giovedì 25 gennaio 2024

RECENSIONE "IL RAGAZZO OMBRA" di Laura Costantini

 

Buongiorno follower!
Alessandra Maria Starace ha letto per noi "Il ragazzo ombra
dell'autrice Laura Costantini, edito GoWare.


Autore: Laura Costantini 
Serie: Diario Vittoriano Vol.1
Genere: Narrativa storica

Casa editrice: GoWare

Disponibile in ebook a € 4,99
E in formato cartaceo a € 12,99

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Robert Stuart Moncliff è un romanziere e un ritrattista affermato. Nell’autunno del 1901 chiuso nel castello di famiglia, su una scogliera scozzese, rilegge il diario degli ultimi vent’anni.
Un’assenza pesa su di lui: la persona più importante della sua vita. Un tredicenne dagli incredibili occhi d’oro apparso come un’ombra, sotto la luna piena nell’aprile del 1881.
Nella lettura Robert rivive la gioia passata, unica cura per superare il giudizio della società vittoriana che ora lo condanna.
Il ragazzo ombra è il primo episodio della serie Diario vittoriano. 



Credo che leggere sia una bella esperienza. E lo credo ancora di più dopo aver letto Il ragazzo ombra di Laura Costantini. Amo (anche) la letteratura Lgbt, e, per questo, mi ero ritagliata un po’ di tempo da dedicare a un romanzo della trama che ritenevo intrigante. Ma non mi aspettavo un racconto così inetichettabile, dove il tempo e i luoghi assumono contorni elastici e talmente morbidi da sfumarsi alla perfezione nei sentimenti e nelle emozioni di personaggi tridimensionali, vivi e imprevedibili. Si tratta di una storia, semplicemente questo. Ed è raccontata con maestria, con una perfetta padronanza degli ambienti, dell’epoca, dei colori e degli odori speziati o stantii che fungono da palcoscenico al miracolo umano che sono la fratellanza, l’amicizia e l’amore.
Il ragazzo ombra non è un libro che culla il lettore in stereotipi di genere o in fantasticherie posticce, ma si preoccupa di parlare dell’anima di due adolescenti soli che crescono in due mondi (quello dell’India e quello dell’Inghilterra della regina Vittoria) ancora più soli. E lo fa con quella delicatezza disarmante tipica di chi vuole lasciare la possibilità agli stessi protagonisti di raccontare, di crescere, di sbagliare, relegandosi un ruolo da regista, come solo chi padroneggia completamente l’argomento può fare.
Un difetto? Avrei voluto sbirciare di più già nella cortina del primo capitolo del “Diario vittoriano”.
Per cui va da sé che leggerò tutto il resto. 
Consiglio questo libro a chi vuole regalarsi una narrazione struggente.


Nessun commento:

Posta un commento