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mercoledì 21 febbraio 2018

"LA STRADA PER LA FELICITA'" di Silvia Mango



Buongiorno follower!
In uscita oggi "La strada per la felicità" dell'autrice Silvia Mango. 
"Un romanzo struggente che racconta la vita vera di una domina comune, una vita che potrebbe essere di tutte noi" cit. Simona Liubicich. 









Autore: Silvia Mango

Disponibile in ebook a € 0,99
e in formato cartaceo a € 8,99

Pagina autore: Silvia Mango Autrice 






TRAMA:


Superati i trent'anni, Magnolia ha smesso di sognare. Anche se vive in un quartiere residenziale di Torino con un marito ricco e famoso, la sua vita è completamente infelice.
Alice, la loro bimba di sei, anni presenta una grave forma di disabilità degenerativa agli arti inferiori e Alberto è freddo, cinico ed egocentrico.
Dopo l’ennesimo litigio, la donna decide che è arrivato il momento di prendere in mano le redini della sua vita e parte insieme ad Alice alla volta del Salento, dove esiste una tenuta in cui si pratica l’Ippoterapia, preziosa per la malattia della bambina.
Qui Magnolia ritrova Ettore. Lui è il suo primo amore, l'uomo che le ha fatto scoprire "l’amore": quello vero e mai sopito.
Tra i due pulsa ancora qualcosa di molto forte, ma non sarà affatto semplice ricucire uno strappo profondo durato vent'anni e affrontare un marito che non accetta di essere stato lasciato da sua moglie...






BIOGRAFIA:

Silvia Mango, nasce a Torino il 19.7.1976.
Avvocato specializzato in diritto di famiglia e difesa delle donne e minori vittime di violenza. Ha pubblicato tre romanzi: il primo a seguito della vincita di un concorso indetto dalla Arpanet Edizioni e gli altri due editi da Rizzoli (per la collana You Feel).
Alcuni suoi racconti sono stati inseriti in una raccolta edita da Ilstar Libri, a cura di Stefania Bertola e in un'altra edita da Feltrinelli. Tutti firmati con lo pseudonimo Silvia Mango.
Vive in provincia di Torino con il marito e le tre figlie.
  





DICE L’AUTRICE:

In realtà quando iniziai a lavorare a questo romanzo avevo in mente tutto un altro genere di storia. Sì, c’era sempre Magnolia, c’era Alberto, c’era la loro piccola Alice ma non solo perché io volevo scrivere una saga familiare, una di quelle vicende che si dipanano nel corso dei decenni. Poi, però, più entravo in confidenza con il personaggio di Magnolia e più questa donna diventava importante, per me, e per il mio romanzo. Volevo conoscere il suo passato, capire perché una donna così bella e appassionata e piena di vita fosse finita in un matrimonio tanto infelice con accanto un uomo freddo e incapace di amarla. Volevo sapere cosa l’aveva legata a Ettore, quel giovane conosciuto un’estate in Salento, il primo e mai dimenticato amore, per poi allontanarla da lui per sempre. Continuavo a domandarmi quale segreto potesse custodire dentro di sé, tanto da toglierle il sorriso dai suoi occhi nocciola. E per quanto cercassi di attenermi alla scaletta che scrupolosamente avevo compilato sulla mia bella saga familiare Magnolia mi richiamava di continuo a lei tanto che alla fine mi decisi a cancellare le più di cento pagine che avevo già scritto per dedicarmi completamente a Magnolia. Ed è così che è nato “La strada per la Felicità”.
Per le più romantiche vorrei smentire un mito, almeno nel mio caso. Nessun personaggio, tantomeno Magnolia, è venuto a prendermi per mano conducendomi in luoghi che mai avrei immaginato di visitare. Scrivere questo romanzo è stata una gran faticaccia ma l’ho molto amato e mi ha dato anche tanto, mi ha emozionato e fatto piangere, mi sono commossa e ho tifato per Magnolia sin dall’inizio perché credo che ognuna di noi almeno una volta nella vita possa sentirsi vicina e simile a lei.






