lunedì 22 giugno 2026

RECENSIONE "IL PRIMO DELITTO DELLA STRADA DEI RIBALTABILE" di Massimo Brusasco

 

Buongiorno e buon lunedì, follower!
Iniziamo la settimana con la recensione al libro "Il primo delitto della strada 
dei ribaltabili" dell'autore Massimo Brusasco, edito Puntoacapo Editrice. 
A cura di Andrea Macciò.


Autore: Massimo Brusasco

Genere: Giallo

Casa editrice: Puntoacapo Editrice

Disponibile in formato cartaceo a € 20,00

Contatti autore: Facebook 



TRAMA:

Massimo Brusasco, con il suo inconfondibile stile comico e surreale, scrive un giallo che è anche uno spaccato di vita, ambientato tra il Basso Piemonte e la Lomellina. Qui, in un’estate afosa, viene uccisa una donna. Il desiderio di vacanza e l’indifferenza generale contrastano con l’intraprendenza di investigatori improvvisati, alle prese con ambi zioni di successo, incontri casuali e desideri insoddisfatti. 



In piena estate, nella profondissima provincia del nordovest italiano, in un paese di pianura tra Bassa Valle Scrivia e Lomellina, tra Piemonte e Lombardia, viene ritrovato il corpo senza vita di Olga Cerbotari, quarantacinquenne di origine moldava.
La donna si trovava nella strada vicinale detta “dei ribaltabili” perché frequentata da coppie che cercano di appartarsi in auto, nella frazione “Cascinali Gelati” di Tremebondo Sott’Acqua. Ad indagare sul mistero che scuote un paesino sonnolento dove quasi tutti sognano solo di partire per le vacanze sono i due carabinieri, il maresciallo De Nitto e l’appuntato Poletto, ma anche una serie di investigatori improvvisati, tra i quali l’aspirante giornalista Erika Barletta, reclutata assieme a Enzino Bergonzi per sostituire i giornalisti di una televisione locale partiti tutti assieme per le ferie proprio nei giorni dell’omicidio.
Un paese anonimo privo di grandi attrazioni si trova improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica. Nel corso dell’indagine sfilano i suoi personaggi, dalla “Maria del Bar” al sindaco, dalla “ragazza del meteo” Veronica Garbatelli, aspirante modella ormai giunta a trentacinque anni, al loquace barbiere Bernardo, all’imprenditore del “biogas” Luciano Polizzi, all’insegnante Alice Corallo, un passato da aspirante “rivoluzionaria” e un presente da leader dei “comitati del no” che sorgono in questi luoghi su ogni tema.
L’indagine appare molto complessa, e a portarla avanti non sono tanto lo svogliato maresciallo che sogna le vacanze, ma la studentessa aspirante giornalista e l’appuntato Stefano Poletto, che la segue nelle sue indagini sulla “strada dei ribaltabili” sperando che il suo interesse non sia solo professionale.
Un giallo dalle sfumature ironiche e surreali, ma non troppo, visto che se Tremebondo Sott’Acqua non esiste affatto, in provincia di Alessandria troviamo “Alluvioni Cambiò” e un affresco caricato, ma tutto sommato credibile, della provincia profonda della pianura padana nella sua parte più meridionale, soffocata dal caldo estivo, nella quale si scontrano gli interessi di aziende la cui comunicazione è improntata al “greenwashing” e di “comitati del no” che si attivano per qualsiasi tema anche ai limiti dell’assurdo: da esponenti delle forze dell’ordine non certo abituati a fronteggiare grande imprese criminali, dall’aspirante star Veronica che sembra aver perso l’occasione della sua vita per liberarsi dalla soffocante cappa del paese natio, dove rappresenta ancora il sogno proibito di molti uomini della zona.
La trama gialla si compendia molto bene con questo affresco ironico e impietoso, ma tutto sommato credibile, di una provincia sempre uguale a sé stessa, nella quale dietro l’apparente monotonia quotidiana dormono lati oscuri pronti ad esplodere. Quello del “giallo di provincia” è una sorta di sottogenere della letteratura italiana, che Massimo Brusasco in questo libro interpreta in maniera efficace, restando fedele al suo stile improntato all’ironia.


lunedì 8 giugno 2026

RECENSIONE "IF BAR" di Franco Mancini

 

Buongiorno, amici lettori!
Recensione "IF Bar" dell'autore Franco Macini. 
A cura di Dario Zizzo.



