martedì 27 gennaio 2026

RECENSIONE "VERO - IL ROMANZO DI MARCO AURELIO" di Franco Forte

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "Vero - Il romanzo di Marco Aurelio", di Franco Forte, edito Mondadori. Dario Zizzo lo ha letto in anteprima per noi.


Autore: Franco Forte

Genere: Romanzo storico

Casa editrice: Mondadori

Disponibile in ebook a € 15,99
E in formato cartaceo a € 21,85

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Qual è il prezzo di rimanere fedeli a se stessi? È poco più di un bambino, Marco Vero, che poi diventerà Marco Aurelio, quando intuisce il grande attrito a cui lo costringe il destino: il ritratto di uomo buono che i suoi amati filosofi greci insegnano mal si adatta alla spietatezza richiesta a chi è destinato a comandare un impero. Eppure, proprio questo si ripromette di fare: sposare l'inconciliabile, unire la rettitudine alla fermezza, la bontà d'animo alle esigenze di Stato. Essere imperatore e filosofo insieme, come auspicava Seneca. Quello che ancora non sa è che la vita gli chiederà il conto di questa promessa, perché dedicare se stessi alla ragione e alla verità significherà per lui scendere a compromessi difficili, e rinunciare alle proprie passioni e ai suoi grandi amori, consegnandosi a un percorso di sofferenza e amarezza che lo logoreranno fino alla morte... facendolo diventare una leggenda. Non c'è nessun altro sovrano, nella storia di Roma e dell'umanità intera, che come Marco Aurelio abbia immolato la vita all'amore per la bontà universale, per il proprio popolo e per la verità a scapito di qualsiasi strategia di potere, caricandosi sulle spalle il peso di decisioni difficili che hanno regalato a Roma alcune delle pagine più luminose della sua storia secolare. Franco Forte racconta la parabola affascinante e complessa della vita, le conquiste e i pensieri del più moderno degli imperatori romani, un sovrano illuminato e tormentato che riassume in sé tutte le contraddizioni del mondo antico, un uomo la cui propensione alla verità era così forte da essere soprannominato Verissimo, in omaggio anche al suo cognomen, che lo rendeva... "più vero di Vero". 



Non ci si può immergere due volte nello stesso fiume.

Inizia così l’ultima fatica di Franco Forte, Vero - Il romanzo di Marco Aurelio; le parole, sul perenne mutamento della realtà, sono del filosofo greco Eraclito che fa visita, nell’immaginazione, all’imperatore romano morente, il protagonista; Eraclito sta in buona compagnia: Epicuro e Seneca.
I tre filosofi furono dei maestri per l’imperatore romano Marco Aurelio, importante pensatore stoico (autore del libro evergreen “Pensieri”), e il suo dramma, o la sua difficile missione se preferite, consistette nel conciliare la filosofia e il potere politico.
Forte ci fa entrare nei gangli del secondo, assistere ai dialoghi incisivi tra i personaggi, come da dietro una tenda, per esempio a quello tra il bambino Marco Annio Vero (il futuro Marco Aurelio) e il padre adottivo Tito Aurelio Antonino (che diventerà imperatore col nome di Antonino Pio), riguardo al Vallo di Adriano, in cui il primo dà prova della saggezza che sarebbe stata sostanzialmente la cifra del suo Impero. Ci mostra come importanti decisioni, tipo quella sul successore dell’imperatore, possano essere prese anche in base a un sogno fatto da quest’ultimo, cose non scritte nei libri di Storia, ci mostra degli dei da ingraziarsi di continuo, per cacciare ad esempio la peste che ammorbò Roma durante l’Impero (161-180 d. C.) di Marco Aurelio. 
Lo scrittore ci offre dunque il backstage della Storia, che sa raccontare in modo seducente, prova data già nelle sue precedenti opere; d'altronde ben sappiamo che un divulgatore come Montanelli o uno scrittore di romanzi storici è letto più facilmente, e con maggior piacere, rispetto a diversi storici dalla prosa ardua.
A meravigliare particolarmente in “Vero” è la rigida educazione di Marco, frutto anche dello stoicismo, filosofia fondata sulle rinunce. E tra le rinunce c’è anche quella alla conturbante Ceionia, il vero amore della sua vita, fatta per ragioni di Stato che lo portano a sposare Faustina minore, figlia di Antonino. Rinunce, oltre ai lutti familiari, che lo mettono a dura prova, ne fanno un personaggio macerato, impegnato, tra l’altro, in una furiosa guerra contro i barbari, che bussano violentemente alle porte dell’impero.
Leggere “Vero” è anche vedere la Storia attraversata da refoli di poesia, quando parla, ad esempio, delle effusioni, consumate nel buio ruffiano, tra la madre di Marco e l’amica Grazia: 

Un'intimità profonda e muta si consumava tra loro, come una fiamma nascosta che aveva trovato finalmente il coraggio di ardere in piena notte.

Forte, non solo nell'estratto precedente, sa cogliere i moti dell’animo dei suoi personaggi, evidenziarne le contraddizioni, perché questi, come gli uomini di qualsiasi epoca, quasi sempre, non sono bianchi o neri ma bianchi e neri al tempo stesso; e, come un personaggio principale, ci presenta Roma in tutta la sua grandezza: 

L’aria odorava di pane caldo, di sudore e di incenso bruciato nei sacelli, mentre la città pulsava viva, inarrestabile, come un cuore eterno.


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