venerdì 4 febbraio 2022

RECENSIONE "INVITO A CENA CON IMPREVISTO" di Claudio Ceriani

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Laura Altamura si è dedicata alla lettura del romanzo "Invito a cena con imprevisto" dell'autore Claudio Ceriani, edito Brè Edizioni.



Autore: Claudio Ceriani

Genere: Racconti thriller

Casa editriceBrè Edizioni

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 12,00

Contatto autoreClaudio Ceriani



TRAMA:

La buona cucina è da sempre sinonimo di convivialità. Ci si ritrova davanti a piatti gustosi anche per divertirsi, per scambiare opinioni, per fare annunci importanti o semplicemente per stare insieme. Ed è proprio quello che, almeno all’apparenza, capita in questi racconti. Un potente clan di Narcos messicani si riunisce a tavola per celebrare una insidiosa alleanza; alcuni amici si scambiano confidenze tra le mura domestiche mentre mangiano e bevono; un agente investigativo svolge delle indagini sulle persone sedute a tavola insieme a lui e, per finire, alcuni uomini si ritrovano al ristorante per commemorare un loro amico scomparso. Le pietanze scorrono davanti ai commensali, i bicchieri si svuotano e vengono riempiti di nuovo, tutto sembra procedere per il meglio, quando l’imprevisto fa la propria irruzione sulla scena, scompagina i piani e preludendo a eventi spiazzanti che travolgeranno i commensali. Le quattro tavolate divengono in tal modo un unico palcoscenico per altrettanti drammi ilari, nei quali l’eccentricità, anche erotica, si accompagna alla morte, ombra silenziosa, ma vigile di un’umanità ridotta ai minimi termini e destinata a venire sepolta dall’eco di una macabra risata. 



Invito a cena con imprevisto è una raccolta di quattro racconti che vertono su un incontro a cena dal quale partono e si incastrano situazioni drammatiche e di morte.
I contesti sono variegati e ciò dimostra chiaramente che la malvagità non ha tempo o luogo precisi.
Nel primo, ad esempio, il tema è la violenza di un potentissimo clan di narcotrafficanti che conduce una lotta all’ultimo sangue e finisce per distruggersi.
Tutto comincia durante un banchetto nella villa della cosca dei Canedo, un lauto pasto che doveva unire, rinsaldare il gruppo nella lotta contro i loro storici nemici, eppure un imprevisto innesca una serie di reazioni a catena in una spirale di morti e violenze.
Un racconto che, fra i vari personaggi ha delle donne, in qualche caso lascive e sfruttatrici, in altri casi dure e manipolatrici come Marisa, capo clan al posto dei due fratelli deboli e gaudenti.
Parimenti si intravede come il potere sia una cosa effimera, legato alla caducità del corpo e ciò è espresso dal vecchio padre, ex capo clan ormai ridotto sulla sedia a rotelle e capace di comunicare solo attraverso uno sguardo.
Da boss è diventato un soggetto da accudire, ed è fortemente manipolato da sua figlia, che lo imbocca, ci parla come fosse un bambino e intanto ordisce e comanda.
Il tutto si incastra in una cornice di colpi di scena, attrazioni fatali e malate con un erotismo esasperato, perverso, a tratti quasi grottesco.
Violenze, smembramenti di cadavere (c’è una macchina per tritare i corpi) pistole nelle borsette, omicidi a sangue freddo e doppio gioco sono alcuni degli ingredienti amarissimi di una storia in cui l’umanità è persa e disperata e annega in un urlo che è a metà strada tra un ghigno e una risata; una solitudine profonda quella di chi non può fidarsi di nessuno nemmeno della parte oscura di se stesso.
Nel secondo racconto un gruppo di uomini dividono la tavola. Sono registi, blogger, lavorano nell’ambito dello spettacolo e chiacchierano di donne, sesso e divertenti rapporti a tre, ridono, criticano le cosiddette donne faliche, scambiando battute sulle donne giuste per divertirsi in una atmosfera pesantemente goliardica e sessista.
Renato, il macellaio, ascolta e fuma in disparte mentre tutti sono presi da quella che l'autore definisce effervescenza etilica.
Davide ha iniziato a scrivere un nuovo romanzo, una lectio magistralis sul sesso, e si fa grande con le sue esperienze.
Riccardo riceve una chiamata, una danzatrice del ventre lo aspetta, è una artista magrebina per una intervista o, spera l’uomo, non solo quella.
Ciascuno riprende la sua strada e la propria vita che, dietro l’aria da gradassi e insaziabili amatori, nasconde una vuotezza di contenuti e qualche segreto.
Anche in questo caso lo schema è l’innescarsi di fatti dopo quell’incontro davanti a una tavola.
Sesso, cocaina, dipendenze perverse, spettacoli estremi di gladiatrici sexy, disperazione e scene drasticamente comiche.
Gli eventi si incastrano, fra incontri estremi, carabinieri e test antidroga, una paziente psichiatrica con brutti vizietti. Una assenza di valori, una caduta nel vuoto.
Violenza follia e disperazione sono serviti sul piatto.
Il terzo racconto è ambientato nel 1922, ed anche qui abbiamo cibo e apparente convivialità, una sala addobbata a festa nella villa del barone, morto due settimane prima.
Fra lusso e porcellana, è stata invitata la crème de le crème londinese, è una cena con l’etichetta, ma con personaggi grotteschi.
Banchieri del regno, un detective, una francese, una medium, una coppia di belli invidiati da tutti, mentre Mr Peacock investiga ed esamina gli elementi probanti.
Tutti avevano avuti screzi con quel laido individuo, implicazioni in ricatti annotati in un diario, un volumetto in pelle nera in cui il barone appuntava, facendo nomi e cognomi, altarini e debolezze di coloro che frequentavano la sua cerchia, dal famoso banchiere alla veggente, invischiata in loschi affari. C’è chi ha raggirato una parente, drogandola, insomma tutti incarnano atteggiamenti ambigui e truffaldini, che con quel diario vengono a galla, come se si fosse scoperchiata una fogna.
Niente è come sembra, potrebbe sembrare una massima adeguata per questo racconto.
Il quarto comincia con un funerale, dopo il quale un gruppo di conoscenti va a cenare nel ristorante di uno di loro, chiuso al pubblico per quel giorno, ma aperto per commemorare il defunto amico.
Il vino lacryma christi si intona perfettamente alla situazione.
I commensali parlano di film girati in passato e di quello che succedeva tra un ciak e l'altro, cortometraggi ambigui con accuse di sedizione e sabotaggio.
Dei cinesi intanto lavorano al piano superiore facendo grandi rumori.
Anche qui arriverà un imprevisto, qualcosa di non calcolato e decisivo.
In tutti i racconti, il leit motiv è la disperazione dell’uomo, la sua voglia di farsi grande ostentando ricchezza e prodezze sessuali, ma in fin dei conti ciascuno è chiuso nella sua piccolezza.
Le tavole sono un palcoscenico dove si mettono a nudo brutalità inaudite, perversioni e segreti bislacchi.
La violenza è uno strumento per apparire e i personaggi sono, prima di tutto, vittime di loro stessi, di un io prepotente e problematico.
Chiudo citando Nietzsche: il peggior nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso. 


