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martedì 12 dicembre 2023

RECENSIONE "COME L'ALBA E IL TRAMONTO" di Francesca Erriu Di Tucci

 

Buongiorno follower!
Recensione "Come l'alba e il tramonto" dell'autrice Francesca Erriu Di Tucci, edito Brè Edizioni. A cura di Elena Giana.


Autore: Francesca Erriu Di Tucci

Genere: Narrativa

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 13,54

Contatti autore: Facebook



TRAMA:

Vin e Tom: due ragazzi adolescenti che si incontrano per caso e, da quel momento, incrociano le loro esistenze. Ragazzi problematici, soli, che sono costretti a piegarsi alle regole di una vita che non hanno scelto. E la loro solitudine fa da collante, li fonde in un’amicizia messa a dura prova dalle difficoltà. Tom deve combattere contro un mostro: André, uomo senza scrupoli che lo usa per arrivare al potere e ai soldi. Vin si ritrova in un mondo sconosciuto, dove deve imparare a muoversi e a crescere scansando i pericoli e le tentazioni. Eppure, quando i ragazzi si ritrovano, la loro unione si fortifica, fino ad arrivare a un epilogo denso di emozioni e coinvolgimento. Un percorso di due amici, due mani che si intrecciano per non lasciarsi più. Due corpi uniti che niente e nessuno riuscirà a separare… nonostante tutto. 

Due anime tormentate, due persone che sono gli opposti di una giornata (l'alba e il tramonto), due solitudini che si incontrano, un'amicizia che nasconde un amore. Questo romanzo è stato un pugno nello stomaco, totalmente diverso da come me lo aspettavo, in senso positivo. Ho apprezzato l'ambientazione moderna, la caratterizzazione dei personaggi, anche quelli marginali, lo studio psicologico dei protagonisti. L'incontro in casa famiglia è solo lo spunto per un percorso di crescita che coinvolgerà tutti. Ad una prima lettura il più forte dei due sembra Tom, spavaldo, sicuro di sé, ma anche Vin dimostra una forza inaspettata forse perché deve sconfiggere i propri demoni interiori, per lui ho provato profonda tenerezza come per Nina, innamorata inutilmente di Tom. Il ragazzo crede di non aver bisogno di nessuno ma al contrario ha bisogno di tutti, degli amici e soprattutto di una famiglia, quella famiglia che lo ha tradito fin da piccolo. Mi è piaciuta la narrazione particolareggiata dei luoghi, l'ambientazione degradata mi ha fatto tornare in mente ciò che io ragazza degli anni 80 leggevo sui giornali. Il finale mi ha lasciato senza fiato, ma lancia un messaggio importante, la forza della sopravvivenza e l'amore in qualsiasi forma sono più forti di tutto.
Ringrazio l'autrice per questo romanzo che ha lasciato il segno e lo consiglio vivamente a chi vuole leggere una storia forte di riscatto.


mercoledì 29 marzo 2023

RECENSIONE "COME L'ALBA E IL TRAMONTO" di Francesca Erriu Di Tucci

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Come l'alba e il tramonto" di Francesca Erriu Di Tucci, 
edito Brè Edizioni. A cura di Dario Zizzo.



Autore: Francesca Erriu Di Tucci

Genere: Narrativa

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 13,30

Contatti autore: Facebook 



TRAMA:

Vin e Tom: due ragazzi adolescenti che si incontrano per caso e, da quel momento, incrociano le loro esistenze. Ragazzi problematici, soli, che sono costretti a piegarsi alle regole di una vita che non hanno scelto. E la loro solitudine fa da collante, li fonde in un’amicizia messa a dura prova dalle difficoltà. Tom deve combattere contro un mostro: André, uomo senza scrupoli che lo usa per arrivare al potere e ai soldi. Vin si ritrova in un mondo sconosciuto, dove deve imparare a muoversi e a crescere scansando i pericoli e le tentazioni. Eppure, quando i ragazzi si ritrovano, la loro unione si fortifica, fino ad arrivare a un epilogo denso di emozioni e coinvolgimento. Un percorso di due amici, due mani che si intrecciano per non lasciarsi più. Due corpi uniti che niente e nessuno riuscirà a separare… nonostante tutto. 



Ho letto Come l'alba e il tramonto di Francesca Erriu di Tucci, una riedizione riveduta di "Come il giorno e la notte" pubblicato con un'altra casa editrice. Ambientato negli anni Ottanta, ha come protagonisti Vin e Tom, due ragazzi che sono "Come l'alba e il tramonto". Fragile il primo, rassicurato dalle formule matematiche, in cerca di certezze:

Lui invece era attento e previdente. E anche preciso, a detta degli operatori che compilavano le schede sul suo 'caso'. Era vero. A lui piaceva la precisione, in particolare nei numeri: matematica e geometria. I teoremi, tutto ciò che metteva dei paletti. L'infinito invece gli creava qualche difficoltà: odiava quell'otto capovolto, preferiva il 'Pi greco', una costante matematica, cioè un numero che ha un valore definito esattamente. 

