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martedì 23 agosto 2022

RECENSIONE "COLLINE ROSSO SANGUE" di Mauro Rivetti

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Colline rosso sangue" dell'autore Mauro Rivetti, 
edito Golem Edizioni. A cura di Silvia Iside.


Autore: Mauro Rivetti

Genere: Giallo

Casa editrice: Golem Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,99
E in formato cartaceo a € 14,15

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Il nuovo giallo di Mauro Rivetti ha i toni di una tragedia shakespeariana al nebbiolo, una vicenda familiare che prende le mosse nel 1967 quando una giovane madre, Agata, fugge dall'ospedale disperata con il bambino appena nato. Quel bambino, anni dopo, sarà un importante imprenditore vinicolo, e lei ricca e agiata. Ma nubi nere incombono, morti misteriose si susseguono, Agata stessa viene rapita e con lei trafugata una statua. Alfio, abbandonato dalla moglie, precipita nell'incubo più nero, il sangue sembra scorrergli a fianco. Teresa Bianco, pubblico ministero, scopre che l'orrore arriva dal passato, da quella lontana fuga di Agata dall'ospedale di Cuneo. Ma occorre fare in fretta, perché la morte continua a mandare segnali, e Alfio stesso potrebbe essere la prossima vittima, mentre il peso di una colpa antica e devastante si abbatte sulla famiglia.


Questo libro parte come un giallo classico e all'inizio, per via della presenza di scene dell'assassino, è un po' faticoso seguire la narrazione. Più avanti, però, prende le tinte del thriller e fra drammi familiari e "squallore delle istituzioni che deludono", una giusta constatazione, rammenta le vicende del traffico di bambini realmente avvenute sotto la dittatura di Franco in Spagna, dove alcuni religiosi favorivano adozioni illecite previo compenso, schermandosi dietro l'illusione d'aver fatto il meglio per i neonati. 
Qui siamo in Italia, ma la sostanza è quella: la finta carità cristiana e il losco della società ipocrita. 
Do le mie impressioni senza spiegare la trama per evitare spoiler. L'autore in alcuni punti fa il verso a quelli che chiama "gli horror americani con molto sangue e poca trama" e riflette sulla letteratura. Nel contempo costruisce un racconto sulla vita passata di una giovane madre, costretta a un sacrificio che non la farà più dormire tranquilla, in parte dalla società e in parte dalla propria intelligenza, piuttosto limitata. 
I personaggi sono ben delineati e ho apprezzato il rifiuto del manicheismo dello scrittore. Non ci sono categorie di buoni e di malvagi, il libro in questo è modellato sull'umanità vera ed è perciò che l'ho letto fino in fondo pur non essendo il mio stile di scrittura preferito. 
Molto bella anche la storia del protagonista, vale la pena leggerlo anche solo per quello.


sabato 13 agosto 2022

RECENSIONE "LA FINE DELLA COSCIENZA?" di Gianluca Ciuffardi e Tommaso Perissi

 

Buongiorno follower, buon sabato! 
Recensione: "La fine della coscienza? Dalla mente bicamerale all'intelligenza artificiale" di Gianluca Ciuffardi e Tommaso Perissi, edito Golem Edizioni. 
A cura di Silvia Iside.


Autori: Gianluca Ciuffardi e Tommaso Perissi

Genere: Saggio

Casa editrice: Golem Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 20,90

Contatti autoriGianluca Ciuffardi - Tommaso Perissi



TRAMA:

Gli autori approfondiscono alcune tematiche relative ai fenomeni paranormali con rigore scientifico, per indagare come funziona la coscienza umana in circostanze particolari. Senza escludere del tutto la possibilità che certi fenomeni strani (esperienze di premorte, percezioni extrasensoriali, etc.) esistano, pur riconducendoli a un discorso più ampio sull'evoluzione della coscienza, a partire dagli studi sulla mente bicamerale di Jaynes. Analizzando con sguardo critico i più recenti progressi nel campo delle neuroscienze e dell'intelligenza artificiale, i due autori ipotizzano che la coscienza sia un fenomeno relativamente recente dal punto di vista evolutivo, che l'eccesso di automazione del mondo moderno sta mettendo in crisi, inibendo processi mentali vecchi di millenni. Tanto da essere diventata un intralcio in molte situazioni della vita quotidiana e lavorativa. Una crisi che potrebbe sfociare in una modalità di pensiero robotico, che si limita all'esecuzione di istruzioni impersonali come se fosse un algoritmo, in maniera simile a quanto accadeva più di duemila anni fa, quando le voci immortali degli dèi ispiravano le gesta degli eroi omerici. Si avverte quindi la necessità di ritornare a un nuovo Umanesimo, affinché la bellezza e la meraviglia suscitate da ciò che ancora non conosciamo possa guidarci alla scoperta di noi stessi e dell'Universo del quale facciamo parte.