BREVI ESTRATTI:


Quando si vive qualcosa di molto intenso con una persona, come quello che io avevo vissuto con Ettore, si crea una forte complicità. Il nostro silenzio era un perfetto esempio. In un attimo, fummo attraversati da un contatto così profondo che era impossibile immaginare qualcosa di più potente ed emozionante. Lo sentii, quel pensiero, passare dal mio cuore al suo, quella domanda che con più o meno intensità non avevo mai smesso di pormi e forse, a questo punto, neanche lui: che vita avremmo potuto vivere se le cose tra di noi fossero andate diversamente? Cosa sarebbe stato di noi se non si fossero interposti problemi più grandi di ciò che eravamo in grado di sostenere? Perché, comunque fosse andata, in tutti quegli anni non eravamo mai riusciti a dimenticarci.


«Non devi sempre trovare una giustificazione per tutto» ribatté Ettore, «quello che hai fatto è…»
«È un inizio, vero? È un primo passo.»
«Giusto, ed è anche…»
«Liberatorio» gli lessi nel pensiero. «È stato liberatorio. Sto cercando di gettare via le zavorre. Non penso al risultato, non pretendo sia perfetto, anzi, non l'ho proprio pensato. L’ho fatto e basta.»
«Non solo liberatorio…»
«Cos’altro?»
«Eccitante.»
Quella parola, pronunciata da lui, dalla sua voce, ebbe il potere di farmi andare a fuoco come non mi accadeva da troppo tempo. Come non mi accadeva da... da quella lontana estate in Puglia trascorsa insieme a lui.


Mi sorrise con quel tipico sorriso che hanno gli uomini quando sanno che ogni parola in più è superflua. Si avvicinò. Sollevai lo sguardo su di lui, incapace di emettere alcun suono. Lui ricambiò lo sguardo e si avvicinò ancora. Ora eravamo così vicini da poter respirare i nostri respiri e la tensione sessuale tra noi stava letteralmente crepitando. Sembravamo due animali legati che cercavano di annusarsi, ma le catene al collo erano ancora troppo corte.

Riprendemmo ognuno per la propria strada. 





A cura di CALLIOPE SERVIZI EDITORIALI

Calliope Servizi Editoriali nasce dalla collaborazione di tre amiche e professioniste del settore editoria, in seguito a un importante e comprovato iter formativo con testate giornalistiche, CE internazionali e diverse pubblicazioni. Calliope è rivolta a tutti i tipi di autori, dagli esordienti ai professionisti, offre servizi editoriali che partono dalla lettura con scheda di valutazione del manoscritto sino all'editing, realizzazione di cover personalizzate, pubblicazione di e-book, corsi di scrittura creativa, affiancamento per concorsi letterari, agenzia letteraria e Ghost Writing. Calliope nasce da un'idea di Laura Gay (Delos Books -Newton Compton), Simona Liubicich (Delos Books - Harlequin Mondadori - Harper Collins) e Devi Rose (Romance Cover Graphic).





martedì 20 febbraio 2018

NUOVE PUBBLICAZIONI QUIXOTE EDIZIONI



Vi segnalo alcune uscite firmate Quixote Edizioni 😊





Titolo: El Diablo
Autore: M. Robinson
Serie: The Devil Vol.1 

Casa editrice: Quixote Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,99
e in formato cartaceo a € 15,52

Pagina autoreAuthor M. Robinson 





TRAMA:

Dall'autrice USA Today Best Selling Author M. Robinson:

Ero spietato.
Ero temuto.
Avevo sacrificato me stesso.
Lei.
Ogni cosa…
Vivere in un mondo in cui valgo più da morto che da vivo è stata una mia scelta. Sono un uomo terribile, e non ho mai aspirato a essere nulla di diverso. Ho fatto cose di cui non sono fiero. Ho visto cose che non dovrebbero essere viste. Ho causato dolore a cui non posso rimediare.
È sempre stata una mia scelta.
Ogni decisione.
Ogni ordine.
Che fosse giusto o sbagliato, non aveva importanza.
Fino a lei. Era sotto la mia protezione, finché non è diventata la mia ossessione. Ma chi l’avrebbe salvata…
Da. Me. Stesso. Io, il diavolo. Il fato ci ha fatto incontrare. Il destino ci ha distrutti. 






BREVE ESTRATTO:


Sorrise.

