mercoledì 19 luglio 2023

LA RIVELAZIONE DEL GELSO" di Sabrina Galli

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione "La rivelazione del gelso" dell'autrice Sabrina Galli, 
edito Masciulli Edizioni. A cura di Giorgia Spurio.



Autore: Sabrina Galli

Genere: Narrativa

Casa editrice: Masciulli Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 12,35

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La rivelazione del gelso è un romanzo di Sabrina Galli, edito da Masciulli Edizioni.
Sabrina Galli è scrittrice e poetessa, molto attiva in ambito culturale, ma anche impegnata nel volontariato e nell'ambito educativo.
La Masciulli Edizioni è una giovane casa editrice, a cui vanno i complimenti, perché emerge per la grande energia e spirito di iniziativa, ma soprattutto dà molto spazio ai propri autori dando modo ai lettori di conoscerli. 
L'autrice ci presenta un romanzo familiare.
Conosciamo tre fratelli molto uniti tra di loro che hanno una storia conflittuale con il padre.
Raffaello sembrerebbe il più fragile, gemello di Aurora, poi c'è il maggiore Fulgenzio.
Tutt'e tre hanno dovuto fare i conti con il proprio destino, trovandosi al bivio tra i propri sogni, l'espressione autentica di se stessi e i desideri del padre - dittatore.
Il gelso è l'albero del giardino, dove è stata costruita la piccola casa in legno, rifugio dei tre fratelli ma anche luogo che custodisce un segreto. Questo albero diventa metafora di famiglia, di protezione e di verità, quella ricercata, quella per cui si soffre, quella da custodire, quella per cui combattere. 
Il romanzo ci pone delle domande sulla famiglia. 
Cosa si definisce famiglia? Ha una precisa definizione?
La famiglia è sinonimo di libertà e d'amore o è la gabbia in cui recitare un ruolo?
Conosciamo realmente la nostra famiglia e la sua storia?
Non esistono segreti? 
Ci chiediamo se difatti non ci sia famiglia che non abbia "rivelazioni" da custodire.
Il romanzo ci offre una lettura profonda che porta a confronto due generazioni, riflessioni sul passato e il presente, sull'identità e la libertà d'essere.


martedì 18 luglio 2023

RECENSIONE "ARTIA DI CAMELOT" di Cecilia Randall

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Artia di Camelot" dell'autrice Cecilia Randall, 
edito Giunti Editore. A cura di Monica Burel.


Autore: Cecilia Randall

Genere: Romance storico

Casa editrice: Giunti Editore

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 17,10

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TRAMA:

Per Artia, sedici anni, il futuro sembra già scritto: il matrimonio con un vecchio compagno d'armi dello zio, per rafforzare l'alleanza tra i due feudi. Ma Artia non ci sta e rivendica il diritto di vivere libera. Si scontrerà contro forze antiche che vorrebbero usarla per conquistare il trono di re Uther Pendragon, tra cavalieri, maghi, traditori e giochi di potere. Davanti a una misteriosa spada piantata nella roccia, Artia dovrà combattere e decidere chi è davvero. La sua risposta cambierà il destino della Britannia.



Artia ha perso tutto. È orfana e non ha più una casa. Gli zii e il cugino l'accolgono nella loro abitazione, ma ben presto Artia sarà trattata come una prigioniera. Lo zio è in parola con un Sir molto più vecchio di lei per combinare un eventuale matrimonio. Ma Artia escogita un piano per scappare e raggiungere il suo giovane amante che è stato allontanato da casa subito dopo che sono stati scoperti ad amoreggiare. Artia raggiunge quindi Cedric, ma la stessa notte ci sarà una razzia di barbari e le cose cambieranno in modo definitivo. Dopo un viaggio verso Londra che la farà ricadere nelle mani dello zio e del cugino, finalmente Artia sarà liberata da questa "schiavitù". O forse sarà l'inizio di una prigionia di altro genere.
Sono sempre stata affascinata da tutto quello che riguarda Camelot, Artù, i cavalieri, Merlino e ciò che ci gira intorno. Il periodo storico è uno dei più interessanti anche se molto è basato su leggende.
Questo libro si è rivelato interessante ma fino ad un certo punto. L'inizio è stato lento ed è servito per raccontare la vita delle donne in quell'epoca, poi si è entrati nella storia vera e propria. Una storia che è stata sviluppata sempre tenendo un occhio verso la condizione femminile. Non so, ma più che un romanzo romance/storico mi è sembrato un manifesto femminista dell'epoca. Il personaggio di Artia viene approfondito in modo sufficiente; idem gli altri personaggi, maschili e femminili, il cui ruolo è ben definito. Tuttavia, manca tanto a tutta questa storia per essere qualcosa di più di una lettura leggera e veloce. Forse ero io ad avere grandi aspettative. 


lunedì 17 luglio 2023

RECENSIONE "VERNISSAGE" di Maria Cristina Buoso

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Vernissage" dell'autrice Maria Cristina Buoso.
A cura di Dario Zizzo.



