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mercoledì 28 luglio 2021

"MINERVE" di Giuditta Ross

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "Minerve" dell'autrice Giuditta Ross.




Titolo: Minerve

Autore: Giuditta Ross 

Genere: Romance steampunk MFM 

Disponibile in ebook al prezzo lancio di € 1,99
E in formato cartaceo a € 11,34

Pagina autore: Giuditta Ross 



TRAMA:

La Guerra ci aveva strappato le nostre inutili certezze, la sua fame vorace non aveva fatto distinzioni. Ci aveva lasciati mozzi, inorriditi sulle macerie del nostro grande impero e tuttavia vittoriosi. 
Il mondo dorato in cui vivevo non era che un guscio inconsistente che svelava le sue crepe. Vedevo quelle persone in pezzi e sapevo come aggiustarle. 

Per Lord Nicolas Stanford, avevo un cervello fatto di viti e ingranaggi e forse lo era anche il mio cuore. Guardavo un oggetto inanimato e la mia mente era in grado di immaginare il meccanismo che l’avrebbe fatto muovere. Ero un’inventrice sul libro paga del signor Holmberg, l’uomo che aveva inventato le macchine in grado di sconfiggere i nostri invasori e vincere la Guerra. Egli sembrava comprendermi come nessuno al mondo e guardava con orgoglio al mio lavoro e alle mie aspirazioni.

Lui e Nicolas erano come il giorno e la notte ma io sapevo che avevano un segreto. Erano legati da una passione indicibile. L’avevo vista bruciare e quel fuoco sembrava lambirmi con le sue dita seducenti. 
Presa in quel vortice non mi restava che cercare di non cadere come una falena sulla fiamma. 
Per quanto mi dibattessi e lottassi, le pareti della mia gabbia dorata erano sempre pronte a chiudersi. 
Non l’avrei permesso. 
Avevo uno scopo, ero pronta per il futuro. 


DICE L’AUTRICE: 

Minerve è il genere di libro che scaturisce dal sogno. Da quei pensieri che facciamo prima di addormentarci, per volare con la fantasia. Immagini che si rincorrono, dialoghi e situazioni che stuzzicano la fantasia e sedimentano durante la notte.
All'interno del romanzo ci sono diverse citazioni di personaggi di classici della letteratura e anche del cinema. Vi sfido a scovarli 🙂
Per scrivere Minerve, anche se non è un vero romanzo storico, ho fatto un bel po' di ricerca, anche e soprattutto, riguardo alle scoperte tecniche e scientifiche avvenute durante l'ultima metà del diciannovesimo secolo. Studiare il modo in cui veniva percepita la scienza in quel periodo, comprendere quanto fosse ancora mescolata a concetti più astratti, nonostante la modernità di certe scoperte, mi ha colpita.




BREVI ESTRATTI:

«Non farlo. Non chiedermelo ancora,» sussurrai. Sentii la mia voce roca che grattava appena lo strato di disperazione che lo avvolgeva. E ancora soffrii per lui, perché sapevo che nonostante i privilegi quel suo mondo dorato lo stava inghiottendo. Annuì, e forse per la prima volta vidi qualcosa di simile alla rassegnazione in fondo al suo sguardo. 
Quando si avvicinò, non indietreggiai. Quando allungò le braccia per trarmi a sé, lo lasciai fare. Mi sentivo improvvisamente svuotata. Come se mi fossi strappata di dosso una coperta calda nel pieno dell’inverno e mi sentissi fredda e pronta a rompermi in mille pezzi. 
Attonita. 
Lasciai che mi circondasse la nuca con le dita, che mi sollevasse il mento e posasse la sua bocca sulla mia. Appoggiai i palmi sudati delle mani sui risvolti della sua giacca mentre Nicolas mi posava piccoli baci umidi sulle labbra. Inspirai il suo gemito e la mente mi si riempì di quel suono. Sussultai appena nel momento in cui sentii la sua lingua saggiare la linea delle mie labbra e una sensazione nuova ed esaltante mi colpì nel ventre. Mi aprii a quel bacio audace seguendo un istinto quasi primordiale, una spinta assoluta che non mi presi il disturbo di domare o comprendere. 
Lo lasciai entrare, pensando che l’indomani avrei trovato un modo per ricacciarlo ancora, faticosamente, indietro.


