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domenica 15 maggio 2022

DOPPIA RECENSIONE "SPICY PRINCE" di Irene Catocci

 

Doppia recensione per "Spicy Prince" dell'autrice Irene Catocci.
A cura di Tiziana Irosa e Valentina Piazza. 



Titolo: Spicy Prince
Autore: Irene Catocci

Serie: The Royal Family Series 

Genere: Royal Romance

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 14,04

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Mi chiamo Hero Martens – in arte Spicy Prince – e sono lo chef pâtissier dell’Hotel Améthyste, nel cuore di Parigi.
L’unico amore della mia vita è Sylvie, la mia bambina, non esiste altro che lei e farò di tutto per tenerla al sicuro. Per il resto vivo un’esistenza arida e senza sentimenti, perché diciamolo a gran voce: l’amore è sopravvalutato, è un problema e un gran grattacapo.
C’era un tempo, però, in cui il mio cuore batteva per Corinne Perrett, la lady di ghiaccio che mi ha usato come un giocattolo, per poi mettermi da parte quando si è stancata di trastullarsi con me.
L’unico problema, nel mio piano per restare single e felice, è il suo improvviso ritorno.
Questa volta non cadrò vittima del suo fascino aristocratico, anche se mi risulta sempre più difficile mantenere le distanze se lei continua a mettere alla prova il mio autocontrollo.
Una cosa è certa, devo tenere le mani a posto perché io sono lo chef che dovrà preparare la sua torta nuziale. Non è ironica la vita?



Sappiate che se il mio cuore è spappolato, la colpa è di Irene e del suo Spicy Prince Hero, che già dal nome dovrebbe farvi capire l’intensità di questa storia. Sto tizio mi ha fatta penare, emozionare, stare in ansia, innamorare e odiare tutto in una volta. Scusate, devo riprendere fiato perché Hero toglie l’aria, letteralmente.
Voi direte: come è possibile?
Leggete la storia e capirete di cosa parlo, e comunque questa è una minima parte delle sensazioni che questo romanzo ha fatto nascere in me.
Scusate, ma devo sospirare per riprendere fiato perché Hero, alias Spicy Prince, nonché il pasticcere dal tocco piccante, è un padre single di una bella bambina che ama più della sua vita. È un uomo che si destreggia tra lavoro e responsabilità genitoriali, un uomo reale come tanti che possiamo incontrare al supermercato o davanti alla scuola dei nostri figli (magari!).
Purtroppo, a rubare il suo cuore è stata Corinne, una donna che fa parte dell’aristocrazia Parigina, anche se lei è anticonformista e contraria ai privilegi che il suo rango le impone. La loro storia nasce nel primo romanzo della serie Royal, ma si può leggere tranquillamente anche senza aver letto il precedente.
Devo dire che questi reali mi stanno molto sulle scatole per la loro puzza sotto il naso e il loro sentirsi superiori su tutto e tutti, per non parlare della famiglia di Corinne, per prima la madre, colei che l’ha portata in grembo per nove mesi e che dovrebbe amarla sopra ogni cosa, invece, alla figlia preferisce il suo buon nome e quello che l’alta società può dire o no sul loro conto. C’è stato un momento che, vi giuro, fossi stata io Corinne, le avrei spaccato la faccia, soprattutto perché Corinne si è dovuta sottomettere a quel mondo fatto di menzogne e illusione, per proteggere la sorella e la famiglia, accettando di sposare un borioso, meschino, viscido suo pari.
Ma, come ben sappiamo, l’attrazione che provano Hero e Corinne non può essere sotterrata, ma verrà fuori a ogni minima occasione in cui i due si troveranno insieme.
Devo fare i miei complimenti a Irene Catocci, in questa storia si è superata. È stata bravissima a rendere reali i personaggi. I sentimenti di rabbia, ansia e tenerezza che ho provato verso i protagonisti mi hanno fatto capire quanto mi sia immedesimata nella storia, quanto mi sentissi parte di loro e quanto abbia empatizzato con essi.
Non aggiungo altro perché rischierei di spoilerare un romanzo che merita di essere letto tutto d’un fiato, proprio come ho fatto io che non sono riuscita a staccarmi dalla lettura fino alla fine, perfino in fila per imbarcarmi sul volo di ritorno dalle vacanze, avevo gli occhi incollati al telefono per leggere questa storia d’amore struggente e meravigliosa.
Leggetela! E ricordatevi di respirare.



Quando affronto un libro di Irene Catocci, non resto mai delusa, e così è stato anche per "Spicy Prince", secondo volume della serie Royal. Tra le pagine del romanzo incontriamo di nuovo Hero, che avevamo conosciuto in Arrogant Prince, e scopriamo che il ragazzo ha fatto strada, diventando uno dei pasticceri più richiesti di Parigi. Peccato - o fortuna vuole - che sulla sua strada ritorni Corinne, una duchessa titolata, ma molto diversa dalle donne come lei. Corinne è ricca, ma è un'artista senza grilli per la testa e, soprattutto, è ancora innamorata di Hero. Purtroppo, però, i suoi genitori hanno scelto per lei un marito e la ragazza, che lo voglia o no, è obbligata a sposarsi.
A un certo punto del romanzo, sono rimasta sconcertata, e mi sono chiesta più volte come avrebbe fatto l'autrice a regalarci un lieto fine. Spicy Prince è un libro sofferto, pieno d'amore e di seconde possibilità. Ho empatizzato molto con Corinne, che trovo uno straordinario personaggio femminile, e ho amato Hero (come anche la sua bellissima bambina.) Hero è un personaggio maschile che esce dai canoni; non è il classico bello e dannato, è un padre di famiglia che ammette le sue fragilità e i suoi sentimenti, non ha paura di mostrarsi a Corinne, al contrario di lei che, invece, ha il terrore di perdersi nell'amore potentissimo che avverte. La tensione tra i due e l'amore che li lega sono resi alla perfezione dalla Catocci, che ci regala non solo due protagonisti indimenticabili, ma anche un antagonista degno di nota. Il perfido promesso sposo di Corinne è arrogante, mellifluo, falso e risulta essere credibile fino in fondo. I dialoghi sono realistici, i sentimenti palpabili. Ammetto di essere rimasta incollata alle pagine e profondamente coinvolta dalla lettura, lo consiglio vivamente a chi ama le storie d'amore che parlano di seconde possibilità. Troverete una vena dark, tra le pagine di Spicy Prince, un'oscurità terribile che tenta di oscurare la luce dell'amore tra Hero e Corinne, e ritengo che sia quel qualcosa in più che rende il romanzo davvero indimenticabile.