Ci ho messo un po’ a leggere questo libro, in quanto l’argomento necessita di attenzione ed è sicuramente un lavoro prezioso, scritto con grandissima cura. Si vede un minuzioso lavoro di ricerca, in questo saggio che s’interroga e risponde, con dati scientifici, sulla possibile fine della nostra coscienza. Per farlo prende come punto di partenza frasi di Harry Potter in alcuni capitoli e s’inoltra in argomenti attuali e di certo interesse. Il terrore della pandemia, l’invenzione di androidi dalle sembianze umane che si vorrebbe far perfino lavorare al posto nostro, la DAD, lo Smart working e tutte quelle altre stupende trovate che ci rendono ogni giorno più androidi e meno umani, volendo usare un’ironia oscura.
Nel passato i nostri cervelli erano bicamerali, e con questa dicitura gli autori spiegano quel contatto con un universo che non è affatto un mondo indipendente ed estraneo all’uomo e tanto meno qualcosa di inesistente, come qualcuno ha teorizzato. E qui sono d’accordo, la realizzazione di Opere come gli scritti di Omero e le Piramidi, è tutt’altro che qualcosa di provenienza aliena, come molti Fanta-storici vanno teorizzando.

Sulla base degli scritti tramandati dalla tradizione greca, la posizione di Jaynes consiste nel concepire la mente bicamerale, la prima forma di coscienza umana, come una facoltà che raggiunse il suo apice circa tremila anni fa con l’invenzione della scrittura in varie parti del mondo, per poi declinare in coincidenza con l’avvento delle prime città stato greche (polis), quando cominciò ad affermarsi un modo di pensare improntato alla razionalità, lo stesso che usiamo ancora oggi.

Come ho detto sopra, l’argomento è complesso e diramato e non si può in una recensione racchiudere un elenco di tutti i temi e le curiosità in esso contenuti, però ne porto un’altra che mi ha molto colpita.

Proseguiamo la nostra carrellata di evidenze scientifiche che mettono in crisi la visione consolidata della mente e del cervello, occupandoci di una sindrome psichiatrica rara e decisamente inquietante, quasi fosse uscita dalla penna di uno scrittore come Lovecraft o dall’immaginazione di un regista di film horror come Romero. Si tratta della sindrome di Cotard, la quale crea in chi ne affetto la convinzione delirante di essere morto, spingendolo a smettere di nutrirsi e ad allontanarsi dalla propria vita quotidiana in quanto non più appartenente alla comunità dei vivi. 

I pazienti da essa affetta si convincono talvolta di emanare odore di cadavere, passano infinite ore nei cimiteri. Anche se è stato appurato che non è indipendente un tale disturbo, ma è connesso con altre patologie, per esempio la schizofrenia.
Lo consiglio a chi ha passione per la scienza e le scienze psicologiche, ma anche a chi è attratto dall’occulto e dal mistero e vuole approfondire la sua conoscenza del nostro cervello e anche di alcuni fenomeni, come le cosiddette esperienze di premorte. Ci sono storie davvero belle nel volume.


sabato 30 luglio 2022

RECENSIONE "RITORNATA ALLA LUCE" di Valentina Mattia

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Andrea Macciò ha letto "Ritornata alla luce" dell'autrice Valentina Mattia, 
edito Golem Edizioni.


Autore: Valentina Mattia

Genere: Narrativa

Casa editrice: Golem Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 14,25
A breve anche in ebook

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA: 

Per uno strano scherzo del destino, Lia, una dei protagonisti della storia, si ritrova a venire al mondo due volte. È convinta di essere sopravvissuta al crollo delle torri gemelle, di aver superato il periodo di cura nella clinica per disturbi alimentari, di aver fatto l'amore con Costanzo. Ignora che tutto questo è stato soltanto un sogno, che vegeta in un letto d'ospedale da quasi un anno. Risvegliarsi equivale a vivere un'altra vita, che non le appartiene più. Fino all'ultimo sguardo è un viaggio fatto a tappe, nei sentieri di una mente scomoda, affollata di voci e di immagini che incitano a non fermarsi, a ricercare a tutti i costi la verità; è un inno all'amicizia vera che non diventerà mai cenere. 



