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venerdì 22 maggio 2026

RECENSIONE “DI CERA E DI CARNE” di Penelope White

 

Buongiorno, amici lettori!
Recensione: Di cera e carne” dell'autrice Penelope White. 
A cura di Andrea Macciò.


Autore: Penelope White

Genere: Thriller psicologico

Disponibile in ebook a € 0,99 

E in formato cartaceo a €  15,60

Contatti autoreFacebook - Instagram 



TRAMA:

Nel COFS non ti insegnano a sparare meglio, ma a proseguire quando gli altri si fermano, in operazioni senza nome, senza firma, senza ritorno.
Così Cristina ha imparato a funzionare senza sentire. Addestrata a sopravvivere, non ad amare.
Ma Nathaniel, un bambino bulgaro strappato a un traffico di minori, incrina quell’addestramento.
Contro ogni protocollo, lo salva, lo porta via con sé e lo cresce come un figlio.
Ora Nathaniel è scomparso.
Ciò che resta sono solo frammenti che non combaciano: storie che si smentiscono e sparizioni che, in un modo o nell’altro, riportano sempre allo stesso punto.
Cristina si lancia in una caccia solitaria, in bilico tra la memoria da soldato che la rende letale e la ferita di una madre che la rende vulnerabile.
E più si avvicina, più diventa difficile capire cosa sta inseguendo davvero.

Un thriller psicologico teso e disturbante, dove l’amore materno diventa ossessione. Una ricerca che scava nel passato, fino a mettere in dubbio ciò che si credeva di aver salvato.

L’opera contiene tematiche e scene di natura violenta e psicologicamente intensa che potrebbero risultare disturbanti per alcuni lettori. Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.



“Di cera e carne” inizia in un teatro di guerra. Cristina è una ragazza arruolata nei COFS (Reparto Operativo Forze Speciali), un reparto dell’esercito nel quale è stata addestrata ad operazioni mirate, condotte in anonimato, a sopravvivere in qualsiasi situazione e a continuare dove gli altri si fermano.
La vita di Cristina, condotta secondo disciplina militare che l’ha abituata a funzionare senza “sentire” e amare, viene rivoluzionata dall’incontro con Nathaniel, un bambino bulgaro incontrato durante un’operazione di contrasto a un traffico di minori.
Cristina rientra in Italia e lascia prima i compiti operativi e poi lo stesso COFS. Grazie all’incontro con Alessio Valenti, psicologo scolastico che la convoca a causa di alcuni comportamenti anomali di Nathaniel, Cristina conosce per la prima volta nella vita l’amore, la leggerezza, l’intimità, la possibilità di vivere una vita che non sia legata a ordini e protocolli. 
A un certo punto questa nuova perfezione viene incrinata dalla scomparsa di Nathaniel, ormai maggiorenne. Per la polizia sembra essere un allontanamento volontario.
Cristina, che nel frattempo con Alessio ha avuto una figlia, Arianna, non accetta questa versione e attingendo al suo “istinto” da soldato inizia una ricerca ostinata e solitaria di quel figlio adottivo al quale è legata in maniera viscerale. Lentamente, sembra avvicinarsi a una verità che la riporta indietro alla sua vita precedente in un reparto militare di eccellenza. La narrazione alterna il POV di Cristina a quello di un misterioso personaggio impegnato nella realizzazione di un progetto criminale dai contorni non definiti. Forse la stessa persona che ha rapito Nathaniel e altri ragazzi legati a quel traffico di minori?
“Di cera e carne” è un thriller psicologico che scava a fondo nel tema dell’amore materno e delle conseguenze dei traumi subiti dalle persone che nell’infanzia hanno vissuto esperienze difficili ed estreme. 
Cristina De Giovis è un personaggio di grande complessità e profondità, in lei convivono lo spirito di sacrificio e l’abnegazione acquisita nell’esperienza militare nei COFS con il desiderio di leggerezza, di amore, di complicità che sembra attuarsi in modo perfetto con Alessio e un attaccamento materno a questo bambino diventato ragazzo che le ha rivoluzionato la vita, che a volte appare ai limiti dell’ossessivo.
La narrazione è caratterizzata da una scrittura sincopata e dominata da periodi brevi, adattissima a rappresentare una tensione crescente mentre Cristina scava nel passato alla ricerca di risposte, risposte che l’autrice sembra evocare disseminando qua e là indizi appena suggeriti.
“Di cera e carne” è il primo thriller di Penelope White, autrice di racconti, “dark romance” e di romanzi erotici ambientati nel mondo del Bdsm caratterizzati da un’inusuale profondità psicologica dei personaggi, da uno studio minuzioso delle ambientazioni, da una ricerca incessante sulla scrittura e la sua evoluzione. Caratteristiche che ritroviamo anche in “Di cera e carne” nel quale ci porta dentro la mente della protagonista Cristina, una ragazza che ha formato la personalità in un ambito inusuale come un reparto militare d’eccellenza. Non diversamente dagli ultimi romanzi, l’autrice ci racconta l’unicità di ogni vita e di ogni relazione umana, mostrando una perfetta padronanza dei tempi e del linguaggio di un thriller con sfumature talora di horror.
“Di cera e carne” è un romanzo che conferma il talento di un’autrice in continua ricerca ed evoluzione, per la quale la scrittura è ricerca incessante e necessità, sempre capace di uscire dal recinto del “genere” per costruire un suo personalissimo universo letterario. 


domenica 15 febbraio 2026

RECENSIONE "MICHAEL - LA GENESI DI UN PADRONE" di Penelope White

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Michael - La Genesi di un Padrone" dell'autrice Penelope White. 
Andrea Macciò lo ha letto in anteprima per noi.


