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sabato 9 aprile 2022

RECENSIONE "AL POSTO TUO" di Tiziana Irosa e Vincenzo Romano

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Al Posto Tuodi Tiziana Irosa e Vincenzo Romano. 
A cura di Daniela Colaiacomo.



TitoloAl Posto Tuo
Autori: Tiziana Irosa e Vincenzo Romano

Genere: Umoristico, con sfumature giallo, rosa 
e una strizzata d’occhio al fantasy

Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 11,99

Contatti autoreTiziana Irosa 



TRAMA:

A chi non è mai capitato di dire a qualcuno: “Vorrei vedere te al mio posto?”
E se per una volta questo scambio funzionasse davvero, cosa ne sarebbe della nostra vita?
Leonardo Guerra è il popolare presentatore di un programma di documentari storici; Bianca Vinci è la direttrice di un piccolo museo. La sua carriera è stata stroncata proprio da Guerra, e da allora i due sono nemici giurati ed entrambi desiderano la gloria e la vendetta.
Il ritrovamento di un antico oggetto rituale li farà rincontrare, costringendoli a lavorare (e litigare) di nuovo fianco a fianco, ma mai potrebbero immaginare quel che il "Versus" è in grado di fare. Purtroppo, l’oggetto scompare misteriosamente e i due, insieme a un avvenente capitano dei Carabinieri e a un trafficante di opere d’arte, dovranno fare di tutto per recuperarlo. Se falliranno, Bianca e Leonardo resteranno nel corpo sbagliato per il resto della loro vita.
Una storia dalle sfumature gialle e rosa, nel cuore segreto di Napoli. 



Volete passare qualche ora in allegria e magari farvi qualche risata? No problem, c'è Tiziana Irosa, una garanzia di divertimento, chi la conosce sa che può essere esilarante - io che ho letto tutti i suoi libri ve lo posso garantire -, e se Tiziana non bastasse... c'è Vincenzo Romano, la sua versione maschile.
Non fatevi fuorviare dalla trama apparentemente già scritta e, tante volte, riprodotta sullo schermo, questa storia non ha niente di scontato, tutt'altro, è un susseguirsi di indagini frenetiche, funamboliche soluzioni e avventure rocambolesche ai limiti della legalità in cui i protagonisti devono destreggiarsi.
Bianca Vinci è la direttrice del museo di Napoli dove viene presentato in anteprima mondiale, uno degli oggetti più misteriosi della storia, donato dal re di Spagna a Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, e scomparso insieme ad altri tesori con la caduta del Regno delle Due Sicilie: il Versus, un semplice pezzo di pietra scolpita di origine celtica, dotato dell’antica magia, al quale la leggenda attribuisce un potere inimmaginabile: chiunque ne fosse entrato in possesso poteva cambiare la natura delle cose
A presentarlo è stato chiamato il popolare e affascinante presentatore di un programma di documentari storici, l'odioso Leonardo Guerra, con il quale, un tempo, essendo entrambi assistenti alla cattedra di Storia Medievale a Roma, Bianca aveva instaurato uno stretto, e in evoluzione, rapporto di amicizia tramutatosi in astio quando, per la successione al loro professore, era stato scelto il fareniello, colpevole di aver giocato sporco.
Il merito dell'eccezionale rinvenimento va però al capitano dei Carabinieri Nicola Messina, bellissimo siciliano - moro e dalla figura imponente, resa più autoritaria e affascinante dalla divisa -, che subito manifesta il suo interesse per Bianca, la quale, al pari, ricambia.

"Per gli scavi di Pompei! Quest’uomo manda in pappa il mio cervello."

Gentile e premuroso, il giovane capitano conquista Bianca ma... un'accesa discussione e le accuse di Leo hanno conseguenze inaspettate.

«Inutile girarci intorno, Bianca. Tu vorresti essere al mio posto, è chiaro come il sole!»

