giovedì 15 gennaio 2026

RECENSIONE "IL VASO CHE SAPEVA TROPPO" di Maria Letizia Musu

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Il vaso che sapeva troppo" dell'autrice Maria Letizia Musu. 
A cura di Silvia Cossio.


Autore: Maria Letizia Musu 

Serie: Misteri e delitti Vol.1

Genere: Cozy Mystery 

Disponibile in ebook a € 3,99

Contatti autoreFacebook - Instagram  



TRAMA:

Una mattina qualunque, a Quartu Sant’Elena, succede l’impensabile: un cadavere viene trovato in un garage. Accanto a lui un vaso rubato. Coincidenza? Delitto d’arte? O solo l’inizio di un gran mistero?
A cercare di fare chiarezza saranno tre donne che non hanno nulla in comune:
Vanessa, un cuore ingenuo e una totale fiducia nelle notizie lette su Instagram. Olga, una badante russa, con una passione per le telenovele anni ’70 e una forza sorprendente. Immacolata, vedova sveglia ma rattristata da una vita monotona.
Tra segreti confessabili solo con l’alcool, stramberie e battute al vetriolo, l’indagine le porterà molto più lontano di quanto avrebbero mai immaginato.
Chi ha detto che le detective devono essere sobrie e in divisa? 



Tutto ha inizio con la sparizione di un vaso, decorato con limoni pieni e gialli, preso nella costiera amalfitana. Un regalo del defunto marito di Immacolata Zuncheddu, ex ladra con la passione per l’aglio.

Una donna che aveva avuto un passato cristallino e onorevole nel mondo del furto con destrezza.

Un dono che è stato testimone della loro piacevole vita di coppia.
Chi può essere stato?
Insieme a Vanessa, una giovane svampita tutta presa dai social e dal look che vive con Immacolata - sempre pronta a documentare ogni aspetto della sua vita; sempre perfetta sui tacchi; sempre pronta a innamorarsi -, e a Olga, una badante russa con un passato nel kgb, - una statua sovietica del dovere domestico: alta, massiccia, con le mani posate sui fianchi come due pale meccaniche pronte a scattare, spolverare e, se necessario, torturare. Olga che si commuove davanti alla telenovela di Cuore selvaggio 😂 -, hanno inizio le indagini. 
Determinate nello svolgere la missione, si dividono gli incarichi: Imma è la mente, Olga è il braccio e Vanessa la consulente d’immagine.
Tra loro, un abisso culturale, linguistico e ideologico, che tuttavia non impedisce alle tre di creare un legame.
Interrogano i sospettati: Maria Rosa, una vicina che, in passato, aveva mostrato interesse per il vaso, e Lollo, amico/corteggiatore di Vanessa, di cui si sono perse le tracce.
Il ritrovamento di un cadavere sposta l’attenzione. Accanto a lui, il vaso rubato. 

E come ogni estate, anche quel giorno, tra un mistero e una sirena, si rischiava di essere interrogati e dissanguati allo stesso tempo dalle zanzare.

Ma mentre il mistero del vaso viene risolto, quello dell’omicidio si rivela più difficoltoso. Le indagini si muovono lente. Un susseguirsi di ipotesi, smentite e nuove domande. Le ricerche del fantastico trio languiscono: tre improbabili, improvvisate detective, che però concludono ben poco, sebbene alla fine scoprano il colpevole. 
Primo capitolo della serie Misteri e delitti ambientata a Quartu Sant’Elena, in Sardegna.
Tre nuove protagoniste calcano la scena, mettendo in pausa le due professoresse protagoniste della serie Delitti e ore buche, che in questo volume fanno solo una breve apparizione.
Titolo ironico che anticipa il contenuto, l’andamento leggero. Tra le battute sulla Sardegna, che fa da cornice, e quelle pronunciate da Olga, impossibile non ridere. Tra aneddoti e paragoni improbabili, si capisce che l’autrice ci tiene a raccontare della sua terra. Sempre in chiave ironica, punto di forza di questa autrice.
Il momento sentimental-cimiteriale... Top! 😂
Un giallo umoristico che però ho trovato un po’ debole, soprattutto se paragonato a quello della serie precedente - a cui va la mia preferenza -, e che vede il contributo delle forze dell’ordine praticamente inesistente. In pratica, tutto gira intorno alle tre donne, a discapito del resto. Un trio che ha senz’altro un suo perché, ma a cui affiderei un ruolo secondario di contorno: le vedrei bene come le classiche macchiette che combinano pasticci, ma che, a modo loro, hanno le giuste intuizioni. Io butto lì il suggerimento all’autrice 😉 


Nessun commento:

Posta un commento