Titolo: IF Bar 

Autore: Franco Macini

Genere: Narrativa

Disponibile in ebook a € 2,99 

E in formato cartaceo a € 16,63

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Cosa succederebbe se un semplice bar di provincia fosse la porta verso qualcosa di molto più grande?
Giacomo, detto Jack, è un venditore come tanti: lavoro in difficoltà, relazioni complicate, una vita che scorre senza grandi scosse. Ma un venerdì pomeriggio, per caso, si ferma all’IF BAR. Un incontro apparentemente banale che segnerà l’inizio di qualcosa di inaspettato.
Tra le affascinanti bariste, una nonna enigmatica e un misterioso “mondo oltre il cancello”, Jack si ritroverà a rivivere momenti del passato — e forse anche a intravedere il futuro. Episodi che sembrano avere un unico scopo: spingerlo a cambiare, a scegliere, a diventare finalmente protagonista della propria vita.
Intorno a lui, una galleria di personaggi intensi e imperfetti: amicizie profonde, amori nascosti, sogni rimandati e paure da affrontare. Tutti uniti da una domanda semplice e universale: e se…?
Tra ironia, emozione e riflessioni sulla vita, IF BAR è un viaggio tra destino e libero arbitrio, tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.
Nal bar si usa fare il brindisi "Agli Impavidi": un invito a vivere la vita con coraggio.



La seconda edizione, arricchita con nuove parti, di "IF BAR", del parmense Franco Macini, è un romanzo coraggioso, coraggioso nella sua filosofia ottimistica, che fa bene allo spirito. Il protagonista è l'emiliano Giacomo (anche il narratore), per gli amici Jack, sì, per gli amici (in particolare per Mario, che conosce da molto tempo), perché Jack è l'amico che tutti desiderano, la spalla su cui poggiare il nostro volto reduce da una giornata difficile. Lui è un rappresentante di materiale per impiantistica, un trentenne che sa quanto l'esistenza non sia sempre un luna park, ma capace anche di apprezzarne i piccoli piaceri, quelli della tavola per esempio e del talamo. A tal proposito, onestamente non so cos'abbia Jack per sedurre diverse donne, nello stare con un piede in due scarpe, ma amandole sinceramente, come fa con la Mile, sorella di Mario: 

Era amore? Che tipo di amore? Non lo so. Ma credo che ci siano tanti tipi di amore. E poi c'è sempre bisogno di dare un nome a tutto? In ogni caso era una cosa bella! Molto bella! 

La vita del personaggio principale a un certo punto viene stravolta da qualcosa di eccezionale, vicino all' "IF BAR", una specie di gineceo (con la Stefy e la Ele in primis, che lo dirigono), c'è un altro mondo, una specie di porta che conduce nel passato e nel futuro ("IF", in italiano "Se" ipotetico, indica per l'appunto "... lo spiraglio alle possibilità che può offrire." quell'universo), permettendogli anche di scoprire insospettabili legami con le persone frequentate nel presente. I flashback e i forward sono diversi e convincenti, convincente questo altrove o altroquando creato da Macini con la cura dell'artigiano, un mondo in fondo rassicurante, perché è la realtà che ci spaventa, il presente. La custode di questo mondo ha il volto di Francesca, la matriarca del bar, che poi non ci lavora, è la nonnina, quella che ne sa più degli altri su questi viaggi straordinari; appassionata di giochi con le carte; viene conquistata dalle doti culinarie di Jack, capace di creare succulenti piatti con quello che trova nel frigo, un vero Masterchef. Lei è dispensatrice di una saggezza popolare, la quale ci potrebbe sembrare banale, ma non lo è se iniziamo a fidarci delle cose semplici, se ci alleniamo ad avere una visione ottimistica della vita: 

Impacchetta e butta nella spazzatura i pensieri negativi.  Visualizza l'atto di farlo, come fanno i tennisti quando correggono un errore.

Ben caratterizzati i personaggi di Macini, Jack e Francesca su tutti, ma anche diversi minori, perfino il pappagallo antijuventino Galliani; tutti concorrono alla buona riuscita di questo romanzo dallo stile essenziale e dalla ferace vena umoristica, in cui protagonista è l'umanità, splendente, nonostante tutta la sua fragilità, vista attraverso il passare del tempo, attraverso la sua vita, o meglio le sue vite, vere o immaginarie che siano, tra realtà e sogno.
Concludendo, Macini ha messo tutti gli ingredienti possibili in questo libro, pardon, cocktail: amicizia, convivialità, amore, umorismo, li ha shakerati e quindi servito; ora non resta che berlo, cioè leggerlo. "Agli impavidi!", come conclude ogni bevuta il nostro Jack.