Lia, la protagonista del romanzo, è una ragazza torinese che si è salvata al crollo delle Torri Gemelle di New York del 2001. Lia si trovava nelle torri assieme agli amici Renata e Orazio, in punti separati dell’edificio.
Ritornata alla luce è un viaggio introspettivo nella mente di Lia, che affronta in forma di thriller psicologico un argomento delicato come quello del disturbo post-traumatico da stress che colpisce le persone sopravvissute a eventi gravissimi, l’elaborazione del lutto, il senso di colpa inconscio per essere vivi (forse), a differenza degli amici di sempre.
Quando la ragazza si risveglia in un letto d’ospedale, ricorda lucidamente la tragica giornata dell’11 settembre 2001, la sua lunga lotta contro i disturbi alimentari, e anche l’amore e la passione vissute con il giornalista Costanzo conosciuto durante il soggiorno a New York. Lia vorrebbe anche conoscere la sorte dell’amica Renata, che non ricorda se sia o meno scampata all’attentato.
Nella mente di Lia, però, il sogno e la realtà si intersecano in maniera inestricabile, i piani narrativi si mescolano fino a confondere le due dimensioni. Quali esperienze sono state realmente vissute da Lia e quali soltanto sognate?
Non rivelo oltre perché il mistero che avvolge la vita di Lia è uno dei punti essenziali del romanzo.
Ritornata alla luce è un thriller psicologico di grande efficacia, che rievoca un evento come quello dell’11 settembre 2001, che ha rappresentato un trauma non solo per chi lo ha vissuto ma anche per le generazioni dei trenta/quarantenni di oggi, una sorta di perdita dell’innocenza e la scoperta che il mondo era molto meno edulcorato di quanto sembrasse nel decennio degli anni Novanta. L’autrice è molto abile nel portarci dentro la mente della protagonista fino a identificarsi con essa confondendo assieme a lei il piano del sogno con quello della realtà.


giovedì 14 luglio 2022

RECENSIONE "IL SUSSURRO DELLA PIOGGIA" di Cristina Origone

 

Recensione: "Il sussurro della pioggia" dell'autrice Cristina Origone, 
edito Golem Edizioni. A cura di Tiziana Irosa.



Autore: Cristina Origone
Genere: Suspense

Casa editrice: Golem Edizioni
Collana: Mondo

Disponibile in ebook a € 6,99
E in formato cartaceo a € 15,20

Contatti autoreFacebook - Instagram 



TRAMA:

Camilla Serra, la conduttrice del programma “Segreti e Misteri”, scopre per caso nell’appartamento di Elvira, l’anziana vicina di casa, il cadavere della donna.
La morte sembra per cause naturali, ma il mistero si infittisce quando Camilla si accorge che, nell’abitazione dell’amica, manca un vecchio ritratto di Philippe Dubois, un misterioso pittore francese.
Chi aveva interesse a rubare un quadro all’apparenza di poco valore? Elvira era già morta quando il ladro è entrato nell’abitazione?
Si rivolge a Tancredi Massari, il tenebroso commissario con cui ha una relazione altalenante. Le indagini li riavvicinano e prendono una piega inaspettata.
Incoraggiata da Luc Bertand, un enigmatico giornalista francese, si trova coinvolta in un intreccio che la porta in Francia, alla scoperta della vita del pittore e del passato di Elvira. Per un breve periodo, Philippe e la vicina di Camilla, negli anni Settanta, erano stati impegnati nelle frange estreme della contestazione politica, ed Elvira faceva parte di un gruppo femminista.
Al commissario non resta che indagare più a fondo per aiutare Camilla, e la paura di perderla lo porterà a fare scelte azzardate e significative soprattutto quando la vita della stessa Camilla sembra essere in pericolo.



Un condominio, un pianerottolo e la porta d'ingresso aperta di uno dei due appartamenti dove vivono due sorelle anziane: Elvira e Isabella. Quest'ultima nota la porta socchiusa e chiama la vicina del piano superiore, Camilla, una conduttrice televisiva di un programma stile "chi l'ha visto". 
Camilla dice a Isabella di stare fuori ed entra in casa di Elvira. È tutto in ordine, tranne che per un profumo nell'aria e qualcosa che non riesce ad afferrare, ma ecco che trova la vicina riversa a terra, esanime, controlla il battito ma non c'è nulla da fare: è morta. Arriva l'ambulanza, la polizia e Tancredi, commissario e fidanzato di Camilla. Tutti ci vogliono vedere chiaro sul motivo della morte. 
Inizia così un viaggio tra passato e presente nella vita delle due sorelle e la vita di Camilla. La sua relazione con il commissario si complica per i sospetti della ragazza sul presunto tradimento di Tancredi, ma sarà davvero così? Nel frattempo Camilla e Tancredi iniziano a indagare sulla vita di Elvira e quello che scoprono è ben diverso dall'anziana donna che conoscevano entrambi. Elvira ha un passato intrigato di segreti e misteri mai svelati, personaggi che vivono ai limiti della legalità e oggetti scomparsi. Tutto questi elementi si intrecciano per dare vita a un giallo che fino alla fine tiene il lettore con il fiato sospeso grazie alla sua trama scorrevole e ai personaggi ben caratterizzati. Il mio preferito? Ovvio! Tancredi. Sia per il nome che mi ha riportata ai fasti del Gattopardo, romanzo che adoro, e sia per la sua forza, per la sua integrità e i suoi fantasmi che cerca di combattere e per il modo in cui li affronterà per amore di Camilla. Mi è molto piaciuta la trama costruita senza buchi e incongruenze e alla fine tutto trova il suo posto nel puzzle del giallo, cosa molto importante in un romanzo in cui tutto deve avere un senso e la giusta collocazione. Complimenti all'autrice e buona lettura a tutti. 


mercoledì 13 luglio 2022

RECENSIONE "LE EREDITÀ DEL MALE" di Corrado Antani e Ettore Mascetti

 

Silvia Iside ha letto per noi "Le eredità del male" di Corrado Antani 
e Ettore Mascetti, edito Golem Edizioni. 