Il figlio di puttana sorrise.
Si alzò, si schiarì la voce, guardandomi dritto negli occhi. «Te la farò pagare, puttana.»
Prima che me ne rendessi conto, alzò la mano e mi schiaffeggio così violentemente, che sentii il sapore del sangue in bocca. Non smetteva, mi colpiva in faccia di continuo. Riuscivo a malapena a stare in piedi. Iniziai a vedere sfocato quando mi colpì ripetutamente lo stomaco, fino a quando caddi a terra, annaspando in cerca di quell'aria che non ero in grado di inspirare. Mi prese a calci nelle costole, facendomi rotolare sulla schiena. Strisciando, cercai di mettermi in posizione fetale per proteggermi. Riuscivo a vedere solo il rosso del sangue penetrarmi negli occhi.
 Si mise in ginocchio davanti a me e mi afferrò per i capelli, costringendomi con la forza a guardarlo, e un dolore straziante si irradiò attraverso tutto il mio corpo.
 «Finirà in questo modo.» Estrasse un coltello dalla tasca. Non ebbi nemmeno il tempo di capire ciò che stava accadendo che lui mi trascinò per i capelli fino al divano. «Ti strapperò i vestiti,» sogghignò, facendo scivolare il coltello senza sforzo verso il basso, sulla parte anteriore del mio body e sull'elastico della calzamaglia. Mi lacerò i vestiti, lasciandomi solo con il reggiseno sportivo e le mutandine. Mollò la presa sui miei capelli, spingendomi a terra come se non pesassi nulla.
 «E poi... tirerò fuori il mio cazzo.» Si slacciò la cintura, tirando fuori quella sottospecie di uccello. «Ora ti scoperò, con o senza il tuo consenso, maledetta rizzacazzi.»
 Mi gettò a terra, tirandomi forte i capelli dalla radice e sbattendomi la testa contro il pavimento di legno. Il dolore si irradiò in tutto il mio corpo mentre soffocavo per la mancanza improvvisa di aria, causata dal fatto che mi stesse schiacciando con tutto il suo peso. La mia vista si annebbiò di nuovo, costringendomi a strizzare le palpebre, per scacciare via le macchioline bianche che vedevo danzare davanti agli occhi.
 «Non svenire. Non sarebbe più divertente. Ma, credimi, in ogni caso niente mi impedirà di farlo.»
 Sentii che mi spostava le mutandine, esponendomi, e alitandomi nell'incavo del collo, disse: «Non sono mai stato con una vergine. Ti ringrazio.» Detto ciò, spinse il suo cazzo nella mia fessura.
 Prima che potessi urlare o lottare, la porta del mio appartamento si spalancò, e sentii l'intonaco staccarsi dal muro per il colpo. 
«Che cazzo succede?» ruggì Nikolai, girandosi immediatamente e bloccando la mia visuale. Chiusi gli occhi, scivolando nell'oscurità. Un forte rumore di scoppio rimbalzò sui muri, facendomi trasalire. Un calore improvviso, colpì il mio viso, il collo, il petto e il corpo di Nikolai crollò su di me. Tutti i suoi cento chili si accasciarono sulla mia corporatura minuta. Se prima avevo pensato di non riuscire a respirare, ora era peggio, ma di colpo il suo corpo venne sollevato come se non pesasse nulla.
«Smettila di urlare, cazzo» ringhiò qualcuno vicino al mio orecchio. Riuscivo a malapena a sentirlo.
 Stavo gridando?
 Mi pulirono il volto, asciugandomi il sangue dagli occhi, così fui in grado di vedere.
 «Smettila di lottare,» mi schernì di nuovo l'uomo misterioso.
 Stavo lottando?
 Mi afferrò il braccio con forza, rimettendomi sulle mie gambe tremolanti, e subito mi scontrai con un petto muscoloso, solido. Le sue braccia erano avvolte intorno a me, stringendomi per impedirmi di cadere.
 Il suo profumo aggredì immediatamente i miei sensi.
 Avrei riconosciuto quell'odore ovunque.
 Era impresso per sempre nella mia mente.
 «Se sai cosa è bene per te, smettila di urlare e di lottare contro di me.»
 Che cosa?
Spalancai gli occhi, ero a malapena in grado di vedere attraverso il velo di sangue e Dio solo sa cos'altro. Sbirciai attraverso le ciglia, ritrovandomi a fissare i suoi occhi verdi cupi, freddi e vacui. Per qualche motivo, mi sentii ribollire il sangue nelle vene. Tutto accadde così velocemente che non ebbi il tempo di registrare nulla, e l’unica cosa che vidi fu la sua pistola alzarsi sopra la testa.
 «Ti avevo avvertito, cariño.»
 Con forza bruta, abbassò l'arma colpendomi alla nuca.
 



