sabato 3 ottobre 2020

RECENSIONE "PER IL TUO BENE" di Mariella Mogni

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Alessia Toscano ha letto "Per il suo bene" dell'autrice Mariella Mogni.





Autore: Mariella Mogni

Genere: romance contemporaneo

Disponibile in ebook a € 0,99
A breve anche in formato cartaceo

Pagina autoreI romanzi di Mariella Mogni 



TRAMA:

È un mostro.
Ha ereditato il sangue maledetto di suo padre.
Ha distrutto le donne che ha amato.

Le notti di Leonardo sono piene di incubi. Il passato lo tormenta, lo riporta alla sua infanzia terribile, vissuta all’ombra di un padre violento, e ai tanti errori che ha commesso. Ha distrutto le donne che ha amato, è stato malvagio e crudele, per questo si è condannato a una vita senza amore. Solo e infelice, usa il sesso per dimenticare, per riempire il vuoto che ha dentro.
Amanda è entrata per caso nella sua vita. Lo ha illuso che con lei sarebbe stato diverso: un uomo, non un mostro. Ma come rivelarle i segreti che ancora lo fanno vergognare, come accompagnarla nell’inferno che lo abita? Un muro di reticenza e di misteri rende precario il loro legame e quando la natura violenta di Leonardo tornerà a prendere il sopravvento, Amanda finirà per lasciarlo.
Leonardo non la trattiene. Per il suo bene preferisce perderla, piuttosto che trasformarla in una vittima della sua cattiveria.
Ma un grave pericolo incombe sulla donna che non ha mai smesso di amare, solo lui è in grado di salvarla. Leonardo è pronto a rientrare nella vita di Amanda. Per il suo bene. 



Leonardo è un uomo dal passato difficile e travagliato, che lo ha portato a essere ciò che è ora. Il passato torna sempre a galla, suo padre rude e violento, gli errori commessi. La notte è piena di incubi. Si è costretto a una vita senza amore, a causa del suo modo crudele di amare le donne. Si ritrova solo, ma non è felice, per andare avanti usa il sesso.
Poi arriva Amanda, così, per caso, e gli fa credere che con lei sarebbe riuscito a essere diverso, ad amarla come avrebbe dovuto.
Ma l’esistenza di Leonardo è un inferno e Amanda ci finisce dentro. Se ne va. Lui la lascia libera, prova un sentimento vero e preferisce non farla diventare la sua ennesima vittima.
Qual è, però, il pericolo che minaccia la donna? Lui dovrà tornare prepotente nella sua vita, deve proteggerla, solo lui può farlo.
Amo molto lo stile di Mariella Mogni, semplice e diretto, ma nello stesso tempo intenso e coinvolgente. “Per il suo bene” è una storia appassionante, forte e struggente. A tratti anche delicata. Una storia profonda e potente, dal ritmo scorrevole e battente, dove si scorgono delle sensazioni autentiche e avvolgenti.
La storia di Leonardo mi è entrata dentro e mi ha attraversato come un brivido, mi ha trafitto.
Bella la descrizione introspettiva dei personaggi, io mi sono sentita molto vicina al protagonista, è un uomo che ha sofferto molto fin da bambino. Cresce con quei pregiudizi e un grande dolore dentro. È distruttivo verso di sé e gli altri. Non può amare. Le donne sono solo distrazioni da usare e gettare. Fino a che arriva Amanda, bellissima, forte e intelligente. Capisce che lui ha un grande mondo dentro, lei è diversa dalle altre e vuole dimostrarglielo. Ma quando lui, finalmente, si spoglia di tutti i suoi fantasmi, lei reggerà il colpo? Il loro è davvero un grande amore oppure è destinato a scoppiare come una bolla di sapone?
Una vicenda struggente e intensa, che accarezza l’anima e colpisce il cuore, entra dentro. L’apparenza inganna, nella storia di Leonardo c’è emozione, passione, paura, sentimento, crescita personale. E Mariella tratta tutto quando con estrema delicatezza e rispetto. D’altronde io trovo la sua penna sempre molto elegante e raffinata.
Complimenti davvero, assolutamente da leggere. 


"L'OMBRA DI MIKOS" di Liberty Rose

 

Buongiorno follower, buon sabato!
In uscita oggi "L’ombra di Mikos" dell'autrice Liberty Rose, 
secondo volume della serie "Mikos"



Autore: Liberty Rose
Serie: Mikos Vol.2

Genere: Contemporaneo

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 12,99

Pagina autrice: Il mondo di Liberty Rose
Blog autrice: Amore e altri demoni 



TRAMA:

Tre colpi di pistola, poi il vuoto assoluto. Quando Alejandro Ramirez riapre gli occhi, in una clinica di Bogotà, non ricorda più niente del suo passato né riconosce la giovane donna che è al suo fianco, Angélica, una ragazzina di soli vent’anni, che gli dice di essere sua moglie e che è stato aggredito durante il loro viaggio di nozze.
Sarà vero? Certo, Angelica è bellissima e di una come lei potrebbe davvero essersi innamorato, ma allora perché non si ricorda di quella tenuta, El Gran Paraíso, nel cuore del dipartimento di Meta, dove regna incontrastato e sovrano suo suocero, Don Rafael Santander Carvajal? Senza contare che c’è qualcosa di strano: personaggi loschi si muovono nell’ombra e una tensione evidente anima il rapporto di Angie con suo padre. Per non parlare del personale della grande casa che cerca di evitarlo come un appestato.
E cosa dire della sensazione costante di non avere niente a che fare con la vita di Alejandro Ramirez? Lui sente di appartenere alla Grecia, a un’isola sperduta nel Mar Egeo, Mikos, ma la dolcezza di Angélica non gli è indifferente e lasciarla andare gli costa fatica.
Angie sa che Alejandro non è suo marito, ma n'è così perdutamente innamorata, che per proteggerlo sarebbe disposta a tutto, perché se lui dovesse ricordare anche solo il suo nome, non ci sarebbe salvezza.
Ambientato nelle pianure orientali della Colombia, personaggi indimenticabili, una natura incontaminata e passioni violente, l’amore di Angie e Alejandro ce la farà a superare menzogne, tradimenti e una sconvolgente verità?

Romanzo autoconclusivo e secondo volume della serie MIKOS.



DICE L’AUTRICE:

La storia di Alejandro Ramirez è nata durante la stesura di La maschera di cristallo, quando il suo personaggio era destinato a un finale triste, ucciso da un signorotto locale colombiano su cui stava indagando. Nella primissima versione infatti la notizia della sua morte era confermata e ineluttabile. L’ho pianto con Eleni. Poi una notte ho fatto un sogno strano. L’ho visto in una clinica di Bogotà che si risvegliava senza capire in un primo momento neanche la lingua che stavano parlando, senza ricordarsi nulla di chi era e di quello che era successo, con persone che gli raccontavano solo bugie sulla sua identità e sul suo passato. Mi sono chiesta come avrebbe potuto, poverino, capire davvero chi era e come fare per tornare a casa. Mi sono resa conto che non mi voleva proprio lasciare andare e che rivendicava, come gli altri personaggi della serie, una storia tutta sua, visto il passato di solitudine che gli avevo dato (ingiustamente) in La maschera di cristallo. L'ombra di Mikos è la sua ricompensa, per quello che ha fatto di utile nel romanzo precedente. È stato un bravo personaggio.






BREVI ESTRATTI:

«Posso non ricordare nulla del mio passato, ma non sono completamente stupido. Tuo padre è il proprietario di una delle aziende più floride e grandi del paese ed io chi sono? Uno scrittore fallito, senza una famiglia, un bastardo mancato, che un giorno arriva da voi e finisce per sposare la sua principessa. Mi stupisco che non mi abbia sparato lui, per evitare che arrivassi all’altare».


Alejandro non le permise nessuna tristezza e nessuna esitazione, riprendendo ad adorarla, per il resto della notte, svegliandosi solo per ricominciare da dove si era interrotto prima di sprofondare nel dormiveglia, baciandole ogni angolo del corpo, fino a quel momento sconosciuto, dalla punta dei piedi alla cima dei capelli, concedendole quella luna di miele che lui credeva interrotta da uno sparo e costringendo Angélica a svegliarsi, il mattino successivo, completamente innamorata di un uomo che credeva di essere suo marito, ma che invece era uno sconosciuto al quale aveva rubato la vita, il passato e persino l’identità.


Giurò a se stessa che non avrebbe avuto nessun altro uomo mai, che sarebbe appartenuta solo a lui, qualunque cosa fosse successa, anche se non glielo disse, perché reputava di non averne alcun diritto, date le bugie con cui lo aveva stretto a sé.






 
Scrivere è sempre stata la mia prima forma di comunicazione. Credo di aver imparato prima a scrivere e poi a parlare. Dai racconti di bambina, rinchiusi in pagine che rubavo ai quaderni di scuola, passando per una vecchia Olivetti della mia adolescenza, il cui nastro mi macchiava tutte le mani quando lo dovevo cambiare, sono arrivata fino a qui, su questa tastiera le cui lettere si stanno consumando a furia di digitare, trascinata dal mio immenso bisogno di raccontare storie.
Oltre la scrittura, le altre mie passione sono la pittura (altro mio amore lontano), la fotografia, l'amore per le lingue e i viaggi, per tutto il mondo animale e sempre e soprattutto per il mare. Ma essendo nata su di un'isola attaccata dai pirati saraceni, la nostra naturale propensione al viaggio ideale, fatto soprattutto attraverso i libri e la fantasia, è un'eredità del sangue. 





venerdì 2 ottobre 2020

"IL CONCERTO DI RAVIOLOTTI" di Mariana Fujerof e Gabriel Salvetat

 

Oggi accontentiamo anche i lettori più giovani 😉
"Il concerto di Raviolotti" dell'autrice Mariana Fujerof, con le illustrazioni di Gabriel Salvetat, edito Les Flâneurs Edizioni.



Illustratore: Gabriel Salvetat

Genere: Narrativa per l’infanzia

Casa editrice: Les Flâneurs Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 7,60 



TRAMA:

Puffina, Giacomino, Crinolòt e Pucci hanno un sogno: poter ascoltare dal vivo il loro idolo, il grande tenore Raviolotti, e magari esibirsi sul palco insieme a lui. C’è solo un problema: i nostri eroi sono quattro porcellini d’India! Non sanno come arrivare in città, non hanno i vestiti adatti e poi... chi mai farebbe entrare degli animaletti come loro a teatro? Per fortuna ci sono i loro amici ad aiutarli: l’abile cricetina Pompon, la cinciallegra Azzurrina e il merlo Nerino.



