mercoledì 16 agosto 2023

RECENSIONE "LE SECONDE POSSIBILITÀ" di Chiara Verzulli

 

Buongiorno follower!
Recensione al libro "Le seconde possibilità" dell'autrice Chiara Verzulli, 
edito ODE Edizioni. A cura di Silvia Cossio. 


Autore: Chiara Verzulli

Genere: Romance

Casa editrice: ODE Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,69
E in formato cartaceo a € 14,90

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Emma e Liam hanno dovuto ricostruire le proprie vite da adolescenti.
Lei con l’arrivo di Stella, lui con la morte dei genitori.
Emma si fa in quattro per poter dare alla sua bambina tutto quello di cui ha bisogno e per farlo ha chiuso in un cassetto il suo sogno: diventare una scrittrice di libri per bambini.
Liam è diventato fisioterapista e, nonostante una brutta esperienza di tradimento, crede ancora profondamente nell’amore e vuole creare una famiglia, un futuro con una donna che lo ami profondamente.
Due persone diverse e due età molto diverse, perché lei ha vent’anni, lui ne ha quasi il doppio.
Eppure, le loro anime si richiamano, il destino intreccia i loro fili e trama e ordito si legano.
Liam ed Emma si meritano una seconda possibilità, ma dovranno superare ostacoli e pregiudizi. 


Emma Morris, giovane ventenne, divenuta madre all'età di sedici anni, ha imparato a rimboccarsi le maniche per mantenere la figlia. 

Stella è la mia piccola peste, ma anche la parte più dolce di una vita diventata complicata.

Si destreggia tra lavoro e famiglia - la piccola ha la priorità su tutto -, ma trova il tempo per studiare e darsi la possibilità di realizzare quel sogno che ha dovuto chiudere in fondo a un cassetto.
Può contare sull'appoggio dei suoi genitori e su Maggie, la proprietaria del locale (diner) dove lavora, quasi una seconda madre per lei, e sui consigli della sua cara amica, Georgia.

Mi conosce come me stessa. Riconosce ogni mia mossa, espressione, sguardo, turbamento.

Liam, trentotto anni, fisioterapista e coach di nuoto di una squadra di bambini. 

Nel tempo libero, lascio la mia divisa per indossare costume e fischietto e trasformarmi in un istruttore di nuoto per un gruppo ristretto di bambini che vanno dai tre ai sei anni.

Orfano dall'età di quindici anni, è stato cresciuto dagli zii, Sophia e Vince. I cugini, Ryan e Daniel, sono come dei fratelli. Nonostante sia stato tradito dalla fidanzata con il suo migliore amico, crede ancora nell'amore. Può fare affidamento su Blake, un rapporto nato ai tempi dell'università.
L’incontro tra Emma e Liam getta da subito le basi per un qualcosa in divenire. Tra i due è subito colpo di fulmine. La voglia di conoscersi, di stare insieme, di viversi, senza fretta.
Nonostante la giovane età, lei è molto matura…

Certo è giovane a livello anagrafico, ma per le esperienze accumulate è come se avesse la mia età e questo mi affascina.

… tuttavia, entrambi prendono il loro rapporto con calma. Quasi di comune tacito accordo, decidono sia meglio approfondire la conoscenza prima di fare il passo successivo, soprattutto dal momento che c’è una bambina di mezzo.
Una storia che mi ha suscitato tanta tenerezza e simpatia. Lei, con la sua goffaggine e il suo modo di fare genuino, senza filtri, mi ha fatto sorridere. Lui così vero.
Con il pov di entrambi i protagonisti, vengono descritte le incertezze e le paure a lasciarsi andare.

Siamo a un bivio, Emma: possiamo continuare a vivere con la testa e il cuore nel passato o scrivere insieme un nuovo futuro.

E fin qui tutto bene, non nego di avere avuto gli occhi a cuoricino, ma… 
Per il finale mi aspettavo qualche attrito, qualche scaramuccia, invece mi sono ritrovata impreparata all’evoluzione degli ultimi due capitoli. Vorrei dire in senso positivo, ma la verità è che la scelta dell’autrice - per l’amor del Cielo, sua la storia, sue le decisioni - non incontra il mio favore. Sono rimasta oltremodo delusa. Ci tengo a sottolineare che non si tratta del fatto che il finale sia diverso da come me lo aspettassi, ma di andare fuori contesto, oserei dire quasi al limite dell’inverosimile, dal mio punto di vista. Dalla trama, ma anche per il 90% della lettura, mi ero fatta l’idea che l’autrice puntasse a raccontare una storia sulle seconde possibilità e sulla differenza d’età, invece, a un certo punto, prende questa piega inaspettata che mi ha fatto storcere il naso. Mi dispiace, ma ha guastato quello che reputavo un bel romanzo. 
Chiaramente, trattasi di parere personale, invito i lettori a farsi un’idea propria del libro perché, come sono solita ripetere, i gusti sono soggettivi e quello che piace a uno può non piacere a un altro e viceversa. 


martedì 15 agosto 2023

RECENSIONE "TUTTI NELLA MIA FAMIGLIA HANNO UCCISO QUALCUNO" di Benjamin Stevenson

 

Buongiorno follower, buon Ferragosto!
Alessandra Cicerano, al debutto sul nostro Blog, ci parla del romanzo 
"Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno" dell'autore Benjamin Stevenson, edito Feltrinelli Editore.