«Tu vuoi essere me, tu vuoi essere me!» cantileno, come un bambino dell’asilo, solo per il gusto di farla imbestialire sempre di più.
«Argh!» Digrigna i denti ben curati.
Tiro a me il Versus, lei affonda le unghie nella mia carne, attraverso la stoffa leggera del guanto, e tira indietro stringendo i denti.
Stiamo rischiando di romperlo ma, se lo lascio andare adesso, lei l’avrà vinta, e non voglio.
"Giammai!"
«Quel posto doveva essere mio, Guerra!»
"Finalmente, lo ha ammesso!"
Sotto le mani, sento il Versus caldo: tutto questo tira e molla non gli fa bene.

Dopodiché il Versus scompare e per i due protagonisti comincia una frenetica corsa contro il tempo.
Mi sono divertita veramente molto a seguire le vicende di Bianca e Leo, le ripercussioni della nuova condizione sulla quotidianità - il racconto in prima persona e con il pov alternato sicuramente aiuta a comprenderne le sensazioni. 
Bianca è pragmatica ed efficiente.

Arraffo un boxer dal cassetto e lo infilo. Indosso i jeans, tiro su la cerniera e un dolore atroce mi convince una volta per tutte che sono sveglia.
"Porca vacca, che male! Mi ero dimenticata del molliccio tra le gambe".

L'ipocondriaco Leonardo fa più fatica ad accettare la nuova realtà.

Tiro un sospiro di sollievo vedendo il water pulito, anche se sono sicuro che, se mi dovessi appoggiare, tutti i batteri presenti assalterebbero le mie chiappe come fecero gli Indiani con l’esercito del Generale Custer durante la battaglia di Little Bighorn. Meglio ispirarsi a Roberto Bolle in equilibrio sopra il vaso, a metà tra la posizione Arabesque e la morte del cigno, con l’unico intento di non bagnarmi le mutande.

E quando affronta un dolore inatteso e terribile... per Bianca è la rivalsa.

«Dottoressa, le assicuro che stavo morendo dissanguata!»

La dottoressa sbotta esasperata: «Ma che va pensando? Neanche avesse il menarca!»
"In un certo senso, per lui, lo è."

«Potevi anche avvisarmi che rischiavo la morte!» Sbraita, alzandosi in piedi.

Scoppio a ridere e mi piego sulle ginocchia, tenendomi la pancia con le mani. Questo è il karma! Per una volta al mondo, noi donne siamo state vendicate da millenni di spasmi, mal di testa, mal di pancia e, sì, anche diarrea. Lo so che avete presente ciò che sto dicendo.

Lo stretto contatto e le diversità creano complicità tra i due protagonisti che, oltre a risolvere un mistero, devono districarsi con le persone con le quali interagiscono quotidianamente: dagli assistenti personali - Monica e Alfredo - all'enigmatico Barone Peppe de Marinis - il trafficante di opere d'arte -, non escludendo l'affascinante Nicola - al quale sono affidate le indagini sulla sparizione del Versus
Bianca e Leo cercano di nascondere il cambiamento avvenuto in loro per arrivare, infine, all'originale e non scontato epilogo che conclude - o forse no - l'intricata storia.
Conoscendo già l'ironia e la fluidità con cui scrive Tiziana Irosa è stato interessante scoprire le stesse qualità nel suo contrapposto maschile, Vincenzo Romano, per il quale valgono le stesse considerazioni. 
Divertente, spesso esilarante, il libro è ben scritto e, per un sicuro relax, lo consiglio.
Un'ultima nota positiva riguarda l'uso, ormai consolidato, di citazioni perfettamente calzanti a introduzione di ciascun capitolo, ognuna di esse sottolinea e pone l'attenzione sui particolari momenti del racconto. Ne cito alcune:

"Noi non vediamo le cose per quello che sono;
noi le vediamo per quel che noi siamo."
(Talmud, II-V sec.)

"Quando la scienza scoprirà il centro dell’universo,
un sacco di persone saranno dispiaciute
nello scoprire che non sono loro."
(Bernard Baily)

"Prima di giudicare la vita di una persona,
cammina per tre lune nei suoi mocassini."
(Proverbio Sioux)


giovedì 10 febbraio 2022

"AL POSTO TUO" di Tiziana Irosa e Vincenzo Romano

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Oggi per voi un'altra imperdibile nuova pubblicazione: "Al Posto Tuo
di Tiziana Irosa e Vincenzo Romano.



