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giovedì 16 novembre 2017

INTERVISTA AD ANNA ZARLENGA



Buongiorno follower!
Tempo di interviste! Ormai sapete che il giovedì ci dedichiamo alla conoscenza di un autore e oggi è il turno di...... ANNA ZARLENGA! Ad aprile ha pubblicato il suo primo romanzo e a breve ne pubblicherà un altro. Per saperne di più, leggete l'intervista che le abbiamo fatto e poi, come al solito, appuntamento nel gruppo delle harmonyne in compagnia di Anna e dei suoi lavori 😃 










INTERVISTA AD ANNA ZARLENGA:



1) Raccontaci qualcosa di Anna 😊 Parlaci del percorso che ti ha portato a essere quella che sei oggi.

Sono nata a Napoli e mi sono laureata in Lettere nel 2005 con una tesi su un predicatore del 600. Santi, martiri, donne beate che mortificavano la loro bellezza scarnificando le loro mani nella calce viva… altro che horror! Da lì, soprattutto, ho capito che la parola può veicolare immagini di grande potenza e intervenire realmente sull'animo umano. Ho continuato il mio percorso culturale conseguendo la specializzazione all'insegnamento, ma ho fatto anche altri lavori, alla ricerca del mio posto nel mondo.


2) Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Questa passione nasce da una serie di situazioni che, nel corso della  vita, hanno caratterizzato il mio cammino. Posso dire che la letteratura mi ha sempre appassionato e ho coltivato prestissimo il sogno di poter scrivere. Per moltissimo tempo, però, non l'ho fatto. Quando ero adolescente, e  anche quando ero un'universitaria, mi cimentavo in piccoli racconti ed esercizi di stile. Molti di quei testi sono finiti nell'oblio, ma sono comunque serviti per farmi capire cosa volevo scrivere, o meglio cosa non volevo scrivere. Ero scoraggiata perché non riuscivo a portare avanti lavori più lunghi di quindici pagine e mi chiedevo cosa non andasse. C'è voluta la maturità per capirlo: da ragazza ero convinta che per scrivere un libro si dovesse per forza essere seri, trattare argomenti gravi e complessi e cercavo di comporre opere che non mi rappresentavano minimamente. Io sono un'anima comica e romantica, vedo l'assurdo in ogni cosa che mi capita sotto il naso. Non per niente scrivo anche commedie con mio marito, adoperandomi per metterle in scena con una compagnia fatta di amici. È stata la presa di coscienza del mio essere che mi ha fatto abbandonare la strada classica per rimettermi di fronte allo schermo, questa volta con uno spirito nuovo: scrivere per divertirmi ed emozionarmi, scrivere per divertire ed emozionare. Una volta imboccata questa strada, ho trovato la mia dimensione ideale. La pagina non mi fa più paura, ma è la mia opportunità di rivivere momenti meravigliosi


3) Come vedi il futuro dell'editoria? Self o CE? E-book o cartacei? E tu cosa preferisci?

Ho pubblicato un libro come self, “Il volto che ha l'amore”. È stata la prima volta in cui sono uscita allo sbaraglio, con mille dubbi e paure. I riscontri positivi ci sono stati, ma ad essere onesta non so ancora quale strada prenderà la mia produzione. Ho, infatti, firmato un contratto con la collana “Un cuore per capello”, diretto dall'eccezionale Daniela Perelli (che nessuno conosce, vero? XD) e ho affidato a lei il mio prossimo romanzo, che nasce come spin off del primo. Non mi dispiace lavorare in team e sono sicura che questa esperienza mi farà imparare molte cose.


4) Genere storico, paranormal, erotico... Scelta dettata dal mercato? Quanto può condizionare?