mercoledì 4 agosto 2021

RECENSIONE "I GENI DELLA FOLLIA" di Irene Catocci

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "I geni della follia" dell'autrice Irene Catocci, 
edito Ode Edizioni. Daniela Colaiacomo lo ha letto per noi.



Autore: Irene Catocci

Genere: Thriller, con sfumature dark romance - MM

Casa editrice: Ode Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,99
A breve anche in formato cartaceo




TRAMA:

Davide Profeta è un abile avvocato di giorno e un instancabile serial killer di notte. Non ha rimorsi, non ha pietà e l'unica coscienza che conosce è quella malata della madre. Quando sulla sua strada incrocia Noah sarà costretto a fare i conti con l'abominio che alberga nella sua anima.
Da Rimini ad Avers, I Geni della Follia racchiude la storia di due uomini destinati a condividere il Male.
Finalmente in un unico volume la dilogia completa di Irene Catocci.


BREVE ESTRATTO:

Il male è subdolo e si ramifica nel sangue, crea scorciatoie e si mimetizza perdendosi tra la miriade di sguardi compiacenti e sorrisi cortesi. Ero irrimediabilmente corrotto, e mia madre, neanche con tutte le sue preghiere, riuscì a piegarmi.
Uccidere non ha scalfito il male dentro di me, anzi, lo ha reso più forte, più subdolo, più atrocemente delizioso. Vittima dopo vittima, omicidio dopo omicidio, ero sempre più corrotto, più viscido, più debole.
Amavo il mio abominio e l’odore del sesso era come una droga per me.
Questo fino a Noah. Con lui ho scoperto che cosa vuole dire vivere in grazia di Dio, pur peccando. Con lui ho capito che non c’è corruzione del corpo se la mente è libera di amare. Con lui, e solo con lui, sono stato me stesso. Noah ha visto tutto di me, fino alle radici. E non è fuggito. Non ha avuto paura. Per questo mi manca così tanto, perché senza di lui ritorno il bambino impaurito che si piscia addosso nella stanza buia; senza di lui il male banchetta e mia madre vince. Cercarlo in altri corpi mi sembra l’unica soluzione accettabile, al momento.



Una madre bigotta e moralista, un'educazione inflessibile impartita secondo le regole più rigide delle Sacre Scritture, imposte come guida spirituale e di vita, e un padre - uno degli avvocati penalisti più in vista di Rimini - assente, dedito esclusivamente al lavoro, hanno generato il mostro.
Davide Profeta da bambino era "timido, impacciato, insicuro e sempre con la testa tra le nuvole", crescendo, è diventato un ragazzo asociale e schivo, succube della madre, che, quando scopre la sua omosessualità, gli infligge punizioni indelebili, devianti.
Gli insegnamenti hanno fatto radici profonde.
Così nasce l'assassino, spietato e metodico, attento e intelligente; adesca le sue vittime tra gli omosessuali, e li uccide con il laccio di cuoio dal quale penzola un crocefisso di legno, il laccio appartenuto a sua madre.
Noah è un giovane bellissimo, il volto angelico esprime gentilezza. Vive un rapporto difficile con la madre, dedita alla prostituzione e alla droga dopo che il padre è scappato, quando lui era ancora in fasce, lasciandoli a combattere la miseria.
L'incontro di Davide con Noah è una sferzata alla vita di entrambi: nulla sarà più lo stesso.
Irene Catocci racconta il mostro, il cambiamento che l'amore improvviso e imprevisto induce nei protagonisti, e nel farlo porta il lettore a percorrere le vie devianti della mente di Davide, generando una forte empatia. Anche quando le scene assumono i connotati più violenti e raccapriccianti, è forte l'immagine della genitrice che si impone, tanto che, nel lettore, nasce un senso di comprensione, una velata pietà.
La storia è di forte impatto, emotivo e scenico ma, almeno nella sua prima parte, è comunque una storia d'amore, profondo, a suo modo protettivo. Irene Catocci è brava ad attrarre l'attenzione del lettore, carpirne i sensi e la mente suscitando empatia nei confronti di tutti i personaggi descritti, mantenendo Davide come protagonista assoluto della storia.
Scrivendo la maggior parte dei capitoli dal pov in prima persona di Profeta - solo alcuni, che descrivono le sensazioni di Noah, i suoi pensieri, le paure, sono in terza -, la lettura scorre veloce, la curiosità, l'attesa degli eventi incalza perché la storia è a tutti gli effetti un giallo da scoprire.
Sicuramente è un libro che non tutti possono apprezzare perché altamente empatico, ma a me è piaciuto e quindi mi sento di consigliarlo solo, e sottolineo "solo", a lettori adeguatamente preparati, perché forte è la violenza decritta, fisica ma soprattutto psicologica.


BIOGRAFIA:

Irene Catocci vive in Maremma, immersa nel verde e nella tranquillità (il più delle volte), con il marito, le due figlie e un levriero con l’indole di un gatto. Ha iniziato a scrivere per dare corpo e anima alle voci dentro la sua testa. Dicono di lei che sia lunatica ma affidabile. Divoratrice di romanzi thriller e film splatter, ha anche un'anima romantica (per buona pace di suo marito) che riversa nei suoi protagonisti, facendogli compiere le dichiarazioni d'amore più disparate. 
Della stessa autrice: Il dono. J.Skull. Cuore di Jagoda. Quel Mare Profondo. Doomed e Schegge di vetro.


giovedì 4 marzo 2021

TRIPLA RECENSIONE "L'ODORE DELLA MORTE" di Irene Catocci

 

Tripla recensione per "L’odore della morte" dell'autrice Irene Catocci, edito Ode Edizioni. A cura di Alessia Toscano, Daniela Colaiacomo e Tiziana Irosa.