Titolo: Al Posto Tuo
Autori: Tiziana Irosa e Vincenzo Romano

Genere: Umoristico, con sfumature giallo, rosa 
e una strizzata d’occhio al fantasy

Disponibile in ebook a € 0,99
A breve anche in formato cartaceo 

Contatti autore: Tiziana Irosa 



TRAMA:

A chi non è mai capitato di dire a qualcuno: “Vorrei vedere te al mio posto?”
E se per una volta questo scambio funzionasse davvero, cosa ne sarebbe della nostra vita?
Leonardo Guerra è il popolare presentatore di un programma di documentari storici; Bianca Vinci è la direttrice di un piccolo museo. La sua carriera è stata stroncata proprio da Guerra, e da allora i due sono nemici giurati ed entrambi desiderano la gloria e la vendetta.
Il ritrovamento di un antico oggetto rituale li farà rincontrare, costringendoli a lavorare (e litigare) di nuovo fianco a fianco, ma mai potrebbero immaginare quel che il "Versus" è in grado di fare. Purtroppo, l’oggetto scompare misteriosamente e i due, insieme a un avvenente capitano dei Carabinieri e a un trafficante di opere d’arte, dovranno fare di tutto per recuperarlo. Se falliranno, Bianca e Leonardo resteranno nel corpo sbagliato per il resto della loro vita.
Una storia dalle sfumature gialle e rosa, nel cuore segreto di Napoli.


DICONO GLI AUTORI: 

Gli autori si sono divertiti tantissimo a mettersi "al posto dell'altro" e il fatto di essere amici e di aver già lavorato insieme non ha fatto altro che mettere su carta l'ilarità di certe scene vissute dai protagonisti di questa storia incredibilmente divertente.




BREVE ESTRATTO:

Per tutte le pizze margherita!
Stamattina, ho la testa che mi scoppia e una sete tremenda. Il mio cervello vuole essere idratato.
Acqua, pipì e un antidolorifico per cavalli.
Metto un piede a terra, e il mondo inizia a girare. Spalanco entrambi gli occhi ma, al buio, non riesco a trovare dei punti di riferimento: la stanza va sempre più per i fatti suoi.
Maledetto Prosecco, e maledetto Guerra!
Faccio qualche passo alla cieca e vado a sbattere contro una cassettiera. Sono così fuori fase che nemmeno ricordo dove sono posizionati i miei mobili. Con le mani contro il muro, cerco a tastoni la porta del bagno; trovo lo stipite e scendo fino alla maniglia. Entro e, con il piede, urto il water. Trattengo un’imprecazione e mi siedo.
Un attimo…
Sono seduta sul bidet: l’acciaio del rubinetto mi graffia la base della schiena. Stendo la mano alla mia destra in cerca del water; finalmente, lo trovo e mi ci accomodo, sento la vescica che si svuota e mi rilasso. Il mal di testa è come un rumore di sottofondo, se resto con gli occhi chiusi va un po’ meglio.
Devo arrendermi all’evidenza, sono vecchia per prendermi una sbronza. Mi tocca fare mente locale sui rimedi del day after, non posso presentarmi al lavoro in questo stato.
Per prima cosa, devo affrontare la mia immagine con coraggio. Avrò gli occhi da panda e le ciglia appiccicate; nella vita, comunque, ho fatto di peggio che andare a dormire truccata. Mi alzo, tiro lo sciacquone e cerco l’interruttore della luce.
Ma dove cavolo è il muro? Non ricordavo che il mio bagno fosse così grande. Basta alcol, non devo più toccare nulla che abbia più gradi dell’acqua.
Continuo la mia ricerca tastando il muro, fino a trovare il pulsante. Accendo la luce e serro gli occhi accecata. Pian piano, li apro e li chiudo e li apro e li chiudo e li apro e…
«Cazzo! Dove sono?»
Mi guardo intorno: decisamente, queste piastrelle color tortora non sono le mie e, decisamente, quella non è la mia doccia. Un dubbio mi serra lo stomaco.
Ho fatto sesso con qualcuno e sono a casa sua. Sì, ma chi? L’ultima cosa che ricordo è Nicola che mi accompagna nel mio appartamento e noi che rotoliamo tra le mie lenzuola e… wow! Ricordo che mi sono divertita. Ma adesso? Che mi abbiano rapita? 
Mi giro di scatto; urto col gomito un deodorante appoggiato sul ripiano in marmo, facendolo volare sul pavimento. Mi piego, lo afferro e gli occhi cadono sulle mie gambe. Un urlo disumano esce dalla mia bocca: «Aaaahhhhhhhhh!» Da dove cavolo spuntano tutti questi peli? Che diavolo ho bevuto, testosterone? Mi alzo di scatto, qualcosa dondola in mezzo alle gambe.
Dondola?
Sollevo la T-shirt.
«Aaaaahhhhh!» Abbasso e rialzo l’orlo della maglietta un paio di volte, come un prestigiatore che si aspetta che il coniglio sparisca dal cilindro.
Non è possibile, non è possibile!
«Adesso mi sveglio, è solo un incubo.»
Con un dito, tocco l’intruso tra le mie gambe: al tatto è liscio, anche molliccio direi. Mi ritraggo schifata.
Guardo meglio e trovo anche la sua coppia di compari. Deve essere un incubo, adesso mi do uno schiaffo.
«Ahi!»
Sono sveglia? Meglio vomitare oppure svenire?
 Faccio due passi verso il lavandino con gli occhi bassi, ho timore di guardare l’immagine riflessa, magari solo una sbirciatina.
«Aaaaahhhhhh!»
Quello sbruffone di Guerra mi ha fatto uno scherzo del cavolo.
Spalanco gli occhi e mi tocco il viso, il mento è ruvido di barba appena cresciuta. Gli occhi sono azzurri come i suoi, anche i capelli sono come i suoi: io sono come lui.




