martedì 26 settembre 2023

RECENSIONE "DUE CUORI AL QUADRATO" di Stefy Sciama

 

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Recensione: "Due cuori al quadrato", romanzo d'esordio dell'autrice 
Stefy Sciama. A cura di Dario Zizzo.





Autore: Stefy Sciama

Genere: Contemporary Romance 

Disponibile in ebook a € 0,89 
E in formato cartaceo a € 7,00 

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TRAMA:

Roma, 2034. Chiara è una bella ragazza di ventidue anni, è solare, ama la vita ed ha un’enorme cotta - assolutamente ricambiata - per Gianmarco, suo compagno di studi di un anno più grande, dal fascino irresistibile.
Peccato che ignorino che in passato la madre di Chiara, la 45enne Tessa Castelli, e il padre di Gianmarco, il 46enne Marco Ventura, si siano amati e odiati in una maniera talmente intensa da lasciare un segno indelebile nei rispettivi cuori.
È il 2009 e Marco e Tessa si conoscono in un talent a cui entrambi partecipano. Lui è un ventunenne moro dallo sguardo tenebroso, lei è una ventenne dagli occhi color del mare. Sono giovani, famosi, felici. Per due anni vivono una splendida storia d’amore, finché una fitta trama di intrighi e bugie non li fa dividere.
Il Destino vuole che, ventitré anni dopo, i loro figli Chiara e Gianmarco si conoscano - non in un talent bensì tra i banchi universitari - e che a loro volta si innamorino.
Tessa e Marco, coinvolti loro malgrado, sono costretti a misurarsi con un vortice di ricordi e di verità finalmente svelate. Ed è proprio cercando di rimettere insieme tutti questi tasselli che l'ironica voce narrante di Chiara, tra qualche lacrima e parecchi sorrisi, ci racconta questa favola moderna, da leggere tutta d'un fiato.
Tessa e Marco sapranno cogliere la seconda possibilità che il Destino (e due figli testardi) ha deciso loro di offrire?  



Due cuori al quadrato di Stefy Sciama, sua opera prima, è un romance frizzante, anche ironico, che con uno stile fluido narra la storia della studentessa universitaria Chiara Castelli; è suo principalmente il POV, perché di tanto in tanto l'autrice ci presenta quello di altri personaggi.
Il romanzo è ambientato in una Roma del 2034, anno in cui "C'è posta per te" è stato declassato alla seconda serata (sarà contenta Maria). La protagonista s'innamora di un figo, anzi il più figo dell'Università, Gianmarco Venturi, conosciuto nell'opera anche col nome de "Il Soggetto"; ciò genera al suo interno qualche dissidio interiore:

Pensieri, pensieri, solo pensieri. Invece avevo bisogno di liberare la mente e di lasciar parlare il mio io interiore (che avevo scioccamente ribattezzato Gerardo). Ero curiosa di sapere cosa avrebbe detto al mio io esteriore (ovvero la mia personale Miss Adelaide). Ero curiosa di origliare quel dialogo intimo e segreto. Conoscevo molto bene l'oggetto della conversazione. O meglio, il Soggetto. Il solo ed unico.

Quello che più mi ha colpito è la voce giovane, fresca di Stefy Sciama, che sembra presa da uno di quei film giovanilisti americani che parlano di ragazzi alle prese coi problemi della loro età:

Mamma diceva che avevo solo bisogno di crescere un altro pochino e di fare nuove esperienze, diceva che alla mia età anche lei era come me. Io speravo che avesse ragione, ma qualcosa dentro di me mi faceva pensare che mi dicesse quelle cose solo per farmi star meglio e non perché fosse la verità.

Ma la madre, Tessa, non ha una vita esente da segreti e uno è la relazione col padre di Gianmarco, Marco (i due, un tempo colleghi nel mondo dello spettacolo, in fondo sono coprotagonisti in questo romanzo), relazione molto coinvolgente, troncata per un motivo su cui, come una Sherlock Holmes in versione rosa, indagherà la figlia. I due ex amanti, non più giovanissimi, portano verve e qualche risata all'opera coi loro scazzi da fidanzatini; è un amore che è rimasto come un tatuaggio, come una canzone che rimane in testa, come scriveva Tessa da giovane: 

Le parole di quella canzone ora me le sento cucite addosso, come un vestito fatto su misura, difficile da indossare, impossibile da togliere…

L'opera risulta decisamente gradevole, ideale per gli appassionati del genere; dobbiamo però segnalare qualche ingenuità, per esempio nell'uso della punteggiatura come la ridondanza dei puntini di sospensione, ma questo non toglie la gran capacità che ha Stefy Sciama di parlarci dell'amore, con le giuste parole, come queste: 

Le loro labbra erano incollate saldamente e non davano segno di volersi staccare. Era come se entrambi temessero che, allontanandosi, l'incanto, la magia che li teneva uniti si dissolvessero nel nulla.


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