Autore: Irene Catocci
Serie: 2° di dilogia - Autoconclusivo

Genere: Thriller

Casa editriceOde Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 10,84




TRAMA: 

Avers. Cantone dei Grigioni. 
Gli abitanti della valle, sperduta tra le montagne svizzere, si domandano chi sia lo straniero che alloggia nella baita isolata. È schivo, taciturno e, ne sono sicuri, nasconde un segreto. 
Davide Profeta, ricercato dalle forze dell'ordine italiane, si è creato una nuova identità, indossando una delle sue innumerevoli maschere, che riescono a farlo sentire sicuro: un uomo come tanti, senza un passato e con il futuro da costruire. 
Davide ha un segreto che se rivelato manderà all'aria l'intera messinscena. 
L'arrivo in città di un giovane transessuale, però, cambierà le carte in tavola. Davide ripercorrerà una strada che credeva ormai superata, un viale insanguinato e intriso di ricordi che credeva di aver sepolto a stento nella memoria.
La belva, anche se ridotta in catene, conserva lo spirito che la rende tale. E così farà Davide: per non essere divorato dalla nostalgia, farà riemergere dalle ceneri di un passato troppo vicino la sua natura più nascosta, uccidendo. Ancora.

Avvertenze: Contiene scene di sesso omosessuale e tratta tematiche che potrebbero urtare lettori sensibili. 



Ed eccolo di nuovo, Davide Profeta.
Si è rifugiato ad Avers, in una sperduta valle tra le montagne svizzere. Le forze dell’ordine italiane sono alla sua ricerca, un killer spietato che ha lasciato dietro di sé una scia di morte. E un angelo. Il suo Angelo. 
Ora, si è creato una nuova identità, indossando una di quelle maschere che tanto lo hanno aiutato nel palcoscenico della sua vita. Gli abitanti di Avers percepiscono l’alone di mistero che gli gira intorno, ma lui saprà confondersi tra gli altri. È un uomo come tanti, lassù, nel cantone dei Grigioni.
Ma basta un transessuale a sconvolgere il suo equilibrio. L’odore dei ricordi, del sesso, del cuore gli fa ripercorrere una strada pericolosa per lui. Il suo “passato”, il suo angelo, è ancora vivido e ben presente dentro di lui. E allora il killer torna. La sua mente deviata non è morta, spezzerà quelle catene che lo legavano a un anonimo presente e tornerà a uccidere. Ancora. E ancora. Finché il ricordo doloroso scomparirà. Ma il ricordo potrà mai essere ucciso? O diventerà sempre più potente e meschino?
Anche nel secondo volume della dilogia, Irene Catocci ci fa compiere un viaggio di sola andata nella mente deviata di un assassino. Una meta pericolosa, che metterà ansia, ma che sarà sorprendente. Perché noi seguiremo la scia di morte dalla parte di chi la compie. Crudele. Devastante. Affascinante.
Davide ha avuto una trasformazione: da sagace e brillante avvocato riminese, ora veste i panni di uno schivo e taciturno boscaiolo. Fugge dal passato, dai ricordi, da Noah. Ma si può scappare da un ricordo? Dai sentimenti? Dalla coscienza? La sua coscienza è deviata, si potrà mai ricostruire e aggiustare?
“L’odore della morte” è un thriller psicologico con sfumature noir a volte tendenti al giallo. La mente di Davide è rossa di passione, gialla di gelosia, rosa del suo grande amore. E nera, come la sua anima.
L’odore del sesso è presente anche qui, che si mescola con quello della morte. E diventa esplosivo. Una detonazione per Davide. E per Noah. E per il lettore.
Niente è come sembra. Si evolve, poi si torna indietro. Si arriva a una fine annunciata, ma poi le carte in tavola cambiano e il lettore si trova spiazzato e si chiede come sia possibile. 
La scrittura di Irene Catocci è diretta ed evocativa, forte e adatta alla storia che stava raccontando. Ci trascina nelle viscere della vicenda, coinvolgendoci e ammantandoci di neve che, da bianca, a un certo punto, diventa nera. E rossa.
Lo stile è fluido e scorrevole, le pagine volano veloci, perché si vuole arrivare a un epilogo che lascia a bocca aperta. I percorsi si dipanano, le vite si intrecciano. Tutto si risolve, ma poi si ingarbuglia di nuovo. E viceversa.
C’è il doppio POV: Davide in prima persona, Noah in terza.
Belle tutte le descrizioni, dall’ambientazione e l’atmosfera magica di una Svizzera fredda e imbiancata, per passare alla caratterizzazione dei personaggi, anche i secondari, fino ad arrivare alle sensazioni. Alle scene truci. Ai momenti sessuali, che non sono volgari: sono forti, come devono essere quelli vissuti da un uomo come Davide. 
La copertina è davvero bella ed evocativa.
Noah non è la vittima. Davide non è il suo carnefice. Difficilmente se ne vanno: restano col lettore, pur vestendo dei protagonisti così particolari. Scomodo direi, se ci si riferisce a Davide Profeta.
“L’odore del sesso” e “L’odore della morte” fanno parte di una dilogia, ma possono benissimo essere letti separatamente. Ci sono tutti i riferimenti per ricostruire ogni cosa.
Irene mi ha trascinato in un tunnel da cui difficilmente si esce. Un amore folle, perverso. Una malattia che ti divora da dentro. “L’amore, a volte, non guarisce. A volte, uccide.” Un viaggio in una mente e un cuore deviati, al ritmo della sua lucida follia.



