lunedì 26 marzo 2018

"SULLE RIVE DEI NOSTRI PENSIERI" di Cristiano Pedrini




Buongiorno follower, buon inizio settimana!
Vi segnalo "Sulle rive dei nostri pensieri", il libro di Cristiano Pedrini 😊
Un romance intenso, avventuroso e originale, che vi condurrà lungo il viaggio più emozionante della vita, alla scoperta del vero amore. 







Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Narrativa

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 14,99

Pagina autore: Cristiano Pedrini Autore






TRAMA:


Lee Newman, astro nascente del partito repubblicano, durante il suo viaggio a bordo dell'American Queen, ritrova il desiderio di tornare ad amare dopo aver incontrato Nicholas un giovane dipendente di bordo. Ma con esso è costretto ad affrontare gli intrighi che la vita, la società e il destino gli pongono come ostacoli ad un amore che vorrebbe nascere ma che forse è destinato a morire. Nicholas è davvero chi dice di essere? Quanto può essere profondo un viaggio dentro e fuori al proprio cuore? Cosa ha permesso loro di incontrarsi su quel lussuoso battello che scivola sulle acque calme e brillanti del fiume più grande d'America, per ritrovarsi a lottare per loro stessi e quello che di loro sarà? Perché Lee e Nicholas sono destinati a conoscersi, conquistarsi e appassionarsi per poi perdersi per sempre? Quanto possono essere pericolosi i segreti, il nostro passato e quello che siamo agli occhi del mondo? Un romance intenso, avventuroso e originale, che vi condurrà lungo il viaggio più emozionante della vita, alla scoperta del vero amore. 






DESCRIZIONE OPERA: 

Sulle Rive dei nostri pensieri, di Cristiano Pedrini, è un romanzo originale, dalla storia completa, narrata con stile, di piacevole lettura e di sicuro impatto emotivo.
Sin dal principio, infatti, il lettore viene catturato dalle vicende di Lee, ventisettenne astro nascente del nuovo partito repubblicano che a bordo dell’American Queen, un imponente battello che naviga sul Mississippi, il più grande fiume Americano, conosce Nicholas Chase che vi lavora che riesce a suscitare sin da subito forti emozioni nel giovane politico e ad attrarlo verso la sua bellissima originalità; e in lui susciterà anche sentimenti, che gli causeranno presto moltissimi guai.
L’amore narrato è sempre delicato e intenso e ha la grande capacità di crescere insieme ai protagonisti, alle vicende e alla storia.
La lotta per l’accettazione sociale e l’eliminazione delle barriere, siano queste di carattere sessuale oppure di estrazione sociale, sono un importante messaggio per chi legge.
I protagonisti hanno entrambi il loro carattere ben definito che li rende reali e vividi agli occhi del lettore.
Un adulto e un ragazzo più giovane, un ricco politico sulla cresta dell’onda, pronto a diventare qualcuno, seppure spesso ostacolato dal suo pensare visto come ribelle, e un ragazzo che nasconde in se un tormento tanto radicato da averlo condotto a rendersi “invisibile” agli altri.
Essi solo lo specchio di due mondi distanti che entrano in contatto, si toccano, si capiscono e, non con difficolta, imparano a viversi e amarsi.
Un’attrazione che diventa molto più di una semplice attrazione ma che diventa il vero viaggio… il viaggio dei protagonisti e dell’American Queen.
Ed è proprio il coraggio dei due personaggi ad andare controcorrente, di sapere amare, di condurre, di intraprendere quel viaggio e viverlo fino in fondo, dentro se stessi, amando, e insieme agli altri, rendono questa storia unica e piacevole al tempo stesso.
Un romanzo con atmosfere uniche che ci mostrano le grandi contraddizioni di quell’angolo d’America, con la sua storia  e che si fondono con quelle romantiche che fanno da sfondo al percorso dei protagonisti.
Un romance M/M che è molto di più di quello che il romance di solito presenta e che riesce a far vivere un’emozionante avventura piena di phatos, ostacoli e lezioni importanti.

A cura di Deborah Fasola
Editor professionista free lance 









BREVE ESTRATTO:

Lee posò con cura sul tavolinetto della terrazza il vassoio che si era fatto portare, controllando che vi fosse tutto quello che aveva richiesto. Ancora una volta lodò la qualità dell’impeccabile servizio di bordo della Queen e quel giorno aveva un motivo in più per farlo. Desiderava che il risveglio del suo ospite fosse il migliore che potesse offrirgli.
Sistemò le due poltroncine di vimini attorno al tavolino, prima di accostarsi all’uscio per guardare all’interno della cabina, immersa nel silenzio del primo mattino.
I suoi occhi corsero lungo il pavimento soffermandosi al bordo del letto dove, risalendo lentamente verso l’alto, raggiunsero il corpo disteso, ancora rapito dal sonno.
Le lenzuola di lino bianco coprivano solo il suo fondoschiena, lasciando che il resto della cute brillasse alla luce del sole che la illuminava, lasciando solo nella penombra il capo, posato sul cuscino che teneva stretto tra le braccia come se volesse impedirgli di fuggire.
Decise di lasciarlo riposare. La giornata era appena iniziata e aveva davanti molto tempo per rimanere con lui. Voleva scoprire tutto quello che meritava di essere portato alla luce di Nicholas, evitando di leggerlo da uno di quei rapporti che sicuramente Katrine aveva fatto commissionare.
Si sedette al tavolo versando del caffè e fissando il fiume che aveva davanti.
Tenne la tazza fumante tra le mani centellinando l’ottima miscela italiana che aveva apprezzato fin dal primo giorno in cui era salito a bordo.
«Ma guardati… Hai davvero pensato a tutto» esordì Nicholas avvicinandosi, sbadigliando ripetutamente.
«Buongiorno» sorrise Lee.
«Buongiorno a te» rispose l’altro, avvicinandosi alla balaustra del terrazzino e sollevando le braccia verso l’alto.
Da quella posizione che dava sulla prua, poteva scorgere un panorama sensazionale e la leggera brezza che ora sentiva tra i capelli significava che si era risvegliato e che tutto ciò non era affatto un sogno.
«Avrai fame» sentì dire alle sue spalle.
«Posso farti una domanda?» Chiese voltandosi.
«Certo…»
«Ma vorrei che tu mi rispondessi con sincerità» aggiunse andando verso di lui.
«Io sono sincero…»
«Ah sì?» Sorrise ironicamente Nicholas.
«Con te sì… lo sono sempre stato» replicò Lee appoggiandosi allo schienale.
Il ragazzo scosse ripetutamente il capo indietreggiando. «Allora dimmi… perché io? Perché vuoi che io stia con te?»
Una domanda…
Una banale domanda la cui risposta poteva essere altrettanto banale, ma desiderava con tutto il cuore che alle orecchie di Nicholas non giungesse come tale.
«Avanti, guardami…» lo esortò allargando le braccia. «Cosa puoi trovare in una persona che è così lontana dal tuo mondo dorato? Oppure vuoi solo assaggiare cosa esiste fuori da esso?»
Lee posò la tazza rimirandola alla luce dello stesso sole che solo poco prima aveva racchiuso la figura che ora, ancora una volta, cercava di sfidare ciò che sentiva per lui, come a voler a ogni costo trovare una crepa, anche minima, in quei sentimenti che aveva di nuovo iniziato a provare dopo tutti quei mesi di solitudine.
«Una parte di te ha già trovato la risposta a quella domanda e ora vorresti che fossi io a confermarla» ammise rialzandosi, «ma qualsiasi cosa io dica sarebbe inutile se vuoi continuare a tenere prigioniero quello che provi.»
«Io so tutto o quasi di te, so chi sei e quale futuro ti aspetta, ma non credo di volerne fare parte, e al tempo stesso tu non sai nulla di me. Non sono certo questi i presupposti per costruire un rapporto che possa durare a lungo» replicò Nicholas.
«So che hai conosciuto il capo del mio staff, Katrine.»
«Oh sì, si è precipitata da me non appena ha intuito quello che volevi fare» rise timidamente sedendosi al tavolo.
«Ãˆ molto apprensiva e, anche se non lo ammetterebbe neppure sotto tortura, penso che tenga molto a me» osservò abbassandosi su di lui e posando le braccia sul bordo del tavolo, senza distogliere lo  sguardo dalle sue mani che imburravano una fetta di pane tostato. «Una cosa che vi accumuna.» 
Nicholas parve non dare peso a quell’ennesima provocazione; prendendo la brocca del succo d’arancia che bevve tutto d’un fiato dopo averlo versato nel bicchiere, mentre con la coda dell’occhio continuava a fissare quel viso che non tradiva alcuna ansia.
«Il tuo smisurato ego è sempre più sfacciato» borbottò mordendo rapidamente la fetta di pane, ma quando sentì la mano dell’altro posarsi sulla gamba, accarezzandola con delicatezza, non poté evitare che un brivido gli salisse lungo la schiena.
«Se ti dicessi che è l’unica cosa a cui ho potuto aggrapparmi per non impazzire, mi crederesti?»
Quella confessione ebbe il potere di farlo vacillare di nuovo, trasformandolo ai suoi occhi dall’arrogante e potente uomo irraggiungibile, a qualcosa in cui riusciva perfettamente a riconoscersi, perché gli mostrava quell’affinità che anche lui aveva sfruttato oltre il consentito, richiudendosi, suo malgrado, in quella corazza a cui a nessuno era permesso di penetrare.
Una convinzione che era vacillata poche ore prima e ancora non riusciva a dare una risposta a quella sua resa di fronte a qualcuno che non incarnava affatto il suo ideale. 








Nessun commento:

Posta un commento