domenica 9 ottobre 2022

RECENSIONE "LOVE THERAPY" di Angelica Romanin

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Andrea Macciò ha letto per noi "Love therapy - Malati d'amore
dell'autrice Angelica Romanin.



Autore: Angelica Romanin

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 12,99

Contatti autoreFacebook - Instagram 



TRAMA:

«Non sfottermi» mugugno. 
«Togli una esse.»
«Cosa?» aggrotto le sopracciglia, confusa.
«Togli la esse» insiste con un sogghigno. «Io non sfotto. Più facilmente fotto.»
La mascella mi cade, lasciandomi a bocca aperta, e la replica che avevo sulla punta della lingua evapora in un fioco gorgoglio. Non escludo che mi stia per venire un infarto.
«Tu…» farfuglio. «Tu sei…»
«Un porco» sorride furbescamente. «Lo so.»

La vita di Lola Martinez è più monotona di un giro sulla ruota del criceto. A ventiquattro anni suonati vive ancora con i suoi, insegna yoga part time a un gruppo di vecchiette, non beve, non fuma e non dice bugie. Praticamente una santa.
Maximilian Ward, invece, non aspira affatto alla santità, in compenso spedisce le tipe che si porta a letto dritte dritte in paradiso. Lui è ciò che si definisce un dispensatore di orgasmi, un copulatore compulsivo, uno sciupafemmine di categoria senior. In definitiva un inguaribile latin lover.
Apparentemente non hanno nulla in comune, a Lola quel tipo vizioso e autoritario non piace per niente e a Maximilian quella ragazzetta acqua e sapone mette solo una gran noia. Eppure, complice un medico dalle dubbie capacità e dalle improbabili teorie, si ritrovano a partecipare a una imbarazzante quanto bizzarra terapia di coppia: Lola dovrà aiutare Maximilian a resistere ai suoi impulsi e Maximilian dovrà spingere Lola a liberarsi delle sue paure.
Il dottor Smith ne è certo: il loro essere profondamente diversi è la chiave per il successo dell’esperimento!
Ma cosa accadrà quando l’antipatia che provano uno per l’altra inizierà a tramutarsi in attrazione?


Lola Martinez è un’insegnante precaria di yoga, lavora con un gruppo di anziani, vive ancora con i suoi, non ha vizi di alcun tipo e ha una relazione abbastanza monotona con Desmond, un avvocato. Nelle prime pagine del libro vediamo Lola impegnata fra l’altro a immaginare come vivacizzare la loro intesa erotica.
Per una circostanza casuale, Lola incontra un giorno Maximilian Ward, un promotore finanziario trentunenne, un personaggio bizzarro, vanesio e autoritario, ma anche noto per le sue grandissime abilità amatorie. Un “dispensatore di orgasmi” così viene definito.
L’incontro con Max Ward per Lola costituisce una svolta, personale e professionale. L’uomo le propone infatti di assumerla come personal trainer di yoga. Ward, dietro la maschera da amante sopraffino, nasconde (e neanche troppo…) una vera e propria dipendenza dal sesso.
Una condizione ai limiti del patologico che, assieme alla scarsa mancanza di tempo, gli impedisce di frequentare una palestra normale nella quale sarebbe esposto a troppe tentazioni e di mantenere per più di qualche giorno una relazione.
Due opposti che si incontrano. Lola è tuttavia ancora legata in maniera forte alla sua famiglia d’origine, bigotta e tradizionalista, che ne soffoca gli impulsi, e anche a Desmond.
Ma come spesso accadde, gli opposti, Lola e Max, tendono inevitabilmente ad attrarsi. L’amore potrebbe essere per il nostro protagonista una terapia che lo libera dalla sua dipendenza?
Love Therapy è l’ultimo libro di Angelica Romanin, a mio avviso una delle più interessanti autrici italiane di romance.
Anche in questo caso, riesce a trattare con leggerezza e ironia un tema delicato, come quello della dipendenza dal sesso: una condizione nella quale la sessualità non è vissuta in maniera piacevole, ma compulsiva. In romanzi precedenti aveva affrontato con la stessa efficacia il tema degli attacchi di panico e quello opposto del rifiuto del sesso, in quel caso da parte di una protagonista femminile.
Con Love Therapy l’autrice torna al romance dopo le parziali digressioni nel fantasy di Non Chiamarmi Biancaneve.
Come ho già notato nelle precedenti letture, lo stile di Angelica Romanin è molto poco “italiano” e affine a quello della commedia sentimentale americana. Per me un aspetto assolutamente positivo, visto che in alcuni casi lo stile delle autrici italiane di romance sembra voler imitare artificiosamente questo stile con risultati decisamente inferiori. Una lettura leggera, ma non superficiale, che può interessare anche chi non è strettamente appassionato di romance.
I personaggi sono caratterizzati da sfumature psicologiche accuratamente studiate, in particolare i due protagonisti, e la scrittura ha una forte componente visiva e cinematografica. 


giovedì 6 ottobre 2022

RECENSIONE "IL ROSMARINO NON CAPISCE L'INVERNO" di Matteo Bussola

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Il rosmarino non capisce l'inverno" dell'autore Matteo Bussola
A cura di Giorgia Spurio. 