DICE L’AUTRICE:

I porcellini d’India protagonisti di questa storia, nonché di numerose altre avventure, sono stati per ben otto anni i più cari amici, compagni di gioco e confidenti di una bimba gentile che non aveva fratelli né sorelle. Giacomino era fra tutti il più temerario e senza dubbio anche il più ghiotto; Puffina, elegante e dal portamento regale, era anche molto affettuosa e talvolta sembrava intonare una sorta di canto con quella sua bella vocina; Crinolòt, di corporatura piuttosto imponente, aveva un carattere forte e autoritario, mentre sua sorella Pucci, col suo lustro mantello dalle tinte vivaci, era timida e riservata. Ad un certo punto i quattro porcellini d’India divennero cinque… ma dell’ultimo arrivato parlerò in un libro futuro.
Nel corso della loro vita terrena ho inventato e raccontato tantissime storie sulle strabilianti imprese di questi “personaggi", sempre cercando di rimanere fedele a quelle caratteristiche che rendevano ognuno di loro così speciale e unico. In seguito mi venne chiesto di mettere quelle storie per iscritto, affinché non andassero dimenticate e perdute, ma non riuscivo mai a trovare il momento adatto per mettermi all'opera. Poi, un giorno, proprio mentre mi trovavo in aeroporto in attesa del mio volo, qualcosa scattò in me… presi dalla borsa quel quaderno tascabile che mi porto sempre appresso e iniziai a scrivere di loro… sì, proprio di quei porcellini d’India che se ne erano volati in cielo, oltre il ponte dell’arcobaleno, alcuni anni prima. La scrittura scorreva fluida e raccontava con naturalezza una storia da lungo tempo pensata. Sembrava non volersi più arrestare… oramai, era decollata! 
Quando proposi “Il concerto di Raviolotti” all’editore con il quale avevo in precedenza già pubblicato due libri, si rese necessario illustrare la storia. Decisi di rivolgermi a Gabriel, perché aveva conosciuto "di persona" i suoi piccoli protagonisti; aveva parlato e giocato con loro, li aveva tenuti in braccio, coccolati… chi, meglio di lui, li avrebbe saputi riprodurre nei suoi disegni?
Mi auguro che le avventure di Giacomino, Puffina, Pucci e Crinolòt possano allietare molti altri bambini, oltre a quelli che ebbero il privilegio di conoscerli dal vivo e di amarli.






BREVI ESTRATTI:

Andò subito a bussare alla porta della casetta dei quattro porcellini d’India per prendere le misure a Giacomino, cosa che non si rivelò affatto facile, dato l’abbondante girovita; per via delle sue cortissime zampine, dovette farsi aiutare da Azzurrina per tenere il metro che si era fabbricata con un pezzo di fettuccia sottratto dal cestino da cucito della signorina Lehner.
«Quarantatré!» esclamò.
«Quarantatré… firulì… firulà!» ripeté Nerino fischiettando.
Poi gli misurò il girocollo:
«Ventidue!» e di nuovo Nerino le fece il verso:
«Ventidue… firulì… firulì… firulà!».
«Ahi! Mi stritoli la pappagorgia… si lamentò Giacomino arrossendo per la vergogna sotto il pellicciotto, «E tu finiscila, di ripetere come un pappagallo! Mica devono tutti sapere i fatti miei…» disse poi rivolto a Nerino che subito si zittì, rimanendo però a fissarlo coi suoi occhietti tondi. Poco dopo, recuperato in un battibaleno il suo consueto buonumore, il piccolo merlo si stava già trastullando col ditale che portava in testa a mo’ di stravagante cappellino…


«Ho tempo a sufficienza per allenarmi» rispose convinto, e già si sentiva un porcellino di spettacolo per il solo fatto di calzare gli scarpini da sera di Ken…






 
Mariana Fujerof vive in una terra fiabesca con rigogliosi parchi e giardini, fitti boschi e ombrose foreste, azzurri laghi e monti dalle cime innevate. I personaggi di questa storia sono tutti reali. I quattro porcellini d’India vivevano proprio in quel giardino e non molto tempo fa se ne sono volati, insieme alla cricetina Pompon, oltre il ponte dell’arcobaleno. Rimangono ancora Willi il riccio, la cinciallegra Azzurrina, il merlo Nerino, il corvo Jack Mac Cracken e la gazza ladra Arsenia. Mariana sta ora scrivendo le altre loro incredibili avventure, ma in passato ha pubblicato anche storie per i grandi, alcune serie, altre più divertenti…
Gabriel Salvetat è nato a Orléans ma adesso vive in un’altra regione della Francia, in una terra ricca di vigneti, dove studia architettura d'interni. Ha avuto il piacere e il privilegio di conoscere “di persona” i quattro porcellini d’India protagonisti di quest’avventura, ecco perché li ha saputi ritrarre così bene! Ha già disegnato le copertine di alcuni libri, ma questa è la prima storia che illustra.


