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lunedì 9 luglio 2018

RECENSIONE "IN CIMA AL CUORE 3" di Mia Mistràl



Buon pomeriggio amici lettori!
Franca Poli ha letto "In cima al cuore 3" di Mia Mistràl, terzo e ultimo volume di una miniserie molto carina che non potrete fare a meno di amare 😊







Autore: Mia Mistràl

Genere: Romance contemporaneo

Disponibile in ebook a € 0,99
e in formato cartaceo a € 8,90 




TRAMA:

Il palio estivo è alle porte e tutti i cavalli partecipanti, tranne uno, muoiono avvelenati. I sospetti ricadono subito sui proprietari del sopravvissuto, tuttavia Chiara è convinta che siano implicati alcuni animalisti che si trovano a Borgontano per le vacanze. Ma com’è possibile che degli animalisti uccidano volontariamente animali? Furio ha chiesto il trasferimento, Simone incalza, ma qualcuno non vuole arrendersi e, per conquistare la donna che ama, è pronto a mettersi nei guai...




Siamo arrivati al termine di questa bella serie di racconti dove la protagonista, Chiara, è una “detective degli animali”. La ragazza si trova a Borgontaro, un piccolo borgo arroccato sugli appennini, per prendere possesso di una mansarda lasciatale in eredità da un'anziana zia. Chiara non passa inosservata. È bella, giovane, allegra, amante degli animali e ben presto i ragazzi del paese, tre in particolare, iniziano a farle la corte. Anche lei prova attrazione per loro, ma non sa decidere a chi dare l'opportunità di iniziare ed eventualmente sviluppare un rapporto duraturo. Ora, arrivati al terzo e ultimo racconto, finalmente scopriremo chi tra di loro sarà in cima al suo cuore. Sarà forse l'aitante veterinario, nonché playboy, Leandro, che lei conosce fin da bambina? Oppure il misterioso e affascinante ex forestale Furio? E se fosse Simone, il bel cioccolataio? Ovviamente non svelerò chi sceglierà, ma posso dire che sono rimasta soddisfatta della scelta perché tifavo per quel ragazzo.
Questa volta il caso misterioso da risolvere riguarda l’avvelenamento di quattro dei cinque cavalli che dovevano partecipare al palio delle contrade di Borgontaro. Solo uno si è salvato e naturalmente la principale indiziata è Anna, la proprietaria dell'animale. Ma sarà stata lei, oppure qualcuno venuto da fuori, ad esempio un gruppo di animalisti appena arrivato in paese? Chiara, con il suo intuito femminile, non crede sia stata la ragazza. Così, con l'aiuto delle amiche Eva, Roberta e indirettamente del veterinario, cerca delle prove che possano scagionarla.
Sarò ripetitiva, ma questo libro, come del resto anche gli altri, mi è piaciuto. La storia è divertente e scorrevole. La lettura risulta veloce, grazie anche ai dialoghi frizzanti e spassosi che intercorrono tra i vari personaggi.
L'autrice è brava nel descrivere accuratamente i luoghi dove ha ambientato il romanzo, uno sperduto paesino degli appennini. È facile immaginare la baita di montagna con il camino acceso in inverno, oppure la stradina in salita che attraversa il bosco, gli stendardi e la ricostruzione storica con gli abitanti in costume d'epoca. Per non parlare delle poche persone che vi abitano, tutti a conoscenza di tutto... nessuno che si faccia gli affari propri. 
Così come ben delineate risultano le caratteristiche dei vari personaggi. Non ci sono principali o secondari, ma sono tutti importanti per la riuscita della serie. Risulta semplice entrare in empatia con loro. Ho amato in particolare lo scanzonato Leandro e il burbero Furio. E che dire di Simone... di mestiere fa il cioccolataio, di conseguenza non poteva che essere dolce, oltre che affascinante. Chiara invece l'ho trovata meno brillante delle volte precedenti, mi ha fatto arrabbiare con il suo atteggiamento nei confronti del veterinario e di Simone, però alla fine si è riscattata, tornando a essere la ragazza che si caccia nei guai per salvare gli animali. Inoltre, e per questo l'ho perdonata, alla fine ha fatto la scelta che io ritenevo più giusta per lei.
In questa serie composta da tre libri gli argomenti principali sono l'amore e l'amicizia, quelli veri però, quelli con la A maiuscola. Possiamo percepire l'amore che la protagonista e gli altri abitanti del borgo hanno per gli animali, ma anche per le persone. Così come l'amicizia. Nonostante i residenti siano pochi e ognuno si impicci degli affari degli altri, non esitano a offrire il loro aiuto quando uno di loro è in difficoltà.
Complimenti a Mia Mistral per aver scritto dei racconti piacevoli da leggere, adatti per trascorre del tempo in modo rilassante e perché no, farsi anche due risate in compagnia di questi divertenti personaggi. 

