mercoledì 27 maggio 2026

"E POI TI FINISCE UNA CIMICE NELLA LAVATRICE..." di Candy Ly Cos e Valey

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
dell'autrice Candy Ly Cos e dell'artista Valey. 


Autori: Candy Ly Cos & Valey

Genere: Raccolta humor

Disponibile in ebook a € 2,69
E in formato cartaceo a € 12,00

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TRAMA:

E poi ti finisce una cimice nella lavatrice… è una sorta di diario, una raccolta di confidenze fatte sul portale di Facebook. Brevi episodi legati alla quotidianità: dal lavoro alla famiglia, dal tempo ai miei amici pelosetti, passando attraverso argomenti di attualità. Si tratta perlopiù di aneddoti divertenti, all’insegna dell’ironia, ma non mancano i momenti di riflessione.
Dato che ho un blog letterario e un gruppo su Facebook a esso collegato, troverete anche alcuni riferimenti ai libri che leggo e sporadici cenni ai rapporti instaurati con autori, case editrici e collaboratori.
Sarete testimoni di una parte della mia vita, coinvolti, vostro malgrado, nello scorrere degli anni, nella follia che mi contraddistingue, in un crescendo tutto da scoprire. 
Ad accompagnare questa evoluzione, le vignette umoristiche dell’artista Valey, un tocco in più che renderà la vostra lettura più piacevole. 

Una raccolta che si è scritta praticamente da sola, adatta a un pubblico che non teme di lasciarsi andare a una sana risata.




06 settembre 2015
Amazon mi segnala un problema con la carta prepagata e tra me e me penso: “Be’ avrò finito il credito”. Anche se mi sembra strano, ricordo una determinata cifra, vuoi che l’abbia già consumata? Non è da escludere, acquista un libro qui, acquistane uno là… Vado in posta con l’intenzione di ricaricarla e la sportellista, dopo aver fatto un controllo, mi dice che non è un problema di soldi, ma che il documento risulta scaduto. Cado dalle nuvole, quale documento? Viene fuori che si tratta della carta d’identità. Le faccio notare che l’ho rinnovata circa un mese prima e lei inizia a parlarmi di tutta una procedura da fare che però richiede l’intervento del suo direttore, che bisogna prendere un appuntamento per conferire con lui. Altrimenti, mi suggerisce di contattare il numero verde e aggiunge: “Sicuramente le diranno di rivolgersi a qualche sportello”. La guardo e penso “Ma questa c’è o ci fa? Secondo questa tipa, perché mi sono rivolta a lei? Per la sua acuta intelligenza?” Signore, dammi la forza! Decido di andare in un altro ufficio postale. In cinque minuti mi risolvono il problema.  


24 dicembre 2015
Usufruisco del servizio “chiamami” di Amazon per un problema su un acquisto. Dovendo parlare di mutandine rosse, chiaramente risponde un uomo… e già iniziamo bene. Gli spiego di aver ordinato quindici pezzi dello stesso articolo, suddividendolo su due taglie per un totale di € 37,50 da far recapitare in un’unica soluzione al mio indirizzo. Gli faccio notare che le spese di spedizione di € 24,00 sono a mio parere eccessive. Concorda con me. Aggiungo che, anche volendo considerare il peso, non potrà mai essere chissà che. Parole dell’operatore: “Infatti! Quanto mai potranno pesare delle mutandine?” E lì penso di essere morta! Mi suggerisce di contattare il venditore senza procedere all’acquisto.


12 febbraio 2017
Al funerale di un conoscente. Sospinta dalla ressa, mi ritrovo seduta nelle prime panche, quelle che di solito vengono riservate ai parenti… e vabbè, ormai ci sono e pazienza. Vicino a me un ragazzo che di tanto in tanto tira su con il naso. Penso sia sopraffatto dalla commozione, invece - capisco poco dopo - è pieno di raffreddore. Sono lì lì pronta per dargli un fazzoletto anche a costo di passare per maleducata, ma non sopporto mio figlio quando non si soffia il naso, figuriamoci un adulto, quando finalmente si decide a tirarne fuori uno di carta. Ci soffia dentro per la durata della funzione. Cerco di non pensare, ma è più forte di me e… ma avrà altri fazzoletti? la domanda che gira nella mia testa. Inoltre, inizio a temere sempre più l’avvicinarsi dell’ormai nota frase “scambiamoci un segno di pace”.
Signore, dammi la forza, non ti chiedo mai niente. 
Intuendo che lassù nessuno si scomoderà per questa sciocchezza, inizio a passare in rassegna tutte le alternative pur di evitare l’ingrato compito. Tra queste, l’idea di passare per maleducata che adesso non mi appare così malvagia… Un atto di dolore, la comunione, verrò perdonata, vero? Ma il senso di colpa mi assale e così alla fine faccio la cosa giusta, sob 😞  