Titolo: Vernissage

Autore: Maria Cristina Buoso

Genere: Narrativa contemporanea

Disponibile in ebook a € 4,90

E in formato cartaceo a € 13,78

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TRAMA:

Livia Mexico, bellissima e famosa pittrice, compare a Treviso. Le sue opere emanano una forte sensualità. Colori brillanti e pregni di mistero, così come la sua vita.
Ginevra Lorenzi, giovane ispettore capo della questura di Treviso, è incaricata di occuparsi della sparizione di un noto gallerista della città.
Ma è davvero solo una sparizione? Il caso s’infittisce quando scompaiono altre persone e appaiono gl’inquietanti quadri di Livia.
Arte, sesso e mistero sono il file rouge di questo appassionante thriller. 


Nel thriller "Vernissage" di Maria Cristina Buoso (la cui idea nacque dopo aver visto una mostra di quadri), dal POV in terza persona e ambientato a Treviso, Eva, una pittrice che gode di un discreto successo, è però insofferente a causa dei numerosi impegni per diffondere le sue opere.
Importante risulta l'incontro con un famoso collega, Leo:

Stizzito, Leo si girò e le ordinò di entrare nel quadro con lui.
Come in trance, Eva obbedì, e sempre in trance si trovò distesa sulla tela…

Il libro è originale, ha un fascino insolito; come il processo creativo che ha portato a questo quadro, il libro è immerso in un'atmosfera misteriosa, sensuale e gioca col binomio arte- sensualità.
L'opera prosegue con la scomparsa di un noto gallerista, Ivo; a indagare è la giovane ispettrice Ginevra Lorenzi (amica di Eva). Alla scomparsa del professionista ne seguono altre.
Pittrice è anche un altro importantissimo personaggio (largo alle donne), Livia, la cui strada incontra quella di Eva. L'arte della prima nasconde un segreto, che viene da un tempo e un luogo lontani, un'arte appresa da Kastor, personaggio tratteggiato con mano felice, come un po' tutti gli altri. 
Ho trovato in particolare molto interessante l'amicizia tra Ginevra ed Eva, la loro complicità, che ha radici molto profonde, anche in qualche gioco che facevano quand'erano ragazzine, quello delle Promesse, che si rinnova con semplicità, nel calore di una casa, davanti a un piatto di spaghetti.

Ritrovarsi, voleva dire mangiare un piatto di pasta in compagnia e vincere la solitudine in cui ci si rinchiude per paura, per pigrizia o per stanchezza.

Ma il personaggio più riuscito, originale, è senza dubbio Livia.
La scrittrice, capace di mantenere sempre alta la tensione (quello che poi si chiede essenzialmente al suo genere letterario), riesce anche a regalarci qualche momento umoristico, come: 

Quando vide che l’ospite di Ginevra era uno dei pittori che lui apprezzava, la ruota da pavone che aveva sempre ripiegata dietro alla schiena si aprì d’istinto e il sorriso riservato alle celebrità gli illuminò il viso.

Per tutto ciò, consiglio l'opera. Passerete delle ore in buona compagnia, perché in fondo è questo che fanno i libri interessanti.


domenica 16 luglio 2023

RECENSIONE "LE ATENIESI" di Alessandro Barbero

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Le ateniesi" dell'autore Alessandro Barbero, edito Mondadori. 
A cura di Monica Burel.



Titolo: Le ateniesi
Autore: Alessandro Barbero

Genere: Novelle storiche

Casa editrice: Mondadori

Disponibile in ebook a € 6,99
E in formato cartaceo a € 11,88 o € 19,00

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Atene, 411 a.C. Siamo in campagna, appena fuori dalle porte della città, dove, in due casette adiacenti, abitano due vecchi reduci di guerra, Trasillo e Polemone. Anni prima hanno combattuto insieme nella ingloriosa battaglia di Mantinea, che ha visto gli Ateniesi sbaragliati dagli Spartani, sono sopravvissuti e ora vivono lavorando la terra e senza mai decidersi a trovare un marito per le loro due figlie, Glicera e Charis, che però iniziano a mordere un po' il freno.

Per i due vecchi l'unica cosa che conta è la politica. Atene ha inventato la democrazia ma deve difenderla, i ricchi complottano per instaurare la tirannide: anche il vicino Eubulo, grande proprietario che si ritira in una villa poco distante quando le fatiche della vita nella polis richiedono un po' di riposo, è guardato con sospetto. Ma Charis e Glicera pensano che i padri vivano fuori dal mondo: per loro il giovane Cimone, figlio di Eubulo, ricco, disinvolto e arrogante, è un oggetto di sogni segreti.