Autore: Benjamin Stevenson
Traduttore: Elena Cantoni

Genere: Giallo

Casa editrice: Feltrinelli Editore

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 18,05



TRAMA:

A Ernie Cunningham, un insegnante appassionato di gialli, le riunioni di famiglia non sono mai piaciute. Di sicuro c’entra il fatto che, tre anni prima, Ern ha visto suo fratello Michael uccidere un uomo e lo ha denunciato, un tradimento che nessuno dei parenti gli ha ancora perdonato. Perché i Cunningham non sono una famiglia come le altre. C’è una sola cosa che li unisce: hanno tutti ucciso qualcuno. Ora la famiglia ha deciso di ritrovarsi per un’occasione speciale. Trascorreranno una vacanza in un resort di montagna per festeggiare l’uscita di prigione di Michael. Ma quando ci sono i Cunningham di mezzo, niente va mai come dovrebbe. La sera prima dell’arrivo di Michael, viene trovato il cadavere di un uomo. Ha le vie respiratorie ostruite dalla cenere, come se fosse morto in un incendio. Ma giace nella neve, intonsa. Mentre una bufera si abbatte sul resort isolandolo e la polizia brancola nel buio, spetterà a Ern, detective improvvisato, capire se il colpevole è un suo familiare, prima che vengano tutti uccisi uno per uno.



Ho letto da poco Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno di Benjamin Stevenson, un giallo che si distingue per il suo tocco nuovo e originale in un genere spesso imbrigliato e appesantito dalle convenzioni. Inizialmente scettica, ho affrontato le prime pagine con un senso di fastidio, e per le prime 50 pagine mi sono chiesta: "Ma cosa sto leggendo?" Ma ho deciso di dare fiducia al libro, specialmente perché mi è stato regalato da mio padre, una delle poche persone (insieme a mia sorella) con cui condivido libri e opinioni.
Nella storia si introduce Ernie Cunningham, un narratore fuori dal comune: uno scrittore di regole per romanzi gialli che non legge nessuno. E pecora nera "al contrario" della famiglia, perché l'unico ad aver scelto di stare dalla parte della legge. Questo alone di eccentricità cattura immediatamente l'attenzione. L'autore gioca con i classici canoni del giallo, dando l'impressione di parodiarli, ma alla fine offre un'esperienza che sfugge alla definizione di semplice parodia.
La trama prende avvio con un evento inusuale: durante una rimpatriata in un resort montano per celebrare la liberazione dal carcere di Michael, fratello di Ernie, si verifica un omicidio misterioso. L'isolamento causato da una bufera di neve impedisce l'intervento della polizia, spingendo Ernie a diventare improvvisamente un investigatore al fine di evitare ulteriori tragedie. La narrazione mantiene un ritmo coinvolgente, e il narratore segue rigorosamente il decalogo di Knox, svelando le informazioni al lettore quando il narratore le scopre.
Quello che colpisce è il "rapporto" stretto che si sviluppa tra il lettore e il narratore. L'approccio coinvolgente e partecipativo crea l'illusione di trovarsi costantemente sulla scena, immersi nell'azione. La scrittura accattivante e ironica aggiunge un tocco di freschezza a un giallo già insolito per natura.
Il finale, sebbene leggermente sbrigativo, non priva la lettura del suo fascino. Ho notato che alcune recensioni online erano molto critiche, accusando il libro di essere banale o troppo farraginoso a causa dei numerosi personaggi. Io non concordo. Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno pur non essendo un capolavoro è senza dubbio un libro intelligente che merita di essere letto. L'autore, Benjamin Stevenson, è riuscito a catturare l'essenza del giallo classico e a trasformarla in qualcosa di autenticamente originale. Consiglio caldamente questa lettura a tutti gli amanti del genere.


lunedì 14 agosto 2023

RECENSIONE "TI RACCONTERÒ TUTTE LE STORIE CHE POTRÒ" di Agnese Borsellino e Salvo Palazzolo

 

Buongiorno follower, buon lunedì!
Iniziamo la settimana con la recensione al libro "Ti racconterò tutte le storie che potrò" di Agnese Borsellino e Salvo Palazzolo. A cura di Silvia Cossio.


Autori: Agnese Borsellino - Salvo Palazzolo
Genere: Narrativa biografica

Casa editrice: Feltrinelli Editore

Disponibile in ebook a € 6,99
E in formato cartaceo a € 10,45

Gruppo Facebook: Fraterno sostegno 



TRAMA:

Di Paolo Borsellino si è sempre parlato molto. Negli ultimi tempi, forse, si parla di più della sua morte e dei misteri che la avvolgono. Ma della famiglia Borsellino, dell’uomo anziché del magistrato, non si sa tanto. Fin dai primi, terribili giorni dopo l’attentato di via D’Amelio, infatti, la moglie Agnese e i figli hanno mantenuto uno stretto riserbo e sono intervenuti solo raramente nel dibattito mediatico. Due anni fa, la signora Agnese, che combatteva contro un terribile male, ha voluto raccontare la sua vita a Salvo Palazzolo, per lasciare dietro di sé i ricordi di un’esistenza segnata dall’amore per un eroe civile che era anche un uomo normale, innamorato della moglie, giocoso con i figli, timido ma provocatorio, generoso e indimenticabile. Agnese Borsellino se n’è andata il 5 maggio 2013, ma le sue parole sono rimaste impresse in questo libro, un libro carico di amore, di dolore, di indignazione e di speranza per il futuro del nostro paese. “Cara mamma, ci hai fatto un gran bel regalo, in parte anche inaspettato. […] Neanche noi figli conoscevamo tutti gli aneddoti e le confidenze che – stupendoci – ci hai voluto lasciare in questo racconto: non sono una biografia, una raccolta di testimonianze o una ricostruzione storica di eventi più o meno noti. Queste pagine sono molto di più: il tuo ultimo atto d’amore verso papà, anzi sono la vostra storia d’amore” (Manfredi Borsellino). 