Dietro lo pseudonimo di Candy Ly Cos si cela un’appassionata lettrice di romanzi rosa che, delusa da alcuni libri, si è prefissa la sfida della scrittura, riproponendosi di narrare le storie che le sarebbe piaciuto leggere. 
Dopo aver rotto il ghiaccio auto-pubblicando il suo primo libro, ha proseguito la carriera di scrittrice portando a termine altri tre romanzi editi da una nota casa editrice.
Nel 2019 ha pubblicato “Dietro lo sportello (un diavolo per capello)”, dove ha messo insieme i tanti post pubblicati nel corso degli anni in un noto social network. Il tutto impreziosito dalle vignette umoristiche dell’artista friulana Valey. 

Contatti:
Valentina Apuzzo, in arte Valey, nasce a Palmanova nel 1982 e si distingue come pittrice, illustratrice e ritrattista dalla sensibilità eclettica e profonda. La sua formazione ha radici nell’Istituto d’arte “Sello” di Udine.
La sua ricerca spazia dall’illustrazione alla pittura, dalla modellazione dell’argilla al mosaico dipinto, con uno stile personale caratterizzato da sensibilità narrativa, colori intensi e forte espressività. Le sue opere raccontano emozioni, storie e identità, unendo ironia, memoria e sperimentazione contemporanea.
Nel corso degli anni ha collaborato con scrittori, realizzato copertine musicali, illustrato libri per bambini e partecipato a mostre ed eventi artistici, mantenendo sempre riconoscibile il proprio tratto creativo e la propria versatilità tecnica.

Contatti:

venerdì 22 maggio 2026

RECENSIONE “DI CERA E DI CARNE” di Penelope White

 

Buongiorno, amici lettori!
Recensione: Di cera e carne” dell'autrice Penelope White. 
A cura di Andrea Macciò.


Autore: Penelope White

Genere: Thriller psicologico

Disponibile in ebook a € 0,99 

E in formato cartaceo a €  15,60

Contatti autoreFacebook - Instagram 



TRAMA:

Nel COFS non ti insegnano a sparare meglio, ma a proseguire quando gli altri si fermano, in operazioni senza nome, senza firma, senza ritorno.
Così Cristina ha imparato a funzionare senza sentire. Addestrata a sopravvivere, non ad amare.
Ma Nathaniel, un bambino bulgaro strappato a un traffico di minori, incrina quell’addestramento.
Contro ogni protocollo, lo salva, lo porta via con sé e lo cresce come un figlio.
Ora Nathaniel è scomparso.
Ciò che resta sono solo frammenti che non combaciano: storie che si smentiscono e sparizioni che, in un modo o nell’altro, riportano sempre allo stesso punto.
Cristina si lancia in una caccia solitaria, in bilico tra la memoria da soldato che la rende letale e la ferita di una madre che la rende vulnerabile.
E più si avvicina, più diventa difficile capire cosa sta inseguendo davvero.

Un thriller psicologico teso e disturbante, dove l’amore materno diventa ossessione. Una ricerca che scava nel passato, fino a mettere in dubbio ciò che si credeva di aver salvato.

L’opera contiene tematiche e scene di natura violenta e psicologicamente intensa che potrebbero risultare disturbanti per alcuni lettori. Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.



