mercoledì 19 ottobre 2022

RECENSIONE "L'ARMADIO BIANCO" di Sylar Gilmore

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Silvia Iside ha letto "L'armadio bianco" di Sylar Gilmor, edito Brè Edizioni.



Autore: Sylar Gilmor

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,99

E in formato cartaceo a € 14,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Un armadio dove rinchiudere le insicurezze, ma trovare anche la forza per combattere e andare avanti. Un semplice mobile, un involucro inanimato di abiti e coperte, per Andrea è un punto di riferimento importante. In quel guardaroba ritrova il profumo della mamma, morta quando lui era bambino. In quelle ante cerca il coraggio per affrontare una realtà che chi gli sta intorno non accetta: l’omosessualità. In un’Italia degli anni Ottanta, quando era quasi un divieto dichiarare di essere gay, con l’Aids che si manifestava in modo sempre più latente, Andrea deve superare ostacoli e pregiudizi per vivere un amore travolgente. Massimo è il sogno, è la passione da sempre desiderata, è l’amico con cui condividere momenti di gioia, ma anche di tristezza. Eppure i due ragazzi sono costretti a separarsi. Le loro vite prendono direzioni diverse, vengono divisi a causa del perbenismo, respinti da genitori che si vergognano di loro.
Un amore che va oltre il tempo, un sentimento che li accompagnerà anche da adulti. Un libro denso di emozioni, un racconto che racchiude un mondo fatto di affetto, dolcezza e calore, ma anche di battaglie e di scontri.

Ogni volta che sarò chiamato ad affrontare una nuova battaglia, chiuderò il mondo fuori casa e mi andrò a sedere vicino al mio armadio bianco, in cui troverò sempre la forza di rialzarmi. 



È fuor di dubbio che per capire cosa un autore scrive è necessario conoscerlo, dopo tre opere di Sylar penso di aver raggiunto un grado di confidenza con i suoi racconti che mi permette di assimilare la bellezza delle storie. L’armadio bianco è, in un certo senso, il libro più corposo da lui scritto finora sia per la linearità del romanzo che per tutti i temi che dalla trama emergono.
Già dall’inizio appare un quadro in cui lo spirito dei fiori, splendida immagine ripresa nel finale, è chiazzato da zone d’ombra. L’infanzia, durante la quale s’indovina già il temperamento remissivo del protagonista, Andrea, e la morte della madre che ne aggrava la mestizia. Tuttavia, la sua capacità di reagire mettendosi ad amorevole disposizione della famiglia e la facilità con cui stringe amicizie tenere distendono l’atmosfera. L’amore con Massimo, di cui l’apice è raggiunto con le scene del faro e della tenda, è l’altro ingrediente dolce ma sotto la superficie riemerge presto il sale delle lacrime. 
Un’altra scena clou è quella della lite di Andrea col padre e il fratello, i cui strascichi dureranno anni. La demonizzazione moralistica di un amore tra ragazzi e un’ignoranza che dilagava allora (e dilaga oggi) su argomenti riguardanti la salute, unite alla mancanza totale di dialogo conducono alla rottura tra Massimo e Andrea e i loro familiari. Fin qui, si potrebbe dire che la storia è drammaticamente comune però non è così, perché la forza di Sylar risiede proprio nella sua capacità di rendere i sentimenti e i personaggi realistici e veri. Il lettore sente tutte le loro emozioni e non gli sfugge neppure la minima reazione interna del ragazzo, del padre, del fratello, della dottoressa… Ciò che gli sfugge e ritrova con sorpresa molto più avanti è un dettaglio (che taccio per non spoilerare), il quale poi si ricollega a quella incapacità di comunicare bene che è stata alla base del disastro.
L’amicizia e la capacità di sognare hanno il ruolo prevalente nella seconda parte del libro, ambientata in Inghilterra. Mi resteranno impresse alcune delle riflessioni di Andrea, ormai divenuto giovane insegnante: non ammettere mai che non sai qualcosa, in definitiva non mostrarti debole in nessun caso, il mondo è troppo crudele. Tutto ciò è avvolto dalla nostalgia per gli anni ’80. 
Consigliato!


martedì 18 ottobre 2022

RECENSIONE "I GIORNI DOLCI" di Silvia Iside

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Andrea Macciò ha letto per noi "I giorni dolci" dell'autrice Silvia Iside.



Titolo: I giorni dolci 

Autore: Silvia Iside

Genere: Giallo storico

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 11,03

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TRAMA:

Negli anni Novanta, in Albania, durante la caduta del regime di Enver Hoxha che aveva vietato tutti i credi religiosi, tre morti vengono ritrovati in un albergo: l’Hilda.
I “djinn”, entità soprannaturali, compaiono nel testo attraverso i vaneggiamenti di Nexhmije, una donna che vive barricata nell’hotel in cui si sono verificati i delitti. Gli spettri sembrano avere un ruolo attivo nella vita dei personaggi e nella loro ricerca di un raggio di speranza.
È proprio la mancanza di fede a far sentire morti i vivi e a far loro credere nelle superstizioni secondo le quali i morti parlano. 