RECENSIONE "HOT IN KILT" di Michela Piazza e Pamela Boiocchi

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Nuova pubblicazione per la coppia di autrici Michela Piazza e Pamela Boiocchi: "Hot in kilt", edito Dri Editore.
Daniela Colaiacomo lo ha letto per noi 😊



Titolo: Hot in kilt
Autore: Michela Piazza e Pamela Boiocchi
Genere: Contemporaneo

Casa editrice: Dri Editore
Collana: Spicy Romance

Disponibile in ebook al prezzo lancio di € 0,99
E in formato cartaceo a € 16,99 

Pagina autori: Amori Al Peperoncino: 



TRAMA:

Lui è l'attore più quotato del momento.
Lei è l'unica a non cedere al suo fascino... forse.
Ma Seth Winters è testardo e ha deciso che vuole infilarsi nelle mutandine della sua assistente a qualunque costo.
In fondo il sesso è solo sesso, e nessuna può resistere a lungo al suo fascino di bello e dannato.
Nel magico mondo del cinema, tra set blindati, riprese, trasgressioni ed eros, però, tutto può succedere.
Cosa fai, quando il tuo sogno erotico inizia a piacerti anche fuori dalle lenzuola?



Seth Winters ha appena vinto un Emmy interpretando il dottor Hudson, specializzando dal cuore d’oro e dal sorriso malandrino, nella serie TV "Angel Hospital" e ora Roger, il suo manager, gli ha procurato il ruolo di protagonista nel prossimo film del grande regista Stuart Grant, colui con il quale ha sognato di lavorare da quando ha lasciato la sperduta cittadina in cui è nato.
Gireranno il film in Scozia, in una località tenuta segreta - che si rivela essere l’isola di Mull - ospiti di Duncan Campbell, "laird" dell'antico castello di Laigbarn, trasformato in una dimora di charme, dove vivere la “Laigbarn Experience”.
L'impatto con il clima rigido e l'isolamento imposto è quasi insopportabile per Seth, abituato all'intensa vita sociale e al calore di Los Angeles, e il suo atteggiamento superficiale e vanesio presto si scontra con il carattere deciso dell’assistente personale che gli è stata assegnata, Bonnie Mac Donald.
Fare da assistente a un attore non conoscendone i compiti non era nei programmi della ragazza che però ha un legame familiare e di amicizia con Duncan e Catriona Campbell, cognati di suo fratello Angus, sposato con Drew. 
A malincuore, Bonny accetta di sostituire Catriona nell'incarico, che, incinta e impegnata nella cucina oltre che nella complessa gestione della troupe ospite del castello, non può più sostenere.
Se da subito Bonny - "Bunny" per Angus e, di conseguenza, coniglietta per Seth - prova una forte antipatia per l'attore del quale deve seguire le direttive - prima l'ha scambiata per una fan in cerca di un autografo, poi le ha imposto di cambiare abbigliamento - d'altra parte Seth rimane intrigato da quella donna, minuta "ma con un gran davanzale", che sembra quasi trovarlo ripugnante, con la quale inizia uno scambio di battute a effetto e dal doppio senso. Quando Seth, per conoscere i tratti del personaggio storico che deve interpretare, impone a Bonny di leggere Vento di Scozia, il libro dal quale è tratta la sceneggiatura del film, la ragazza rimane affascinata dall'indomito capoclan, Dougal, protagonista della storia, ma la vera sorpresa è l'effetto che le fa vedere Seth vestito e truccato per impersonare l'eroe settecentesco: 

Un improvviso calore alle guance e un bizzarro rimescolio dalle parti dello stomaco. 

È l'inizio di un rapporto fatto di schermaglie più o meno taglienti, ma anche d'intensa attrazione reciproca. Momenti difficili faranno emergere tratti insospettabili e generosi di Seth dando luogo al cambiamento significativo di colui che un primo tempo appariva concentrato esclusivamente su se stesso.
Battute divertenti sottolineano il carattere dei protagonisti e delle figure di contorno, la gelosia e la possessività, e situazioni particolari e decisamente originali, come la rappresentazione di una scena d'amore di Seth e la coprotagonista Zöe Moreau oppure la richiesta di un favore.

«Mi stai chiedendo di fare qualcosa per te, quindi?» Mi sporgo in avanti, elaborando un piano per incastrarla. «Se io accetto e ti dico di sì, poi tu sarai in debito con me. Giusto?»
Pausa ad effetto. Voglio vedere come reagisce. Mi sento proprio come Lucifer Morningstar - sì, proprio lui - mentre domanda: “cosa vuoi davvero”? E so già che la coniglietta mi darà tutto quello che voglio.
Sono un cattivo ragazzo? Forse. Ma sono sicuro che vi piaccio proprio per questo.

Con lo stile piacevolmente scorrevole che le caratterizza, queste brave autrici presentano la storia di un amore nato da presupposti improbabili e imprevedibili, di amicizia, di legami familiari intensi e decisi, di una terra dove la magia scorre in tutte le cose e la tradizione ha radici salde e profonde; ma soprattutto raccontano l'accettazione reciproca, dei pregi e ancor più dei difetti.

Forse Winters sarebbe un uomo migliore, senza la sua presunzione o quel modo di fare da padrone del mondo. Però non sarebbe più lui.
Per il suo bene, spero un giorno deciderà di mitigare il suo carattere, di mettere da parte l’insicurezza che l’abbandono del padre ha creato in lui. Ma se lo farà, sarà per se stesso, non per compiacere me o qualsiasi altra donna.
Siamo tutti in cammino, tesi a diventare la nostra versione migliore. Ognuno di noi è in lotta con aspetti del proprio passato da digerire o angoli del presente da smussare. Tanto vale essere gentili gli uni con gli altri e dare risalto alle qualità che ci uniscono anziché ai difetti che ci dividono. Questo è ciò che mi ha insegnato, credo senza volerlo, un vanesio attore di Hollywood.