“Di cera e carne” inizia in un teatro di guerra. Cristina è una ragazza arruolata nei COFS (Reparto Operativo Forze Speciali), un reparto dell’esercito nel quale è stata addestrata ad operazioni mirate, condotte in anonimato, a sopravvivere in qualsiasi situazione e a continuare dove gli altri si fermano.
La vita di Cristina, condotta secondo disciplina militare che l’ha abituata a funzionare senza “sentire” e amare, viene rivoluzionata dall’incontro con Nathaniel, un bambino bulgaro incontrato durante un’operazione di contrasto a un traffico di minori.
Cristina rientra in Italia e lascia prima i compiti operativi e poi lo stesso COFS. Grazie all’incontro con Alessio Valenti, psicologo scolastico che la convoca a causa di alcuni comportamenti anomali di Nathaniel, Cristina conosce per la prima volta nella vita l’amore, la leggerezza, l’intimità, la possibilità di vivere una vita che non sia legata a ordini e protocolli. 
A un certo punto questa nuova perfezione viene incrinata dalla scomparsa di Nathaniel, ormai maggiorenne. Per la polizia sembra essere un allontanamento volontario.
Cristina, che nel frattempo con Alessio ha avuto una figlia, Arianna, non accetta questa versione e attingendo al suo “istinto” da soldato inizia una ricerca ostinata e solitaria di quel figlio adottivo al quale è legata in maniera viscerale. Lentamente, sembra avvicinarsi a una verità che la riporta indietro alla sua vita precedente in un reparto militare di eccellenza. La narrazione alterna il POV di Cristina a quello di un misterioso personaggio impegnato nella realizzazione di un progetto criminale dai contorni non definiti. Forse la stessa persona che ha rapito Nathaniel e altri ragazzi legati a quel traffico di minori?
“Di cera e carne” è un thriller psicologico che scava a fondo nel tema dell’amore materno e delle conseguenze dei traumi subiti dalle persone che nell’infanzia hanno vissuto esperienze difficili ed estreme. 
Cristina De Giovis è un personaggio di grande complessità e profondità, in lei convivono lo spirito di sacrificio e l’abnegazione acquisita nell’esperienza militare nei COFS con il desiderio di leggerezza, di amore, di complicità che sembra attuarsi in modo perfetto con Alessio e un attaccamento materno a questo bambino diventato ragazzo che le ha rivoluzionato la vita, che a volte appare ai limiti dell’ossessivo.
La narrazione è caratterizzata da una scrittura sincopata e dominata da periodi brevi, adattissima a rappresentare una tensione crescente mentre Cristina scava nel passato alla ricerca di risposte, risposte che l’autrice sembra evocare disseminando qua e là indizi appena suggeriti.
“Di cera e carne” è il primo thriller di Penelope White, autrice di racconti, “dark romance” e di romanzi erotici ambientati nel mondo del Bdsm caratterizzati da un’inusuale profondità psicologica dei personaggi, da uno studio minuzioso delle ambientazioni, da una ricerca incessante sulla scrittura e la sua evoluzione. Caratteristiche che ritroviamo anche in “Di cera e carne” nel quale ci porta dentro la mente della protagonista Cristina, una ragazza che ha formato la personalità in un ambito inusuale come un reparto militare d’eccellenza. Non diversamente dagli ultimi romanzi, l’autrice ci racconta l’unicità di ogni vita e di ogni relazione umana, mostrando una perfetta padronanza dei tempi e del linguaggio di un thriller con sfumature talora di horror.
“Di cera e carne” è un romanzo che conferma il talento di un’autrice in continua ricerca ed evoluzione, per la quale la scrittura è ricerca incessante e necessità, sempre capace di uscire dal recinto del “genere” per costruire un suo personalissimo universo letterario. 


venerdì 8 maggio 2026

RECENSIONE "LA SCELTA. LA MIA VITA NELLA LEGIONE STRANIERA" di Danilo Pagliaro

 

Buongiorno, amici lettori!
dell'autore Danilo Pagliaro, edito Chiarelettere. 
A cura di Lucilla Celso.



Titolo: La scelta. 
Autore: Danilo Pagliaro
Genere: Autobiografico

Casa editrice: Chiarelettere 

Disponibile in ebook a € 9,99
E in formato cartaceo a € 17,10

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TRAMA:

Dall'autore del bestseller Mai avere paura, il racconto in presa diretta di una vita nella Legione straniera.

Il protagonista di “Mai avere paura” prosegue il suo racconto su un corpo leggendario ma ancora ammantato di mistero

Vi racconto cos’è veramente la Legione straniera, da chi è formata e su quali principi si regge. Vorrei sfatare i falsi miti, le bugie e le calunnie, e vorrei farlo una volta per tutte.