"NEL NERO: RACCONTI, FAVOLE E ABISSI" di Andrea Biscaro

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Vi segnalo "Nel Nero: Racconti, favole e abissi", romanzo di recente pubblicazione dell'autore Andrea Biscaro, edito Brè Edizioni.



Autore: Andrea Biscaro

Genere: Racconti noir, thriller, horror, black comedy

Casa editrice: Brè Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,99
E in formato cartaceo a € 17,10

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Un’opera che contiene più di venti racconti di vari generi: horror, thriller, black comedy. Piccole didascalie, scene di vita. Un incrociarsi di eventi e situazioni, di vicende che fanno riflettere. La solitudine che costringe a farsi amici particolari, l’ingordigia e la voglia di potere che scatenano lotte cruente, l’egoismo e l’avidità che portano a dimenticarsi di chi ci sta intorno.
Su tutti, però, il tema dell’ambiente: il clima, l’inquinamento e la sofferenza della Terra che potrebbero scatenare fenomeni inauditi. Piccoli squarci per capire la bassezza umana, per comprendere che dietro a ogni scelta, per ogni nostra azione c’è un prezzo da pagare. Un libro dove la paura si alterna all’incredulità, in cui la vita e la morte vanno di pari passo, ci trasportano in un mondo fatto di illusioni. E forse queste apparenze, questi miraggi, altro non sono che la vita stessa, con i suoi dolori, le sue imperfezioni, ma anche le sue gioie.


BREVE ESTRATTO:

CRACK!
Un rumore improvviso, violento, come uno strappo, come il suono di un sasso caduto da trecento piani di altezza.
Un suono definitivo. La rottura.
Sbarro gli occhi, immediatamente. Buio. Il letto caldo. 
Il sonno già un lontano ricordo.
Gli occhi aperti, spalancati nel nero. Lucidissimi e guizzanti. Silenzio fondo, ora. E l’eco di quel rumore così osceno. Il cuore, una palla di cannone sparata contro la gabbia toracica. Paura. Una paura ignobile, sconfinata, una paura mai avuta prima. Una paura nuda, disperata.
La luce azzurrina dell’orologiologramma da notte segna le 3:33. Le ore sospese nell'oscurità della stanza. Come un presagio. Come una minaccia.
Quel rumore, quello strappo...
Una spallata contro la porta, anzi, un ariete che la spacca, che frantuma il legno e poi mille pazzi entrare in casa. No. Il televisore che cade dal mobile a faccia in giù contro il pavimento. Neanche. Un colpo di pistola o di fucile, lì, proprio nella mia camera, un colpo a bruciapelo a mia moglie, ad Anna.
Paura. Mani gelate. Una patina di sudore freddo sulla fronte e la mente che frana.
Allungo d’istinto la mano nel letto. Mi rassicuro nel sentire Anna che dorme tranquilla accanto a me. Non si è nemmeno svegliata. Com’è possibile? Con un frastuono del genere... 
Le accarezzo una spalla e passo in rassegna il buio seduto sul letto, le coperte tirate fino al collo. Ormai gli occhi si sono abituati all’oscurità, il nero di prima è diventato una scura penombra. I miei occhi perlustrano velocemente tutta la stanza finché il mio sguardo cade sulla parete di fianco al letto.
Il cuore si gela. 

giovedì 3 febbraio 2022

RECENSIONE "RAPITA DALL'AMORE" di Marco Michele Cazzella

 

Recensione per "Rapita dall'amore" dell'autore Marco Michele Cazzella.
A cura di Silvia Iside.





Autore: Marco Michele Cazzella

Genere: Romantic-suspense

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 14,25

Contatti autore: Facebook - Instagram 


“Rapita dall’amore” di Marco Michele Cazzella è un thriller che vi conquisterà e vi rapirà,a voi lettori come alla protagonista Carmelina. Non il solito thriller ma un qualcosa in più... 

Rapita dall’amore è il secondo libro che leggo di questo autore, e ravviso un suo miglioramento evidente nella scrittura che già nel primo romanzo era avvolgente. Stavolta è più fluida, la trama risulta facile da seguire e credo che questo sia più un giallo che un romantic-suspense anche se sappiamo sin dalle prime pagine chi è l’autrice di una serie di delitti. Due smeraldi, verdi come l’auto dell’assassina, illuminano i primi passi del lettore nella storia che si dipana tra antichi furti e nuovi obiettivi di arricchimento da parte di persone poco umane ma caratterizzate perfettamente nella loro non umanità.