Autore: Matteo Bussola

Genere: Narrativa

Casa editrice: Einaudi Editore

Disponibile in ebook a € 9,99
E in formato cartaceo a € 15,67

Contatti autoreFacebook - Instagram



TRAMA:

«A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all’improvviso di aver soffocato la propria?» In pochi come Matteo Bussola sanno raccontare, con tanta delicatezza e profondità, le contraddizioni dei rapporti umani. In pochi sanno cogliere con tale pudore il nostro desiderio e la nostra paura di essere felici. Una donna sola che in tarda età scopre l’amore. Una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre. Una ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore. Una vedova che scrive al marito. Una sedicenne che si innamora della sua amica del cuore. Un’anziana che confida alla badante un terribile segreto. Le eroine di questo libro non hanno nulla di eroico, sono persone comuni, potrebbero essere le nostre vicine di casa, le nostre colleghe, nostra sorella, nostra figlia, potremmo essere noi. Fragili e forti, docili e crudeli, inquiete e felici, amano e odiano quasi sempre con tutte sé stesse, perché considerano l’amore l’occasione decisiva. Cadono, come tutti, eppure resistono, come il rosmarino quando sfida il gelo dell’inverno che tenta di abbatterlo, e rinasce in primavera nonostante le cicatrici. Un romanzo in cui si intrecciano storie ordinarie ed eccezionali, che ci toccano, ci interrogano, ci commuovono. «Ho deciso di scrivere di donne perché non sono una donna. Perché ho la sensazione di conoscerle sempre poco, anche se vivo con quattro di loro. E perché è più utile scrivere di ciò che vuoi conoscere meglio, invece di ciò che credi di conoscere già» (Matteo Bussola). 



Il rosmarino non capisce l'inverno di Matteo Bussola, pubblicato da Einaudi, è un libro che narra storie di donne. Se si aprisse il libro alla prima pagina senza sapere il nome dell'autore, il lettore o la lettrice sarebbe convinto di avere di fronte un'autrice per la penna delicata e la sensibilità femminile. Invece è lo stesso Matteo Bussola a risponderci: "Ho deciso di scrivere di donne perché non sono una donna. E perché è più utile scrivere di ciò che vuoi conoscere meglio".
Già dalle prime righe un misto di emozioni indefinite, forse tutte dalla tristezza alla rabbia, travolge lo stato d'animo di chi legge.
Ogni capitolo ha come titolo un nome femminile e ogni capitolo sembrerebbe una storia a sé. Ogni capitolo affronta tematiche importanti come la malattia, la famiglia, il tradimento, l'amore, i figli (averli e non averli), la determinazione, i sacrifici, la libertà sessuale, il revenge porn, la discriminazione, l'omosessualità. Sono le storie a raccontarci le varie realtà della vita: realtà da cui fuggire o a cui si vuole fare ritorno. Ogni capitolo è una vita, un frammento di quel lasso temporale che prende il nome Vita, la vita di una donna. Così il romanzo può sembrare una raccolta di racconti. In realtà, ognuno di questi frammenti fa parte di un disegno più ampio, o meglio di un ritratto di un'altra donna che ci viene presentata attraverso gli occhi delle altre: la storia di Mira.
Ed è Mira che ci insegna di lasciare in pace i fiori e magari è meglio donare un vaso di rosmarino perché non teme né il gelo di montagna né il freddo di pianura. E forse ogni donna, a suo modo e in diverso modo, è come il rosmarino che non capisce l'inverno.


sabato 1 ottobre 2022

FIERA DEL ROMANCE: BUKROMANCE 2022 - 2^ EDIZIONE

 

Ha inizio oggi il BukRomance!

Il BukRomance, Festival del Romance, è una fiera del libro internazionale 
che si svolge a Roma nei cinque weekend del mese di ottobre 
(1/2 - 8/9 - 15/16 - 22/23 - 29/30).

L'organizzazione porta la firma di Emilio Brancadoro, Michela Tanfoglio
e Roberta Rachel Luprano, con il supporto delle Agenzie Tralerighe, EditReal e 50milapagine.

L'ingresso è gratuito e aperto a tutti.

I cancelli apriranno alle ore 10: Roma - Centro commerciale Aura
- Viale di Valle Aurelia 30 - www.bukromance.it




Madrina dell'evento al BukRomance, l'autrice di fama internazionale Carmen Weiz che sarà presente nelle giornate di apertura e chiusura del Festival e presenterà "La ragazza nel bosco" e "La mia anima da custodire". Regalerà momenti di interesse culturale attraverso incontri nel suo stand autore e racconti sui suoi libri.




Ospite l'autrice Felicia Kingsley - Newton Compton Editori - che presenterà in esclusiva nazionale il nuovo libro in uscita il 04 novembre: 
"Ti aspetto a Central Park". Seguirà firmacopie per le fans.