Tom è invece irascibile e sicuro di sé, anche se sotto quest'armatura presta il fianco alle offese della vita. Così lontani ma anche così vicini, la loro amicizia diventerà un laccio talmente stretto da far male, un'amicizia a prima vista. Abbandoneranno la Casa famiglia in cui stavano, per andare a vivere con altri ragazzi vendendo la roba di André, altro personaggio ben riuscito, figura imponente, originale, amante dell’arte (di Oscar Wilde in particolare), un gigante dai piedi d’argilla, vittima delle sue debolezze. Ci sarà anche l'iniziazione all'amore nell'adolescenza che brucia. Un grande freddo, come un vento gelido attraversa quest'opera, quel freddo che gela Vin e Nina, una ragazza di questa nuova comunità, un freddo feroce, quello che si era portato via Giulio, alla Casa famiglia, che aveva i genitori in carcere, un freddo che però non riesce a vincere la dolcezza che, nonostante tutto, questa umanità riesce a esprimere, come quando Vin posa in acqua una barchetta e dice a Nina di esprimere un desiderio.
Con una prosa cristallina, perfetta, senza fronzoli, la scrittrice ci porta all'inferno, ci regala una di quelle storie che rimangono impresse come un tatuaggio indelebile, su cui stanno scritti i nomi di Vin e Tom.


mercoledì 19 ottobre 2022

RECENSIONE "L'ARMADIO BIANCO" di Sylar Gilmore

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Silvia Iside ha letto "L'armadio bianco" di Sylar Gilmor, edito Brè Edizioni.



Autore: Sylar Gilmor

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,99

E in formato cartaceo a € 14,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Un armadio dove rinchiudere le insicurezze, ma trovare anche la forza per combattere e andare avanti. Un semplice mobile, un involucro inanimato di abiti e coperte, per Andrea è un punto di riferimento importante. In quel guardaroba ritrova il profumo della mamma, morta quando lui era bambino. In quelle ante cerca il coraggio per affrontare una realtà che chi gli sta intorno non accetta: l’omosessualità. In un’Italia degli anni Ottanta, quando era quasi un divieto dichiarare di essere gay, con l’Aids che si manifestava in modo sempre più latente, Andrea deve superare ostacoli e pregiudizi per vivere un amore travolgente. Massimo è il sogno, è la passione da sempre desiderata, è l’amico con cui condividere momenti di gioia, ma anche di tristezza. Eppure i due ragazzi sono costretti a separarsi. Le loro vite prendono direzioni diverse, vengono divisi a causa del perbenismo, respinti da genitori che si vergognano di loro.
Un amore che va oltre il tempo, un sentimento che li accompagnerà anche da adulti. Un libro denso di emozioni, un racconto che racchiude un mondo fatto di affetto, dolcezza e calore, ma anche di battaglie e di scontri.

Ogni volta che sarò chiamato ad affrontare una nuova battaglia, chiuderò il mondo fuori casa e mi andrò a sedere vicino al mio armadio bianco, in cui troverò sempre la forza di rialzarmi. 



È fuor di dubbio che per capire cosa un autore scrive è necessario conoscerlo, dopo tre opere di Sylar penso di aver raggiunto un grado di confidenza con i suoi racconti che mi permette di assimilare la bellezza delle storie. L’armadio bianco è, in un certo senso, il libro più corposo da lui scritto finora sia per la linearità del romanzo che per tutti i temi che dalla trama emergono.
Già dall’inizio appare un quadro in cui lo spirito dei fiori, splendida immagine ripresa nel finale, è chiazzato da zone d’ombra. L’infanzia, durante la quale s’indovina già il temperamento remissivo del protagonista, Andrea, e la morte della madre che ne aggrava la mestizia. Tuttavia, la sua capacità di reagire mettendosi ad amorevole disposizione della famiglia e la facilità con cui stringe amicizie tenere distendono l’atmosfera. L’amore con Massimo, di cui l’apice è raggiunto con le scene del faro e della tenda, è l’altro ingrediente dolce ma sotto la superficie riemerge presto il sale delle lacrime. 
Un’altra scena clou è quella della lite di Andrea col padre e il fratello, i cui strascichi dureranno anni. La demonizzazione moralistica di un amore tra ragazzi e un’ignoranza che dilagava allora (e dilaga oggi) su argomenti riguardanti la salute, unite alla mancanza totale di dialogo conducono alla rottura tra Massimo e Andrea e i loro familiari. Fin qui, si potrebbe dire che la storia è drammaticamente comune però non è così, perché la forza di Sylar risiede proprio nella sua capacità di rendere i sentimenti e i personaggi realistici e veri. Il lettore sente tutte le loro emozioni e non gli sfugge neppure la minima reazione interna del ragazzo, del padre, del fratello, della dottoressa… Ciò che gli sfugge e ritrova con sorpresa molto più avanti è un dettaglio (che taccio per non spoilerare), il quale poi si ricollega a quella incapacità di comunicare bene che è stata alla base del disastro.
L’amicizia e la capacità di sognare hanno il ruolo prevalente nella seconda parte del libro, ambientata in Inghilterra. Mi resteranno impresse alcune delle riflessioni di Andrea, ormai divenuto giovane insegnante: non ammettere mai che non sai qualcosa, in definitiva non mostrarti debole in nessun caso, il mondo è troppo crudele. Tutto ciò è avvolto dalla nostalgia per gli anni ’80. 
Consigliato!


domenica 19 giugno 2022

RECENSIONE "PRENDITI CURA DI QUELLO CHE NON SIAMO" di Annarita Mangialardo

 

Beatrice Pistore ha letto per noi: "Prenditi cura di quello che non siamo" dell'autrice Annarita Mangialardo, edito Brè Edizioni .



Autore: Annarita Mangialardo

Genere: Romanzo d’amore

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 11,00

Contatti autore: Facebook 



TRAMA:

Micky e Lo. Michelangelo e Loredana sono due ragazzi poco più che ventenni, felici e innamorati che hanno deciso di fare il grande passo: presto si sposeranno. Ma accade l’imprevisto.
Malt Peaks è una cittadina vicino a New York. Micky la raggiunge per dimenticare, per lasciarsi alle spalle un dolore insopportabile. Con l’aiuto di Billy prova a dare un senso diverso alla sua vita, cerca qualcosa che lo aiuti a capire, a vivere. E tra bevute, lavoretti e introspezioni si rende conto che non si può dimenticare il passato. Micky capisce che quello che è accaduto rimarrà per sempre impresso come un marchio nel suo cuore e nella sua anima. Non serve cambiare città, non è necessario cambiare continente perché la sofferenza ti segue dovunque. E anche recriminare su quello che è stato non aiuta a stare meglio. Però l’amore, quello vero, la passione travolgente non sparirà mai. Un legame forte non potrà essere spezzato. Un romanzo d’amore, un racconto di sofferenza e rinascita, una storia toccante e malinconica. Una fiaba per chi crede nel lieto fine. Nonostante tutto. 