I giorni dolci di Silvia Iside è un originale giallo con riferimenti al mondo soprannaturale ambientato nell’Albania degli anni Novanta, dopo la caduta del regime di Enver Hoxha, che negli anni Sessanta consumò la rottura dell’Albania con il blocco sovietico e il Patto di Varsavia, rifiutando la politica di “destalinizzazione” ed ergendosi a custode dell’ortodossia “rivoluzionaria”. Per un breve periodo l’Albania ha intrattenuto buoni rapporti con la Cina, salvo poi rompere con la stessa all’inizio degli anni Ottanta.
L’Albania narrata nel libro di Silvia Iside è un paese che sta uscendo da un lungo isolamento politico e culturale, e nel quale iniziano ad arrivare tramite i media le immagini di un’Italia che diventerà la meta principale dell’emigrazione negli anni successivi.
In questo contesto si consuma un misterioso omicidio in un albergo, l’Hotel Hilda. Tre persone sono ritrovate uccise, tra cui Bashkim e Juli. Una donna misteriosa che vive barricata nell’albergo, Nexhmjie, evoca i “dijnn” entità soprannaturali, spiriti che potrebbero avere secondo lei un ruolo attivo nella morte degli inquilini dell’Hotel Ilda.
Sull’omicidio indagano il giudice istruttore Rifat, detto Fati, il medico legale Krenar e il capo della polizia Admir. Tra i sospettati, gli inquilini delle “casette rosse” della zona, tra i quali i giovani Selenice e Parashquev e Frate Tani, un religioso espropriato dal suo ruolo dalla riforma di Hoxha che aveva vietato ogni forma di credo religioso organizzato senza però soffocare l’anelito alla spiritualità. Ed è paradossalmente proprio la mancanza di fede a rendere i protagonisti più sensibili alle superstizioni.
I giorni dolci sono, per Rifat detto Fati, le lunghe giornate di inizio estate.
Il giallo storico di Silvia Iside, ricchissimo di documentazioni storiche e sociologiche, trasporta il lettore in un mondo affascinante e poco conosciuto, quello di un paese rimasto appartato dalla storia e dal mondo per oltre vent’anni, colto in una fase di transizione tra dittatura e democrazia.
Nel romanzo emerge marginalmente il controllo soffocante che esisteva sull’editoria, la cultura, la vita quotidiana e in particolare la repressione di ogni forma di spiritualità e religione. La misteriosa Nexmmije e Frate Tani sono tra i personaggi più affascinanti. L’intrigo giallo resta ben congegnato e originale, intersecandosi con efficacia con la ricostruzione storica e le vicende sentimentali e private dei personaggi.
Interessante la scelta di ambientare un giallo in un periodo di transizione tra un regime autoritario e una democrazia, che ricorda quello del Commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni che opera in polizia nel periodo iniziale del fascismo senza condividerne le politiche.
La scrittura di Silvia Iside, non facilissima, è molto accurata e affascinante. Il romanzo è un’ottima occasione per essere trasportati in un altrove diversissimo dall’Italia di oggi, ma in realtà vicino nel tempo e nello spazio.
Un libro denso, evocativo di un mondo scomparso e originale, che potrà interessare e intrigare anche chi non è strettamente appassionato di gialli in quanto capace di usare i generi letterari per farne sintesi e superarli per approdare alla letteratura senza aggettivi.


lunedì 17 ottobre 2022

RECENSIONE "LE RELAZIONI PERFETTE" di Allyson Taylor

 

Buongiorno follower, buon inizio settimana!
Recensione: "Le relazioni perfette" dell'autrice Allyson Taylor. 
A cura di Silvia Cossio.



Autore: Allyson Taylor

Genere: Giallo/Thriller

Disponibile in ebook a € 3,99 

A breve anche in formato cartaceo

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TRAMA:

La vita di Hope Ward, venticinque anni, è sicuramente impegnativa ma priva di ombre e segreti: un lavoro da commessa che la soddisfa, qualche amico sincero su cui poter fare affidamento, un padre malato di cui prendersi amorevolmente cura, e una relazione appena iniziata con Desmond, un affascinante medico che sembra il ritratto della perfezione.
Sembra proprio che tutto stia andando per il verso giusto…
Almeno finché Hope non si risveglia seminuda, legata e imbavagliata in uno scantinato senza finestre, vittima di una strana figura incappucciata che non parla e prova piacere nell’affamarla e nel terrorizzarla.
Non ha idea di come sia finita lì.
Non ha idea di chi ce l’abbia portata né di chi sia il suo aguzzino e di cosa voglia da lei.
Lei non ha mai fatto niente di male a nessuno.
E non ha idea di come farà a salvarsi.