Sentii i suoi occhi addosso con un’insistenza quasi palpabile, nel crepuscolo sembravano lisci e luminosi come quelli di un cervo. Infiniti e torbidi. Per qualche motivo mi sentii in imbarazzo così come ero, appesa al braccio solido di Holmberg. Improvvisamente, mi sembrava sbagliato. Qualcosa che non avrei dovuto fare, non sotto lo sguardo di Nicolas. Provai ad allontanarmi dal mio datore di lavoro, ma lui non me lo permise.
Nic posò il suo bicchiere su un davanzale di pietra, poi, senza toglierci gli occhi di dosso, si frugò nelle tasche per tirare fuori una scatola di fiammiferi e un paio di sigari sottili. Ne porse uno a Holmberg, dopo, con un gesto fluido e sicuramente studiato, sfregò il cerino sulla scatola e accese il proprio sigaro. La fiamma che sfrigolava così vicina al suo volto lo fece apparire di una bellezza luciferina. Sembrava di umore quieto e assorto, e la cosa non faceva presagire nulla di buono. Si staccò il sigaro dalle labbra e me lo avvicinò alla bocca. 
Istintivamente schiusi le labbra e quando lui vi appoggiò l’estremità del sigaro, la sentii appena umida della sua saliva. Aspirai una piccola boccata di fumo mentre gli occhi di entrambi gli uomini si fissavano sulla mia bocca. Espirai con il cuore che galoppava in gola e il ventre contratto da piccole scariche di eccitazione. Quel gesto mi parve così erotico che dovetti trattenere un gemito. Il mio corpo si era fatto caldo e liquido, ipersensibile. Sentii il fianco di Holmberg più vicino, un muro solido e rovente, un contrasto netto con il colore glaciale dei suoi occhi quando arrischiai uno sguardo verso di lui. Nicolas mi sorrise ma c’era un che di spietato nella piega delle sue labbra. 


Inspirai, ero incredibilmente calma. Come se improvvisamente ogni cosa fosse esattamente dove doveva essere. E se c’era una cosa che sapevo riconoscere al volo, in modo viscerale, era quando ogni ingranaggio si incastrava alla perfezione. 
«Così è perfetto.»





Giuditta Ross è prima di ogni altra cosa una sognatrice, sempre a lottare per resistere al mondo reale. Gattara e zitella mancata (nel senso che accidentalmente mi sono sposata e ho generato prole) cartolibraia perennemente sull’orlo di una crisi di nervi e pessima massaia. Sono un’accanita sostenitrice dell’emozione: quel concetto di sublime che tanto era caro ai Romantici. Amo appassionatamente la natura selvaggia, temporali, i documentari naturalistici e i documentari sulla storia e l’archeologia, i gatti, la pizza, la birra, il prosecco, l’architettura gotica, i megaliti, i pittori preraffaelliti, i gatti l’ho già detto? La musica rock, il sushi, il suono che fanno i gatti quando guardano gli uccellini alla finestra… Sono preda di fissazioni stravaganti: l’ultima è quella per le mummie di torbiera (chi volesse informazioni a riguardo può contattarmi in privato). Sono diplomata in restauro ligneo e da ragazza sognavo di fare l’archeologa (come Indiana Jones ma senza distruggere i reperti). Mio padre era sardo e mia madre era fissata con Via col Vento.
Sono piemontese, sono cresciuta con l’abbraccio confortevole delle Alpi, ma anelo sempre il mare.


giovedì 5 settembre 2019

DOPPIA RECENSIONE "A QUALCUNO PIACE IN... KILT" di Giuditta Ross



Franca Poli e Tiziana Irosa hanno letto per noi "A qualcuno piace in… kilt", secondo volume della serie "Under The Kilt", edito Triskell Edizioni 😊



Autore: Giuditta Ross
Serie: Under The Kilt Vol.2

Genere: Romance

Casa editrice: Triskell Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,49
e in formato cartaceo a € 12,00

Pagina autore: Giuditta Ross 




TRAMA: 

Il destino può giocare davvero brutti scherzi. Un momento hai il mondo in mano e quello successivo vuoi solo trovare un angolo nascosto in cui leccarti le ferite. Lo sa bene Rowan O’Kinley, così come sa che ci sono perdite con cui sembra impossibile venire a patti tanto che l’unica soluzione sembra essere scappare lontano da quel dolore e lasciare dietro di sé ogni cosa che possa ricordartelo. Anche le persone che si amano di più.
Quando un tragico incidente si porta via per sempre il suo migliore amico, Eric McAvoy sa che il buco nella sua anima non si ricucirà mai. Quello a cui non è preparato è perdere anche l’altra metà del suo cuore. Lei se n’è andata, distrutta da un dolore capace di annientare qualsiasi altra cosa. Ora è tornata e lui non le permetterà di lasciarlo mai più. 



