sola. Il luogo si presta benissimo a raccontare questa storia molto particolare, dove all'apparenza tutto sembra perfetto. Basta però un avvenimento traumatico per sconvolgere il fragile equilibrio costruito su segreti e bugie e, in un attimo, tutto crolla.
Come ho scritto nei ringraziamenti, questo non è un romanzo a più mani ma è un romanzo "a più teste": senza i suggerimenti delle mie bambine, la stesura non sarebbe nemmeno a metà. Durante le innumerevoli scarpinate in montagna, mi hanno costretto a raccontare la storia di Luna più e più volte e, grazie ai loro preziosi suggerimenti, sono riuscita a superare dossi e ostacoli che ho trovato lungo il sentiero, e ho gioito insieme a loro una volta raggiunta la vetta.






BREVI ESTRATTI:

⭐STELLA (la sorellina della protagonista):
Papà rientra alle nove in punto.
Sono in camera con Luna quando sento la porta di casa aprirsi. Ci scambiamo uno sguardo carico di significato e lei mi fa cenno di stare tranquilla che tutto andrà per il meglio.
Papà compare sulla soglia della stanza e mi fa sussultare apostrofandomi in malo modo: «Tu, fila di là. Devo parlare con tua sorella.»
Io non voglio andarmene, non voglio lasciare Luna da sola, ma lei mi fa un segno di intesa e mentre esco, chiudendo la porta con tutta la delicatezza di cui sono capace, penso che forse andrà davvero tutto bene.
Raggiungo la mamma in sala e mi accoccolo vicino a lei sul divano. La stringo forte e lei si stringe e mi accorgo che sta tremando e piangendo senza far rumore.
E allora penso che forse non tutto andrà per il meglio…



Il tempo passa lentissimo.
La televisione trasmette un programma di viaggi in Italia e fa vedere un paese molto carino, con le facciate delle case di tutti i colori, a picco sul mare, e mi chiedo se Luna, in questi tre mesi, sia stata anche lì, altrimenti glielo consiglierò, per il prossimo viaggio, così almeno quando sarà via potrò immaginarla a rilassarsi su quel balcone color corallo, o a fare spese pazze nei negozietti del centro.
Finalmente la porta della nostra camera si apre e si richiude subito. Papà va direttamente in cucina e sento che si siede a tavola.
La mamma si scioglie riluttante dal mio abbraccio, si alza e lo raggiunge, accendendo i fornelli per riscaldare la cena che gli serve in un attimo.
Io rimango incatenata al divano.
Vorrei alzarmi.
Vorrei correre di là, per vedere come sta Luna, ma non ci riesco. La presenza di papà, questa sera, mi incute troppo timore, così mi costringo a guardare lo schermo, dove le immagini continuano a scorrere, ma ormai ho perso la concentrazione, perché la mia mente ha già lasciato la stanza da tempo e non aspetta altro che essere raggiunta dal mio corpo. 


sabato 2 novembre 2019

DOPPIA RECENSIONE "TU, SIGNORA AQUILONE" di Erika Tagliarini



Doppia recensione per "Tu, Signora Aquilone" dell'autrice Erika Tagliarini, edito Pav Edizioni. A cura di Franca Poli e Alessia Toscano 😊






Autore: Erika Tagliarini
Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Pav Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 8,50
A breve anche in ebook

Pagina autore: Tu, Signora Aquilone





TRAMA:


Raissa è una giovane infermiera che vive nelle splendide colline Umbre e lavora presso una casa di riposo. Il suo scopo nella vita è quello di portare ogni giorno un po' di gentilezza e luce agli ospiti anziani e soli che vivono nella "Fattoria Senile", con la speranza di colmare il suo grande vuoto lasciato per la mancanza d'affetto di sua madre. Incontrerà strani personaggi, come Poca Luce, Squalo, Campana e Bella Gioia, con i quali vivrà situazioni divertenti, surreali e di forte amicizia. 