Dopo “Tutte le cose che non so di te” e “Musica per un giorno di pioggia”, Allyson Taylor ci sorprende con un domestic thriller dal respiro internazionale, ricco di colpi di scena e dai risvolti inaspettati, da leggere tutto d’un fiato.



Protagonista di questo romanzo è la venticinquenne Hope Ward. Nata e cresciuta a Springfield, dove tutt'ora vive, lavora da due anni come commessa in un negozio di abbigliamento, occupazione che ama e che le dà soddisfazioni, grazie anche al rapporto di amicizia che ha con il titolare e le colleghe. Trascorre parte del suo tempo libero assistendo il padre, affetto da Alzheimer, che vive in una casa di riposo. Può contare sul suo migliore amico, Shaun, rubacuori impenitente, con il quale ha diversi interessi in comune.
Un cliente, Des, diminutivo di Desmond, attira la sua attenzione. Scozzese, medico ginecologo, sembra ricambiare il suo interesse.
A distanza di tre mesi e mezzo da quell'incontro, Hope si ritrova legata e imbavagliata in uno scantinato, ostaggio di una figura incappucciata. 
Non ha idea di come sia finita lì, i ricordi sono confusi, inesistenti. Inizia così a ripercorrere con la mente gli ultimi mesi per cercare di ricordare, di capire.
La storia alterna passato e presente. Un presente che nessuno verrebbe vivere, alla mercé di uno psicopatico sadico. E devo dire che mi ha creato non poca ansia. Molta la tensione nell'attesa di scoprire gli sviluppi. Molte le emozioni che agitano l’animo della protagonista: paura, rabbia, dolore, incertezza, consapevolezza… 
Ottima la parte suspense, un po’ meno quella legata alla storia d’amore. Per mio gusto personale, ma soprattutto per restare in linea con quelle che sono le basi del romanzo, avrei dato meno spazio alle vicende di cuore, sfoltendo la parte finale: ¼ di libro in cui, onestamente, pensavo di trovare qualche colpo di scena e invece nulla. Avrei chiuso la storia prima lasciando che il romanzo si incentrasse sulla parte gialla/thriller, che, come già detto, ho trovato ben riuscita. 
Un altro piccolo appunto che mi sento di fare - se vogliamo, un suggerimento per i futuri lavori dell’autrice - è la scarsità dei personaggi: Des, l’uomo per cui perde la testa, Dennis, il suo capo, Jennifer e Alicia, le colleghe, Shaun, il migliore amico, il padre e la receptionist della casa di riposo. Diciamo che scoprire il “cattivo” non è stato poi così difficile. 
Concludo dicendo che, sebbene come scritto sopra la parte finale non mi abbia totalmente entusiasmato, ho apprezzato molto questo libro, l’ho letto in un soffio. E lo consiglio. Spero vivamente che l’autrice decida di proseguire con questo genere, di sicuro continuerò a seguirla.




Non leggete perché praticamente svelo il nome del “cattivo”.


……..


Lo so che siete curiosi, perciò vi do un’altra possibilità per evitare il danno…


……..


Se andate oltre, la responsabilità è solo vostra.


………


Per l’autrice: Sarebbe stato il top se alla fine fosse venuto fuori che Des era complice di Shaun. Nella mia mente contorta, ho sperato davvero che fosse così 😅. 


sabato 15 ottobre 2022

RECENSIONE "IL SEGRETO DI SISSI" di Emily Pigozzi

 

Buongiorno followers, buon sabato!
Franca Poli ha letto il nuovo romanzo dell'autrice Emily Pigozzi: 
"Il segreto di Sissi" edito Sperling & Kupfer. 


Autore: Emily Pigozzi

Genere: Romance storico

Casa editriceSperling & Kupfer

Disponibile in ebook a € 6,99
E in formato cartaceo a € 10,35

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

La storia di una giovane trovatella incontra quella dell'imperatrice più famosa e iconica di sempre, tra segreti e amori nascosti, tra verità e finzione. Ungheria, 1874. Sono passati più di vent'anni dal primo incontro tra Sissi e Franz. Dopo la nascita dei figli, i lutti e le guerre che hanno sconvolto la loro vita, il matrimonio sembra giunto al capolinea e l'imperatrice, quando può, trascorre il tempo al palazzo di Gödöllő, l'amata reggia ungherese. È qui che conosce Edith, una trovatella abbandonata nella foresta appena bambina e allevata alla corte con il mito della sovrana. All'apparenza, le due non potrebbero essere più diverse, ma nel profondo condividono lo stesso desiderio di libertà, l'animo da viaggiatrici e il bisogno di trovare qualcuno che le ami per quello che sono. Il loro destino finirà per intrecciarsi irrimediabilmente, grazie a un segreto che la ragazza ungherese dovrà custodire e che riguarda il misterioso incontro a un ballo in maschera a cui Sissi ha partecipato sotto mentite spoglie. In una notte che segnerà la sua vita per sempre... 