Stanca di soffrire e di vedere il mio cuore fatto a pezzi dalle delusioni d’amore, acconsentii a questa unione non convenzionale…

Carmelina si ritrova a vivere una relazione in cui non è trattata esattamente da principessa ma è tutto reale. Non mancano i banchetti, le cene, che come nell’altro libro riescono a fare sentire i loro profumi attraverso le pagine, e nemmeno gli intrighi di corte.
Le ambientazioni spaziano fino alle coste azzurre della Grecia e gli enigmi e le soluzioni si rincorrono come le anime gemelle.
Bellissimo libro, di cui apprezzo anche la copertina chiara rispetto alla prima, bianca, col cuore rosso al centro. 
Non starò a spiegare punto per punto la trama, sarebbe un peccato svelarla in anticipo, però sottolineo l’ironia intelligente con cui l’autore l’ha scritta. Decisamente consigliato da parte mia.


"SPOSA DEL SIGNORE" di Barbara Riboni

 

Buongiorno follower!
L'autrice Barbara Riboni ci presenta la sua ultima fatica: "Sposa del signore", terzo volume della serie Scottish Brides.




Autore: Barbara Riboni

Serie: Scottish Brides Vol.3

Genere: Romanzo breve

Disponibile in ebook a € 2,99

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Scozia, Medioevo
Richard FitzRoy si trova a dover affrontare una situazione davvero spinosa.
Congedato con tutti gli onori dopo una vita da condottiero, ha ricevuto in dono dal suo re un possedimento nelle Highlands dove contava di invecchiare serenamente.
Scopre però che Darkwood ha un legittimo erede scozzese e si trova quindi di fronte a un bivio: muovere guerra all'intero clan che dovrebbe diventare la sua gente o accettare il compromesso che il giovane Laird gli propone?
Isobel ha trovato la pace in un convento agostiniano, sull'isola di Iona.
Vive la sua vita in armonia con le sorelle, lavorando e dedicandosi al Signore, sulla piccola isola di Iona, nelle Ebridi. Non è preparata al tornado che la travolge con l'arrivo di un possente cavaliere inglese.
Dovrà combattere contro i propri draghi e superare le paure del passato per accettare di vivere il presente e costruire con lui il futuro che il destino ha voluto riservarle.




DICE L'AUTRICE:

L'Abbazia di Iona a cui faccio riferimento nel romanzo esiste davvero anche se si tratta di un monastero maschile e non di un convento femminile e da lì si percorre "la strada dei morti" .
Il cimitero circostante infatti fu usato per secoli come luogo di sepoltura dei re di Scozia e si stima che vi siano seppelliti almeno 48 sovrani scozzesi tra i quali anche il famoso Re Duncan del Macbeth di Shakespeare.


A fine del romanzo ci sarà una sorpresa.
I lettori troveranno il primo capitolo del quarto della serie che è in stesura in questo momento.
Non era previsto ma, visto il successo delle spose, ho dato spazio a un altro personaggio che spero piacerà come quelli che l'hanno preceduto.


BREVE ESTRATTO:

Dandole le spalle, si mise a scrutare il buio oltre le mura e le migliaia di piccoli riflessi luminosi che ricoprivano le acque del mare.
La luna illuminava il suo profilo e Isobel si sentì struggere per la bellezza e la tristezza che emanava. 
«Sono stato arrogante e avventato. Pensavo di poter rimediare al male che vi ha fatto quell’uomo e costruire con voi una vita serena, se non felice. I matrimoni sono questo Isobel, accordi di convivenza e reciproca sopportazione. Ma di fatto in queste settimane ho capito che non può funzionare e che non sarete mai né serena né felice al mio fianco.»
Si voltò a guardarla e fece scorrere lo sguardo su di lei che, seduta sul letto e con le mani in grembo, sembrava essere sul punto di spezzarsi. 
Allungò una mano e afferrò la punta di una ciocca di capelli che le incorniciava il viso ed era sfuggita all’acconciatura.
«Hanno lo stesso pallido fulgore della luna» mormorò quasi a sé stesso, lasciando poi che ricadesse al suo posto.  





Barbara Riboni è nata a Milano, dove vive insieme a suo marito.
Ama cucinare per rilassarsi, adora gli animali e il mare, ma la sua passione più grande è la scrittura.
Ha esordito nel 2013 con “Pactum Vampiri”, vincitore del Premio Letterario Scrittori con Gusto. Successivamente ha pubblicato “Hydra - Il Segreto degli Abissi” e a dicembre 2020 l’atteso seguito della Saga, “Pactum Gemini”.
“Sposa del Signore” è il terzo romanzo breve di una trilogia ambientata nella Scozia medievale di cui sono già stati pubblicati “Sposa per una notte” e “Sposa in fuga”.


mercoledì 2 febbraio 2022

RECENSIONE "UN DOTTORE PER TRE" di Martina Tognon

 

Un'altra bella recensione per "Un Dottore Per Tre" dell'autrice Martina Tognon. 
A cura di Daniela Colaiacomo.





Autore: Martina Tognon

Genere: Romance MM - Non Erotico

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 12,99 o € 16,99

Contatti autoreFacebook - Instagram



TRAMA:

Alessandro è un pediatra, favoloso in tutti i sensi, non solo professionali.
La sua vita lo è molto meno.
Single per forza, dato che è così difficile trovare un uomo che corrisponda alla sua speciale lista di richieste
La principale?
Deve capire e accettare la differenza tra lavoro e vocazione.
Carlo è un carabiniere che ha dovuto rivoluzionare il suo mondo per prendersi cura dei nipoti.
La sua vita è un caos assoluto.
Single perché nessuno sopporta di vivere nell’ombra e lui non è pronto a camminare nel sole, ma c’è dell’altro.
Cosa?
Non ha mai trovato un uomo che gli facesse superare l’irrazionale paura di perdere il controllo.
Due maschi alfa?
No.
Due Uomini con la maiuscola che dovranno cercare il loro equilibrio se vorranno costruire insieme una vita del tutto incontrollata, caotica e irresistibilmente felice.  