Sarò sincera, dopo le prime pagine avevo quasi deciso di smettere di leggere. Non riuscivo a capire con chi avevo a che fare, chi erano i protagonisti del libro. Siccome sono una lettrice che non s'arrende facilmente, ho deciso di proseguire la lettura, ovviamente nella speranza che la storia riuscisse a prendermi. Alla fine devo dire che ho fatto bene a darle una possibilità. È una storia particolare che parla del difficile rapporto che intercorre tra madre e figlia, Diana e Raissa. Ma è anche la storia di quattro anziani, due uomini e due donne, provenienti da diversi ambienti sociali, ognuno con un proprio vissuto più o meno difficile che, a un certo punto della loro vita, si trovano a trascorre le giornate in una casa di riposo, o per essere più precisi nella “Fattoria Senile”. Tra questi arzilli vecchietti e due delle infermiere che li accudiscono si instaura qualcosa che va al di là di un normale rapporto che intercorre tra assistenti e ospiti di una struttura simile. Le due infermiere sono anche madre e figlia. Sono entrambe molto brave nel loro lavoro, un lavoro per altro molto difficile da svolgere. Hanno a che fare con persone fragili, con problemi di salute, magari abbandonati dai propri familiari in quanto considerati degli intralci.
Raissa lavora in questa struttura situata sulle colline umbre da alcuni anni. Le piace il suo lavoro, lo svolge con competenza e passione. È benvoluta sia dagli anziani ospiti che dai colleghi. Fino a poco tempo prima anche la madre lavorava alla “Fattoria Senile”.
Ora Diana si trova ricoverata all'ospedale per una grave malattia. Il rapporto tra le due donne è sempre stato difficile, fin da quando Raissa era una bambina. La giovane ha sofferto e continua tuttora a soffrire per la mancanza di affetto da parte della madre ma, nonostante ciò, tutti i giorni la va a trovare. Sarà proprio durante la degenza della genitrice che la ragazza ripercorre la storia della sua vita e quella della sua famiglia; alla difficoltà a relazionarsi con i parenti materni e con la sorella più giovane di lei di dieci anni. Le uniche persone con cui ha un vero legame affettivo sono il padre, il marito e il figlioletto di quattro anni, molto dolce e sveglio per la sua età.
Se all'inizio ero un po' indecisa se continuare a leggerlo oppure no, alla fine questo libro mi ha preso, emozionato, commosso. È una storia che parla in un certo senso di amore, di sentimenti, in questo caso non nei confronti del proprio partner, ma verso, e tra, persone che non hanno nessun legame di sangue. Inoltre ci fa capire che bisogna accettare gli altri per come sono, con i loro pregi e i loro difetti. Anche se a volte, quando si tratta dei propri familiari, certe situazioni fanno soffrire.
È un racconto abbastanza breve che si legge velocemente. La scrittura risulta abbastanza accurata e fluida. La narrazione avviene in prima persona con il pov di Raissa. Mi è piaciuta la minuziosa descrizione che l'autrice fa dei quattro anziani. La loro storia, il loro vissuto, il perché avevano deciso di trascorrere gli ultimi anni che rimaneva loro alla “Fattoria Senile”. Soprattutto il motivo che li ha portati a diventare amici inseparabili.
Detto ciò mi sento di consigliare questo libro.



La semplicità di raccontare la vita.