«Non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò, ora a me non sembra che sia notte, né che il bosco sia spopolato e solitario, perché per me tu sei il mondo intero; chi potrà dunque dire che io sono sola se il mondo è qui a guardarmi?»

WILLIAM SHAKESPEARE, Sogno di una notte di mezza estate

Con questo bellissimo romanzo storico l'autrice è riuscita a dosare sapientemente la realtà storica e la fantasia. A creare un mix tra personaggi realmente esistiti, fatti accaduti e documentati, con persone e accadimenti frutto della sua fervida immaginazione. Ho apprezzato molto questo suo lavoro. Il libro mi ha tenuta incollata alle pagine, ha stimolato la mia curiosità. Volevo sapere cosa sarebbe successo all'imperatrice Sissi, se la giovane cameriera Edith sarebbe riuscita finalmente a lasciarsi alle spalle il passato e trovare la felicità, magari accanto ad Andràs, il giovane cavaliere che l'ha soccorsa davanti al castello di Gödöllő, la dimora ungherese della regina Elisabetta d'Austria.
Romanzo delicato e piacevole che ci fa vedere Sissi sotto una luce diversa, una persona con tutte le fragilità che noi esseri umani abbiamo. Una ragazzina che a sedici anni si è trovata improvvisamente imperatrice del regno più vasto e importante nell'Europa del diciannovesimo secolo.
Tra passioni, intrighi di corte e segreti, faremo la conoscenza di una Sissi ossessionata dalla forma fisica, dalla cura maniacale che riservava ai lunghi capelli, tant'è vero che aveva una parrucchiera personale che la seguiva sempre e che faceva parte di un ristrettissimo gruppo di persone di cui l'imperatrice si fidava.
Vivremo con lei e con Ida, la sua dama di compagnia, la partecipazione in incognito ad un ballo in maschera. La storia di questa "scappatella" da parte di Sua Maestà e del domino giallo e del domino rosso è reale. Così come risulta nella biografia del conte Egon Caesar Corti, e come riportato dal cavaliere di Sissi per quella sera, un certo Friedrich...
Non parlerò della trama, ma posso dire che i personaggi realmente esistiti e quelli di fantasia si amalgamano molto bene tra di loro, dando vita a una storia avvincente, romantica e commovente. La scrittura fluida, i dialoghi veloci, la trama stessa ben strutturata e la descrizione del periodo storico accurata e attendibile fanno sì che la lettura risulti piacevole e veloce.
Ho amato particolarmente la descrizione dei luoghi dove si concentra il racconto: Vienna e Gödöllő in Ungheria. Così come ho apprezzato quella degli abiti indossati dai vari personaggi, in particolare quelli di Sissi. Mi è risultato facile immaginare la scena del ballo in maschera, vedere l'imperatrice e la sua dama con i sontuosi abiti coperti dal domino. Oppure immergermi nell'atmosfera che si respira nel castello di Gödöllő, nella frenesia dei suoi abitanti quando la loro regina si trova in Ungheria.
Da giovane, alla televisione, ho visto diverse volte il film "Sissi la giovane imperatrice" interpretato da Romy Schneider. Era una storia piuttosto romantica che faceva sognare le ragazzine come me. Da adulta, mi sono resa conto che quella era una bella favola e che nella realtà la vita di questa donna non è stata tutta rosa e fiori, anzi...
Così, quando ho saputo che Emily Pigozzi aveva scritto un romanzo che parlava di lei, l'ho acquistato subito e devo dire che non mi sono pentita affatto. Ho amato ogni pagina di questo libro, ogni personaggio, anche se alcuni di più altri meno. Mi sono lasciata trasportare dalla storia, l'ho vissuta assieme ai protagonisti.
Ora non mi resta che complimentarmi con Emily Pigozzi ringraziandola per avermi, ancora una volta, fatto trascorrere alcune ore in piacevole compagnia dei suoi personaggi, che mi hanno regalato delle bellissime e forti emozioni, al punto da non riuscire a trattenete qualche lacrimuccia.


martedì 11 ottobre 2022

RECENSIONE "LA BAMBOLA DI SAM" di Cindy Spano

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "La bambola di Sam" dell'autrice Cindy Spano.
A cura di Silvia Cossio.



