Visualizzazione post con etichetta Silvia Alonso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Silvia Alonso. Mostra tutti i post

lunedì 25 ottobre 2021

"DELIRIO - BRIVIDI AL NERO DI LUNA" di Silvia Alonso

 

Buongiorno follower, buon inizio settimana!
Vi segnalo "Delirio - Brividi al nero di Luna" dell'autrice Silvia Alonso, 
edito Brè Edizioni.



Autore: Silvia Alonso

Genere: Racconti horror-thriller-esoterismo

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 10,00

Pagina autore: Silvia Alonso



TRAMA:

Dietro alle lusinghe di un fotografo dal taglio rarefatto e mistico si nasconde un serial killer che rinviene nell’Undicesima Musa, la Moda, la profanazione religiosa della nova era. Nei giochi del Casinò si rinviene una misteriosa applicazione delle antiche teorie pitagoriche e cabalistiche, utilizzate allo scopo di delinquere. La medianità e la telepatia, le nuove tecniche per parassitare i sogni, ma il sangue scorrerà a lavare le colpe. 
Un maniaco misogino trasforma la propria automobile in alcova del piacere, tra sesso, adrenalina, alchimia e allucinazione. Ma l’ultima corsa si trasformerà in vendetta.
Una zingara di strada legge nei fondi del caffè la propria condanna: sarà proprio il grande amore a toglierle il soffio vitale.
La leggenda delle streghe nere di Triora si mischia a quella delle dirimpettaie streghe bianche del borgo di Ellera, tra tradizione celtica e magia orientale che si fondono in terra ligure, amori, tradimenti e una strana maledizione.
La storica leggenda di Vlad il vampiro viene rivisitata alla luce delle conoscenze di filosofia orientale, dove il simbolo del Gral, unitamente a quello del drago, rimandano ai codici segreti di un sapere alchemico ed esoterico.
Nella Cattedrale gotica di Saint Daniel, alla vigilia del Natale, i misteriosi gargoyle, creati per esorcizzare i demoni, divengono protagonisti di un incubo a occhi aperti.
Un’anziana donna ricorda i propri incubi legati alle atrocità di Auschwitz, che riaffiorano alla memoria come zombie della psiche soggettiva e collettiva. La vendetta contro i suoi carnefici si farà strada con uguale prepotenza, rendendola protagonista di una rivincita alla Tarantino.
I misteri esoterici racchiusi nel capolavoro della Gioconda, e un inconfessabile amore segreto che viaggia nel tempo, sono il movente del famoso furto al museo del Louvre.
Nella poesia di Baudelaire Le dormienti, messa all’indice e stornata da I Fiori del Male per il contenuto osceno ed esplicitamente omosessuale, si nasconde la radice di una strana dannazione che passerà in un misterioso quadro. 
La leggenda del Golem di Praga riaffiora con prepotenza negli anni in cui il capolavoro di Mary Shelley, Frankenstein, spopola nella letteratura gotica assieme al nuovo mito degli zombie. Qualcuno ne svelerà l’arcano evidenziando la differenza tra scienza e fede.

  
BREVE ESTRATTO:

«Un cammello, color arancione. Che porta sulla gobba un talismano... a forma di scorpione.»
«Eccellente. E ora vediamo se riesci a decifrare quest’altra immagine.»
Corrugò la fronte per entrare nella concentrazione più profonda. Poi, come se fosse finalmente riuscito a trovare un angolo remoto dentro di sé, un placido sorriso gli rasserenò il volto.
Qualche istante. Cinguettio di pettirossi. Inspirazioni calme e costanti, nelle narici solo il profumo intenso del muschio. Un leggero brivido sulla pelle. Per non parlare del formicolio nelle ossa che ormai cigolano, ma il pensiero è diretto altrove, concentrato a cogliere il battito più lieve del suo stesso cuore, che si rinnova a ogni pulsazione.
Senza scomporsi dalla sua posizione, aprì di colpo gli occhi.
«Un cobra dalla coda ritorta. Nove volte, su se stessa.»
«Prodigioso. Lo avevo lasciato andare via, consegnandolo alle nuvole. Ma sei riuscito ad afferrare anche quell’immagine. Il tuo percorso è terminato. Non ho più nulla da insegnarti.»
Lo guardò indugiando per un attimo. Un secondo sorriso gli illuminò il volto. Come un padre benevolo, soddisfatto dell’esito più brillante del suo lavoro.
Era sicuramente lui, il più dotato tra i suoi alunni. Un discepolo riservato e schivo, tanto fulgido nel talento quanto anonimo nell’aspetto fisico. Negli occhi, nemmeno la minima ambizione. Solo il perseguimento di un puro ideale, il mero “dharma” orientale, la missione della sua anima. Voleva inseguire il sapere, come fa la goccia che confluisce nel grande mare della consapevolezza, per raggiungere la simbiosi con la coscienza superiore che permea il tutto. O almeno, così lasciar credere.
Non che fosse ipocrita. Ma dalla malinconia del suo sguardo trapelava qualcosa che gli aveva lasciato il segno. Una vecchia cicatrice, l’eco di una ferita, qualcosa che lo aveva spinto ad andare oltre la morsa del dolore, rifugiandosi nella stasi ovattata della meditazione. 
La realtà era che non sembrava avere una precisa missione, qualcosa che desse un senso reale a quella ricerca assoluta che tanto assomigliava alla sete astratta di perfezione. La mentalica sembrava essere la sua unica passione assieme alle altre pratiche medianiche, ma non era come per gli altri che, mossi dall’ambizione per la fama, aspiravano a imparare sofisticati numeri da palcoscenico per gettare fumo negli occhi a un pubblico schiavo della superstizione. 
Forse era per questo che l’anonima Musa, ispiratrice di maghi e sensitivi, nota solamente agli iniziati, gli era sempre stata fedele, fissa al suo fianco come un angelo custode. Lo aiutava con una dedizione assoluta nell’insediarsi nella mente cosmica riemergendone con un’immagine nitida da cui poteva decriptare i messaggi che per gli altri erano lasciati in codice. 
Non come gli smarginati tentativi del suo amico che lo seguiva come un’ombra, un parassita tanto brillante nell’aspetto quanto torbido nelle intenzioni. I suoi, di esercizi, sortivano sempre esiti incerti, come se una spessa coltre di polvere ne appannasse l’aurea.
Si erano conosciuti a un seminario di meditazione, e da quel giorno non si erano più lasciati. Forse la reciproca solitudine aveva fatto da collante più dell’affinità elettiva, il resto lo aveva fatto il sentirsi entrambi parte di qualcosa di più grande, ma dai più rinnegato, e l’effetto di compensazione che provavano nello stare insieme. Un equilibrio perfetto, una specie di endiadi indissolubile, sembravano i cocci unici dello stesso vaso che per una serie inspiegabile di cause si erano ritrovati a combaciare: luce e ombra, l’unione degli opposti, come nel grande simbolo del Tao.
Egeo ed Ezio erano nati lo stesso giorno dello stesso anno, ma ai due poli opposti del Paese, Torino e Napoli.
A nessuno Egeo aveva mai parlato del suo dolore per un amore impossibile, morto prima ancora di poter nascere. Una malattia improvvisa se l’era portata via, nel cuore più fulgido della giovinezza.
Berenice, sua cugina.
L’aveva stretta a lungo, nella bara. Aveva vegliato accanto a lei tutta la notte, sfiorando il suo volto che pareva baciato dai raggi argentei della luna.