“Tu, signora aquilone” non è un libro, ma sembrano quasi le parole di un diario narrato, parlato, confidato, al quale io mi sono approcciata con estrema delicatezza, cercando di non disturbare, per non interrompere il flusso dei pensieri dell’autrice, perché mi sono ritrovata coinvolta e interessata. Non volevo che smettesse, ma che mi facesse arrivare al cuore della Signora aquilone.
Mi sono divertita, emozionata, incuriosita, stupita e commossa. Un bel mix per un libro che non usa paroloni, non fa giri immensi, non mostra cose impossibili… ma lascia qualcosa dentro.
Ho vissuto con Raissa la storia che lei stessa stava ripercorrendo per regalarla a noi.
Uno scritto introspettivo, quasi di formazione, perché compiamo, insieme alla protagonista, il suo percorso interiore di crescita e di presa di coscienza.
Ogni persona che incrociamo sul nostro cammino ha la capacità di donarci qualcosa, ci fa diventare “grandi”, in qualsiasi epoca della vita ci troviamo.
L’importanza delle piccole cose, la sofferenza della malattia, il richiamo dei legami di sangue e dalla famiglia. Ogni essere vivente deve essere apprezzato e rispettato.
Un libro sui valori assoluti, o quelli che contano davvero, sui sentimenti, sui legami che si creano passo dopo passo.
Ho trovato la lettura intensa e particolare; delicata o crudele come sa esserlo la realtà. A volte sembrava che ci fossi io tra le pagine al posto di Raissa. Ognuno di noi può essere lei.
Non dobbiamo cercare di cambiare chi ci è attorno, ma dobbiamo accettarli, e se proprio non ci riusciamo dobbiamo allontanarci da ciò che ci fa soffrire, magari ritrovandoci poi in un altro momento. Ma sempre mantenendo il rispetto per il prossimo. Chiunque combatte le proprie personali battaglie. Lo stesso discorso vale anche per le situazioni.
Niente e nessuno può impedirci di essere felici. Una scuola di vita che Raissa e Diana vivono sulla loro pelle e che l’autrice vuole trasmetterci grazie al suo racconto.


"VITA DA BLOGGER: L'ALFABETO DEL DISAGIO" di Ginger Pain



Buongiorno follower, buon sabato!
In uscita oggi "Vita da blogger: L'alfabeto del disagio" di Ginger Pain









Autore: Ginger Pain

Genere: Raccolta humour

Disponibile in ebook al prezzo lancio di € 0,99



TRAMA:


Cronache di ordinaria follia con contorno di assurdità alla piastra.
Quando ho cominciato a fare la bookblogger, pensavo che fosse un'attività fighissima. Parlare di libri, di lettura, di tutte le cose che mi piacciono. Può mai esserci qualcosa di più bello?
In effetti fare la bookblogger, tendenzialmente, è davvero una cosa fighissima.
Almeno fin quando non sbatti il naso contro un caso umano. E, credetemi, di casi umani ce ne sono a bizzeffe. Con il tempo è andata a finire che mi preoccupo se non ne incontro almeno uno al giorno.
Il disagio è tra noi. Rassegniamoci. Pertanto, ho deciso di raccogliere in questo quaderno tutti i miei sfoghi, quelli che "vorrei ma non posso". Perché una bookblogger deve essere politically correct...
Ma, per la miseria, quanti di voi vorrebbero dire al disagiato di turno "ma che sei scemo?"
Ecco, questo è il quaderno che rende giustizia a tutti i "ma che sei scemo?" che non potete dire esplicitamente. Lo sfogo di una blogger che dà voce, finalmente, a quello che non si ha il coraggio di dire. Senza pietà e senza peli sulla lingua. E chi si sente toccato... beh... guardi il suo armadio, avrà una collezione di scheletri...



BREVE ESTRATTO:

A come Amicizia
Quella che ti chiedono manco fosse in saldo e che, nemmeno il tempo di cliccare “accetta” (vi taglierei le dita con quella vera), ti arriva l’invito a mettere Mi piace alla pagina del tonno in scatola, alla dieta dimagrante, al fan club di Gigi D’Alessio, e dulcis in fundo al loro libro passato, presente e futuro.
Almeno fingete che la richiesta sia seria, prima di bombardarmi di inviti e, se non ho accettato la prima volta, non tornate dopo un mese. Sono blogger, mica scema!







