martedì 21 dicembre 2021

RECENSIONE "PARIS IN LOVE" di Camilla Leydier

 

Daniela Colaiacomo ha letto per noi "Paris in love
dell'autrice Camilla Leydier.




TitoloParis in love

Autore: Camilla Leydier

Genere: Commedia romantica, slow-burn, 
opposite-attract, autoconclusivo

Disponibile in ebook a € 0,99 

Sito autoreCamilla Leydier



TRAMA:

Nessun luogo al mondo è romantico come Parigi!

Maia, spinta dal bisogno di riprendersi da una recente delusione d’amore, lascia l'Italia per trasferirsi in una lussuosa villa di Montmartre, dove diventa dama di compagnia dell’adorabile quattrozampe Sir Percival de Bethencourt. La padrona di Percival è l'eccentrica stilista di cappelli madame Rousseau, osannata dai parigini per l’originalità dei suoi copricapo e per l’esclusività delle sue straordinarie creazioni, di cui le classi agiate sembrano non riuscire proprio a farne a meno. Così, da un giorno all’altro, Maia si ritrova catapultata in un mondo fino ad allora a lei sconosciuto, ma che pian piano riesce a conquistarla e appassionarla rendendola la candidata ideale per indossare i magnifici modelli disegnati dalla stilista d’oltralpe e assumere il ruolo di sua assistente personale. Quello che la ragazza non sa ancora è che la talentuosa designer ha un nipote che va spesso a trovarla, un biondino dall’aspetto tanto simile a quello di un dio greco ma con un carattere sfacciatamente vanesio e arrogante, che gira su una scintillante Bentley nera e che sembra non curarsi mai di divieti di sosta e limiti di velocità. Maia non è andata a Parigi per innamorarsi di nuovo, eppure pare proprio che Cupido, questa volta, ci abbia messo lo zampino… Un cavaliere medievale fedele ai dettami dell’amor cortese sarà in grado di rubarle il cuore? O è più probabile che a riuscire nell'intento sia l'affascinante cameriere di un bistrot di Place du Tertre? Galeotta sarà una festa nel castello di Vincennes… E per la dolce Maia, quello, è l’inizio di un sogno a occhi aperti. 



È una bella favola quella che Maia vive a Parigi, un nuovo lavoro dagli sviluppi inattesi: è un nuovo inizio, una nuova vita.

La mansione che mi aveva decretato indiscussa trionfatrice su decine di altre candidate prevedeva di accudire con amore, dolcezza e dedizione un... cane. Non uno qualunque, però. Lui era un prestigioso esemplare di Coton de Tuléar, bianco come la neve e peloso come uno di quei piumini con cui si è soliti spolverare i mobili.

Lasciata dal fidanzato dopo cinque anni d’amore, Maia Dainesi cerca lavoro lontano da casa e dall'Italia; in una lussuosa villa di Montmartre, Madame Brigitte Rousseau - eccentrica nobildonna proprietaria della villa più sfarzosa di Parigi -, dopo l'accoglienza festosa che Sir Percival de Bethencourt, il suo splendido cagnolino, riserva a Maia, assume senza indugi la ragazza dando inizio a una vera e propria avventura. 
Maia incontra Mr. Bentley ed è aperta antipatia ma... ecco che accade l'imprevedibile.

«Ti presento Oscar, il mio nipote prediletto.»
Ehi, fermatevi un attimo!
Che cosa aveva appena detto la nobile Brigitte Rousseau?
Il cafonissimo Mr. Bentley, al secolo Oscar Rousseau, era dunque... suo nipote?
Vestito come sempre di tutto punto e con quell’odioso sorrisetto da arrogante approfittatore sulle labbra, il ragazzo puntò gli occhi dritti nei miei e io mi sentii letteralmente sprofondare dalla vergogna. Perché nei giorni passati non lo avevo soltanto insultato verbalmente, gli avevo anche fatto affibbiare una multa salatissima e, per vendicarmi della sua insolenza, mi ero sentita autorizzata a sollevargli i tergicristalli in segno di protesta e ad aprirgli senza permesso la portiera della macchina per invitarlo a sloggiare.
Tutte quelle confidenze mi sarebbero costate come minimo il posto di lavoro.

Oscar Briand Rousseau - Mr. Bentley -, trentatreenne laureato alla Sorbonne, è l'amministratore delegato dell’azienda tessile del padre, la Briand Textile, ma aiuta anche la nonna nella sua attività, tra l'altro molto apprezzata, di stilista di cappelli - degli splendidi copricapo in diverse fogge ma tutti con un denominatore comune: un’innata e incontrovertibile eleganza- e, nel tempo libero, pratica la scherma medievale, passione che, inizialmente, suscita l'ilarità di Maia.  
Tra battibecchi e incontri fuori programma, un viaggio in Tunisia, un film, e l'atmosfera medioevale di un torneo, la storia tra Maia e Oscar prende una piega inaspettata, ma non saranno tutte rose e fiori perché interferenze e incomprensioni creeranno confusione e turbamento.
Camilla Leydier, scrivendo in prima persona con il pov di Maia e Oscar, con proprietà di linguaggio, racconta una storia d'amore semplice e godibile, senza eccessi ma con spunti insoliti e interessanti.

Tutto era avvolto in un’atmosfera quasi fatata. Da una grande finestra filtrava infatti la luce della luna, disegnando bagliori argentei sulla superficie dell’acqua. Avrei fatto il bagno così, senza neppure accendere i faretti artificiali posizionati sul soffitto e all’interno della vasca, diversamente avrei rischiato di togliere poesia a quel luogo da sogno. 

Maia è una ragazza insicura, timorosa e inconsapevole delle sue qualità, fisiche e mentali, deve affrontare le sue paure per superare le situazioni insolite che l'avventura parigina le pone sul cammino aiutandola, infine, a maturare.  
Oscar - con un fisico degno di nota e un viso dai lineamenti regolari e mascolini. Detto in poche parole, uno schianto -, all'apparenza antipatico e noioso, altezzoso e un po' snob, in realtà è un uomo tenero e premuroso, un vero Cavaliere.  
Se Maia e Oscar mi sono piaciuti molto è pur vero che ho apprezzato anche i personaggi secondari, tutti ben delineati: la nonna, Madame Brigitte Rousseau, Odette, la governante dalle mille risorse e il Tracagnotto o Trak, come lo chiama Oscar, Sir Percival de Bethencourt. 
Scritto bene il libro scorre velocemente lasciando un piacevole senso di appagamento; con qualche affanno dei suoi protagonisti ma senza veri drammi, è un racconto leggero senza essere superficiale, una storia d'amore più vicina ad una favola moderna che consiglio a coloro che desiderano un po' di relax. 


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