Personalmente ho tratto godimento da questa lettura leggera e spensierata, ma non per questo superficiale, ed è quindi un libro che mi sento vivamente di consigliare a tutti coloro che desiderano qualche ora di serena distrazione.






BREVI ESTRATTI:

«A volte il modo migliore per liberarsi di una tentazione è cederle. Magari ci vai a letto e scopri che, dietro quei muscoli pompati, c’è uno che non ci sa nemmeno fare. O che ce l’ha piccolo.»
Entrambi ci ritroviamo a fissare il gonnellino di Seth, con un’intensità tale che potremmo sviluppare una vista a raggi x. Sospiro. «E se invece scopro che, oltre a essere figo, è anche il dio del sesso?»

«Ti ho voluta qui» mi soffia in un orecchio «così da immaginare di avere te tra le braccia. Sotto il mio corpo, schiacciata contro il materasso, intenta a gemere.»


Una tensione al basso ventre si impadronisce di me, improvvisamente. Sotto le luci dei fari, il corpo di Seth riluce di piccole gocce di sudore che fanno sembrare le sue spalle ancora più larghe e la sua schiena terribilmente invitante. So che si tratta di una finzione. Sono conscia che sono stati cosparsi di crema e spruzzati di acqua di rose prima di iniziare il ciak. Perché allora mi fa questo effetto?
Perché una parte - non troppo remota - di me vuole sapere se Seth Winters tra le coperte è davvero appassionato e forte come Dougal.
Non sono pronta per accettare questa verità, ma sarei preparata a una cavalcata selvaggia con lui.




Pamela vive su un’isola dove non arriva mai l’inverno, in compagnia del fidanzato mago e di quattro gatti viziati. È una danzatrice del ventre e ama cucinare.
Michela abita nella torre di un paesino medioevale, insieme al marito, al figlio e a numerosi animali che sono parte integrante della famiglia. Lavora come bibliotecaria e adora la storia.
Nonostante vivano a quattromila chilometri di distanza, Pamela e Michela restano legate da una pazza amicizia e dal potere dei sogni. 





giovedì 1 ottobre 2020

"INGANNIAMO IL DESTINO" di Lorena Nigro

 

In uscita oggi "Inganniamo il destino" dell'autrice Lorena Nigro.





Autore: Lorena Nigro

Genere: Contemporary Romance

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 13,51

Pagina autore: Lorena Nigro Author 



TRAMA: 

“Sei stata l’unica a vedere oltre, a non giudicare, nonostante tu abbia visto il peggio di me.”

Passione, dolore, tormento... questo è Thomas Stewart. 
Arroganza, supponenza è ciò che mostra di sé. 

Nessun legame, nessun sentimento per chi è abituato ad avere ai propri piedi qualsiasi ragazza. Solo sesso spiccio e senza impegno perché l’amore è per i perdenti, l’affetto per pochi. Thomas è un ribelle fatto di muscoli e tatuaggi che, all’improvviso, si trova a dover rivedere qualche regola, perché a giocare non è più da solo. Il destino gli si è messo di traverso ancora una volta e il bisogno di prendersela con qualcuno diventa impellente, non ci sono eccezioni che tengano, a meno che… 
A meno che scontrarsi con Megan non possa ridare speranza alla sua anima perduta. Ma non tutto è come sembra: tra dispetti, litigi e attrazione i due si ritrovano a condividere lo stesso tetto e sfuggire alla sorte diventa impossibile. Ma c’è di più per Thomas, che ha un debito con il passato. Stavolta il viaggio da compiere è di sola andata: destinazione INFERNO.
Questa è la sua storia: prendere o lasciare!



DICE L’AUTRICE:

C’è un capitolo di questo romanzo che mi ha particolarmente divertita durante la fase di scrittura. Ogni volta che lo rileggo, mi scappa da ridere perché ho immaginato e “vissuto” interamente la scena. Eppure, è il punto di vista più serio e risolutivo che mai 😂

Ho scritto questo libro ispirandomi a Jord Liddell, un modello e tatuatore bravissimo, conosciuto e apprezzato da migliaia di followers. Un giorno ho commentato un suo post, dicendogli appunto che il mio romanzo in suo onore era in stesura. Lui ha “solo” messo il like e io ero già in iperventilazione.



BREVE ESTRATTO: 

«Voglio solo te perché sei stata l’unica a vedere oltre, a non giudicare, nonostante tu abbia visto il peggio di me.» La dichiarazione l’ha spiazzata, sorprende persino me.
«Thomas, ho come l’impressione che il peggio per noi debba ancora arrivare.»
«Che vuoi dire?» 
«Che cosa ci sta succedendo? Non dirmi che tutto questo è normale. Non ho mai condiviso nulla di così importante con nessuno. Cosa siamo, veramente?»
«Dobbiamo per forza dare un nome a tutto?» 
«No, non a tutto, ma a noi sì.»