Autore: Penelope White

Serie: BDSM Love Vol. 5

Genere: Narrativa erotica

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 16,64

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Michael è tornato.
Il proprietario del Dirty Rose, che abbiamo conosciuto nella dilogia di “Possession” e negli spin-off “Legati” e “Sfiorami”, ora si racconta in prima persona.
Senza filtri. Senza sconti.
Un ritratto intimo e spietato di chi ha fatto del controllo un’arma.
Tra cicatrici, vincoli e stanze di un locale diventato tempio, Michael ci guida in un viaggio che è insieme ascesa e disfatta. Un cammino segnato da forza e fragilità, quella fragilità che solo chi non cede conosce davvero.
Questa non è solo la storia di un uomo. È la nascita di un codice.
Perché “Michael. La genesi di un Padrone” non è solo l’inizio.
È la fine.
E nel mezzo, il senso. 

Michael. Genesi di un Padrone è un nuovo spin off della collana di Bdsm romance iniziata con la dilogia di Possession, nella quale l’autrice esplorava i meccanismi di un legame, nato come gioco di ruolo nel mondo parallelo del Bdsm per trasformarsi in una relazione classica, e continuata con “Sfiorami” con protagonisti Sebastian e Perla, e “Legati” con protagonisti Ambra e Liam, un trentenne che svolge lavori saltuari di giardinaggio per il Dirty Rose.
Il Dirty Rose il particolarissimo locale romano attorno al quale ruotano le vite dei personaggi di Penelope White è il trait d’union della sua saga. Con Michael l’autrice pone l’attenzione sul proprietario del Dirty, un personaggio che era rimasto sullo sfondo in tutti gli altri libri, con un romanzo diverso da tutti gli altri della saga. Il punto essenziale della saga di Possession era raccontare l’unicità e l’irripetibilità di ogni relazione, anche quelle nate in ambienti particolari e anomali come quelli del Bsdm, entrando nell’intimo dei personaggi e svelandone la fragilità e la normalità. La relazione tra la coppia di protagonisti era il centro della narrazione. 
Dal primo all’ultimo libro della saga, il mondo del Bdsm progressivamente diventa più uno sfondo dell’ambientazione che il cuore della narrazione, se i primi erano prevalentemente romanzi erotici, con un’analisi psicologica accurata dei personaggi e delle relazioni, gli ultimi sono romanzi psicologici nei quali l’elemento erotico resta sullo sfondo.
Con Michael siamo di fronte a qualcosa di nuovo, un romanzo di formazione nel quale l’autrice si addentra nell’interiorità del suo protagonista fin dall’infanzia e dell’adolescenza, raccontandoci come nasce la sua ossessione per il potere e il controllo, da esercitarsi sia nella lunga relazione che intrattiene con Vera, caratterizzata dalla dedizione assoluta della donna al Padrone Michael in un gioco rituale che a differenza delle altre coppie sembra restare immutato, sia nella gestione del Dirty Rose e dei suoi frequentatori. 
Con Michael, Penelope White ci racconta la genesi del personaggio di “Michael” pseudonimo del romano Michele, un personaggio molto rigido nato negli anni Cinquanta e che rappresenta l’universo del Bdsm nella sua forma più pura e non romanzata. Il libro si addentra nella fase più difficile della sua vita, quando l’età che avanza e una malattia degenerativa mettono in crisi la sua capacità di controllo sul mondo del Dirty Rose e la sua relazione con Vera, con un legame che resta, ma che per la prima volta sembra subire una mutazione e un’uscita dalla cornice rituale.
Un romanzo di formazione e psicologico, non un romanzo d’amore o un Bdsm romance, concentrato sul personaggio di Michael e non sulla sua relazione con Vera che resta sullo sfondo. La narrazione ricostruisce come nasce in Michael la genesi del potere e del controllo nel complesso mondo delle relazioni, e che cosa accade quando chi ha incentrato tutta la sua vita su questo conosce un declino psicofisico fisiologico.
Anche se Michael è il meno erotico nei contenuti dei romanzi di Penelope White, sullo sfondo restano temi interessanti e anche di attualità, come quello del consenso che rimane l’elemento caratterizzante la sfera particolare del Bdsm anche quando i rapporti tra chi ne fa parte assumono caratteristiche difficilmente comprensibili dall’esterno.
In questo libro, nel quale è quasi assente la dimensione romantica, questo aspetto è presente in forma più rilevante. L’autrice affronta temi che di solito restano fuori dal romance erotico come quello della crisi interiore e fisica del protagonista. La scrittura è intensa e profonda e il punto di vista è come negli altri romanzi di Penelope White quello del protagonista. Penelope White si conferma un’autrice molto interessante, capace di trascendere il genere del romance erotico sotto il segno del quale era nata la sua saga per costruire un vero e proprio mondo di personaggi ognuno con la sua particolare caratteristica che viene di volta in volta evidenziata. Con Michael il cerchio sembra chiudersi, con il Padrone del Dirty Rose e in qualche modo di tutta la serie che si svela al lettore in tutta la sua forza, ambiguità e fragilità.
Il romanzo è autoconclusivo, ma si consiglia di leggerlo conoscendo almeno in parte la saga di Possession e il mondo dei personaggi di Penelope White. 


domenica 2 novembre 2025

RECENSIONE "LEGATI. IL CORAGGIO DI SCEGLIERSI" di Penelope White

 

Buongiorno follower, buona domenica!
Recensione "Legati. Il coraggio di scegliersi" dell'autrice Penelope White, 
spin-off della Dilogia "Possession". A cura di Andrea Macciò.