Una raccolta di testimonianze, una ricostruzione storica di eventi, aneddoti e confidenze. L’ultimo atto d’amore di Agnese Piraino, verso il marito Paolo Borsellino, ma anche nei confronti dei figli e dei nipoti a cui viene lasciato in eredità un grande dono. Un racconto da affidare alle persone che le vogliono bene, per portare avanti quelle idee di libertà e giustizia che dovrebbero segnare finalmente una svolta nella nostra Italia.
La sua battaglia contro chi condanna i suoi figli migliori, invece di proteggerli
Il suo impegno concreto contro le tante storture, molte delle quali istituzionali.

Lo scrivo anche per denunciare certi silenzi, che a volte arrivano alla connivenza.

Salvo Palazzolo si fa portavoce delle memorie della donna, raccolte nel 2013 quando quest’ultima lottava contro un male incurabile. Sebbene chiusa fra le mura domestiche, grazie a un gruppo Facebook a lei dedicato, la signora Agnese portava avanti la sua "missione".

Il mio corpo è qui, ma la testa è ovunque ci siano battaglie importanti da combattere... Ora so di non essere sola nel dolore, nella mia solitudine, se solitudine si può chiamare.

Agnese si fa custode delle parole del suo Paolo, un pellegrino sulla terra, la cui vita è stata imperniata su una grande umiltà, associata a una grande cristianità.
Parla, inoltre, delle sue tante vite: 
La prima, che la vede come la figlia del presidente del tribunale di Palermo: una figlia di papà, la signorina dei pizzi e merletti; si rivede lei ragazza; ripercorre l’incontro con Paolo, allora ventottenne, la tenerezza di quei momenti.
La seconda è quella al fianco di Paolo. Una condivisione di pensieri e parole. Un’unione che l’avrebbe portata a fare delle scelte e soprattutto delle rinunce. Un periodo in cui si distacca dalla sua vita precedente per abbracciare le idee del marito, per plasmarsi a sua immagine.
Momenti di una normale (forse apparente) quotidianità in contrapposizione ad altri dalle tonalità più scure... 
La terza è la vita dopo la morte di Paolo, in cui solo l’amore per i figli le impedisce di farla finita. 
In un susseguirsi di testimonianze di gente comune alternate ai ricordi della vedova di Borsellino, la storia prende forma entrando lentamente nel cuore di chi legge. 
Ho amato questo libro per il messaggio che trasmette, ma anche per il modo in cui lo fa, con un linguaggio semplice, diretto, in cui è possibile scorgere la speranza per un futuro migliore.
La signora Agnese Borsellino se n’è andata il 05 maggio, in una di quelle belle mattinate di sole e germogli che lei amava tanto, perché le ricordavano il suo Paolo


domenica 13 agosto 2023

RECENSIONE "IL PROBLEMA SEI TU" di Anna Zarlenga

 

Buongiorno follower, buona domenica!
Franca Poli ha letto per noi "Il problema sei tu" dell'autrice Anna Zarlenga, 
edito Newton Compton Editori.


Autore: Anna Zarlenga

Genere: Romance

Casa editrice: Newton Compton Editori

Disponibile in ebook a € 0,99
E in formato cartaceo a € 9,90

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Vittoria disegna abiti da sposa. Le sue creazioni sembrano uscite da una favola, un po’ come la sua vita: ama follemente il suo lavoro, ma soprattutto ama Dario, bello e in carriera proprio come lei. È sicura che presto le chiederà di sposarlo, regalandole il lieto fine che tanto aspetta. O almeno così crede. Basta infatti un imprevisto, una questione ereditaria da risolvere, a far vacillare le sue certezze. Costretta a vendere la vecchia casa di famiglia a Positano, Vittoria parte da Milano alla volta della costiera amalfitana. È decisa a unire l’utile al dilettevole e a concedersi anche qualche giorno di meritato riposo, mentre tenta di risolvere il problema immobiliare. Ma non ha fatto i conti con il passato. Né con Andrea, l’amico più caro durante le indimenticabili estati trascorse a Positano, ora medico di base del paese. Il timido ragazzino di un tempo è diventato un uomo affascinante e sicuro di sé, ed è intenzionato a darle del filo da torcere: sono le sue zie quelle che Vittoria vorrebbe buttare fuori dalla casa in cui vivono da tantissimi anni. Entrambi sono determinati. Nessuno dei due è disposto a cedere. Ma la guerra in corso tra loro potrebbe risvegliare sentimenti sempre più difficili da ignorare... 



Cambierò il passato per te. Farò qualsiasi cosa per te. Solo per sentirti dire che mi ami».

