martedì 7 agosto 2018

RECENSIONE "MENO DUE" di Delia Deliu



Buongiorno follower!
"Meno due", l'atteso nuovo libro di Delia Deliu, da oggi è online.
Mariella Mogni ha avuto il piacere di leggerlo in anteprima per noi 😊






Titolo: Meno due
Autore: Delia Deliu

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook al prezzo lancio di € 0,99

Pagina autore: I romanzi di Delia Deliu






TRAMA:

E se un giorno ti accorgessi che tutto ciò che possiedi vale meno di una manciata di polvere nel vento? È questo l’inquietante interrogativo con il quale deve fare i conti Max Castellani, un chirurgo affermato, libero da vincoli sentimentali e appassionato di pittura. Un’inaspettata notizia fa crollare di colpo la certezza su cui ha fondato la propria vita, obbligandolo a fare i conti con il dolore della perdita, perciò decide di mollare tutto e trascorrere il suo tempo facendo quello che ha sempre sognato al di fuori della professione: dipingere. Si rifugia in Alto Adige con tela, pennelli e un pensiero persistente che lo tormenta.
Nell’incantevole Val Senales, sotto la Cima dell’Ortles, Maxconoscerà un’umanità diversa da quella che ha sempre frequentato: il premuroso Mario, il simpatico Michael, la provocante Elizabeth, donna priva di scrupoli, un enorme cane che curiosamente porta il suo stesso nome, e la sua bizzarra padrona, Greta. E, forse, non tutto è perduto per Max perché il suo destino ha in serbo un amore, difficile e ostinato, come lo sono spesso gli incontri straordinari al crocicchio dell’esistenza. La diafana Greta e il suo inseparabile cane bernese sapranno portare speranza nei giorni di Max, seppur l’ingovernabile forza che li attrae sarà contrastata da paure passate, richiedendo a entrambi il coraggio di superare le prove del presente. Una toccante storia dove protagonista è l’amore, con tutte le sue sfumature. Un inno all’amicizia e alle emozioni che tutti vogliamo e possiamo vivere. Cosa sarebbe la vita senza tutto ciò? Semplicemente non sarebbe vita. 






BIOGRAFIA:

Delia Deliu è lo pseudonimo che la scrittrice ha scelto come omaggio alle sue origini. Nata nel 1968, in una piccola città della Romania, si laurea nelle scienze infermieristiche, un lavoro che nel 2004 la porta in Italia.
Chi è Delia Deliu? Una donna folle, nel labirinto della sua mente ti perdi, amante dei libri, della psicologia, del linguaggio del corpo. Suona la chitarra, le piace cucinare anche se ultimamente lo fa poco, è innamorata della lingerie sexy tramite quale svela la sua sensualità. Adora i due figli e l’uomo che le sta accanto, i pochi amici che apprezzano le sue pazzie, il suo lavoro, gli animali; la sua casa è un mini-zoo.
L’autrice dice di se stessa: «Sono una specie di diavolo e acqua santa, ho momenti di dolcezza ma anche di forte rabbia. Potrei passare giorni interi vicino a chi ha bisogno di me, come mandare a quel paese, in due secondi, chi mi offende. Forte come l’acciaio e alle volte fragile come un bicchiere di cristallo, sono semplicemente una donna».
Pubblica da sola il romanzo d’esordio, Il grido del cigno nero, acquistabile su Amazon, che ottiene un premio al concorso Medusa Aurea nel 2016. Debutta, con Eroscultura, nel 2017 nella narrativa erotica con Stupide scommesse, un romanzo che mescola amore, sesso e incoscienza giovanile. 






DICE L'AUTRICE:

Per la trama di Meno due ho avuto come ispirazione un’immagine che un giorno avevo visto: un uomo seduto sulla panchina di un binario che guardava come ipnotizzato il numero attaccato a una delle colone. Quel sguardo triste di una persona sconfitta mi era rimasto impreso nella mente, era come un pensiero che mi tormentava. Sapevo che aveva un significato ma non riuscivo a capire qual era. Da qui è partita la storia e l’incipit mostra al lettore proprio quello che io avevo visualizzato. 
Ho deciso che la protagonista femminile sia albina perché ultimamente la diversità è un fardello per la persona “diversamente normale”. Questo libro è il mio modo di reagire alla cattiveria infinita nei confronti di tutto coloro considerati DIVERSI. 
Ho cambiato il finale della storia tre settime prima della pubblicazione; era stato già fatto l’editing ma io non ero convinta e, in un certo senso, mi sentivo in colpa avendo la sensazione di vendere l’aria fritta ai lettori. 
Meno due è un inno all’amicizia, all’amore e ho dedicato questa storia alle persone che amo e alle quale voglio un mondo di bene: parenti, amici, blogger e scrittori. Tutti loro sono persone con le quale ho confidenza, hanno letto il romanzo durante la stesura e una parte di loro mi hanno aiutato con i loro consigli a capire i punti deboli della storia. 
Uno dei protagonisti principali di Meno due è un cane, un bovaro del bernese. Amo moltissimo gli animali perciò ho ideato un personaggio a quattro zampe. 