Autore: Penelope White

Serie: BDSM Love Vol.5

Genere: Letteratura erotica

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 18,72

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Ogni persona fa i conti con il proprio passato.
Ambra convive con l’ombra di quello che è stato l’uomo più importante della sua vita.
Liam con il peso delle proprie scelte.
Per Ambra il futuro sembra già scritto: il piccolo Paul da crescere, il suo lavoro di broker e quel gruppo di amici che negli anni ha cominciato a chiamare “famiglia”.
Per Liam l’unica famiglia è Noel, il fratello più piccolo di cui si prende cura per cercare di espiare gli errori della sua vita passata.
Quando i due si incontrano per la prima volta, le ombre del passato oscurano il presente.

Nascono nuovi piaceri e si riaprono vecchie ferite tra le stanze del Dirty Rose.

Ambra e Liam.
Tanto diversi, quanto simili.

Avranno la forza di lottare per ciò che li rende felici?
Perché, a volte, i legami non sono sufficienti se non si ha il coraggio di scegliersi.

«Perché è vero, io non sono Paul e non lo sarò mai. Ed è proprio per questo che sei arrabbiata.» Lo guardo senza capire, così continua. «Perché, per la prima volta dopo tanto tempo, ti senti legata a un uomo che non è lui.»


ATTENZIONE: Questo romanzo è uno degli spin-off della Dilogia "Possession"; se si è intenzionati a leggerla, si consiglia di farlo prima di questo volume. Il volume è comunque stand-alone e autoconclusivo.
ATTENZIONE: Il romanzo contiene scene sessualmente esplicite destinate a un pubblico adulto. 



“Legati. Il coraggio di scegliersi” di Penelope White è un nuovo spin off della collana di “Bdsm romance” iniziata con la dilogia di Possession, nella quale l’autrice esplorava i meccanismi di un legame, quello tra Anna e Alessandro, nato come gioco di ruolo nel mondo parallelo e ritualizzato del Bdsm e poi trasformatosi in una relazione “classica”, e di “Sfiorami” primo spin off della serie nella quale i protagonisti sono Sebastiano e Perla, che ritroviamo in ruoli secondari anche nell’ultimo romanzo.
In “Legati” il personaggio che da comprimario diventa protagonista è quello di Ambra, cinquantenne segnata da una tragedia che le ha portato via quello che è stato l’uomo più importante della sua vita, conosciuto proprio nell’universo del “Dirty Rose”, il locale attorno al quale ruota tutta la saga iniziata con Possession. La donna si ritrova con un figlio da crescere, un lavoro di “broker” e un gruppo di amici che lei considera la “famiglia”. Liam è un trentenne che svolge alcuni lavori di giardinaggio e manutenzione per il Dirty Rose, la sua famiglia è solo il fratello Noel e anche lui è segnato da ombre del passato. 
Quando si incontrano, la forte attrazione che provano è segnata dalle ombre del passato e per Ambra in particolare dal “fantasma” di Paul e anche dall’inversione dei ruoli, visto che nella lunga relazione intrattenuta con lui, nata appunto nella cornice particolare del Dirty Rose, Ambra interpretava un ruolo “passivo” e di affidamento totale a lui, mentre nel rapporto con Liam sia dal punto di vista dei sentimenti che dell’attrazione erotica è pervasa da pulsioni diverse che portano a un capovolgimento delle parti. Tutto questo, assieme ai fantasmi del passato che perseguitano anche Liam e alla differenza di età, sembra mettere a rischio il loro amore.
Avranno “il coraggio di scegliersi”?
La principale abilità di Penelope White in questa saga che da dilogia iniziale è giunta ormai a quattro “puntate” è quella di saper raccontare con grande acutezza la particolarità e l’unicità che caratterizzano ogni attrazione, ogni amore, ogni relazione. Con il tempo ha creato un universo di personaggi che sono ormai familiari ai suoi lettori: Ambra era nei libri precedenti una figura secondaria, ma interessante, che ci sarebbe piaciuto conoscere da vicino, e l’autrice l’ha resa protagonista di questa nuova storia.  
Anche in “Legati” come in “Sfiorami” il mondo del Bdsm resta decisamente sullo sfondo, più che come ambientazione che come tema portante del romanzo.
Con questa piccola “saga” Penelope White racconta in fondo non solo l’irripetibilità di ogni relazione, ma anche come l’amore più profondo e assoluto possa nascere anche in una cornice “particolare” come quella del locale Bdsm Dirty Rose. In qualche modo, con questa serie di romanzi collegati Penelope White mostra anche la “normalità” di chi frequenta questi ambienti “particolari” e vive la sessualità e le relazioni secondo logiche poco comprensibili per chi ne è estraneo.
Sullo sfondo anche un’altra piccola autocitazione della raccolta Latens Somnia: come Perla in Sfiorami, qua sarà Ambra a esplorare lati nascosti della propria personalità e sessualità. 
Penelope White è sicuramente una delle autrici più interessanti del romance erotico in Italia, autrice di libri che per la profondità e la complessità dei suoi personaggi sono molto più interessanti e intriganti della media e non sono del tutto richiudibili in un “genere”.
“Legati. Il coraggio di scegliersi” è una storia autoconclusiva, ma per apprezzarla al meglio è consigliato leggerla dopo la dilogia di Possession e lo spin off di Sfiorami.


lunedì 21 ottobre 2024

RECENSIONE "SFIORAMI" di Penelope White

 

Buongiorno follower, buon inizio settimana.
Recensione: "Sfiorami" dell'autrice Penelope White, spin off 
della dilogia "Possession". A cura di Andrea Macciò.