Gelo, freddo che penetra nelle ossa, è questa la sensazione iniziale di questo secondo capitolo della storia di Davide Profeta, più avanti diventerà febbre, fuoco.
Sopravvissuto alla morsa delle acque del fiume, lui che non sa neanche nuotare, è riuscito a mettere in atto il piano di fuga preparato da mesi. 

Davide Profeta è morto tra le acque scure del Maracchia e al suo posto ne è uscito Abel Hass, l’uomo senza passato.

Durante il cammino verso la meta prevista, affondando nella neve, stritolato dalla morsa del gelo, un solo pensiero:

Sono tre giorni che non dormo e la stanchezza, come una maglia di lana grezza, si impossessa di me conducendomi in un luogo assolato, dove ad attendermi ci sono due occhi acquamarina che risplendono come stelle, custodi di tutte le possibilità mancate.

Aveva programmato la vita nel Cantone dei Grigioni, a Juf, a un tiro di scoppio da Avers, gelido e sparuto agglomerato di case circondate dai pascoli e solcato dai venti che soffiano da nord, mulinando nella valle; quello che non aveva previsto, però, è che sarebbe stato solo.

Noah, cosa ho fatto? Come ho potuto lasciarti lì, con quegli animali. Chissà che cosa ti avranno detto su di me! Lo so, sono sicuro che ti avranno fatto il lavaggio del cervello, inculcandoti in testa delle bestialità sul mio conto.

Schivo e riservato, mantiene un profilo basso, si integra nella vita del paese; il duro lavoro alla segheria - mai sollevato altro che la valigetta portadocumenti nella sua vita passata - lo tempra, lo distoglie dai pensieri dolorosi, mentre cerca di adattarsi alla nuova vita. 
Due anni trascorrono, e le persone che ruotano intorno a lui diventano quasi amiche, ma
l'arrivo di un estraneo in paese cambia tutto, perché latente nella sua mente c'è Davide Profeta.

Sto ritornando la bestia immonda che striscia nell’oscurità più nera, il razziatore impenitente che trova nutrimento nell’odore del sesso, nel sangue, nella carnalità.

È Marylin, un transessuale che si prostituisce, legato a un suo compagno di lavoro, a scuotere le acque che avevano già cominciato ad agitarsi, perché in quel corpo Abel-Davide ritrova Noah.
È l'inizio di una nuova fase.

Ho provato a vivere senza di lui, a sopprimere la voglia che ho delle sue labbra morbide, del suo abbraccio e del suo profumo.
“Ci ho provato, Noah. Te lo giuro. Ti ho cercato nei mille odori del mondo, ho inspirato a fondo… ma senza trovarti. Ho inseguito il tuo odore come un pazzo, annusando il sudore, le lacrime e il sangue degli altri e, quando credevo di averti finalmente trovato, ti ho perduto ancora. Sei ovunque, ma assente. E ancora ti cerco, ancora ti amo, ancora ti perdo.”

Premettendo che i due volumi che compongono "I geni della follia" possono essere letti separatamente - meglio se consequenzialmente - in questo secondo libro, come già nel primo, Irene Catocci esplora la mente contorta, perversa, ossessiva del protagonista. C'è, però, secondo il mio parere, una differenza sostanziale: se ne "L'odore del sesso" veniva alla luce il passato con tutte le sfumature di odio, punizione, sofferenza, e si arrivava alla scoperta dell'amore, totalizzante e benefico - pur nelle alterazioni dovute alla psiche tormentata e ossessiva di Davide - in "L'odore della morte", dopo una iniziale sensazione positiva dovuta all'avvicinamento alla comunità, con legami quasi di amicizia, predomina il sentimento negativo, la distorsione di un amore malato, il male che produce.  
Caratteristica comune a entrambi i libri, però, è la bravura che Irene dimostra nel catalizzare l'attenzione del lettore, carpirne i sensi e la mente suscitando empatia nei confronti di tutti i personaggi descritti, pur mantenendo Davide come protagonista assoluto della storia. 
Come nel libro precedente, l'autrice scrive la maggior parte dei capitoli dal pov di Profeta, mentre solo alcuni, che descrivono le sensazioni di Noah, i suoi pensieri, le paure, sono scritti in terza persona. La lettura scorre veloce, la curiosità, l'attesa degli eventi incalza perché la storia è a tutti gli effetti un giallo da scoprire. 
È senz'altro un libro che consiglio, ma solo e sottolineo "solo", a lettori adeguatamente preparati, perché forte è la violenza decritta, fisica ma soprattutto psicologica.



Davide Profeta è tornato!
Chiunque abbia pensato di essersi liberato di lui si sbagliava di grosso.
La vita non è mai stata rose e fiori per lui, ma Davide questo lo aveva capito fin da bambino quando la madre lo torturava psicologicamente e non solo, come quando immergeva la sua testa nell’acqua per “purificarlo”.
Davide non ha dimenticato, è ancora tutto lì dentro, che torna prepotente, assordante.
Anche la sua fuga con il suo “Angelo” non va come doveva: la macchina che va fuoristrada, la caduta nell’acqua gelida e lui non sa nuotare. Ma lo spirito di sopravvivenza vince su tutto e, al contrario di quello che pensa la polizia, Davide vive.
Riesce a raggiungere la Svizzera con il suo passaporto falso e quello che aveva comprato per Noah, già, il suo angelo che ha dovuto abbandonare.
Davide si integra ad Avers sotto il falso nome di Abel, trova un lavoro come boscaiolo, ha una vita normale, se non fosse per le voci che dominano la sua testa. La voglia di sangue è forte, di vederlo scorrere tra le mani, di annusarlo di sfamarsi della paura altrui. 
L’istinto è più forte della razionalità, come la voglia di ritrovare Noah in altri corpi inermi. La sua sete deve essere abbeverata. Ed ecco che ritorna il vecchio Davide, più crudele, più feroce, più ossessionato.
Questo romanzo non è per i deboli di cuore, astenetevi, vi prego. Le descrizioni sono precise e accurate, le scene sono cruente e mi espongo a dire brutali ma, signori miei, ci troviamo davanti a un thriller, uno di quelli che entra nella testa del protagonista e scava dentro la sua anima dannata. Il romanzo viene raccontato con un doppio punto di vista: il primo è quello di Davide e della sua ossessione, l’altro, invece, è in terza persona e narra la storia dalla parte di Noah. E già, Davide farà di tutto per riaverlo.
Volete sapere se Davide riuscirà a riavere il suo Noah? La strada sarà tortuosa e ricca di impedimenti, ma lui, come un tritasassi, andrà avanti.
Concordo con la scelta del finale che Irene ha scritto per questa storia. Era il giusto epilogo per riappacificare le anime dei lettori, non dirò di più per non spoilerare, ma spero che ne converrete con me.
Adesso non vi resta che leggerlo e scoprire cosa succede. 
Buona lettura. 


