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mercoledì 28 giugno 2023

RECENSIONE "RUBARE LA NOTTE" di Romana Petri

 

Buongiorno follower!
Giorgia Spurio ha letto per noi "Rubare la notte
dell'autrice Romana Petri, edito Mondadori.


Autore: Romana Petri

Genere: Narrativa

Casa editrice: Mondadori

Disponibile in ebook a € 9,99
E in formato cartaceo a € 18,05

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Tutti lo sanno: Antoine de Saint-Exupéry ha scritto Il piccolo principe, uno dei romanzi più popolari del mondo. Quello che tutti non sanno è che Antoine, famigliarmente Tonio, è un personaggio che vale da solo una grande storia. Ed è la storia che Romana Petri ha scritto con la febbre e la furia di chi si lascia catturare da un carattere e lo fa suo, anzi lo ruba, tanto che il documento prende più che spesso la forma dell'immaginazione.

Orfano di padre, Tonio vive un'infanzia felice nel castello di Saint-Maurice-de-Rémens, amato, celebrato, avviluppato al mostruoso quasi ossessivo amore per la madre; un'infanzia che gli resta incollata all'anima per tutta la vita, fin da quando, straziato, vede morire il fratello più giovane. L'infanzia lo tallona come un destino quando, esaltato, comincia a volare, pilota civile e pilota militare, quando si innamora tanto e tante volte, quando si trasferisce in America, quando scrive, persino quando si schiera e sceglie di combattere per un'idea di Francia che forse è sua e solo sua. Dove sia andato Tonio, non sappiamo, nei cieli in fiamme del 1944. Sappiamo che ci ha lasciato le stelle della notte, il sogno di una meraviglia che non si è mai consumata, il bambino che lui ci invita a riconoscere eterno dentro di noi.

Romana Petri costruisce e decostruisce, sgretola le regole della biografia, evoca e racconta amori, amicizie e sgomenti come dettagli di un appetito d'avventura mai sazio, si muove fra le date e dentro la Storia alla sola ricerca del principe che ha sconfitto la notte ed è entrato volando nell'infinito. 



"Rubare la notte" di Romana Petri, edito da Mondadori, è tra la cinquina finalista al Premio Strega 2023.
Un'opera minuziosa e scrupolosa che ci offre la descrizione di uno degli autori moderni più controversi, ammirati e misteriosi. Parliamo di Antoine Saint-Exupéry, autore dell'opera più amata da giovanissimi e non.
Ogni lettore che abbia conosciuto l'autore con "Il Piccolo Principe" pensa al libro con una stretta al cuore, con un senso di nostalgia che difficilmente si può spiegare e a questo sentimento malinconico si aggiunge l’adorazione.
Romana Petri ci dà l'opportunità di poter essere dei prescelti perché attraverso le sue descrizioni, le informazioni e le documentazioni, possiamo sapere com'era Saint-Exupéry, come viveva e quali emozioni provasse. E soprattutto a cosa si ispirasse.
Lui aveva sempre la testa tra le nuvole non solo in senso figurato. Amava scrivere e disegnare, adorava perdersi tra i suoi pensieri e allo stesso tempo fin da piccolo aveva l'obbiettivo di diventare pilota. Era colui che scriveva mentre guidava un aeroplano e colui che si innamorò del deserto, di ogni suo dettaglio e degli animali che lo popolano.
Proprio lui che odiava staccarsi da sua madre, si trovò con il cuore spaccato in due.
Da ragazzino aveva già avuto i suoi "no" e le sue delusioni, soprattutto dalla vita familiare ma anche per quanto riguarda la scrittura e la professione da pilota. Eppure riuscì in entrambe con caparbia e tenacia.
Gli amori poi appartenevano alla sua vita.
Le donne erano elementi fondamentali e la sua vita si intrecciò a molte di loro colpite dal suo fascino e dal suo essere stravagante. Era contorto il suo rapporto con la moglie Consuelo, dal quale non riuscì mai a separarsi. Era passionale la sua relazione con Sylvia Hamilton. 
Tante erano le lettere che scriveva indirizzate alle donne della sua vita, tuttavia ognuna era per la sua anima come per tenere bene la traccia del proprio destino.
Romana Petri crea un capolavoro dove il lettore soffre, si arrabbia e si innamora assieme al protagonista della storia, durante le fasi della sua vita movimentata, tra le due guerre e in particolare la Seconda Guerra Mondiale, i viaggi in Africa e il soggiorno in America, ma soprattutto il grande amore per la sua Francia.
Un uomo che spesso si era sentito fuori posto, anche se era l'eroe, l'uomo delle stelle, l'aviatore.
È l'uomo che ci ha regalato il significato dell'amore e la metafora del benessere interiore, il simbolo dell'eterno bambino a cui dobbiamo dire addio, anche se spesso ci manca il coraggio.
Eppure Saint-Exupéry in fondo custodiva quel Piccolo Principe interiore grazie al quale poteva vedere le cose del mondo diversamente rispetto agli altri.
Ebbene Romana Petri con saggia obiettività ci dona la descrizione dettagliata di questo autore, da vari punti di vista, con le sue debolezze, con i suoi momenti di gioia e di malinconia, lati d’ombra e di luce. Saint-Exupéry dietro la sua arte ci nascondeva un’incredibile sensibilità e impulsività.  
E in fondo diventiamo consapevoli che se non fosse stato per il suo carattere a volte introverso e altre volte sfrontato, per il suo essere contradditorio, probabilmente non ci avrebbe donato le sue grandi opere.