Titolo: Sfiorami
Autore: Penelope White
Spin off della dilogia Possession

Genere: Romance erotico

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 15,60

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TRAMA:

Sebastian e Carlo sono amici da una vita.
Quando Carlo perde la moglie, Sebastian lo aiuta a prendersi cura della piccola Perla.
Gli anni passano, la ragazza è ormai una donna costretta ad affrontare anche la morte del padre.
L’unica colonna che sorregge ancora il suo mondo è lo ‘zio Sebastian’.
L’amico di famiglia.
L’uomo che si è sempre preso cura di lei.
Ma il tempo scorre, le cose cambiano.
Il confine tra giusto e sbagliato si assottiglia.
Quanto può far bene un errore?
Quanto può far male un legame?
Perla e Sebastian scopriranno sino a che punto è sbagliato amare…

Una nuova storia prende forma tra le stanze del Dirty Rose, il locale BDSM in cui ritroveremo il mentore Michael, il saggio Sandro e l’esuberante Ambra di “Possession”.
Una nuova storia di affetto, unione, legame…
Una nuova storia in cui tracciarne i confini diventa impossibile.


«Perla, io non dovrei neppure guardarti.»
Quella frase, ricolma di rammarico, senso di colpa e tristezza, riecheggia nello spazio attorno a noi per secondi interminabili.
«Non posso toccarti…», continua con un filo di voce.
Così le mie labbra si schiudono per lasciar passare i pensieri.
«Sfiorami, allora…»



Sfiorami” è lo spin off della dilogia “Possession” di Penelope White, composta da “Il confine tra amore e appartenenza” e “Provare ad Amarsi”, nella quale l’autrice esplora i meccanismi di una relazione, quella tra Anna e Alessandro, che nasce come un gioco di ruolo erotico nel mondo parallelo del Bdsm e prova a trasformarsi in una relazione classica mettendo in evidenza il legame indissolubile e per certi versi indecifrabile che rende unica ogni relazione.
In “Sfiorami”, una nuova storia prende forma sullo sfondo del “Dirty Rose”, il locale al centro della dilogia di Possession, della quale ritroviamo alcuni personaggi come Michael, Sandro, Ambra e Vera.
Il nuovo protagonista è però Sebastian, anch’egli frequentatore, in modo forse meno totalizzante di Sandro e Paul, del mondo Bdsm. Quando muore la moglie dell’amico Carlo, Sebastian lo supporta nel prendersi cura della figlia Perla. Dopo alcuni anni, la ragazza, rientrata da un periodo di studi di giornalismo all’estero, perde anche il padre e sembra avere nello “zio Sebastian” l’unico punto di riferimento.
La ragazzina di un tempo è ormai diventata una donna, e, complice Ambra che la invita a partecipare come novizia curiosa a una serata del Dirty Rose sotto il falso nome di Elena, Sebastian comincia a vederla sotto un’altra luce, e la stessa cosa accade a lei… Quello fra Sebastian e Perla appare come una passione, un legame proibito non solo per la differenza d’età (circa vent’anni), ma anche per il fatto che nonostante l’assenza di legami di sangue i due si sentano di fatto quasi parenti.
Una nuova storia della quale tracciare i confini sembra impossibile, si legge nella presentazione di Sfiorami, e senza dubbio uno dei grandi meriti di Penelope White è quello di raccontare relazioni e storie d’amore proibite o inusuali con una grandissima naturalezza e introspezione psicologica, alla quale non rinuncia neanche nelle scene erotiche, scritte in maniera molto efficace e che riescono con sapienza a raccontare l’unicità di ogni incontro, di ogni amore, di ogni relazione.
In “Sfiorami” come in “Possession. Provare ad Amarsi” il mondo del Bsdm resta sullo sfondo, più come ambientazione che come tema portante del romanzo, e il cuore del racconto è quello dello sbocciare della passione tra Sebastian e Perla. Alcuni personaggi della dilogia come Sandro e Anna hanno un ruolo decisamente secondario, mentre Ambra mantiene la sua centralità nella storia.
In questo romanzo, l’autrice inserisce alcuni espedienti letterari decisamente interessanti, come quello di autocitare sé stessa e la sua raccolta di racconti “Latens Somnia” che racconta in maniera originale i sogni erotici latenti delle donne: nel libro la lettura di Penelope White suggerita da Ambra incuriosisce Perla a esplorare parti nascoste della propria personalità e sessualità.
Sfiorami, che conferma le qualità di Penelope White come una delle più interessanti autrici italiane di romance erotico, è consigliato a tutti i lettori che hanno amato la sua dilogia e la sua scrittura. Si consiglia di leggerlo dopo la dilogia di Possession, ma la storia di Sebastian e Perla è autoconclusiva.


giovedì 17 ottobre 2024

RECENSIONE "POSSESSION. PROVARE AD AMARSI" di Penelope White

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Possession. Provare ad amarsi", secondo volume della serie 
"BDSM Love", dell'autrice Penelope White. A cura di Andrea Macciò.



Autore: Penelope White

Serie: BDSM Love Vol.2

Genere: Romance erotico

Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 15,60

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TRAMA: 

Anna e Alessandro hanno finalmente fatto i conti con la realtà: qualcosa li lega nel profondo.
Un legame così viscerale da superare le barriere del semplice possesso. Più potente persino di affetto e amore.
Un’unione che non può essere spiegata a parole.
Un filo che li unisce, senza definizione, che non si può etichettare.
Il punto ora è: quanto può durare tutto questo?
Il loro tentativo di amarsi è forte quanto pericoloso.
Due esistenze così diverse, ora troppo vicine.
Desideri e realtà che si sovrappongono a fatica.
Possesso, legame, amore.
Dubbi, segreti, bugie.
Come finirà la loro storia?