Autori: Corrado Antani e Ettore Mascetti

Genere: Giallo - Suspense 

Casa editrice: Golem Edizioni

Disponibile in ebook a € 8,99
E in formato cartaceo a € 18,52

Contatti autore: Corrado Antani - Ettore Mascetti


Marco Pavan un tempo era un poliziotto. Uno di quelli bravi fino a quando la storia, con la S maiuscola, non si è messa di traverso sulla sua strada sotto forma della scuola Diaz e dei fatti del G8 di Genova. Costretto ad andarsene dal Corpo per avere agito secondo "coscienza" e scaricato dalla moglie, oggi è un investigatore privato senza arte né parte. In una sonnolenta e nebbiosa Rovigo, con l'incarico di vicequestore, viene trasferito il sanguigno e ambizioso Cesare Baldini: la sua non è una promozione, ma l'ultima tappa di una carriera condita da violenze e abusi. La fama di "città nella quale non succede mai niente" viene improvvisamente interrotta dall'assassinio dell'onorevole Balzan, ex parlamentare DC. L'uomo viene ucciso in casa sua in modo efferato, con molti colpi alla schiena inferti da un oggetto non identificato. Baldini, chiamato a indagare, sospetta subito di Okigbo, il vicino di casa nigeriano. Pavan che si interessa al caso per aiutare un'amica della figlia, si convince che il nigeriano non può essere l'assassino, e inizia a indagare scavando nel passato della vittima e, con l'aiuto di un giovane poliziotto e di un'abile informatica, scopre un inaspettato legame con l'ex ospedale psichiatrico delle Granzette da cui, tra mille reticenze e difficoltà legate all'età dei testimoni, emerge un quadro di orrori e crudeltà. Pavan, un tassello per volta, inizia a ricostruire le vicende ma l'epilogo è ancora lontano e, in un susseguirsi di colpi di scena, tutti i protagonisti della vicenda si troveranno ad affrontare situazioni imprevedibili e, potenzialmente, mortali. 

Le eredità del male: parto dal titolo, più azzeccato che mai.
La corruzione che corrode come un cancro la pubblica amministrazione, il comportamento incomprensibilmente omertoso di alcuni infermieri, il dolore di una giovane costretta in carrozzina a causa di un tragico evento, l’accusa falsa che cade su un onesto forestiero e la crudeltà di monache che del messaggio di Cristo non hanno capito nulla. Questa è la base di un impasto che cola sulla testa di Pavan, ex-poliziotto ora impegnato nell’attività d’investigatore privato.
La sua è l’esistenza triste di un uomo considerato incluso nella categoria dei falliti. Dal suo tentativo di migliorare il rapporto grigio con la figlia, spunta l’occasione di riscatto che l’uomo di legge sopito in lui attendeva. Sullo sfondo i fatti del G8 e le torture di Genova, il mobbing subito da un giovane collega.
A scandire il ritmo ci sono conversazioni e affetti, sentimenti che nascono ma non riescono a fiorire, segreti che per lunghissimi anni hanno infestato le mura di un ospedale psichiatrico e le importanti riflessioni sulla criminalità e il tema manicomiale.
La giovane madre superiora e la moglie del direttore del manicomio paiono incarnare il concetto di “femmina peccatrice”, eredità del male, nella sua accezione più torbida.
Le stranezze del silenzio degli infermieri compongono una scomposta melodia di sottofondo che, unita alle battute di un pessimo impiegato comunale, danno vita all’immagine di una nazione in cui l’onesto e il giusto non sono altro che note stonate su un pentagramma il cui corso è impossibile mutare. Un po’ come i malati, di cui la povera Rosa P. è l’emblema che col suo diario aggiunge un tassello chiave al linguaggio segreto e indecifrabile che deve condurre alla soluzione del giallo.
Macabro e opprimente, questo romanzo si addice a chi ama gli enigmi e ha lo stomaco allenato. Lo consiglio per il finale e il suo messaggio e faccio i complimenti agli autori che hanno unito le loro migliori qualità stilistiche fino a far sentire la sola voce dei personaggi.


martedì 5 luglio 2022

"IL SUSSURRO DELLA PIOGGIA" di Cristina Origone

 

Vi segnalo "Il sussurro della pioggia" dell'autrice Cristina Origone, 
edito Golem Edizioni.