Autore: Cindy Spano

Genere: Giallo

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 12,00

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TRAMA:

Chicago 1966.
Sulla veranda della vecchia casa dei Napoli, una bambola compare quando Angelo non c'è. È Dora a posizionarla seduta sulla sedia a dondolo, allo scopo di segnalare l'assenza del marito all'anziano allevatore di maiali Paul Williams. Il piccolo Sam, durante gli incontri clandestini della madre con l'amante, rimane sulla veranda assieme all'unica, silenziosa e inanimata ascoltatrice dei suoi discorsi. Un giorno però il bambino crede di sentirla parlare. Quella voce dolce e gentile, con cui comincia a conversare amorevolmente, con il passare del tempo diviene sempre più prepotente e autoritaria. Lei gli ordina di compiere vari atti crudeli a cui lui non si sottrae.
Diversi anni dopo Sam uccide l'allevatore Williams, poi, nel 1984, strangola accidentalmente una prostituta. Da quel momento la sua fama cresce a vista d'occhio. Lo strangolatore di Chicago è sempre alla ribalta delle cronache. Fino a quando l'arresto di un certo Nicolas O'Brian, un emulatore capace di convincere gli investigatori di trovarsi di fronte all'uomo più ricercato dell'Illinois, gli concede una seconda occasione. Sam relega la bambola in cantina e parte per Los Angeles in cerca di una nuova vita.

Chicago 2006.
Sulle rive del Michigan vengono ritrovati i corpi senza vita di un uomo e una donna. L'FBI viene a conoscenza di un'inquietante scoperta. Qualcosa riemerge dal passato. Ma nuovi omicidi complicheranno il caso e andranno a intrecciarsi nella vita personale dell'agente speciale Bernard Whitburn, un impenitente donnaiolo divorziato che sembra non riuscire a resistere al fascino femminile. 



Senza girarci intorno, dirò subito che il libro non mi ha entusiasmato. È scritto bene, a parte per qualche piccola imperfezione qua e là, e risulta scorrevole, ma è la storia che non convince. Sebbene la traccia sia buona, poteva essere sviluppata meglio, soprattutto nella parte finale che personalmente ho trovato deludente. 
Per qualche motivo, leggendo la trama, mi ero fatta l’idea che si trattasse di un thriller e di trovare un po' di suspense, invece nulla. Anche la questione della bambola, che mi aveva fatto credere che la storia contenesse sfumature horror, alla fine non offre quel pathos che lasciava intendere.
La storia inizia nel 1966 per poi spostarsi al 1984, e poi al 2006.
La prima parte, che arriva fino agli anni ottanta, è una sorta di riassunto della vita di quello che era stato definito lo strangolatore di Chicago. Una descrizione degli eventi fine a sé stessa, né più e né meno.
Dora e Angelo sono i genitori di Sam.
Paul William è l'allevatore di maiali che di tanto in tanto fa visita a Dora, ma che non si accontenta dell'amante… abusa di Sam.
Successivamente, abbiamo un Sam, ormai adulto, insoddisfatto della sua vita; l'unica cosa che gli offre una distrazione è andare a prostitute. Spezza la monotonia uccidendo l'allevatore che ha rovinato la sua infanzia e strangolando una prostituta, la prima di una lunga lista. 
Incontra Ronald Fiorillo, detto Ronnie, che diventa suo complice in questa catena di omicidi. 
Convola a nozze con una donna più grande di lui, La vedova Molly Williams, dalla quale in seguito eredita una fortuna che gli permette di vivere di rendita.
Molti gli omicidi di cui si macchia, divenendo per tutti Lo strangolatore di Chicago
La confessione del contabile Nicolas O' Bryan, gli permette di far perdere le sue tracce per molti anni.
Si arriva al 2005. La squadra federale composta da Bernard Whitburn, James Burton, Christopher Harris, Liam Clancy e Styles (il coordinatore), a seguito di alcuni omicidi che portano la firma (e il DNA) dello strangolatore, riapre le indagini sullo strangolatore di Chicago.
Da questo momento in poi, il libro ha finalmente iniziato a coinvolgermi.
Protagonista l'agente speciale dell'FBI Bernard Whitburn. Separato da Joanna e con una bambina, Madison, frequenta un paio di prostitute, ha un'amante, Nanette Jhonson, ma si invaghisce dell'arredatrice Charlotte Corday. 

Forse è solo un modo per annientare la mia innata timidezza. Sento di conoscere davvero una donna solo dopo averci avuto a che fare sessualmente.

Il matrimonio finché era durato non gli era dispiaciuto. Ora aveva delle relazioni più o meno fisse che affiancava ad avventure occasionali e a prestazioni sessuali a pagamento.