Tiziana Irosa è nata nell’assolata Palermo, ma si è dovuta adattare alle nebbie di Bergamo dove vive insieme alla famiglia e si occupa di acquisti e relazioni con l’estero nella società in cui lavora da più di dieci anni. Era poco più di una bambina quando il padre le regalò una raccolta di racconti di Agatha Christie. Fu subito colpo di fulmine.
Divoratrice di libri, adora viaggiare per le capitali del nord Europa e dove sia possibile arrivare con un aereo. Fin da piccola la sua testa è stata popolata da storie e personaggi fantastici a cui non aveva mai dato un seguito, fino a quando, una sera di alcuni anni fa, si è messa davanti una pagina bianca del suo pc e ha iniziato a riempirla con migliaia di parole che ancora non è riuscita a fermare.
In self publishing ha pubblicato anche: Volevo una Quarantadue, Maledetta Cenerentola, Tutta colpa di un Cioccolatino e Uno per Tutte, Tutte per Me.


Vincenzo Romano, nato a Benevento nel 1980 e cresciuto a Napoli - con una parentesi professionale negli Stati Uniti - , dal 2010 vive a Pozzuoli con la famiglia, che ha ribattezzato #romanicomio.
Appassionato di fantasy e fantascienza, si mette in testa di provare a raccontare storie.
Nel 2016 pubblica “Mezzosangue” (0111 Edizioni). I temi centrali del romanzo sono il superamento del pregiudizio, il valore della diversità, la ricerca di se stessi e il valore dell’amicizia.
Nel 2018 esce "Romanicomio: storie di figli, pensieri di papà", un breve testo di riflessioni sulla genitorialità, vista dal lato dei padri.
Nel 2019 cura l’antologia “I viandanti di Eirahn”, nove autori contribuiscono con un racconto ambientato su Eirahn, l’ambientazione di Mezzosangue. L’antologia ha uno scopo benefico e sostiene i progetti di Opportunity Onlus.
Nel 2021 il racconto “Alienazione”, scritto a quattro mani con Linda Talato, viene inserito nell’antologia “Oltre lo specchio” (Dark Zone Edizioni). Il progetto è patrocinato da Amnesty International, di cui sostiene i progetti.
Nel 2021 il racconto “Il suono” vince il premio “scelto dal pubblico” e viene inserito nell’antologia “Le migliori storie da Lo scrigno dei racconti” (Runa Editrice).  