Ed eccoci al secondo libro di Giuditta Ross dove i protagonisti sono degli aitanti e sexy scozzesi. I due libri sono comunque auto-conclusivi, si possono leggere singolarmente, anche se, ovviamente, iniziando dal precedente si riesce a capire meglio l'evolversi della situazione e le varie dinamiche che intercorrono tra i protagonisti.
Sono molto contenta di avere ritrovato sia Amalia Rossetti e Iain MacLeod, alle prese con il loro rapporto di coppia un po' sopra le righe, che Sean Campbel e altri personaggi conosciuti precedentemente.
Questa volta abbiamo a che fare con Eric McAvoy, addetto alla sicurezza del National Museum of Scotland di Edimburgo.
Eric McAvoy e la Dottoressa Rowan O'Kinley si conoscono fin da bambini. Assieme a Brian, fratello gemello di lei, formavano un trio inseparabile. Purtroppo alla morte di Brian, la strada dei due giovani si divide. Rowan fugge a Dublino, dove vivono i nonni paterni, e inizia a lavorare al Trinity College, mentre Eric rimane in Scozia e intraprende la collaborazione con Iain MacLeod alla sicurezza del museo di Edimburgo.
Dopo circa diciotto mesi la ragazza fa ritorno in Scozia, come responsabile dell'allestimento di una mostra proprio al National Museum of Scotland.
Il ricordo dell'ultima notte che hanno trascorso assieme è vivido nella mente di entrambi; il legame è ancora forte. La loro però non è più solo amicizia, ma è qualcosa di molto più profondo. Troveranno il coraggio di lasciarsi il dolore alle spalle e andare avanti, dando ai sentimenti che provano uno per l'altra la possibilità di emergere?
Certo che spesso la strada per la felicità è piena di insidie. Ne sa qualcosa Rowan che deve vedersela con due stalker. Uno è un collega piuttosto invadente, per non dire peggio, e l'altro è un vicino di casa non proprio sano di mente. Fortunatamente, potrà sempre contare su Eric che farebbe di tutto per la sicurezza del suo “passerotto”.
Ho letto con piacere anche questo romanzo. La scrittura risulta molto accurata e lineare, i dialoghi che intercorrono tra i vari personaggi sono vivaci e frizzati. Così come sono divertenti e ironici i loro battibecchi. Soprattutto nella prima parte ho riso parecchio con Eric e Rowan, Iain e Amalia. La narrazione avviene in terza persona. Si legge velocemente, grazie a una trama che riesce a coinvolgere il lettore fin dalla prima pagina, e a un po' di suspence che viene a crearsi a un certo punto del racconto. La storia mi è piaciuta, così come i protagonisti con i quali sono entrata subito in empatia. Eric e Rowan sono due bei personaggi. Il dolore per la perdita di una persona cara li fa reagire in modo differente. Lei fugge da tutto e da tutti, lui invece rimane a sostenere i familiari di entrambi. Basta però ritrovarsi assieme nella stessa stanza per far riaffiorare i ricordi, belli o brutti che siano. Questa volta lui però non ha intenzione di lasciarla fuggire. Come ho detto prima, i loro battibecchi sono veramente esilaranti. Loro stessi come personaggi mi hanno divertito, così come Amalia alle prese con il fidanzato Iain. L'autrice è stata brava a descrivere il loro carattere, la forza di volontà che hanno nel cercare di resistere all'attrazione che provano, il senso di protezione che Eric ha nei riguardi di Rowan e anche la sua, non proprio velata, gelosia. Anche le persone che ruotano intorno a loro sono ben delineate. In particolare il povero Sean che questa volta ha a che fare non con una, ma con due coppie che battibeccano e si punzecchiano di continuo. Mi auguro che anche lui presto trovi la sua dolce metà... chissà! Magari potrebbe avere a che fare con una certa ricercatrice che di cognome fa MacLeod? Giuditta Ross tu cosa ne pensi?
Se amate gli scozzesi allora dovete assolutamente leggere questo libro. Qui ne trovate addirittura tre. Uno più affascinante, sexy, intrigante e irritante dell'altro. Io ancora non sono riuscita a scegliere tra Iain, Eric e Sean...
Ora non mi resta che complimentarmi con Giuditta Ross e consigliarvi questo romanzo dove, al suo interno, potete trovare una bella storia d'amore, un po' di suspence, e dei personaggi veramente... notevoli! 