Presenti alla manifestazione: Monica Bartolomucci, Marina Galatioto, Laura Cialè, Carmen Weiz, Roberta Caradonna, Raffaella Franceschini, Patrizia Masci, Sarah Rivera, Chiara Domeniconi, Anna Laura Littero, Martina Pace, Jane Rose Caruso, Pink magazine, Felicia Kingsley, Emilio Brancadoro, Autori Agenzia Editreal, Consulenze 50milapagine.com, Autori Agenzia TraLeRighe, Marilena Lombardi


RECENSIONE "L'ULTIMO GIRO" di Jacques Oscar Lufuluabo

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Recensione: "L'ultimo giro" di Jacques Oscar Lufuluabo.
A cura di Dario Zizzo.





Autore: Jacques Oscar Lufuluabo

Genere: Racconto

Disponibile in ebook a costo zero

Contatti autore: Facebook - Instagram 


Dall'autore de "L'ombra del castigo"
Quella di Giorgio è una vita distrutta. Disoccupato da anni, privo ormai di ogni autostima, vive all'ombra della moglie, suo ultimo riferimento col mondo. Incolpare lei, per sfuggire ai rimpianti, è il solo modo di affrontare un'esistenza insignificante. Ma il dolore non si può ignorare per sempre. Spinto agli estremi, Giorgio dovrà presto guardarsi allo specchio e far fronte a eventi tragici dai quali non potrà più tornare indietro.

"La vita è un giro di roulette, dove a scegliere è una pallina capricciosa. Uno stupido gioco in cui si punta per poi vedere come andrà a finire". 

Oggi vi parlo de L'ultimo giro di Jacques Oscar Lufuluabo, conosciuto anche come Jol Oscar, un racconto, genere thriller, di ventotto pagine il cui protagonista, Giorgio, ha una vita che ormai sembra inesorabilmente avviata verso l'oscuro sentiero della mediocrità, con una moglie, Marianna, che pare uno specchio su cui si riflette la sua immagine di fallito: 

Poi Marianna riaffiora nel salone. Entra in camera da letto per disfarsi degli abiti della giornata e ne esce poco dopo con indosso una tunica bianca. Senza degnarlo di attenzione, gli fluttua accanto come un fantasma. E il fatto si ripete. Compare, scompare, sette, otto volte, ma mai uno sguardo.

È successo che la noia, la frustrazione ha preso il seggio della passione, avvelenata dalle paranoie, dalle piccole ripicche, dalle incomprensioni che costituiscono un muro attraverso cui ci si parla, quando ci si parla, e allora si vorrebbe fuggire via, come fa Giorgio:

Così afferra il telecomando, alza il volume. Con uno zapping nevrotico, scarica il proprio malumore sull’apparecchio saltellando da una trasmissione all’altra. E mentre vede le immagini sovrapporsi, vorrebbe inseguirle, svanire con loro all’interno dello schermo.

Ma Marianna lo rimprovera, lo esorta a scegliere un canale; e poi la frustrazione cede il passo alla rabbia, e la rabbia diventa violenza, quella usata dal protagonista, che però dà la colpa prima alla moglie, quasi a voler allontanare la sua colpa da lui e poi, uscito di casa, al lui che vede riflesso su una pozzanghera, che considera quasi un suo Mr. Hyde. È la cronaca di qualcosa che forse prima doveva essere stato amore e che ora è diventato un inferno, narrato in terza persona, una storia credibile, che fa vedere tutto il suo buio e sentirne il freddo, immersiva, insomma decisamente convincente, e gratis et amore dei, su Amazon.


sabato 24 settembre 2022

RECENSIONE "VORREI CHIAMARTI PAPÀ" di Stefano Bisani

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Approfittando del giorno di riposo, ieri ho letto "Vorrei chiamarti papà" di Stefano Bisani. Ho già avuto modo di apprezzare l'autore nella raccolta "Senza tema" e con questa pubblicazione confermo la mia opinione sul suo operato. Il libro nasce sotto l'egida degli Autori Solidali e il ricavato delle vendite andrà ad aiutare una donna vittima di violenze e il suo giovanissimo figlio. 
Cover realizzata dall'artista muggesano Marco Chermaz.



Autore: Stefano Bisani

Genere: Thriller con suspense

Disponibile in ebook a € 3,99

E in formato cartaceo a € 15,00

Contatti autore: Facebook 



TRAMA:

VORREI CHIAMARTI PAPÀ è un romanzo di formazione e allo stesso tempo un thriller psicologico scritto da Stefano Bisani col supporto del gruppo FB "Autori solidali" il cui motto è: scrivere fa bene; leggere fa bene; fare del bene fa bene.
Infatti, il ricavato delle vendite andrà ad aiutare una donna vittima di violenze e il suo giovanissimo figlio.
Il romanzo è ambientato in una Trieste dei giorni nostri che fa da sfondo, in una calda estate, al viaggio esistenziale di Giulia, una normale e tranquilla sedicenne che vive le sue giornate dividendosi tra gli amici, il fidanzato e la sua famiglia all'apparenza perfetta, ma che in realtà cela più ombre che luci: una madre remissiva e iperprotettiva e un patrigno onnipresente. L'inaspettata notizia del suicidio del padre in carcere per Giulia rappresenta l'inizio della caduta libera nel baratro del suo io.
Una rete di dubbi e interrogativi avvilupperà la ragazza come in una tela di ragno, trascinandola in un vortice che non risparmierà nessuno, né il premuroso fidanzatino, né i suoi genitori. Come in un gioco di specchi deformanti gli innocenti non saranno più tali e Giulia non solo dovrà fare i conti con un pesante passato che è tornato prepotentemente a bussare ma anche con un presente che mostrerà il suo lato più oscuro.
Tradita dal mondo degli adulti diverrà preda di un delirio fatto di visioni e desideri di vendetta che la condurranno a compiere un gesto fatale da cui non otterrà né pace né redenzione. 