Leggendo i libri di Martina Tognon ciò che più mi ha colpito è la sua attenta analisi delle dinamiche e delle problematiche legate alla famiglia, qualunque sia e in qualsiasi forma si presenti - compresa la sua visione fantascientifica in UnderSkin.
Questo libro non fa eccezione, e, in modo delicato - come in Un Moderno Lieto Fine secondo libro della serie Vita e Amori Moderni, con protagonisti Albert e suo marito Ken -, l'autrice racconta le paure e le emozioni che accompagnano l'affermazione del proprio orientamento sessuale, troppo spesso segnato dal rifiuto dei genitori. 
Personalmente credo che l'amore sia amore in qualunque forma si presenti, differenza di età e genere compresi, per cui quello che ho apprezzato maggiormente nella storia di Alessandro e Carlo, protagonisti di questo bel libro, sono l'empatia e i forti sentimenti che Martina, con la sua scrittura, riesce a trasmettere.
Alessandro Mario Alfieri, detto Atlante, è un affermato pediatra dal corpo imponente, molto attraente e, soprattutto, di rara sensibilità. 

La primavera non si era ancora fatta sentire e un brivido di freddo gli corse lungo la colonna vertebrale. In un moto istintivo si strinse nel camice, inutile gesto di protezione. La stoffa, per quanto fosse pesante cotone, non sarebbe servita a ripararlo dal freddo che aveva dentro.
Ogni volta che perdeva un suo paziente si sentiva uno sconfitto.
Perdere.
Che termine imbarazzante da usare per una cosa di tale importanza. Non si perde un paziente, è assurdo usare una parola che implica la possibilità di ritrovarlo. Molto meglio essere onesti.
Il paziente muore.
Stop.

Non essendo il tipo di persona che poteva restare per sempre nascosto, la sua sincerità e apertura non glielo avrebbero permesso, dal momento in cui ne ha preso coscienza, ha deciso di dichiarare la propria omosessualità ai genitori il giorno prima di partire per Bologna, dove avrebbe frequentato la facoltà di medicina: la loro reazione lo distrugge.

Il giorno dopo essere stato cacciato di casa, Alessandro era rimasto ore in piedi accanto alla recinzione che delimitava il giardino. Una pila di scatoloni era finita accanto al portone in silenziosa attesa e lui, che aveva previsto di partire ma di tornare presto, li guardava sconsolato senza sapere cosa farci.
La sorella Veronica era stata rinchiusa in camera, guardata a vista dai genitori e, purtroppo, quella lontananza sarebbe perdurata fino al compimento dei diciotto anni.
Con il cellulare stretto in mano e gli occhi fissi su tutto quello che era di sua proprietà in quel momento, era sceso a patti con il dolore sordo che lo lacerava. Difficile valutare cosa avrebbe dovuto tenere e cosa lasciare lì perché finisse in discarica, prelevato dal personale della locale nettezza urbana.
A diciannove anni tutto quello che si possiede non può che essere importante e insostituibile.
Si era sentito affranto e scoraggiato, ma il sentimento predominante in lui era rimasta a lungo la rabbia, verso sé stesso. In quei primi giorni gli era stato impossibile accettare di aver sbagliato, in modo così grossolano, nel giudicare i suoi genitori.

Piangere è roba da femminucce, gli era stato insegnato. Quello avrebbe dovuto essere un segnale importante. 

Il passare degli anni non ha ammorbidito l'atteggiamento dei genitori, che cambiano strada quando lo vedono, ma Alessandro ha una vita soddisfacente, è il primario del reparto pediatrico dell'ospedale in cui lavora ed è affiancato dall'amica d'infanzia Giulia Navigatore - la ragazzina che tanti anni prima, dopo il suo coming out, l'ha abbracciato sul marciapiede di fronte casa -, ora infermiera e caposala.
La morte di un piccolo paziente porta due carabinieri in ospedale: ad accompagnare l'amico Gianni Fasani è un nuovo brigadiere, bellissimo e molto alto, verso il quale Alex prova una subitanea attrazione.

Alessandro era rimasto senza fiato nel momento stesso in cui si era voltato per uscire dall’ascensore.
Quel carabiniere non lo aveva mai visto prima, altrimenti se lo sarebbe ricordato. Eccome! Una simile perfezione non poteva essere scordata.
Doveva essere alto quanto lui e parecchio in forma. Capelli scuri, occhi nocciola. Con quel colore di pelle sembrava quasi abbronzato, impossibile a febbraio.