Un’esistenza degna di questo nome. Cercava questo Danilo Pagliaro quando ventitré anni fa si arruolò nella Legione. A pochi mesi dal congedo, oggi quella vita la rivivrebbe mille volte e con attaccamento e gratitudine ne prosegue il racconto. Non certo per esaltarne le gesta o glorificarne il rischio e l’azione: esibizionismo e retorica non fanno per un legionario. È per smentire le leggende e tacitare mitomani e millantatori che il brigadier-chef torna a scrivere.
Racconto dopo racconto, l’immagine della Legione come banda di avventurieri e tagliagole, mercenari e avanzi di galera spregiudicati si scompone. Per lasciar posto alla realtà di un corpo coeso, di uomini che hanno rinunciato al proprio passato e alla propria identità mettendosi  al servizio della nazione. Come il brigadier-chef C., ragazzo polacco che alla caduta del Muro è fuggito da freddo e miseria ed è venuto ad arruolarsi, nascosto tra i respingenti dei treni merci; la recluta cinese che si è avventurata nei ranghi senza conoscere una parola di francese; o L., camerata svedese che invece ci è rientrato dopo aver appreso di un suo compagno ucciso e diversi altri feriti sotto il fuoco di un cecchino a Sarajevo, durante la guerra in ex Iugoslavia. Militi che nei territori difficili di Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio e Camerun non vanno per replicare le imprese di Rambo, ma per affiancare la popolazione locale, spesso ricevendo in cambio ostilità.

Racconta questo l’ex legionario ai giovani che inseguono il mito della bella morte ma gli chiedono di ferie e licenze, diritti e indennità. E in calce al libro risponde in sintesi alle loro domande più frequenti.



Avete presente quando girate per mercatini e ovunque, intorno a voi, ci sono montagne di libri?
Ecco! Lì, questo libro mi ha fatto l’occhiolino e mi ha scelto.
Forse perché ho sempre avuto un prurito di sapere sulla Legione straniera, almeno da quando ho scoperto che ci era entrato un mio amico di infanzia, ma questa è un’altra storia.
Sulla quarta di copertina c’è scritto: 

Vi racconto cos’è la Legione straniera, da chi è formata e su quali principi si regge. Vorrei sfatare i falsi miti, le bugie e le calunnie, e vorrei farlo una volta per tutte.

A mio avviso è una promessa ampiamente mantenuta.
Parla dei Legionari, chi sono? Perché lo fanno? Di loro dice:

In molti entrano in Legione perché devono. Non parlo di criminali in fuga dalla legge, assassini braccati dalla polizia, avventurieri o diseredati. Parlo di uomini che hanno lasciato i loro paesi in guerra, in Africa, Asia, America Latina.

L’autore ci guida attraverso le regole e la disciplina che caratterizzano l’organizzazione del corpo, offrendo la possibilità di capire ed eventualmente scegliere se è un percorso che fa per noi.
Anche il legame cameratesco è molto ben descritto: un vincolo di fratellanza tra persone che darebbero la vita l’una per l’altra, qualcosa che non si spezzerà mai anche dopo quando se ne esce. È per sempre.
Senza ombra di dubbio è una lettura interessante che ho trovato molto strutturata e sensata.
Chi l’ha scritta ha un suo modo di raccontare senza fronzoli, spesso traspare il suo vissuto che condivide con generosità per spiegare il carattere e la formazione di un Legionario.
Della guerra e della morte racconta con realismo una realtà che pochi conoscono:

Durante la missione in Repubblica Centrafricana non abbiamo subito fortunatamente nessuna perdita, ma dall’altra parte i morti sono stati centinaia.
Potevi sentire l’odore dei cadaveri putrefatti e bruciati, e sono cose alle quali nessun addestramento potrà mai prepararti. D’un tratto capisci che la morte è la violenza, in certi luoghi, sono qualcosa di quotidiano e costante. La gente lo sa, ci ha fatto l’abitudine, ed è forse questa la cosa più tremenda.

La scrittura è scorrevole, la descrizione della Legione accurata, dalle punizioni alle corvée. Così è e così lo dice senza mezzi termini o giri di parole.
A volte le sue frasi sono così lapidare che si conficcano nella mente.