La storia si divide tra presente e passato.
Protagonista è Giulia Balzini, diciotto anni, in carcere per essersi macchiata di un crimine orribile.
Un viaggio a ritroso nel tempo per spiegare il motivo che l’ha condotta lì, per capire cosa sia successo davvero quando era solo una bambina. Un tarlo che la perseguita da quando, all’età di sedici anni, in seguito alla morte del padre, riceve in eredità da quest’ultimo delle lettere destinate a lei - ma mai ricevute - oltre a tutta la documentazione degli atti processuali che lo hanno visto coinvolto, accusato, forse ingiustamente, di averla abusata. Grazie all’ausilio di questo materiale, tutte le sue certezze verranno stravolte. I ricordi confusi, come brevi flashback, riaffioreranno, portando alla luce nuove verità.
Davvero suo padre era un mostro? Un mostro o un brav'uomo?

Non posso farlo. Non riesco a dimenticare. Non so più cosa pensare: chi ha ragione? Chi è colpevole? Perché ci sono tante bugie? Perché ci sono mille verità? Perché ci sono miliardi di versioni? Miliardi di possibilità? Perché? Non so più chi è mia madre, chi è Fabio, chi è stato mio padre.

In un'altalena tra dubbi e certezze, si mescolano pensieri sconnessi, negativi, visioni. Realtà o il principio della follia?
Lungo e costellato di difficoltà il percorso che dovrà affrontare la protagonista.
Diverse le figure di contorno: la madre, Cinzia Coltri, e Fabio, il suo compagno; Francesca, la psicologa; il dottor Manfredi, l’avvocato che ha difeso il padre; Marco, il fidanzato della protagonista, sensibile e comprensivo; Serena, la migliora amica.
L’ottima caratterizzazione dei personaggi permette di entrare nella mente di una adolescente con le sue paturnie, i suoi sbalzi di umore, con quell’oscillare dall'amore all'odio e poi di nuovo all'amore in un battito di ciglia, i sentimenti elevati ai massimi livelli; aiuta a comprendere la rassegnazione di una donna vittima di violenze domestiche; fa toccare con mano le motivazioni di un uomo che arriva ad abusare di un bambino. 
L’autore, Stefano Bisani, è stato bravo a portare alla luce un argomento così delicato, limitandosi alla descrizione dello stesso, senza tuttavia risultare di parte. Mette nero su bianco una storia, una delle tante, purtroppo, esponendo le inevitabili conseguenze. Nelle vesti di lettrice, quale spettatrice inerme di un triste spaccato di vita di cui alle volte si preferirebbe ignorare l’esistenza, mi sono lasciata accompagnare verso l’epilogo di cui già intuivo i contenuti.
A parte per qualche piccola svista, il testo risulta curato e scorrevole. L’argomento, come già detto, è di interesse e offre spunti di riflessione su quanto, a volte, possa essere malleabile la mente umana. 
Lettura consigliata.


venerdì 23 settembre 2022

RECENSIONE "NELLA MORTE DEL PADRE" di Luca Bettega

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Dopo aver apprezzato la raccolta a scopo benefico "Senza tema", mi ero ripromessa di approfondire la conoscenza di alcuni autori. Tra questi, Luca Bettega, di cui ho appena finito di leggere Nella morte del padre, un horror devo dire ben riuscito. 



Autore: Luca Bettega

Genere: Horror

Disponibile in ebook a € 1,99

E in formato cartaceo a € 9,95

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Un odio che diviene tanto potente da trasformarsi in preghiera. Una preghiera che implora morte, la morte di quelle che dovrebbero essere le persone più care: mamma e papà. E se qualcuno ascoltasse questa preghiera… e la esaudisse?
La morte prematura e orribile di Laura, uccisa dal padre il giorno del suo settimo compleanno, turba la quiete di Virdeo, un tranquillo paese che si specchia sul lago di Como. Fra tutti il più sconvolto è Daniele, un ventottenne che da poco vive e lavora a Virdeo come responsabile dell’oratorio della parrocchia. Per lui la morte di Laura pare essere solo l’inizio di qualcosa di molto più grande. Il passato torna a bussare, attraverso incubi che sembrano non averlo mai abbandonato, incubi che reclamano un patto antico. Una preghiera. L’assassinio di Laura sarà solo il principio di un’atroce catena di morte e sangue, in cui Daniele si troverà imprigionato in un precario equilibrio tra follia e realtà. Si renderà conto che ogni preghiera che nasce dall’odio stipula un patto. Un patto da cui sarà impossibile tornare indietro e che lo tormenterà finché non verrà rispettato. Nella morte del padre.