giovedì 21 novembre 2019

RECENSIONE "I VIANDANTI DI EIRAHN" di autori vari



Buon pomeriggio amici lettori!
Tiziana Irosa ha letto "I viandanti di Eirahn", una raccolta fantasy il cui ricavato verrà interamente devoluto all'Associazione Opportunity Onlus
Un ringraziamento speciale agli autori che hanno aderito a questa iniziativa: Vincenzo Romano, Lorenzo Basilico, Andreina Grieco, Davide Lambiase, Nicole Lewin, Elide Molinai, Giovanni Nikiforos, Carlo Porrini, Jordan River.






Autori: Vincenzo Romano, Lorenzo Basilico, Andreina Grieco, Davide Lambiase, Nicole Lewin, Elide Molinai, Giovanni Nikiforos, Carlo Porrini, Jordan River

Genere: Raccolta fantasy

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 11,99 




TRAMA:

In un mondo dove la magia è racchiusa in pietre di potere, si muovono i viandanti. Ciascuno di loro ha una vicenda da narrare. Noi abbiamo raccolto le loro storie, intessendo canti che parlano di ricchezza, inganno, ambizione, coraggio e redenzione. Il ricavato delle vendite di questa antologia è interamente devoluto a sostegno dei progetti di #opportunity onlus




Il primo motivo per cui dovreste leggere questo libro è la ragione per il quale è stato scritto: aiutare le persone che vivono in un quartiere disagiato ad avere un'opportunità e proprio Opportunity è il nome dell'associazione a cui andranno tutti i proventi. Il secondo motivo è una raccolta di racconti che narra di un mondo fantastico “Eirahn” e dei suoi magici abitanti. Il terzo, semplicemente perché ve lo consiglio!
Come vi ho anticipato, questa è una raccolta di racconti legati tra loro dal luogo in cui si svolgono i fatti e da alcune magiche pietre che hanno poteri formidabili, poteri che ognuno di noi vorrebbe per sé e farebbe di tutto per preservare. E proprio per conservare il possesso di queste pietre, che leggerete di rocambolesche avventure di affascinanti elfi guerrieri, gnomi che cavalcano grifoni sfidando il vento, uomini centenari dalle sembianze di ragazzi, donne seducenti, mercanti senza scrupoli, orchi e tagliagole.
Anche se sono autori diversi, nove, per l'esattezza, tutti insieme hanno creato un mondo legato da un filo conduttore che ha il potere di fare sognare chi legge, almeno per me è stato così. A occhi aperti mi sono trovata immersa in duelli in cui ho udito il clangore delle lame e schivato le stesse per un soffio. Ho volato a dorso di un grifone e sfidato le leggi della fisica, mentre insieme ci cimentavamo in evoluzioni da far arrivare lo stomaco in bocca. Sono rimasta ammaliata da un giovane dalle abili arti amatorie e ho architettato un piano per rubare una delle magiche pietre o semplicemente desiderare di possederla.
Se non siete ancora convinti, vi lascio con una frase estrapolata da uno dei racconti che mi ha colpita: 

La saggezza è germogliata col trascorrere dei lustri, il bianco dei capelli e la pelle avvizzita le infondono credibilità. Quale giovane parla con saggezza e viene preso sul serio? Gli si dà dell'insolente o del folle.

Cinque stelle meritatissime!


domenica 28 aprile 2019

RECENSIONE "ROMANICOMIO" di Vincenzo Romano



Buongiorno follower, buona domenica!
Tiziana Irosa ha letto "Romanicomio", il romanzo di Vincenzo Romano. Una raccolta di aneddoti di vita personale alla quale sono state aggiunte alcune riflessioni sulla famiglia e sulla genitorialità, viste dal punto di vista dei papà.