Mi sono presa il mio tempo per leggere questo libro, posso dire di averlo assunto "a piccole dosi", non perché il genere non fosse di mio gusto o la storia, ma è molto forte quello che ti fa provare già dai primi capitoli, a volte nel bene e altre nel male. La storia d'amore che presenta l'autrice ha un impatto emotivo notevole, come ho già anticipato, quindi se siete in cerca di qualcosa che non vi annoi lo troverete in queste pagine. È la storia di un vero amore, mi viene da dire che i protagonisti sono anime gemelle che non possono vivere l'una senza l'altro. Le loro vicende si susseguono e il lettore viene assorbito dalle loro vite come se potesse sentire quello che provano. Questo libro fa tornare la speranza di trovare l'amore vero, ma anche quello che succede se tutto non continuasse perfettamente come una favola, ma con i colpi bassi che la vita a volte ci riserva. 


martedì 7 giugno 2022

RECENSIONE "QUESTO PAESE MERAVIGLIOSO E DISGRAZIATO" di Rino Bregani

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Questo Paese meraviglioso e disgraziato" dell'autore 
Rino Bregani, edito Brè Edizioni. A cura di Silvia Iside. 



Autore: Rino Bregani

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,99

E in formato cartaceo a € 13,00 o € 45,00



TRAMA:

Un diario, un’esperienza di straordinaria ricchezza, che farà crescere anche chi lo leggerà, sarà come viaggiare in Africa stando comodi in poltrona. Rino Bregani, insieme alla moglie Tu Van Tien, giunta dal lontano Viet Nam, ambedue medici e volontari in questo Paese meraviglio e disgraziato, ci trasmettono l’amore per il prossimo, ci insegnano come si può, al contempo, essere dei buoni medici, genitori, coniugi, ospiti in un continente difficile come l’Africa. Senza disconoscere i tanti, tremendi problemi, anche di convivenza, di adattamento, Rino Bregani ci insegna che si può fare! Si può aiutare chi soffre e mentre si dà, si ottiene: rispetto, amicizia, accoglienza. Un resoconto di come si opera in un ospedale in zone che chiunque definirebbe tremende, al contempo uno squarcio su un Paese, l’Etiopia, che l’autore, insieme alla famiglia, ci porta a visitare come ospite, non come turista, magari instillando in noi quel mal d’Africa che prova chi ha vissuto nel continente nero. Contiene 40 foto dell'Africa, scattate dall'autore. 



Ora che ho finito la lettura di quest’Opera sento di poterla paragonare, per le sensazioni che ne ho ricevuto, alla biografia di M.Bulgakov I ricordi di un giovane medico. Perché non vi sono narrate solo le storie di umana miseria, la quale sembra appartenere più a noi occidentali che ai poveri d’Africa, ma anche e soprattutto le difficoltà incontrate nel dover lavorare in un posto remoto del mondo, senza mezzi né attrezzature, col solo supporto del proprio bagaglio di conoscenze cliniche e dell’amore dei cari.
Un grande ruolo è ricoperto dalla fede in un Dio Amore, concetto espresso dalle parole: ho messo le mie mani nelle Sue mani esperte, mani decise e capaci, senza la quale ogni uomo, anche il più colto, non è che un automa, un operatore privo di speranze di vera riuscita.
Milano è rimasta alle spalle, ma il grigiore del mondo è nel cuore dell’Africa, sfruttata e martoriata, oggetto di beneficienza ipocrita, raccontata nel paragrafo che basandosi in parte sulla storia e in parte su confidenze dei locali, illustra il percorso realmente seguito dalle donazioni della gente che crede di fare del bene e in effetti lo fa. Il bene delle grosse case farmaceutiche e di altri colossi che hanno l’unico interesse di vuotare i loro magazzini e riempirsi le tasche. Mentre leggevo ho riflettuto su un punto chiave e cioè che tale bruttura è di tutti gli esseri umani, quanto spesso regaliamo cose di cui in realtà facciamo volentieri a meno… e non sarebbe un male se poi non si avesse la pretesa di passare per santi per aver buttato l’immondizia.
Collegata a questo è la frase: chissà quanti sgorbi e brutture gli altri vedono in me. È infatti fondamentale ricordarsi che non siamo mai perfetti nello specchio dell’iride dei nostri fratelli.
La città e l’ospedale in cui si avvicendano le vicissitudini del medico forengi, come sono detti gli stranieri dai locali che storpiano la parola inglese foreign, sono in armonia con la natura e la vita scorre con l’aggiunta di fattorie, gite e luoghi belli, qualche scontro con scimmie e umani.
Siccome il corso della vita, proprio come quelli d’acqua, non è sempre piatto ma prima o poi s’increspa, anche qui le cose cambiano e si arriva a una foce, un finale, ma le storie di vite spezzate, incontrate nel percorso e non sempre salvate, vengono riportate in superficie ed è perciò che questo libro tutti dovrebbero leggerlo.


domenica 5 giugno 2022

RECENSIONE "IL MONDO DI VIOLA" di Laura Magnanego

 

Laura Altamura ha letto per noi "Il mondo di Viola" dell'autrice Laura Magnanego, edito Brè Edizioni. 