Una delle cose che ho amato di più di questo libro è l’ambientazione. La descrizione ben curata dei luoghi permette al lettore di chiudere gli occhi e di trovarsi sulla Costiera Amalfitana, tra le vie di Positano, ad ammirare i negozietti artigianali, a perdersi in un mare che regala uno spettacolo unico, i falò sulla spiaggia ieri come oggi, le sagre paesane. Il tutto accompagnato dai colori e dai profumi che questa terra offre.
In questo modo si ha la possibilità di intraprendere un vero e proprio viaggio senza muoversi da casa.
La scrittura accurata, i dialoghi vivaci, la trama ben strutturata e con salti temporali tra presente e passato rendono la lettura scorrevole e piacevole. E ci introducono pian piano nella vita di Vittoria e Andrea, i due protagonisti, che l’autrice è riuscita a descrivere in modo tale che al lettore sembra di sentire narrare la storia da loro stessi. In realtà è solo Vic a parlare e a farci conoscere il suo punto di vista. I salti temporali ci riportano all’estate 2007 quando lei aveva 16 anni e lui 19. Sono amici da tanti anni perché la madre di Vittoria ha una casa a Positano dove, ogni anno, da Milano si trasferiscono per trascorrere il periodo estivo al mare. Andrea invece è del luogo. Ad un certo punto, l'amicizia si tramuta i qualcosa di più, peccato però che nessuno dei due riesca a confessare i propri sentimenti, un po' per paura di rovinare un'amicizia, un po' perché a quell'età si fanno anche delle sciocchezze.
Anche i personaggi secondari sono ben tratteggiati. Li ho amati tutti, da Patrizia a Sergio, da Carmine a Silvia, l’assistente di Vittoria. Per non parlare delle sorelle Rispoli, le zie di Andrea, una sorda l’altra affetta da demenza senile, e Nennillo, l’animale da compagnia delle arzille vecchiette. L’unico che non mi è piaciuto è Dario, ma anche Clorinda, la madre di Vic non mi ha convinto.
Vittoria è un’affermata stilista di abiti da sposa e vive a Milano. Il romanticismo fa parte del suo lavoro, però lei non è un tipo romantico. Crede sì nel lieto fine, ma solo se si può programmare e secondo i suoi calcoli a breve riceverà la proposta di matrimonio da parte del fidanzato Dario.
Un problema familiare da risolvere la costringe a tornare, dopo sedici anni, a Positano e le basta rivedere quei luoghi, i vecchi amici e colui che in qualche modo ai tempi le ha spezzato il cuore, per mettere in discussione tutte le sue certezze.
Andrea non è più il ragazzo timido di un tempo, non ha lasciato il paese natio come sognava, ma grazie all'aiuto delle sue zie che si sono prese cura di lui e del fratello Sergio, ora è un medico, e più precisamente l’unico medico di base di Positano.
Fin da subito tra i due è guerra, anche perché il motivo per cui Vic è tornata nel luogo dove fino ai sui sedici anni ha trascorso le vacanze estive riguarda le zie di Andrea. Con battute al vetriolo, schermaglie, fraintendimenti e ricordi che tornano a galla, Vittoria e Andrea dovranno trovare il coraggio di affrontare il passato. La domanda è: ci riusciranno? Un passato che ha spezzato il cuore a entrambi. Ora il destino sembra regalare loro una nuova occasione, chissà però se quel sentimento sotto le ceneri è ancora acceso.
È stato bellissimo vivere una città come Positano e soprattutto farlo con protagonisti stupendi. Durante la lettura ho gioito con loro, mi sono arrabbiata con la loro cocciutaggine nel negare in tutti i modi un’evidenza chiara agli occhi di chiunque.
In questo romanzo potete trovare un po’ di tutto: famiglia, amicizia, lavoro, vita quotidiana, seconde opportunità, ambizioni lavorative e infine l’amore.
Devo dire che l’unica cosa che mi ha spiazzato è stato il finale, o per meglio dire l’epilogo. Una conclusione veramente unica e originale. Ovviamente non posso scendere nei dettagli, vi assicuro però che ne rimarrete sorpresi, come lo sono stata io. Credo, anzi, ne sono praticamente certa, che non mi sia mai capitato di leggere un finale così particolare. E sì che di libri ne ho letti parecchi!
Ho amato questo romanzo fin dalle prime pagine, la storia mi ha completamente catturata. Divertente, allegra, mai noiosa o troppo sdolcinata, l’autrice ha dato vita a un piccolo gioiellino che mi sento di consigliare.


sabato 12 agosto 2023

RECENSIONE "LA CUSTODE DEGLI AMORI PERDUTI E RITROVATI" di Lynda Cohen Loigman



Buon pomeriggio, amici lettori!  
Recensione "La custode degli amori perduti e ritrovati" dell'autrice 
Lynda Cohen Loigman, edito Newton Compton Editori. 
A cura di Monica Burel.


Autore: Lynda Cohen Loigman

Genere: Romance

Casa editrice: Newton Compton Editori

Disponibile in ebook a € 5,99
E in formato cartaceo a € 12,26

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

New York, 1910.
Sara Glikman ha attraversato l’oceano con la sua famiglia per raggiungere gli Stati Uniti. Ancora prima di mettere piede sul suolo americano, a soli dieci anni, ha scoperto di avere un talento straordinario: riesce a individuare il vero amore destinato a nascere tra due persone.
Il suo incredibile dono, però, è considerato una minaccia all’interno della comunità ebraica di cui fa parte, dominata da logiche patriarcali secondo cui soltanto gli uomini possono combinare matrimoni.
Nonostante i divieti e i pregiudizi, Sara si troverà a sfidare un intero sistema, lottando per prendere finalmente il posto che le spetta e ottenere il riconoscimento che merita.
New York, 1994.
Abby è un avvocato divorzista di successo a Manhattan. Rappresenta gli uomini più ricchi della città e non si lascia mai coinvolgere troppo dai suoi casi. Quando la sua adorata nonna Sara muore, lasciandole in eredità i preziosi diari che ha conservato scrupolosamente per tutta la vita, Abby si troverà immersa in una lettura che la riporterà indietro nel tempo, facendole mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere sulla sua famiglia... 


1910
Sara e la sua famiglia sono in viaggio verso il nuovo continente.
Sara ha 10 anni e un dono che si manifesta per la prima volta durante il viaggio. Riesce a "vedere" un filo lucente che ha come significato il legame d'amore tra due persone. Il primo legame che crea è quello tra sua sorella Hindel e Aaron, uno sconosciuto al quale chiede aiuto.
Una volta arrivata a New York, però, dovrà fare i conti con gli shadchanim ufficiali. Già, perché, seppur quello di Sara sia un dono, la figura del "combina matrimoni" nel mondo ebreo esiste da sempre ed è soggetto a regole ben precise.

1994
Abby è un avvocato divorzista, è single e proviene da una famiglia di genitori separati. La nonna di Abby, Sara, ha aiutato la figlia e le nipoti durante il periodo della separazione. Anche se ormai sono passati anni, per Abby la ferita è ancora aperta e non riesce ad avere un rapporto con il padre.
Alla morte della nonna, Abby riceve i diari di Sara dove trova annotati nomi e date. È così che viene a conoscenza in modo definitivo del dono della nonna.