Autore: Cristina Origone
Genere: Suspense

Casa editrice: Golem Edizioni
Collana: Mondo

Disponibile in ebook a € 6,99
E in formato cartaceo a € 15,20

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Camilla Serra, la conduttrice del programma “Segreti e Misteri”, scopre per caso nell’appartamento di Elvira, l’anziana vicina di casa, il cadavere della donna.
La morte sembra per cause naturali, ma il mistero si infittisce quando Camilla si accorge che, nell’abitazione dell’amica, manca un vecchio ritratto di Philippe Dubois, un misterioso pittore francese.
Chi aveva interesse a rubare un quadro all’apparenza di poco valore? Elvira era già morta quando il ladro è entrato nell’abitazione?
Si rivolge a Tancredi Massari, il tenebroso commissario con cui ha una relazione altalenante. Le indagini li riavvicinano e prendono una piega inaspettata.
Incoraggiata da Luc Bertand, un enigmatico giornalista francese, si trova coinvolta in un intreccio che la porta in Francia, alla scoperta della vita del pittore e del passato di Elvira. Per un breve periodo, Philippe e la vicina di Camilla, negli anni Settanta, erano stati impegnati nelle frange estreme della contestazione politica, ed Elvira faceva parte di un gruppo femminista.
Al commissario non resta che indagare più a fondo per aiutare Camilla, e la paura di perderla lo porterà a fare scelte azzardate e significative soprattutto quando la vita della stessa Camilla sembra essere in pericolo.


DICE L’AUTRICE:

Questo è il secondo libro di una serie di tre romanzi, il primo è Il suono del vento, e l’idea di scrivere questa trilogia è nata tre anni fa. Volevo raccontare tre storie riguardanti tre avvenimenti storici, accaduti in epoche diverse, che hanno segnato la storia del nostro paese e non solo.


BREVE ESTRATTO:

«Hai sempre bisogno di sfide e motivazioni per vivere una vita appagante, in questi giorni l’ho capito e, anche se a volte detesto quella sensazione di essere di troppo, adoro come abbracci il mondo e persegui i tuoi obiettivi. Ho bisogno del tuo atteggiamento positivo, del tuo modo di vedere il bello in ogni cosa che ti circonda e del tuo coraggio. Perché tu sei coraggiosa, Camilla, e non ti tiri mai indietro. Sai perfettamente che l’amore è un viaggio pieno di insidie, e a volte il punto di arrivo non è come ci si era immaginati, ma questo non ti spaventa». Le prese le mani.
«Cosa stai cercando di dirmi, Tancredi?»
«Che ti amo, ma come posso essere sicuro che, raccontandoti tutto di me, la verità non rimarrà fra noi come una barriera?»





Cristina Origone è nata a Genova.  Scrittrice versatile, si è cimentata in vari generi, passando dal saggio semiserio Come portarsi a letto una donna in 10 mosse al thriller Avrò i tuoi occhi con Fratelli Frilli Editori. Suoi racconti sono presenti in diverse riviste e antologie, e nel 2010 ha vinto la XXI edizione del premio Writers Magazine Italia.
Nel 2019 ha pubblicato il romance Una rana in valigia nella collana Elit – Harper Collins Italia.
Nal 2020 ha pubblicato il primo romanzo con Camilla Serra protagonista, Il suono del vento (Golem Edizioni) e sempre con Golem Edizioni ha dato vita alle avventure di Simone Marini e del suo gatto Mameo in una serie di gialli “gastronomici” (Gatti e misfatti, Di miele e veleno).


lunedì 12 luglio 2021

RECENSIONE "IL MARGINE DELLA NOTTE" di Ferdinando Salamino

 

Un'altra bella recensione per "Il Margine della Notte
di Ferdinando Salamino, edito Golem Edizioni.
A cura di S.I.




Autore: Ferdinando Salamino

Genere: Noir

Casa editrice: Golem Edizioni 

Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 15,20 

Contatto autore: Ferdinando Salamino


Michele Sabella si è lasciato alle spalle l’Italia, un padre ergastolano e un segreto di sangue. Tutto ciò che desidera è occasione per ricominciare e quella sonnolenta cittadina delle Midlands inglesi, con il suo dipartimento di polizia in cui nessuno indaga mai su nulla, sembra il luogo perfetto per dimenticare ed essere dimenticato. Quando però Paulina Szymbova, immigrata polacca con problemi di droga, viene trovata morta nel suo appartamento con un biglietto di addio nella mano, Michele si convince che l’apparente suicidio nasconda qualcosa di più di un semplice atto di disperazione. Contro il parere dei colleghi e dei superiori, intraprende un’indagine solitaria che lo condurra oltre le tranquille e rispettabili apparenze della città, nelle sue viscere colme di odio e violenza. Mentre nel ghetto di Merchant Court giovani immigrate continuano a scomparire e a morire, Michele è costretto a domandarsi, ancora una volta, quanto sia sottile la linea che lo separa dai mostri a cui dà la caccia.