giovedì 11 febbraio 2021

RECENSIONE "L'ODORE DELLA MORTE" di Irene Catocci

 

Buongiorno follower!
Nuova pubblicazione: "L’odore della morte" dell'autrice Irene Catocci, edito Ode Edizioni. Valentina Piazza lo ha letto in anteprima per noi. 



Autore: Irene Catocci
Serie: 2° di dilogia - Autoconclusivo

Genere: Thriller

Casa editrice: Ode Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 12,99




TRAMA: 

Avers. Cantone dei Grigioni. 
Gli abitanti della valle, sperduta tra le montagne svizzere, si domandano chi sia lo straniero che alloggia nella baita isolata. È schivo, taciturno e, ne sono sicuri, nasconde un segreto. 
Davide Profeta, ricercato dalle forze dell'ordine italiane, si è creato una nuova identità, indossando una delle sue innumerevoli maschere, che riescono a farlo sentire sicuro: un uomo come tanti, senza un passato e con il futuro da costruire. 
Davide ha un segreto che se rivelato manderà all'aria l'intera messinscena. 
L'arrivo in città di un giovane transessuale, però, cambierà le carte in tavola. Davide ripercorrerà una strada che credeva ormai superata, un viale insanguinato e intriso di ricordi che credeva di aver sepolto a stento nella memoria.
La belva, anche se ridotta in catene, conserva lo spirito che la rende tale. E così farà Davide: per non essere divorato dalla nostalgia, farà riemergere dalle ceneri di un passato troppo vicino la sua natura più nascosta, uccidendo. Ancora.

Avvertenze: Contiene scene di sesso omosessuale e tratta tematiche che potrebbero urtare lettori sensibili.


BREVE ESTRATTO: 

L’inferno non gli fa più paura, ci ha fatto la guerra e poi la pace, fino a diventare amico del diavolo in persona. L’inferno è solo un posto desolato in cui si annidano le anime sole, un non luogo della mente in cui annegare e morire. Dicono che quando una persona tenta il suicido rimanga un danno dentro di lei, un buco nero in cui precipitare quando la vita si fa dura. Se hai giocato a nascondino con la morte, sei segnato per sempre e gli inferi diventano tuoi alleati. L’inferno è proprio quel nulla di cui ti ingozzi fino a scoppiare.



Inizio col dire che il romanzo, seguito di L'odore del sesso, nonostante sia a esso collegato, si può leggere singolarmente. Le vicende di Davide Profeta, serial killer originario di Rimini, continuano, ma Davide è molto diverso da come l'avevamo lasciato. Non è più un brillante avvocato, sagace, sornione e affascinante, nei suoi completi firmati, ma è diventato un ruvido boscaiolo, fuggito dal suo passato.
Da tutto il suo passato, eccetto che dal ricordo di Noah.
Il libro è pervaso da un'atmosfera lugubre e cupa; se L'odore del sesso era un thriller psicologico, laddove entriamo nella psiche dell'assassino e impariamo a conoscerlo, L'odore della morte lo definirei un Noir.
Nero è il colore del libro, tanto che ogni cosa, durante la lettura, mi è apparsa di questa tinta; nonostante l'ambientazione ci porti in Svizzera, sulle sue montagne cariche di neve, io vedevo solo il nero. Nero nel cuore di Davide, nero nei suoi pensieri, nei suoi gesti, parole e azioni. Quando il demone si risveglia, la pece nera che spande, arriva ovunque, perfino a Noah.
La scrittura è avvolgente e ci invischia, fino a trascinarci nelle ombre di Davide, ci mostra l'evoluzione del mostro, che ha fame, sempre più fame, e non si sazia mai.
Noah è diverso dal primo libro e vive una grande evoluzione nell'arco della storia ma, essendo un thriller, non voglio dire troppo.
Una storia ai limiti, un romanzo che ci mostra la devianza nelle sue sfumature più oscure, un viaggio nella mente di un serial killer di cui, sono sicura, sentiremo ancora parlare.





 
Irene Catocci vive in Maremma, immersa nel verde e nella tranquillità (il più delle volte), con il marito, le due figlie e un levriero con l’indole di un gatto. Ha iniziato a scrivere per dare corpo e anima alle voci dentro la sua testa. Dicono di lei che sia lunatica ma affidabile. Divoratrice di romanzi thriller e film splatter, ha anche un'anima romantica (per buona pace di suo marito) che riversa nei suoi protagonisti, facendogli compiere le dichiarazioni d'amore più disparate. 
Della stessa autrice: Il dono. J.Skull. Cuore di Jagoda. Quel Mare Profondo. Doomed e Schegge di vetro.


martedì 19 gennaio 2021

DOPPIA RECENSIONE "L'ODORE DEL SESSO" di Irene Catocci

 

Daniela Colaiacomo e Tiziana Irosa hanno letto per noi "L’odore del sesso
di Irene Catocci, edito Ode Edizioni. 