Pseudonimo di Silvia Aonzo, avvocato civilista milanese. Esordisce già molto giovane con le poesie, una delle quali, “Inverno africano” viene premiata da Alda Merini al Castello di Belgioioso (PV) per il concorso “Poesia dorsale”. Nel 2006 pubblica con Altrimedia Editore la favola poetica “Il morso del serpente”, dalla quale trae la sceneggiatura per l’omonimo spettacolo danzato.
A dicembre 2019 esce per i tipi di Genesis Publishing il suo primo vero romanzo (un chicklit) “I love Mammy in Monte-Carlo – come sopravvivere a una vita glitter”. Con “L’angelo veste Sado” (Brè Edizioni, luglio 2021) si aggiudica la finale del Premio Nabokov 2020. A luglio 2021 il romanzo inedito “L’avvocato in gûepiere” si classifica al secondo posto al FRI-Festival del romance italiano, con Dri Editore. Sta attualmente lavorando ad altri romanzi, racconti noir-thriller, nonché a raccolte di favole (la raccolta “Lo zoo arcobaleno” si è aggiudicata la finale per la narrativa al premio Città di Castello). 

Tra il 2020 e il 2021 i suoi racconti sono stati premiati a numerosi concorsi di narrativa, tra cui (i più importanti): Premio di poesia e narrativa Giovanni Bertacchi (finalista col racconto «Solange», novembre 2020); Premio di letteratura al femminile Laurizia (3° posto con il racconto «Cieli immensi», novembre 2020); Premio Jean De La Fontaine (menzione speciale per la favola «La principessa serpente», aprile 2021); Premio Città di Grottammare (menzione d’onore per il racconto «Le sabbie mobili», maggio 2021); Premio Storie di donne Comune di Arco (2° posto per « Street Bob striptease », giugno 2021); Premio Internazionale Creati-Vita Inferno Dantesco (2° posto per il racconto «Ready Infernum Player», settembre 2021); Premio Bukowski (finalista con al poesia “Quello che le suore non dicono”, giugno 2021); Premio Un Roero da Favola (finalista con la favola «L’orchidea e la primula», settembre 2021); Premio Giovane Holden (finalista col racconto “Il ladro di sogni”, settembre 2021); Premio Nazionale di Arti Letterarie Metropoli di Torino (racconto finalista “Il ladro di sogni”, ottobre 2021); Premio Città di Castello (finalista con la raccolta di favole «Lo zoo arcobaleno» , settembre 2021); Premio Terni-Narni Horror Festival con la giuria di Cristiana Astori (finalista col racconto «La trappola della perla nera»).
Con il proprio blog www.silviaalonsowriter.com si occupa anche di recensioni di romanzi e film.


domenica 4 luglio 2021

"I LOVE MAMMY IN MONTECARLO - COME SOPRAVVIVERE A UNA VITA GLITTER" di Silvia Alonso

 

Buongiorno follower, buona domenica!

Un chick-lit per viaggiare nella magnifica città dei sogni, il Principato di Monaco... dove però scoprirete che, appunto, l’abito non fa il monaco e che non è tutto oro ciò che luccica!
Non perdetevi le esilaranti avventure di Sylvie Labella.



Autore: Silvia Alonso
Genere: Chicklit

Casa editrice: Genesis Publishing

Disponibile in ebook a € 3,99
E in formato cartaceo a € 11,00

Contatti autore: Sito - Instagram - Facebook 



TRAMA: 

Non è facile sopravvivere a una vita glitter. Perché, come giustamente ricorda il proverbio, se l’abito non fa il monaco e una rondine non fa primavera, una rondine monegasca sul giusto abito già può candidarsi a icona chic dell’universo modaiolo. Un universo in cui si muove disinvolta e sagace la protagonista del romanzo, Sylvie Labella, brillante mamma italiana dall’ironia tagliente e dalla simpatia travolgente. Tranne il fatto che, tacco dodici a parte (l’unico a essere perfettamente sincronizzato con “la Città dei Glitter”), Sylvie si sente un pesce fuor d’acqua. Uno di quelli che ha difficoltà ad andare d’accordo persino coi pesci meno grossi del Museo Oceanografico, principale attrazione turistica della città. E così, tra avventure alla Sex and the City e ispirazioni in stile “Shopaholic”, dove non mancano di certo le gag divertenti e persino gli scontri
con agguerrite nemiche, Sylvie e il suo amato bimbo Luchino ci portano per mano in una Montecarlo da sogno, la cui vita è fatta di feste fiabesche, boutique principesche e tanto fumo negli occhi, con poco arrosto di sincerità.