Il margine della notte riporta lo stile di qualità del primo libro del suo autore, con una trama d’orrore cucita su elementi di pura realtà: la scena del corpo morto che uccide ancora, come se fosse uno zombie, anche se i morti viventi non esistono, è la cosa che mi è rimasta di più.

Uccidiamo con la speranza e lasciamo i cadaveri a sgocciolare nell’essiccatoio del nostro disincanto. 

È solo una delle mille metafore pregevoli che abbelliscono una storia d’odio razziale, famigliare e non solo, scandita dai rubinetti che perdono liquidi rintocchi di orologio.
Vissuta da personaggi che si lasciano dietro biglietti prima di suicidarsi, testimonianze d’inchiostro di vite lavate via dal dolore di cui rimangono sul foglio del mondo tracce indistinte di qualcosa che esiste ancora, ma non ha più senso e cadaveri a cui restituire una tomba dignitosa ma soprattutto giustizia.
È ciò che prova a fare Michele Sabella, che un po’ come Frankie non si faceva illusioni su se stesso, sapeva di essere orrendo, e non se ne faceva sul mondo, che era brutto almeno quanto lui.
Troppo malato il nostro, per essere sul serio un poliziotto modello, eppure è la follia la sua estrema intelligenza, la sua virtù.
Anche Elena c’è ancora, riappare, non come la aspettavamo dopo il primo finale in Il kamikaze di cellophane; almeno io me la aspettavo in minima parte grata a Michele per il sacrificio abnorme che ha compiuto per lei e invece è ridotta a un miscuglio dolceamaro di sensi di colpa e gin con rossetto. Fossili di baci sono le tracce delle sue labbra che restano sui bicchieri.
La qualità degli intrecci e delle ambientazioni, dove il sangue tinge i tramonti - pioggia rossa, calda come un acquazzone tropicale - pareggia quelle del lavoro precedente. Qui di più c’è qualche lezione di psicologia nascosta tra le righe e ancora più canzoni inglesi tristi a far da colonna sonora a scene di felicità finta come quella cartolina che mostra una ragazza che serve drink in un bel chiosco senza accorgersi del numero di telefono di qualche speranzoso cuore solitario arrotolato tra le banconote delle sue mance. 


mercoledì 7 luglio 2021

RECENSIONE "BLUES PER I NATI SENZA UN CUORE" di Ferdinando Salamino

 

dell'autore Ferdinando Salamino, edito Golem Edizioni.
A cura di S.I.



Autore: Ferdinando Salamino

Genere: Noir/Thriller

Casa editriceGolem Edizioni

Disponibile in ebook a € 7,99
E in formato cartaceo a € 15,20 

Contatto autoreFerdinando Salamino


Quando il noto uomo d’affari e filantropo Rodolfo Serrani viene assassinato e la donna che ama è accusata dell’omicidio, per l’ex agente della Hate Crimes Division Michele Sabella è ora di tornare a casa.
In una Milano irriconoscibile che sembra chiudersi su di lui come una trappola, Michele intraprende una corsa contro il tempo alla ricerca di una verità rimasta sepolta per dieci anni.
Chi sono i soci senza nome con cui Serrani era in affari?
E perché Elena è determinata a dichiararsi colpevole?
I demoni del passato esigono una drammatica resa dei conti e nuovi nemici si preparano a colpire mentre, tra menzogne e false piste, gli indizi convergono verso un piccolo villaggio immerso nella campagna dove i bambini sorridono sempre e gli adulti nascondono segreti.
A pochi giorni dal Natale, la neve si tinge di sangue innocente e Michele scopre di non essere più il cacciatore, ma la preda. 

Anche in questo ultimo volume, Salamino è riuscito a mettere su una trama perversa, in cui la notte palpita davanti agli occhi di Michele Sabella come un cuore impazzito e con lui gioca come un gatto col topo spingendolo sull’orlo della sua follia. Non sa mai se sta agendo bene inseguendo le sue paranoie ma del resto, riportando le parole dell’autore: in base a cosa possiamo stabilire ciò che è giusto, lecito, in un contesto di totale follia?
Forse dei tre questo è quello in cui si elargisce il maggior numero di dettagli su sevizie, mortificazioni e quanto altro viene subito dai personaggi, ma la trovo una scelta azzeccata dato che deve essere la chiusura della trilogia, il suo apice, un traguardo.
In queste pagine di occhi trasparenti come veli e zigrinature di bicchieri che rifrangono la luce, si racconta la realtà a rovescio dell’alpinista che ama la montagna che non riuscirà mai a scalare ma per la quale non smette di allenarsi e sacrificarsi. Un po’ come il povero Michele ama Elena e la giustizia.
Si racconta l’animo umano nella sua accezione peggiore: un opale: liscia e traslucida e l’amore fisico è sempre esaltato senza volgarità da uno stile unico:

Gocce d’acqua le scendono dai capelli e formano rivoli che le corrono sulle spalle nude e lungo la linea del collo affusolato.