Lorena Nigro nasce a Manduria nel 1986. Vive la sua infanzia e la sua adolescenza ad Avetrana, diplomandosi in ragioneria e sposandosi con Marco. I due decidono di proseguire la loro vita insieme in provincia di Milano, dove lei comincia a lavorare come impiegata amministrativa. Nonostante sia mamma di una piccola peste, il suo animo rimane quello di un’eterna ragazzina e un’inguaribile sognatrice. La passione per la lettura ha accompagnato tutte le fasi della sua vita, la voglia di non accontentarsi l’ha portata a pubblicare il suo primo romanzo “Il silenzio dei tuoi occhi” con la collana Brightlove (Pub me), che ha rappresentato una via di fuga dalla routine quotidiana, credendo fermamente che a volte realizzare un sogno è possibile. La sua voglia di regalare emozioni non si arresta e ciò la sprona costantemente a migliorarsi, tanto da rendere sempre più tangibili i suoi traguardi portando avanti altri progetti prossimi alla pubblicazione. 


RECENSIONE "UN TÈ CON MR DARCY" di Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua

 

Recensione per "Un tè con Mr Darcy" di Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua, edito Edizioni Ultra. A cura di Manuela Ragni




Autori: Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua
Genere: Narrativa

Casa editrice: Edizioni Ultra 
Collana: Food District 

Disponibile in ebook a € 9,99
e in formato cartaceo a € 14,25



TRAMA:

Pizzi, merletti, balli ottocenteschi, tè al bergamotto e letture appassionate sono il vostro sogno proibito? Se la risposta è sì, avete tra le mani il ricettario giusto. Tra queste pagine troverete il fascino intramontabile del periodo della Reggenza, l’eleganza dell’epoca vittoriana e tutto il romanticismo di uno stile di vita dorato, fatto di conversazioni gar­bate, danze coinvolgenti, tazze fumanti, modi gentili da dandy, cavalleria e incontri conviviali. Cene, feste e tè sono sempre stati momenti chiave nei romanzi Regency. Un rito che ha avuto inizio nel 1662, quando in Inghilter­ra governava Cromwell, che, divenutone un grande estimatore in Olanda, importò il tè in patria. L’abitudine di berlo ben presto si tramutò in moda, e il tè diventò la bevanda nazionale inglese. Il rito pomeridiano delle cinque fu lanciato da Anne Mary Stanhope, duchessa di Bedford, nel 1840, in epoca vittoriana. Un viaggio nella storia del tè e soprattutto nel suo “gusto”, con tante ricette dolci e salate, consigli per organizzare veri tea party, ma anche indicazioni di costume e di galateo. Uno strumento perfetto per trasformare un momento di relax in una vera esperienza, imperdibile se avete una natura romantica, se amate l’idea di condividere con gli amici del raffinato tè all’in­glese. Per fare un salto indietro nel tempo in un sorso.



Attenzione! Attenzione! Attenzione! Non leggetelo se avete fame! In questo libro le autrici Silvia Casini e Raffaella Fenoglio e l'autore Franscesco Pasqua ci accompagnano in un viaggio di scoperta nei tea party inglesi. Con una disanima storica accurata ma non pesante, raccontano di pellegrinaggi fatti per mangiare scone con crema di fragole più che per devozione, di lunghi pomeriggi con tazze in mano per le signore e sigari e brandy e tè forte per i gentiluomini.
Non c'è un argomento che non sia trattato con il massimo riguardo e attenzione, dal galateo da tenere nel caso si sia invitati a un tea party seduti o in piedi - e quindi più informale: anche Csaba sarebbe fiera del nostro impeccabile comportamento. 
Interessante l'elenco dei diversi tipi di tè che sono solitamente bevuti e apprezzati. Ogni tipologia è accompagnata da una breve descrizione storica e di gusto, affinché si possa scegliere la propria miscela prediletta. Personalmente, amo il Darjeeling al gelsomino, il tè nero alle mandorle con infusione media e il tè verde giapponese tostato Hojicha, accompagnati da stuzzichini quali frutta secca, datteri e panini al salmone e crema alla soia. 
Le autrici e l'autore presentano poi una serie incredibile di idee e menu per permettere a chiunque di organizzare un tea party, un garden tea party o un bellissimo tea party di Natale, magari in alternativa al classico pranzo/cenone della vigilia. Le pietanze elencate mi suscitano una domanda: perché si dice che si mangia male in Inghilterra quando in realtà hanno tutti questi piatti deliziosi? E già mi vedo mentre, vestita con eleganza raffinata, servo i miei ospiti versando l'acqua calda nella teiera bombata e lasciando in infusione le mie foglie predilette. 
Complimenti alle autrici e all'autore per la scrittura interessante, lo stile leggero ma non per questo privo di approfondimenti e per la tematica che, personalmente, ho trovato adorabile. 
Nota: Al mio matrimonio feci un tea party pomeridiano, con quattro tipi di te (nero, verde e ai fiori di rosa e mandorla) con appunto dolci e frutta secca. Era un tè in piedi, in un parco, con tazzine bianche, tovagliolini in lino e frutta. Gli uomini avevano in più del brandy e dei sigari. Mi sono sentita così Jane Austen da commuovermi ancora oggi, e in queste pagine ho trovato la stessa emozione, al punto che sicuramente farò un tea party per Natale!