È così che, quando tutti gli uomini si radunano in città per la prima rappresentazione di una commedia di Aristofane, le ragazze violano tutte le regole di una società patriarcale e accettano di entrare in casa di Cimone, lontane dagli occhi severi dei padri. Ma mentre in teatro l'ateniese Lisistrata e la spartana Lampitò decretano il primo, incredibile sciopero delle donne contro gli uomini per invocare la fine di tutte le guerre, la notte nella villa di Eubulo prende una piega drammatica.

Con la sua straordinaria capacità di far rivivere per noi la storia tra le pagine, Alessandro Barbero compie un'operazione affascinante e spregiudicata: mette in scena nell'Atene classica un dramma sinistramente attuale e al tempo stesso porta sul palcoscenico una commedia antica facendoci divertire e appassionare come se fossimo i suoi primi spettatori.

Le Ateniesi è un romanzo sorprendente, a tratti durissimo, che narra con potenza visionaria la lotta di classe, l'eterna deriva di sopraffazione degli uomini sulle donne, l'innocenza e la testardaggine di queste ultime, la necessità per gli uni e le altre di molto coraggio per cambiare il corso della storia. 


Dopo un bel po' di tempo mi sono convinta a leggere qualcosa di questo autore. Ne sentivo le lodi un po' ovunque e dunque ho deciso di capire se fosse un autore che fa per me. La risposta, purtroppo, è no.
Il libro racconta due storie a capitoli alterni. Due storie che sono concatenate. Glicera e Charis sono due giovani povere che vivono ognuna con il proprio padre. Sono amiche e condividono le giornate, gli svaghi e i pensieri. Vicino a casa loro abita Eubulo, che è un proprietario terriero e in campagna ci va per riposare. Ha un figlio, Cimone, che è appassionato di cavalli.
La prima commedia di Aristofane fa arrivare a teatro uomini di qualsiasi estrazione sociale per ascoltare ciò che l'uomo ha composto. Un’altra "commedia" va in scena a casa di Cimone che è riuscito ad attirare Glicera e Charis. Assieme ad un paio di amici danno dimostrazione di ciò che vuol dire essere dei mostri.
Se la commedia di Aristofane l'ho trovata interessante nelle prime battute e poi noiosa nella parte finale, la seconda storia è stata di difficile lettura. Io rifuggo a tutto ciò che è violenza. Non riesco a leggere di questi argomenti. Perciò, nonostante sia arrivata alla fine, devo dire che avrei preferito evitare questa lettura. Non posso esprimere un’opinione positiva su questo autore, almeno non per quanto riguarda questo libro in particolare. La prossima volta mi informerò meglio così da evitare argomenti così cruenti.


sabato 15 luglio 2023

RECENSIONE "DE VIRIS ILLUSTRIBUS" di Filomena Gagliardi

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Recensione "De viris illustribus" dell'autrice Filomena Gagliardi.
A cura di Giorgia Spurio.



Autore: Filomena Gagliardi

Genere: Raccolta poesie

Casa editrice: Nulla Die

Disponibile in formato cartaceo a € 9,50

Contatti autore: Facebook - Instagram 



Filomena Gagliardi vive a Colli del Tronto (AP). Laureata in Lettere classiche e dottore di ricerca in Filologia classica, ha pubblicato articoli sui suoi temi di interesse. Si divide tra passione per lo studio, insegnamento scolastico e collaborazioni con riviste culturali. Da sempre ama scrivere anche poesie che ha pubblicato in antologie e raccolte. Ha avuto riconoscimenti in premi letterari. "De viris illustribus" è la sua prima silloge edita per Nulla die. Il titolo è allusivo, non per tracotanza ma «per il vivo bisogno che ho di aggrapparmi ai luoghi e alle persone dell'antichità. Se, infatti, illustris è “ciò che dà luce” (perché ha luce), opachi per non dire oscuri sono i tempi che viviamo e le persone che talora incontriamo in assoluta dissonanza con il mondo greco-romano. Eppure basta pensare ai classici per illuminarmi, perché essi usavano parole piene di significato, quel significato che dà senso alla mia vita e che mi ha insegnato serenamente a distaccarmi dai narcisisti. Ho scelto la presenza di persone sensibili come me e luminose come gli antichi».