In questo libro i personaggi sono: Rowan, fuggita da Edimburgo dopo la perdita del gemello Bran e dopo aver fatto sesso con il suo migliore amico Eric, ed Eric appunto un omone che lavora come addetto alla sicurezza presso il museo della città. Rowan torna nella sua città natale per l'allestimento di una famosa mostra, e qui rivede il suo migliore amico che non è mai riuscito a dimenticarla. Tra i due il sentimento che li univa non si è mai spento, solo che la studiosa non riesce ad accettarlo e fugge sempre.
La sua fuga non durerà tantissimo, perché alle sue calcagna si metterà Eric, che cercherà di conquistarla. A guastare il quadretto idilliaco di struggimento, ci saranno due losche figure che stalkerizzeranno Rowan.
Per chi ha letto il primo volume e si è innamorato di Amalia e McLeod, li rassicuro dicendo che li ritroverete più in forma di prima. Ammetto di non aver letto la prima parte di questo romanzo, e adesso mi è venuta voglia di conoscere meglio la storia di Amalia, personaggio che, a mio parere, è quello più carismatico e originale. 
Non mi è piaciuto che il protagonista di questa storia sia stato dipinto come una sorta di gorilla, che avrebbe preso a pugni il mondo, almeno così io l'ho immaginato. Credo che in un mondo dove la violenza è ormai gratuita, certe figure non sono molto edificanti per l'essere maschile. Capisco che l'uomo forte e protettivo sia un cliché a cui noi donne siamo legate, ma lo si può descrivere tralasciando gli aspetti da uomo delle caverne.
Per il resto, la storia scorre piuttosto velocemente, a volte lasciandoti senza fiato, infatti, avrei inserito qualche virgola in più per dare un po' di pausa, ma nulla di così tragico.
Il finale del libro lascia uno spiraglio a un terzo volume, dove i protagonisti saranno altri personaggi minori di questo romanzo.
Adesso non vi resta che acquistarlo e leggerlo. 


sabato 17 agosto 2019

RECENSIONE "SOTTO IL KILT... NIENTE" di Giuditta Ross



Buon pomeriggio amici lettori!
Franca Poli ha letto "Sotto il kilt... Niente" dell'autrice Giuditta Ross.







Autore: Giuditta Ross

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 11,00

Pagina autoreGiuditta Ross 




TRAMA: 

A volte ci sono proposte che non si possono davvero rifiutare. Quando il suo più caro amico ed ex coinquilino dei tempi dell’accademia le chiede di raggiungerlo a Edimburgo, come supporto all’equipe di restauro del Museo Nazionale di Scozia, Amalia Rossetti capisce che è proprio una di quelle occasioni. 
L’accoglienza in Scozia non è delle migliori ma, finché può passare le sue giornate in laboratorio con i suoi preziosi reperti, Amalia è nel suo elemento. Non teme il clima e neppure i colleghi saccenti e pusillanimi da rimettere al proprio posto.
Solo una cosa non ha considerato: il capo della sicurezza MacLeod.
Iain MacLeod prende molto sul serio il suo ruolo di capo della sicurezza. Dopo che al museo si è verificata un’esplosione la cui natura resta ancora tutta da definire, gli viene affidato il compito di tenere tutto sotto controllo. E tenere le cose sotto controllo, è proprio quello in cui eccelle.
Nascosto nel suo ufficio bunker, esce solo per intimorire, con la sua stazza considerevole e la sua collaudata espressione da osso duro, le frotte di turisti troppo chiassosi che sciamano nelle sale. Fare rispettare le regole sembrerebbe la sua ragione di vita.

Solo una cosa non ha considerato: la dottoressa Amalia Rossetti.   