- Favole per bambini da 5 a 99 anni
Autore: Laura Magnanego
Genere: Narrativa di formazione per tutti

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 9,92

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Alzi la mano chi non ha mai dovuto rispondere alle domande imbarazzanti dei propri bimbi. Mamma, che cos’è l’amore? Babbo, cos’è il tempo? Cosa vuol dire fare una promessa? Cos’è... la morte? E via andare. Nessuno, vero? Beh, ci sono tre modi di affrontare la questione. Il primo è eludere la domanda: lo capirai quando sarai grande. Il secondo, impelagarsi in improbabili tentativi di risposta, col risultato che i vostri figli inizieranno a nutrire seri dubbi sulle vostre facoltà mentali. Il terzo, ed è il migliore, è fare un viaggio nel mondo di Viola. Conoscerete Morfeo, Verdino, Ivan, Virgilio, Biondino e molti altri, ma soprattutto resterete incantati nell’ascoltare le loro storie. Troverete non soltanto le risposte migliori per i nostri figli, che diventano un promemoria per noi adulti, per il bambino che vive in eterno dentro tutti noi, ma una leggerezza profonda e poetica che vi conquisterà, lettori di ogni età. E se poi, nel lasciare il mondo di Viola, qualcuno avrà il rammarico di non poter più leggere altre storie come queste, stia pur sereno: stanno arrivando! 



Il mondo di Viola, di Laura Magnanego, è un piccolo scrigno che contiene varie piccole storie con altrettanti preziosi insegnamenti.
Sono, davvero, favole per tutti, in quanto cariche di valori universali e di quel sapore buono delle cose semplici che noi adulti spesso dimentichiamo e dovremmo fermarci ad assaporare senza vergogna.
L’autrice si rivolge direttamente a sua figlia nel momento della nanna, quando tutti i bimbi dormono e lei, invece sfodera domande. Da mamma, posso immaginare le dinamiche e, essendo la mia figlia maggiore piuttosto insonne dalla notte dei tempi, anche io improvvisavo storie a più non posso ogni sera, quando mi diceva che Il signor Sonno era scappato.
L’organizzazione dei racconti è la stessa e crea un piacevole effetto ordinato: dopo un breve incipit, ossia un brevissimo dialogo mamma-figlia, la donna, per rispondere a una domanda o togliere una curiosità, inventa una storia al termine della quale sboccia una considerazione.
Non sto a raccontarvi le storie, in generale posso dire che si dà un grande valore al concetto di qualità del tempo, in un’era in cui tutti viviamo di corsa, e così la storia dell'orologio ci ricorda che non dovremmo mai buttarlo via giacché non torna più.
Tema caro ai migliori pedagogisti, quello del tempo con la famiglia.
In altre fiabe troviamo un invito a tenere sempre aperto il cuore per accogliere le sensazioni che si presentano nel nostro cammino, a non stancarci mai di emozionarci.
Ne La perla il cuore del pescatore si era indurito ma, da quando si è aperto nuovamente, tutto ha iniziato a fluire e a riprendere colore.
Ce n’è per tutti i gusti: viaggi nel futuro e nel passato, fate e alberi che insegnano l’importanza di mantenere le promesse, razzi e bimbi astronauti che ci invitano a perseguire il nostro sogno e a non deludere le aspettative altrui, fiabe birichine, si cancellano dalle pagine del libro o si scrivono da sole e sono straordinarie, proprio come te. (cit)
La mai preferita è Verdino che, lo confesso, mi ha strappato qualche lacrimuccia di commozione.
Non è per nulla semplice spiegare la morte a un bimbo, eppure l’autrice ci è riuscita con la sua penna delicata.
Questo piccolo bruco consapevole che la vita di una farfalla adulta è brevissima, vorrebbe restare per sempre allo stadio larvale.
Accetterà il rischio della trasformazione quando vede un profumatissimo fiore e allora aprirà il pacchettino con le ali inizierà realmente a vivere la sua pur breve esistenza.
Il suo immaginifico volo fino all’abbraccio per l’eternità è una metafora della morte come salto, transizione, metamorfosi.
Ho apprezzato molto lo stile piano e lineare, le metafore e similitudini che rendono più immediati concetti complessi e la presenza di dialoghi che fa il tutto ancora più fruibile.
Le fiabe sono un alleato prezioso per una sana crescita di un fanciullo e questo libro presenta linguaggio e contenuti pregni di attenzione e cura.
Mi viene in mente una massima di Aldo Busi, con la quale chiudo:
La vita ha le parole che può, la fiaba le parole che serve.
E ne Il mondo di Viola le parole non sono mai a caso.
Consigliato! 


mercoledì 18 maggio 2022

RECENSIONE "LÌ DOVE FINISCE LA NOTTE" di Sara Bortoluz

 

Buon pomeriggio amici lettori
Franca Poli ha letto per noi "Lì dove finisce la notte" dell'autrice 
Sara Bortoluz, edito Brè Edizioni.