Max Castellani è un chirurgo affermato, fama e ricchezza accompagnano da sempre la sua esistenza e lui, come spesso accade, non sembra essersi mai chiesto se ciò che possiede corrisponda davvero a ciò che vuole. Un evento improvviso lo spinge a mettere in discussione la sua intera vita, a confrontarsi con sogni e desideri ai quali ha rinunciato da tempo. Sul treno che lo porta in Val Senales, dove ha deciso di stabilirsi per dedicarsi alla pittura, Max sa di andare incontro alla solitudine. Ma la vita è imprevedibile, capace di metterlo davanti a una prova durissima, ma anche di fargli incontrare persone che lo aiuteranno a scoprire valori fondamentali quali la solidarietà e l’amicizia. Nella placida località montana, Max s’imbatterà in Greta, un amore importante destinato a portare luce nella sua grigia esistenza. Una luce bianca, com’è bianca e diafana la pelle della ragazza. Bianca come i capelli di Greta, affetta da albinismo ma capace di affrontare con coraggio la propria diversità. Senza piangersi addosso né lasciarsi abbattere dai commenti altrui. La storia d’amore tra Max e Greta si dipana nel più puro stile romance tra contrasti e ostacoli, prima tra tutti la perfida Elisabeth, decisa a prendersi l’uomo per assecondare un semplice capriccio. Tuttavia sarebbe riduttivo circoscrivere il romanzo a una intensa e passionale storia d’amore. “Meno due” è molto di più, è un inno alla vita, un elogio delle seconde opportunità, del coraggio di prendere in mano la propria esistenza e ribaltarne il senso e le priorità. La penna sicura di Delia Deliu ci scorta su un sentiero delicato spingendoci a farci domande, a interrogarci sul significato profondo della vita. Non sempre le risposte saranno rassicuranti ma vivere significa mettersi in gioco, aprirsi a nuove eventualità. “Meno due” è un romanzo da leggere con calma, da assaporare pagina dopo pagina. Ho apprezzato molto lo stile semplice e incisivo dell’autrice, Delia Deliu possiede il dono di farci sentire parte di una narrazione, ora gioiosa, ora malinconica, ma mai banale. 

Consiglio vivamente “Meno due”, una storia scritta con grande sensibilità e intelligenza, che merita cinque stelle. Complimenti Delia, hai scritto col cuore e sono sicura che arriverai al cuore dei lettori, proprio come hai fatto con me.






BREVI ESTRATTI:


Nella stanza, il cane è sdraiato sul letto. La sua pelliccia è ancora bagnata e Greta, seduta su una sedia vicino al letto, gli sfiora il pelo con dolci carezze, ma vedendo i due uomini, si alza in piedi. Un vestito floreale, molto semplice e aderente, con maniche lunghe, mostra le curve armoniose del corpo. Max ha davanti un viso ovale, bianco-cereo, quasi spettrale, come l’incarnazione di uno spirito etereo, incorniciato da lunghi capelli lisci, setosi, che le avvolgono le spalle come una nuvola. Le sopracciglia sottili sono una scia di fiocchi di neve e ogni battito delle ciglia bianche rivelano uno sguardo limpido, schietto, attraverso le iridi di un colore blu spettacolare che inchiodano la mente di Max a un paio di pensieri. 
Albinismo totale, un’anomalia genetica piuttosto rara, che dà un aspetto fiabesco a Greta. Un ritratto dove Dio ha dipinto la bellezza femminile usando il bianco come unico colore.  



Qui c’è solo il cane, che sembra immerso in un sonno profondo, però sentendo Max, apre gli occhi marrone scuro. Lo sguardo non ha l’aria di: Sono un cane ferito, bensì sembra dire: E tu chi sei? L’amico di Greta è di aspetto selvaggio, di grande forza, ben proporzionato. Il pelo è lungo e fine, di un nero intenso, con macchie rossicce sulle guance, sopra gli occhi, sulle zampe e sul petto. Il colore bianco invece è presente dal cranio al muso, sui piedi e sul petto, dove ha la forma di una croce. 
«Quindi tu sei Max.» 
Pare che lo sguardo del cane sia cambiato, sembra quasi umano, sebbene definirlo tale sia un’offesa, visto che nessun umano al mondo lo avrebbe così dolce. 
«Sei intelligente, capisci che voglio solo aiutarti?» 
Mentre gli parla, Max si avvicina e con delicatezza gli prende la zampa fasciata. Il bernese non reagisce, anzi, le parole lo tranquillizzano e si lascia visitare.



Il volto di Max sfiora quello di Greta fino a mescolare i loro profumi: una fragranza delicata di lavanda mescolata alla freschezza del dopobarba. Il respiro dell’uno sulla pelle dell’altra, quel soffio caldo, ritmico, un timido vai e vieni simile alle onde con le quali il mare bacia la terra. Carezze dal profondo dei loro corpi che si regalano a vicenda senza usare le mani, senza che i loro sguardi si cerchino. Sono due ciechi che vedonotramite le loro percezioni. Per minuti rimangono vicini in silenzio, parlano per loro solo le emozioni. E forse nulla li potrebbe separare, almeno così sembra, finché il grande cane in carriola inizia ad abbaiare come per dire: Ehi, voi due, ci sono anch’io qui! 





lunedì 6 agosto 2018

RECENSIONE "KILLER - AMORE E MORTE" di Irene Catocci



Buon pomeriggio divoratori di libri!
E' arrivata la merenda... 😄 servita da Alessia Toscano:
"Killer - Amore e morte" di Irene Catocci. 





Autore: Irene Catocci

Genere: Dark contemporaneo a tinte horror

Disponibile in ebook a € 1,99 
e in formato cartaceo a € 10,40

Pagina autoreI romanzi di Irene Catocci 





TRAMA:

L’ossessione per te incendia il sangue, ingrossa le vene dei polsi.
La tensione cresce, gli occhi lampeggiano e la stretta si fa possente, prigioniera.
Si fa preda e carnefice.
E tu, piccolo angelo, scosta il viso, fai aderire il corpo ma rivolgi il tuo sguardo altrove. 
Non a me che sono il re del nulla, del mio cuore lacerato.
Il mio volto ha mille facce ma, con te, ritrovo me stesso.
E questo mi terrorizza.