Il cuore è abbastanza grande per contenere sia dolore che amore. 

Libro si snoda in due piani temporali, cosa che solitamente rifuggo perché il più delle volte è piuttosto caotico. Invece mi sono dovuta ricredere perché in questo libro passato e presente si fondono piuttosto bene.
La storia si basa su una persona realmente esistita seppur qui non troviamo il suo nome. Naturalmente la figura della shadchanteh esiste veramente. Nel libro, troviamo non solo gli intrecci delle storie passate e anche di quelle presenti, ma anche dei cenni molto interessanti di questa professione. Le protagoniste sono entrambe ben caratterizzate e inserite nei contesti del tempo nel quale vivono. Ho apprezzato molto la figura di Sara e la sua determinazione. Di Abby ho apprezzato che ad un certo punto sia arrivata a comprendere che la sua strada non era quella che lei si era tracciata da sola.
Devo dire che il libro mi ha stupito in positivo. Ha la giusta dose di romanticismo, non è melenso, e ho imparato qualcosa che non sapevo. Perciò ve lo consiglio perché è scritto bene e la copertina attira subito l'attenzione.


lunedì 7 agosto 2023

RECENSIONE "Le ricette perdute del ristorante Kamogawa" di Hishashi Kashiwai



Buongiorno amici lettori!  
Recensione: "Le ricette perdute del ristorante Kamogawa" dell'autore Hishashi Kashiwai, edito Einaudi Editore. A cura di Giorgia Spurio. 



Autore: Hishashi Kashiwai
Traduttore: Alessandro Passarella
Genere: Narrativa 
Casa editriceEinaudi Editore

Disponibile in ebook a € 9,99 
E in formato cartaceo a € 15,67

Contatti autore: Facebook


TRAMA: 


In un vicoletto di Kyoto, tra vecchi templi e piccole botteghe, c'è il ristorante Kamogawa. Un locale accogliente dove, con ricette uniche e preparate a regola d'arte, un padre e una figlia aiutano i clienti a rivivere i momenti piú importanti della loro vita.

Un libro caldo, evocativo, a tratti nostalgico, che mescola tutto il fascino fiabesco e rincuorante del Giappone al piacere e alla sensualità del cibo.

A Kyoto, alle spalle del tempio Higashi Hongan, al riparo dalle folate del monte Hiei, c'è un'osteria gestita da Kamogawa Nagare e dalla figlia Koishi. È qui che clienti abituali e avventori di passaggio approdano per chiedere ai proprietari, che hanno fama di investigatori di enigmi culinari, di rintracciare le loro ricette del cuore: cibi unici, stravaganti, legati a un periodo speciale della loro vita. Da un uomo vedovo che vuole riassaggiare gli udon che gli cucinava la moglie scomparsa, allo stufato di manzo che una vecchina ricorda di aver mangiato all'unico appuntamento, finito male, con il suo primo amore. Un omaggio nipponico all'importanza dei ricordi, delle tradizioni e, naturalmente, alla cucina.

- Mi scusi, sa per caso se da queste parti c'è un ristorante? Si chiama Kamogawa.
- L'uomo gli indicò il lato destro della via. Kuboyama attraversò e si avvicinò. Quel luogo pareva quasi circonfuso da un'aura di calore umano. Quel tipico profumo da tavola calda che gli aleggiava intorno e l'eco delle risate che filtravano dall'ambiente interno costituivano un incantevole invito a entrare. 



Si è travolti dai profumi, gli odori, i sapori della cucina giapponese. Siamo al ristorante Kamogawa, un posto nascosto e senza insegna di Kyōto, perché se si arriva lì significa che l'ha voluto il destino.
Kashiwai Hisashi scrive "Le ricette perdute del ristorante Kamogawa", pubblicato in Italia da Einaudi.
A gestire il locale ci sono un padre e una figlia, il gentile Nagare e la bellissima Koishi. Con loro c'è il piccolo Pisolino, un gatto alla ricerca di attenzioni e coccole.
Non è un semplice ristorante. All'interno c'è un ufficio investigativo.
Le persone si rivolgono a loro per ritrovare ricette perdute che sono però ancorate ai ricordi, spesso distorte perché influenzate dal tempo dell'infanzia o dalla memoria che si ha dei cari.
Questo libro, oltre a descrivere minuziosamente i piatti e gli ingredienti, facendo sembrare al lettore di essere presente come ospite e cliente, ci presenta il mondo interiore di ognuno di noi.
Il piatto o meglio la ricetta ricercata ha di per sé un valore intrinseco che va oltre il semplice gustare. Vuole essere un modo per rivivere un ricordo, per onorare un'assenza, per rimediare a una mancanza o per mantenere una promessa.
Dietro ogni ricetta, ci viene svelato un piccolo segreto, un dettaglio, un momento di vita dei personaggi che all'inizio si presentano scettici a quella porta e da cui escono infine sorridendo appagati o che piangono di gioia. 
Quanti ricordi abbiamo della nostra infanzia? Frammenti spesso legati a profumi o sapori a cui spesso associamo un colore in particolare.
Per esempio, se io ripenso ai miei nonni, ho in mente due colori: il rosso-amarena per le nonne e il bianco-burro per i nonni. Ho difatti due ricette correlate: i cornetti morbidi all'amarena e i biscotti al burro e zucchero a forma di fiore. 
Nel ristorante Kamogawa si è rapiti dal profumino, dai vapori della cucina, tra piatti di porcellana decorata e pregiata. Abbiamo la tempura, lo stufato di manzo, il bentō con sashimi e pesce grigliato, gli udon in brodo, zuppa di miso con cipolle e patate, il matcha, il tofu fritto con aringhe, i germogli di felce e bambù, l'anguilla arrostita e molto altro. 
Nagare ci presenta i piatti uno ad uno, nel minimo dettaglio, e mentre il suo ospite può già mangiarli con gli occhi, noi lettori possiamo sentirne il sapore attraverso le parole e le sue descrizioni. 
Il libro ci porta in un mondo fiabesco, quello in cui tutto ci sembrava perfetto e unico, quello che abbiamo in mente tra i ricordi con gli affetti più cari.
Questo perché i sensi, tutt'e cinque, hanno un ruolo predominante e sappiamo che "cibo" significa "casa", significa essere in un luogo accogliente e protettivo. 
Il libro di Hisashi ci fa percorrere il sentiero della nostalgia, ci fa affezionare anche ai personaggi più antipatici e altezzosi attraverso la magia di una fiaba, quella magia che, da bambini, la sentiamo in ogni luogo. 

