Translate

domenica 25 giugno 2017

RECENSIONE "UNA DONNA IN LEASING" di Laura Cialè


Buon pomeriggio follower!
Luc Cel ha letto "Una donna in leasing" di Laura Cialè 😃







Titolo: Una donna in leasing
Autore: Laura Cialè

Casa editrice: Editoriale Anicia

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 15,00 






TRAMA:


Cosa spinge un quarantenne affermato a siglare un contratto di leasing per avere una escort? Il piacere estremo, la solitudine dell’uomo d’affari o l’amore inconsapevole? 
Marcello Maffei noto professionista romano si reca a San Pietroburgo nel ruolo di procacciatore d’affari per un’importante mediazione finanziaria che gli frutterà guadagni e successo. Già al suo arrivo però, allo scopo di condizionarlo, i suoi committenti lo mettono di fronte al fatto compiuto: notti di sesso illimitato con Elena, una ventenne ucraina di rara bellezza, stella del porno e delle pratiche erotiche. Marcello rimane soggiogato non riuscendo a sottrarsi alla passione. 
Quando torna in Italia è tormentato dal desiderio di Elena tanto da decidere di averla tutta per sé a qualsiasi costo tramite un losco figuro che funge da contatto con la malavita internazionale.
Una volta al suo fianco Elena cambierà i parametri di riferimento di Marcello dimostrandogli di non essere una schiava bensì una donna dalla personalità complessa già minata da ricordi indelebili.
Quando Marcello si rende conto di essersi innamorato di lei, credendo di essere ricambiato, i fantasmi del passato riaffiorano per una serie di incredibili coincidenze: la storia pregressa di Elena riprende forma in modo drammatico fino ad un epilogo sorprendente.
Soltanto la costante presenza dell’onesto e fidato Nassor, il maggiordomo che fa da filo conduttore a tutte le vicende, ricomporrà con la forza di un mentore il tessuto di vita e le consapevolezze di ciascun personaggio.

Un romanzo breve con pennellate del classico romance che assume toni forti e spunti di riflessione sui ruoli maschili e femminili dell’epoca contemporanea in cui ciascuno, pur essendo protagonista e antagonista di se stesso, riesce ad arrivare all’orizzonte della coscienza. 




IL PARERE DI LUC CEL:


Ci troviamo in una realtà molto scomoda da digerire.
Un uomo molto ricco, pieno di sé e incentrato nel suo egoismo, vuole questa donna, Elena, e non si ferma davanti a nulla pur di averla, tanto che la affitta.
I personaggi che Laura Cialé costruisce sono incredibilmente realistici, i loro caratteri così ben tratteggiati che non si può fare a meno di rimanere coinvolti, anche se con sentimenti contrastanti. Marcello ad esempio non si riesce ad amarlo, anzi, ma non per questo è meno interessante scavare per approfondire i suoi meccanismi psicologici.
Elena, donna fragile e dura allo stesso tempo, il suo percorso è difficile, contrastato, si fa il tifo per lei, vorresti dirle: "Ehi bambola svegliati, alzati, fai qualcosa!"
Uno dei personaggi che colpisce nella storia è questo maggiordomo, Nassor, che segue il suo padrone in ogni esigenza, lo consiglia nel suo modo poco invadente e solo se richiesto. Si intuisce una bella storia dietro Nassor, tanto che spero che l’autrice ne sviluppi un nuovo lavoro.
Molti i temi affrontati, con garbo e stile narrativo invidiabile. Il percorso umano e realistico di certi ambienti è sgradevole come deve essere, senza sconvolgere.
Forse in alcuni punti scivola via troppo veloce, proprio lì dove vorremmo vedere meglio qualcosa di più.
È un romanzo che in sé contiene un percorso di crescita e di riscatto, dove si intuisce la voglia di credere che tutti possono farcela, e che si può cambiare, imparare ad amare.

Buona lettura. 




"OLTRE IL BUIO DELL'ANIMA" di Mariarosaria Guarino e Serena Guarino


Buongiorno follower!
Mariarosaria Guarino ci parla di "Oltre il buio dell'anima" nato dalla collaborazione con la sorella Serena 😊








Titolo: Oltre il buio dell'anima
Autore: Mariarosaria Guarino e Serena Guarino 

Disponibile in ebook a € 1,49 

Pagina autore: Mariarosaria Guarino Autrice 







TRAMA:


Adam combatte con la sua natura da quando è nato, forse anche da prima. Gli hanno imposto di essere un mostro, ma lui ha rinnegato quella parte di se stesso per tenersi stretto il suo pezzetto di umanità e tuttavia non sa come sopravvivere in un mondo di sentimenti. Il distacco gli sembra l'unica possibilità. Vive nel terrore che la sua natura demoniaca prenda il sopravvento, ma l'arrivo di Lilian, della sua dolcezza e della sua comprensione assoluta sembrano aprirgli uno spiraglio di speranza. Adam sembra quasi ritrovare il suo equilibrio, ma il passato non si può semplicemente gettare alle spalle. Bisogna prevedere che esso, prima o poi, tornerà per chiedere il conto, e il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto. In un crescendo di emozioni che travolgeranno la sua realtà, riuscirà Adam a salvare la sua anima? 