Titolo: Romanicomio
Autore: Vincenzo Romano

Genere: Saggistica familiare

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 9,99




TRAMA: 

L’unica cosa in comune tra la famiglia perfetta e una famiglia vera sono le merendine 

Esistono centinaia di testi pensati e dedicati alle donne che si apprestano a vivere la grande avventura della maternità. 
Ma i papà? Diventare padre è una rivoluzione paragonabile a quella della maternità, ma se ne parla molto meno. 
Questo è un manuale di sopravvivenza alla prova della paternità. 
Tratta con leggerezza le tematiche principali che riguardano il cambio di vita e di prospettiva che investe una famiglia con l’arrivo di un figlio.
Dieci capitoli, intervallati da aneddoti di vita reale, raccontano l'esperienza dell'autore provando a disinnescare una lunga serie di bombe sociali basate sui modelli depositati sulla nostra psiche da messaggi di cui ci siamo a stento resi conto ma che sono giunti a destinazione. 
Come cambia la coppia? E la casa? Le vacanze? Come si affrontano i nonni? Fino alla domanda finale: a che serve un papà?
Umorismo e tanta concretezza ci accompagnano attraverso temi di grande attualità che piombano tutti insieme nella vita di tutti i neogenitori. 



BIOGRAFIA:

Sono nato a Benevento nel 1980, cresciuto a Napoli fino al 2009 (con una breve parentesi a Salt Lake City) dal 2010 vivo a Pozzuoli con mia moglie e i miei tre figli.
La mia formazione è soprattutto tecnica, di giorno faccio l’ingegnere, di notte lascio libera l’immaginazione.
Da sempre appassionato di fantasy e fantascienza, ho scoperto che mi piace raccontare storie, ma soprattutto usarle per trasmettere messaggi.
Breve storia “letteraria”
Nel 2016 ho pubblicato "Mezzosangue" con 0111 Edizioni. I temi centrali del romanzo sono il superamento del pregiudizio, il valore della diversità, la ricerca di se stessi e il valore dell’amicizia.
L'anno successivo ho rilasciato "Rocca dei Grifoni", una specie di guida turistica a uno dei luoghi chiave del romanzo, con tanto di mappe e descrizioni dettagliate del castello.
Da luglio 2018 collaboro come editor con la casa editrice Le Mezzelane.
A settembre 2018 ho (auto)pubblicato "Romanicomio: storie di figli, pensieri di papà". Un breve testo di riflessioni sulla paternità e uno spaccato di vita familiare visto dalla mia metà del cielo (i libri per mamme abbondano, quelli per papà latitano). Il testo era stato presentato a Giunti ma non ha incontrato le loro esigenze editoriali.
Nel 2019 vedrà (spero) la luce “I viandanti di Eirahn” una raccolta di racconti il cui ricavato sosterrà i progetti di una Onlus. Al progetto hanno partecipato nove autori, ciascuno con un racconto ambientato su Eirahn, il mondo descritto in “Mezzosangue” e “Radici”.
“Radici” è il mio secondo romanzo.



DICE L’AUTORE:

È un testo che nasce dall'abitudine di riportare piccoli esempi di vita quotidiana su Facebook: stralci di dialoghi tra i figli e con i figli, situazioni buffe e altre che fanno riflettere. Ho deciso di "condire" questi episodi con alcune riflessioni sulla famiglia e sulla genitorialità, fatte però dal punto di vista del papà, ed è nato Romanicomio 😊




“L’unica cosa in comune tra la famiglia perfetta e una famiglia vera sono le merendine.”

Con questa massima si apre la “guida” per i papà moderni di Vincenzo Romano. Già da questa frase si può intuire il tono con cui vengono raccontate le storie del povero papà surclassato dalle proprie creature, come il gioco di parole tra il cognome e il manicomio, menzionato nel titolo. Ero titubante a leggere una guida all'essere padre o genitore che sia. A nessuno piace sentirsi dire come crescere i propri figli e, soprattutto, cosa e come fare. Di solito questi testi sono scritti da gente che non ha figli e che nemmeno è sposata, quindi certi meccanismi non può comprenderli fino in fondo, invece, questo è il parto di una mente che di questo argomento ne capisce parecchio e per l'esattezza ha un'esperienza sul campo elevata al cubo. Chi non si è ritrovato con un pezzo di lego conficcato sotto il piede oppure a bere tè da una minuscola tazza in plastica rosa alzi la mano, tutti gli altri possono capire. Mi sono davvero divertita a leggere la guida semiseria di Vincenzo, alcuni passi li ho immaginati nella mente e ho riso parecchio, facendo tesoro dei consigli citati.