Amo i libri dove i protagonisti sono degli scozzesi. In questo ce ne sono addirittura tre, uno più interessante dell'altro. Il protagonista principale di questo romanzo però è Iain Mac Leod, un metro e novanta di muscoli e testosterone.
Iain è il capo della sicurezza del National Museum of Scotland di Edimburgo ed è proprio lì che incontra per la prima volta la dottoressa Amalia Rossetti. Amalia è una giovane italiana esperta in restauro, chiamata in Scozia dal direttore dell'equipe di restauratori, nonché suo vecchio amico, Sean Campbell, altro affascinante scozzese. La ragazza assieme a due suoi collaboratori si trova a Edimburgo per aiutare l'amico a riportare all'antico splendore diverse opere d'arte danneggiate da un'esplosione.
Tra i due l'attrazione è immediata e potente. Iain è una persona che incute terrore solo a guardarlo, il suo sguardo riduce al silenzio chiunque... tranne la piccola italiana, che non si lascia intimorire dal suo modo di fare.
Ho apprezzato questo romanzo. La scrittura risulta molto accurata e lineare, i dialoghi che intercorrono tra i vari personaggi sono vivaci e frizzati. Divertenti i battibecchi fra i vari personaggi, soprattutto quelli tra Iain e Amaila, ma anche quelli fra la ragazza e Sean. La narrazione avviene in terza persona. Si legge velocemente, grazie anche a una trama coinvolgente che cattura fin dalla prima pagina. La storia mi è piaciuta, così come i protagonisti con i quali sono entrata subito in empatia. Iain e Amalia sono stati descritti molto bene. Il loro carattere, la forza di volontà che hanno nel cercare di resistere all'attrazione che provano, il senso di protezione che Iain ha nei riguardi di lei... e perché no, la gelosia che prova nei confronti di Sean. Anche le persone che ruotano intorno a loro sono ben delineate e non vedo l'ora di leggere altri libri con protagonisti gli aitanti scozzesi Sean Campbel e Eric McAvoy, subalterno di Iain. Nell'attesa, faccio i miei complimenti a Giuditta Ross per questo romanzo.
Ps: Siete curiose di sapere se sotto il tradizionale kilt indossano qualcosa oppure no? Beh allora per scoprirlo non vi resta che leggere questo libro, che io consiglio.


lunedì 12 agosto 2019

"A QUALCUNO PIACE IN... KILT" di Giuditta Ross



Buongiorno follower, buon inizio settimana!
Giuditta Ross ci parla di "A qualcuno piace in… kilt", secondo volume della serie "Under The Kilt", edito Triskell Edizioni. 





Autore: Giuditta Ross
Serie: Under The Kilt Vol.2

Genere: Romance

Casa editrice: Triskell Edizioni

Disponibile in ebook a € 4,49

Pagina autore: Giuditta Ross 




TRAMA: 


Il destino può giocare davvero brutti scherzi. Un momento hai il mondo in mano e quello successivo vuoi solo trovare un angolo nascosto in cui leccarti le ferite. Lo sa bene Rowan O’Kinley, così come sa che ci sono perdite con cui sembra impossibile venire a patti tanto che l’unica soluzione sembra essere scappare lontano da quel dolore e lasciare dietro di sé ogni cosa che possa ricordartelo. Anche le persone che si amano di più.
Quando un tragico incidente si porta via per sempre il suo migliore amico, Eric McAvoy sa che il buco nella sua anima non si ricucirà mai. Quello a cui non è preparato è perdere anche l’altra metà del suo cuore. Lei se n’è andata, distrutta da un dolore capace di annientare qualsiasi altra cosa. Ora è tornata e lui non le permetterà di lasciarlo mai più.



BIOGRAFIA:

Giuditta Ross è, prima di qualsiasi altra cosa, una sognatrice, un’irriducibile latitante della realtà. Giuditta è una lettrice affamata, una divoratrice di emozioni.
A tenerla con i piedi per terra ci sono un marito, una figlia e una gatta che fanno a turno per reclamarla al presente.
I suoi pensieri, preda di ispirazioni improvvise, vagano fin troppo spesso tra le faccende quotidiane e qualche scena di quel libro che piano sta prendendo forma, con risultati spesso improbabili.
È una seguace dell’immaginazione, una schiava della fantasia, un’adepta del sogno a occhi aperti.
In fondo, Giuditta, non è che il frutto di un sogno che incredibilmente si avvera.