Carlo Buongiovanni ha genitori molto anziani e una sorella molto più grande, Adelaide, dalla quale si è trasferito perché, in stato semi‑catatonico dalla morte del marito, non può occuparsi dei figli, Roberta, di dodici anni e mezzo, e Riccardo, di soli sei.
Sebbene Carlo, per correttezza, abbia confidato ai colleghi il suo diverso orientamento sessuale, non ha fatto altrettanto con i propri genitori per evitare di dare uno scossone alla loro vita che, essendo molto anziani, è nella fase finale. 
Le poche e limitate esperienze che ha avuto l'hanno reso molto cauto e diffidente, il confronto con il collega Gianni - Uno di quei rari uomini romantici, fino al punto da essere quasi eccessivi. -, con il quale sta instaurando una gratificante amicizia, lo aiuta a prendere consapevolezza di sé stesso.
Quando si arrende al sentimento che prova per Alessandro si dispone all'amore senza più alcuna remora.
Alex, avendo fatto da tempo coming out, dimostra una maggiore sicurezza nel rapportarsi con gli altri ma, come Carlo, deluso dai precedenti rapporti, mostra la sua stessa cautela a intraprendere una relazione che vuole seria. Il loro incontro segna un momento importante nelle loro vite, il sentimento reciproco abbatte rapidamente i muri che hanno costruito a protezione di sé stessi.
Il racconto mostra l'omofobia e i suoi disastrosi effetti, ma, su tutto, prevale il senso di solidarietà, l'amicizia, in una società nella quale non si deve rinunciare a sé stessi per conformarsi, i tanti personaggi secondari ne delineano i tratti: Giulia con il marito Sebastiano; Gianni e la moglie Mariangela; Valeria, la sorella di Alessandro e Tiziano suo marito; Anna, la proprietaria del negozio presso cui si serve Alessandro - Il modo in cui Anna era scivolata leggera sull’omosessualità di Carlo era come un sorso di acqua fresca. Persone come lei erano quelle che facevano sperare Alessandro, lo spingevano a credere che prima o poi ci sarebbe stato un posto anche per lui da qualche parte. -; la cameriera del ristorante nel quale si recano a mangiare; anche Roberta e Riccardo, nella loro innocenza, dimostrano la loro avversità verso coloro che condannano le diversità perché, come candidamente afferma Riccardo, La maestra ci ha spiegato che la natura non fa errori.; ma, soprattutto la signora Natalina - vecchia saggia dalle larghe e significative vedute, ottima consigliera -, sempre presente e disponibile nei confronti di Carlo, di Adelaide e dei bambini.
Ho amato l'altruismo di Alessandro, la sua sensibilità di uomo e di medico, la sua onestà e il desiderio di accettazione, Giulia ne è testimone. 

Aveva sempre tenuto in considerazione prima di tutto i sentimenti degli altri. L’unica volta che aveva messo sé stesso al primo posto era andata dannatamente male. Lei la ricordava eccome quell’occasione.

Così come ho amato l'insicurezza di Carlo.

“Io mi sono sempre dovuto arrangiare. Nessuno ha mai preso decisioni al posto mio, in nessun ambito della mia vita. Cosa mangiare, dove andare, cosa studiare, che lavoro fare, che sport praticare. Tutto è sempre stato deciso dal sottoscritto, dalle cose banali fino a quelle più importanti. Anche il mio essere omosessuale, non ne ho mai parlato in famiglia. Certo il motivo principale sta nel fatto che i miei genitori non capirebbero, ma siamo onesti: non mi interessa molto che qualcuno venga a dirmi come dovrei o non dovrei comportarmi. Vale per ogni aspetto della mia vita.”

La paura di non essere in grado di portare avanti una relazione vera è messa in discussione da Gianni.

“Qual è la cosa che più ti spaventa? Davvero non lo capisco. Perdere in mascolinità? Impossibile, ragazzo mio, guardati allo specchio. Se non è questo cosa altro? Diventare dipendente da qualcuno? È quello il bello di un rapporto di coppia. Ci conosciamo ancora poco, ma fidati di quello che sto per dirti. Io senza mia moglie non saprei più che fare e, bada bene, non parlo di mera organizzazione della vita. Parlo della spalla su cui piango quando vedo una bambina ridotta come quella di ieri. Stupito?”

Il libro mi è piaciuto, ho apprezzato i sentimenti profondi, l'empatia e il pathos che hanno suscitato in me. Martina Tognon scrive bene, le pagine scorrono rapidamente, fluide e appassionanti, la carica sessuale, priva di vero erotismo, è evidente ma mai approfondita, mentre la crescita e la maturazione dei protagonisti arricchiscono la storia fino al finale del tutto inatteso con lo stupore che suscita, perché le cose non sono sempre come crediamo siano.
Condivido appieno il pensiero dell'autrice espresso nei Ringraziamenti, all'inizio del libro, e consiglio la lettura di questa bella storia di amore. 


"FROM HERE TO ETERNITY 1: SICK GIRL" di Micol V. Raven

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Segnalazione: "From Here To Eternity 1 - Sick Girl", romanzo d'esordio dell'autrice Micol V. Raven. 




Autore: Micol V. Raven

Genere: Dark Romance

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 15,90 o 19,99

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

Se cerchi la favola… sei nel posto sbagliato.

Nessuno conosce le ragioni del cuore, sta a noi scegliere la strada da intraprendere.
Salvezza oppure dannazione, ma se è amore, quello vero, allora sarà destinato a durare da qui… all’eternità.

Nicole e Norman non potrebbero esser più diversi.
Una ninfetta viziata e un soldato ottenebrato dalla vendetta; ben tredici anni di differenza a separarli e due caratteri agli antipodi. In comune hanno solo l’affetto paterno di Herbert e sarà proprio lui a costringere il trentenne ad addestrare la figlia per sopravvivere allo spietato mondo dei narcos, di cui lei fa parte per diritto di nascita.
Ciò comporterà una convivenza forzata di alcuni mesi.
Una missione.
Un viaggio.
Un cattivo in agguato e un’attrazione malata che non dovrebbe esistere.
Tra allenamenti, passioni che bruciano sotto la pelle, incomprensioni e pallottole, i due capiranno presto che la guerra, quella vera, sta arrivando…




BREVE ESTRATTO:

Nicole uscì dal bagno in cui si era rintanata per lavarsi, avvolta da un misero telo in spugna; sospettavo che quella fosse una sua guilty pleasure, un lungo rito che si concedeva ogni sera come coccola a se stessa e io apprezzavo ogni singolo istante in cui potevo stare solo.
Venne a letto senza vestiti, stendendosi sul lato sinistro mentre fingevo di dormire, pregando per essere lasciato in pace e pentendomi di non averla spedita in mezzo ai ragni.
La mocciosa mi studiò a lungo, cercando di capire se fossi davvero sopito o meno, e mi premurai di regolarizzare il respiro affinché si arrendesse, cosa che non fece.
«Norman?» Col ginocchio mi sfiorò la gamba, avvicinandosi più del necessario, puntellando il gomito sul cuscino. «Dormi?»
Un lieve movimento delle mie palpebre la fece sorridere con la lingua fra i denti.
«Lo so che sei sveglio…» Allungò la mano alla cieca, trovando la mia mollemente adagiata sull’addome per intrecciare le nostre dita.
Non desistetti.
«Perché non mi hai più toccata? Non ti è piaciuto proprio per nulla?» continuò melliflua, sussurrando ogni sillaba vicino al lobo del mio orecchio per solleticare pelle e pensieri e, mio malgrado, rabbrividii di piacere.
Non risposi, ma le puntai addosso due iridi glaciali ebbre di desiderio e disperazione. Non volevo cedere, ma lei aveva un forte potere su di me… e questo mi dava fastidio, perché dopo tanti anni ero tornato a sentirmi vulnerabile.
La ragazzina si morse il labbro inferiore e si avvicinò lenta alle mie labbra, su cui posò un lungo bacio a stampo, umido e morbido. Premette con dolcezza la bocca sulla mia, muovendosi con disarmante delicatezza finché mi scostai con uno schiocco, sospirando esasperato.
La odiavo quando faceva così, ma non lo pensavo davvero. Non ancora.
 




Micol V. nasce a Brescia nel 1987. Cresciuta a pane e cartoni, manga e videogame, fin da piccola si è divertita a dar vita a personaggi immaginari, coltivando diverse passioni artistiche come il disegno, la grafica, cosplay e roleplay. È nel 2006 che conosce la scrittura grazie alle fanfiction e, qualche anno più tardi, approda con storie originali su Wattpad, dove prende forma “From Here to Eternity - Sick Girl”, il suo romanzo d’esordio.


"CIELO NERO" di Chiara Proietti

 

Buongiorno follower!
Nuova pubblicazione: "Cielo Nero" dell'autrice Chiara Proietti,
terzo volume della serie "La trilogia dei ricordi".



Titolo: Cielo Nero
Autrice: Chiara Proietti

Genere: Romanzo Rosa

Serie: La Trilogia dei Ricordi Vol.3

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 10,50

Contatti autore: Facebook - Instagram



TRAMA:

I rapporti occasionali hanno durata breve, ne sa qualcosa Giorgio che, dopo essersi dichiarato con Sara, è stato rifiutato bruscamente senza un valido motivo. Nonostante la ragazza ricambi il suo amore, non vuole aprirsi e lasciarsi andare per via del suo oscuro passato.
La separazione porta Giorgio alla distruzione e a un brutto incidente, trovandosi a combattere tra la vita e la morte. Ciò innescherà in Sara un forte senso di colpa credendo che, se solo fosse stata onesta con lui, non si sarebbe mai trovato in quella brutta circostanza. 
Riuscirà a rivelargli quell’orribile verità, prima che sia troppo tardi?


DICE L’AUTRICE:

Cielo Nero è stato il libro della trilogia più difficile da scrivere, una vera e propria sfida, un po' per gli argomenti delicati che ho decido di trattare e un po' per la creazione del personaggio di Sara. 
In pochi sanno che i personaggi della trilogia sono degli alter ego delle persone che mi circondano, compresa me che addirittura prendo il nome della protagonista di Come Calamite, primo volume della serie.
Sara però, non è ispirata a nessuno che conosco, è un personaggio creato da zero e per questo più difficile da realizzare ed evolvere, ma anche più emozionante e divertente. 
Le devo tanto, mi ha insegnato che spesso le apparenze ingannano e che sotto un carattere forte, a volte, si cela tanta insicurezza.


BREVE ESTRATTO:

Inspiro il dolce profumo dei suoi capelli, accarezzandoli con una mano mentre l’altra le afferra il mento e la costringe a guardarmi. Punta i suoi occhioni verde acqua dritti nei miei, sbattendo le ciglia in quel modo sensuale e innato che non sa di avere. La stringo per i fianchi mentre i nostri sguardi passano sulle labbra. Il desiderio di baciarla è forte, ma sono ancora troppo arrabbiato per quello che è successo, non posso passarci sopra con tanta leggerezza.
«Perché non mi lasci andare?» chiede sussurrando, a pochi centimetri dalla mia bocca.
«E perché tu non ti alzi e te ne vai?» domando a mia volta.
«Non mi alzo perché mi tieni stretta.»
«E io non ti lascio perché...» mi blocco.
«Perché?» mi esorta a parlare, ma taccio, dando fine a questo strano gioco del perché. Non voglio dirle che la desidero più di ogni altra cosa al mondo, non voglio darle questo potere.





Chiara Proietti, nasce a Roma nel 1990. Cresciuta in periferia, circondata dagli affetti, si diploma in ragioneria e inizia a lavorare presso l’azienda di famiglia, occupandosi dell’amministrazione. Nel tempo libero ama godersi la natura, leggere e scrivere: una passione costante quest’ultima che a ventisei anni l’ha portata a scrivere il suo primo romanzo Come Calamite, ispirato alla sua vita e alle persone che ne fanno parte. Da quel momento non si è più fermata, dando il via a una serie di romanzi rosa.


martedì 1 febbraio 2022

"A SPASSO CON BRIGHTON" di Haven Francis

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Segnalazione: "A spasso con Brighton" dell'autore Haven Francis, 
edito Harmony Ink Press, tradotto da Andrea Balasini.