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Titolo: Rosso sangue
Autori: Lily Carpenetti & K. Elise
Serie: Gold and Iron Vol.1

Casa editrice: Quixote Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,99 





TRAMA:

Dopo aver perso sul campo il suo partner lavorativo, Edward Davis guarda la vita con occhio cinico e la affronta a muso duro, passando le sue giornate tra lavoro e incontri occasionali con ragazzi più giovani, che non lo mettano in condizione di impegnarsi.

Nel bel mezzo di un caso complicato, viene piantato dall'ennesimo collega, che viene sostituito dal figlio di un politico, appena approdato alla sezione omicidi. Dopo l'iniziale diffidenza, il detective dovrà ammettere che David Briggs è molto di più del raccomandato che credeva e che i meriti sul campo non sono l'unica attrattiva dell'uomo.
Lo svolgimento delle indagini prosegue a pari passo con la crescente attrazione tra i due, fra incomprensioni e momenti di estrema vicinanza.
Come l'acciaio e l'oro del distintivo che portano, i due si scopriranno opposti e complementari.
Ma il detective Davis capirà la forza di questa nuova unione quando sarà sul punto di perdere Dave e si getterà al salvataggio del collega.
La circostanza estrema riuscirà a scuotere le sue convinzioni e predisporlo più positivamente verso 
un'eventuale frequentazione. Non una vera e propria relazione, ma qualcosa che gli si avvicini molto. 



BREVE ESTRATTO:



«Come mai hai scelto di fare questo lavoro di merda?» buttò lì, ridendo. «Insomma, lo hai fatto per ribellione verso la tua famiglia? Credo tu abbia una signora laurea, avresti potuto puntare più in alto.»
 «Non sopporto i crimini impuniti. Volevo far sì che gli assassini venissero fermati e incriminati» mormorò David, guardando nuovamente le onde, come rincorrendo un'immagine lontana. 
«Questo in prima elementare?» continuò a scherzare. Era più facile affrontare i discorsi con sarcasmo, pur rischiando di stare sul cazzo. In effetti, lui stava sul cazzo a molta gente. 
«Qualche anno dopo,» sorrise Dave, stando al gioco e guardandolo negli occhi.
 «Perché, tu credi ancora nella giustizia americana?»
 David Briggs si guardò attorno confuso, come se si fosse dimenticato dove si trovavano o avesse paura di qualcosa.
 «Spesso a non funzionare sono i vari ingranaggi. Non è detto che la colpa sia di un giudice o della burocrazia, se tanti malviventi non vengono incriminati. Succede che non vengano nemmeno presi o non possano venir processati per qualche vizio di forma. Io volevo assicurarmi che le indagini portassero a un colpevole.»
 Davis sospirò, cercando di mantenere lo sguardo negli occhi da cucciolo speranzoso del collega. Sembrava un bambino.
 «È quello che vogliamo tutti. Ma un paio d'anni sul campo ti metteranno davanti a tanto di quel lerciume, che pregherai di non aver mai desiderato questo lavoro. Vedere il disprezzo per la vita dimostrato dagli esseri umani ti rende cinico. Non tutti sono pazzi come il nostro impiccato.» 
«Ammesso che sia lui Il Macellaio,» intervenne Briggs.
 «Ammesso che sia lui,» gli concesse.
 «Un paio d’anni alla omicidi mi faranno diventare come te?» lo ripagò con la sua stessa ironia.
 Oddio ti prego, no. Fai che la vita non ti cambi in questo modo, si sorprese a pensare.
 Briggs gli piaceva così com'era: l'entusiasmo che metteva nell'incarico, seppur con una certa dose di pedante pignoleria, era quello che l'aveva spinto ad andare al lavoro con più serenità, negli ultimi tempi.
 Avrebbe voluto baciarlo. Fu la prorompente tentazione di un attimo, che venne spazzata via da un refolo di vento. Accartocciò il bicchiere in una mano e sollevò il culo dalla carrozzeria dell'auto.
 «Andiamo, voglio assistere alla tua lavata di capo. Almeno fossi stato etero e l'avessi fatto per scopartela. Ma fare la figura del coglione gratis è proprio da sfigati!»
 Briggs rise e lo seguì dentro l'abitacolo della loro auto. Sentirlo ridere era una delle cose belle della vita.