sabato 29 luglio 2023

RECENSIONE "TRILOGIA DELLA CITTÀ DI K." di Agota Kristof

 

Buongiorno follower, buon sabato!
Luca Bandini ha letto per noi "Trilogia della città di K." dell'autrice 
Agota Kristof, edito Einaudi Editore.


Autore: Agota Kristof

Genere: Narrativa

Casa editrice: Einaudi Editore

Disponibile in ebook a € 8,99

E in formato cartaceo a € 13,30  



TRAMA:

«Tutto ha inizio con due gemelli che una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna, lontano da una grande città dove cadono le bombe e manca il cibo. Siamo in un paese dell’Est, ma né l’Ungheria né alcun luogo preciso vengono mai nominati. Un inizio folgorante che ci immette di colpo nel tempo atroce dell’ultima guerra raccontandolo come una metafora. La nonna è una “vecchia strega” sporca, avara e senza cuore e i due gemelli, indivisibili e intercambiabili quasi avessero un’anima sola, sono due piccoli maghi dalla prodigiosa intelligenza. Intorno a loro ruotano personaggi disegnati con pochi tratti scarni su uno sfondo di fame e di morte. Favola nera dove tutto è reso veloce ed essenziale da una scrittura limpida e asciutta che non lascia spazio alle divagazioni. Un avvenimento tira l’altro come se una mano misteriosa e ricca di sensualità li cavasse fuori dal cilindro di un prestigiatore crudele». (Rosetta Loy) 



Il libro è diviso in tre parti. Narra dell’infanzia di due gemelli in un paese in guerra e del proseguo della loro vita fino alla vecchiaia, ai giorni nostri. La narrazione viene ripresa dai diversi punti di vista e intrecciata a quella fantasiosa di un quaderno in cui è descritta la loro vita. Per evitare spoiler sono costretto a tratteggiare la trama con pochi indizi e sconsiglio di cercarne troppi altrove, rovinerebbe l’artificio ideato dall’autrice.
Questo è prima di tutto un libro sul potere della scrittura, mezzo e fine totalizzante. Nutrita dall’esperienza, se ne affranca, divenendo testimonianza di un’esperienza autentica, libertà di essere e sentire anche le parti più oscure di se stessi, travalicare i vincoli sociali e i limiti della realtà. Tramite essa si può sublimare la frustrazione per l’amore impossibile con la sorellastra, ad esempio.
Non solo in senso positivo, però. Tirando in ballo Mann e una delle sue tematiche cardine, essa diventa malattia, uno sfogo patologico che arriva a sostituire la vita dopo essersi sovrapposto a essa. Se lo scrittore tedesco si riferiva all’arte con un’accezione nobile, la Krístóf intende la scrittura quale attività individuale, identificandola quasi con l’atto materiale del tracciare svolazzi su un foglio. O meglio, non fa differenza tra un diario personale senza ambizione e l’opera di un illustre poeta
Attraverso il rapporto scrittura-esperienza l’autrice fa un’opera di astrazione dei principi fondamentali dell’esistenza, utilizzando per tutta la prima parte un metodo favolistico, che via via penetra nella realtà senza variare fondamentalmente. L’universalità traspare anche nella scelta di celare i nomi delle città e i dettagli degli eventi. La vera distanza, che permette di definirla favola moderna solo stilisticamente, è la mancata affermazione di una morale da cui trarre un barlume di speranza. Infatti, la trilogia è un testo nerissimo, in cui affoga ogni rimando a una possibile salvezza. Se non il riscatto parziale, affidato a fogli scarabocchiati e all’immaginazione dei lettori.


giovedì 27 luglio 2023

RECENSIONE "IL GIALLO DELLA SONNAMBULA SUI TETTI" di Nuela Celli

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Il giallo della sonnambula sui tetti" dell'autrice Nuela Celli, 
edito Fratelli Frilli Editori. A cura di Andrea Macciò.


Autore: Nuela Celli

Genere: Giallo


Disponibile in ebook a € 7,99
E in formato cartaceo a € 15,10

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TRAMA:

Elga Tornabuoni ha sempre condotto una vita agiata. Alla morte dei suoi genitori, però, le cose iniziano a cambiare. La solitudine chiede il suo tributo, la carriera di psicoterapeuta langue, le spese di manutenzione della villa di famiglia sui colli bolognesi sono enormi e ciò che rimane della passata ricchezza si sta riducendo vertiginosamente. Orgogliosa e schiva, a cinquantacinque anni ha due prospettive davanti a sé: rinunciare al prestigio sociale svolgendo lavori umili e compiendo delle rinunce, oppure commettere un crimine. Un qualcosa di illegale e pericoloso ma che potrebbe sistemarla a vita. Elga fa la sua scelta. Per portare a termine la sua “missione” con meno incognite possibili, inizia ad osservare giorno e notte le abitudini del condominio dove dovrà agire, un elegante palazzo a due passi da Porta San Vitale. L’osservazione, però, sin da subito si rivelerà un incubo. Una donna misteriosa le appare in strane pose nel cuore della notte, in bilico come una funambola, una giovane condomina è in costante conflitto con gli altri inquilini ossessionata dalla pulizia e strani incidenti cominciano a funestare il condominio. Spettatrice impotente, Elga dovrà lottare per rimanere imparziale e sedare le proprie ansie. L’unica cosa che conta per lei è la “missione”, nonostante ciò che osserva oltre il telescopio, nascosto tra le tende, sia sempre meno rassicurante. E alla fine, tra improbabili corteggiatori che rischiano di minare il suo basso profilo, tour culinari nella Bologna più ghiotta e imprevisti di ogni tipo, il giorno in cui agire arriverà per rompere gli indugi. Prefazione di Marilù Oliva. 