La storia inizia con Laura Benassi, una bambina di sette anni, vittima di violenze domestiche perpetrate dai genitori alcolizzati. Il suo omicidio sconvolge Virdeo, tranquillo paese tra le Alpi e il Lario. 
Continua con Daniele Canestrari, un ragazzo di ventotto anni, tormentato da un incubo ricorrente, forse la conseguenza dei maltrattamenti subiti dai genitori, nonché il senso di colpa per aver desiderato da bambino la loro morte, avvenuta proprio dopo aver espresso questo desiderio. 

Anni fa, la psicologa che lo aveva seguito e aiutato per due lunghi anni, gli aveva spiegato che quegli incubi erano il modo escogitato dall'inconscio per rappresentare la paura e il senso di colpa per la morte dei genitori. Quel mostro, in altre parole, l'aveva inventato la sua fantasia per dare un volto all'assassino di chi l'aveva messo al mondo.

Un secondo tragico episodio colpisce la comunità: il piccolo Tommaso si macchia di un crimine orribile per poi morire a sua volta.
A seguire, una serie di decessi sospetta. Un lugubre capitolo che rende tetra una cittadina fino ad allora pacifica.
Un macabro patto: fantasia o realtà? 

I pensieri non avevano più un confine tra realtà e follia. Tutto era folle e tutto era reale. La follia era realtà e la realtà follia.

La consapevolezza che spesso i carnefici sono stati a loro volta vittime.
Don Angelo è il parroco - quasi una figura paterna per Daniele; lo ha sostenuto nei momenti peggiori e gli ha fornito un lavoro - che assiste impotente al susseguirsi della malvagità che dilaga tra le vie del suo borgo. Sebbene impossibile alla mente umana, sembra davvero che qualcosa di diabolico abbia preso dimora nel cuore dei fedeli. 

Una situazione che esula da ogni possibile schema di comprensione e accettazione umana.

Seguire la logica quasi inattaccabile della psichiatra Bonfanti e le convinzioni dell’Ispettore Pier Lucchini o il cuore?
In un rincorrersi di tragici avvenimenti, l’autore intesse una storia ricca di pathos che tiene incollato il lettore fino alle battute conclusive. Benché difficile stabilire cosa ci sia di vero e cosa, invece, sia frutto di una mente disturbata, ritengo che il finale accontenti entrambe le convinzioni. A ognuno la scelta di credere all’esistenza di qualcosa di soprannaturale o di restare ancorati con i piedi per terra.
Poche le imperfezioni riscontrate, il testo risulta ben scritto e scorrevole. 
Lettura consigliata.


giovedì 22 settembre 2022

RECENSIONE "TUTTO CIÒ CHE SONO" di Ilaria Di Roberto

 

Buongiorno follower!
Andrea Macciò ci propone la lettura del libro "Tutto ciò che sono
di Ilaria Di Roberto, edito Europa Edizioni.


Autore: Ilaria Di Roberto

Genere: Biografico

Casa editrice: Europa Edizioni

Disponibile in ebook a € 9,48
E in formato cartaceo a € 13,20

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Vittima di Cyberbullismo e Revenge Porn, Ilaria Di Roberto affronta la drammatica situazione che ha vissuto mettendola a servizio non solo della sua rinascita ma di tutte quelle voci che sono tuttora schiacciate dal peso di queste drammatiche esperienze e del tutto inascoltate. Un messaggio, il suo, che non è solo “personale” ma capace di coinvolgere tutti, anzi, che deve farlo, poiché solo affrontando seriamente queste situazioni si potrà uscirne ed evitare che tanti altri possano subirle e rimanerne devastati.

Ilaria Di Roberto (scrittrice, attivista femminista) nasce il 22 settembre 1990 a Cori (LT). Fin dalla tenera età si appassiona al mondo della scrittura, della poesia, del canto e della danza, che inizia a praticare a dodici anni. Negli anni successivi prende parte come ballerina, attrice e cantante a diversi musical. Nonostante le innumerevoli difficoltà, non abbandona i suoi sogni e nel 2016 pubblica la sua prima raccolta di 35 poesie autobiografiche Anima (Black Wolf Edition e Publishing). È l’inizio di un percorso che la vede profondamente impegnata in tematiche di carattere sociale, tra cui la violenza sulle donne. Vittima di Cyberbullismo e Revenge Porn, decide di mettere la sua vicenda a servizio dei media e nonostante le critiche dell’opinione pubblica e i ripetuti attacchi dei suoi carnefici, Ilaria non si ferma e decide di scrivere un’altra raccolta di monologhi, pensieri e prose di carattere autobiografico, inerenti il tema della violenza psicologica e fisica, intitolata Tutto ciò che sono. Oggi Ilaria è una persona nuova e grazie al supporto della sua famiglia, dei suoi sostenitori e della psicoterapia, continua la sua campagna di sensibilizzazione, dirigendo il suo impegno nella diffusione di un messaggio che diventerà fulcro e slogan della sua battaglia: “Di Cyberbullismo non si muore, non si deve più morire”. 