Autore: Sara Bortoluz

Genere: Nove racconti di narrativa

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 10,00

Contatti autore: Sara Bortoluz Autrice



TRAMA:

A volte è difficile o addirittura impossibile cambiare il proprio destino. Ma è possibile cambiare la prospettiva dalla quale si osserva la realtà perché anche nella notte più buia, inaspettatamente si può scorgere una luce amica, anche se piccola, pur sempre tenace. Lì dove finisce la notte è una raccolta di nove racconti, dai protagonisti di volta in volta differenti che, nonostante la diversa provenienza geografica e la differente estrazione culturale e sociale, hanno in comune la medesima attitudine verso la vita: tutti sono alla ricerca del loro posto nel mondo e, come viandanti e pellegrini, errano tra le tenebre dell’indifferenza e della solitudine per poi scorgere, infine, la luce. Dall’Etiopia all’India, dalla Norvegia al Canada, dalla Grecia ai Caraibi, i personaggi che animano le storie si trovano ad affrontare le ardue sfide della vita e di una quotidianità in apparenza semplice ma, in realtà, tutt’altro che facile da sostenere, un’esistenza che corrode innanzitutto l’anima prima che il corpo. La vita intesa come viaggio e cammino di ciascuno di noi, un cammino al quale spesso è difficile dare una direzione o un significato. Un libro lieve, raccontato quasi con devozione, ma soprattutto con rispetto. Racconti che assomigliano a fiabe: a volte con il lieto fine, altre volte, al contrario, brutali e spietate. Un susseguirsi di emozioni e di incanto, di sentimenti e di gioia. Una narrazione che porterà il lettore lontano, oltre gli orizzonti sconfinati. 



A tutti coloro che hanno il coraggio di crederci sempre.
A chi non si arrende al calare del buio.
A chi scorge la speranza in un sorriso, in u fiore che sboccia.
A chi ascolta il canto della luna, i bisbigli del vento
e confida i propri sogni alle stelle.

Questo libro è una raccolta di nove racconti che possiamo considerare quasi delle fiabe. Alcune hanno il lieto fine, altre invece sono brutali e spietate. Leggerli è come salire su un ottovolante, è un susseguirsi di emozioni e di incanto, di sentimenti e di gioia, di dolore e rabbia. Una narrazione che porterà il lettore lontano, oltre gli orizzonti sconfinati. Sì, perché le storie narrate sono ambientate in vari luoghi: dall'Etiopia all’India, dalla Norvegia al Canada, dalla Grecia ai Caraibi, questi sono alcuni dei paesi citati. Anche i personaggi sono diversi tra loro, ma tutti accomunati dalle ardue sfide che la vita pone loro di fronte, da una quotidianità in apparenza semplice ma, in realtà, tutt’altro che facile da sostenere, un’esistenza che corrode sia l'anima che il corpo. Il tema comune di questi racconti è la vita intesa come un viaggio, un cammino al quale a volte è difficile dare una direzione oppure un significato. Inoltre, si affrontano anche altri temi ancora oggi molto attuali, come la povertà, lo sfruttamento, il lavoro minorile e il dramma delle spose bambine; l'analfabetismo e la ricerca della realizzazione artistica; la solitudine, l'amore e i rapporti tra parenti.
Questo è un viaggio tra culture diverse, diversi modi di pensare, persone che non hanno niente in comune tra loro. Eppure una cosa in comune l'hanno... è la notte. Come la notte viene rischiarata dalle stelle e le tenebre spazzate via dal nascere del nuovo giorno, così la vita dei nostri personaggi può cambiare, assumere nuovi significati. Per fare ciò basta un gesto, una parola, un incontro inaspettato e le cose si possono vedere in una nuova prospettiva.
Come ho già detto, i protagonisti di questi racconti spaziano per età, cultura, modo di vivere, di rapportarsi con gli altri.
Ci sono bambine che anziché giocare spensierate, come dovrebbero fare, sono costrette a lavorare, a sposarsi, a vivere come schiave.
In Occhi di fata il protagonista è un anziano che rimpiange le scelte fatte quando era giovane e ora capisce di non avere nessuno con cui condividere la vecchiaia.

Si avvicinò alla finestra e scostò le tendine. Si ritrovò a faccia a faccia con l’enigmatico argento della luna.
Piccole lacrime fecero capolino fra le sue rade ciglia, per qualche istante rimasero in equilibrio sull’orlo delle palpebre e poi, scivolarono inesorabilmente verso l’abisso, in una lenta deriva lungo le guance scarne e rugose. Ma a che serviva piangere? Dopotutto la vita gli aveva dato la possibilità di scegliere e lui aveva scelto male.
Guardò ancora il cielo e vide le stelle che ammiccavano luminose dai remoti e sconfinati spazi dell’universo. Si sentì, allora, meno solo e triste.

Nella novella Un ricordo d'autunno troveremo il dolce ricordo che una ragazza ha della propria nonna e delle fiabe che le raccontava,

Le fiabe sanno essere incredibilmente vere, perché sono state pensate e raccontate da esseri umani per essere lette o ascoltate da altri esseri umani, siano essi fanciulli o uomini adulti. Oltre i merletti della fantasia, celano il riflesso del mondo reale, di una società, dei suoi usi, dei suoi costumi, delle sue idee. A chi sa cogliere le magiche vibrazioni della vita, le fiabe sanno illuminare il cammino, come stelle nella notte.

Ne Il respiro del lupo una giovane donna ripensa alle parole del nonno riguardo alla libertà.

«Suzy, non vendere mai la tua libertà, neppure per tutto l’oro del mondo. Non eclissare ciò che sei dietro la falsa parvenza di quello che gli altri vorrebbero tu fossi.»

Questi sono solo una minima parte dei protagonisti che si possono incontrare leggendo il libro. Lascio a voi il compito di farne conoscenza e di girare il mondo assieme a loro.
Quali tra questi racconti mi è piaciuto di più? Beh non saprei quale scegliere. Li ho apprezzati tutti quanti, mi sono entrati nel cuore. Mi hanno emozionato, fatto riflettere, arrabbiare, mi hanno però strappato anche qualche sorriso. Uno però mi ha scosso e coinvolto più degli altri ed è La bambola di Daisy. In questo novella la protagonista, anche se non materialmente presente, è Abida. Abida era una bambina che a dieci anni viene costretta dai genitori a sposarsi con un uomo di trent'anni più vecchio. Sarà la sorella Saliha a raccontarlo, mentre la bambola Daisy, da qui il titolo del racconto, altri non è che il giocattolo con cui giocava ancora la piccola Abida.
Un libro che si legge velocemente grazie alla scrittura fluida e accurata, a una trama ben impostata e a dei personaggi descritti in modo dettagliato. Anche i luoghi contribuiscono a rendere piacevole e scorrevole la lettura.
Romanzo decisamente consigliato da parte mia.
Concludo la recensione come l'ho iniziata, ovvero con una frase dell'autrice.