«Ma il tempo cambia quasi tutto, Anna. Perché l’appartenenza, il possesso, il legame tra due persone sono cose che restano esattamente lì, dove sono sempre state: scalfite nella pietra dell’anima».




In Possession. Provare ad Amarsi ritroviamo i protagonisti del primo libro della dilogia, “Il confine tra amore e appartenenza”, Anna ed Alessandro. 
Due persone che si sono incontrate per caso, appartenenti quasi a mondi diversi per età, frequentazioni sociali, abitudini, ma tra le quali si è formata un’unione apparentemente indissolubile, che si è spinta oltre i “giochi di ruolo” erotici dell’universo Bdsm ai quali Sandro ha “iniziato” Anna dopo il loro primo incontro, e oltre l’attrazione, l’affetto, l’amore “tradizionali”.
A oltre cinquant’anni, infatti, Sandro non ha mai avuto una vera relazione stabile con una donna, se si escludono quelle caratterizzate dal gioco di ruolo tra dominatore e slave e di incontri occasionali. Anna, pur avendo un figlio, Mattia, nato da una sola notte d’amore con quello che lei ha sempre considerato solo un amico, a oltre trent’anni neppure, per diversi motivi.
In “Provare ad amarsi” Anna e Alessandro si metteranno quindi alla prova tentando di amarsi in una relazione “normale” che nessuno dei due ha mai avuto. Ma potrà durare tutto questo, in due persone dalle vite così inusuali, che si sono incontrate e scoperte in un contesto tanto particolare? E può davvero esistere la “normalità” quando parliamo di relazioni o ogni incontro è talmente unico da non poterla davvero definire? 
Di fronte a loro l’esempio della lunga e controversa storia di Paul e Ambra. Nata nel contesto del locale Bdsm frequentato sia da Paul che da Sandro, con il tempo si è trasformata in una storia d’amore “normale” soprattutto per volontà di Paul. Ambra, al contrario, sembrava essere insofferente a questa evoluzione del loro rapporto, sino a fuggire lontano dall’Italia…
Quando un sentimento diventa autentico, può continuare un rapporto basato sulla “messa in scena” dell’appartenenza assoluta di una persona all’altra e nella quale il piacere sessuale di entrambi può passare anche attraverso il dolore fisico? Era la domanda fondamentale del primo libro della dilogia e di The Mistress, l’altro romance erotico di Penelope White con protagonista una donna dominatrice.
In Possession. Provare ad amarsi l’autrice prova a dare una risposta. Rispetto al primo romanzo, il mondo del Bdsm resta decisamente sullo sfondo, a parte le pagine iniziali, con alcune scene molto esplicite e forti, che presentano due nuovi personaggi, Michael e Vera.
Nel secondo libro della dilogia Penelope White, sempre molto abile nel costruire personaggi dalla grande complessità e finezza psicologica, si sofferma sull’analisi dei sentimenti reciproci di Anna e Alessandro. Riusciranno davvero ad amarsi senza perdere la particolarità e il profondo radicamento del loro legame? 
La scrittura di Penelope White, una fra le autrici più interessanti del romance e dell’erotico contemporaneo, si conferma coinvolgente e raffinata, e come nel primo libro raccontava il lato “notturno” e oscuro del desiderio, qua prova a raccontare le sensazioni dei due protagonisti e del loro rapporto, in bilico tra unicità e normalità.
Il libro è parte di una dilogia, e se ne consiglia vivamente la lettura dopo Possession. Il confine tra amore e appartenenza nel quale l’autrice presenta i personaggi di Anna e Alessandro.


domenica 8 settembre 2024

RECENSIONE "POSSESSION. IL CONFINE TRA AMORE E APPARTENENZA" di Penelope White

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
dell'autrice Penelope White. A cura di Andrea Macciò.


Autore: Penelope White
Serie: BDSM Love Vol.1

Genere: Romance erotico

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 16,64

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TRAMA:

Anna è una giovane mamma di trent’anni che si divide tra il lavoro e il suo piccolo Mattia, frutto di una notte con il migliore amico Massimiliano, che le è sempre rimasto accanto.
La sua vita è una rassicurante routine, una confort zone in cui si rifugia da anni.
Ma poi tutto cambia dopo l’incontro con Alessandro, un uomo maturo che le farà scoprire un mondo nuovo, un universo parallelo fatto di dominazione, perversione e possesso.
Al di là della sua comprensione, Anna si scopre affascinata da tutto questo, mentre tra i due nasce un’attrazione tanto forte, quanto impossibile da spiegare, da definire.
Un legame che porterà entrambi a guardarsi nel profondo, sin dentro l’anima…
Possiamo davvero definire a parole ciò che unisce due persone?
Esiste veramente una netta demarcazione quando si parla di sentimenti?

Potresti anche concederti a chiunque… nessuno sarebbe mai me. E non si tratta di modestia, non dico che sono speciale in generale, ma che lo sono per te, e non mi sto vantando. Credo solo che, per quello che già c’è stato, nessuno potrebbe incidere tanto quanto me, quindi non si tratta di presunzione. Sarei geloso di un altro fino a un certo punto, perché nessuno avrà da te quello che ho avuto io.

ATTENZIONE: Il romanzo contiene scene sessualmente esplicite destinate a un pubblico adulto.