Tutto ciò che sono di Ilaria Di Roberto è un libro singolare e originale che, partendo da uno spunto autobiografico e dal potenziale liberatorio e terapeutico della scrittura, costruisce una testo estremamente coinvolgente, che mette insieme il racconto romanzato della propria esperienza di vita con riflessioni di ampio respiro sui meccanismi misogini e patriarcali dai quali la nostra società è ancora permeata, i pensieri trascritti come d’impulso sulla carta mossa da necessità di esprimersi e con la poesia.
La versatilità stilistica è uno dei punti essenziali del lavoro di Ilaria Di Roberto.
L’autrice in passato è stata vittima di bullismo, violenza fisica, revenge porn e cyberbullismo.
Ci accompagna in un viaggio dalla forte valenza emotiva e sociale dentro l’inferno che ha vissuto e dal quale è riuscita ad uscire grazie alla scrittura e alla danza.
Bellissimo e struggente è il racconto di ispirazione autobiografica “La ragazza con il cappio al collo” che ci dimostra come un fenomeno del quale certamente si parla molto, ma ampiamente sottovalutato nei suoi effetti nefasti sulla vittima, come il revenge porn può portare una ragazza dalla sensibilità più spiccata e fragile sino al gesto estremo del suicidio.
L’autrice è stata personalmente vittima di revenge porn, ad opera di un ex compagno frequentato alcuni anni prima, che ha diffuso alcune immagini intime private sui social network. Un atto che ha scatenato una vera e propria persecuzione dei cyberbulli nei confronti dell’autrice.
Ilaria di Roberto, che è una militante e attivista del femminismo radicale, affronta partendo dalla sua esperienza personale il tema della cosiddetta “cultura dello stupro”, come la definì Margaret Lazarus, ancora abbondantemente diffusa in un paese nel quale la violenza sessuale contro una donna era ancora “reato contro la morale” e non contro la persona fino al 1996. Un paese nel quale su una donna vittima di violenza grava ancora quasi sempre una sorta di stigma morale, come se “se lo fosse andata a cercare” con un abbigliamento considerato provocante o con un atteggiamento di apparente disponibilità.
Un tema affrontato con un linguaggio forte e appassionato.
Un fenomeno che i social hanno acuito in maniera spasmodica, spostando la cultura dello stupro dalla realtà al virtuale: molte sono le donne e le ragazze ripetutamente vittime di proposte oscene non desiderate solo per aver postato fotografie sui social network.
La ricostruzione di Ilaria di Roberto mette a nudo la misoginia e il patriarcato nel quale la nostra società è ancora immersa, e nel quale esiste una percezione oggettivamente diversa tra le donne che devono giustificare ogni azione, nella realtà o nella vita on line (ormai spesso intersecate nell’onlife, secondo la perfetta definizione del filosofo Luciano Floridi), e invita, a partire dalla sua sofferenza personale, a ribaltare la situazione prendendo in mano la propria vita e rifiutando le dinamiche di compliance verso questo modello sociale violento e tossico. Tra i temi trattati, quello dei gruppi on line dei cosiddetti Incel (crasi anglofona di celibi involontari) una sorta di subcultura che considera la sessualità non come un aspetto di una relazione, ma come una sorta di diritto naturale del maschio.
Una subcultura della quale mi sono occupato a livello sociologico e che, se in Italia è per ora confinata a livello social, nel mondo anglosassone ha prodotto persino attentati terroristici come quello operato dallo studente canadese Alex Minassian.
Ci sono altre riflessioni socialmente interessanti, come quella sul concetto di famiglia tradizionale e sulla confusione tra natura e consuetudine sociale che ancora oggi caratterizza il discorso pubblico.
In un passo del libro, l’autrice afferma che a parere di molti uomini (e anche di alcune donne) basterebbe la visione di una ragazza in costume da bagno al mare per scatenare pulsioni incontrollabili negli uomini, portando ad esempio molestie subite di persona.
Una affermazione troppo estrema?
Le reazioni dei social network all’immagine della nuotatrice del sincronizzato Linda Cerruti sembrano confermare la tesi contenuta nel libro: effettivamente dai commenti appariva che alcuni non avessero mai visto una ragazza in costume da bagno.
Il libro è anche molto introspettivo, chi legge è partecipe della sofferenza dell’autrice, dagli attacchi di panico alle pulsioni suicide ai disturbi alimentari.
Tutto ciò che sono è anche però la narrazione di una rinascita, attraverso la scrittura, la danza e l’attivismo sociale nel movimento femminista per ricostruire una società fondata sulla parità di genere e su relazioni sane.
Tutto ciò che sono è anche il titolo della bellissima poesia nella quale Ilaria di Roberto racconta sé stessa nella sua complessità e rivendica la sua autodeterminazione.
C’è anche un aspetto meno evidente: l’autrice è originaria di Cori (Lt), paese dei monti Lepini non lontano da metropoli come Roma e Napoli, e nel libro ridimensiona in un certo senso anche la retorica del piccolo borgo incantato e felice dove si vive benissimo e slow. La provincia profonda italiana, che poi costituisce il cuore pulsante e la vera essenza di questo paese, non è solo quello che appare nelle rappresentazioni turistiche. Può anche essere una prigione, e le relazioni personali possono essere talora più tossiche e opprimenti che nell’anonimato di una grande città.
Tutto ciò che sono, questo è certo, è un libro che non può lasciare indifferenti.


martedì 20 settembre 2022

RECENSIONE "LOVE THERAPY - MALATI D'AMORE" di Angelica Romanin

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "Love therapy - Malati d'amore" dell'autrice Angelica Romanin.
Daniela Colaiacomo lo ha letto in anteprima per noi. 