Sai, ho imparato che su questa Terra, dai grattacieli di New York e Dubai alle capanne dell’Etiopia, dai villaggi galleggianti della Cambogia agli igloo della Groenlandia, siamo tutti dei viandanti, dei viaggiatori che erriamo instancabili all’inseguimento di un tesoro.
Proprio come i cercatori d’oro e i pirati che solcano i grandi mari, siamo alla continua ricerca di un immaginario bottino. Portiamo dentro di noi piccoli e grandi sogni che chissà se riusciremo mai a realizzare, ma intanto continuiamo a camminare. E, se ci crederemo davvero, prima o poi ci incontreremo tutti lì dove finisce la notte. 


venerdì 13 maggio 2022

"IL MONDO DI VIOLA" di Laura Magnanego

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Vi segnalo "Il mondo di Viola" dell'autrice Laura Magnanego, 
edito Brè Edizioni. 



- Favole per bambini da 5 a 99 anni
Autore: Laura Magnanego
Genere: Narrativa di formazione per tutti

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 10,00 

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Alzi la mano chi non ha mai dovuto rispondere alle domande imbarazzanti dei propri bimbi. Mamma, che cos’è l’amore? Babbo, cos’è il tempo? Cosa vuol dire fare una promessa? Cos’è... la morte? E via andare. Nessuno, vero? Beh, ci sono tre modi di affrontare la questione. Il primo è eludere la domanda: lo capirai quando sarai grande. Il secondo, impelagarsi in improbabili tentativi di risposta, col risultato che i vostri figli inizieranno a nutrire seri dubbi sulle vostre facoltà mentali. Il terzo, ed è il migliore, è fare un viaggio nel mondo di Viola. Conoscerete Morfeo, Verdino, Ivan, Virgilio, Biondino e molti altri, ma soprattutto resterete incantati nell’ascoltare le loro storie. Troverete non soltanto le risposte migliori per i nostri figli, che diventano un promemoria per noi adulti, per il bambino che vive in eterno dentro tutti noi, ma una leggerezza profonda e poetica che vi conquisterà, lettori di ogni età. E se poi, nel lasciare il mondo di Viola, qualcuno avrà il rammarico di non poter più leggere altre storie come queste, stia pur sereno: stanno arrivando!


BREVE ESTRATTO:

Verdino
Amore mio, non dormi?
Mamma, non ci riesco… ho paura di fare brutti sogni!
Ma no Viola, pensa a cose belle allora.
Mamma, ma quando ero piccina piccina c’era anche la Lilla?
Sì, ma non te la puoi ricordare.
E dov’è ora?
È alle terme! Sai, lei ci tiene alla forma!
No, mamma, non mi raccontare bugie, la Lilla è in cielo.
Mamma, anche tu morirai un giorno?
Sì, bimba e spero che sia così lontano che tu sarai stufa di avermi attorno!
Ma mamma, cosa vuol dire morire?
Beh, intanto non bisogna averne paura… ora ti racconto una storia…
Nel fitto fitto di un bosco viveva la colonia di farfalle più grande del mondo e forse anche qualcosa di più.
Chi riusciva a farsi strada tra i rovi, i rami e le sterpaglie che la proteggevano poteva godere di uno spettacolo straordinario, migliaia di farfalle svolazzavano frenetiche, a tratti in cielo creavano enormi bolle colorate, ma solo per un istante.
Avevano in realtà un gran daffare. Gli adulti dovevano organizzare un sacco di cose, turni di impollinazione, voli di controllo, pubbliche relazioni con i rappresentanti dei fiori, lezioni ai piccoli bruchi che entusiasti prendevano appunti e disegnavano fiori.
Ogni giorno alcune maestre srotolavano una lunga foglia e leggevano i nomi dei piccoli che quel giorno avrebbero avuto in consegna le ali.
Se zitto zitto li stavi ad ascoltare, potevi sentire le loro urla di gioia quando scartavano il loro pacchetto e una volta indossate, si libravano nell’aria.
Tutti meno uno. Un piccolo bruco tutto verde a pois rosa non ne voleva sapere e ogni volta che veniva chiamato inventava le scuse più fantasiose: una volta era in bagno, l’altra aveva un gran mal di pancia o un febbrone da cavallo.
Certo era strano, nessuno capiva questa ostinazione, nessuno conosceva il suo segreto.
Qualche tempo prima, una viola mammola gli aveva confidato che la vita di una farfalla adulta è brevissima, addirittura correva voce che fosse di una manciata di ore e poi le povere farfalle si addormentavano per sempre.
Terrorizzato da questo racconto, il piccolo non ne voleva sapere di avere le ali, avrebbe continuato così: meglio una vita lunga da bruco, certo un po’ strisciante, che una fulgida e breve da farfalla.
“Tenetevi il vostro pacchetto” borbottava, mangiando pigramente una tenera foglia di calendula.
Il tempo passava e schivato l’appello, il bruco gironzolava nel prato. Un giorno però, proprio dietro un piccolo rovo di more, vide lo spettacolo più bello che potesse immaginare.
Proprio lì davanti a lui c’era un fiore magnifico.
Aveva forse mille petali e mille sfumature di colore, le foglie perfette incorniciavano quella maestosa corolla, ogni volta che una farfalla lo toccava una pioggia di piccolissime stelle dorate si spandeva nell’aria e sulle ali, tanto che con il riverbero del sole sembravano lucciole.
Il piccolo bruco rimase a bocca aperta, si dice per ore. Solo quando arrivò la notte e il fiore si chiuse, raggiunse la sua cameretta. Ma quella notte il sonno fu molto agitato.
Sognava il fiore, sentiva il suo profumo e ne assaporava il gusto: era delizioso. Certo che il giorno dopo la solita foglia non gli sembrò così gustosa!
Da quel giorno niente fu più come prima, le sue certezze vacillavano tanto che dopo una notte di ripensamenti prese una decisione.
All’appello del giorno dopo, quando la maestra disse ad alta voce: “Verdino? C’è Verdino?” il piccolo si fece strada tra gli altri alunni e con la zampetta un po’ tremolante prese il suo pacchetto.
Ci fu un gran silenzio. Verdino cominciò a scartare le ali e a detta di tutti erano straordinarie, rosa e verdi con dei piccolissimi pois blu cobalto.
Su un rampicante di edera erano stati costruiti dei trampolini di erica dai quali le giovani farfalle spiccavano il primo volo.
Verdino si arrampicò sino ad arrivare a quello più in alto, prese bene le misure, indossò gli occhialoni anti vento e senza guardare giù si lasciò cadere nel vuoto.
Le ali si dischiusero e senza pensarci troppo cominciò a volare.
Era meraviglioso il prato visto dall’alto. Sotto di lui tutte le compagne piccole e grandi, ma da lassù erano tutte piccole, lo salutavano agitando zampette e ali.
Ma Verdino sapeva dove andare. Avrebbe voluto tergiversare ancora un po’, magari assaggiare qualche rosa, una margherita, ma non sapendo da quanto era in volo, temeva di non avere tempo a sufficienza.
Lo vide dall’alto. Il profumo era irresistibile, si adagiò con dolcezza sul fiore, che quando si accorse della sua presenza si chinò verso di lui e con una voce che sembrava provenire dalle nuvole gli disse: “Ti aspettavo, sai…”
Verdino si sentì come in paradiso, si avvicinò al cuore del fiore e bevve avidamente il suo nettare. Fu allora che una pioggia di piccole stelle dorate invase l’aria e le sue ali.
Dagli occhi di Verdino scese una lacrima, ma era di gioia e quando capì che il respiro era troppo corto si distese sul fiore che piano piano sottovoce gli disse.
“Lasciati andare.” 
I petali generosi si chiusero su Verdino, sui suoi sogni e lo abbracciarono per sempre.
Ecco bimba, forse non ti ho spiegato bene cosa vuol dire morire, ma di sicuro la storia di questa farfalla ti potrà essere utile per non aver mai paura di vivere e quando sarà il momento giusto, apri questa scatolina…
Ora spengo la luce, buonanotte amore mio.
Molti anni dopo, in una giornata fresca di primavera, ero seduta vicino al letto di mia mamma. Erano lontani gli anni delle favole. Quando sentii la sua mano stringere la mia, presi la scatolina che non avevo mai aperto: una pioggia di stelline dorate riempì la stanza e i suoi capelli candidi, io mi avvicinai a lei e con la voce delle nuvole le sussurrai piano: “Lasciati andare.” E rimanemmo abbracciate per sempre.



Preferisco scrivere un romanzo che la mia biografia. Non è mica facile parlare di sé, raccontarsi; potrei scrivere fiumi di parole o due righe. Allora scelgo di dirvi che sono semplicemente Laura Magnanego. Vivo a Genova, lavoro, sono una mamma e scrivo. Queste sono le cose essenziali per me: mia figlia, la mia cagnolina Manchita, il mare e le parole.
Semplicemente il mio mondo.


sabato 7 maggio 2022

"LÌ DOVE FINISCE LA NOTTE" di Sara Bortoluz

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Vi segnalo "Lì dove finisce la notte" dell'autrice Sara Bortoluz, 
edito Brè Edizioni.



Autore: Sara Bortoluz

Genere: Nove racconti di narrativa

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 10,00

Contatti autore: Sara Bortoluz Autrice



TRAMA:

A volte è difficile o addirittura impossibile cambiare il proprio destino. Ma è possibile cambiare la prospettiva dalla quale si osserva la realtà perché anche nella notte più buia, inaspettatamente si può scorgere una luce amica, anche se piccola, pur sempre tenace. Lì dove finisce la notte è una raccolta di nove racconti, dai protagonisti di volta in volta differenti che, nonostante la diversa provenienza geografica e la differente estrazione culturale e sociale, hanno in comune la medesima attitudine verso la vita: tutti sono alla ricerca del loro posto nel mondo e, come viandanti e pellegrini, errano tra le tenebre dell’indifferenza e della solitudine per poi scorgere, infine, la luce. Dall’Etiopia all’India, dalla Norvegia al Canada, dalla Grecia ai Caraibi, i personaggi che animano le storie si trovano ad affrontare le ardue sfide della vita e di una quotidianità in apparenza semplice ma, in realtà, tutt’altro che facile da sostenere, un’esistenza che corrode innanzitutto l’anima prima che il corpo. La vita intesa come viaggio e cammino di ciascuno di noi, un cammino al quale spesso è difficile dare una direzione o un significato. Un libro lieve, raccontato quasi con devozione, ma soprattutto con rispetto. Racconti che assomigliano a fiabe: a volte con il lieto fine, altre volte, al contrario, brutali e spietate. Un susseguirsi di emozioni e di incanto, di sentimenti e di gioia. Una narrazione che porterà il lettore lontano, oltre gli orizzonti sconfinati.