Anna è una trentenne che lavora in un elegante negozio di abbigliamento e sartoria. 
La sua vita è divisa tra la boutique e il figlio Mattia, frutto di una notte d’amore con il suo migliore amico Massimiliano, che le è rimasto accanto in una sorta di routine familiare tanto confortevole quanto abitudinaria e priva di passione e trasporto. È come se fosse sempre vissuta per gli altri e mai per se stessa.
È l’incontro casuale con un cliente, Alessandro Sacchi, un affascinante uomo sulla cinquantina dallo stile impeccabile, a introdurla in un mondo che non conosceva se non per sentito dire, nel quale i rapporti sono fondati sulla dominazione, il possesso, l’affidamento completo a un’altra persona alla quale consapevolmente si sceglie di “appartenere”. 
Anna rimane affascinata da tutto questo, e inizia una “vita parallela” nella quale Alessandro la inizia a pratiche erotiche “particolari” e del tutto inusuali. 
Prima di iniziare le loro “sessioni” Alessandro la seduce con le parole, per lui l’erotismo è determinato più dalla “mente” e dall’eccitazione che può scatenarsi in determinate situazione che dai corpi e dalla fisicità.
Tra i due nasce un’attrazione reciproca, fortissima, ma piena di contrasti, in quanto Anna non riesce razionalmente ad ammettere di essere eccitata, appagata e coinvolta dagli incontri “particolari” con l’affascinante cliente e Alessandro sembra, pur provando qualcosa per lei, non riuscire a relazionarsi con Anna al di fuori del gioco di ruolo erotico tra “dominatore” e “slave”.
Possessione. Il confine tra l’amore e l’appartenenza è il secondo romance erotico di Penelope White ambientato nel mondo del bsdm, dopo “The Mistress” ed è la prima parte di una “dilogia”.
In Possession il punto di vista è invertito, in quanto la protagonista Angela era appunto una “mistress” mentre invece Anna è attratta dall’interpretare il ruolo della “sottomessa”, ma resta simile e molto efficace l’analisi psicologica dell’autrice rispetto ai suoi personaggi coinvolti nel mondo del bsdm, sia quelli maschili che quelli femminili.
Siamo di fronte a un universo parallelo nel quale le regole relazionali e morali di un mondo “normale” che per entrambe appare grigio e monotono sono sospese, nel quale l’unica regola è quella del consenso reciproco, nel quale si contraggono perfino “contratti di appartenenza” come quello descritto nel romanzo. 
Un “gioco di ruolo” erotico nel quale a un certo punto si creano inevitabilmente dei legami tra le persone che possono sfociare in altro, fino ad arrivare all’amore. 
Ma quando un sentimento diventa autentico, può continuare un rapporto basato sulla “messa in scena” dell’appartenenza assoluta di una persona all’altra e nella quale il piacere sessuale di entrambi può passare anche attraverso il dolore fisico?
L’autrice a partire dal suo primo bdsm romance si è documentata in profondità su questo universo e riesce a raccontarlo con una scrittura intensa, emotivamente coinvolgente, portandoci dentro i meandri più intimi della psiche dei suoi personaggi. Le scene erotiche di Possession sono forse più forti e per certi versi perturbanti di quelle di The Mistress, l’autrice riesce a dosarle con sapienza senza farle diventare l’unica ragione di un libro che è molto più complesso di un semplice romance erotico e che assume come l’altro anche le caratteristiche di un romanzo psicologico. 
Nonostante siano tematiche da qualche anno diffuse nel mondo del romance, Penelope White riesce a trattarle in modo originalissimo e intenso sfuggendo a ogni stereotipo e raccontando anche il lato “normale” e potremmo dire diurno dei suoi personaggi. 
È come se riuscisse a dare voce a inclinazioni e fantasie che molte persone hanno, ma che, come la protagonista, non riescono, o magari non vogliono, “provare” nel mondo reale. I “sogni latenti” che danno il titolo a una sua raccolta di racconti.
L’interrogativo che l’autrice propone già dal titolo, e che pervade tutto il romanzo, è quale sia il confine tra “l’appartenenza” in un gioco di ruolo erotico eccitante, ma fine a sé stesso, e l’amore nella sua espressione più pura, reciproca e autentica, l’amore “tossico” nel quale l’appartenenza dell’altra persona non si limita allo scenario “ludico” delle pratiche erotiche, ma sfocia in una volontà di possesso e annientamento dell’altra, o dell’altro. 
L’autrice in questo libro ci restituisce il suo punto di vista, con personaggi ben costruiti e psicologicamente accurati. 
La cover è affascinante e nello stesso tempo “perturbante” come questo romanzo e la tematica che affronta, la scrittura raffinata e di grande qualità conferma Penelope White come une delle autrici più interessanti e originali del romance contemporaneo nelle sue mille sfumature.


venerdì 30 agosto 2024

RECENSIONE "DESIRE" di Penelope White

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Andrea Macciò ha letto per noi "Desire" dell'autrice Penelope White, 
quarto volume autoconclusivo della serie "Winchester Series".



Titolo: Desire
Autore: Penelope White
Serie: Winchester Series Vol.4
Autoconclusivo

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 12,48

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Quando nasci in una famiglia come quella dei Winchester hai solo due opzioni: fare ciò che vuole tuo padre o fuggire. Ed è così che Vincent, secondogenito della dinastia, prepara il suo zaino e mette un oceano di distanza da quel destino già segnato.
Dopo anni di sacrifici e impegno, riesce a ottenere una cattedra al prestigioso Conservatorio di Parigi e trova il suo mondo nella piccola Giverny, cittadina caratteristica a poca distanza dalla capitale.

A Giverny è solo con la sua musica.

Anche la giovane Sophie, appena trasferita, si trova catapultata in una nuova realtà. Delusa e infelice per un destino che non ha scelto.

A Giverny è sola con i suoi ricordi.