venerdì 6 agosto 2021

RECENSIONE "IL MIO CANE DEL KLONDIKE" di Romana Petri

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Il mio cane del Klondike" dell'autrice Romana Petri, 
edito Neri Pozza Editore. A cura di Giorgia Spurio.


Autore: Romana Petri

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Neri Pozza Editore

Disponibile in ebook a € 9,99
e in formato cartaceo a € 15,20

Pagina autore: Romana Petri



TRAMA:

Lei è una giovane insegnante alle prese con un lavoro precario, lui uno di quei cani portati a casa per compiacere un bambino subito dopo il rientro dalle vacanze e poi, l'anno successivo, buttato in strada con un collare d'acciaio che nel frattempo si è fatto un po' stretto. In una afosa giornata di settembre, una di quelle che aspettano una pioggia già in ritardo, i due si incontrano. Osac, il cane, è riverso a terra contro il marciapiede, più morto che vivo. Lei, la donna, sta per salire in macchina, ma quando lo nota, si ferma e decide di prenderlo con sé. Il loro incontro sembra scritto nel destino, ma Osac non è un cane come gli altri. Ingombrante, indisciplinato, scontroso e selvatico, è senza mezze misure e sembra arrivare direttamente dal selvaggio Klondike. Non è, tuttavia, un cane da slitta. È uno di quei cani indomabili che vivono sempre fuggiaschi, che sentono il «richiamo della foresta» e faticano a lasciarsi addomesticare. Il terrore dell'abbandono si è riversato nei suoi occhi, dandogli un'aria forsennata, infernale. Un animale primitivo che non riesce ad accettare interferenze nel rapporto esclusivo e assoluto che instaura con la sua salvatrice, amata in modo morboso, senza riserve. Fino a quando la notizia di una gravidanza inaspettata stravolgerà, nuovamente, la sua vita. Dopo aver dato voce alla figura del padre ne "Le serenate del Ciclone", Romana Petri torna a raccontarsi attraverso gli occhi di un altro «gigante» buono: il selvaggio Osac, un cane che, con la sua furia ribelle, sembra uscito da un libro di Jack London. 