Filomena Gagliardi, giovane scrittrice, critica letteraria e docente, ci regala una raccolta di poesie che diviene libro di profonde riflessioni e collezione di ritratti di uomini e donne illustri.
La silloge si intitola "De viris illustribus", edita da Nulla Die.
L'autrice alterna poesie dedicate al passato glorioso e altre ispirate al mondo sterile di oggi.
Quando ci descrive la verità delle cose che si manifestano ai grandi del passato, notiamo l'influenza leopardiana nella sua seconda fase, quella del pessimismo storico, secondo cui gli uomini erano felici perché a contatto con la natura definita madre benigna, prima di essere nominata da lui stesso, illuso e poi disilluso, matrigna.
Ebbene nei versi di Filomena Gagliardi osserviamo questi momenti di illusione e disillusione. 
I poeti e filosofi classici si trasformano in allegoria, i loro stessi nomi rientrano in una simbologia di ideologie. Sono metafora dell'ordine, della chiarezza, delle emozioni autentiche, della ricerca storica, della cittadinanza attiva, della ricerca di una convivenza pacifica senza discriminazioni, della libertà, in confronto al caotico mondo odierno. 
Il mondo classico ci offre la verità, ma poi dipende dall'uomo contemporaneo se vuole accettarla o preferisce crogiolarsi nel suo microcosmo fittizio. 
È nel passato, nella memoria, che possiamo ritrovare la luce per il buio attuale in cui si perde l'umanità.
Filomena Gagliardi scrive un'opera in cui possiamo immergerci, trovarci davanti a un bivio, alle due dimensioni, il passato e il presente.
Chissà quando il presente imparerà dagli insegnamenti del passato!
Sicuramente i poeti sono i messaggeri di questa era, fanno da ponte e grazie a loro l'uomo contemporaneo può aprire gli occhi e l'uomo del passato può farsi ascoltare.
E ne è la prova Filomena Gagliardi con la sua raccolta.


venerdì 14 luglio 2023

RECENSIONE "UN VIAGGIO NEL BUIO" di Marialuisa Moro

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Un viaggio nel buio" dell'autrice Marialuisa Moro.
A cura di Silvia Cossio.



Autore: Marialuisa Moro

Genere: Thriller

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 8,84

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Un gruppo di amici parte per una vacanza in Scozia, ma nel corso del viaggio accade qualcosa che lascerà un segno indelebile.
Tobias Winkler, affermato chirurgo, è convinto di aver rimosso il ricordo di quel giorno, ma tutto tornerà a galla, inesorabile e inquietante, cinque anni dopo: la mattina in cui vedrà arrivare al pronto soccorso il suo unico figlio tredicenne in coma, investito mentre andava a scuola.
Attanagliato dall'atroce realtà presente e dall'orrore del passato, la sua vita diventerà un inferno in cui, quasi per opera di un'oscura nemesi, tutto ciò che costituiva il suo mondo si sfalderà; come in un tragico teatrino, i burattini saranno destinati a cadere uno a uno. 

La storia si sviluppa in un’alternanza tra presente e passato. Un passato che, sebbene il protagonista di questa storia abbia tentato di dimenticare, inevitabilmente ritorna a galla. 
Complice l’incidente accorso al figlio tredicenne - ricoverato in gravi condizioni proprio nell’ospedale dove lavora il padre in qualità di chirurgo - i ricordi iniziano il loro processo di affioramento: un altro incidente, una vita spezzata prematuramente. Frammenti di memoria legati a una vacanza in Scozia risalente a cinque anni prima, che vede come protagonisti tre coppie di amici: Tobias e Aloisa, Baldus e Romy, insieme al piccolo Albert, figlio della sorella di Romy, e Bruno e Soffi.
Una punizione divina? Il destino che presenta il conto? La coscienza che vuole trovare pace? Oppure qualcuno che trama nell’ombra in cerca di vendetta? 
Varie le ipotesi che si affacciano nella mente del lettore, avido di dettagli che possano dare un senso a tutta la vicenda. Diversi i personaggi secondari - sebbene, grazie al pov che passa dall’uno all’altro, definirli così non è del tutto corretto - che instillano dubbi e aprono la mente alle più svariate congetture. Tutti calati nel ruolo assegnato.  
La lettura risulta piacevole e scorre via veloce. Priva di una reale suspense: la descrizione dei fatti è tale da rendere palese l’evolversi degli eventi, quantomeno per me, di conseguenza non ho percepito alcuna tensione. Uno dietro l’altro, i tasselli trovano la loro collocazione, giungendo al desiderato epilogo. Una conclusione che lascia un po’ di amaro in bocca, ma che ha una sua logica. 
Spero che l’autrice non me ne voglia, ma ho trovato alcuni passaggi, concentrati perlopiù negli ultimi capitoli, un po' inverosimili. Eventi fuori controllo, particolari che non mi hanno convinto. Dalla pazzia della moglie - che ci può anche stare considerando il contesto che sta vivendo, ma fino a un certo punto; trovo, infatti, improbabile un cambio radicale di personalità -, alla casualità di elementi che conduce all’azione finale del protagonista. Alcune situazioni/persone, che secondo me andrebbero approfondite, vengono trattate superficialmente. 
Premetto che ho apprezzato il libro nella sua totalità e che lo ritengo un buon prodotto, ma da buono a ottimo il passaggio potrebbe essere breve, il tempo di rivedere alcuni dettagli…  😉 


martedì 11 luglio 2023

RECENSIONE "CONFESSIONI DI EFESTIONE" di Ivan Gambina

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Confessioni di Efestione" dell'autore Ivan Gambina.
A cura di Andrea Macciò.