BREVE ESTRATTO:

Dite la verità: i pizzi, i merletti, i balli ottocenteschi, il tè al bergamotto e le letture appassionate sono il vostro sogno proibito? Se la risposta è sì, avete tra le mani il ricettario giusto. Tra queste goduriose pagine troverete il fascino intramontabile del periodo della Reggenza, l’eleganza dell’epoca vittoriana e tutto il romanticismo di uno stile di vita dorato, fatto di conversazioni garbate, danze coinvolgenti, tazze di tè fumanti, modi gentili da dandy, cavalleria e incontri conviviali. D’altronde, come ben saprete, nei romanzi Regency le storie si dipanano spesso intorno a momenti considerati importanti per l’alta società inglese come cene, feste e pomeriggi pigri e stuzzicanti, durante i quali i protagonisti sorseggiano tè, fanno conoscenze e incontrano potenziali amori. Gli impegni d’alto rango, infatti, erano quasi sempre legati al mondo culinario. Non mancavano mai rinfreschi, tavole imbandite, suggestivi eventi musicali, momenti di lettura e ricchi e golosi buffet. Di fatto, è in questo periodo che si diffonde la preparazione dei famosi pudding, i budini dolci e salati amati da grandi e piccini. E le signore adoravano agghindarsi con svolazzanti abiti in stile Impero, borsette in coulisse di seta e ventagli. A cosa serviva il ventaglio? A rinfrescarsi durante le pause tra una danza e l’altra, certo, ma poteva anche fungere da “arma erotica”, trasmettendo messaggi ai possibili pretendenti. Ad esempio, se lo si teneva aperto a metà e accostato alle labbra, significava “ti vorrei baciare”. E il rito del tè quando è iniziato? Nel 1662,re Carlo II sposò l’Infanta portoghese Caterina de Braganza. Mentre in Inghilterra governava Cromwell, lui si trovava in esilio a l’Aia, dove divenne un grande estimatore del tè, tanto da importarlo in patria. L’abitudine di berlo ben presto si tramutò da mera consuetudine a moda. Così il tè diventò la bevanda nazionale inglese, anche grazie alfatto che la bollitura rendeva igienicamente sicura l’acqua. In un primo momento, fu destinato al consumo serale, dopo cena, poi venne aggiunto al menù della colazione. Poco a poco, divenne la bevanda che accompagnava le chiacchiere nelle visite del pomeriggio o nella tarda mattinata. Il più diffuso era il Darjeeling indiano, mentre le prime tazze, ispirate ai modelli cinesi, non prevedevano né manico, né piattino. Ci volle qualche anno perché le porcellane inglesi acquisissero una forma ben delineata e si dotassero del manico per una migliore presa e del piattino per permettere l’appoggio durante la consumazione della bevanda nei salotti. Anche le teiere, che in un primo momento emulavano la forma allungata di quelle orientali, con l’andare del tempo assunsero la classica forma bombata che conosciamo oggi. Il tè veniva consumato preferibilmente zuccherato e con un goccio di latte: i limoni erano importati da paesi caldi e non sempre erano disponibili. L’infusione avveniva nella teiera: si utilizzavano le foglie intere, che poi venivano filtrate. Tuttavia, il famoso tè pomeridiano delle cinque non appartiene alla cultura Regency: a lanciare la moda fu Anne Mary Stanhope, duchessa di Bedford, nel 1840, in epoca vittoriana. Visto il progressivo spostamento dell’orario della cena, la duchessa, durante un soggiorno presso il castello di Belvoir, prese l’abitudine di consumare ogni pomeriggio un piccolo pasto accompagnato da tè. Così, quando le sue amiche cominciarono a seguire il suo esempio o a farle compagnia durante queste pause conviviali, gli spuntinisi arricchirono ulteriormente (panini, sandwich, biscotti, torte, muffin, dolci secchi). L’abitudine si diffuse nei salotti benestanti, e quando la duchessa, rientrata a Londra, decise di far seguire una passeggiata al tè pomeridiano, si arrivarono a organizzare dei veri e propri tea time all’aperto, soprattutto nei giardini. Nacque così la moda della passeggiata pomeridiana a Hyde Park, che seguiva immancabilmente il piccolo rinfresco o ne faceva parte.
Addirittura, luoghi come Vauxallsi attrezzarono per diventare dei tea garden, offrendo tutto il necessario per accomodarsi e prendere il tè in santa pace. L’etichetta prevedeva che l’acqua venisse fatta riscaldare in un bollitore e poi passata nella teiera, veniva fatta girare per intiepidirla e versata di nuovo nel bollitore per essere scaldata ancora. Nel frattempo il tè in foglie veniva messo nella teiera, nella misura di un cucchiaino per ogni commensale e uno perla teiera stessa, che una volta riempita d’acqua veniva mantenuta calda con una copertina speciale per diversi minuti. L’infuso veniva poi filtrato sopra la tazza con un apposito colino. Il rito del tè vittoriano prevedeva anche altre regole: ad esempio, il piattino doveva essere sempre appoggiato sul tavolo o sulle ginocchia, e la tazza avvicinata alla bocca per bere a ogni sorso, per poi essere appoggiata di nuovo sul piattino. Il tavolo che accoglieva la teiera e le tazze doveva anche ospitare i piattini con i biscotti secchi e il burro, il pane e marmellata, nonché le varie pietanze salate, come il prosciutto e il formaggio, o altre bevande (limonata e cioccolata). Tuttavia, se servire cioccolata e tè con la panna era stato un gran successo in epoca georgiana, fu bollato come gesto frivolo e rude nel periodo Regency. D’altronde, durante la Reggenza era anche poco elegante mangiare troppi biscotti o dolcetti. Insomma, ingerire troppo zucchero non era visto di buon occhio. Le tazzine dovevano essere tutte uguali e intonate alla teiera. Di conseguenza, occorreva pianificare con grande anticipo gli ospiti da invitare al tè, perché non si verificassero spiacevoli disguidi. Oggi bere tè è considerato un momento di puro relax. Quindi, se avete una natura romantica, se amate l’idea di condividere con gli amici del raffinato tè all’inglese, seguite le accattivanti ricette contenute in questo manuale, così, tra una chiacchiera e l’altra, tra uno scone e l’altro, riuscirete a fare un tuffo nel passato e a sentirvi dei veri viaggiatori nel tempo.
 