Autore: Irene Catocci

Genere: Thriller, con sfumature dark romance - MM

Casa editriceOde Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 11,90




TRAMA: 

La sodomia è peccato. 
L’odore del sesso è peccato. 
Davide Profeta non può ignorare la voce della coscienza, quella stessa che l’ha accompagnato fin dall’infanzia. La belva dentro di lui è assetata di sangue e darle libero sfogo è quanto di più appagante ci sia al mondo. Almeno fino all’incontro con Noah. 
Un angelo dai capelli biondi che riuscirà a controllare la belva, ad ammansirla.  
Può l’amore prevalere sull’istinto? Possono l’acqua santa e il diavolo innamorarsi a tal punto da diventare una cosa sola?  



Una madre bigotta e moralista, un'educazione inflessibile impartita secondo le regole più rigide delle Sacre Scritture, imposte come guida spirituale e di vita, e un padre - uno degli avvocati penalisti più in vista di Rimini - assente, dedito esclusivamente al lavoro, hanno generato il mostro.
Davide Profeta da bambino era "timido, impacciato, insicuro e sempre con la testa tra le nuvole", crescendo, è diventato un ragazzo asociale e schivo, succube della madre, che, quando scopre la sua omosessualità, gli infligge punizioni indelebili, devianti.

Masturbarsi era peccato. Desiderare i piaceri carnali era peccato, e quando scoprì i miei sporchi istinti omosessuali, dopo ore di preghiera incessante in cui mi liberai la coscienza sperando nel suo perdono e nella sua assoluzione, per me fu la fine. 
Una madre vede tutto.
Una madre ti indirizza verso la retta via.
Una madre ti purifica dalle tue perversioni. 

Gli insegnamenti hanno fatto radici profonde.

Resisti, figlio mio. Ribellati al demonio. Rimani in grazia di Dio, nei suoi giardini senza peccato, redento da ogni male. Rimani puro. Uccidi il male dentro di te.
Espia.
Espia.
Uccidi il diavolo.
Uccidi.
Sento nella testa le prediche di mia madre, come una litania che mi accompagna giorno per giorno in tutto quello che faccio. Lei cercò di piegarmi nel dolore, nelle privazioni e nell’odio verso me stesso. E più mi puniva, più sentivo l’odio crescere come un veleno e la lussuria prosperare dentro di me fino a dilaniarmi le viscere. L’odio, mischiato all’odore del sesso, mi ha aperto la mente invitandomi per mano verso le fantasie più brutali e sanguinarie. 

Così nasce l'assassino, spietato e metodico, attento e intelligente; adesca le sue vittime tra gli omosessuali, e li uccide con il laccio di cuoio dal quale penzola un crocefisso di legno, il laccio appartenuto a sua madre.
Noah è un giovane bellissimo, il volto angelico esprime gentilezza. Vive un rapporto difficile con la madre, dedita alla prostituzione e alla droga dopo che il padre è scappato, quando lui era ancora in fasce, lasciandoli a combattere la miseria.

Non esiste nulla di peggio di un figlio che si improvvisa genitore. Sono io quello che lava i pavimenti, che pulisco il casino che lasciano i clienti al loro passaggio, tra piscio e sperma; sono sempre io quello che tiene la testa di sua madre quando è talmente fatta per vomitare nel wc, con la paura che una volta o l’altra possa trovarla soffocata nel suo stesso vomito. Ho una vita di merda, è vero, però è la mia vita, e non posso abbandonare mia madre, anche se lei mi ha lasciato da solo a combattere contro i mulini a vento tanto tempo fa. 

L'incontro di Davide con Noah è una sferzata alla vita di entrambi: nulla sarà più lo stesso.
Irene Catocci racconta il mostro, il cambiamento che l'amore improvviso e imprevisto induce nei protagonisti, e nel farlo porta il lettore a percorrere le vie devianti della mente di Davide, generando una forte empatia; anche quando le scene assumono i connotati più violenti e raccapriccianti, è forte l'immagine della genitrice che si impone, tanto che, nel lettore, nasce un senso di comprensione, una velata pietà.
La storia è di forte impatto, emotivo e scenico, solo un lettore adeguatamente preparato può affrontarla, ma è comunque una storia d'amore, profondo, a suo modo protettivo.
Un libro, quindi, che non tutti possono apprezzare perché altamente empatico, ma che mi sento di consigliare perché, oltre ad essere ben scritto, in realtà lascia un messaggio positivo: l'amore, comunque si manifesti, cambia le persone, le rende migliori.


È inutile girarci intorno, la nostra infanzia viene condizionata da quelle che sono le persone più importanti della nostra vita: i genitori. 
Questo lo sa bene Davide, cresciuto con un padre preso dalla carriera e sempre assente e da una madre con un disturbo ossessivo che ha trasmesso al figlio. Il sesso è peccato, ma ancora di più l'omosessualità: abominio. Così, per Davide, procede la vita come una sorta di guerra interiore tra le sue attitudini sessuali non proprio convenzionali e la voce della madre che rimbomba nella testa: "Abominio! Peccato! Espiazione!"
Come può espiare le colpe un ragazzo insicuro che vuole compiacere la madre? Attraverso il sangue. 
Davide uccide.
Uccide per fermare le voci nella testa, toglie la vita per sfamare la sua mancanza, gode del delirio di onnipotenza nel vedere spegnersi la luce negli occhi e l'odore di sesso cessare. 
Lui ha una vita da uomo rispettabile, avvocato come il padre, fidanzato con una ragazza di buona famiglia, cosa può volere di più?
Tutto questo fino a quando una sera, in un locale gay, incontra colui che ai suoi occhi appare come un angelo: Noah.
Davide è spaventato dalle emozioni che il giovane suscita in lui, vorrebbe fare ciò che fa agli altri, ma con Noah è diverso, Noah è quella vita che lui vorrebbe ma di cui ha paura solo a pensare di poterla realizzare e così punisce il suo corpo per purificare l'anima.
È difficile parlare di questo romanzo senza spoilerare, quindi dirò solo che è un libro inteso in cui la personalità di Davide è narrata senza filtri. Scene cruente che rendono la storia agli occhi del lettore viva e profonda. 
Il romanzo è così vero che ho provato molta simpatia per Davide e la sua anima in pena. Il suo dolore traspare ad ogni gesto che compie come la voglia di riscatto che vuole per se stesso.
Una lettura che consiglio: diversa dal solito, ma molto interessante e piacevole.


mercoledì 23 dicembre 2020

DOPPIA RECENSIONE "L'ODORE DEL SESSO" di Irene Catocci

 

Doppia recensione per "L’odore del sesso" di Irene Catocci, 
edito Ode Edizioni. A cura di Alessia Toscano e Valentina Piazza.