Autore: Ivan Gambina

Genere: Storico

Disponibile in ebook a € 2,90

E in formato cartaceo a € 9,80

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Ecbatana, 324 a.C.

Confortato dal calore dei suoi compagni d’avventura, Efestione lotta contro la fredda morsa della morte, ormai imminente. Non vuole arrendersi all’idea di abbandonare la vita senza prima aver goduto di un’ultima carezza da parte di colui che fu più di un amico o di un fratello: Alessandro, l’inseparabile compagno di vita, del quale tutti conosciamo le eroiche vicende. Inoltre, vorrebbe liberarsi del peso di qualche fardello che gli opprime il petto da molto tempo, ma nessuno può udire più le sue parole, e rischia di andarsene portandosi via i segreti che per anni ha custodito nel cuore.
Con discrezione e rispetto, ascoltiamo perciò i pensieri e le confessioni di un uomo che per troppo tempo ha vissuto dietro un sipario. Facciamo in modo che i riflettori vengano puntati stavolta su Efestione, e lasciamo che ci racconti una storia che conosciamo già, ma vista dagli occhi di chi è sempre rimasto nell’ombra; eppur fedele fino all’ultimo respiro al grande condottiero macedone.



Il romanzo storico di Ivan Gambina, “Confessioni di Efestione”, ancora una volta ci trasporta nel mondo classico per raccontare la storia del nobile e generale macedone Efestione, colui che per tutta la vita è stato al fianco del grande condottiero Alessandro Magno. Un rapporto intensissimo, nel quale amicizia, amore e collaborazione in ambito politico e militare sono stati intrecciati indissolubilmente.
La narrazione si apre quando Efestione si trova ad Ecbatana, prossimo alla morte (storicamente, i motivi della sua precoce scomparsa non sono mai stati del tutto chiariti) e ricostruisce la sua vita e il suo rapporto con il futuro Re della Macedonia, Alessandro. Il loro rapporto, pur contrastato dalla regina Olimpiade, la madre di Alessandro, inizia nell’adolescenza per proseguire per tutta la vita, sopravvivendo ai loro rispettivi matrimoni (Alessandro in Persia ebbe tre mogli), ad altre relazioni e alle perplessità di Efestione sul progetto di Alessandro di mettere in dialogo la cultura greco-macedone con quella persiana, così diversa per molti aspetti. Quasi tutti i personaggi sono reali, da Olimpiade a Filippo, al re persiano sconfitto da Alessandro, Dario.
La vita di Alessandro Magno (356 a.C-323 a.C) è stata breve, come quella di Efestione, ma intensissima: è stato il primo condottiero, che, approfittando della crisi della Grecia della poléis e dell’Impero Persiano, riuscì a conquistare in pochissimi anni un territorio che andava dall’Europa orientale all’Africa del Nord a parte dell’Asia Occidentale. Efestione fu la sua “ombra” e questo libro gli restituisce la voce: la loro epoca è in qualche modo già postclassica per la Grecia, che non molti anni più tardi diverrà parte dell’Impero Romano.
Il romanzo ci trasporta con grande accuratezza storica nell’epoca del Macedone e in una società nella quale la bisessualità (in particolare quella maschile, ma non solo) era socialmente accettata, nella quale i confini tra amore e amicizia erano molto meno definiti di oggi. Un mondo per questi aspetti più libero di quello di oggi, ma dall’altro lato più violento e dove la precarietà dell’esistenza e la “convivenza” quotidiana con la possibilità di morire uccisi era la normalità non solo per i guerrieri, ma anche per i regnanti, i nobili e coloro che ricoprivano cariche politiche, sempre esposti al rischio di agguati mortali (come accadrà poi anche nell’Impero Romano qualche secolo dopo). Confessioni di Efestione ricostruisce anche la fascinazione di Alessandro per la cultura orientale e persiana. Un altro aspetto che distingueva gli antichi conquistatori dal colonialismo del Novecento: ambiziosi e spietati con i nemici, erano tuttavia spesso affascinati dalle loro culture e usanze. Il romanzo ricostruisce la complessa personalità di Alessandro Magno dal punto di vista di colui che lo ha affiancato per tutta l’esistenza.
Una curiosità: Alessandro è stato uno dei primi grandi leader politici antichi a capire l’importanza della comunicazione, iniziando a costruire il suo mito già in vita. Raccontava di essere discendente di Achille, e se oggi ci appaiono figli dello stesso tempo, allora Achille era già considerato un “antico”.
Come negli altri lavori di Ivan Gambina, c’è una grande accuratezza storica dalla quale traspare l’amore dell’autore per il mondo scomparso della Grecia classica, combinato con alcuni elementi di fantasia che rendono il romanzo più avvincente restando sempre nel solco della credibilità storica. Interessante anche questo punto di vista esterno su un grande personaggio dell’Antichità. 


sabato 8 luglio 2023

RECENSIONE "INDOVINA CHI VIENE A CENA" di Maria Letizia Musu

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Recensione: "Indovina chi viene a cena" dell'autrice Maria Letizia Musu, 
primo volume della serie "Furio e Stella". A cura di Silvia Cossio.