Vincent e Sophie si incontrano.
Due anime affini, ma diverse.
Due esistenze segnate da un percorso comune.
Due persone alla ricerca di un barlume di felicità.

Ma aleggia un oscuro segreto su di loro.
Mentore, amante o… Chi è realmente Vincent per questa ragazza?
Ma soprattutto, qual è il loro più profondo Desire?

“La pioggia cessa all’improvviso. Così come l’incantesimo di una notte che non dimenticherò. Il suo profumo e il calore della sua pelle, per sempre intrecciati alla vergogna e al rimprovero.”

ATTENZIONE: Il romanzo contiene scene sessualmente esplicite destinate a un pubblico adulto.



“Desire” è il primo episodio della “Winchester Series” firmato da Penelope White. In questo romanzo incontriamo uno dei fratelli Winchester, Vincent, che è pervaso dalla passione per la musica e l’arte e sogna di diventare un pianista. Un’aspirazione che lo mette in contrasto con il padre Cameron Winchester, freddo e spietato uomo d’affari che lo vorrebbe invece dietro a una scrivania nell’azienda di famiglia. Cameron non ha nessuna intenzione di supportarlo nel suo sogno, e l’unica possibilità che resta a Vincent è quella di cercare di ricostruire la sua vita lontano dal paese dove è nato, in Europa. A segnare una svolta decisiva nella vita di Vincent è l’incontro nel locale di New Orleans con una strana ragazza dai capelli turchini che come lui ha un animo artistico ed è letteralmente “innamorata” del suo pianoforte: Lexi. 
Dopo una lunga gavetta e grazie al supporto di un maestro, Vincent ottiene una cattedra al conservatorio di Parigi e si stabilisce a Giverny, tranquilla cittadina della provincia francese. Qua, nella “boulangerie” di Celeste dove ogni mattina si reca per la colazione, Vincent incontra una ragazza di diciannove anni, la stessa età nella quale lui lasciò gli Stati Uniti e la famiglia Winchester per trasferirsi in Francia, dalla pelle diafana e dagli occhi verdi, che come lui è appassionata di musica e aspira a diventare pianista: si chiama Sophie. 
Sophie ha lasciato Parigi dopo la scomparsa dei genitori, e un segreto sembra legare il suo passato a quello di Vincent. Tra Vincent e Sophie, due persone in crisi e in fuga dal passato per motivi diversi, da subito si respira un’attrazione e una fortissima tensione erotica. Sembra essere un “amore proibito” non solo per la differenza di età e il ruolo di “mentore” che Vincent dovrebbe avere nella carriera musicale di Sophie, ma anche per quel segreto legato alla famiglia Winchester che incombe su di loro. Dopo un fitto scambio di messaggi espliciti, e nonostante la resistenza soprattutto di Vincent a lasciarsi andare, la passione tra di loro esplode… riusciranno a ricostruire la loro vita e ad essere felici nonostante i molti ostacoli? 
Nella vita di Vincent, nonostante le molte vicissitudini, c’è una sola certezza: l’amica Lexi, che nonostante siano passati vent’anni ha sempre i capelli turchini come una fata, l’energia e la spregiudicatezza della ragazzina che aveva conosciuto vent’anni prima. Lei raggiunge Vincent a Parigi, diventa amica di Sophie e cerca di aiutarli a mettere ordine nella loro vite.
“Desire” è un romance nel quale ritroviamo diversi temi interessanti, dall’affresco generazionale nel quale si confrontano “le tre età” quella del padre Cameron, quella di Vincent e Lexi, quella di Sophie, quella dell’amore “proibito” e contrastato non solo dalla differenza di età (che nel romanzo pesa soprattutto su Vincent, che sembra proiettare su Sophie in qualche modo una “versione al femminile” di sé stesso) e quella della giovane Sophie e dei suoi coetanei come Olivier. 
I personaggi sono descritti con grande finezza psicologica, e come gli altri romanzi di Penelope White, “Desire” contiene scene erotiche intense ed esplicite, nelle quali l’autrice riesce a narrare con un talento non comune tutti gli aspetti e le contraddizioni che esplodono quando tra due persone nasce un desiderio reciproco destinato a esplodere.
 Come nell’altro romanzo della Winchester Series, un altro tema è quello del contrasto tra il mondo “prosaico” degli affari, del denaro, della vita da azienda rappresentato dal padre Cameron, e quello dell’arte e del sogno, collocato in un “altrove” che qua è la romantica campagna francese. 
Un altro tema interessante e in fondo inusuale nel romance è quello dell’amicizia tra uomo e donna, ben descritto nel solidissimo rapporto tra Vincent e la “fata turchina” Lexi, forse il personaggio più affascinante e originale del romanzo.
C’è anche un lato mistery e giallo nel “segreto” che lega Vincent a Sophie. Il romanzo di Penelope White racconta le mille sfumature del “desiderio” ed è un invito per chi ha un animo artistico ad inseguire i propri sogni e le proprie inclinazioni. 
La scrittura è come in altre occasioni delicata e raffinata, con apprezzabili descrizioni ambientali della provincia francese dove si dipana l’azione. Anche “Desire” è un romanzo da consigliare a tutte le persone che amano il romance, genere del quale Penelope White ha raccontato le mille sfumature dell’amore e del desiderio, senza rinunciare a trattare sullo sfondo anche temi sociali rilevanti. Bella la cover, che è un riferimento diretto all’arte musicale protagonista del romanzo.


sabato 24 agosto 2024

RECENSIONE "TIED" di Penelope Whide

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione "Tied" dell'autrice Penelope White, sesto e ultimo volume 
autoconclusivo della serie "Winchester Series". A cura di Andrea Macciò.