È tutto ambientato a Milano, città che nasconde tanti segreti, la malavita non è solo del sud e qui ce n’è una pulita, più organizzata che mai, capace, precisa, rapace. 
Quella che si porta via i reni dei bambini e lascia cadaveri in bella vista, apposta perché vengano trovati. Coltiva l’arte dell’omicidio come qualsiasi altra, un morto può diventare una scultura o un dipinto.
Dei tre romanzi questo è quello che porta il titolo più bello e la metafora migliore, più efficace, che lascia con un sorriso di stupore: corpi fatti a pezzi e lasciati scivolare dalla chiglia di uno scafo, sotto un cielo di stelle mute.
Le stelle non parlano, ma i reati sì. 


giovedì 13 maggio 2021

"BLUES PER I NATI SENZA UN CUORE" di Ferdinando Salamino

 

Buongiorno follower!
dell'autore Ferdinando Salamino, edito Golem Edizioni.



Autore: Ferdinando Salamino

Genere: Noir/Thriller

Casa editrice: Golem Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 15,20
A breve anche in ebook

Contatto autore: Ferdinando Salamino



TRAMA:

Quando il noto uomo d’affari e filantropo Rodolfo Serrani viene assassinato e la donna che ama è accusata dell’omicidio, per l’ex agente della Hate Crimes Division Michele Sabella è ora di tornare a casa.
In una Milano irriconoscibile che sembra chiudersi su di lui come una trappola, Michele intraprende una corsa contro il tempo alla ricerca di una verità rimasta sepolta per dieci anni.
Chi sono i soci senza nome con cui Serrani era in affari?
E perché Elena è determinata a dichiararsi colpevole?
I demoni del passato esigono una drammatica resa dei conti e nuovi nemici si preparano a colpire mentre, tra menzogne e false piste, gli indizi convergono verso un piccolo villaggio immerso nella campagna dove i bambini sorridono sempre e gli adulti nascondono segreti.
A pochi giorni dal Natale, la neve si tinge di sangue innocente e Michele scopre di non essere più il cacciatore, ma la preda.




DICE L’AUTORE: 

La storia si svolge in parte a Centesio, cittadina immaginaria immersa nelle campagne della Brianza ricostruita dopo una duplice frana. L'ispirazione per Centesio giunge da Consonno, città fantasma che negli anni '60 avrebbe dovuto essere la Las Vegas italiana e che la Natura, ribellandosi, ha distrutto. Oggi Centesio è un cumulo di inquietanti rovine che figura tra il 10 luoghi da incubo d'Italia, secondo molte riviste di settore.


BREVE ESTRATTO: 

Sono il morso del bambino affamato che squarcia il capezzolo della madre per nutrirsi di latte e sangue. Sono l’M60 dell’adolescente foruncoloso che sparge le cervella dei compagni di classe sui muri della scuola. Sono il ventre gravido di morte dell’Enola Gay, in trasvolata su Hiroshima. Sono i pavimenti rossi di Guantanamo, l’acciaio della ghigliottina. Sono ogni guerra che sia mai esistita, ogni proiettile sparato. Sono il bisogno umano di uccidere.





Ferdinando Salamino è nato nel 1971. Laureato in Psicologia Clinica a Torino, la sua vita si divide tra Milano, dove è nato, e il Regno Unito, dove esercita come psicoterapeuta e insegna Psicologia all'Università di Northampton. “Il Kamikaze di Cellophane” è stato il suo primo romanzo, inizialmente pubblicato con Prospero, nel 2019, e ripubblicato nel 2020 per la collana Ombre di Golem Edizioni. Il suo racconto breve “Sangue Bianco” è comparso nell’antologia “Il Tallone di Achille”, curata da Massimo Tallone (Golem Edizioni). Nel gennaio 2020 ha visto la luce il suo secondo romanzo, “Il Margine della Notte” (Golem Edizioni) sempre con Michele Sabella come protagonista.


mercoledì 31 marzo 2021

RECENSIONE "IN CUCINA CON... CHI?" di Alessia Toscano

 

Recensione: "In cucina con... chi?" dell'autrice Alessia Toscano, 
edito Golem Edizioni. A cura di Daniela Colaiacomo.



Autore: Alessia Toscano
Genere: Humor

Casa editrice: Golem Edizioni
Collana: Anime

Disponibile in ebook a € 3,99 
E in formato cartaceo a € 14,25

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TRAMA:

Mi chiamo Emma, e ho appena ottenuto il lavoro dei sogni accanto a Giordano Riviera, personaggio che seguo da sempre, al quale mi sono ispirata per formarmi professionalmente.
In questo momento, sono di fronte a uno strano bivio. Desidero un uomo: uno sconosciuto, incontrato per caso: robusto, senza nemmeno un muscolo o tartarughe arroccate sul corpo.
Poi c’è Ermanno, uno chef che non si è mai fatto vedere in pubblico, di cui nessuno conosce il suo aspetto, e che ora è costretto a condurre un programma televisivo insieme a me. È sfacciatamente bello e perfetto, maleducato e insolente, fatta eccezione per la sera, quando inizia a telefonarmi, sussurrandomi la sua anima. Nella mia mente, i sussurri telefonici del cuoco e l’immagine del mio abbondante sconosciuto iniziano a sovrapporsi. E io sono nei guai: perché due persone non possono fondersi in una?  



