mercoledì 7 gennaio 2026

RECENSIONE "UN VALZER CON IL DUCA" di Valentina Piazza

 

Buongiorno, amici lettori!
Recensione: "Un valzer con il duca" dell'autrice Valentina Piazza. 
A cura di Silvia Cossio. 



Autore: Valentina Piazza

Genere: Romance storico

Disponibile in ebook a € 0,99

E in formato cartaceo a € 12,48 o € 18,72

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Londra, 1815.
Felicity Attawey debutta in società con più entusiasmo che disciplina. Ride troppo, parla quando dovrebbe tacere e colleziona sguardi scandalizzati a ogni ricevimento. Sua madre, determinata a sistemarla con un buon partito, ha puntato tutto su un candidato impeccabile: il conte di Leicester.
Al grande ballo della contessa di Dartmouth, Felicity riceve il suo primo carnet da ballo ma, per una svista “innocente” di qualche burlone, il nome che appare al centro del libretto è quello di William Lennox, V duca di Richmond, un uomo celebre per la sua compostezza, il suo distacco e con una reputazione da scapolo irremovibile.
L’equivoco avrebbe potuto risolversi con un freddo rifiuto da parte del gentiluomo – anche perché il padre di Felicity è divenuto baronetto da poco e non vanta nobili natali – ma il destino trascina il riluttante duca sulla pista. Quel valzer imprevisto diventa il fulcro della serata e della stagione: la società non parla d’altro. Perché un duca non balla mai per errore.
Le voci corrono veloci e la povera Felicity si trova imprigionata in una rete di malintesi sempre più intricati, coincidenze imbarazzanti, lettere smarrite e incontri apparentemente casuali che finiscono sempre per metterla accanto a lui.
Alla fine, il nome appuntato per “errore” sul carnet potrebbe rivelarsi il colpo di scena più fatale di tutti, in grado di riscrivere non solo la stagione mondana, ma anche il futuro di entrambi. 



Londra, 1815
Felicity Grace Attawey, detta Filly, è l’unica figlia di Beatrice e Andrew Attawey. 

Una figlia ribelle e del tutto priva di raffinatezza e buone maniere, una selvaggia che, fin da piccola, pareva più un garzone indemoniato che una bimba diligente.

Ormai diciottenne, i genitori ritengono sia giunto il momento per lei di debuttare in società, e magari attirare l’attenzione di qualche pretendente. Hanno già in mente il candidato ideale: Thomas Coke, conte di Lincoln, figlio di Mortimer Coke. Ma la ragazza non vuole saperne né di lui, né di altri.
L’incontro/scontro con William Lennox, V duca di Richmond, duca di Lennox, nonché duca di Gordon e conte di Kinrara, nella contea di Inverness, ribattezzato ironicamente “Duca di tutto” dalla protagonista, sposta l’asse di interesse di quest’ultima e, per un errore del destino, i due si ritrovano a condividere un paio di balli.
William è poco incline a prendere parte a dibattiti o danze, tuttavia, da gentiluomo qual è, per evitare che la reputazione della ragazza venga macchiata, si presta a ballare con lei. 
Felicity è spiritosa e poco convenzionale, un’abile conversatrice. E, sebbene lui sia un uomo tutto d’un pezzo, è destinato a capitolare di fronte alla spontaneità della giovane.
Una serie di eventi li porterà a unire le forze contro le malelingue della società.

La sua vita, da quando aveva incontrato Felicity, non era stata altro che un susseguirsi di scontri, incidenti, parole troppo taglienti, fughe e momenti che avevano rischiato di sfociare nel disastro. 

Complice la rispettiva fuga da Londra, si ritroveranno entrambi a Bath, e, ospiti del conte di Pembroke, a trascorrere il Natale sotto lo stesso tetto.
Sembra davvero che ci sia una cospirazione ai loro danni. 
Più cercano di evitarsi e più il fato rema contro.
L’attrazione tra loro è improvvisa e irrazionale. 

Il suo cuore era perso per sempre e così il suo corpo. Il duca si era innamorato della fanciulla più improbabile di tutte. 

Ma qualcuno trama nell’ombra per impedire la loro unione.
Dovranno superare diversi ostacoli e i pregiudizi del Ton prima di poter finalmente coronare il loro amore.
Questa su grandi linee la trama.
Sebbene la storia non possa essere definita originale e alcuni passaggi si rivelino prevedibili, la lettura di questo romanzo risulta coinvolgente. Ci si ritrova letteralmente catapultati in mezzo alla nobiltà londinese del 1800, tra le usanze e i costumi dell’epoca, tra un pettegolezzo e un bacio rubato, trascinati al centro di una sala da ballo in attesa di sentire le prime note di un valzer, o fra le mura di un castello, intimoriti di fronte alla maestosità degli ambienti o in contemplazione dei ritratti degli antenati alle pareti. Si fa apprezzare nella sua totalità. L’autrice, che seguo ormai da anni, ha dalla sua la capacità di rendere appassionante anche la storia più semplice, grazie a uno stile narrativo fresco e diretto, praticamente privo di imperfezioni.
Ciò premesso, sento di doverla bacchettare per un paio di cosucce… 😂 (pensavi di passarla liscia, eh!), ma farò un po’ di spoiler, quindi, se non avete letto il libro e se non siete dei curiosoni patologici, fermatevi qui.
Concludo dicendo che è un buon prodotto, ve lo consiglio… Ciao 😂





Rieccoci tutti insieme. Eh, sì, ho scritto “tutti” perché tanto lo so che siete dei curiosi assetati di sangue 😂😂

Dunque, due dettagli mi hanno fatto storcere il naso: 
- il primo riguarda il cattivo e il fatto che in parte si redima; si tratterà di una mia impostazione mentale, ma proprio non mi piace, preferisco che i cattivi restino tali, coerenti con quello che sono. Mi sento più orientata verso le "punizioni"; sarà la mia vena sadista, non posso farci nulla 😅😂
Naturalmente, non intendo incolpare l’autrice per la sua scelta (anche se, grrr…), se dovesse stare dietro a tutte le "disfunzioni" dei lettori, non ne verrebbe fuori 😂
- il secondo riguarda la coincidenza della data, particolare che porterà a smascherare le bugie del cugino, è davvero troppo. La ritengo una forzatura, poco credibile.
- infine… sì, avevo detto due dettagli, consideratelo un post scriptum… avrei da ridire sull’abbreviazione del nome Philippa… Pippa non si può sentire 😂


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