Titolo: Tied
Autore: Penelope White

Serie: Winchester Series Vol.6

Genere: Letteratura erotica

Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 12,48

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

India è una Winchester, prima discendente donna di una grande dinastia. Per tutta la vita ha dovuto fare i conti con la pressione che questo cognome porta con sé, indossando una maschera affinché fosse temuta e rispettata da tutti.
Stabilitasi a Tokyo da qualche mese per lavoro, incontra Keisuke, un ex soldato segnato nel profondo da un doloroso passato. Anche lui indossa una maschera, ma per celare al mondo i suoi demoni.
Basteranno una corda di canapa e un delicato fiore di pruno per sgretolare le loro difese?
E quando tra loro le bugie e le differenze sociali inizieranno a pesare, quei nodi reggeranno?
Due anime in cerca di pace.
Due cuori in cerca di felicità.
Legati… ma fino a che punto?

ATTENZIONE: Il romanzo contiene scene sessualmente esplicite destinate a un pubblico adulto.



Tied è l’ultimo capitolo della “Winchester Series” progetto letterario portato avanti da cinque diversi autrici (Penelope White, Giusy Viro, Chiara Cipolla, Alessia Giuliano, Giada Grimaldi) e che racconta la saga degli eredi della ricca e potente famiglia Winchester.
In Tied incontriamo India, soprannominata per la sua spregiudicatezza nel mondo degli affari “The American Shark”. La ragazza si trova in Giappone per concludere un affare.
Forte, temeraria, a volte spietata, sembra essere l’erede perfetta del capostipite Cameron Winchester, un uomo d’affari freddo e apparentemente privo di ogni sentimento. 
A Tokio, India vive totalmente dedita al lavoro, e si è costruita una sorta di corazza che la difende dal mondo esterno, dalle relazioni, dall’amore: a volte lavora chiusa nella sua stanza d’albergo e non trova neanche il tempo di guardare la bellezza che ha attorno.
Una sera, l’amica Becky la convince a passare una serata in un locale dove si svolgono spettacolo di “shibari” l’antica arte della “legatura erotica” giapponese attraverso l’uso esclusivo di spesse corde di canapa, e in maniera sorprendente India si offre per partecipare come modella allo show, rimanendo particolarmente segnata da questa insolita esperienza.
In Europa lo “shibari” è conosciuto come pratica erotica diffusa nel mondo Bdsm (spesso confuso con altre pratiche più “estreme”), in Giappone è considerato una vera e propria arte, nel quale hanno un’importanza fondamentale l’aspetto creativo, coreografico e artistico, e i “maestri della corda” sono considerati dei veri e propri artisti. India inizia a frequentare questi spettacoli e una sera conosce un “maestro di corde” che nelle sue coreografie usa non solo la canapa, ma il delicato fiore di pruno quasi ad attutire l’impatto del materiale sul corpo della modella.
Si chiama Keisuke, è un ex militare dell’esercito che sembrava destinato a una brillante carriera, e che, dopo un evento traumatico che lo ha segnato nel profondo, oggi si occupa di sicurezza privata e trova nel mondo dello “shibari”, che richiede una fiducia totale nell’altra persona, una possibilità di evadere temporaneamente dai suoi incubi. Due cuori in cerca di felicità, due persone che celano la loro essenza dietro a una maschera che li protegge.  La “legatura” o l’essere “legati” sono una chiara metafora della relazione tra due persone.
Il loro incontro e la pratica dello shibari, tra una spessa corda e un delicato fiore di pruno, riusciranno a far cadere le loro difese e lasciarli liberi di esprimere i propri sentimenti? Nello shibari India trova una possibilità di lasciare da parte la sua maschera di American Shark e Keisuke di ritrovare quel metaforico controllo della situazione che sembrava aver perso la notte che ha cambiato la sua vita.
Preceduta dalla sua fama di American Shark, India cela la sua vera identità a Keisuke: ma la realtà li metterà ben presto di fronte a una resa dei conti. Riusciranno comunque a trovare la loro felicità?
Tied, nonostante sia parte della Winchester Series, è un romanzo autoconclusivo. 
La scrittura di Penelope White è raffinata, profonda e intensa, e coglie con grande efficacia e delicatezza le mille sfumature psicologiche che sono celate dietro le pratiche erotiche inusuali come lo shibari. 
La fascinazione per l’“altrove” del Giappone, dei suoi delicati fiori di pruno, del rito della fioritura del ciliegio, della sua estetica delicata e sensuale, della fusione inestricabile tra erotismo e arte, si impadronisce della protagonista India come di chi si appresta a leggere questo affascinante e coinvolgente romanzo. 
Le antiche tradizioni giapponesi e lo shibari rappresentano nel romanzo il contraltare con il mondo freddo, razionale, asettico, privo di reale sensualità rappresentato dal mondo degli affari e dal personaggio, qua molto sullo sfondo, di Cameron Winchester. 
I personaggi principali, sia quello di India che quello di Keisuke, sono psicologicamente molto approfonditi e accurati e l’autrice ne descrive benissimo le mille sfumature.
Penelope White, alla sua quattordicesima opera spaziando tra le diverse sfumature del romance e un intensissimo e indimenticabile racconto autobiografico, è abilissima nella descrizione delle scene erotiche, raccontate in modo intenso e raffinato, e negli affreschi ambientali, e in questo come in altri romanzi la scrittura è preceduta da una puntigliosa documentazione sulle pratiche e i mondi descritti. 
Molto bella la cover.
Un romanzo da consigliare, anche a chi non conosce la Winchester Series visto il suo carattere autoconclusivo, e un’occasione per avvicinarsi al mondo di Penelope White.