La vita è come il teatro: portiamo delle maschere per piacere agli altri o per nasconderci fra la gente, ma qualsiasi sia il motivo che ci porti a diventare attori di noi stessi, viviamo un’esistenza fatta solo di apparenze.
Dicono che siamo ciò che viviamo, e forse è vero. Però, a volte, ci sono dei meccanismi radicati talmente in profondità dentro il nostro cervello da diventare una parte di noi, in grado di plasmarci e indicarci la via da percorrere. 
Mi chiamo Davide Profeta e il mio mondo è diviso in due entità distinte. Durante il giorno fingo una vita che non mi appartiene, tra Chiara, la mia fidanzata, e il lavoro allo studio legale. La realtà, però, è un’altra: la mia anima è nera come l’inchiostro, e la notte, quando il buio diventa la mia casa, aspetto il momento propizio per far uscire il mio veroio.Uccido. Lascio libero sfogo al mostro che cova impaziente dentro di me. Uccido perché questo mi rende me stesso. Uccido perché non posso farne a meno.
Questa che leggerete è la mia storia, e io ve la racconterò dal momento in cui il mio sguardo s’è incatenato a due occhi acquamarina. Da quando tutto è andato a puttane e luiè diventato la mia ossessione e il mio calvario. 




Un protagonista che più sbagliato non potrebbe essere. L’antieroe per eccellenza. Un cattivo, dei peggiori, un KILLER SERIALE. Ma… un UOMO e il suo tormento, un’anima torbida, ma profonda da perdersi. 
Non si deve giudicare, non si può odiare. Un viaggio nella mente deviata di un assassino che proverà a urlare il suo punto di vista, le sue ragioni. Lui entra nelle viscere e te le strappa. 
E… ci si può innamorare di un killer e della sua storia? Se si tratta di Davide, sì, perché è disarmante, vero, reale. 
Lui stesso ci porterà alla scoperta dei meandri più segreti di sé stesso. Pericoloso, truce, deviato, sociopatico… Ma così romantico, coinvolgente e avvolgente dal momento che il suo cuore conosce l’amore vero e totalizzante. Lui si ama o si odia, di sicuro non rimane indifferente. Ha un animo nero, ma profondo, come la notte e quanto il giorno… racchiude in sé il buio e la luce, non esistono sfumature. 
E poi Noah, un piccolo angelo da proteggere, all’apparenza fragile, ma combattivo quando si tratta dei suoi ideali, sa essere forte per difendere i sentimenti e la sua sessualità. Lui saprà vedere oltre la morte, oltre il dolore e, scavando con l’anima che trema, troverà il CUORE di Davide. 
Un thriller, un dark romance, un erotico, un romanzo rosa? Non so… forse serve una categoria tutta sua: DAVIDE PROFETA. Sì, lui le racchiude tutte, anzi non può esserne ingabbiato: deve volare, libero di raccontarsi. 
Un romanzo che non abbandonerà mai la mente del lettore, impossibile non restarne intrappolati. Un libro insolito e coraggioso, scritto per la gioia dell’autrice, perché è un tema che la affascina e a cui tiene. Non ha concepito questa storia per piacere per forza, ma per dare voce a una persona e un tema difficile e complicato, a mio parere molto attuale, purtroppo. Cosa spinge un killer a diventare tale? Si nasce con il seme della follia, oppure le esperienze dell’infanzia e che la vita porta a subire fanno scattare la miccia pericolosa? 
Ho letto tutte le storie di Irene Catocci, la sua scrittura è fluida, burrosa, elegante e ricercata, ma semplice e diretta allo stesso tempo, si entra subito in empatia con tutti i personaggi che sono perfettamente caratterizzati. Le descrizioni sono talmente accurate che sembra di conoscerli e di essere lì con loro per vedere perfettamente l’ambientazione. È brava a non fare mai calare l’attenzione, con un tono incalzante e ritmico. 
Killer travolge, sconvolge, fa vedere le cose da un altro punto di vista, quello che non ti aspetti. C’è la morte, ma anche tanto amore… Spunti di riflessione… amicizia… Sembrerà strano, ma si parla di buoni sentimenti. E Davide è uno dei protagonisti più innamorati e romantici letti. Sensuale, erotico, bellissimo. 
Finale non scontato, se fosse stato diverso avrebbe perso credibilità tutto lo scritto. 
Io ci sono caduta con tutte le scarpe, mi sono follemente innamorata del killer e delle sue ossessioni, del suo modo di essere uomo e di proteggere il suo piccolo angelo. Avrei voluto donargli quell’affetto che gli è sempre mancato. 
Davide e Noah, così diversi da essere complementari, l’uno rimane incastonato nel cuore dell’altro. 
Per comprendere tutte le forti emozioni contrastanti che si provano leggendo questo romanzo, bisogna seguirne il percorso di odio, e amore… di dolore e di presa di coscienza, e quindi di crescita interiore da parte del protagonista che, finalmente riesce a tirare fuori il vero sé stesso, con tutte le conseguenze che ne conseguono. Ci vuole coraggio, quello che gli infonde Noah. 
Una storia d’amore intensa che mi ha fatto palpitare e sospirare con loro, ho sentito sulla pelle tutte le loro emozioni, dei sentimenti talmente forti e importanti che rimangono indelebili e superano la morte e i loro stessi fantasmi. 
Ma un killer è pur sempre un killer. Alla fine cosa succederà? In fondo, “l’amore non sempre guarisce, a volte uccide”. Bisogna leggere la loro storia, farsi trascinare in queste spire, con la mente libera di ogni pregiudizio e così, sarà proprio allora che Davide entrerà irrimediabilmente nel cuore e nell’anima del lettore per non abbandonarli mai più. 
Le scene erotiche, o quelle violente, sono forti e realistiche, ma non disturbano, anzi sono fondamentali per capire l’entità di ciò di cui si parla. La copertina è fantastica e rappresenta perfettamente le due parti di Davide. 
Ringrazio Irene per avere confezionato una trama affatto scontata un po’ fuori dalle righe, proprio come lei, che parla di temi non propriamente semplici, piena di adrenalina e tanto emozionante. 