PS. Anche se i libri sono auto-conclusivi, il mio consiglio è quello di seguire fin dall'inizio le vicende di Chiara e dei suoi amici, in questo modo si riesce a capire meglio l'evolversi della situazione e le dinamiche che intercorrono tra i vari protagonisti. 



BREVI ESTRATTI:

Lui teneva lo sguardo basso, fisso sulle chiavi della macchina che si era cavato di tasca, e Simone, se Chiara si sforzava di concentrarsi, sembrava che si fosse zittito, forse imbarazzato da quell’incontro a tre.
D’un tratto, Leandro sollevò il capo, e la vide. Per un istante, le parve di scorgerlo deglutire, lo sguardo intenso, e si sentì rosicchiare l’intero apparato digerente a pezzettini.
Riuscì a trattenere a stento un lungo sospiro sonoro.
Gli occhi di Leandro scorsero da lei a Simone e il sorriso sarcastico che rilanciò a entrambi le riportò in un attimo alla mente il Leandro stronzo e canzonatorio, più che quello appassionato che lei aveva conosciuto all’interno della grotta.
«Se ti sei trovata un nuovo...» Leandro lasciò in sospeso il seguito del discorso, poi calcò bene: «aiutante» e ridacchiò, «sappi che questa volta non è storia per te, perché passa tutto in mano alla polizia di città.» Infine alzò e riabbassò ripetutamente le sopracciglia. «Roba grossa.»


*** *** *** ***

«Mi fa tanto piacere che ci stiamo trovando d’accordo, Leandro» osservò, compunta e con voce nasale.
«Questo gerundio mi suggerisce che possa esserci un futuro.»
«Uccidine uno e ne salverai cento!»
Eh?
«No, aspetta, Robertina...» Un palmo avanti, uno stretto intorno alla valigetta. «Non posso credere che una donna razionale e tutta d’un pezzo come te possa trovarsi d’accordo con i vaneggiamenti naturalisti di quelle pseudo-wiccan visionarie.»
«Mi era parso di intuire che nessuna delle tre ti facesse tanto schifo.»
«A proposito...»
Leandro non fece in tempo a cercare di cambiare discorso, ché Roberta prese a tapparsi le orecchie a più riprese, a occhi chiusi, blaterando una specie di “Ba-ba-ba-ba.”
«Che fai?» le domandò, accigliato. «Io volevo solo sapere se...»
«Ba-ba-ba-ba...»
Ma era odiosissima!
«Roberta!»
«Io non ne so niente e non ne voglio sapere niente.» E continuava a tenere i palmi sulle orecchie. «Non osare trascinarmi in queste faccende personali. Ba-ba-ba-ba...»
«Dicevamo dei cavalli...»
Solo a quella frase, Roberta smise di emettere quel verso fastidiosissimo e tolse dalle orecchie i palmi, che evidentemente non tappavano proprio tutto.
«Dimmi, sì.»
«Io non ho capito se tu...» E sollevò il dito indice verso di lei. «Se tu stai facendo sul serio o se è un modo per sapere delle cose per conto di qualcun altro, fingendo di domandare qualcos’altro.»
«Quanto sei contorto...» Lei lo fissò a naso arricciato per qualche attimo. «Sembri una donna!» Poi proseguì: «E semmai sei tu quello che con i giri di parole fa di tutto per cambiare discorso, mentre appare chiaro che io sto tentando insistentemente e categoricamente di parlare dei cavalli.»
«Ma cosa vuoi che ti dica che non sappiamo già?»
«La risposta potrebbe valere anche per me, se proprio volessi dirtelo e se tu non l’avessi ancora capito.»
Uhm... E poi era lui quello contorto?
«Intendi parlare di...»
«Ba-ba-ba-ba...» 



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