Siamo a Roma. 
Di carattere aperto, deciso e sincero, Emma Roberi - capelli rossi, pelle chiara, ciccietta ed efelidi - ha trovato il lavoro dei suoi sogni, perché Giordano Riviera, il suo mito, il guru della pubblicità, la vuole come sua collaboratrice. Ma l'entusiasmo e la determinazione con cui affronta il lavoro vacillano al momento di firmare il contratto: sarà lei la giovane donna che non sa cucinare e che, sotto la guida di Ermanno Folchi - il cuoco misterioso - protagonista del reality "In cucina con me", imparerà durante le puntate.
Uomo bellissimo, arrogante, e terribilmente indisponente, il protagonista della trasmissione televisiva che si svolge al “Gustando” tratta Emma con sufficienza e distacco durante le riprese di giorno, mentre di sera le telefona parlando con voce dolce e suadente, così impacciato, ma caldo, coinvolgente, sensuale. 
Emma è confusa, irritata dalla sua presenza ma affascinata dalle sue mani, le uniche che compaiono sui video di YouTube, vorrebbe sentirle su di sé. Oltretutto, è turbata dall'attrazione che prova nei confronti di uno sconosciuto un po' in carne che incontra casualmente al lago di Castel Gandolfo, dove va a rilassarsi e riflettere.
Al lago, mentre esce di corsa dal chioschetto vicino alla spiaggia, viene travolta dall'emozione di scontrarsi con l'oggetto dei suoi desideri.

Improvvisamente ho freddo, nonostante la calura di giugno inizi a farsi sentire. Mi tremano le mani e ho le gambe di gelatina. Non riesco a spiccicare parola. Ha degli occhi... non ho mai visto degli occhi così. Sono verdi, cristallini, ma all’interno, attorno alla pupilla, sono nocciola e i due colori si fondono in una riga frastagliata centrale di una sfumatura che, spostandomi un pochino, li fa sembrare quasi grigi. Ma come sono profondi...
Ora cosa faccio? Annego? Mi sento in una bolla sospesa tra tempo e spazio. Mentre aspetto che l’unico neurone rimasto vivo nella mia testa mi dica cosa fare, lui mi sorride, si sfiora la nuca con la mano e si allontana.
Digli qualcosa, Emma. 

E continuo a pensarlo, anche quando Ermanno mi telefona: sono sovrappensiero, quindi rispondo senza chiedermi chi sia. Purtroppo, non attacco. Inizia a parlarmi col suo solito tono basso e roco. La sua voce e l’aspetto dello sconosciuto si sovrappongono nella mia testa e... io sono fregata, fottuta, nei guai fino al collo.
Capita una cosa strana.
Sto andando tutti i giorni al lago e lui c’è sempre.

Ma perché Ermanno non può essere quest’uomo sconosciuto, che mi piace da impazzire?

   
La sovrapposizione delle immagini e dei personaggi crea un gioco di equivoci frizzante e divertente mentre i protagonisti principali rivelano le loro emozioni.
Alessia Toscano è brava a descrivere gli "attori" della storia, sia quelli principali che secondari, come le grandi amiche di Emma fin dalle scuole superiori: Giulia, fidanzata in procinto di sposarsi con Daniele, e Claudia, pasticcera di successo che suscita l'attrazione e l'interesse di Giordano; o come Lia, e Maurizio e Ross; tutti, nell'insieme, arricchiscono e completano la trama, già di per sé accattivante, mentre emerge la determinazione di Emma.

Il fatto è che la gente si riempie la bocca di mille parole che non pensa davvero, ma tanto, se ci sono delle maschere, prima o poi cadono. Io vado avanti per la mia strada, cercando la parte migliore di me, quella autentica e non costruita, quella per cui ho sempre lottato, il mio cuore è sempre stato dalla parte giusta, anche se mi ha fatto soffrire.

Fino alla rivelazione finale. 
Con il pov alternato di Emma e Giordano, ai quali si aggiunge in seguito quello di Ermanno, Alessia ci regala una storia veramente originale, dai risvolti divertenti e intriganti, ma anche ironica e passionale, e affronta argomenti delicati, sicuramente non superficiali. 
Scritto bene, il libro, bello e appagante, rilassante, pone più di uno spunto di riflessione, e trascina il lettore dalla prima all'ultima pagina nell'evolversi degli eventi, alla scoperta di ciò che è celato tra le righe.