PRESENTAZIONE:

I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter di Silvia Alonso è un esilarante romanzo chick-lit che non si ferma mai alla superficie delle cose, ma tende invece ad analizzare ogni aspetto della vita della protagonista, Sylvie Labella, intenta a comprendere come sopravvivere nella trappola dorata di Montecarlo. Narrato in prima persona, il romanzo ha un incipit scoppiettante: una giovane mamma italiana da poco trasferita “nell’ostile” territorio francese cerca di contenere il suo spirito prorompente che fa letteralmente a botte con l’esasperata sobrietà monegasca. La situazione è poi complicata dal suo Luchino, un vivacissimo bimbo di due anni e mezzo che è definito da lei una “piccola rivoluzione copernicana del quotidiano”. È infatti la maternità ad essere raccontata con risvolti comici, e la difficoltà di conciliarla con la moderna vita frenetica; l’autrice fa emergere con intelligenza i piccoli, grandi sensi di colpa e la sensazione di perenne inadeguatezza che ogni madre si porta dietro, anche se è una “mamma-holic”. Con una scrittura frizzante e sagace, e una potente ironia a volte caustica, l’autrice ci porta nei luoghi della Montecarlo scintillante, permettendoci però di guardare oltre la patina dorata dell’apparenza. La protagonista del romanzo è una grande osservatrice, scaltra e critica, e nonostante sia sedotta dalla “bella vita” sa anche giudicare con lucidità ciò che le si offre; è ben conscia della frivolezza del mondo in cui vive, al quale non risparmia battute sarcastiche, e colpisce nel segno soprattutto quando punta il dito sulla finta gentilezza – “con dosi massicce di cortesia” – che è spesso ostentata dalla popolazione monegasca, e sulla vacuità di persone dal portafogli pieno ma povere di contenuto. L’autrice utilizza l’espediente dell’ironia per parlare di argomenti importanti, come il fatto che la forma spesso conti molto di più della sostanza, o quanto ancora pesi il divario culturale tra diverse nazioni, e soprattutto quanta solitudine possa provare una neo mamma: “nella città dei glitter le amiche si contano su una mano. A cui manca però qualche dito”. E come non menzionare quei bizzarri voli pindarici delle “lettere di contestazione” che l’autrice si concede per dare una pausa alla narrazione, che non sono mai importuni, e che arrivano al momento giusto e con i giusti tempi comici. I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter è un romanzo spassoso e introspettivo, in cui in dodici avventure per dodici capitoli l’autrice riesce ad elaborare una stravagante quanto realistica filosofia del quotidiano.


BREVI ESTRATTI:

Coco Chanel diceva che l’arte sta nella sottrazione... Si riferiva inequivocabilmente alla moda. Bene: pare che i francesi le siano rimasti talmente affezionati che ne abbiano applicato il dogma anche al campo della nouvelle cousine. Con una sintesi molto creativa, in senso figurato, ma non parimenti in senso mangiato (participio passato del verbo «mettersi a tavola»)


Avete mai provato a fare colazione dalle loro parti? Inaugurano la giornata col petit déjeneur, letteralmente «il piccolo digiuno», tanto per iniziare col buon umore! (...) E per finire anche la merenda ha vaghi toni repressivi, perché (sorpresa!) si chiama goûter: che non gli venga in mente di esagerare col cibo, poveri bambini, è loro permesso solo di gustare velocemente il gelato e poi via a fare i compiti! 