Autore: Maria Letizia Musu

Serie: Furio e Stella Vol.1

Genere: Commedia romantica

Disponibile in ebook a € 0,99

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Furio e Stella si incontrano durante una cena organizzata da un’anziana coppia. Lui ha accettato l’invito per fare un pasto decente, mentre lei si presenta fingendosi la nipote che i padroni di casa non vedono da vent’anni.
Dopo pochi minuti, ecco arrivare il colpo di fulmine. Devastante, prepotente e assolutamente incurante del fatto che i due siano come il giorno e la notte e che abbiano entrambi molto da nascondere.
Ma il Fato ha già scritto il loro futuro senza chiedere alcun permesso e niente potrà mai più separarli.
Peccato che ‘niente potrà mai più separarli’ non va mai detto perché porta sfiga. 



Protagonista della storia è Stella, un personaggio decisamente sopra le righe.

Le minacce di morte, il turpiloquio, il suo eccedere con l'alcool e tanto altro ancora, facevano di lei una giovane donna complessa ma schietta.

Rimasta senza lavoro e in procinto di essere sfrattata, accetta la proposta dell’amica Monica: sostituirla in una cena a casa di alcuni zii che non la vedono da vent’anni. Come dire di no a colei che la tira sempre fuori dai guai e che non le fa mai mancare il suo sostegno? Certo, nulla a che fare con l’incentivo di una lauta ricompensa… 🙄 che, tuttavia, arriva proprio al momento giusto.

Ancora non capiva come fossero rimaste legate anche dopo la fine del liceo, una agli antipodi dell'altra, per estrazione sociale prima di tutto, ma non solo; Monica, sofisticata ed elegante, sempre, anche per andare a fare la spesa. Lei, invece, che preferiva jeans e maglietta in qualunque occasione.

Lui, Furio Masala, trentacinque anni, scrittore, instabile sotto l'aspetto sentimentale. Dietro una facciata anonima e un nickname femminile, si nasconde un famoso autore di romance.
Si lascia convincere a partecipare a una cena a casa dei vicini di casa, Bartolomeo Farci e la moglie Maria, ignaro di andare incontro a un appuntamento al buio. Ed è in questo contesto che fa la conoscenza di Stella, che però veste i panni di Monica… Insomma, sebbene tra i due si instauri da subito un reciproco interesse, le troppe cose non dette, alias bugie, rischiano di compromettere il rapporto appena nato. Come finirà? Non ci è dato saperlo perché l’autrice ha pensato bene di dividere la storia in quattro parti 😑… disssssgrasssssiata! 
Perfetto lo stile di Maria Letizia Musu. Ho adorato la sua ironia, suo tratto tipico, che, come già detto in passato, rispecchia il suo modo di essere, quantomeno quello che esibisce sui social, dove ho avuto il piacere di conoscerla.

Quando il fondoschiena raggiunse il pavimento, partì l'ultima scurrilità che, come le precedenti, non vengono riportate per iscritto, ma che sono lasciate alle competenze individuali (in materia) dei lettori.

Nonostante la brevità del romanzo… niente, chiudo qui la recensione. Finale in sospeso, di conseguenza anche la mia opinione... 😂 in attesa di leggere il seguito, così rendo la pariglia a quella dissssgr… 😂.


venerdì 7 luglio 2023

RECENSIONE "PINK PANTHER" di Sadie Jane Baldwin

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Recensione: "Pink Panther" dell'autrice Sadie Jane Baldwin.
A cura di Silvia Cossio. 


Titolo: Pink Panther
Autore: Sadie Jane Baldwin
Genere: Romanzo breve
Disponibile in ebook a € 0,99

Trama: Lui è un uomo ricco, affascinante e cinico perché deluso dalle donne e dall’amore.
Lei è una ragazza che, per sbarcare il lunario, lavora in un night club.
Non potrebbero essere più diversi, eppure il destino riuscirà a farli incontrare e… innamorare. 