Per quanto per certi versi discutibile, ho apprezzato molto questa figura. L’ho trovata coerente nel modo di porsi e diretta. Non teme di esporsi pur di stanare il killer, ma ahimè diventa a sua volta preda e tutte le persone che frequenta sono in pericolo. 
In una corsa contro il tempo, grazie a un lavoro di squadra ben riuscito, si scopre dietro quale nome si nasconda il famoso strangolatore. La scena finale con la cattura di quest’ultimo e la sua confessione, però, ha deluso le mie aspettative - tutto troppo frettoloso - e la cosa mi dispiace perché nella seconda parte il libro aveva preso una bella piega.
Molti i personaggi di contorno che calcano la scena. Davvero tanti, ognuno con una sua collocazione precisa. Se devo essere onesta, ho fatto un po’ fatica a tenere il passo con tutti i nomi, ma erano necessari al fine della storia, poiché fungono da diversivo nella ricerca del cattivo.
In conclusione, ripetendo quanto scritto all'inizio della recensione, non sono pienamente soddisfatta di questa lettura. Non le mancano di certo le potenzialità, ma rivedrei alcune parti.

PS: A livello estetico, ma anche di fluidità del testo, una suddivisione in capitoli gioverebbe al romanzo. Il passaggio da una scena a un’altra non è scontato e la mancanza di una divisione costringe a rileggere la parte.


domenica 9 ottobre 2022

RECENSIONE "LOVE THERAPY" di Angelica Romanin

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Andrea Macciò ha letto per noi "Love therapy - Malati d'amore
dell'autrice Angelica Romanin.



Autore: Angelica Romanin

Genere: Romance

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 12,99

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TRAMA:

«Non sfottermi» mugugno. 
«Togli una esse.»
«Cosa?» aggrotto le sopracciglia, confusa.
«Togli la esse» insiste con un sogghigno. «Io non sfotto. Più facilmente fotto.»
La mascella mi cade, lasciandomi a bocca aperta, e la replica che avevo sulla punta della lingua evapora in un fioco gorgoglio. Non escludo che mi stia per venire un infarto.
«Tu…» farfuglio. «Tu sei…»
«Un porco» sorride furbescamente. «Lo so.»

La vita di Lola Martinez è più monotona di un giro sulla ruota del criceto. A ventiquattro anni suonati vive ancora con i suoi, insegna yoga part time a un gruppo di vecchiette, non beve, non fuma e non dice bugie. Praticamente una santa.
Maximilian Ward, invece, non aspira affatto alla santità, in compenso spedisce le tipe che si porta a letto dritte dritte in paradiso. Lui è ciò che si definisce un dispensatore di orgasmi, un copulatore compulsivo, uno sciupafemmine di categoria senior. In definitiva un inguaribile latin lover.
Apparentemente non hanno nulla in comune, a Lola quel tipo vizioso e autoritario non piace per niente e a Maximilian quella ragazzetta acqua e sapone mette solo una gran noia. Eppure, complice un medico dalle dubbie capacità e dalle improbabili teorie, si ritrovano a partecipare a una imbarazzante quanto bizzarra terapia di coppia: Lola dovrà aiutare Maximilian a resistere ai suoi impulsi e Maximilian dovrà spingere Lola a liberarsi delle sue paure.
Il dottor Smith ne è certo: il loro essere profondamente diversi è la chiave per il successo dell’esperimento!
Ma cosa accadrà quando l’antipatia che provano uno per l’altra inizierà a tramutarsi in attrazione?


Lola Martinez è un’insegnante precaria di yoga, lavora con un gruppo di anziani, vive ancora con i suoi, non ha vizi di alcun tipo e ha una relazione abbastanza monotona con Desmond, un avvocato. Nelle prime pagine del libro vediamo Lola impegnata fra l’altro a immaginare come vivacizzare la loro intesa erotica.
Per una circostanza casuale, Lola incontra un giorno Maximilian Ward, un promotore finanziario trentunenne, un personaggio bizzarro, vanesio e autoritario, ma anche noto per le sue grandissime abilità amatorie. Un “dispensatore di orgasmi” così viene definito.
L’incontro con Max Ward per Lola costituisce una svolta, personale e professionale. L’uomo le propone infatti di assumerla come personal trainer di yoga. Ward, dietro la maschera da amante sopraffino, nasconde (e neanche troppo…) una vera e propria dipendenza dal sesso.
Una condizione ai limiti del patologico che, assieme alla scarsa mancanza di tempo, gli impedisce di frequentare una palestra normale nella quale sarebbe esposto a troppe tentazioni e di mantenere per più di qualche giorno una relazione.
Due opposti che si incontrano. Lola è tuttavia ancora legata in maniera forte alla sua famiglia d’origine, bigotta e tradizionalista, che ne soffoca gli impulsi, e anche a Desmond.
Ma come spesso accadde, gli opposti, Lola e Max, tendono inevitabilmente ad attrarsi. L’amore potrebbe essere per il nostro protagonista una terapia che lo libera dalla sua dipendenza?
Love Therapy è l’ultimo libro di Angelica Romanin, a mio avviso una delle più interessanti autrici italiane di romance.
Anche in questo caso, riesce a trattare con leggerezza e ironia un tema delicato, come quello della dipendenza dal sesso: una condizione nella quale la sessualità non è vissuta in maniera piacevole, ma compulsiva. In romanzi precedenti aveva affrontato con la stessa efficacia il tema degli attacchi di panico e quello opposto del rifiuto del sesso, in quel caso da parte di una protagonista femminile.
Con Love Therapy l’autrice torna al romance dopo le parziali digressioni nel fantasy di Non Chiamarmi Biancaneve.
Come ho già notato nelle precedenti letture, lo stile di Angelica Romanin è molto poco “italiano” e affine a quello della commedia sentimentale americana. Per me un aspetto assolutamente positivo, visto che in alcuni casi lo stile delle autrici italiane di romance sembra voler imitare artificiosamente questo stile con risultati decisamente inferiori. Una lettura leggera, ma non superficiale, che può interessare anche chi non è strettamente appassionato di romance.
I personaggi sono caratterizzati da sfumature psicologiche accuratamente studiate, in particolare i due protagonisti, e la scrittura ha una forte componente visiva e cinematografica. 