 
Silvia Casini. Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, ha ricoperto il ruolo di project manager presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini di Gillo Pontecorvo e Sandro Silvestri. Si è occupata di relazioni internazionali e della pro­mozione dei film italiani all’estero. Fra i suoi libri ricordiamo Il gusto speziato dell’amore (Leggeditore, 2018) e L’astro narrante (Fanucci, 2019).
 

Raffaella Fenoglio. Autrice del foodblog Tre Civette sul Comò e appassionata di letteratura per ragazzi, ha pubblicato fra gli altri Indice glicemico (Gribaudo, 2018) e Gala Cox e i misteri del viaggio nel tempo (Fanucci, 2014).
 

Francesco Pasqua. Autore e sceneggiatore, ha scritto Soltanto uno scherzo, interpretato da Maurizio Crozza e Countdown, interpretato da Carla Signoris e Ambra Angiolini, entrambi per la regia di Max Croci. Nel 2018 ha curato in qualità di story editor il film Copperman, per la regia di Eros Puglielli. Ha pubblicato il romanzo Fuoritempo (Porto Seguro, 2020). 


UN CUORE IN DIVISA" di Silvia Mero

 

Buongiorno follower!
Nuova imperdibile pubblicazione: "Un cuore in divisa" dell'autrice Silvia Mero.




Autore: Silvia Mero

Genere: Military - Second chance romance

Disponibile in ebook a € 1,99
e in formato cartaceo a € 12,00

Contatto Facebook: Silvia Mero
Contatto Instagrammi.perdo.nei.libri  



TRAMA: 
La vita toglie.
La vita dà.
Questo è ciò che mi ripeto da quando mi è stato strappato il mio più grande sogno.
Ho scelto di chiudere i sentimenti fuori dalla mia vita, concentrandomi sul lavoro e sull’obiettivo di rendere il mondo un posto migliore.
Poi...
Un tornado, forse mandato dal destino, mi ha travolto.
Sono il maggiore Matthew Gallagher e questa è la mia storia.



DICE L’AUTRICE: 

Durante gli studi, mi sono imbattuta nella statua de L’Angelo del Dolore, un monumento funebre realizzato nel 1894 da William Wetmore Story, per la tomba della moglie Emelyn. 
Fin dal primo istante questo monumento mi è rimasto nel cuore, come simbolo di amore e dolore per la perdita della persona amata. C’è stato un momento, durante la stesura di “Un cuore in divisa” che mi è ritornato alla memoria e, incredibilmente, mi ha donato l’ispirazione giusta per creare questo romanzo. 
Probabilmente, senza questa immagine, il libro avrebbe avuto un altro svolgimento.






BREVE ESTRATTO: 

«Ho sentito freddo per così tanti anni» riferì quasi in un sussurro. «Che adesso non sono mai sazio di tutto il calore che riesci a donarmi, anche solo respirando».
Sentii le guance surriscaldarsi e temetti che da un momento all’altro potesse notare il fumo uscirmi dalle orecchie.
«Adoro quando diventi rossa» sogghignò strusciando il naso con il mio.
«Non puoi essere reale, Matt» dissi staccandomi un poco dal suo petto, mentre lui mi lanciava un’occhiata stralunata.
«Cosa stai dicendo?».
«Sto dicendo che un ragazzo come te, così dolce, premuroso, attento… non può essere reale. Sto sognando e quando questo sogno sarà finito, io non riuscirò a riprendermi perché… è troppo bello per essere vero».
Alzò il busto, mettendosi seduto, mi prese una mia mano e se la portò sul petto nudo, sopra il tatuaggio, sopra il suo cuore galoppante. «Questo è reale» sorrise dolcemente. «Noi siamo reali».



 
Silvia Mero nasce a Roma l’8 Ottobre del 1992.
Frequenta le scuole della sua città, si diploma al liceo classico e si laurea in “Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare”, all’Università di Roma – La Sapienza.
Inizialmente non amava leggere, anzi i libri rappresentavano una forzatura e una tortura. Ma un giorno, una sua amica le suggerì di leggere “Twilight” e da lì iniziò la sua passione.
È un’inguaribile romantica, e crede nell’amore come elemento fondamentale della vita di ognuno.
Ha iniziato a scrivere per caso e ha scoperto che, in fondo, le piace tanto quanto leggere.
Ama viaggiare e il suo desiderio è visitare più paesi possibili per conoscere le diverse culture.
Chissà dove la porterà la sua vita, ma per ora lei ama ripetere: “Se non puoi viaggiare, leggi un libro e vivi mille vite, visitando il mondo”.