RECENSIONE "NONNO EGEO" di Sir J



Buongiorno follower, buon inizio settimana!

Vi segnalo "Nonno Egeo" di Sir J, edito Santelli Editore.
Luc Cel, che lo ha letto per noi, lo ha paragonato a una piccola perla... 😊







Titolo: Nonno Egeo
Autore: Sir J

Genere: Storico - Biografico

Casa editrice: Santelli Editore

Disponibile in ebook a € 3,99
e in formato cartaceo a € 9,99





TRAMA:

Michele Caradonna, denominato "Nonno Lino", un anziano ex Maresciallo Maggiore dell'Esercito Italiano, durante una fresca serata estiva, desideroso di trasmettere al nipotino qualche insegnamento di vita, contrariamente all'opinione della moglie, decide di svelare e raccontare una storia cui era stato protagonista in gioventù in quel dell'Egeo, a Rodi.
La vicenda, svoltasi durante la seconda guerra mondiale, in corrispondenza degli ultimi giorni del periodo Nazista e liberazione della penisola per mano degli Alleati, nel 1943, riproduce fatti ed avvenimenti storici realmente accaduti.
Il nipote, assai legato al nonno materno, lo ringrazierà per sempre per lo splendido racconto, di cui, nonostante tutto, ne beneficerà per tutta la vita.
Un bel giorno però, ormai adolescente, proprio nella stessa casa in cui gli era stata raccontata la vicenda, nascosta in un cassetto, troverà una gradita sorpresa, capace di svelargli la fine e la veridicità o meno della vicenda.





BREVE NOTA AUTOBIOGRAFICA
SERGIO CALCAGNILE
(pseudonimo "SiR J") 

- Sergio Calcagnile, nato a Torino il 25 dicembre 1966, coniugato (con Gisella), padre di due figli, Daniele (sei mesi) e Sara (sei anni).

- Diplomato a Milano nel 1985, presso il Liceo Classico Statale Giuseppe Parini, si laurea in legge nel 1991 presso l'Università statale di Milano.

- Lavora dal 2008 come dipendente/consulente legale, presso un importante studio notarile di Milano.

- Appassionato di musica, dopo aver suonato per anni con suo fratello nella band cabarettistico musicale "Fatti Così", oggi suona nel duetto acustico musicale "Megapixel", in cui è autore e coautore di molteplici canzoni.

- Appassionato di lettura e scrittura, è autore di racconti e strofe per bambini, ad oggi non ancora prodotti nè pubblicati.

- 2017: in seguito alla partecipazione a vari concorsi per opere dal genere horror, sono stati pubblicati vari suoi racconti:
- "Stria", raccolto in un'antologia denominata "Horror al sole 2017"
- "Il pianto Infantile", raccolto in un'antologia denominata "Halloween all'italiana 2017";
- quattro mini racconti pubblicati all'interno di un'antologia denominata "Schegge di Natale Horror 2017";

- Gennaio 2018: Finalista del premio letterario "Racconti lombardi", in cui un suo racconto è stato pubblicato nell'antologia "Racconti Lombardi" edita da Historica Edizioni.

- 2018: è prevista per dicembre la pubblicazione del suo primo romanzo dal titolo "Uru", di genere horror.






DICE L’AUTORE:

L’idea è nata qualche mese fa, di notte, mentre dormivo. Mi son svegliato di colpo e mi son ritrovato sudato fradicio, seduto in mezzo al letto che urlavo e sbraitavo, mentre mia moglie cercava di calmarmi. Mi sentivo immobilizzato e non riuscivo a salvarmi dalla gente che correva a destra, a sinistra, mi schiacciava col peso degli scarponi all’interno di un’imbarcazione, non permettendomi di avvicinarmi all’ingresso dell’accesso verso l’esterno. La nave stava imbarcando acqua ed era stata silurata. Tale descrizione corrispondeva esattamente al racconto che mi narrava il nonno quando ero bambino. Il mio stato d’ansia e terrore proprio durante quella notte stessa e da quel momento decisi di cominciare a scrivere il mio libro. Ma, ovviamente, questa è solo una piccola parentesi della vicenda accaduta a mio nonno.

Mi ha ispirato una mia parente che vive costantemente all’interno della mia anima, la quale, sin da quando ho iniziato a scrivere, continua a incoraggiarmi e a spingermi. Sono profondamente legato a questa persona e son certo che mi proteggerà per la restante parte della mia esistenza.