“Se l’interruttore della luce è raggiungibile dalla culla, premilo mentre il bimbo è distratto; per evitare che di sera la cameretta diventasse una discoteca ho dovuto scollegare un paio di fili per un po’.”

Un applauso alla capacità di Vincenzo di passare da argomenti futili, quale mangiare una torta di lego, ad argomenti più profondi con molta semplicità e, soprattutto, facendo un'attenta analisi volta più a cercare di aiutare il lettore che giudicare i suoi comportamenti. Chi è genitore, sa cosa significa sentirsi additato da qualcun altro per qualcosa che pensa di fare al meglio. È inutile girarci intorno: essere genitori è dura, ma essere padri lo è ancora di più e la solidarietà tra noi può veramente cambiare le cose.

“È un periodo pieno di novità. Se ci aggiungiamo pure i litigi diventa un delirio. Respira. Non lasciarti prendere dall'ansia; ce la farai. In questi ultimi anni il cambiamento è diventato una costante della nostra vita. Ci sono stati momenti difficili, ma solo appoggiandoci a vicenda e imparando a chiedere e accettare aiuto siamo andati avanti.”

Questa è una verità assoluta che tutti sappiamo, ma a volte dimentichiamo. Grazie Vincenzo per ricordarcelo. Se conoscete una coppia a cui presto la cicogna farà visita o è già arrivata, tra un ciuccio e un orsetto, vi consiglio di regalare una copia di questo libro, così da donare un sorriso tra un pannolino sporco e una poppata, tanto che arrivando alla fine della lettura, avranno l'impressione che tutto sia possibile e gli verrà quasi voglia di fare un altro figlio ( ho detto quasi!)



BREVI ESTRATTI:

“Bianco” e “nero” stanno per diventare concetti più lontani dal tuo quotidiano di quanto siano mai stati. Da oggi in poi il grigio farà parte della tua vita in ben più di 50 sfumature.
La maggior parte delle persone si trova all'incirca nel mezzo: vive le proprie sfide quotidiane dividendosi tra la necessità di provvedere risorse alla propria famiglia, la volontà di realizzare se stesso coltivando i propri sogni e la necessità di migliorare come genitore per essere all'altezza di crescere e educare i propri figli; tutto cercando di non impazzire.
Mi auguro che capiti anche a te: non sentirsi all'altezza è uno dei requisiti essenziali per provare a diventare un papà.


Torniamo all'ospedale (o clinica, fa lo stesso): ci sei tu, provato dalle emozioni che a stento riesci a esprimere, c’è la tua compagna che ha appena compiuto un vero e proprio prodigio, c’è il miracolo in persona, piccolo, occhi semichiusi, ancora incredulo di aver lasciato il meraviglioso rifugio in cui si trovava per venire al mondo. Poi ci sono i nonni, gli zii, i fidanzati degli zii, i cuginetti, gli amici stretti, gli amici delle grandi occasioni, i vicini di casa, i compagni di classe del liceo che avevi appena ritrovato sui social, l’ostetrica, il pediatra, il fisiatra, l’odontoiatra e l’otorinolaringoiatra che non c’entrano nulla, ma sono venuti perché facevano rima.
È l’invasione d’amore che non sai gestire; tutti dicono che nella stanza ci devono stare poche persone perché è meglio per il neonato. Preoccupato esci subito, ti trovi da solo nel corridoio e cominci a capire che qualcosa non torna: nessuno vuole perdersi quel momento. Cerchi di rientrare, ma ora il personale dell’ospedale fa selezione all'ingresso e tu resti fuori dalla porta come nei peggiori sabato sera della tua adolescenza.