Autore: Irene Catocci

Genere: Thriller, con sfumature dark romance - MM

Casa editriceOde Edizioni

Disponibile in ebook a € 2.99
E in formato cartaceo a € 12.99




TRAMA: 

La sodomia è peccato. 
L’odore del sesso è peccato. 
Davide Profeta non può ignorare la voce della coscienza, quella stessa che l’ha accompagnato fin dall’infanzia. La belva dentro di lui è assetata di sangue e darle libero sfogo è quanto di più appagante ci sia al mondo. Almeno fino all’incontro con Noah. 
Un angelo dai capelli biondi che riuscirà a controllare la belva, ad ammansirla.  
Può l’amore prevalere sull’istinto? Possono l’acqua santa e il diavolo innamorarsi a tal punto da diventare una cosa sola? 



Davide Profeta… Un nome che non si dimentica. Ti entra nell'anima e ti spappola le viscere. Certo, meglio che sia in questo modo, leggendolo, che cadendo tra le sue spire di assassino. 
Un protagonista che più sbagliato non potrebbe essere. L’antieroe per eccellenza. Un cattivo, dei peggiori, un killer seriale. Ma… un UOMO e il suo tormento, un’anima torbida, però profonda da perdersi. 
Lui è il diavolo, e Noah è il suo Angelo, il suo tormento. 
Tra le pagine del romanzo "L'odore del sesso" di Irene Catocci, compiamo un viaggio senza ritorno nella mente deviata di un assassino che proverà a urlare il suo punto di vista, le sue ragioni. 
E… ci si può innamorare di un killer e della sua storia? Se si tratta di Davide, sì, perché è disarmante, vero, reale. 
Non si deve giudicare, non si può odiare.
Lui stesso ci porterà alla scoperta dei meandri più segreti di sé stesso. Pericoloso, truce, deviato, sociopatico… Ma così romantico, coinvolgente e avvolgente dal momento che il suo cuore conosce l’amore vero e totalizzante. Lui si ama o si odia, di sicuro non rimane indifferente. Ha un animo nero, ma profondo, come la notte e quanto il giorno… racchiude in sé il buio e la luce, non esistono sfumature. 
Il suo passato difficile da digerire… i sensi di colpa… il dover espiare il peccato… tutto questo è Davide Profeta. Io l'ho già conosciuto nella sua prima veste da self e me ne sono innamorata, e ora che ha rinnovato il suo vestito, in attesa del secondo volume, non posso che confermare il mio amore per lui. 
E poi Noah, un piccolo angelo da proteggere, all’apparenza fragile, ma combattivo quando si tratta dei suoi ideali, sa essere forte per difendere i sentimenti e la sua sessualità. Lui saprà vedere oltre la morte, oltre il dolore e, scavando con l’anima che trema, troverà il CUORE di Davide. 
Un thriller, un dark romance, un erotico, un romanzo rosa? Non so… forse serve una categoria tutta sua: DAVIDE PROFETA. Sì, lui le racchiude tutte, anzi non può esserne ingabbiato: deve volare, libero di raccontarsi. 
Un romanzo che non abbandonerà mai la mente del lettore, impossibile non restarne intrappolati. 
Cosa spinge un killer a diventare tale? Si nasce con il seme della follia, oppure le esperienze dell’infanzia e che la vita porta a subire fanno scattare la miccia pericolosa? 
Irene Catocci è stata brava a non fare mai calare l’attenzione, con un tono incalzante e ritmico. 
Killer travolge, sconvolge, fa vedere le cose da un altro punto di vista, quello che non ti aspetti. C’è la morte, ma anche tanto amore, spunti di riflessione, amicizia… Sembrerà strano, ma si parla anche di buoni sentimenti. E Davide è uno dei protagonisti più innamorati e romantici letti. Sensuale, erotico, bellissimo. 
Finale non scontato, se fosse stato diverso avrebbe perso credibilità tutto lo scritto. 
Io ci sono caduta con tutte le scarpe, mi sono follemente innamorata del killer e delle sue ossessioni, del suo modo di essere uomo e di proteggere il suo piccolo angelo. Avrei voluto donargli quell’affetto che gli è sempre mancato. 
Davide e Noah, così diversi da essere complementari, l’uno rimane incastonato nel cuore dell’altro. 
Per comprendere tutte le forti emozioni contrastanti che si provano leggendo questo romanzo, bisogna seguirne il percorso di odio, e amore, di dolore e di presa di coscienza, e quindi di crescita interiore da parte del protagonista che, finalmente, riesce a tirare fuori il vero sé stesso, con tutte le conseguenze che ne conseguono. Ci vuole coraggio, quello che gli infonde Noah. 
Una storia d’amore intensa che mi ha fatto palpitare e sospirare con loro, ho sentito sulla pelle tutte le loro emozioni, dei sentimenti talmente forti e importanti che rimangono indelebili e superano la morte e i loro stessi fantasmi. 
Ma un killer è pur sempre un killer. Alla fine cosa succederà? In fondo, “l’amore non sempre guarisce, a volte uccide”. Bisogna leggere la loro storia, farsi trascinare in queste spire, con la mente libera di ogni pregiudizio e così, sarà proprio allora che Davide entrerà irrimediabilmente nel cuore e nell’anima del lettore per non abbandonarla mai più. 
Le scene erotiche, o quelle violente, sono forti e realistiche, ma non disturbano, anzi sono fondamentali per capire l’entità di ciò di cui si parla. Molto bella ed evocativa la copertina, è proprio Davide. 
Adrenalina ed emozione per noi, leggendo "L'odore del sesso".