DICE L’AUTRICE:

La serie Under the kilt è nata, come spesso accade, quasi per caso. Il primo della serie non era che un racconto realizzato per un blog. Ma i personaggi si sa, si impongono, prendono spazio e le storie crescono, evolvono.  I protagonisti del primo volume non si sono accontentati e tantomeno i personaggi che li circondavano, hanno preteso le loro storie e io mi sto divertendo moltissimo a scriverle. Amalia, la protagonista di Sotto il kilt... niente, potrebbe essere il mio alter ego e incarna il genere di eroina che mi piace. Sopra le righe, un po’ folle e indisciplinata. Iain, la sua metà, è il prototipo dell’eroe romantico. In questo secondo volume abbiamo Eric (il secondo di Iain) e una rossa tutto pepe con un passato doloroso e un presente tutto in salita. Attorno a loro girano altri personaggi che saranno i cardini per i prossimi volumi.
Ho già in stesura la storia di Sean e sto buttando le basi per il resto dei fratelli MacLeod...
Una curiosità succosa riguarda un personaggio secondario che ho preso in prestito dalla mia amica Aurora R. Corsni. Si tratta di Will, il barman della caffetteria del museo Nazionale di Scozia. Will è il protagonista di un suo bellissimo racconto:
Election night



BREVE ESTRATTO:

“La pressione era una presenza solida tra loro, non era solo eccitazione o furia, era disperazione.
«Guardami, Ro!» le ordinò e lei lo vide come attraverso un velo di nebbia. «So che i tuoi capelli sono un groviglio di fuoco, che canti a squarciagola quando sei sola, che fumi i sigari che ti passa tuo nonno. So che reggi l’alcol come un maledetto giocatore di rugby. So. Chi. Sei,» abbaiò a un millimetro dalle sue labbra. «E non importa quanto mi ci vorrà, non importa quanta resistenza farai. Ti staccherò di dosso ogni maledetto strato dietro cui ti stai nascondendo finché non ti avrò ritrovata.»
Eric la fissò furioso per un istante, in cui sembrava che avrebbe potuto scuoterla fino a farle dire qualcosa, fino a farle ammettere la sua colpa, la sua vergogna. Poi la furia si stemperò, le sue mani tornarono gentili mentre asciugavano una lacrima sfuggita al suo debole controllo. Dopo un momento di indecisione, durante il quale Rowan desiderò ferocemente che la baciasse fino a svuotarle completamente il cervello, lui si fece indietro. Come una mangusta di fronte a un cobra.
Rowan tirò su con il naso e lo sentì sospirare. «Non mi provocare, Ro.»” 


lunedì 5 marzo 2018

"SOTTO IL KILT... NIENTE" di Giuditta Ross



Buongiorno follower!
"Sotto il kilt... Niente" è il nuovo romanzo dell'autrice Giuditta Ross, primo volume di quella che prevedo essere una serie molto interessante... 😉








Autore: Giuditta Ross

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 11,00

Pagina autoreGiuditta Ross 





TRAMA: 

A volte ci sono proposte che non si possono davvero rifiutare. Quando il suo più caro amico ed ex coinquilino dei tempi dell’accademia le chiede di raggiungerlo a Edimburgo, come supporto all’equipe di restauro del Museo Nazionale di Scozia, Amalia Rossetti capisce che è proprio una di quelle occasioni. 
L’accoglienza in Scozia non è delle migliori ma, finché può passare le sue giornate in laboratorio con i suoi preziosi reperti, Amalia è nel suo elemento. Non teme il clima e neppure i colleghi saccenti e pusillanimi da rimettere al proprio posto.
Solo una cosa non ha considerato: il capo della sicurezza MacLeod.
Iain MacLeod prende molto sul serio il suo ruolo di capo della sicurezza. Dopo che al museo si è verificata un’esplosione la cui natura resta ancora tutta da definire, gli viene affidato il compito di tenere tutto sotto controllo. E tenere le cose sotto controllo, è proprio quello in cui eccelle.
Nascosto nel suo ufficio bunker, esce solo per intimorire, con la sua stazza considerevole e la sua collaudata espressione da osso duro, le frotte di turisti troppo chiassosi che sciamano nelle sale. Fare rispettare le regole sembrerebbe la sua ragione di vita.

Solo una cosa non ha considerato: la dottoressa Amalia Rossetti.  