Con Luchino appresso anche la più innocua delle scale mobili si traduce in un film dell’orrore! Ultimamente il piccolo si è convinto che si tratti di un numero di circo da farmi eseguire, pena la peggiore delle penitenze, e così mi devo rassegnare a portare in spalla il passeggino come se mi trovassi sulla Via Crucis.


Per dirla proprio tutta: vorrei sapere chi è il genio che mette gli allarmi esattamente ad altezza bebè... e dire che i progettatori, per diventare ingegneri, hanno studiato anni! Ma forse il troppo studio li ha fallati, così non sono riusciti a trovare l’anima gemella, nessun matrimonio e di figli neanche a parlarne… (altrimenti l’allarme lo metterebbero ad altezza di almeno due metri.)



Silvia Alonso è una giovane mamma milanese come tante. O forse non proprio… Innanzitutto perché è un ex avvocato che, ispirandosi a Wonder Woman, ha sempre tenuto sotto al tailleur la strategica tutina in lycra per spiccare il volo verso una seconda vita. Inseguendo i suoi sogni, Silvia ha abbandonato le precedenti vesti di legale per iniziare a narrare la sua vita, creando il proprio alter ego. Trasferitasi a Montecarlo dopo la nascita del suo bambino, decide di trarre ispirazione da quella nuova vita patinata per trasformarsi in una Sophie Kinsella locale. Ne nasce il personaggio di Sylvie Labella, una mamma italiana frizzante e dalla fantasia straripante trapiantata nel mondo monegasco, ben più discreto e moderato. Da sempre amante di arte e letteratura, nel 2005 l’autrice si aggiudica il Premio “Poesia Dorsale” al Castello Belgioioso di Pavia per la composizione “Inverno africano” (in giuria Alda Merini). Nel 2006 pubblica la favola poetica “Il morso del serpente”, da cui estrapola la sceneggiatura per l’omonimo spettacolo che unisce danza orientale e teatro, rappresentato con la partecipazione del Maestro Roberto Brivio e la presentazione dello scrittore e amico Andrea G. Pinketts.


giovedì 1 luglio 2021

"L'ANGELO VESTE SADO" di Silvia Alonso

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Vi segnalo "L’Angelo veste Sado", romanzo di recente pubblicazione 
dell'autrice Silvia Alonso, edito Brè Edizioni.



Autore: Silvia Alonso

Genere: Giallo con tinte erotiche BDSM

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,99
E in formato cartaceo a € 13,00

Pagina autore: Silvia Alonso 



TRAMA:

L’Angelo veste Sado è un cocktail micidiale, vi trovate vari ingredienti in grado di soddisfare il palato del lettore più esigente: il giallo, con i suoi intrighi, il morto, l’assassino, il poliziotto e l’investigatore esterno. Il BDSM, quello duro, crudo, fatto di dolore che muta in piacere. L’erotismo velato ma presente. La notte, il nero del buio che copre e rivela, che cela e protegge misteri che è meglio non conoscere. La Morte, pronta a spiegare le ali come un Angelo nero. Le Mistress, vere regine del piacere per chi cerca l’oltre. Il tutto agitato con sapienza da un’autrice colta, raffinata, ammaliante. Silvia Alonso vi avvolgerà nelle dotte spire di un serpente che vi porterà a girare le pagine con avidità, sperando di non sentire il sibilo di una frusta sulla vostra schiena. Fa male. Prima di donare piacere…


PRESENTAZIONE:

Dopo il suo primo vero romanzo (un chicklit) I love Mammy in Monte-Carlo – come sopravvivere a una vita glitter, la scrittrice Silvia Alonso torna sul mercato editoriale con il libro L’Angelo veste sado (Brè Edizioni), classificatosi finalista al premio Nabokov 2020-2021.
Nell’undergroud di una Milano notturna si celebrano strani rituali a luci rosse, le cui protagoniste sono spregiudicate Mistress appassionate di esoterismo. Uno di questi giochi erotici si conclude con un omicidio. La vittima è Mattia D’Angelo, un ex acrobata del Circo di Monte-Carlo, che è stato ritrovato morto per asfissia a seguito della pratica del bondage. 
Proprio nella rinomata città francese, da dove tutto era partito anni prima, va in scena il concitato e conturbante epilogo della vicenda, con la protagonista Maggie che riuscirà a smascherare la vera responsabile dell’omicidio e a riprendere i fili di una matassa in cui alle pratiche sadomaso si annodano altresì la criminalità e l’occultismo.