Il libro in realtà era stato presentato al fine di partecipare a un concorso narrativo organizzato da rete 105. Il concorso non andò a buon fine e rimasi con il mio manoscritto in mano alquanto deluso e amareggiato. Non avrei mai sperato di vincerlo ma almeno da esser nominato tra i primi cento. Invece nulla, un buco nell’acqua. Da lì a poco, provai a contattare una casa editrice conosciuta da poco su un social network, cui proposi di inviare qualcosa di narrativa. Furono subito interessati e dopo qualche giorno glielo mandai. Ero dubbioso perché si occupavano in modo particolare di saggistica, più che di narrativa. Alla fine il mio lavoro piacque e me lo pubblicarono nel giro di una decina di giorni. Ed eccomi qui.







Un piccolo racconto, una piccola perla.

La tenerezza di questo nonno che legge l'Iliade al nipote mi ha colpito molto, come pure il racconto di guerra che in qualche modo mi ha portato alla luce ricordi di infanzia. Anche i miei nonni hanno vissuto la guerra.
Qui il racconto è crudo come lo è la crudeltà di un conflitto.
Sono ricordi malinconici, piccoli pezzi di un vissuto cruento.
Il nonno non si arrende, suo nipote è troppo piccolo per sopportare tutte le crudeltà che ha vissuto, ma vuole che raccolga questo lascito. Lo fa con una lettera, dove da grande potrà apprendere la sua eredità, sotto forma di memoria che si tramanda, di un conflitto che è stato tanto cruento in tanti parti del mondo e in tanto modi diversi.
Sono poche pagine, non posso dire di più se non che me lo sono davvero gustato, accogliendo il dolore e la malinconia, ma anche la tenerezza di nonno Egeo.
Vi lascio con una piccola citazione;


Questo è il mio piccolo dono da custodirti gelosamente nello scrigno del tempo”.




BREVE ESTRATTO: 

Un boato assordante diede inizio all'incubo più terribile mai vissuto, che ancora oggi mi fa destare in piena notte. 
Immediatamente dopo l'onda d'urto provocata dal devastante siluro che aveva centrato in pieno la poppa vicino alla parte inferiore della murata, migliaia di corpi vennero sbalzati di metri e metri, facendoli accartocciare tra loro l'uno sull'altro, con la stessa violenza di un trancio di bue di trenta chilogrammi sbattuto su un tavolo dall'altezza di dieci metri.
Si sentirono rumori di ossa che si frantumavano, tagli, fratture, urla disperate e infine l'odore pungente della paura e della morte.
Cercai di rialzarmi per non essere schiacciato dalla massa di persone che si era sollevata di colpo, ma mi ritrovai nuovamente a terra, abbattuto da un portellone laterale presso cui ero schiacciato, aperto brutalmente dalla folla in uscita.
La gente calpestava, schiacciava, pestava senza timore, incurante della presenza di persone vive o decedute sotto i loro pesanti scarponi militari. A mia volta ero steso sopra altri corpi, alcuni morti, alcuni forse ancora vivi. Le mie urla erano inconsistenti e inutili. Fu lì che persi conoscenza, probabilmente a causa di una scarpata sulla nuca.
Mi ricordo che sognai qualcuno che mi prendeva dal mucchio di corpi e mi caricava sopra le sue spalle per portarmi fuori di lì.

Dalle poche cronache militari dell'epoca si seppe che alcuni militari riuscirono a rompere i resistenti vetri degli oblò, al fine di costruire vie di fuga, oltre ai due portelloni centrali presi d'assalto e quindi inagibili.
Quando riaprii gli occhi, mi ritrovai incredibilmente fuori da quell'inferno, disteso sul pontile della nave vicino al boccaporto.
Avevo la testa  immersa nell'acqua e il sapore in gola dell'acqua di mare misto a benzina, inalato dalle narici, mi provocò un immediato senso di nausea.
Ma chi mi aveva salvato?
Ricominciai a sentire urla e gente che scappava ovunque.
La nave stava colando a picco.
Un comandante, forse il col. Arcangioli in persona, gridava incessantemente di abbandonare la nave. La gente in panico si gettava nelle scure acque pur di salvarsi, mentre tre scialuppe di circa un centinaio di persone ciascuna, accalcate una sull'altra, si erano già allontanate utilizzando remi di scorta. 
Non sapevo nuotare e gli gridai aiuto disperato.
Non ricevendo risposta, chiamai gli amici prima conosciuti.
«Salvo, Rosario aiuto, vi prego, qualcuno mi aiuti!».
Ero rimasto solo e i pochi sul pontile erano muniti di salvagente, pronti a gettarsi. Mi guardai intorno per cercarne qualcuno ma non ce n'erano più a disposizione.
«Abbandona la nave subito!» mi urlò un marinaio poco prima di gettarsi.
Piangevo disperato. Mi feci forza. Pensai a Gentile. Non poteva finire così. Alzai gli occhi umidi di lacrime verso il cielo nero e mi gettai dal pontile nel vuoto più scuro. Il salto, nonostante la nave stesse inabissando, fu  di almeno una decina di metri...




domenica 5 agosto 2018

RECENSIONE "VICINI... ANCHE TROPPO" di Scarlett Reese



Buon pomeriggio instancabili lettori!
Flavia Fanelia ha letto "Vicini... Ma non troppo" di Scarlett Reese





Autore: Scarlett Reese

Genere: Commedia Romantica

Disponibile in ebook a € 0,99
e in formato cartaceo a € 11,44

Pagina autore: Scarlett Reese Autrice 





TRAMA:


Kevin e Vicky si conoscono da sempre.
Obbligati a stare insieme ancora prima di venire al mondo, per l'amicizia indissolubile che ha legato le loro madri sin da ragazzine, si odiano tanto.
Vicini di casa, compagni di classe e con gli amici in comune per loro star lontano è praticamente impossibile, anche se entrambi non desiderano altro.
Sapranno starsi lontano quando finalmente la vita gliene darà l'opportunità? 