giovedì 6 ottobre 2022

RECENSIONE "IL ROSMARINO NON CAPISCE L'INVERNO" di Matteo Bussola

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Il rosmarino non capisce l'inverno" dell'autore Matteo Bussola
A cura di Giorgia Spurio. 


Autore: Matteo Bussola

Genere: Narrativa

Casa editrice: Einaudi Editore

Disponibile in ebook a € 9,99
E in formato cartaceo a € 15,67

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TRAMA:

«A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all’improvviso di aver soffocato la propria?» In pochi come Matteo Bussola sanno raccontare, con tanta delicatezza e profondità, le contraddizioni dei rapporti umani. In pochi sanno cogliere con tale pudore il nostro desiderio e la nostra paura di essere felici. Una donna sola che in tarda età scopre l’amore. Una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre. Una ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore. Una vedova che scrive al marito. Una sedicenne che si innamora della sua amica del cuore. Un’anziana che confida alla badante un terribile segreto. Le eroine di questo libro non hanno nulla di eroico, sono persone comuni, potrebbero essere le nostre vicine di casa, le nostre colleghe, nostra sorella, nostra figlia, potremmo essere noi. Fragili e forti, docili e crudeli, inquiete e felici, amano e odiano quasi sempre con tutte sé stesse, perché considerano l’amore l’occasione decisiva. Cadono, come tutti, eppure resistono, come il rosmarino quando sfida il gelo dell’inverno che tenta di abbatterlo, e rinasce in primavera nonostante le cicatrici. Un romanzo in cui si intrecciano storie ordinarie ed eccezionali, che ci toccano, ci interrogano, ci commuovono. «Ho deciso di scrivere di donne perché non sono una donna. Perché ho la sensazione di conoscerle sempre poco, anche se vivo con quattro di loro. E perché è più utile scrivere di ciò che vuoi conoscere meglio, invece di ciò che credi di conoscere già» (Matteo Bussola). 



Il rosmarino non capisce l'inverno di Matteo Bussola, pubblicato da Einaudi, è un libro che narra storie di donne. Se si aprisse il libro alla prima pagina senza sapere il nome dell'autore, il lettore o la lettrice sarebbe convinto di avere di fronte un'autrice per la penna delicata e la sensibilità femminile. Invece è lo stesso Matteo Bussola a risponderci: "Ho deciso di scrivere di donne perché non sono una donna. E perché è più utile scrivere di ciò che vuoi conoscere meglio".
Già dalle prime righe un misto di emozioni indefinite, forse tutte dalla tristezza alla rabbia, travolge lo stato d'animo di chi legge.
Ogni capitolo ha come titolo un nome femminile e ogni capitolo sembrerebbe una storia a sé. Ogni capitolo affronta tematiche importanti come la malattia, la famiglia, il tradimento, l'amore, i figli (averli e non averli), la determinazione, i sacrifici, la libertà sessuale, il revenge porn, la discriminazione, l'omosessualità. Sono le storie a raccontarci le varie realtà della vita: realtà da cui fuggire o a cui si vuole fare ritorno. Ogni capitolo è una vita, un frammento di quel lasso temporale che prende il nome Vita, la vita di una donna. Così il romanzo può sembrare una raccolta di racconti. In realtà, ognuno di questi frammenti fa parte di un disegno più ampio, o meglio di un ritratto di un'altra donna che ci viene presentata attraverso gli occhi delle altre: la storia di Mira.
Ed è Mira che ci insegna di lasciare in pace i fiori e magari è meglio donare un vaso di rosmarino perché non teme né il gelo di montagna né il freddo di pianura. E forse ogni donna, a suo modo e in diverso modo, è come il rosmarino che non capisce l'inverno.


sabato 1 ottobre 2022

FIERA DEL ROMANCE: BUKROMANCE 2022 - 2^ EDIZIONE

 

Ha inizio oggi il BukRomance!