Titolo originale: Riding with Brighton

Autore: Haven Francis

Casa editrice: Harmony Ink Press

Traduttore: Andrea Balasini

Disponibile in ebook a € 5,92 



TRAMA:

Nella cittadina di Spring Valley, è difficile rompere gli schemi, e Jay Hall, studente dell’ultimo anno delle superiori, vive la bella vita da atleta popolare fin dall’adolescenza. Se non fosse per Brighton Bello-Adler, un’anomalia artistica, sfacciata e colorata, continuerebbe a vivere così, ma nel riconoscere la strana attrazione che prova per Brighton, Jay capisce che ha bisogno di qualcosa da lui. È pronto a scoprire cos’è?
Abbandonando per un po’ il suo tran-tran, Jay sale sulla Bronco di Brighton e si lascia trascinare in una gita attraverso parti della città che non sapeva nemmeno che esistessero. Quando quel viaggio compie una svolta inattesa, Jay è costretto ad aprirsi, rivelando a Brighton un ragazzo che gli fa battere il cuore.
Sembrano finalmente diretti al loro angolo di paradiso, ma un’altra svolta li porta su un tratto di strada che per Jay implica un enorme cambiamento. I due ragazzi intraprendono un viaggio verso la crescita, la scoperta e la rivelazione di se stessi, la ricerca di un proprio posto nel mondo, il superamento delle etichette. È un viaggio che a volte spezza il cuore e a volte rinfranca l’animo, che sa essere buffo e dolce, ma si mantiene unico e intimo.


DICE L'AUTRICE:

Su "A spasso con Brighton" ho solo un paio di considerazioni. E' il libro che, se ce l'avessi avuto per le mani a sedici anni quando non ero neanche consapevole che esistesse la possibilità che due ragazzi potessero innamorarsi l'uno dell'altro, probabilmente mi avrebbe cambiato la vita. Ed è forse, per molti versi, una favoletta irrealistica, ma è la favola che noi tutti inguaribili romantici avremmo sognato di vivere.


BREVE ESTRATTO:

Non ho guardato per nulla la strada, così quando il furgone si ferma e vedo che siamo al fiume, mi chiedo come diamine ci siamo arrivati. “Cos'è questo posto?”
“Il nostro tavolo, direi”. Prende la borsa da asporto e apre la portiera. Scendo, e lo seguo fino alla riva. “Adoro questo posto” dice, mettendosi comodo sulla sabbia ed estraendo i contenitori di polistirolo che contengono i nostri panini e le patatine.
Rilassato accanto a lui, guardo l'acqua familiare che mi scorre davanti. “Anche io adoro questo posto”.
“Non sei cresciuto in città?”
“In campagna, in realtà”. Prendo il mio hamburger, e do un morso. “Porca puttana, ma è fantastico!”
“Te l'avevo detto”. Metà dell'hamburger di Brighton è già un ricordo. “Posso immaginarmi la scena... tu un ragazzo di campagna”.
Sorrido all'idea. Non mi sono mai trovato bene a vivere a Folsom Hills. È una comunità con la security ai cancelli, dieci chilometri fuori città, e si respira un'atmosfera particolare, a cui i miei polmoni non si sono mai abituati. Mi manca la campagna. “Quel terreno laggiù” - indico l'altro lato del fiume - “era parte della nostra proprietà. Ho passato gran parte della mia vita su questo fiume”.
Avverto gli occhi di Brighton che mi fissano, ma non posso girarmi a guardarlo. Oggi mi sento come se avessi gli ormoni di una ragazzina adolescente, e percepisco concretamente delle lacrime che tentano di farsi strada.
“E come cavolo sei finito dove stai adesso?”
Scrollo le spalle e do un altro morso all'hamburger prima di rispondere. “Papà ha venduto i nostri venti acri a dei costruttori, e coi soldi ha comprato la casa dove abitiamo ora. Non so cosa gli sia venuto in mente. Quello che avevamo era così tanto meglio di quello che abbiamo ora”. Mi torna in mente il commento sulla maglietta che Brighton ha fatto prima, e prima che possa rispondere aggiungo “so cosa stai pensando: sono un ricco ragazzino viziato che non apprezza ciò che ha”.
“No, assolutamente. Sto pensando a quanto dev'essere brutto passare da quello” - e stende le braccia a indicare tutto quello che c'è al di là del fiume - “da tutto quello spazio, quella terra, quella libertà, alla periferia di una città. Cioè, questo è un paradiso. Non importa quanto possa essere bella la tua casa, senza questa vastità e senza aria aperta qualunque cosa è un passo indietro. Almeno, per me”.
Sorrido. Capisce. Nessun altro lo fa. “Esattamente”.
“Bè, il bicchiere mezzo pieno è che non l'hai persa per sempre. Puoi venire qui quando vuoi, e respirare la stessa aria in cui sei cresciuto”.
“Già. Dovrei farlo. Non sono mai tornato qui da quando ci siamo trasferiti”.
E' silenzioso. Con la coda dell'occhio lo vedo annuire lentamente. “E quale pensi che sia il motivo?”
“Non lo so... immagino non mi sia mai venuto in mente. E poi, a che scopo? Tutto quello che otterrei è di incazzarmi”.
“E' quello l'effetto che essere qui ti sta facendo? Sei incazzato?”
Chiudo gli occhi, inspiro profondamente, assaporando il momento. “No, per nulla. Sto veramente bene, in realtà”.
Quando riapro gli occhi, Brighton è sdraiato con la schiena sulla sabbia, le mani dietro la testa, gli occhi chiusi per ripararsi dal sole. Mi do il permesso di guardarlo per bene. Più di tutto sto guardando le sue labbra, rosse e carnose; quelle con cui ha baciato Josie. Ho sempre pensato che la cosa più attraente del suo viso fossero gli occhi verdi, che ora so che ha preso da Max, e il contrasto che fanno con i capelli, le sopracciglia e le ciglia scure, e la pelle chiara, che ora so che ha preso da Mickey. Ma cazzo, ha anche delle belle labbra.
“Lo capisco”, dice, e io non ho la più pallida idea di cosa stia parlando. Ho paura che apra gli occhi e si accorga che lo sto ammirando, così mi sdraio, chiudo gli occhi, e aspetto che vada avanti.
“Quando ero in quarta elementare, caddi dallo skateboard e mi aprii il mento. Dovetti andare in ospedale, e mi misero dei punti. Dopo quell'episodio rimasi terrorizzato di qualunque cosa avesse le ruote. Fu un inizio d'estate di merda. Guardavo i miei amici sulle loro bici e sulle loro tavole, e tutto quello a cui riuscivo a pensare era a quanto male facesse dopo la caduta e che posto da brividi fosse quell'ospedale, e mi preoccupavo per loro perché potevano cadere e farsi male.
Poi un giorno mio padre ne ebbe abbastanza. Mi mise addosso tutte le protezioni che riuscì a trovare. Una volta che ebbe finito, sembravo un piccolo robot.” Fa una pausa e si mette a ridere, e sorrido anche io, immaginandomelo da ragazzino, coperto di plastica e rigido come un baccalà. “Andare sullo skateboard con tutto quell'armamentario addosso rendeva la cosa cento volte più difficile, e i miei amici mi prendevano in giro, ma ce la feci. Ritornai sulla tavola ed affrontai le mie paure, e fu come avere il mio raggio di sole personale per il resto dell'estate.
Poco a poco lasciai da parte le protezioni, e passai ore su quella tavola, perché la apprezzai molto di più dopo non averla avuta. Ci andai tutti i giorni, finché non cadde la neve, e anche allora cominciai a provare nuove acrobazie nel garage. Quell'anno partecipai ai campionati 3rd Lair, e quelli furono alcuni tra i momenti più belli della mia vita”.
“Quindi il fiume è il mio skateboard, e tu sei la mia protezione?”
Ride. “Può essere”.