DICE L'AUTRICE:

Sin da bambina, grazie all'amore per la lettura, la mia fantasia ha preso il volo. Mi sono dilettata in racconti, poesie e qualche volta mi sono dedicata a storie più complesse che non ho avuto però il coraggio di pubblicare.
Tuttavia il destino non sempre concorda con le scelte che si fanno e così, grazie ad una cara amica con la quale ho in comune la mia più grande passione, ho potuto realizzare il mio sogno di condividere un'opera che da anni tenevo rinchiusa nel cassetto. Lei mi ha incoraggiata a procedere autonomamente, e così eccomi a voi...
L'idea per questa storia è nata qualche anno fa, quasi per caso. Insieme con mia sorella pensammo sarebbe stato interessante dare vita a un personaggio che fosse speciale ma, al contrario di molti, desiderasse a ogni costo la normalità.
Così abbozzammo la storia di un adolescente e decidemmo che renderlo un mezzo demone potesse essere la base per creare un buon conflitto interiore. Dopo studi sull'argomento, alla fine incappammo anche nel tema angeli che ci catturò e ci fece pensare alla redenzione. Insomma, da un'idea a un romanzo in cui amore e amicizia, ma anche dolore e tormento ci hanno condotte nel cuore di Adam. I personaggi di Oltre il buio dell'anima sono nati quasi per caso ma ci hanno conquistate e speriamo possano fare lo stesso con voi.
Vi lascio con una notizia... preparatevi, potrebbe esserci in cantiere lo spin off per uno dei personaggi secondari, a voi scoprire quale. 










BREVE ESTRATTO:


«Mettiamo il caso che ci sia il modo di sopravvivere in eterno, ipotizziamo che questo comporti il rinunciare a quanto di umano c’è in noi, e supponiamo che mia madre abbia trovato questo modo…» esordii mentre la sentivo irrigidirsi. La guardai, lei non parlò né fece cenno di voler andare via, quindi continuai «Se questa cosa fosse stata fatta quando io ero ancora un feto dentro di lei, la mutazione che l’ha riguardata, in parte, avrebbe colpito anche me e io non potrei definirmi completamente… normale giusto?» continuai, pensando che la parola umano sarebbe stata più adatta. Lilian continuava a fissarmi ma nei suoi occhi non c’era paura, solo vivo interesse. 
«Adam cosa stai cercando di dirmi, chi sei?» intervenne con una calma che mi sorprese. Non ebbi il coraggio di guardarla mentre le parole mi uscivano di getto. «Forse dovresti chiederti “cosa” sono» dissi posandomi una mano sulla benda che doveva nascondere una ferita ormai quasi scomparsa. «Il modo che mia madre trovò per evitare le sue responsabilità e rimanere giovane non può considerarsi un metodo consono né provato scientificamente. Semplicemente si è fatta trasformare in un mostro, una creatura senza anima che si nutre di esseri umani, qualcosa che la più sviluppata delle menti avrebbe difficoltà a collocare nel ventunesimo secolo. Lei è…» scossi la testa senza sapere come definirla «…ha venduto la sua anima e in questo modo si è fatta tramutare in un….» le mani mi tremavano e la voce mi si interruppe. Non avevo mai detto ad alta voce ciò che lei era diventata e ora mi appariva tutto troppo difficile. 









Una mano calda mi sfiorò le dita ed io alzando lo sguardo vidi Lilian, in piedi accanto a me, con gli occhi fissi sul ritratto che alla fine non avevo più gettato via. «Questa è lei?» chiese voltandosi per sorridermi. Annuii. «È molto bella, sei bravo a disegnare» affermò cambiando discorso di proposito, ma non per un suo disagio. Lo stava facendo per me. «Per quanto hai vissuto con tua madre?» mi chiese poggiandosi con la schiena contro il muro, le mani incrociate dietro la schiena. «Quando arrivai in città ero solo un bambino. Avevo cinque anni e nessuno di cui potermi fidare. La mia infanzia è finita ancora prima di cominciare. È stato difficile per me trovare un equilibrio, passarono molti anni prima che ci fosse un miglioramento e, se sono quello che sono, lo devo ai miei nonni e a mio padre. Non so come spiegarti cosa ha rappresentato per me quel periodo, le cose che ho visto, quelle che ho provato, quelle cui lei mi ha sottoposto prima che decidessi di fuggire… Era come fermarsi mentre il mondo attorno continuava ad andare avanti, impietoso. Vedevo i giorni passare, i mesi susseguirsi, le stagioni cambiare ed io, rinchiuso come in una bolla di vetro, mi sentivo lontano da ogni cosa. Tutto scorreva veloce davanti ai miei occhi. Era come osservare una giostra girare velocissima mentre io attendevo, illudendomi che prima o poi si sarebbe fermata per farmi salire. Non è mai accaduto… Nessuno ha mai allungato una mano per aiutarmi e così non mi rimase altro che aspettare. Per un tempo che non so definire, la mia vita è apparsa perennemente in pausa, vuota, e poi un giorno ho smesso di attendere, il mio io non era più spento e rassegnato ma pronto a reagire. Ho cominciato a vivere e a capire, ero preso dalla curiosità tipica di qualcuno che per la prima volta osserva e capisce il mondo. In quell’istante, dentro di me, ho imparato come separare la parte umana da quella che temevo e che odiavo.» la guardai per la prima volta da quando avevo cominciato e lei si sedette accanto a me. «È come parlare di un’altra vita, Lilian, è come un sogno che ancora torna a turbarmi sia quando dormo che quando sono sveglio, un incubo ad occhi aperti che minaccia di sopraffarmi ad ogni istante». Si accoccolò accanto a me stringendomi la mano. Ero sicuro che lei avesse quasi capito ciò che in parte ero e, il fatto che non ne fosse spaventata, se un po’ mi sollevava, d’altro canto mi preoccupava. Avevo bisogno di dirglielo ad alta voce, volevo essere sicuro che lei avesse inteso quali erano i pericoli che standomi accanto potevano minacciarla. Per questo motivo continuai «Hai mai sentito parlare degli angeli caduti?» chiesi come trasognato.