venerdì 1 novembre 2019

"ENEMY LOVE: ODIO AMARTI" di Vera Demes



Buon pomeriggio amici lettori!
Oggi facciamo il bis ponendo alla vostra attenzione un altro romanzo: "Enemy Love: Odio amarti" dell'autrice Vera Demes







Autore: Vera Demes

Genere: Contemporary Romance 

Disponibile in ebook a € 1,99
e in formato cartaceo a € 13,00

Pagina autore: Vera Demes - Pagina Ufficiale  




TRAMA:

Se ho commesso errori li sto pagando tutti. E l’inferno è mille volte più dolce del mio oggi.
Non ho mai pianto per una donna e non lo farò neppure adesso. Però l’amore è un nemico.
E ha vinto su tutto.

L’amore acerbo tra Elia Steiner e Melissa Nardi si spegne una notte di luglio, a Milano, al concerto dei Depeche Mode. Lei ha sedici anni, è ottimista, sincera e piena di vita, lui ne ha ventuno ed è incosciente, impulsivo e con una gran voglia di fuggire. Si piacciono ma non basta. Elia vola lontano e Melissa decide di odiarlo per l’eternità.
Sette anni dopo Elia è un giovane deejay sulla cresta dell’onda, introverso, affascinante e molto tormentato. Nel suo elegante appartamento di New York vive una vita intensa e stimolante seguendo l’istinto e cercando una felicità che sembra sfuggirgli dalle mani. Un eterno rincorrersi di sogni in cui la realtà non è mai come dovrebbe essere. Elia vive il presente senza pensare al futuro ma quando, di ritorno a Milano per un tour promozionale, il destino mette nuovamente Melissa sulla sua strada, le cose si complicano. Lei è cambiata, è distaccata, indifferente, poco avvezza alle illusioni ma nei suoi occhi brilla ancora la luce speciale di un tempo.
Attrazione, sfida, emozioni incontrollabili. Tra serate in discoteca, sfilate e feste, in una Milano rutilante di vita e in una sfavillante e dinamica New York, tra i due giovani si instaura una guerra emotiva in cui i sentimenti sembrano accendersi, divampare e poi esplodere, come se non ci fosse alternativa.
Ma Melissa è un urgano di emozioni ed Elia scopre insicurezze che non credeva di avere.
E poi, nel precipitare degli eventi e quando tutto sembra ormai compromesso, qualcosa cambia. Perché l’amore può essere un nemico se non si è in grado di abbandonare le paure. E al termine della battaglia arrendersi può diventare l’unica soluzione possibile, l’unica sincera, ciò che conta davvero. Per essere felici.






BIOGRAFIA:

Vera Demes ama definirsi una “bookhaolic con il vizio della scrittura”. Dopo essersi occupata per molti anni di politiche sociali e progetti europei, ultimamente si dedica molto alla narrativa e saltuariamente a progetti che ritiene utili per il prossimo. Sposata e con un figlio ventenne, vive tra le nebbie invernali e il sole del suo rifugio al mare.



DICE L’AUTRICE:

Per descrivere al meglio la personalità di Elia e alcune dinamiche connesse al suo comportamento e alle sue scelte ho goduto del supporto insostituibile di una mia cara amica psicoterapeuta che mi ha spiegato quanto i traumi possano influire sulle scelte esistenziali e sul senso di colpa al punto da travolgere il destino di un amore.






BREVE ESTRATTO:

«Non mi ami più, Mel?».
Melissa lo fissò muta, annichilita da qualcosa che non sapeva controllare. Desiderio, tenerezza, amore. Amore profondo e inesauribile.
«Rispondi». Elia l’artigliò con lo sguardo. Moriva dalla voglia di baciarla. «Hai forse smesso di amarmi?».
Melissa trattenne il respiro.
«Dillo. Dì che non vuoi più avere a che fare con me».
«Ti odio». Melissa fece una smorfia buffa, una delle sue. «Però ti amo». 