Una viaggiatrice sempre in fuga dalla realtà, la scrittura è la versione adulta responsabile di Haven di salire in macchina e guidare senza scopo. La lettura e la musica sono secondi vicini. Lei e suo marito si trovano spesso ad ascoltare le loro band preferite a livello locale o ad affrontare a centinaia di miglia di viaggi on the road.
Haven una volta si guadagnava da vivere scrivendo sulle tendenze dell'interior design, ma apprezza molto il fatto che le persone, a differenza dei mobili, possano innamorarsi, e si appassiona particolarmente alle persone che cadono disperatamente in amori difficili e proibiti. Haven lavora anche come grafica, ma considera l'essere madre il suo mestiere, titolo e professione più importante.
Non fa mistero di essere irrazionalmente affascinata dal periodo della vita che si colloca goffamente tra l'infanzia e l'età adulta; gli anni in cui nulla è certo, si commettono molti errori, innamorarsi è inevitabile e ritrovare se stessi è una lotta. Per lei è un posto divertente in cui rifugiarsi e spera che i suoi lettori siano d'accordo.


"C'E' UN TEMPO PER AMARE" di Rebecca Smith

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "C’è un tempo per amare" dell'autrice Rebecca Smith, 
edito Saga Edizioni.



Autore: Rebecca Smith
Genere: Romance

Casa editrice: Saga Edizioni
Collana: Afrodite 

Disponibile in ebook a € 3,99
E in formato cartaceo a € 17,00

Contatti autore: Rebecca Smith



TRAMA:

Può un dolore spingerti a rivalutare convinzioni e certezze? 
Quando le strade di Erminia e Cristiano si incontrano di nuovo, lei è costretta a fare conti con un passato che non è riuscita a scordare e un presente che sconvolgerà la sua vita. 
L’amore potrebbe essere l’unica cosa in grado di salvarla…
Erminia sarà pronta a perdonare e aprire di nuovo le porte del suo cuore?


BREVE ESTRATTO:

«Ti ho portato un cappuccino e una brioche integrale.» Me li sventola davanti agli occhi, sorridendomi con amore. Possibile che riesca a scorgere dell’amore nei suoi gesti? Mi convinco che debbano essere il poco sonno e la mancanza di affetto a farmi delirare, perché Cristiano mi ha dimostrato ampiamente di non sapermi amare, non come avrei voluto io. 
«Non hai di meglio da fare il sabato? Una donna da portare a fare shopping, per esempio.» Termino la frase desiderando tanto di potermela rimangiare, di sicuro lo scambierà per un tentativo nemmeno troppo velato di indagare.
«Tu hai bisogno di un cappuccino caldo.» Ignora la mia stupida affermazione, continuando a comportarsi come una mamma chioccia.





Rebecca Smith nasce a Milano, città che ama e nella quale preferisce ambientare le sue storie. Lettrice onnivora e compulsiva, dorme poco e ne approfitta per divorare libri. Adora gli Young Adult, i New Adult e il fantasy.  Crede che l’amore irruente e stravolgente che si trova a quell’età, che quelle emozioni effimere eppure così profonde, siano uno dei regali più belli e intensi che la vita ci offra ed è per questo che sono il tipo di romanzo che predilige scrivere.
Ha pubblicato diversi libri, tra cui “Emma Adore”, “Belly Xmas”, “La bugia è che non ti amo”, “Tu sei l’amore che vorrei” e “Sei ancora tu l’amore che vorrei”, e “Hearts Race”.