Il BukRomance, Festival del Romance, è una fiera del libro internazionale 
che si svolge a Roma nei cinque weekend del mese di ottobre 
(1/2 - 8/9 - 15/16 - 22/23 - 29/30).

L'organizzazione porta la firma di Emilio Brancadoro, Michela Tanfoglio
e Roberta Rachel Luprano, con il supporto delle Agenzie Tralerighe, EditReal e 50milapagine.

L'ingresso è gratuito e aperto a tutti.

I cancelli apriranno alle ore 10: Roma - Centro commerciale Aura
- Viale di Valle Aurelia 30 - www.bukromance.it




Madrina dell'evento al BukRomance, l'autrice di fama internazionale Carmen Weiz che sarà presente nelle giornate di apertura e chiusura del Festival e presenterà "La ragazza nel bosco" e "La mia anima da custodire". Regalerà momenti di interesse culturale attraverso incontri nel suo stand autore e racconti sui suoi libri.




Ospite l'autrice Felicia Kingsley - Newton Compton Editori - che presenterà in esclusiva nazionale il nuovo libro in uscita il 04 novembre: 
"Ti aspetto a Central Park". Seguirà firmacopie per le fans.




Presenti alla manifestazione: Monica Bartolomucci, Marina Galatioto, Laura Cialè, Carmen Weiz, Roberta Caradonna, Raffaella Franceschini, Patrizia Masci, Sarah Rivera, Chiara Domeniconi, Anna Laura Littero, Martina Pace, Jane Rose Caruso, Pink magazine, Felicia Kingsley, Emilio Brancadoro, Autori Agenzia Editreal, Consulenze 50milapagine.com, Autori Agenzia TraLeRighe, Marilena Lombardi


RECENSIONE "L'ULTIMO GIRO" di Jacques Oscar Lufuluabo

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Recensione: "L'ultimo giro" di Jacques Oscar Lufuluabo.
A cura di Dario Zizzo.





Autore: Jacques Oscar Lufuluabo

Genere: Racconto

Disponibile in ebook a costo zero

Contatti autore: Facebook - Instagram 


Dall'autore de "L'ombra del castigo"
Quella di Giorgio è una vita distrutta. Disoccupato da anni, privo ormai di ogni autostima, vive all'ombra della moglie, suo ultimo riferimento col mondo. Incolpare lei, per sfuggire ai rimpianti, è il solo modo di affrontare un'esistenza insignificante. Ma il dolore non si può ignorare per sempre. Spinto agli estremi, Giorgio dovrà presto guardarsi allo specchio e far fronte a eventi tragici dai quali non potrà più tornare indietro.

"La vita è un giro di roulette, dove a scegliere è una pallina capricciosa. Uno stupido gioco in cui si punta per poi vedere come andrà a finire". 

Oggi vi parlo de L'ultimo giro di Jacques Oscar Lufuluabo, conosciuto anche come Jol Oscar, un racconto, genere thriller, di ventotto pagine il cui protagonista, Giorgio, ha una vita che ormai sembra inesorabilmente avviata verso l'oscuro sentiero della mediocrità, con una moglie, Marianna, che pare uno specchio su cui si riflette la sua immagine di fallito: 

Poi Marianna riaffiora nel salone. Entra in camera da letto per disfarsi degli abiti della giornata e ne esce poco dopo con indosso una tunica bianca. Senza degnarlo di attenzione, gli fluttua accanto come un fantasma. E il fatto si ripete. Compare, scompare, sette, otto volte, ma mai uno sguardo.

È successo che la noia, la frustrazione ha preso il seggio della passione, avvelenata dalle paranoie, dalle piccole ripicche, dalle incomprensioni che costituiscono un muro attraverso cui ci si parla, quando ci si parla, e allora si vorrebbe fuggire via, come fa Giorgio:

Così afferra il telecomando, alza il volume. Con uno zapping nevrotico, scarica il proprio malumore sull’apparecchio saltellando da una trasmissione all’altra. E mentre vede le immagini sovrapporsi, vorrebbe inseguirle, svanire con loro all’interno dello schermo.

Ma Marianna lo rimprovera, lo esorta a scegliere un canale; e poi la frustrazione cede il passo alla rabbia, e la rabbia diventa violenza, quella usata dal protagonista, che però dà la colpa prima alla moglie, quasi a voler allontanare la sua colpa da lui e poi, uscito di casa, al lui che vede riflesso su una pozzanghera, che considera quasi un suo Mr. Hyde. È la cronaca di qualcosa che forse prima doveva essere stato amore e che ora è diventato un inferno, narrato in terza persona, una storia credibile, che fa vedere tutto il suo buio e sentirne il freddo, immersiva, insomma decisamente convincente, e gratis et amore dei, su Amazon.