RECENSIONE "IL PRIMO CAFFÈ DEL MATTINO" di Diego Galdino



Alessia Toscano ha letto "Il primo caffè del mattino" dell'autore Diego Galdino, edito Sperling & Kupfer




Autore: Diego Galdino
Genere: Romance Contemporaneo

Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick

Disponibile in ebook a € 3,99
e in formato cartaceo a € 12,68 oppure € 8,41

Pagina autore: Diego Galdino 





TRAMA:


Nella città più romantica del mondo, a volte basta un caffè per farti innamorare.

Massimo ha poco più di trent'anni, è il proprietario di un piccolo bar nel cuore di Roma, e non si è mai innamorato davvero. Ogni mattina, all'alba, attraversa le vie della città ancora addormentate, dove si sente il profumo del pane appena sfornato, e raggiunge il suo bar. Lì lo aspetta il primo caffè della giornata, quello dall'aroma più intenso, e dal sapore più buono. In fin dei conti sta bene anche da solo, continua a ripetersi man mano che il locale si anima: a tenergli compagnia ci pensano i clienti affezionati, con cui ogni mattina Massimo saluta la giornata fra tintinnio di tazzine, profumo di cornetti caldi e un po' di chiacchiere. Allora come mai, il giorno in cui improvvisamente entra nel bar una ragazza dagli occhi verdi, il viso spruzzato di lentiggini e l'aria sperduta di una turista straniera, Massimo non riesce a toglierle gli occhi di dosso... Né tanto meno a farsi capire in nessuna lingua: al punto che, tempo cinque minuti di interazione, si ritrova una zuccheriera rovesciata addosso, la porta sbattuta in faccia e qualcosa di molto simile a un cuore spezzato che gli martella nel petto. Ma la ragazza con le lentiggini, che viene da Parigi, di nome fa Geneviève e di mestiere inventa cruciverba, tornerà presto da Massimo: perché ha un segreto che non può rivelare a nessuno, e che la lega proprio a quel luogo.
Massimo - che da quando l'ha incontrata la prima volta, con la frangia spettinata e il vestito rosso - non se l'è più tolta dalla testa, non potrà che corteggiarla con le armi che conosce meglio: caffè, cappuccini e il fascino di Roma. Sperando che, nonostante tutti i segreti che Geneviève nasconde, entrambi si ritrovino a volere la stessa, unica cosa: bere insieme il primo caffè del mattino.
Tutte le mattine. Tra equivoci, baci e lunghe passeggiate romane, una commedia romantica lieve, divertente e tutta italiana, con una protagonista d'eccezione: la città più magica del mondo.





Un omaggio all'amore, quello puro che nasce dalle piccole cose semplici, sguardi furtivi, guance che si imporporano di imbarazzo, gesti compiuti con mani che tremano un po’, strategie per farsi notare.
E così un uomo, piacente e sicuro di sé, che si credeva immune al sentimento, si ritrova impacciato davanti a due occhi verdi e una manciata di lentiggini.
Finalmente un protagonista che non si atteggia a maschio alfa, ma mostra insicurezze, e si affanna per trovare un modo per farsi notare da una stramba parigina, Geneviève, che parla una lingua a lui sconosciuta e non sembra volergli rendere le cose facili.
Ma, complice l’arte del caffè e l’aria di Roma, la mia Roma, così romantica e immensa, i due si ritroveranno a vivere una storia dal sapore puro, unico e autentico.
Un corollario di personaggi veri e veraci, come quelli che ognuno di noi incontra per strada, ricama le pagine della storia. In effetti, sono proprio delle persone reali, quelle che l’autore Diego Galdino trasporta dalla sua vita di barista di Roma tra le righe del romanzo.
Stile leggero, a tratti poetico e romantico, a tratti frizzante e ironico. Narrazione scorrevole e fluida. Scrittura semplice, diretta, comune... perché di persone comuni narra, della gente trasteverina che si rilassa prendendo un buon caffè, ognuno con le proprie manie, con i propri capricci, coi gusti tutti diversi.
Massimo, il protagonista, da ottimo barista quale è, conosce alla perfezione i suoi clienti, e accomuna ognuno di loro a un tipo di caffè. In fondo, il barista è come un confessore, o un confidente, che fa parte della quotidianità.
Ho scoperto Diego Galdino grazie a una citazione in rete che mi è piaciuta. Lui è uno di noi, che non si eleva a grande scrittore, ma narra anche di me, che potrei facilmente trovarmi al bar Tiberi a gustarmi uno di quei suoi caffè alla Nutella. Ebbene sì, ora ho una voglia matta di assaporarlo. Quindi, Diego, presto verrò davvero a conoscerti e a bere una delle tue delizie.
"E tu che caffè sei?" Possiamo scoprirlo grazie alla spiegazione finale delle diverse tipologie di questa “sacra” bevanda.