 

Due ragazzi, costretti a condividere una villa bi-famigliare, a cenare e pranzare insieme perché le loro madri hanno deciso di vivere sotto lo stesso tetto... peccato che i due si odino e non facciano che farsi dispetti di ogni genere, anche cose davvero cattive e imbarazzanti.
L'intero romanzo è un susseguirsi di battibecchi e scaramucce, di vendette fino a quando qualcosa si incrina e Kevin si rende conto che forse ciò che prova per lei, Vicky, non è odio. Da un bacio ci si può rendere conto di aver sbagliato tutto e impazzire perché vorresti tornare indietro e dimenticare di averle sfiorato le labbra, scordare come ti sei sentito? E se non ci riesci? 
Il finale è adatto a questo genere di storie e non vorrei dire altro per non fare spoiler. Una scrittura leggera e fluida, si legge bene. Io l'ho terminato in due pomeriggi.


"COME UNA LIBELLULA" di Maria Caparelli



Buongiorno follower, buona domenica!
Vi segnalo "Come una libellula", una bellissima raccolta di poesie dell'autrice Maria Caparelli 😊





Autore: Maria Caparelli

Genere: Raccolta di poesie

Disponibile in ebook a € 0,99 
e in formato cartaceo a € 4,15

Pagina autore: La Ragazza Calabrese 




TRAMA:


Solo i più coraggiosi sanno volare liberi

"Come una libellula" è un viaggio nella vita, un tuffo nelle emozioni che la scandiscono, il coraggio di affrontare gli ostacoli, la volontà di essere liberi. 
Il sogno non è un desiderio ma un'avventura che dobbiamo vivere, un salto che dobbiamo fare, una lotta da vincere. 
Questo libro è tutto questo un sogno e voglio augurarvi buon viaggio in questo sogno... 



BIOGRAFIA:


Mi chiamo Maria Caparelli, vivo nella provincia di Cosenza, in Calabria. Ho 30 anni e sono laureata in biologia. La scrittura è la mia seconda passione dopo la scienza, amo molto scrivere romanzi anche se il primo libro che mi sono decisa a pubblicare è una raccolta di poesie. Gestisco il blog e la pagina facebook e instagram “La ragazza calabrese”. La scrittura per me è un salto nel buio, uno di quelli che magari mi cambieranno la vita e che non ho mai avuto il coraggio di fare prima. Aspetto il mio momento, perché non si può volare con un’ala sola per farlo ne servono due. 



INTRODUZIONE:

“Un’antica leggenda narra di un drago dai poteri magici, che decise un giorno di trasformarsi in una libellula blu per sfuggire ad un coyote. Il drago rimase intrappolato nella sua stessa magia, destinato perciò a vivere come una libellula blu per sempre!”

Ciò che amo della libellula è la sua libertà, biologicamente rimane allo stadio larvale per 2-3 anni e quando poi si trasforma in libellula vive solo per pochi giorni, eppure io la considero libera. Adoro i suoi colori, l’energia che sprigiona e anche se vive poco, aspetta trepidante questo momento in cui può volare libera. Noi abbiamo una vita intera davanti eppure, a volte, non viviamo neanche un giorno, non apprezziamo la vita. Io stessa, sono in perenne ricerca, di cosa non lo so. Inseguo un sogno, inseguo la felicità ma soprattutto la libertà. E a volte vorrei essere come la libellula blu, da qui l’idea di intitolare questa raccolta di poesia “Come una libellula” perché rispecchia la mia ricerca continua della libertà. Le poesie che sono qui raccolte raccontano me stessa, ogni poesia ha un significato nascosto. Ho cercato attraverso queste poesie di raccontare non solo chi sono io ma anche di raccontare l’amore, la famiglia, la libertà, la felicità, la solitudine, la ricerca. Non c’è un solo tema ma tanti temi che affronto, non è un solo mondo ma mille mondi. 

La poesia è in grado di rubarti l’anima, devi immergerti nella lettura e lasciarti trasportare dalle emozioni!





LIBERA

Il vento muove i miei capelli,
il sole illumina 
caldamente il mio viso
mentre osservo l'orizzonte 
davanti a me e
mi perdo nella magia di quell'attimo.
Mi dimentico così
 della tempesta 
che mi circonda,
forte, impetuosa e buia.
Mi fa paura e vorrei 
che quest'attimo 
durasse per sempre,
ma scrutando nel profondo 
del mio cuore
so di avere il coraggio e la speranza
per abbattere questa tempesta 
e ritornare ad essere libera.
Potrà anche ridurmi in cenere, 
ma io rinascerò
più forte, 
più coraggiosa
 di prima.
Un nuovo giorno nascerà, 
e io,
 libera
come l’araba fenice 
spiccherò il mio volo
verso cieli più azzurri e sereni.




MIO NONNO

La pioggia batte sulla finestra della cucina,
il camino acceso  emana calore,
posso ancora vedere la tua immagine:
una piccola sedia sulla quale ti sedevi sempre
gli occhi verdi e ancora vivaci,
le mani invecchiate
 segnate dalla fatica fatta,
il viso corrugato dalla vita affrontata,
il sorriso di chi è sereno.
Tu, che amavi raccontarmi storie,
che mi ripetevi che ce l’avrei fatta,
che mi hai insegnato l’amore 
per gli animali e per la natura,
 portandomi a fare lunghe passeggiate,
che mi hai lasciato in eredità la forza e il coraggio,
la determinazione di lottare sempre.
Mi sembra di vederti ancora su quella sedia
davanti al camino,
 con le mani incrociate;
non ci sei più
 ma la tua anima 
è sempre in mezzo a noi,
perché in fondo 
nessuno muore realmente
fino a quando vive 
nel ricordo di qualcuno! 