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Allison Parker, ventitré anni, per sbarcare il lunario fa la pole dancer in un night club. Ogni sera si trasforma nella sensuale Pink Panther, ma sogna di sfruttare la sua laurea in Illustrazione e Design e di lavorare come illustratrice di libri per bambini.
Alex Bristow, primario di cardiochirurgia, ha alle spalle un matrimonio fallimentare e una figlia, Rebecca, che è la sua ragione di vita. Disilluso dall’amore, non è in cerca di una relazione stabile.

Il risentimento che prova per la sua ex ha finito per estendersi a tutto il genere femminile.

La necessità dell’uomo di trovare una baby sitter per la figlia e quella della ragazza di uscire da una situazione di precarietà economica fanno sì che si crei la giusta opportunità per un incontro.
L’attrazione tra i due è immediata, sebbene tentino di tenerla sotto controllo, entrambi consapevoli del fatto che la differenza d’età, lo status sociale e il rapporto datore/dipendente non giochino a favore.

Lei è come un frutto proibito, una tentazione. È seduzione allo stato puro. È come una droga che crea dipendenza. Non riesco a capire se è davvero così timida e riservata, oppure se lo fa per non essere notata, per nascondersi dalle persone. È l'esatto opposto delle donne che frequento di solito.

Una breve novella con tutte le caratteristiche tipiche dei romance: lui ricco, lei in difficoltà, l'incontro, la passione che rompe gli argini, lo sbocciare di un sentimento, la "cattiva" che mette zizzania, il litigio, la riappacificazione e conseguente lieto fine. Nonostante la prevedibilità della storia, ne ho apprezzato la leggerezza, ideale per trascorrere un’oretta in tutta tranquillità. È quello che io definisco un libro scacciapensieri: coinvolgente, ma non troppo. Buono lo stile dell’autrice, della quale mi riprometto di leggere altro in futuro. 
Lettura consigliata.


mercoledì 5 luglio 2023

RECENSIONE "UNA MINIMA INFELICITÀ" di Carmen Verde

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Una minima infelicità" dell'autrice Carmen Verde, 
edito Neri Pozza Editore, semifinalista del Premio Strega 2023. 
A cura di Giorgia Spurio.


Autore: Carmen Verde

Genere: Narrativa

Casa editrice: Neri Pozza Editore

Disponibile in ebook a € 4,99
E in formato cartaceo a € 16,15

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Una minima infelicità è un romanzo vertiginoso. Una nave in bottiglia che non si può smettere di ammirare. Annetta racconta la sua vita vissuta all’ombra della madre, Sofia Vivier. Bella, inquieta, elegante, Sofia si vergogna del corpo della figlia perché è scandalosamente minuto.
Una petite che non cresce, che resta alta come una bambina. Chiusa nel sacrario della sua casa, Annetta fugge la rozzezza del mondo di fuori, rispetto al quale si sente inadeguata. A sua insaputa, però, il declino lavora in segreto. È l’arrivo di Clara Bigi, una domestica crudele, capace di imporle regole rigide e insensate, a introdurre il primo elemento di discontinuità nella vita familiare. Il padre, Antonio Baldini, ricco commerciante di tessuti, cede a quella donna il controllo della sua vita domestica. Clara Bigi diventa cosí il guardiano di Annetta, arrivando a sorvegliarne anche le letture.
La morte improvvisa del padre è per Annetta l’approdo brusco all’età adulta. Dimentica di sé, decide di rivolgere le sue cure soltanto alla madre, fino ad accudirne la bellezza sfiorita. Allenata dal suo stesso corpo alla rinuncia, coltiva con ostinazione il suo istinto alla diminuzione.
Ogni pagina di questo romanzo ci mostra cosa significhi davvero saper narrare utilizzando una lingua magnifica che ci ipnotizza, ci costringe ad arrivare all’ultima pagina, come un naufragio desiderato. Questo libro è il miracolo di una scrittrice che segna un nuovo confine nella narrativa di questi anni. 