Autore: Angelica Romanin

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 0,99

A breve anche in formato cartaceo

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

«Non sfottermi» mugugno. 
«Togli una esse.»
«Cosa?» aggrotto le sopracciglia, confusa.
«Togli la esse» insiste con un sogghigno. «Io non sfotto. Più facilmente fotto.»
La mascella mi cade, lasciandomi a bocca aperta, e la replica che avevo sulla punta della lingua evapora in un fioco gorgoglio. Non escludo che mi stia per venire un infarto.
«Tu…» farfuglio. «Tu sei…»
«Un porco» sorride furbescamente. «Lo so.»

La vita di Lola Martinez è più monotona di un giro sulla ruota del criceto. A ventiquattro anni suonati vive ancora con i suoi, insegna yoga part time a un gruppo di vecchiette, non beve, non fuma e non dice bugie. Praticamente una santa.
Maximilian Ward, invece, non aspira affatto alla santità, in compenso spedisce le tipe che si porta a letto dritte dritte in paradiso. Lui è ciò che si definisce un dispensatore di orgasmi, un copulatore compulsivo, uno sciupafemmine di categoria senior. In definitiva un inguaribile latin lover.
Apparentemente non hanno nulla in comune, a Lola quel tipo vizioso e autoritario non piace per niente e a Maximilian quella ragazzetta acqua e sapone mette solo una gran noia. Eppure, complice un medico dalle dubbie capacità e dalle improbabili teorie, si ritrovano a partecipare a una imbarazzante quanto bizzarra terapia di coppia: Lola dovrà aiutare Maximilian a resistere ai suoi impulsi e Maximilian dovrà spingere Lola a liberarsi delle sue paure.
Il dottor Smith ne è certo: il loro essere profondamente diversi è la chiave per il successo dell’esperimento!
Ma cosa accadrà quando l’antipatia che provano uno per l’altra inizierà a tramutarsi in attrazione?



Non è la prima volta che Angelica Romanin tratta di disturbi comportamentali importati - vedi gli attacchi di panico in Uomini, attacchi di panico e altre disgrazie: Meglio single che male accompagnata o l'odio del sesso in Sexy Christmas: Innamorarsi a Natale - e lo fa con leggerezza ma non con faciloneria.
Maria Dolores Martinez - detta Lola -, ventiquattrenne, timida e timorata di Dio con un'inutile laurea in filosofia, ha tanti sogni nascosti.

Prima di tutto vorrei un orgasmo. Esatto. Un lungo, profondo e appagante orgasmo, ciò che non ho mai ottenuto con Desmond. E poi vorrei l’indipendenza. Un appartamentino in affitto e una palestra tutta mia dove insegnare yoga e meditazione.

Fin da piccola Lola è assoggettata alla famiglia, bigotta e oltremodo conservatrice, che condiziona le sue scelte, soffocando la sua natura ribelle.

L’unica che era dalla mia parte, in questa famiglia strampalata, era mia zia paterna. Quando ero piccola passavo le vacanze estive da lei, a Palamòs, una città sulla Costa Brava, in Catalogna.

Una volta scesa dall’aereo, ogni regola veniva sovvertita e tra le vie assolate di Palamòs potevo liberare finalmente la vera Lola, quella bimba allegra ed esuberante che non mi era permesso essere a casa.

Quelle estati idilliache durarono, ahimè, troppo poco. Un bel giorno, quando avevo all’incirca dodici anni, mia madre decise che zia Carmen aveva una pessima influenza su di me.

Lola vorrebbe vivacizzare la sua relazione, il sesso è privo di attrattiva, noioso e sporadico oltre che assolutamente deludente.  

Io soffoco uno sbadiglio.
Un secondo dopo mi ritrovo la sua mano tra le gambe che armeggia maldestramente.
«Che c’è?» mi chiede vagamente scocciato. «Perché non funziona?»
Perché non funziona?! E che sono, una lavatrice?
«Chiama il tecnico» mi sfugge tra i denti.
Lui mi rivolge uno sguardo confuso. «Ma cosa dici? Che tecnico?»

Quando Desmond la invita ad andare nel suo ufficio perché ha una sorpresa per lei, Lola, temendo di ricevere l'anello di fidanzamento...

Apro il primo cassetto della scrivania e... sorpresa! Nessun anello, solo un grosso paio di manette in acciaio. 

«Manette battono consulente di coppia uno a zero!» ridacchio tra me e me.