ABBRACCIAMI

Abbracciami
forte, stretta a te
tu sei la mia casa.
Abbracciami
trasforma 
i miei giorni bui in luce.
Abbracciami
in silenzio, così 
da accarezzare la mia anima.
Abbracciami 
di giorno, di notte
tra la gente, di nascosto,
in qualunque posto.
Abbracciami, 
chiudi gli occhi, 
respira 
abbracciami 
e non lasciarmi più!



sabato 4 agosto 2018

RECENSIONE "UN CUORE A META'" di Silvia Maira



Buon sabato pomeriggio amici lettori!
Nuova veste grafica per "Un cuore a metà", il libro di Silvia Maira pubblicato in self nel 2015 e oggi riproposto da Lettere Animate Editore. Franca Poli lo ha letto per noi 😊





Autore: Silvia Maira

Casa editrice: Lettere Animate Editore

Disponibile in ebook a € 3,49
e in formato cartaceo a € 16,00





TRAMA:

Chi può dire se un amore dura e quanto dura?
È la domanda che si pone Aida, giovane trentenne siciliana, quando la sua vita viene sconvolta dall’incontro con un facoltoso e affascinante sessantenne romano, Ruggero Serravalle.
Tra i due scoppia una passione forte e travolgente che sembra essere più forte dei pregiudizi, delle differenze sociali e generazionali.
Resistere a una tale passione è impossibile, viverla senza porsi troppe domande è l’unica soluzione.



BIOGRAFIA:

Silvia Maira vive a Marsala, città della Sicilia occidentale, dove ha studiato e conseguito la maturità classica.
Si definisce scrittrice per passione di narrativa romance contemporanea.
Ha esordito con “Un cuore a metà” e con lo spin off “Quel sottile legame del cuore” ed. Lettere Animate nel 2015.
Al primo libro hanno fatto seguito altri quattro romanzi.
La sua voglia di cimentarsi in qualcosa di nuovo l’ha portata ad esordire come autrice teatrale con la commedia in lingua dialettale “A schifiu finiu” portata sul palco nel giugno del 2018 dall’Associazione culturale Smile.






DICE L’AUTRICE:

Un cuore a metà è stato pubblicato il 27 maggio del 2105. È il romanzo d'esordio e la storia ha preso spunto da un sogno che ho fatto. È nata così la trama che si è sviluppata "a braccio" senza una scaletta precisa. Il personaggio maschile Ruggero Serravalle, ha incontrato il favore del pubblico e così poco dopo ho scritto lo spin off, Quel sottile legame del cuore" che si trova FREE. Grazie all'affetto ricevuto dai lettori, la scorsa estate è uscito il sequel dal titolo Per una volta ancora, di cui ha curato la prefazione l'amica giallista Cristina Katia Panepinto. Dopo tre anni, grazie alla CE Lettere Animate, il libro è stato interamente rieditato, ha una nuova cover e una nuova sinossi. E per non lasciare i lettori delusi ho già messo mano alla terza parte della storia, anche se i precedenti romanzi sono comunque tutti autoconclusivi.