Le pagine scorrono sotto gli occhi attenti del lettore, mostrando il talento della sintesi e come dichiara la stessa autrice si tratta dell'arte della rinuncia sulla pagina, un po' come viene spiegato nel corso della storia con quel suo diario regalato da ragazzina. È un unico e solo diario dove una pagina potrebbe essere divisa in più parti per descrivere più giornate.
Un diario piccolo, breve, racchiuso, un po' come si sente e si percepisce la protagonista Annetta. 
Si vede eternamente piccola, come se la sua statura fosse stata una maledizione che va a intaccare anche l'età anagrafica.
Il romanzo ci presenta il rapporto contorto, a volte di adorazione, altre morboso, tra figli e genitori.
Qui abbiamo Annetta che si sente un gingillo da collezione, nascosto nel baule assieme ad altri oggetti di porcellana o cristallo, tenuti lì segretamente dalla madre Sofia.
Sofia è alta, è bella, ha un'eleganza innata.
Per Annetta la madre è una creatura irraggiungibile e ineguagliabile, così si accontenta di quel posticino che le viene permesso di occupare.
Alla madre è perdonato tutto. Ogni cosa che fa, il suo smarrimento, i suoi momenti di egoismo e capriccio, tutto viene accettato, a volte con gelosia e rabbia, ma spesso con la rassegnazione che si trasforma in apatia. 
Anna è fortemente legata a lei come unica ragione d'essere.
Con delicatezza questo romanzo ci racconta anche la malattia lenta, progressiva, aggressiva, impaziente che avanza con l'età.
Una malattia che a volte si pensi sia ereditaria per dare una spiegazione a tanto dolore.
La malattia del non ricordarsi, dell'abbandonarsi pian piano alla fine.
La salute mentale e la demenza senile sono descritte con grazia. C'è della grazia nell'accettazione, una consapevolezza matura che non appartiene alla madre ma alla figlia, pronta a proteggere e a giustificare chi l'ha messa al mondo. 
Questo libro ci presenta una storia controcorrente, una vita fatta di rinunce, l'accettazione dell'essenziale, di non dover essere per forza i protagonisti, in un mondo dei social dove si ha fame di popolarità. 
Eppure, anche se piccoli, per scelta delimitati all'angolo, si è inevitabilmente protagonisti della propria vita, fatta di personaggi principali e secondari, di emozioni a volte difficili da controllare. Infine la vita divenuta nostalgica, fatta di mancanze e assenze, spesso silenziose quanto dolorose, può raggiungere una serenità apparente, una sopravvivenza interiore, tagliando, eliminando, limitando, limando gli angoli e le linee dell'esistenza, accettando il poco che ci rimane.


martedì 4 luglio 2023

RECENSIONE "LA FLEUR DU THÈ" di Elena Gianasso

 

Buongiorno follower!
Recensione: "La fleur du thè" dell'autrice Elena Gianasso.
A cura di Andrea Macciò.


Autore: Elena Gianasso

Genere: Raccolta poetica

Disponibile in ebook a € 2,99 
E in formato cartaceo a € 10,00

Trama: Una raccolta poetica che racconta di 
sentimenti, emozioni, vita vissuta in cui ogni lettore 
può trovare un po' di sé. 



La Fleur du Thè è una raccolta di poesie di Elena Gianasso, prevalentemente scritta con la tecnica del verso libero. Una lettura che è un viaggio emozionante nell’interiorità dell’autrice. Le liriche appaiono la rielaborazione letteraria di esperienze autobiografiche.
Un comune denominatore delle sue opere è lo scarto tra il sogno e la realtà (ma poi la luce ha rubato spazio alle tenebre, Stazione), con un costante rimpianto del primo.
La scrittura poetica è per l’autrice un momento liberatorio e quasi terapeutico.
Uno dei temi ricorrenti della raccolta è il momento del sogno rimpianto, non vissuto, inseguito e al quale cerca continuamente di tornare. Una delle liriche si intitola proprio Sogni

Ti uccidono i sogni
lo fanno con il sorriso sul volto 
e un abbraccio mancato.

Bellissima anche Cloro nel quale l’autrice, che non può camminare, racconta il momento liberatorio del nuoto in piscina 

Una donna dal sorriso dolce…
…mi ha insegnato che non è così facile annegare. 

Il tema della sofferenza legato alla dimensione corporea ritorna in maniera dirompente in Corpo non conforme: 

Contiene emozioni
urla sensazioni
brucia come il fuoco
gelido come il ghiaccio
semplicemente si scioglie per uno sguardo evitato.

L’altro tema portante è quello dell’amore, come nelle liriche che ricordano il periodo dei primi amori. Il capitano racconta il rimpianto d’amore, Passione racconta l’emozione di un incontro occasionale 

Ci siamo scambiati un pezzo d’anima ogni singola volta per poi tornare a sentire il gusto amaro della solitudine. 

Gli amori che racconta Elena Gianasso sono quasi sempre intensissimi, ma precari, tormentati e infelici, come in Passeri Affamati e Amore. I sogni, lo sai, finiscono sempre, è la conclusione di Paris, una frase che riassume lo spirito che anima l’intera raccolta.
La poesia oggi è un genere di nicchia, interpretato da alcuni autori e autrici in modo più intellettualistico ed ermetico, da altri, come Elena Gianasso, in maniera più immediata ed emotiva nonostante una scrittura sempre sapiente e accurata.
Una lettura coinvolgente ed emozionante, impreziosita dalla bellissima cover e dall’elegante titolo in lingua francese
L’autrice Elena Gianasso è riuscita a portarci dentro alla sua interiorità e leggendola viviamo con lei il bruciante contrasto tra sogno e realtà o il sentimento che accompagna gli amori difficili e tormentato, quelli che tutti abbiamo vissuto.