«Sentivo che c’era un mondo notturno, trasgressivo e misterioso, che scalpitava per trovare voce – ha dichiarato la scrittrice. 
Il pretesto: partire dal Trottoir di Pinketts e dai suoi gialli, riallacciandone le fila in chiave prettamente femminile. È nata così la protagonista, Maddalena Santacroce.
Esoterismo, giochi proibiti e un Eros prepotente le cui sacerdotesse sono raffinate Mistress, ballerine e atlete che vanno ben oltre i comuni stereotipi. Ragazze colte e determinate che decidono di fare una vita libera, padrone del proprio corpo, dominatrici del loro destino. 
Il confine tra misticismo ed erotismo, e tra dolore e sublimazione, mi ha portato a ricercare legami inediti. Da far decantare in questo cocktail micidiale».

«È un giallo di qualità, che mescola con sapienza intrigo, eros e sado maso, scavando nei personaggi e facendo emergere un mondo sconosciuto ai più, tanto, tanto affascinante» - ha commentato l’editore. 

L’Angelo veste Sado, in sintesi, presenta tutti gli ingredienti giusti per soddisfare il palato del lettore più esigente: il giallo, con i suoi intrighi, il morto, l’assassino, il poliziotto e l’investigatore esterno. Il BDSM, quello duro, crudo, fatto di dolore che muta in piacere. L’erotismo velato ma presente. La notte, il nero del buio che copre e rivela, che cela e protegge misteri che è meglio non conoscere. La Morte, pronta a spiegare le ali come un Angelo nero. Le Mistress, vere regine del piacere per chi cerca l’oltre. Il tutto agitato con abilità da un’autrice colta, raffinata, ammaliante. 
Silvia Alonso avvolgerà i lettori nelle dotte spire di un serpente e li porterà a girare le pagine con avidità, sperando di non sentire il sibilo di una frusta sulla loro schiena. Fa male. Prima di donare piacere…





Dicono che starmi dietro sia come cercare di frenare uno Tsunami con un retino per le farfalle, e ci tengo a non smentire. Quando inizio un romanzo so da dove arriva la mia ispirazione ma mai, realmente, dove andrà a finire. È un viaggio avventuroso alla scoperta di un tesoro, di cui assaporo ogni istante. Mi piace venire guidata dalle mie stesse storie mentre do loro vita fino a quando prendono il volo. Del resto, devo darle atto, alla fine ha vinto lei: la mia Sherazad interiore ha preso il sopravvento sulla me di prima, un giovane avvocato milanese con la passione per la danza, l’esoterismo e le arti pittoriche. Così, è finita che ho seguito i miei sogni. Il mio primo romanzo, I Love Mammy in Montecarlo Genesis Publishing 2019 è nato quasi per caso, e come tale ne ha conservato lo spirito giocoso da chicklit. In L’Angelo veste Sado ho consolidato la mia vocazione, trovando il coraggio di parlare di un mondo misterioso ed esoterico unendo il giallo alle luci rosse. Nel corso di questi due anni i miei racconti e le poesie hanno vinto alcuni importanti premi letterari, di carattere nazionale e Internazionale, che mi riempiono di gioia. Tra i sogni nel cassetto, la pubblicazione di romanzi per ragazzi e favole per bambini, cui sto già lavorando.
Mi piace considerare sacro ogni piccolo regalo che possa essermi fatto dal destino. A voi, cari lettori, far sì che questo viaggio duri il più a lungo possibile.