All'inizio della mia “rinascita artistica” ho aperto un mini blog, “sognare in punta di penna” con l'intento di esplorare il mondo dell'editoria indipendente e recensire i libri più belli che mi capitavano sotto il naso. Più che un blog io lo chiamo diario delle mie letture, eppure aggiornarlo mi ha fatto notare alcuni meccanismi che in effetti danno da pensare. Io ho scelto il rosa perché, come ho detto, amo sognare e ridere, ma ho letto un po' tutti i generi e penso che oggi il mercato sia molto orientato verso l'erotico. È un dato di fatto e non nego di averne letti alcuni davvero notevoli, intriganti e ben strutturati, ma non riuscirei a scriverne uno, probabilmente. Per scrivere due scene leggermente più hot ci ho messo circa tre giorni, quindi, a meno che non preveda una lunga clausura in casa, non credo di potermi cimentare, così come non mi sento in grado di scrivere fantasy. Ammiro chi lo fa perché ci vuole  impegno e disciplina  nel creare mondi fantastici. Amerei, invece, scrivere un rosa storico, ma per farlo ho bisogno di tempo, quindi per il momento questa è solo un'idea che conservo in un angolo del mio cuore. Dal mio punto di vista, non bisogna scrivere per il mercato, ma scrivere per se stessi e per divertirsi, rispettando la propria personalità. Il che non ci impedisce di lanciarci in una sfida, ma secondo me l'opera è veramente specchio di te quando riflette cosa hai nel cuore.


5) Perché la gente dovrebbe comprare i tuoi libri?

Bella domanda. Insomma, non pretendo che i miei libri siano capolavori, ma credo che possano in qualche modo strappare un sorriso o un sospiro, quindi se non avete niente da fare e volete rilassarvi con una storia d'amore, prendetemi in considerazione (lo so, sono pessima a farmi pubblicità 😊)


6) Faresti mai compromessi per arrivare al successo?

Compromessi di che tipo? Se si parla di editing, di tagliare o sistemare alcune scene, non parlerei di compromessi, ma di presa di coscienza dei propri limiti. Sono sempre disposta ad ascoltare pareri e consigli. Certamente non scriverei qualcosa che non sento mio solo per vendere di più.


7) Il tuo sogno nel cassetto.

Avere uno studio insonorizzato pieno di libri nel quale ascoltare musica e creare liberamente. Collaborare alla realizzazione di un film tratto dai miei romanzi (sognare è gratis, per fortuna)


8) Parlaci del tuo ultimo lavoro.

Il mio ultimo lavoro è in uscita il 21 novembre. Si intitola “Amore fuori programma” ed è una commedia romantica. Parla di una cantante con la lingua biforcuta che si incontra e si scontra continuamente con un affascinante avvocato, fratello della sua coinquilina, finendo poi a lavorare nel suo studio e a essere fonte continua di guai. Lia, è questo il nome della protagonista, è apparsa ne “Il volto che ha l'amore” come personaggio secondario. Poco più di un cameo, ma ha conquistato me e molti lettori, quindi scrivere di lei è stato naturale e mi sono divertita tantissimo a raccontare le sue stramberie. Avevo deciso di pubblicare anche questa storia in self, però poi ho letto della nuova casa editrice e ho tentato… ricevendo in dono il grande onore di inaugurare la collana. Spero di esserne degna, l'emozione è fortissma.


9) Progetti per il futuro?

Ho un romanzo quasi concluso in lavorazione, un altro appena iniziato e almeno quattro progetti in bozza… Spero di poter condividere ancora un pezzo della mia anima con i lettori.


10) Quanto è importante per te l'amore? Credi che nella vita reale esista il lieto fine?

Io credo nell'amore. Ci credo da quando ho conosciuto mio marito, quasi vent'anni fa. Ci siamo incontrati per caso, come nei migliori film (anzi magari un giorno racconterò le vicende del nostro innamoramento) e ho trovato in lui un'anima affine e complice. Non smettiamo mai di ridere e sorridere e questo è già il nostro lieto fine. Il lieto fine esiste se lasciamo all'amore la possibilità di entrare nel nostro cuore. 



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