BREVE ESTRATTO:

Il giorno dopo si congedò dal fratello e si diresse verso la casa dei nonni. Mentre guidava, la sua mente fu attraversata da un’intuizione, un lampo di genio improvviso. Ma è ovvio! pensò, se Conrad ha detto che nella casa non c’è più nulla, solo pochi mobili perché tutto il resto è già stato portato via e l’unica cosa di una certa dimensione che rimane è la libreria dagli scaffali ormai marci, tutto diventa chiaro… dietro quell’alta libreria si trova di sicuro la porta d’ingresso alla stanza misteriosa.
Finalmente giunse a destinazione. Il bosco regnava sovrano e dal cancello la casa non la si scorgeva nemmeno. Come è tutto diverso... pensò Suzy il tempo non ha pietà e trascina come un fiume in piena tutto ciò che trova sul suo percorso. Forse ha proprio ragione Conrad. Cosa credo di trovare lì? Ormai non c’è più nulla. Forse non esiste nemmeno la famigerata stanza… forse non ritroverò più lo spirito del luogo che tanto amavo. In fondo, nella vita le cose cambiano, non si può vivere come degli eterni Peter Pan.
Vide la casa, era ancora lì e, a eccezione del bosco che aveva conquistato nuovi spazi, il resto era molto simile a come l’aveva visto l’ultima volta. Tirò un sospiro di sollievo, mentre un’emozione incontenibile le cresceva dentro come un albero rigoglioso.
Inserì la chiave nella serratura che si aprì senza sforzo. La casa era umida e buia. C’erano soltanto le ragnatele a spezzare qua e là il vuoto assoluto delle stanze. Ed ecco, la libreria. Suzy spostò con grande lentezza e fatica il pesante mobile. Non si sbagliava: sul muro retrostante spiccava una porta dalla vernice color rubino, scrostata qua e là. La chiave consegnatale dalla nonna anni prima si inserì perfettamente nella serratura, girò senza sforzo e la porta si aprì nel buio. Il cuore le rimbalzava veloce nel petto. La stanza era impregnata di un forte odore di vernice e di legno, frammisto a qualche nota di stantio. Non si sarebbe aspettata di sicuro un profumo di rose in un ambiente rimasto chiuso tanto a lungo, tuttavia il velato sentore di muffa quasi la sorprese. L’intenso odore di vernice, invece, la incuriosì e la incoraggiò a proseguire mentre una grande ragnatela le sfiorò le ginocchia, dandole il benvenuto. Una fioca luce filtrava da due finestrelle poste in alto sulla parete. Lungo i muri erano collocati dei lunghi tavoli sui quali spiccava una moltitudine di sagome dalle dimensioni e forme più svariate. Suzy si avvicinò. Si sentiva osservata da una miriade di creature lignee dagli occhi immobili, ma straordinariamente vive nella loro staticità, come lo erano stati un tempo gli alberi che ora componevano i loro corpi minuziosamente intagliati. Al centro della stanza troneggiava un’imponente scultura: una bambina seduta che stringeva tra le braccia un lupo che teneva la testa coricata sulle sue ginocchia. Quella bambina era lei, Suzy. Era stupefatta e commossa, ma allo stesso tempo provava un vago senso di malinconia: cosa era rimasto ora di quella bambina? 
Si avvicinò ai tavoli disposti lungo le pareti. Su di essi erano sistemate sculture di ogni genere: fiori, animali selvatici, uccelli, piccoli alberi e creature fantastiche. Erano tutte scolpite nei minimi dettagli e sembravano vive. Si fermò un attimo davanti a un’aquila che pareva scrutarla con aria curiosa. Poi il suo sguardo si soffermò su un unicorno elegante e maestoso con la zampa anteriore destra sollevata. 
Ma perché il nonno non glielo aveva detto? Perché aveva voluto che tutto ciò rimanesse un segreto? Forse perché lui sapeva già tutto e aveva già predetto ciò che sarebbe accaduto nell’anima di Suzy prima o poi, un giorno più o meno lontano. Forse non sapeva quando con esattezza, ma di sicuro era convinto che qualcosa sarebbe successo.
No, non avrebbe raccontato a Conrad della sua scoperta. Lui non avrebbe capito e non gliene sarebbe importato nulla. Non era il suo mondo e non vi ci si sarebbe mai avvicinato.
Sì, il nonno era veramente saggio… e la nonna aveva ragione! Suzy non sapeva molte cose, anche se era convinta di conoscere tutto del mondo e di se stessa. Quella stanza ne era la prova. Lì dentro aveva scoperto l’arte e il talento del nonno come scultore, ma aveva anche capito quanto lui le avesse voluto bene e quanto fosse stata preziosa quella parte della sua vita tra i boschi dell’Ontario, una parte di quella vita che ora continuava in città e che lei stava per svendere alla schiavitù delle convenzioni, delle apparenze e della superficialità dell’animo. In quella stanza c’era lei, quella se stessa perduta e che ora, finalmente, aveva ritrovato.



Sara Bortoluz è nata a Feltre, Belluno, nel 1990 dove tuttora vive. Laureata in Lingue e civiltà moderne e contemporanee presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e successivamente in Relazioni internazionali presso il medesimo ateneo, si interessa di tematiche legate alla cooperazione internazionale e alla diversità culturale. Ha pubblicato alcuni articoli in riviste e blog di attualità e in newsletter di ONG come ad esempio Citizens Rights Watch di Londra. Alcuni dei suoi racconti e poesie sono apparsi su blog e in antologie di autori vari. Nel giugno 2019 ha pubblicato la raccolta poetica “Gocce di Mediterraneo” per la Santelli editore. Ama dedicarsi allo studio della musica, in particolare degli strumenti a fiato tradizionali.