Elga Tornabuoni è una psicoanalista di 52 anni, una donna che ha condotto una vita in apparenza agiata e piacevole, circondata da opere d’arte, libri, vestiti di alta moda, ma in realtà rimasta per molti anni nell’ombra della “coppia perfetta” dei suoi genitori e prigioniera dell’amore infelice per un uomo sposato più grande di lei di 15 anni, suo ex docente universitario. La sua è stata una vita da eterna adolescente, sempre in attesa di una svolta che non è mai arrivata se non in negativo. Dopo la morte dei suoi genitori, Elga si ritrova costretta a gestire una grande villa sui colli bolognesi che richiede enormi spese di manutenzione e, in difficoltà col suo lavoro di psicoanalista, rischia di dover dire addio al suo elevato tenore di vita. Elga prende così una decisione spiazzante: presa in affitto una casa in un condominio in centro, si prepara a una “missione” della quale chi legge non sa nulla, se non che non è esattamente legale. Per compiere questa “missione” Elga si prepara studiando meticolosamente le abitudini dei vicini: dalla signora Medori con i suoi due figli biondi e iperattivi, alla famiglia apparentemente perfetta dei Brizi, dall’anziana coppia degli Schneider all’operaia fanatica delle pulizie alle quali dedica tutto il suo tempo libero Veronica Diodato, alla coppia senza figli composta da Emilio e Clelia Taddei.
Per compiere questa “missione” Elga cerca di farsi notare il meno possibile, e tuttavia, nonostante la sua ricerca di invisibilità, forse per la sua aria misteriosa e altera, per il suo erotismo soffocato in una società dove tutti tendono a ostentare, attira l’attenzione di due ostinati corteggiatori, l’affettato manager più o meno coetaneo Matteo, e il trentenne Max, l’atletico barista del locale dove ogni mattina va a fare colazione.
Senza contare che, durante le sue meticolose osservazioni condominiali interrotte solo da qualche giro in centro, le puntate al ristorante e le mezze giornate alla piscina di Castel Maggiore, impara a conoscere il lato più oscuro di tutti i suoi vicini. Quella che la intriga di più è Marta Brizi, l’apparente casalinga perfetta che una notte Elga vede vagare vestita di bianco sul cornicione del tetto, come se fosse in procinto di uccidersi, per la quale sviluppa una sorta di ossessiva fascinazione.
La nostra protagonista, tuttavia, resta centrata sulla sua misteriosa “missione” che forse le potrà restituire la vita dorata di prima.
Il giallo della sonnambula sui tetti è un noir inusuale, che ruota tutto attorno a un mistero del quale intuiamo qualcosa, ma che verrà svelato solo nella parte finale. Per l’ambientazione, il tema e la struttura, questo libro può essere avvicinato al cinema di Hitchcock. Non solo per l’ovvia analogia con La Finestra sul Cortile, che, come Il giallo della sonnambula sui tetti, gira attorno a quanto un personaggio più o meno forzatamente costretto a osservare scopre riguardo alla vita segreta del suo vicinato, ma anche alla dilatazione e alla latenza della suspense che caratterizza opere come Gli Uccelli e Vertigo, dove nella prima parte succede pochissimo, ma si percepisce nettamente la tensione di quanto sta per accadere. L’ossessione della protagonista per la bizzarra vicina Marta Brizi ricorda per alcuni aspetti il rapporto tra i due personaggi femminili principali di “Quattro etti d’amore, grazie” di Chiara Gamberale.
Particolarmente intenso il personaggio della protagonista, Elga Tornabuoni: una donna che a cinquant’anni sembra debba ancora iniziare a vivere sul serio, liberata dall’ombra dei suoi genitori e del suo ingrato amante. Una persona che riesce a farsi notare nonostante i suoi tentativi di passare inosservata. Ma interessanti sono anche tutti i personaggi secondari, dalla sonnambula dalla doppia vita (?) Marta Brizi al vanesio e manager con velleità da seduttore Matteo. La scrittura di Nuela Celli è densa e coinvolgente, lascia facilmente immaginare gli ambienti e i personaggi, e appare particolarmente adatta a una messa in scena cinematografica o televisiva.
Un “giallo” non tradizionale, a dispetto del titolo, e inusuale nello stile e nella tematica per un’autrice italiana, che si legge con l’ansia di conoscere che cosa è davvero quella “missione” nella quale la protagonista impiega il suo tempo. Il personaggio di Elga Tornabuoni è come pervaso da un’energia vitale repressa, che il lettore vede schiudersi lentamente mentre lei si avvicina al compimento della sua “missione” e alla svolta, non anticipiamo se positiva o negativa, che questa potrà portare nella sua vita.


martedì 25 luglio 2023

RECENSIONE "LA CASA SULLA SPIAGGIA" di Sarah Morgan

 

Buongiorno follower!
Franca Poli ha letto "La casa sulla spiaggia" dell'autrice Sarah Morgan, 
edito HarperCollins Italia.