Insomma, una delicata commedia all’italiana, che conserva anche una buona morale, con cui passare due orette di perfetto romanticismo, magari proprio in compagnia di un buon caffè.


"PROGRAMMATA PER TRADIRE" di Lara Dei



Buongiorno follower, buon Ognissanti!
Nuova pubblicazione per l'autrice Lara Dei che ci presenta "Programmata per tradire"






Autore: Lara Dei

Genere: Romanzo Contemporaneo

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 11,99

Pagina autore: Lara Dei 




TRAMA:

«Ti amo Elena.»
«Anche io.»
«Allora perché non lasci il cornuto e ti metti insieme a me?»
«Perché ti voglio troppo bene per farti diventare il prossimo cornuto».

Elena Ruggeri è un’affascinante veterinaria milanese di ventisette anni. Dolce e solare, si nasconde dietro la maschera della ragazza perfetta, ma possiede un’anima estremamente tormentata, segnata da un passato doloroso.
Donna incline alle dipendenze, non riesce a essere fedele e utilizza il sesso in maniera compulsiva, per non elaborare le sue sofferenze emotive.
Seducente e disinibita, naviga tra diverse relazioni parallele, senza mai riuscire veramente ad aprire a nessuno il suo cuore.
Quando capisce che le sue abitudini le stanno condizionando negativamente la vita, decide di affidarsi alle cure di un rinomato sessuologo.
Sarà proprio questa scelta a segnare il punto di svolta: per la prima volta nella sua vita, riuscirà a vivere dei veri rapporti interpersonali, senza farsi dominare solo dai suoi impulsi e dalla sua ipersessualità.
Tra intrighi, inganni, e segreti che riaffiorano dal passato, Elena troverà finalmente l’amore, ma riuscirà a non farselo sfuggire?



DICE L’AUTRICE:

Questo romanzo a differenza dei miei primi due è più psicologico e meno incentrato sul sesso.
Non che le scene hot manchino, ma diciamo che in questo libro non è il sesso a mantenere alta la tensione narrativa.






BREVE ESTRATTO:

«Ti amo Elena.»
«Anche io.»
Lo dico sempre, ma la dura verità è che io sono troppo impulsiva
e volubile per affidare il mio cuore a qualcuno. Preferisco continuare a cibarmi di questi pochi attimi di libertà. Mi accontento di queste poche boccate di ossigeno, di queste brevi e disperate corse verso un piacere effimero, un fugace appagamento che può colmare solo in piccola parte il mio profondo bisogno d’amore.
Molte volte mi sono ritrovata fra le sue braccia, ma non sono sicura di quello che provo. È difficile da spiegare, forse è più facile dire quello che non è: non è solo amicizia, e non è solo amore, forse è solo uno strano volergli bene.

Sono decisamente una cattiva persona. Tradisco sempre e ripetutamente ogni mio singolo amante senza ritegno. Perché non riesco a farne a meno? Perché non riesco a resistere a questa tentazione? Perché per me il sesso è appagante solo quando è proibito? Che cosa c’è di sbagliato in me?