Ho appena terminato "L'odore del sesso" di Irene Catocci e sono un briciolo sopraffatta dai sentimenti che lascia questa lettura. Posso definire il romanzo un thriller con risvolti psicologici; entriamo nella mente di Davide Profeta, vediamo le cose dal suo punto di vista, empatizziamo con un serial killer... 
La storia viaggia su due binari paralleli: Davide, il killer, e Noah, la "vittima", l'angelo. 
La psicologia di Davide non è facile da capire, è un uomo pieno di sensi di colpa, con un passato che definire difficile è riduttivo, e una famiglia altamente disfunzionale alle spalle. Tutto questo ci guida nella sua realtà, fatta di sangue e privazioni, punizioni e grida. 
Davide non accetta se stesso e la sua stessa natura omosessuale, non capisce che tutto l'amore è giusto, traviato dagli insegnamenti della madre; almeno finché non incontra Noah. 
La scrittura di Irene è un viaggio in questo cuore malato, ma estremamente lucido nella sua follia. L'autrice ci accompagna con mano ferma tra i sentimenti che lo agitano e arriviamo a capire, a provare pena per lui. Arriviamo, infine, a vedere le cose tramite i suoi occhi. 
Non era un compito facile, ma la Catocci ci è riuscita. Avevo letto altro di questa autrice, appartenente al genere Romance, ma nella sua penna scorre una vena thriller da non sottovalutare. Il carattere disturbato di Davide entra in profondità nel lettore; ho provato inquietudine, ansia, un certo straniamento... Volevo sapere come sarebbe andata a finire e questo, secondo me, è il principale elemento che fa di un thriller un libro da leggere!
Assolutamente consigliato.


mercoledì 16 dicembre 2020

"L'ODORE DEL SESSO" di Irene Catocci

 

Buongiorno follower!
Nuova pubblicazione: "L’odore del sesso" di Irene Catocci, 
edito Ode Edizioni



Autore: Irene Catocci

Genere: Thriller, con sfumature dark romance - MM

Casa editrice: Ode Edizioni

Disponibile in ebook a € 2.99
E in formato cartaceo a € 12.99




TRAMA: 

La sodomia è peccato. 
L’odore del sesso è peccato. 
Davide Profeta non può ignorare la voce della coscienza, quella stessa che l’ha accompagnato fin dall’infanzia. La belva dentro di lui è assetata di sangue e darle libero sfogo è quanto di più appagante ci sia al mondo. Almeno fino all’incontro con Noah. 
Un angelo dai capelli biondi che riuscirà a controllare la belva, ad ammansirla.  
Può l’amore prevalere sull’istinto? Possono l’acqua santa e il diavolo innamorarsi a tal punto da diventare una cosa sola?


BREVE ESTRATTO: 

«Ciao» lo saluto, sorridendo. 
Il ragazzo sobbalza e si porta le mani al petto, guardandomi sospettoso. «Mi hai spaventato» dice soffermandosi un attimo, per poi aumentare il passo a testa bassa. 
«Fermati un secondo.» 
Mi guarda di sottecchi per un tempo brevissimo, poi riporta gli occhi sull’asfalto. 
«Ti prego» aggiungo. Da dove cazzo mi è uscita questa supplica? Stringo il volante con le mani talmente forte da provare dolore. 
Lui rallenta fino ad arrestarsi e mi guarda con un cipiglio sul viso, tra il preoccupato e il curioso. 
«Mi hai seguito?» è circospetto, incrocia le braccia sul petto esile. 
«In realtà ti ho aspettato» rispondo, con il sorriso da conquista, uno di quelli che non ho mai usato con lui, ma che riescono a sciogliere anche la vittima più reticente. 
«Perché?» chiede ansioso, agitandosi sul posto e guardandosi attorno. 
«Posso accompagnarti a casa?» Dimmi di sì, ragazzino. Ho voglia di giocare e la tua paura è il più dolce degli afrodisiaci. 
«Abito qui vicino. Vado a piedi.»  
Deglutisce a disagio e inizia a innervosirsi. 
«Mi dispiace. So che posso sembrare un malintenzionato ma… la verità è che vorrei parlarti. Non…» Cerco le parole giuste, quelle che non hanno mai fatto cilecca. Devo averlo, così poi potrò tornare a respirare. «In realtà non ho fatto altro che pensare a te da quando ci siamo incontrati e vorrei conoscerti meglio.» 
Il ragazzo mi guarda confuso. Apre e chiude la bocca più volte come a voler dire qualcosa, ma senza riuscire a trovare le parole… o la voce. 
«Ma se non vuoi, io…»  
Mi interrompe. «No… io…» Mi guarda irrigidendo leggermente le labbra. «Non so neanche il tuo nome.» 
«Davide» dico di getto. «Mi chiamo Davide.» 
Una doccia d’acqua gelata mi cade addosso in un secondo. Il terrore scivola lungo la mia colonna vertebrale e non riesco a respirare. Il mio nome! Gli ho detto il mio fottutissimo nome! Sento la coscienza urlare, mordere i miei nervi tesi come un cane rabbioso.  
«Io sono Noah.»






 
Irene Catocci vive in Maremma, immersa nel verde e nella tranquillità (il più delle volte), con il marito, le due figlie e un levriero con l’indole di un gatto. Ha iniziato a scrivere per dare corpo e anima alle voci dentro la sua testa. Dicono di lei che sia lunatica ma affidabile. Divoratrice di romanzi thriller e film splatter, ha anche un'anima romantica (per buona pace di suo marito) che riversa nei suoi protagonisti, facendogli compiere le dichiarazioni d'amore più disparate. 
Della stessa autrice: Il dono. J.Skull. Cuore di Jagoda. Quel Mare Profondo. Doomed e Schegge di vetro.