Forzando la sua naturale pudicizia, crea un'atmosfera particolare ma... a varcare la soglia dell'ufficio è il legittimo proprietario delle manette - l’uomo più sexy che io abbia mai visto. L’uomo che avrebbe popolato tutti i miei sogni erotici dalla pubertà in su, se solo mi fossi mai permessa di averne - mentre la “sorpresa” di Desmond si rivela l'ennesima delusione.
Dopo una cena in cui viene messa alle strette di fronte al matrimonio già stabilito dalle famiglie, Lola, finalmente, trova il coraggio di ribellarsi all'atteggiamento egoista e disinteressato del fidanzato dopo di che un piccione - di sicuro un messaggero della zia Carmen defunta da tempo -, la spinge a comprare un biglietto della lotteria. 
Maximilian Ward, trentuno anni, è un affermato procuratore finanziario con un "problemino".
Per una serie di circostanze incontra Lola alla quale propone un accordo: 

«Tu hai bisogno di allontanarti dalla tua famiglia e da quello sfigato del tuo ragazzo, e io ho bisogno di gestire la mia ansia senza dover correre in palestra tre sere a settimana.»

«E tu mi daresti tutti quei soldi solo per farti lezione di yoga?» Sono allibita.
«No» mi corregge. «Non per darmi lezioni di yoga, ma per essere a mia completa disposizione, ventiquattr’ore su ventiquattro.»

Il sesso non è incluso perché Lola gli è totalmente indifferente.
Ma la frequentazione cambia lo stato di cose, il problema di Maximilian deve essere risolto e Lola deve cambiare atteggiamento di fronte al sesso ed ecco che i due giovani scoprono qualcosa di insospettabile, il dottor Noah Smith, il terapeuta di Maximilian, è categorico: 

«In apparenza i vostri disturbi sono uno l’opposto dell’altro, in realtà sono la stessa cosa. Soffrite entrambi di una visione distorta della sessualità, e proprio per questo sono giunto alla conclusione che la cosa migliore sarebbe farvi fare terapia di coppia.»
«Cosa?!» Le nostre voci rimbombano all’unisono nella stanza.
«Ognuno di voi vede nell’altro la propria nemesi» il dottore continua a parlare, indifferente al nostro sbigottimento. «Il satiro e la vergine, il diavolo e l’acquasanta, la lussuria e la pudicizia. Vi credete agli opposti ma il problema che vi unisce è il medesimo. Rispecchiarvi l’uno nell’altro non potrà che farvi bene.»

La vicinanza e la reciproca conoscenza stravolgeranno il loro rapporto.
L'accondiscendenza di Lola non è nelle mie corde. Avrei preso a schiaffi il suo personaggio quasi di continuo pur di svegliarlo, però è realistico e ben inquadrato. Troppo spesso i genitori, nell'intento di fare il meglio per i figli, diventano soverchianti, soprattutto per quanto riguarda i principi religiosi, mentre i rigidi insegnamenti che dovrebbero proteggerli creano sofferenza e sensi di colpa. 
Lola subisce il condizionamento da sempre: la scuola e Suor Felicity, come la madre, hanno alimentato paure e incertezze, dando luogo alla sua Sincerità ossessiva compulsiva - come la definisce sua cugina Sarita -, ma la sua essenza combatte per emergere e vivere liberamente e, alla fine, trova il suo riscatto proprio nelle sue qualità.
Maximilian sembra scanzonato, superficiale ma sa essere intuitivo nel rapportarsi con Lola, ed è molto più di quello che mostra. Ho amato il suo personaggio, il suo problema ha radici dolorose. 
Con il pov di Lola in prima persona, quello di Maximilian e uno di Abel Martinez, padre di Lola, in terza, Angelica Romanin racconta una storia ricca di personaggi interessanti, figure ben delineate che caratterizzano questo bel racconto e che ruotano principalmente attorno a Lola: Susan, sorella di Desmond, la sua unica amica, libera ed emancipata dalla famiglia, così diversa dal fratello, che la sprona continuamente a recuperare sé stessa; la madre impicciona che fruga tra le sue cose, rigida e estrema nelle sue azioni, alla fine mostra il suo amore; il padre che da piccola ha significato così tanto per Lola - le ha regalato un ciondolo a lui caro con una parte rilevante nella storia - per pacifica convivenza è soggetto alla moglie finché non si apre e rivela un segreto che induce Lola a prendere una decisione dolorosa; Desmond, quando Lola lo abbandona ammette i propri errori e tenta di recuperare il loro rapporto; il dottor Noah Smith e le sue teorie rivoluzionarie; Sarita, la cugina spagnola, e in ultimo il piccione reincarnazione di zia Carmen.
Il libro, ben scritto, scorrevole e coinvolgente, non manca di colpi di scena ed è pervaso dall'ironia: dal trucco proposto dal dottor Smith per superare il "problema" di Maximilian - 😂 le tabelline - o dal cambiamento del colore degli occhi in Defcon, come li definisce Lola o i "Saltimbocca" 🤣, l'impronta di Angelica si riconosce in ogni pagina e il divertimento è assicurato, ovviamente lo consiglio.