Posso dire di avere ottenuto dalla Legione tutto ciò che mi aveva promesso: un’esistenza degna di questo nome.

Gli episodi presi ad esempio, e che l’autore condivide con generosità, chiariscono senza ombra di dubbio ogni aspetto.
Le sue considerazioni sono dolci e amare per un mondo che sta cambiando, trasformando anche la Legione straniera che era un universo a parte.
Se l’intento dell’autore era di far conoscere questo mondo posso dire: missione compiuta.
Quindi, se avete delle curiosità su questo esercito su cui si è detto tutto e il contrario di tutto, questo è il libro giusto.


domenica 3 maggio 2026

RECENSIONE "DELITTO ALLA FOSSA" di Scarlett Douglas Scott

 

Buongiorno e buona domenica, follower!
Recensione: "Delitto alla fossa" dell'autrice Scarlett Douglas Scott, 
primo volume della serie "Le indagini del commissario Bardi". 
A cura di Silvia Cossio.



Autore: Scarlett Douglas Scott

Serie: Le indagini del commissario Bardi

Genere: Racconto giallo

Disponibile in ebook a € 0,99

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TRAMA:

Marzo 2022. Dalle acque del Po in secca riemerge il relitto di una barca che contiene i resti di un uomo. A identificarlo si impegna la Squadra Mobile della Polizia di Piacenza, nelle vesti del Commissario Bardi e la sua giovane collega Greta Lupi. Le indagini li portano a scavare nella vita di un imprenditore agricolo piacentino, famoso per la sua storia di umiltà e successo che lo definivano come uomo generoso e benefico. Nessun indizio che possa identificare un aggressore, solo una spilla dei Lions e una banconota da 500 lire in bocca.
Bardi e Greta si troveranno sconcertati e impotenti a seguire una pista improbabile, nella Bassa Padana, terra di omertà, segreti e traffici illegali di reperti archeologici.

Racconto lungo, primo di una serie, dedicata al genere giallo e alla provincia di Piacenza, terra tranquilla, tra nebbie e zanzare, ma che riserva sempre drammatiche soprese.



Marzo 2023
Il ritrovamento di un cadavere, nelle acque del fiume Po, grazie alla secca che, giunta ai minimi storici, ne ha portato alla luce i resti. Una spilletta dei Lions che ne facilità il riconoscimento: tale Luigi Civardi, imprenditore agricolo, tra i più grossi allevatori dell’Emilia, azionista della banca locale e sponsor di diverse attività sportive, noto per la sua generosità, iscritto al Lions Club.

E insieme al cadavere riemersero anche altre storie che fino a quel mattino erano state fatte tacere.

Un suicidio risalente a quarant’anni prima. Un indizio che accomuna i due casi. Una vendetta. E la Fossa, sita tra Fossadello e Mortizza, un luogo che sembra avere un valore sentimentale.
Questo, in sintesi, il riassunto di quello che troverete in questo breve racconto. Meno di quaranta pagine, che tuttavia rendono bene. La storia nel suo piccolo fa il suo dovere, risulta di piacevole lettura. L’autrice espone i fatti in maniera chiara e le indagini seguono un filo logico che, sebbene in parte prevedibile, tiene alta l’attenzione del lettore.
Diverse le figure che calcano la scena, tutte ben caratterizzate: dal giornalista al prete, dai vari esponenti delle forze dell’ordine ai comuni cittadini. Interessante il personaggio dell’Ispettrice Greta Lupi, che sono curiosa di conoscere meglio nei prossimi volumi. Simpatico quello del Commissario Bardi, che coordina la squadra mobile della polizia di Piacenza, nonché protagonista della serie, quasi una macchietta con il suo modo di fare sempliciotto
A far da cornice, il fiume Po che, come un giustiziere silenzioso, aveva messo tutti sulla bilancia e li aveva giudicati in maniera imparziale, restituendo la pace dei morti al povero Pietro Baldini.
Non posso aggiungere altro se non che il caso si risolve praticamente da solo, grazie ai sensi di colpa del colpevole, che, messo alle strette… Niente, vi toccherà leggere questo capitolo - autoconclusivo - de “Le indagini del commissario Bardi” per scoprire come si evolve la storia. 

PS: Qualche piccola imperfezione che segnalerò all’autrice e che confido verrà rimossa.