"Il mio cane del Klondike" è un romanzo di Romana Petri, uscito nel 2017 pubblicato da Neri Pozza. La scrittrice è stata due volte finalista del Premio Strega ed è stata vincitrice del premio Super Mondello 2016.
"Il mio cane del Klondike" è consigliato a chi ama gli animali, a chi ha o ha avuto un cane in casa, a chi ha adorato Jack London e "Il richiamo della foresta", a chi è attratto dalla forza leggendaria e mitica nascosta negli esseri della natura. Ma forse è sconsigliato ai cuori deboli... Tuttavia non potrei mai sconsigliare questo libro che ho amato dalla prima riga letta e che fa scoppiare in un pianto liberatorio già a pagina 22. Mi dispiace per il lettore ma ti avviso che rimarrai incantato dal protagonista di questa storia, se già avevi perso la testa una volta per Buck tra i profumi dello Yukon e hai versato lacrime al cinema per Hachiko, e hai sperato fino all'ultimo con Togo e Balto pur sapendo la storia, allora questo è un libro che deve appartenerti in un modo o in un altro. È un libro che fa innamorare e fa arrabbiare. 
Forte, incredibilmente potente, dal pelo nero, un cane dagli occhi e dal cuore di lupo, venuto dal nulla, arrivato dall'Olimpo dei Titani, meravigliosa concentrazione di muscoli e istinti, il suo nome sarà Osac, incarnazione di terrore, adorazione e passione. Due vite si intrecciano: una giovane insegnante di francese e un randagio senza forze svenuto sulla strada. Probabilmente erano anime che già si appartenevano o che il destino aveva già deciso per loro, come due pezzi perfetti di un puzzle. Fa male vedere la vita spegnersi, fa male rincorrere i ricordi, e ogni cosa può all'improvviso avere un senso attraverso gli occhi di un cane testardo e unico nel suo genere? Geloso, caparbio, amante dei boschi, cacciatore e mangiatore di telline, distruttore di porte, serrande e auto, spesso definito araldico e spettacolare come l'ebrezza della libertà, tutto è Osac, come il suo nome egli è Amore e Caos. Il cane preoccupato per lei, l'attesa in auto davanti all'ospedale, la zampa sul grembo, il linguaggio intimo tra di loro, la protezione, l'estrema protezione e il timore dell'abbandono, il tremendo timore di essere abbandonato di nuovo: lui è Osac.
La relazione tra umano e cane è forse più complessa di come ci dicono in TV: un rapporto tra innamorati o genitore-figlio oppure protettore-difensore; è morbosità, preoccupazione e divertimento; è imprevedibilità e pazienza; è sfida e pianto; è soddisfazione e felicità; è l'incomprensione di chi un cane non l'ha mai avuto; le corse dal veterinario e le attese; le strategie più strane pensate per non farlo sentire solo e per non sentirsi in colpa quando si è al lavoro; è orgoglio e sospiri; è la paura di perderlo.
Ma se il destino gioca un'altra carta imprevedibile? Le carte nel mazzo sono mischiate e dove un equilibrio era stato trovato tutto di nuovo viene stravolto? Allora lui lo capirà? Il cane, che ha paura di perdere tutto ciò che ha conquistato, sarà comprensivo? Lui che non sa fare altro che difendersi con i denti capirà che ciò che sospetta pericoloso non sia pericolo?
Che odore avrà allora un neonato al suo sensibile tartufo?
La penna di Romana Petri ironica, sensibile e incisiva porta alla luce l'egoismo umano, porta riflessioni sulla maturità e le scelte le quali a volte si scelgono da sole o scelgono noi. Le sue parole ci abbracciano e ci stringono il cuore nei passi in cui descrive l'assenza, il ricordo malinconico di chi non c'è più e di colui che deve superare le incomprensioni di chi non sa capire i disagi psichici e le malattie psichiatriche, un abbandono, un vero abbandono a se stessi, così come è successo a Osac, incompreso e bisognoso d'affetto. 
Allora potremo chiederci delle incomprensioni: di chi ci ha privato della serenità e di dove sia finita la nostra sensibilità, nell'era della frenesia e delle ambizioni.