BIOGRAFIA:

Giuditta Ross è, prima di qualsiasi altra cosa, una sognatrice, un’irriducibile latitante della realtà. Giuditta è una lettrice affamata, una divoratrice di emozioni.
A tenerla con i piedi per terra ci sono un marito, una figlia e una gatta che fanno a turno per reclamarla al presente.
I suoi pensieri, preda di ispirazioni improvvise, vagano fin troppo spesso tra le faccende quotidiane e qualche scena di quel libro che piano sta prendendo forma, con risultati spesso improbabili.
È una seguace dell’immaginazione, una schiava della fantasia, un’adepta del sogno a occhi aperti. 
Ecco spiegata la nascita di questo romanzo: in fondo, Giuditta, non è che il frutto di un sogno che incredibilmente si avvera. 





DICE L'AUTRICE:

Sotto il kilt… niente è nato come un racconto. La storia di Iain e Amalia continuava a crescere nella mia mente tanto che decisi di ampliarla e di farla diventare il filo conduttore di una serie. Sì perché anche i personaggi secondari che comparivano nella prima stesura di Sotto il kilt… niente hanno reclamato la loro parte. Allora ho cominciato a pensare alle loro storie, ai retroscena e alle possibili donne perfette per Eric e Sean. Ho rimuginato sulla famiglia di Iain, (il Clan MacLeod come lo chiama Amalia) e insomma, tutti quei fratelli…
In questo primo romanzo breve ho voluto introdurre Iain e Amalia, Sean e Eric con l’idea di far crescere la storia piano piano, anche attraverso gli occhi degli altri personaggi. Così nel secondo vedremo la relazione tra la piccola italiana e grosso scozzese diventare qualcosa in più e vi assisteremo attraverso il vissuto di quei personaggi che nel primo capitolo fanno da contorno alla loro storia.






BREVE ESTRATTO:

Stava ripassando mentalmente il disegno complesso dei fregi, quando andò a sbattere violentemente contro un muro.
Gli occhiali le sfuggirono di mano mentre, con un tonfo, finiva col didietro sul pavimento. Amalia e il muro imprecarono all’unisono, anche se in lingue diverse.
Vedendo muoversi la grossa sagoma scura, dovette ricredersi: non era affatto un muro, ma un armadio ambulante, quello sì.
L’armadio in questione si chinò su di lei e con gesti precisi le inforcò gli occhiali dalla spessa montatura, meravigliosamente intonsi. Attraverso le lenti Amalia vide che l’armadio era, più precisamente, un esemplare di essere umano, un maschio, con qualche gene in comune con la razza dei giganti descritta nelle leggende locali.
Nessun mistero che da quelle parti ci credessero davvero, quasi quasi se ne stava convincendo anche lei.
Amalia accettò la mano che il gigante le porgeva e squittì appena quando lui la proiettò verso l’alto con un po’ troppa forza, tanto da farsela rimbalzare sul torace granitico. Il tutto eseguito con un’espressione impassibile e severa sul volto ben rasato.
Il gigante la scrutò con interesse: i suoi occhi da falco erano di un azzurro chiarissimo, mentre i capelli scuri mandavano bagliori rossicci sotto le luci del soffitto.
Amalia si rese conto di tre cose che avvennero nel giro di pochi istanti: il fermaglio che aveva appuntato con tanta perizia aveva perso la lotta contro i suoi capelli e le ciocche selvagge si riversarono scomposte sulle sue spalle; la tracolla si ruppe e la sua borsa cadde con un tonfo sonoro ai suoi piedi e, giusto per non farsi mancare nulla, un altro bottone della camicia si arrese.
L’espressione del signor gigante non mutò di una virgola. I suoi occhi dardeggiarono brevemente sul suo petto vergognosamente esposto, ma solo per soffermarsi sul badge fissato al risvolto della giacca e poi sul suo viso arrossato.
«Dottoressa… Rosseti?» pronunciò con voce grave, appena arrochita.
«Rossetti,» scandì lei senza fiato. «Amalia Rossetti,» precisò poi, guardando con una certa diffidenza la manona che lui le porgeva.
«MacLeod…»
Amalia fissò l’uomo gigantesco e il suo sguardo troppo intenso. Non si sarebbe lasciata intimorire.
«Oddio non me lo dica: Duncan MacLeod, del clan MacLeod?»
Il gigante aggrottò le sopracciglia e incrociò le braccia sul petto. «No, miss Rossetti, Iain MacLeod. Capo della sicurezza.»