Penso che la parola giusta per definire questo romanzo sia “Passionale”. Leggendolo si riesce a carpirne la passione, l'amore, l'amicizia, la dolcezza e il romanticismo. Ma anche la sofferenza, l'umiliazione che ha dovuto subire Aida, la protagonista. Un libro bellissimo che merita di essere letto. É piuttosto lungo, ma non viene mai a noia perché è talmente avvincente e ricco di colpi di scena che desideri sapere cosa succede, come si evolvono i rapporti che si intrecciano tra i vari protagonisti... e in questa storia di intrecci ce ne sono parecchi. 
La scrittura risulta ben delineata e fluida. I dialoghi sono vivaci, con dei botta e risposta che non lasciano tempi morti, permettendo così una lettura veloce e scorrevole, mentre la narrazione avviene in terza persona.
Uno dei motivi per cui ho apprezzato questo libro è la descrizione dei luoghi dove è ambientata la storia, ovvero Roma e Fontanabella e Marina di Scimeca, due paesini (i cui nomi sono stati inventati dall'autrice) in provincia di Catania. Il mare in inverno, in particolare nel periodo natalizio, ma anche a Pasqua e all'inizio dell'estate. I falò sulla spiaggia, la festa padronale con le bancarelle, il profumo dello zucchero filato e del croccante. Poi l'Etna con la neve e l'escursione che Ruggero e Aida fanno usando le ciaspole. Per non parlare di Roma con le sue scalinate e le fontane. Tutto ciò è descritto in un modo talmente accurato che sembra di esserci, di toccare con mano, di annusarne i profumi.
I vari personaggi sono descritti in modo molto preciso, sia fisicamente che caratterialmente. Sono tanti, ma per me è risultato facile entrare in empatia con tutti loro, o quasi. Le uniche due persone che ho veramente detestato, perché delle vere megere, sono Donna Sofia e Alba, rispettivamente madre e cognata di Ruggero Serravalle.
Ruggero è un affascinante vedovo sessantenne, proprietario di diversi hotel sparsi per l'Italia. Uno di questi è a Fontanabella un paese in provincia di Catania. E proprio in un paesino vicino, ovvero a Marina di Scimeca, decide di acquistare una splendida villa. Sarà Aida Leone, una giovane trentenne che lavora nell'agenzia immobiliare dell'amica Mila, a condurre le trattative per l'acquisto.
Tra i due nasce una passione istantanea e travolgente. Il loro amore non avrà però vita facile, ci saranno tanti ostacoli da superare. Primo fra tutti quello delle rispettive famiglie. Per non parlare della differenza di età e di ceto sociale. I genitori di lei le chiedono di prendersi un periodo di riflessione, di non accelerare i tempi. Aida però è sicura che quello è l'uomo giusto, così decide di non ascoltarli, tagliando i ponti con loro, e di seguirlo a Roma. Solo Mila e il fratello Saverio le rimarranno vicini. Ruggero invece deve fare i conti con l'anziana e dispotica madre e con la sorella della defunta moglie. La vita nella capitale per Aida non sarà semplice. La realtà è ben diversa da quello che si era aspettata. Si sente persa, non conosce nessuno e, come se non bastasse lui ,dopo qualche giorno, deve andare a Milano per lavoro lasciandola in balia degli eventi. C'è però una persona che potrebbe aiutarla ed è Johnny. Il ragazzo, che Aida ha conosciuto in Sicilia, è un affermato parrucchiere che per passione suona in una band. Inoltre è amico della figlia e del genero di Ruggero.
Questo è tutto ciò che dirò riguardo alla trama, se scrivo di più rischio di fare spoiler. Ora vi parlo dei personaggi.
Ruggero mi è piaciuto per il suo modo di fare pacato, dolce, romantico. É un uomo maturo, affermato nella vita, vedovo e già nonno. Si innamora perdutamente di una giovane donna che ha l'età della figlia. La ama con tutto se stesso, la ricopre di regali, se potesse le darebbe anche la luna, ma non le ha donato quello che, a mio avviso, era la cosa più importante... non l'ha protetta dalla malvagità della madre e della cognata. Non le è stato vicino quando ne aveva più bisogno, l'ha lasciata sola.
Con Aida sono entrata subito in sintonia. Giovane, dinamica, ha una famiglia che adora, ricambiata, e un lavoro che le piace. L'amore che prova per un uomo, che ha l'età del padre, la porta a un cambiamento radicale nel suo comportamento. A volte però anche l'amore più forte e travolgente non resiste alla cattiveria di certe persone e all'umiliazione. Di questa cosa Aida deve prenderne atto. Soffre parecchio, è ferita nel cuore e nell'anima, ma non dovrà affrontare tutto ciò da sola. Potrà sempre contare sull'appoggio incondizionato di Mila, la sua migliore amica. Colei che le sarà sempre vicino nel bene e nel male, senza mai giudicare il suo comportamento. Così come farà Saverio, il fratello minore.
E poi c'è Johnny. Ha quattro anni più di lei, è allegro, solare. Fin dal primo istante che l'ha vista si innamora perdutamente della ragazza, ma sa che non potrà mai competere con Ruggero. Sarà proprio così? Chissà, a volte il destino ha in serbo delle sorprese.
Altri personaggi che ruotano intorno ai protagonisti che io ho apprezzato molto sono gli amici e la famiglia di Johnny, così come quella di lei, la figlia e gli amici di Ruggero.
Un libro decisamente bello con una storia emozionante, ricca di colpi di scena e un finale per niente scontato. 
Se, dopo aver letto questo romanzo che io consiglio, volete sapere qualcosa in più riguardo Ruggero, Aida, Johnny e Mila, allora dovete assolutamente leggere anche lo spin off dal titolo “Quel sottile legame del cuore”.
Complimenti Silvia Maira. 





BREVE ESTRATTO:

«Cara Aida,
quando ho ricevuto la tua lettera, ho sperato, per un istante, che tu volessi tornare da me. Non è così, perché adesso hai una nuova vita con un’altra persona e, nonostante i sentimenti che nutro ancora inalterati per te, ti dico che meriti di essere felice, anche se chi ti sta regalando questa felicità non sono io. Mi hai chiesto come sto… ancora non mi sono rassegnato all’idea di averti perduta anche perché sono consapevole che, in parte, la colpa è stata anche mia. Ho venduto la villa non per farti uno sgarbo, ma perché non sarei più riuscito a tornare a viverci senza te. Non sarei più tornato a Marina di Scimeca, in quella casa i soli ricordi che ho sono legati a te. Cerca di capirmi! L’ovale è un regalo che ho fatto a te e voglio che lo tenga tu. C’è una cosa che non ti ho restituito perché non riesco a separarmene ed è la medaglietta, quel piccolo cuore a metà che mi hai regalato. Non voglio assolutamente che tu mi restituisca i soldi che ho versato per il mutuo, sarebbe troppo squallido e ti prego di non insistere. Io non ho mai avuto dubbi che il tuo amore per me fosse sincero, lo sentivo quando ti avevo tra le mie braccia e ti conosco abbastanza per sapere che non sai fingere e che sei una persona assolutamente limpida e trasparente. Innamorarmi di te è stata una pazzia, avevano ragione i miei amici, ma la pazzia più grande è stata lasciarti andare, non difenderti, non capirti, non aiutarti. Ti ho lasciata sola! Pazzo che sono stato, stupido e incapace! Di una cosa devi esserne certa, che ovunque tu sia e di qualunque cosa tu possa avere bisogno, io per te ci sarò sempre, anche se le nostre vite si sono separate. Non dimenticare mai che tu per me sei stata e sarai per sempre il mio miracolo Aida.
Con affetto infinito,
Ruggero.»