Autore: Sarah Morgan

Genere: Romance

Casa editrice: HarperCollins Italia

Disponibile in ebook a € 6,99

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Un matrimonio sotto i riflettori
Il matrimonio di Joanna nasconde molti più segreti di quanto lei stessa voglia ricordare. Ma quando il suo ex marito muore, le lascia un’eredità ingombrante: una ragazza incinta.


Un rifugio sulla spiaggia
Ashley Blake non si fida molto quando Joanna le offre di andare a vivere con lei nella sua casa sulla spiaggia. Ma ha bisogno di un rifugio per lei e per il bambino che sta per arrivare.


Un nuovo inizio
Ashley e Joanna si stanno lentamente abituando l’una all’altra, ma quando una vecchia fiamma riappare dal passato, i segreti che porta con sé potrebbero distruggere la loro insolita amicizia. 



Sarah Morgan non delude mai. La casa sulla spiaggia è quel magico mix di famiglia, amici e ritrovare se stessi che dà speranza a tutti noi. Avere una famiglia e una comunità che ti sostiene, qualunque cosa accada non è poi sempre scontato, anzi...
Ashley, Joanna e Melanie sono le protagoniste principali e voci narranti di questa bella storia. Nonostante siano diverse per background e personalità, ho apprezzato il modo in cui interagiscono e la necessità che hanno l'una dell'altra per consentire loro di ricominciare da capo.
Le tre donne si uniscono gradualmente. Mi è piaciuto vedere la connessione che si instaura tra di loro. Nel corso della storia diventa chiaro cosa è successo in passato tra Joanna e Mel, qual è il segreto che lega Jo a Ashley. Tutto ciò è possibile grazie a una trama ben strutturata e ai capitoli raccontati dal punto di vista di ogni personaggio. In questo modo mi sono sentita coinvolta, sono entrata in empatia con ciascuna delle donne, arrivando a desiderare che tutte trovassero il loro lieto fine. 
Mel, sembra essere una madre impeccabile che si preoccupa di ciò che è meglio per sua figlia, Eden, invece ha molto da imparare. I loro scontri quotidiani mettono a repentaglio la relazione madre-figlia e solo Greg, marito e padre, riesce a calmare le acque, forse perché di mestiere fa il poliziotto?   
Joanne Rafferty Whitman è divorziata. Il marito Cliff, un famoso chef che l'ha tradita per anni, è rimasto ucciso in un incidente. La giovane Ashley, incinta, era in macchina con lui. Dato lo status di celebrità di Cliff, la stampa chiede a gran voce di sapere chi sia il padre del bambino, supponendo che fosse Cliff. Non è così semplice. Dopo aver sperimentato lei stessa l'invasione dei media, Joanne decide impulsivamente di salvare la ragazza da quei giornalisti che lei reputa degli sciacalli. Così partono per Silver Point, una località sulla spiaggia, e si rifugiano a “Il Nido di Lontra”, la casa d'infanzia di Joanne. Lì pensano di essere al sicuro, di non avere contatti con gli abitanti del luogo, ma non va come speravano. Infatti, poco dopo il loro arrivo, Jo si trova davanti colei che fino a vent'anni prima è stata la sua migliore amica, quasi una sorella, Melanie. A quel punto è inevitabile che sulla scena appaia anche Nate, fratello gemello di Mel e vecchia fiamma di Jo. Quella fiamma a distanza di tanti anni si è spenta, oppure è rimasta sempre accesa?
I tre amici, inseparabili in gioventù, ritroveranno la sintonia dei vecchi tempi? Ma soprattutto riuscirà a emergere la verità, il motivo per cui vent'anni prima Joanne, allora diciottenne è fuggita con Cliff senza dare spiegazioni alla sua migliore amica e spezzando il cuore di Nate? Ma è stata lei a spezzare il cuore del ragazzo o viceversa?
Ci sono altre domande da porsi. Perché Joanna ha deciso di aiutare Ashley considerando che al momento dell’incidente lei era in auto con il suo ex marito ed è incinta? Il padre del bambino è Cliff?  
È stato affascinante vedere svilupparsi la relazione tra di loro. Jo è più tipo da "se lo ignoro abbastanza a lungo se ne andrà", mentre la ragazza tende ad essere più il tipo da affrontare le sfide a testa alta piuttosto che ignorarle o semplicemente fingere che non esistano. Alla fine, finiscono per aiutarsi a vicenda a crescere. È affascinante vedere come si evolve la loro improbabile amicizia e come imparano l'una dall'altra.
Ho apprezzato il modo in cui il personaggio di Ashley sia più saggio rispetto ai suoi coetanei. Grazie a lei anche il rapporto tra Melanie e la figlia Eden migliora parecchio.
Nonostante tutta la sua forza, Ashley ha dei segreti. Non legge e di conseguenza non risponde ai messaggi che riceve. Trova in qualche modo più facile parlare con Joanne della sua relazione con Nate che delle sue stesse relazioni. 
Mi è davvero piaciuto il cast di supporto e l'atmosfera della piccola città sulla spiaggia. Tutti vorremmo vivere in un posto come quello. Ovviamente non tutto fila liscio… I giornalisti riusciranno a trovarle. Non hanno però fatto i conti con la piccola, ma compatta, comunità, dove tutti si impicciano degli affari altrui, ma sempre pronti ad aiutare in caso uno di loro si trovi in difficoltà.
Come sempre, la Morgan è riuscita a scrivere un romanzo avvincente, la cui trama ha il giusto mix di relazioni complesse e problemi di confronto come la mancanza di comunicazione, l'amicizia, la famiglia e l’essere genitori, gli alti e bassi del matrimonio, le seconde opportunità e così via. È un insieme di romanticismo, svago, segreti, gioia, dolore e redenzione.